Introduzione
Manca pochissimo alla scadenza del taglio delle accise sui carburanti: lo sconto deciso dal governo Meloni finirà infatti a mezzanotte del 6 giugno. L’ultima proroga della misura era arrivata il 22 maggio, ma adesso non è chiaro se l’esecutivo intenda estendere ulteriormente il taglio o se arriverà un tipo diverso di intervento. Qualora le accise sui carburanti dovessero tornare al livello procedente alla crisi energetica innescata dalla guerra in Iran e al blocco di Hormuz, il prezzo di benzina e diesel sarebbe destinato ad aumentare.
Quello che devi sapere
L’intervento del ministro Giorgetti
Sul tema è intervenuto ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: "Voi sapete che scadono gli sconti sugli accise il 6: interverremo con decreto ministeriale, con il noto meccanismo, quindi non c'è bisogno di una norma di legge del Consiglio dei ministri”, ha spiegato il titolare del dicastero di via XX Settembre. “Ho precisato che il 6 scadono le accise, noi interverremo con il meccanismo delle accise mobili e dobbiamo effettivamente valutare quanto è la disponibilità, e fino al giorno 6 non l'abbiamo e, in base a quello vedremo in qualche modo, date anche le condizioni di mercato, come prorogare" questi aiuti.
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Cosa sono le accise mobili
Le ‘accise mobili’ sono un meccanismo, introdotto dal governo Meloni nel 2023, che permette di adottare un taglio del prezzo alla pompa al verificarsi di determinate condizioni di aumenti dei prezzi. A pesare su questi prezzi infatti non sono solamente le accise, ma anche l’IVA al 22% applicata ai carburanti: in pratica, in caso di impennata dei costi, la misura consente di utilizzare l’extragettito IVA per ‘abbassare’ temporaneamente le accise, in modo da tenere sotto controlli i prezzi alla pompa di benzina e diesel.
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Cosa succede senza lo sconto
Cosa accadrebbe però al prezzo di benzina e diesel se il governo decidesse di non prorogare ulteriormente il taglio delle accise, e si tornasse a prezzi ‘di mercato’? Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, se il governo Meloni decidesse di non intervenire ulteriormente si registrerebbe un aumento dei costi alla pompa di circa 6 centesimi al litro per la benzina e di circa 12 centesimi per il diesel: questo si tradurrebbe in un rincaro di 3 euro per un pieno di benzina e di 6 euro per un pieno di diesel.
Le opzioni sul tavolo del governo
Non è comunque detto che salti il taglio delle accise: come detto, il ministro dell’Economia ha lasciato più di una porta aperta a questa soluzione e il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini ha confermato che all’eventuale proroga “sta lavorando il ministro dell'Economia”. Tra le opzioni filtrate in questi giorni per un possibile superamento del taglio delle accise c’era anche quella di un voucher per le famiglie più bisognose, che però non ha ricevuto il via libera nel Consiglio dei Ministri tenutosi ieri.
Il voucher per i bisognosi
L’idea, secondo quanto ricostruito, sarebbe quella di un voucher del valore di 100 euro rivolto alle famiglie più bisognose. Questa misura avrebbe lo scopo di superare la logica di un intervento generalizzato, rivolgendosi invece ai nuclei familiari con un Isee inferiore ai 15mila euro beneficiari della social card: si tratta di una platea di 1,2 milioni di famiglie, che si vedrebbero erogate il bonus proprio attraverso la card. Il vantaggio inoltre sarebbe anche economico: il costo stimato di questa operazione è di circa 120 milioni di euro, contro i 2 miliardi complessivi spesi dal governo dal 18 marzo per tagliare le accise.
Le perplessità e lo stop ai voucher
La possibile misura, tuttavia, non sembra aver incontrato il favore di ampie parti della maggioranza: si sarebbero infatti registrate tensioni e divergenze sulle misure da adottare per rimodulare gli aiuti contro il caro-energia, con la Lega che avrebbe espresso forte contrarierà all’idea dei voucher. E anche il partito della premier Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, non sarebbe stato convinto nonostante lo sponsor di questo fosse stato Adolfo Urso, uno dei ministri di FdI. Dunque ieri il Consiglio dei Ministri non ha approvato alcuna misura in merito, e il destino dei voucher sembra essere in discussione.
Ancora possibile proroga taglio accise
Dunque, l’ipotesi di una proroga dello sconto sui carburanti rimodulando le soglie in base al carburante che ha segnato rialzi maggiori rimane sul tavolo. Secondo quanto ricostruito dal Messaggero, infatti, oggi l’orientamento del governo sarebbe quello di proseguire con il taglio dei costi, dopo aver chiarito quanto extra gettito IVA sarà disponibile per finanziare la misura usando il meccanismo delle accise mobili. Non è però ancora chiaro quanto potrebbe durare un’ulteriore proroga, né se avverrà alle stesse condizioni attualmente in vigore: per saperlo sarà necessario attendere la disponibilità di risorse per il MEF.
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