Mutui, tasso fisso o tasso variabile: quale conviene in base all'Euribor e perché

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Per chi sta valutando un mutuo per l'acquisto di casa, il mese di agosto è iniziato con una situazione di apparente paradosso. Come rileva il monitoraggio di Mutui.it il tasso variabile risulta infatti inferiore a quello fisso proprio mentre l'Euribor, l'indice di riferimento per la maggior parte dei mutui variabili, ha ripreso vigore. Ecco di quanto e perché.

Quello che devi sapere

Cos'è l'Euribor

L'Euribor, acronimo di Euro Interbank Offered Rate, è il tasso medio applicato nei prestiti interbancari nell'eurozona. Il valore, pubblicato quotidianamente dall’European Money Markets Institute (Emmi) fa "da bussola" per calcolare gli interessi dei mutui a rata variabile. Nella maggior parte dei finanziamenti, il tasso applicato sulla rata è frutto della somma tra Euribor (a 1,3 o 6 mesi) e spread della banca.

 

Per approfondire: Mercato immobiliare 2026, compravendite in crescita ma a Milano segnali di frenata. I dati

Mutui

Lo scarto attuale

Allo stato attuale, la forbice tra fisso e variabile si attesta intorno a quota 70 punti base. Ipotizzando un mutuo standard, il risparmio mensile viaggia oggi intorno ai 30 euro, cifra non trascurabile alla chiusura del prestito.

 

Per approfondire: Mutui, cosa conviene in questo momento tra tasso fisso e tasso variabile

pubblicità

L'inversione di tendenza

Stando all'Osservatorio di MutuiOnline, negli ultimi giorni l'Euribor ha registrato un'inversione di tendenza su tutte le durate di deposito. In particolare, il tasso di riferimento a tre mesi, il più utilizzato per indicizzare i mutui a rata variabile, è salito, in un solo aggiornamento, dal 2,461% al 2,498%.

 

Per approfondire: Abi, accelerano i prestiti a famiglie e imprese ai massimi dal 2022

La proiezione per fine anno

Ipotizzando, come previsto da diversi analisti, una crescita del parametro al 2,79% entro la fine dell'anno, la rata variabile subirebbe un rincaro mensile di circa 50 euro rispetto ai livelli attuali sorpassando nuovamente il tasso fisso. Non è detto tuttavia che tutte le rate siano destinate a salire nell'immediato: occorre sempre tenere come riferimento la periodicità con cui avviene l'aggiornamento (1,3 o 6 mesi) e l'andamento futuro dell'indice.

pubblicità

Le mosse della Bce

Perché dunque l'Euribor sta rialzando la testa? Nella riunione del 23 luglio scorso la Banca Centrale Europea (Bce) ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse dopo il rialzo avvenuto a giugno. Nonostante la pausa estiva prima della prossima riunione, calendarizzata per il 10 settembre, i mercati scommettono su possibili nuovi aumenti, mossa dettata dalla necessità di arginare l'inflazione legata al comparto energetico.

Fisso e variabile a confronto

Sulle decisioni dell'istituto di Francoforte molto dipenderà dal perdurare delle tensioni intorno allo Stretto di Hormuz. Ipotizzando un nuovo aumento del costo del denaro, l'attuale vantaggio della rata variabile potrebbe ridursi rispetto al fisso, che parte da livelli mediamente più elevanti ma garantisce stabilità per l'intero arco del finanziamento. Come rileva l'Osservatorio di Segugio.it, nel secondo trimestre del 2026 il 92% delle richieste di mutui è stato a tasso fisso, segno che le famiglie continuano a privilegiare la certezza dell'importo sul risparmio iniziale.

pubblicità

Le differenze

Il tasso fisso, anche se per alcuni mesi (o anni) potrebbe essere più elevato di quello variabile, in tempi di forte incertezza economica è una sicurezza, perché evita che l’eventuale rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce tiri con sé anche il valore del mutuo. In un quadro discendente o in un quadro stabile, invece, i mutui variabili diventano più convenienti.

A luglio Tan medio variabile a 2,80%, fisso a 3,33%

A luglio, il Tan medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni è salito dal 2,58% al 2,80%, anche in conseguenza del rialzo dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea nella riunione dell’11 giugno. Adesso il Tan medio del fisso si assesta intorno al 3,33%, ma se Francoforte spingesse per due rialzi consecutivi, fa notare il sito di Mutuionline.it, il variabile raggiungerebbe il fisso. 

pubblicità

Di quanto potrebbe aumentare la rata

Dall’inizio del 2026, la rata di un mutuo variabile standard - 126mila euro in 25 anni - è già cresciuta di circa 21 euro. Secondo le stime di Facile.it, entro dicembre dovrebbe crescere di altri 31 euro, passando dagli attuali 599 euro a circa 630 euro.

 

Per approfondire: Case lusso, crescono le richieste di mutui dall'estero: le regioni italiane più gettonate

pubblicità