Affitti, nelle grandi città il 35% è per singole stanze. Boom nei centri universitari
EconomiaIntroduzione
Cresce il mercato delle stanze in affitto, più di quello degli interi immobili da dare in locazione. È da sette anni che questa fetta di mercato è in continuo sviluppo e nel 2025 è arrivata a rappresentare quasi il 35% di tutti i contratti immobiliari stipulati nei capoluoghi italiani, come emerge dai dati raccolti dall’Omi, l’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi) delle Entrate.
Quello che devi sapere
Affitti, locazioni di singole stanze a +71,8% nelle principali città
Le locazioni di singole parti di immobili, quindi di stanze, nel 2025 arrivavano a 241.700. Sette anni prima erano 141mila: la crescita è stata del 71,8%, come calcola Il Sole 24 Ore analizzando i dati dell’Omi. Nello stesso periodo i contratti relativi all’affitto di case intere sono rimasti invece sostanzialmente stabili. I numeri fanno riferimento alle città principali d’Italia, contando che la metà di tutte le locazioni fa capo a Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Bari, Padova, Bologna e Firenze. Anche nei Comuni più piccoli però si segnala una crescita non indifferente: +51,3%, sempre tra il 2018 e il 2025.
Ti potrebbe interessare anche: Caro casa, ipotesi aiuti per giovani in Manovra. Sfratti: 40mila provvedimenti in un anno
A Padova +253% di affitti parziali
In alcune città la crescita è stata marcatamente più alta che in altre.
- Padova segna un +253% tra il 2018 e il 2025;
- Messina è a +200%;
- Genova è a +150%;
- Napoli a +145%.
Ti potrebbe interessare anche: Case in affitto, il canone concordato sale più del libero in 4 città su 10
Focus su Roma e Milano
I due centri urbani su cui si focalizzano i dati di Omi sono le due città più grandi d’Italia, Roma e Milano, per cui sono disponibili più dati che per le altre, essendo parte dei report trimestrali (l’ultimo è del 30 giugno).
Per approfondire: Affitti universitari, fino a 1.000 euro per una stanza: i prezzi nelle città italiane
Gli affitti a Roma
A Roma l’affitto di stanze tra il 2018 e il 2025 è aumentato del 37%, sotto la media nazionale, ma questo ha a che fare con il fatto che, più che in altre città, questa fetta di mercato è sempre stata molto importante. L’anno scorso i contratti di questo tipo superavano i 37mila, rappresentando quasi il 41% di tutti i contratti di locazione registrati. Se si guarda poi al canone per alloggio, nel secondo trimestre del 2026 il valore è cresciuto del 3,3% sullo stesso periodo del 2025 (1.012 euro mensili). Il canone medio per singole stanze, che Il Sole ha calcolato estrapolando i dati dell’Omi sui contratti “agevolati transitori”, in cui ricadono quelli per gli studenti, in media si assesta sui 471 euro (+4% in un anno).
Gli affitti a Milano
A Milano l’aumento dei contratti d’affitto parziali tra il 2018 e il 2025 è stato molto più forte che a Roma: +81%, anche se il suo peso sul totale delle stipule è più contenuto (31% nel 2025, 23% nel 2018). L’introduzione dei contratti a canone concordato a livello locale ha fatto diminuire (anche se in misura davvero lieve) il canone per alloggio, che nel secondo trimestre del 2026 segnava -1% e arrivava 1.062 euro. Il canone medio per una stanza è di 387 euro (+12,6%).
Contratti transitori e per studenti in crescita esponenziale
A trainare il mercato degli affitti è stato il diffondersi negli ultimi anni di contratti transitori e di quelli pensati per gli studenti, che lo scorso anno erano il 35,7% del totale dei contratti stipulati. L’affitto di singole stanze ne ha risentito in maniera anche più forte: +75,6%.
Le città universitarie di medie dimensioni
Le città universitarie di dimensioni medie sono quelle dove si nota maggiormente questa crescita, ancora più che a Milano o a Roma. Si cita il caso di Messina come emblematico: +200,1% di contratti di locazione parziale tra il 2018 e il 2025. Sotto un altro profilo, si mette in luce come a Bologna e a Padova la popolazione di studenti fuorisede sia talmente grande rispetto ai cittadini residenti che questo ha influito sulle scelte dei residenti per le loro case. Parlando di Padova con Il Sole, Paolo di Leonardo di Soloaffitti spiega che i canoni delle stanze non rientrano nei limiti sugli affitti concordati, quindi i locatori spesso vanno a siglare un contratto 4+4, che poi chiudono e riaprono dopo un anno. Attenzione a Torino, che negli ultimi anni sta vivendo un boom trainato (anche) da chi ha deciso di lasciare Milano: qui, i canoni stanno arrivando al 40% di uno stipendio medio.
Ti potrebbe interessare anche: Affitto studenti fuori sede, detrazione fino a 500 euro: requisiti e come funziona
Ti potrebbe interessare anche: xx