Caro casa, ipotesi aiuti per giovani in Manovra. Sfratti: 40mila provvedimenti in un anno

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Nell’Unione europea crescono i prezzi degli affitti e delle case in vendita. Aumentano anche le compravendite ma gli esperti avvertono che il fenomeno, in tempi di tassi di interesse alti, è destinato a calare in fretta. Il problema della crisi abitativa è intrecciato anche con quello dei salari bassi: in Europa a guidare la protesta contro il caro casa è la Spagna, dove in questi giorni i manifestanti sono scesi in strada e il tema sta mettendo in bilico anche il governo di Pedro Sanchez. In Italia il governo di Giorgia Meloni sta pensando a delle misure, soprattutto per i giovani, da inserire nella prossima Legge di Bilancio. Nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati disponibili, la morosità sta spingendo gli sfratti. E il dibattito sulle case continua.

Quello che devi sapere

I prezzi nell’Unione europea e il confronto con l’Italia

In diversi Paesi dell’Ue il tema del caro casa è al centro del dibattito. Si discute delle case green, con l’Italia e altri Stati che sono in procedura di infrazione, degli affitti breve e dei vari piani edilizi. Sui prezzi delle abitazioni sono arrivati i dati Eurostat: nel secondo trimestre del 2026, i prezzi delle case nell'Ue sono aumentati del 4,7% e gli affitti sono aumentati del 3% rispetto al secondo trimestre del 2025. Il dato italiano è in linea con quello Ue.


Rispetto al primo trimestre del 2026, poi, i prezzi delle abitazioni sono aumentati dell'1,2% e gli affitti dello 0,7%. Tra il 2025 e il secondo trimestre del 2026, sempre secondo Eurostat, i prezzi delle abitazioni nell'Ue sono aumentati del 4,1% e gli affitti del 2,6 %. A livello nazionale, confrontando il secondo trimestre del 2026 con la media annuale per il 2025, i prezzi delle abitazioni sono aumentati più rapidamente degli affitti in 18 Paesi dell'Ue.

 

Per approfondire: Dallo sfratto di Maricarmen alle proteste per il caro-casa, com'è nata la crisi in Spagna

Il mercato residenziale italiano

Dai dati Eurostat, inoltre, emerge che nel 2025 - rispetto al 2024 - le vendite di abitazioni nell'Ue sono aumentate nella maggior parte dei Paesi per i quali sono disponibili dati. In Italia il mercato residenziale ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con una flessione dei prezzi dell'1,1%, a una media di 2.031 euro al metro quadro. Su base annua il saldo rimane positivo, con il 3,3% in più rispetto a settembre 2025, mentre a livello mensile – secondo il portale immobiliare idealista - le quotazioni si mantengono stabili.


Secondo Vincenzo de Tommaso, responsabile ufficio studi di idealista, il calo registrato in questo trimestre in Italia “riflette l'effetto ritardato della stretta monetaria della Bce: tassi di interesse ancora elevati si traducono in mutui più cari, riducono l'accessibilità al credito e frenano una parte della domanda potenziale, in particolare nelle aree periferiche e nei segmenti di fascia media. I capoluoghi mostrano invece una resilienza superiore alle attese”.

 

Per approfondire: Crescono i prezzi delle case, +4% nel secondo trimestre: a Torino l’aumento maggiore

pubblicità

Il governo Meloni studia nuove misure

Intanto, mentre procede il Piano casa diventato legge lo scorso luglio, il governo di Giorgia Meloni studia nuove misure da inserire nella Manovra. L’intenzione, secondo le ipotesi che circolano, sarebbe quella di destinare le agevolazioni per gli affitti e l’acquisto della prima casa soprattutto ai giovani: sul tavolo, ad esempio, ci sarebbe una cedolare secca al 5% per gli affitti a lungo termine. "Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo. Tutto quello che precostituisce le condizioni per mettere su una famiglia", ha detto nei giorni scorsi la premier.

 

Per approfondire: Piano Casa, da affitti calmierati a sfratti più veloci: ecco cosa prevede

Le ipotesi

Sulle possibili misure da inserire nella Manovra, il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha dato qualche anticipazione. “Una misura che potrebbe essere studiata, risorse finanziarie permettendo, sono incentivi per l'acquisto della prima casa per gli under36, l'estensione della possibilità di applicare l'Iva sulle operazioni di cessione e locazione di abitazioni poste in essere da società di compravendita e gestione immobiliare, la riduzione dell'aliquota Iva dal 10 al 5% per la locazione dei fabbricati residenziali (ovviamente ad eccezione degli immobili di lusso) e l'assimilazione agli immobili strumentali dei fabbricati residenziali locati dalle imprese di costruzione, perché oggi abbiamo una distinzione", ha detto.

pubblicità

Gli sfratti

Mentre in Italia e in Europa il confronto sulle politiche abitative si concentra sulla difficoltà delle famiglie, è tornata d’attualità un’analisi dell’Ufficio Studi SoloAffitti sui dati nazionali che riguardano gli sfratti. Da quanto emerge, nel 2024 i provvedimenti di sfratto emessi dai giudici in un anno sono stati oltre 40mila: circa tre su quattro per morosità o altra causa. Nel 2024, inoltre, sono state presentate agli ufficiali giudiziari 81.054 richieste di esecuzione, anche relative a decisioni degli anni precedenti, mentre gli sfratti effettivamente eseguiti sono stati 21.337.


Nel 2024, rispetto al 2023, i provvedimenti complessivi sono cresciuti di circa il 2%, mentre quelli classificati per morosità o altra causa sono diminuiti di circa il 2,2%. Le richieste di esecuzione sono aumentate di circa il 10%, gli sfratti effettivamente eseguiti sono rimasti sostanzialmente stabili.

Le cause della morosità

La morosità, spiega lo studio, resta la componente prevalente, pur senza registrare un aumento nell'ultimo confronto annuale disponibile. Inoltre, anche se le cause della morosità possono essere diverse e i dati sugli sfratti non consentono di distinguerle, dall'indagine di SoloAffitti sulle locazioni emerge un quadro delle difficoltà economiche legate all'abitare: il 37% degli inquilini segnala affitti superiori al proprio budget tra gli ostacoli nella ricerca di casa, mentre il 74% dei proprietari dichiara di aver maturato - nelle proprie esperienze di locazione - crediti per canoni non pagati. 

pubblicità

Le modalità di gestione della morosità

L’analisi mostra anche modalità diverse nella gestione della morosità: il 43% delle risposte indica l'avvio di una procedura di sfratto, il 33% un accordo diretto con l'inquilino per liberare l'immobile, il 17% una restituzione spontanea con canoni ancora insoluti, il 7% indica l'attivazione di una garanzia o di una polizza. La riconsegna delle chiavi, emerge dall’analisi, quindi non sempre coincide con il saldo di quanto dovuto e a volte, anche se si libera la casa, rimane un debito aperto: si tratta di circostanze che non rientrano nei provvedimenti di sfratto emessi dai giudici e che falsano i conteggi.


"Lo sfratto è il punto di arrivo di una situazione che va affrontata molto prima – è il commento di Silvia Spronelli, amministratrice delegata di SoloAffitti -. Quando una famiglia non riesce più a sostenere il canone, il debito può crescere fino a rendere difficile qualsiasi soluzione. E lasciare l'abitazione non significa necessariamente aver saldato quanto dovuto. Per questo servono interventi tempestivi a sostegno di chi è in difficoltà, insieme a strumenti che tutelino la continuità dei pagamenti".

 

Per approfondire: Manovra, da Cdm via libera a Dpfp e scostamento bilancio

pubblicità