Manovra 2027, alle 18 il Dpfp in Consiglio dei ministri. Tajani: "Ci sarà scostamento"

Economia
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Introduzione

Arriverà oggi il primo mattone nella costruzione della Legge di Bilancio per il 2027, l’ultima di questa legislatura. Alle 18 è infatti convocato il Consiglio dei ministri nel quale arriverà il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) e la "relazione al Parlamento ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge 24 dicembre 2012, n. 243", cioè la relazione sullo scostamento di bilancio. Il Dpfp, come spiegato dal ministero dell’Economia, è l’atto propedeutico alla presentazione della Legge di Bilancio: esso fornisce un aggiornamento del quadro di riferimento internazionale e una rielaborazione delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica.

Quello che devi sapere

Tajani: "Ci sarà scostamento di bilancio"

Sebbene i contenuti del Documento programmatico di finanza pubblica non siano ancora noti, oggi il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fornito un’importante indicazione su cosa aspettarsi: "Direi che già oggi al Consiglio dei Ministri decideremo lo scostamento di bilancio e come è noto, avendo ottenuto la possibilità di maggiore flessibilità delle spese in materia di difesa ed energia, potremo già oggi dire che ci sarà lo scostamento. Credo che staremo attorno ai 7 miliardi per quest’anno". Il leader di Forza Italia ha spiegato anche che "dovremmo presentare a Bruxelles una serie di proposte e, una volta approvate, potremo essere operativi".

 

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La riunione di ieri a Palazzo Chigi

Il varo del Documento programmatico di finanza pubblica è stato anticipato ieri sera da una riunione svoltasi a Palazzo Chigi, nel quale si è discusso dell’aggiornamento sui conti pubblici e sui capisaldi della legge di Bilancio prossima ventura. Al vertice hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i due vicepremier e leader di Lega e Forza Italia, Matteo Salvini e Antonio Tajani, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.

 

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La lettera di Meloni all’Ue

Un vertice che è arrivato in una giornata, quella di ieri, che è stata contrassegnata dalla dialettica sulla flessibilità dei conti a livello europeo: la corsa dell'inflazione sembra destinata a superare la soglia del 3% alla fine dell’anno, restringendo dunque i margini di spesa per il governo nella Legge di Bilancio di fine legislatura. Giorgia Meloni ha scritto una lettera alla Commissione europea, sottolineando che in queste condizioni, con lo "spazio limitato" concesso dalle regole sulla spesa, non si potranno aiutare famiglie e imprese senza "misure restrittive".

 

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Cosa ha scritto Giorgia Meloni

Nel testo della lettera di Meloni all’Ue si legge  che "nel caso italiano l'ammontare della spesa direttamente interessata da un'inflazione significativamente superiore alle previsioni alla base del piano di bilancio è equivalente al 20,4% del Pil. Altre componenti della spesa che saranno interessate dall'aumento dell'inflazione già nel 2027 rappresentano il 12,0% del Pil". E dunque "riteniamo che il quadro fiscale lasci alla Commissione europea un margine per tenere conto dei fattori rilevanti nella valutazione ex ante del rispetto della regola sulla spesa, nell'ambito dell'esame degli imminenti Documenti programmatici di bilancio".

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La proposta a von der Leyen

Rivolgendosi alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Giorgia Meloni ha aggiunto che "l'incremento temporaneo delle entrate fiscali indirette derivante dall'aumento dell'inflazione non può essere utilizzato per finanziare misure fiscali compensative, a meno che uno Stato membro disponga di margini all'interno del percorso di spesa netta concordato". E "tali misure di sostegno sono classificate come variazioni discrezionali delle entrate. Sebbene questa caratteristica delle regole fiscali dell'Ue sia finalizzata a rendere solidi i conti pubblici nel medio periodo, dovremmo comunque cercare modalità per utilizzare almeno una parte delle entrate aggiuntive al fine di attenuare temporaneamente e in modo mirato l'aumento dei costi energetici".

La risposta dell’Ue

Oggi il portavoce della Commissione Ue Balazs Ujvari nel briefing con la stampa ha fatto sapere che "ieri abbiamo ricevuto la lettera della presidente del Consiglio Meloni relativa a un'ulteriore flessibilità fiscale e la esamineremo nel dettaglio, come di consueto. Successivamente formuleremo le nostre valutazioni e la nostra posizione". Il portavoce ha sottolineato che questa lettera "confluisce nelle discussioni per preparare il prossimo Consiglio europeo di ottobre". Ieri invece la portavoce Paula Pinho, interpellata sulla richiesta dell'Italia di maggior flessibilità alla luce degli alti livelli dell'inflazione prima della ricezione della lettera di Meloni, aveva sottolineato che la Commissione ha "già dato più flessibilità agli Stati membri".

 

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