Manovra, Giorgetti: "Ovvia richiesta su inflazione". Ue: "Già data più flessibilità"

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Dopo le parole della premier Meloni, oggi il ministro dell’Economia è tornato a chiedere maggiore flessibilità all’Unione europea in vista della Finanziaria di fine anno. "Si prospetta una Legge di Bilancio difficile per effetto dell'inflazione, della tenuta dei conti pubblici e del debito", ha spiegato anche il viceministro Maurizio Leo. Bruxelles replica: "Abbiamo già concesso più spazio con l'estensione dell'uso della clausola di salvaguardia nazionale"

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Si torna a parlare di flessibilità di bilancio nel dibattito politico, in vista della prossima Manovra. Dopo la richiesta avanzata ieri dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oggi sono arrivate le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha evidenziato come la richiesta di flessibilità legata all'inflazione "era ovvia. Abbiamo fatto delle riflessioni" su una questione "puramente tecnica che però diventa di sostanza, cioè il sentiero della spesa è un sentiero di spesa nominale. Noi lo stiamo rispettando, siamo tra i più bravi. Però il problema è che contiene un tasso di inflazione che è programmato all'epoca da parte della Commissione evidentemente molto inferiore rispetto a quello che si è verificato".

Le ragioni

Le motivazioni che hanno portato la premier a chiedere più flessibilità sono state spiegate dallo stesso Giorgetti, che ha evidenziato che con l'attuale tasso di inflazione "quel sentiero di spesa, posto che nel bilancio ci sono delle poste che sono indicizzate all'inflazione, diventa difficile da mantenere, ma non per noi, per tutti". L'attuale tasso di inflazione "dovrebbe essere in qualche modo considerato tra i fattori esterni. I famosi relevant factor che ci sono scritti lì dovrebbero essere in questa circostanza valutati. È un discorso che con i colleghi abbiamo fatto, mi sono scambiato delle opinioni anche con gli altri. Vediamo cosa dirà la Commissione", ha proseguito il ministro.

La Legge di Bilancio

Sul tema della prossima Manovra, Giorgetti ha ribadito che "sarà seria". Si è sbilanciato maggiormente invece il viceministro Maurizio Leo, in un incontro con la giunta esecutiva di Confartigianato: "Con tutta sincerità vi devo dire sarà una legge di bilancio difficile. Per l'effetto dell'inflazione, per effetto della tenuta dei conti pubblici, per effetto del debito pubblico nel momento in cui noi andiamo a fare emissione dei titoli". Il viceministro ha poi proseguito: "Avete visto lo spread, lo abbiamo tenuto sempre sotto controllo e per effetto dell'aumento di energia sta arrivando a 100. Speriamo che l'Unione Europea capisca questa situazione e ci venga incontro, ci dia più flessibilità e questo ci dia un po' più d'ossigeno nel fare degli interventi più mirati". Come ha sottolineato il ministro, non si può dire "disinteressiamoci alla tenuta dei conti pubblici e sforiamo, anche per iniziative lodevoli, non per sperperare i soldi", invece "dobbiamo veramente essere prudenti perché nel momento in cui facciamo misure un po' più disinvolte rischiamo un tracollo per lo Stato, ricordate cose è successo in Grecia tanti anni fa". Leo ha poi sottolineato che altri Paesi che hanno fatto ampi sforamenti, "non hanno un debito pubblico come l'Italia" e "bisogna vedere le ricadute che hanno".

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La risposta dell’Europa sul tema energia

A stretto giro è arrivata anche la risposta dell'Unione europea. "Posso confermare che abbiamo ricevuto la lettera, il contributo sia della presidente del Consiglio Meloni sia del primo ministro Babis, e lo stiamo esaminando", ha dichiarato la portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa, riguardo al documento elaborato da Italia e Repubblica Ceca sugli interventi per il caro energia dove si chiede maggiore flessibilità. "È normale, in vista del Consiglio europeo che si terrà tra due settimane, ricevere contributi, idee e suggerimenti dagli Stati membri. Quindi stiamo esaminando la questione, e le discussioni proseguiranno in sede di Consiglio europeo", ha aggiunto la portavoce.

La risposta dell'Europa sul tema Manovra

La stessa Pinho, rispondendo a una una domanda sulla richiesta del governo italiano di maggiore flessibilità data l'alta inflazione, ha evidenziato come "abbiamo già concesso maggiore flessibilità agli Stati membri". Sul tema ha poi proseguito  il portavoce della Commissione europea per il bilancio, Balazs Ujvari:  "Vorrei aggiungere che non abbiamo ancora ricevuto la lettera, ma naturalmente la terremo d'occhio e vi informeremo se la situazione dovesse cambiare". Lo stesso Ujvari ha poi proseguito: "Abbiamo esteso l'ambito di applicazione della cosiddetta clausola di salvaguardia nazionale, prevista inizialmente per la difesa, anche all'energia, proprio per offrire agli Stati membri lo spazio di bilancio necessario ad adottare misure di risposta alla crisi energetica che stiamo affrontando". "Questa iniziativa - ha precisato - offre agli Stati membri la possibilità di discostarsi dal cosiddetto percorso di spesa netta per un importo pari allo 0,6% del Pil complessivo, nel periodo compreso tra il febbraio 2026 e la fine del 2028. Si tratta di uno spazio fiscale aggiuntivo di cui è possibile avvalersi, a condizione che vengano espletate le relative procedure". Ujvari ha poi concluso sottolineando come "finora abbiamo ricevuto indicazioni da due Stati membri intenzionati a muoversi in questa direzione. Uno di essi è proprio l'Italia, da cui abbiamo ricevuto una richiesta di attivazione. È arrivata un paio di settimane fa ed è al vaglio della Commissione". 

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