Manovra 2027, bonus e incentivi per l'industria: le misure allo studio del governo
EconomiaIntroduzione
Prende progressivamente forma il capitolo dedicato alla politica industriale che il governo dovrebbe inserire nella prossima manovra e nel decreto-legge collegato, in via di definizione nelle prossime settimane. Il quadro comprende un insieme di provvedimenti che spaziano dagli incentivi, agli investimenti al sostegno alla siderurgia, passando per la Zona economica speciale, gli elettrodomestici e gli strumenti destinati alle imprese. Alcune delle misure allo studio potrebbero però essere definite successivamente, durante l'esame parlamentare, attraverso emendamenti presentati dall'esecutivo o dai gruppi della maggioranza.
Quello che devi sapere
Il futuro di Transizione 5.0
Tra i dossier sul tavolo c’è il futuro di Transizione 5.0. Al momento non emerge una situazione di immediata insufficienza delle risorse, ma il forte incremento delle prenotazioni per l’iperammortamento sulla piattaforma del Gse potrebbe rendere necessario un ulteriore stanziamento. L’ipotesi di un rifinanziamento si accompagna a una prospettiva più ampia: il governo valuta infatti anche la possibilità di estendere la durata del programma. L’obiettivo sarebbe offrire alle aziende un orizzonte temporale più lungo per organizzare gli investimenti in innovazione. Nella configurazione attuale, il piano riguarda gli investimenti effettuati fino al 30 settembre 2028. Secondo gli ultimi numeri indicati dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, le richieste presentate sono circa 20mila e i progetti collegati alle comunicazioni preventive valgono complessivamente intorno ai 6 miliardi di euro di investimenti programmati.
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Replicare il modello Zes
Un altro capitolo riguarda la Zona economica speciale unica. Il primo intervento ipotizzato consiste nel rifinanziamento del credito d’imposta destinato agli investimenti effettuati nell’attuale perimetro della Zes, che comprende le regioni del Mezzogiorno insieme a Umbria e Marche. Sul finanziamento della misura, il sottosegretario al Sud Luigi Sbarra punta almeno a replicare l’impegno previsto con la precedente legge di Bilancio: circa 4 miliardi di euro distribuiti su un arco temporale di tre anni.
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La possibile estensione al Centro-Nord
Parallelamente viene valutata un’estensione del modello Zes anche al Centro-Nord. In questo caso, però, l’ipotesi sarebbe molto più circoscritta e riguarderebbe soprattutto le procedure di semplificazione amministrativa. L’obiettivo è evitare sia possibili contestazioni da parte dell’Unione europea sull’ampliamento del beneficio fiscale sia un fabbisogno finanziario troppo elevato. Anche l’estensione dell’“autorizzazione unica” potrebbe quindi essere selettiva, concentrandosi su determinati comparti produttivi. Tra le ipotesi considerate figura, ad esempio, il settore delle energie rinnovabili, con l’accesso alla procedura riservato agli investimenti superiori a una determinata soglia.
Contratti di sviluppo e la Nuova Sabatini
Tra gli strumenti destinati a ricevere nuove risorse dovrebbero figurare anche i contratti di sviluppo e la Nuova Sabatini. Si tratta di due misure che dovrebbero continuare a operare anche dopo la riforma degli incentivi elaborata dal Mimit. Entrambe avevano già beneficiato di un incremento delle disponibilità con la Legge di Bilancio dello scorso anno. Il numero delle domande presentate e la velocità con cui vengono utilizzati gli stanziamenti potrebbero tuttavia spingere il governo a intervenire nuovamente per assicurare la continuità degli strumenti.
Bonus elettrodomestici
Nel corso dell’iter parlamentare della manovra potrebbe essere riproposto anche il bonus elettrodomestici. La misura, introdotta dal Mimit alla fine dello scorso anno con una disponibilità di 50 milioni di euro, aveva esaurito le risorse nel giro di poche ore. Il possibile rifinanziamento dovrebbe essere valutato insieme alla proroga del bonus mobili ed elettrodomestici collegato agli interventi di ristrutturazione edilizia. Le due agevolazioni, nell’ipotesi attualmente allo studio, non sarebbero cumulabili: il contribuente dovrebbe quindi scegliere quale incentivo utilizzare.
La battaglia a livello europeo
Sul fronte comunitario, inoltre, l’Italia sta lavorando con Polonia, Francia e Germania a un documento informale dedicato proprio al comparto degli elettrodomestici. Nel non-paper viene sollecitata la Commissione europea a predisporre un piano per rafforzare innovazione e competitività degli impianti, assicurare condizioni di reciprocità nei confronti della concorrenza asiatica e introdurre strumenti comunitari capaci di sostenere la domanda, seguendo il modello del bonus italiano.
Il futuro dell’ex Ilva
Resta infine aperto il dossier dell’ex Ilva, mentre si attendono dalla Cassazione indicazioni decisive sul futuro dell’area a caldo. Nel frattempo, l’esecutivo sta preparando un possibile intervento di riorganizzazione industriale del polo siderurgico. Sul tavolo ci sarebbe un nuovo stanziamento da 400 milioni di euro destinato all’impianto per la produzione del preridotto, il semilavorato a base di ferro necessario per alimentare il futuro forno elettrico di Taranto. Il finanziamento dovrebbe procedere indipendentemente dall’esito della gara attualmente in corso per il futuro dello stabilimento. Tra i soggetti maggiormente interessati figura il gruppo indiano Jindal, mentre sul versante italiano è presente la cordata guidata da Federacciai, che finora ha formalizzato una manifestazione di interesse. Le nuove risorse, pari a 400 milioni di euro, si aggiungerebbero alla dotazione già esistente, inferiore agli 800 milioni. Questi fondi, attraverso il decreto Pnrr approvato a giugno, erano stati destinati ai contratti di sviluppo finalizzati più in generale ai processi di decarbonizzazione del comparto siderurgico.
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