Pensione di ottobre, per alcuni importo diverso dal mese precedente. Ecco perché
EconomiaIntroduzione
Con l'arrivo del mese di ottobre, occorrerà fare attenzione al cedolino visto che per alcuni pensionati l’importo in arrivo potrebbe differire rispetto al mese precedente. Nel pagamento previsto a partire dal 1° ottobre, come comunica l'Inps, subentrano infatti alcune novità, tra le quali l’applicazione di nuovi benefici fiscali sulle prestazioni di accompagnamento alla pensione oltre che il pagamento degli eventuali arretrati maturati dall’inizio di quest'anno. Ma non è tutto, perchè sul totale potranno influire anche i rimborsi o le trattenute legati al modello 730. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Il cedolino online
In primis l’Inps segnala che il cedolino si può già consultare grazie al servizo online che lo stesso Istituto offre ai pensionati, i quali possono sin da subito accertarsi dell’importo in arrivo e conoscere nel dettaglio le eventuali variazioni rispetto agli scorsi mesi. L'Inps, inoltre, segnala che per coloro i quali ritirano la pensione in contanti, resta in vigore il limite di 1.000 euro netti. Invece, nel caso di persone che percepiscono più prestazioni pensionistiche o assistenziali, il pagamento sarà effettuato "attraverso un unico mandato".
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Nuovi benefici fiscali
Come accennato, dunque, con l'arrivo ormai imminente della mensilità di ottobre l’Inps applicherà in maniera automatica anche una serie di benefici fiscali previsti dalla legge 207/2024 per alcune prestazioni di accompagnamento alla pensione sottoposte a tassazione ordinaria. Tra queste ci sono, per citarne alcune, l’Ape Sociale, l’isopensione, gli assegni straordinari e le indennità previste dai contratti di espansione.
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Le nuove misure
Entrando nel dettaglio, le nuove misure contemplano un beneficio fiscale differenziato in base al reddito. In particolare, per i redditi lordi annuali fino a 20.000 euro è stata prevista dall'Istituto una somma non imponibile ai fini Irpef, che è stata chiamata “bonus aggiuntivo”. Invece, per quanto concerne i redditi compresi tra 20.000 e 40.000 euro, invece, viene prevista un’ulteriore detrazione d’imposta.
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Gli arretrati
Non è tutto, perchè con il pagamento del mese di ottobre saranno anche riconosciuti gli arretrati del bonus aggiuntivo maturati dal 1° gennaio 2026. L’Inps, in questo senso, ha segnalato che la verifica definitiva della spettanza complessiva dei benefici verrà effettuata a consuntivo alla fine dell’anno. Per approfondire e per avere maggiori informazioni è possibile consultare il messaggio numero 2829 del 14 settembre 2026.
Il 730 e gli eventuali rimborsi a credito o le trattenute
Sempre l'Inps riporta che vanno avanti tutte le operazioni di abbinamento dei dati contabili trasmessi dall’Agenzia delle Entrate attraverso i modelli 730/2026. Con il pagamento di ottobre, in quest'ottica, l'Istituto provvederà anche al pagamento degli eventuali rimborsi a credito non ancora riconosciuti oppure all’applicazione delle trattenute a debito emersi a seguito della dichiarazione dei redditi. Coloro che volessero approfondire, possono controllare la propria situazione attraverso il servizio online “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, disponibile sul sito dell’Inps e sull’app Inps Mobile.
Una scadenza da ricordare
Una segnalazione da non perdere è quella legata ad una scadenza da tenere a mente. Entro il 10 ottobre, infatti, tutti i contribuenti potranno presentare telematicamente la richiesta per ottenere la riduzione o l’annullamento della seconda o unica rata di acconto Irpef e della cedolare secca. La possibilità rientra per coloro i quali ritengono di dover versare un importo inferiore rispetto a quello calcolato sulla base della dichiarazione dei redditi.
Il sistema pensionistico italiano e i requisiti anagrafici
Intanto, sempre in tema di pensioni, è emerso in queste ore come i cambiamenti demografici stiano modellando, di fatto, il sistema pensionistico italiano, spingendo sempre di più in avanti i requisiti anagrafici per uscire dal mercato del lavoro e facendo salire la curva del rapporto tra la spesa e il Pil per almeno altri 15 anni. A far luce su questa situazione è stata proprio la Ragioneria generale dello Stato nel consueto rapporto annuale sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario.
Le tabelle e l'età pensionabile
Le ultime tabelle della Ragioneria, infatti, sanciscono l'aumento dell'età pensionabile legata all'aspettativa di vita. Nel 2027, infatti, si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni e un mese di età e nel 2028 con 67 anni e tre mesi. Nel 2029 si salirà ulteriormente a 67 anni e sei mesi mentre nel 2031 si dovranno aspettare i 67 anni e 8 mesi. Per andare in pensione anticipata, al di là dall'età, si dovranno invece avere 42 anni e 11 mesi di contributi nel 2027 e 43 anni e un mese nel 2028. Poi serviranno 43 anni e quattro mesi di contributi nel 2029 e 43 anni e 6 mesi di contributi nel 2031 (un anno in meno per le donne).