Ex Ilva, udienza 20 ottobre. Imprese indotto: sospendiamo licenziamenti fino a Cassazione
EconomiaIntroduzione
Il governo di Giorgia Meloni è al lavoro sul dossier ex Ilva: in mattinata si è tenuto a Palazzo Chigi l'atteso incontro tra esecutivo e sindacati metalmeccanici, il quarto dall'inizio dell'anno. Secondo quanto si apprende, dopo la riunione, presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, l'esecutivo ha chiesto alle sigle di riaggiornare il tavolo dopo che la Corte di Cassazione ha fissato al 20 ottobre l'udienza per discutere il ricorso straordinario contro il decreto di chiusura dell'area a caldo disposto dalla Corte d'Appello di Milano. Gli amministratori straordinari, intanto, secondo quanto si apprende, proporranno alla stessa Corte un'istanza di sospensione dell'esecuzione del decreto fino alla pronuncia della Cassazione. E il decreto con nuove misure per tutela dei lavoratori dell'indotto, che sarebbe dovuto approdare nel pomeriggio in Consiglio dei Ministri, sarà discusso "quando il quadro generale sarà più chiaro".
Quello che devi sapere
Ex Ilva, imprese indotto: "Sospendiamo licenziamenti"
In attesa del pronunciamento della Cassazione, le imprese dell'indotto hanno annunciato l'intenzione di sospendere i licenziamenti previsti. "Intendiamo dare corso positivo all'invito del governo alla sospensione dei licenziamenti nell'indotto almeno fino alla sentenza della Cassazione", ha affermato Nicola Convertino, presidente dell'associazione che riunisce le imprese dell'indotto dell'ex Ilva. Nelle prossime ore saranno definitivi tempi e modi del blocco. "Si tratta di un ulteriore atto di responsabilità da parte nostra, perché comprendiamo che la situazione è difficile", ha aggiunto il presidente della Confederazione Aepi, Mino Dinoi.
Per approfondire: Ex Ilva, proclamato sciopero. Lavoratori bloccano le strade
Il governo al lavoro sul dossier ex Ilva
Da quanto filtra, l’esecutivo sta lavorando per mettere a punto un decreto che contenga misure per la tutela dei lavoratori dell'indotto. Nel corso dell'incontro di questa mattina, l'esecutivo avrebbe presentato ai sindacati la strategia per l'ex Ilva, dall'impegno per un futuro green dell'acciaio, con forni elettrici alimentati a direct reduced iron (Dri), alla prosecuzione della gara per la vendita degli impianti. Palazzo Chigi avrebbe inoltre garantito la tutela dei lavoratori, sia delle acciaierie sia dell'indotto, attraverso un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione delle attività e l'avvio dei progetti di reindustrializzazione dell'area di Taranto.
Per approfondire: Ex Ilva, governo apre a partecipazione pubblica. Stop ai licenziamenti collettivi
Verso un modello di Cig diverso da quello per cessazione
"In sostanza, si utilizza l'ammortizzatore unico emergenziale e non quello per cessazione dell'impresa", ha detto Mantovano parlando di un "provvedimento-ponte" che abbia una sua "flessibilità in relazione all'andamento della gara". "Da questo intervento normativo d'urgenza del governo non saranno lasciati fuori i lavoratori dell'indotto, in parallelo con l'avvio immediato di un processo di reindustrializzazione che coinvolga tutti i soggetti che hanno progetti e investimenti nell'area di Taranto, compresa la difesa. A tal fine, sarà rafforzato il ruolo dei Contratti istituzionali di sviluppo (Cis) e saranno previsti incentivi per le assunzioni", così il sottosegretario durante il tavolo con le sigle.
Per approfondire: Ex Ilva Taranto, i giudici confermano il blocco dell'area a caldo
Venerdì 18 tavolo tecnico al Ministero
Al termine della riunione, per venerdì 18 settembre è stato convocato al Ministero dal Lavoro un tavolo tecnico sull'ex Ilva dedicato alle questioni che riguardano "la gestione sociale e alle questioni che sono aperte per i lavoratrici e i lavoratori". Mentre governo e sindacati torneranno ad incontrarsi la prossima settimana. Il dossier sull’ex Ilva sarebbe stato al centro anche dell’incontro di governo che si è tenuto ieri sera a Palazzo Chigi: alcune fonti hanno spiegato che si è trattato di una riunione preparatoria, non l’unica di questi giorni, in vista dell’incontro tra esecutivo e sindacati. Presenti, fra gli altri, il sottosegretario Mantovano, i ministri competenti - dell'Economia Giancarlo Giorgetti, delle Imprese Adolfo Urso, dell'Ambiente Gilberto Pichetto, del Lavoro Marina Calderone, per gli Affari europei Tommaso Foti - e i tecnici.
Le eventuali procedure di spegnimento
E mentre si continua a ragionare sul dossier, la procedura di spegnimento dell'acciaieria di Taranto potrebbe iniziare nelle prossime ore, forse già oggi. Per rispettare il fermo effettivo dell'area a caldo stabilito dai giudici milanesi entro la fine di ottobre, infatti, è necessario avviare per tempo una sospensione degli altoforni e delle cokerie. La procedura di sospensione, in altre parole, deve cominciare prima della scadenza fissata dai giudici: è per questo che, con la data dello stop delle attività dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto che si fa sempre più vicina, le procedure di spegnimento potrebbero iniziare a breve.
La vendita
Intanto, nuove indiscrezioni arrivano anche sul fronte della vendita: si fa strada la possibilità di un'offerta da parte della cordata italiana. Offerta che potrebbe arrivare già nelle prime settimane di ottobre, ma che resterebbe orientata solo sull'area a freddo dello stabilimento di Taranto. Il governo "ha più volte ribadito la propria disponibilità a supportare i player interessati all'ex Ilva", ma "finché non si palesano le offerte non si potrà parlare di partecipazione dello Stato", hanno ribadito fonti vicine ai commissari.
Fiom: "Garanzie per decarbonizzazione, occupazione e produzione"
Per il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, "i lavoratori sono mobilitati per il blocco dei licenziamenti". "Noi pensiamo che nella situazione in cui siamo, la nostra proposta, quella che abbiamo avanzato al governo, fosse l'unica proposta praticabile. Ovvero quella di una società pubblica che dia continuità alla decarbonizzazione e alla garanzia della produzione e dell'occupazione", ha detto il leader dei metalmeccanici prima di entrare a Palazzo Chigi per l'incontro tra governo e sindacati. De Palma ha specificato come "il ritardo abbia generato una situazione complessa". "Ora il punto è come si salvaguardano le lavoratrici e i lavoratori e la decarbonizzazione. Ma dall'altro lato la produzione e l'occupazione, altrimenti corriamo il rischio di fermare la produzione di acciaio del nostro Paese", ha aggiunto.
Sperti (Uilm): "Discussione sia focalizzata sui lavoratori"
Sulla stessa linea è il commento del segretario generale della Uilm Davide Sperti secondo il quale "la priorità assoluta" dovrebbe essere quella di parlare del "blocco dei licenziamenti ai lavoratori degli appalti, che sono i più esposti da quattordici anni a questa vergognosa vicenda". "Poi vogliamo trovare risposte su quello che abbiamo chiesto come soluzioni straordinarie di carattere salariale, senz'altro, ma sociale e occupazionale. anche attraverso strumenti di risarcimento nei confronti di tutti i lavoratori", ha aggiunto.
"Per noi è fondamentale il blocco dei licenziamenti, quindi vogliamo le garanzie che questo si attui e si costruiscano gli ammortizzatori dedicati per permettere di dare certezze ai lavoratori", ha detto il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano che sull'ipotesi di vendita degli impianti ha poi aggiunto: "Rimandare la palla ai privati, che fino ad oggi non hanno presentato nessun piano chiaro, per noi non è il modo di affrontare il tema industriale".
Presidente Puglia: "Richieste Regione accolte in quasi totalità"
Sul tavolo ex Ilva a Palazzo Chigi, il presidente della Puglia Antonio Decaro ha affermato che il governo ha accolto "nella quasi totalità" le proposte della Regione. "Ho chiesto innanzitutto una legge speciale che tuteli i lavoratori e i posti di lavoro e possa rendere più attrattivo il territorio per gli investimenti, anche con gli strumenti nazionali, incentivi maggiori proprio su quel territorio", ha detto il presidente pugliese a margine della presentazione dell'89/ma edizione della Fiera del Levante di Bari. E ha aggiunto: "Contemporaneamente abbiamo chiesto uno scivolo pensionistico e una serie di iniziative".
Presidio lavoratori-sindacati
In attesa di novità dall'incontro con il governo a Roma, a Taranto lavoratori e rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno tenuto in mattinata un presidio davanti alla portineria Direzione dell'ex Ilva. Ad essere interessati dalla possibile estensione della cassa integrazione straordinaria sono circa 5mila dipendenti diretti, oltre ai 4.500 già autorizzati, circa 3.800 dei quali nella città pugliese. Per l'appalto-indotto si valuta invece la cassa in deroga, insieme a interventi per bloccare i licenziamenti già annunciati. La Fiom ha confermato lo stato di mobilitazione. "Il governo ha assicurato che ci sarà un decreto con il quale saranno assicurati gli ammortizzatori sociali per i lavoratori, anche per quelli degli appalti", ha detto De Palma che ha aggiunto: "Questo è un passo importante nell'emergenza ma non rappresenta la soluzione dei problemi che ci sono. Per noi lo stato di mobilitazione è confermato fino a quando non avremo un protocollo su un percorso che garantisca il futuro dei lavoratori dell'acciaieria".
Dl accise-Ilva, via libera della Camera, passa al Senato
La Camera intanto ha approvato, in prima lettura, con 162 voti a favore, 108 contrari e 5 astenuti il decreto accise-Ilva che ora passa al Senato. Per la parte concernente il polo siderurgico di Taranto, il provvedimento autorizzata un ulteriore finanziamento fino a 100,5 milioni di euro per l'anno 2026 in favore di Acciaierie d'Italia s.p.a. (Adi) in amministrazione straordinaria, da trasferire direttamente dal Ministero delle imprese e del made in Italy, su richiesta dell'organo commissariale e in una soluzione, nelle more della procedura di vendita in corso.
Per approfondire: Ex Ilva, governo apre a partecipazione pubblica