Ex Ilva, governo apre a partecipazione pubblica. Stop ai licenziamenti collettivi

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In una riunione a Palazzo Chigi "segnata da una grande tensione", come sottolinea il segretario generale della Fim Cisl Uliano, i sindacati delle aziende dell'indotto hanno accolto l'appello dell'esecutivo per congelare le procedure di licenziamenti collettivi avviate dalle imprese la scorsa settimana. Ma sul futuro dello stabilimento restano ancora molte incognite. Il governo pensa al green e alla decarbonizzazione, obiettivo da raggiungere attraverso la convocazione di un nuovo tavolo permanente

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Continuano le trattative sull’ex Ilva. I sindacati delle aziende dell’indotto coinvolte hanno accolto l'appello del governo per congelare le procedure di licenziamenti collettivi avviate dalle imprese la scorsa settimana. Stop che però resta appeso alla decisione dei giudici milanesi che domani, 9 settembre, valuteranno l'istanza di sospensiva contro la decisione di fermare l'area a caldo, mentre il governo apre alla possibilità di una partecipazione pubblica nell'ex Ilva. Per le associazioni dell'indotto del siderurgico la decisione di interrompere le procedure di licenziamento è stato "un senso di responsabilità", a fronte delle garanzie di continuità produttiva fornite dall’esecutivo. L’incontro è comunque stato segnato da una "grande tensione", per una situazione "che si trascina ormai da più di quindici anni", ha sottolineato il segretario generale della Fim Cisl Ferdinando Uliano.

Mantovano: "Per futuro dell'Ilva green e decarbonizzazione"

Durante la lunga giornata di incontri a Palazzo Chigi con enti locali, associazioni datoriali e sindacati, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha sottolineato che "quella del governo non è una prospettiva di rassegnazione", ma piuttosto di rilancio. E ha ribadito ancora una volta che "il futuro dell'Ilva sarà in ogni caso legato al green e alla decarbonizzazione attraverso i forni elettrici alimentati a Dri".

Verso un tavolo permanente

Un obiettivo che il governo intende raggiungere in futuro attraverso la convocazione di un altro tavolo permanente, come quello per gli interventi nella Terra dei Fuochi in Campania. Fim Cisl e Uilm hanno rimarcato ancora una volta che per l’ex Ilva serve comunque un indirizzo pubblico. Il governo ha aperto a questa possibilità.     

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Attesa per l'udienza della Corte d'Appello di Milano

Sul futuro pesa comunque l'udienza prevista domani alla Corte d'Appello di Milano: i giudici devono valutare l'istanza di sospensiva presentata dalle amministrazioni straordinarie di Acciaierie d'Italia e Ilva contro lo stop dell'area a caldo. Nel caso in cui la confermasse, ha spiegato Mantovano, “l'intenzione del governo è provare a trasformare una situazione complicata e difficile in un'occasione per il rilancio dell'area". 

Il piano d'azione del governo

Il piano d'azione illustrato a Palazzo Chigi è composto da tre grandi capitoli, che riguardano la prospettiva delle gare in corso, le misure di carattere sociale per affrontare le ricadute occupazionali dell’eventuale sospensione dell'area a caldo e i progetti di reindustrializzazione, con le possibilità di riassorbimento della manodopera dell'ex Ilva e dell'indotto eventualmente in esubero. Per la Regione Puglia si tratta di "risposte parziali", anche se apprezza l'intenzione del governo di mantenere il polo siderurgico decarbonizzato a Taranto. "C'è un'ipotesi - ha specificato il presidente della regione Puglia Antonio Decaro - anche di scivolamento pensionistico per chi ha lavorato, sia i lavoratori diretti, quelli indiretti, sia quelli dell'indotto, quelle persone che però hanno avuto un legame con l'area a caldo del ciclo integrale, che poi è un ciclo col quale c'è stata la produzione in questi anni".

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