Dallo sfratto di Maricarmen alle proteste per il caro-casa, com'è nata la crisi in Spagna

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Introduzione

La Spagna è entrata in una crisi politica dopo che il Congresso ha detto no ai due decreti sull'emergenza abitativa presentati dal governo di Pedro Sanchez: sul Paese adesso grava lo spettro di elezioni anticipate. E mentre il premier in carica ormai da oltre otto anni non ha ancora deciso se staccare la spina alla legislatura e tornare alle urne - il termine naturale sarebbe nel 2027 ma ci sarebbe ancora la possibilità di votare a novembre di quest’anno - nelle piazze è riesplosa la protesta per l’emergenza abitativa. E così in poche settimane la storia della signora Maricarmen ha scosso fino alle fondamenta il sistema politico spagnolo.

Quello che devi sapere

La storia di Maricarmen

Ma chi è Maricarmen? All’anagrafe Maria del Carmen Abascal, è una donna di 87 anni che vive a Madrid. Per 70 anni della sua vita ha risieduto in una casa nel quartiere del Retiro, ma il 23 settembre è stata sfrattata dall’appartamento dopo che la società proprietaria, l’Urbangestion, ha moltiplicato per cinque l'affitto portandolo da 500 a 2650 euro. Le immagini della donna portata via in diretta televisiva in barella hanno fatto rapidamente il giro del Paese, causando un’ondata di proteste di piazza.

 

Vedi anche: Maricarmen, simbolo delle proteste per la crisi abitativa in Spagna. VIDEO

I “nuovi indignados”

Nei giorni successivi a Puerta del Sol, nel cuore di Madrid, sono comparse tende da campeggio, coperte, sacchi a pelo. Centinaia di persone hanno trascorso hanno dormito lì per protestare contro l'emergenza abitativa e lo sfratto di Maricarmen. Presto si è parlato di nuovi "indignados", 15 anni dopo il celebre movimento del 15-M nel 2011 di protesta sociale, nella stessa piazza, occupata per settimane contro i tagli al welfare, nel pieno della crisi economica.

 

Vedi anche: Madrid, a Puerta del Sol la protesta dei manifestanti per il diritto alla casa. FOTO

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La crisi abitativa in Spagna

Nel Paese, in effetti, la crisi abitativa è di enormi proporzioni: dal 2016 gli affitti sono cresciuti dell'82,7% a Madrid e del 94,9% a Barcellona, contro una crescita dei salari di circa il 45%, secondo un rapporto di Deutsche Bank. Nella capitale, l'affitto medio rilevato dal portale online Idealista è di 23,3 euro al metro quadro al mese: un appartamento di 100 metri quadri costa 2.330 euro mensili. Anche acquistare una casa è diventato più difficile: nel primo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 12,9% su base annua, fino a +13.5% quelli delle case usate. E il problema riguarda anche l'offerta: secondo i dati della Banca di Spagna, tra il 2021 e il 2025 la creazione di nuove famiglie ha superato di oltre due volte la costruzione di nuove abitazioni, con un deficit stimato in 750.000 alloggi.

Gli sfratti e il piano Casa47

E ai prezzi fuori controllo delle case, si aggiungono i casi di chi la casa la perde come è successo a Maricarmen: nel solo primo trimestre dell'anno sono stati infatti eseguiti in Spagna 2.600 sfratti per morosità e 917 collegati al procedimenti ipotecari, secondo i dati del Consiglio generale del potere giudiziario (Cgpj), il Csm spagnolo, citati dall'online elDiario.es. Il governo di Sanchez ha lanciato il piano Casa47, con lo scopo di ampliare il parco statale di edilizia abitativa: è prevista la costruzione di 100mila alloggi nei prossimi 10 anni, con un investimento di 13 miliardi di euro.

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La risoluzione del caso Maricarmen

Intanto nei giorni scorsi è arrivata una svolta, almeno per la signora Maricarmen: la società proprietaria dell'appartamento, Urbangestion, ha infatti raggiunto un accordo con i suoi rappresentanti legali per consentirle di tornare nell'abitazione con un nuovo contratto di affitto. I dettagli economici del nuovo contratto di locazione per l'87enne non sono stati ancora resi noti. In ogni caso la tensione nel Paese non è scesa, poiché per i manifestanti la protesta "va oltre" la vicenda di Maricarmen e punta a ottenere misure per evitare che casi analoghi si ripetano.

L’intervento del governo Sanchez

Il caso però ha messo in moto talmente tanta indignazione e proteste nel Paese che a muoversi è stato anche il governo Sanchez: il Consiglio dei ministri infatti ha varato due decreti per fare fronte all’emergenza abitativa. Tra le misure previste ci sono il blocco degli sfratti di persone vulnerabili fino al 2030 e la proroga straordinaria di due anni, fino al 31 dicembre 2028, dei contratti in vigore e in scadenza. Stabilito inoltre lo stop fino al 2028 agli acquisti immobiliari dei fondi speculativi - i cosiddetti "fondi avvoltoi" - oltre a nuove regole per gli affitti stagionali e per le stanze, e misure contro le frodi nel mercato delle locazioni.

 

Leggi anche: Emergenza casa, Spagna sospende sfratti per vulnerabili fino al 2030

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Il naufragio dei decreti in Parlamento

La decisione del governo e la pressione delle piazze, però, non sono state sufficienti a spingere il Congresso - dove Sanchez non gode di una maggioranza stabile, ma si affida all’appoggio esterno di alcuni partiti per governare - ad approvare i due decreti. Ieri infatti il blocco dei conservatori e dell’ultradestra, aiutato dalla forza indipendentista catalana Junts, ha votato contro le misure e fatto naufragare le nuove norme. Nemmeno l’appello dello stesso Sanchez, arrivato in Parlamento per chiedere ai gruppi parlamentari di votare "pensando alla gente", è servito ad avere il via libera.

Riesplodono le proteste

La bocciatura dei decreti è stata accolta con rabbia dalle migliaia di 'Indignados' di tutte le età ancora in piazza, che sono insorti contro il Parlamento: "I vostri guadagni, la nostra miseria!", hanno scandito. Gli attivisti sono decisi a portare avanti le mobilitazione in Puerta del Sol e nel resto del Paese, anche con uno sciopero generale. Mentre manifestazioni sono state indette in una cinquantina di città. Intanto sul piano politico la sconfitta di Sanchez apre la strada alle urne: il presidente del governo sta valutando la scelta più opportuna e si prenderà il fine settimana per decidere se andare a una convocazione anticipata delle urne, mentre la protesta si infiamma.    

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Verso il voto anticipato?

La situazione potrebbe rappresentare persino un assist per Sanchez: per una parte del Psoe infatti la caduta dei decreti potrebbe trasformarsi da sconfitta parlamentare nell'occasione per portare alle urne la questione della casa. L’obiettivo del partito sarebbe quello di trasformare il voto contrario delle destre e di Junts in un’arma contro le forze date in ascesa dai sondaggi, dopo la crisi migratoria a Ceuta e le numerose inchieste per presunta corruzione che coinvolgono alcuni dirigenti socialisti. Una prospettiva che però non è priva di rischi: Sanchez dovrà valutare anche le condizioni degli alleati, in particolare di Sumar, che non ha ancora completato il progetto di 'Frente Amplio', il vasto fronte che dovrebbe coagulare tutte le forze alla sinistra del Psoe, per cercare di frenare l'ascesa di Vox.

 

Leggi su Insider: I numeri della crisi abitativa in Spagna: 44 sfratti al giorno

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