Il piano della Russia per piegare l’Ucraina: “Lasciare Kiev al freddo e al buio d’inverno”

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Introduzione

Con l’autunno ormai iniziato e la stagione fredda alle porte, la Russia ha ripreso a colpire con insistenza l’Ucraina mettendo nel mirino i siti energetici del Paese. E secondo quanto ricostruito dal New York Times, si tratterebbe di una strategia ben precisa: l’idea di Mosca sarebbe quella di lasciare Kiev al gelo durante l'inverno, con lo scopo di fiaccare il morale e la resistenza sia della popolazione civile sia dell’esercito. Le città di Kiev, Kharkiv e Odessa sarebbero indicate come obiettivi prioritari.

Quello che devi sapere

L’inverno più difficile

Secondo il New York Times, la strategia di Mosca era attesa: da mesi infatti gli ufficiali ucraini stanno mettendo in guardia la popolazione, dicendo che il prossimo inverno potrebbe essere il più duro da quando è scoppiata la guerra. E già mercoledì si sono avuti i primi segnali: droni e missili hanno infatti preso di mira Kiev, dove la mattina di giovedì erano diversi i quartieri senza energia elettrica e senz’acqua.
 

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I piani di Mosca

La strategia dietro a questi attacchi, stando a quanto detto dagli ufficiali ucraini, è chiara: sostenere una campagna durante l’inverno per lasciare le città e i loro abitanti al freddo e al buio, spezzando il loro morale e inceppando la macchina bellica del Paese. Non si tratta, comunque, di una novità: dall’inizio della guerra infatti Mosca conduce simili campagne ogni inverno, finora con risultati non eccezionali, ma quest’anno ha disposizione missili balistici e droni che l’Ucraina ha mostrato di fare fatica a intercettare.

 

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Il documento intercettato da Kiev

Il ministro dell’Energia ucraino, Denys Shmyhal, ha mostrato un documento ai pari grado europei al vertice di Parigi di due settimane fa: nel testo, presentato come un piano russo intercettato, si farebbe riferimento - sempre stando a quanto riportato dal New York Times - ai metodi e alle strategie pensate per mettere in ginocchio il sistema energetico di Kiev.

 

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L’incubo del nucleare

Nel documento si legge che gli attacchi dovrebbero essere condotti usando fino a mille missili, droni e bombe: gli obiettivi di questi strike sarebbero vari, comprendendo anche gli impianti elettrici e le centrali termoelettriche e idroelettriche. Inoltre tra i target identificati dal Cremlino ci sarebbero anche le tre centrali nucleari attive nel Paese - che costituiscono la spina dorsale del sistema energetico dell’Ucraina - con l’intenzione di colpire gli impianti che le collegano alla griglia elettrica.

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Presa di mira anche l’acqua

Ma non ci sarebbero solo gli impianti e le infrastrutture energetiche nel mirino di Mosca: la Russia infatti punterebbe a colpire anche il sistema idrico dell’Ucraina, in particolare le stazioni di pompaggio e quelle per il trattamento delle acque reflue. Si tratterebbe, in quest’ultimo caso, di una novità: la Russia infatti finora non ha mai preso di mira su larga scala le forniture idriche, e da Kiev filtrano timori che il Paese non sia attrezzato a far fronte a una simile minaccia.

Le fasi dell’attacco di Mosca

La strategia d’attacco russa descritta nel documento intercettato da Kiev si articolerebbe in tre fasi: in primo luogo Mosca punterebbe ad attacchi alle sottostazioni vicine ai confini occidentali, che permettono al Paese di importare l'elettricità dall'Europa. Una volta isolata l’Ucraina dagli altri Paesi, gli attacchi si concentrerebbero sulle centrali idroelettriche. La terza e ultima fase, infine, avrebbe come obiettivo la messa fuori servizio delle centrali nucleari.

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Le contromisure di Kiev

Come detto, il piano non è giunto inaspettato: da tempo la Russia sta prendendo di mira gli impianti dell’Ucraina, e nelle scorse settimane il presidente Vladimir Putin ha annunciato pubblicamente una vasta campagna invernale contro le infrastrutture energetiche: lo zar ha presentato questa campagna come una risposta agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe. E dunque negli ultimi mesi Kiev ha provato ad attrezzarsi, investito centinaia di milioni di dollari nelle riparazioni, nella protezione degli impianti e nell'installazione di unità di generazione più piccole e difficili da colpire.

I rischi per gli attacchi

Non è detto però che tutto questo sia sufficiente: infatti attacchi di grande intensità potrebbero compromettere i lavori di ripristino e rafforzamento della rete energetica. Secondo Olena Pavlenko, responsabile del centro studi energetici DiXi Group, affrontare un altro inverno con un sistema così indebolito sarà come "correre una maratona con un solo polmone".

 

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