Introduzione
Operazione Vivaldi è il nome in codice scelto dall'esercito ucraino per la controffensiva avviata nel nord della regione di Donetsk, nell'area di Lyman (GLI AGGIORNAMENTI LIVE SULLA GUERRA IN UCRAINA). Un'operazione mantenuta a lungo sotto stretto riserbo e resa pubblica da Kiev soltanto negli ultimi giorni, dopo mesi di attività sul terreno.
Quello che devi sapere
L’area conquistata
A illustrarne i primi risultati è stato Andrii Biletskyi, comandante del Terzo Corpo d'Armata ucraino. In un video diffuso sui social, il generale ha riferito che le proprie unità hanno riconquistato complessivamente 75 chilometri quadrati di territorio dalla presenza russa e ne hanno liberati altri 10, per un totale rivendicato di 85 chilometri quadrati. Tra questi figura Serednie, che secondo il comando di Kiev sarebbe ora interamente sotto controllo ucraino. L'area interessata comprende inoltre Novoselivka, Oleksandrivka, Yarova e le periferie di Korovyi Yar.
E il riferimento musicale del nome dell'operazione non è casuale. Il filmato con cui Biletskyi ha presentato l'operazione è accompagnato dalle note delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, e il comandante ha lasciato intendere che quanto realizzato finora rappresenti soltanto l'inizio.
Leggi anche: Meloni: "Alleanza con chi è contro l'Ucraina? Non sono disponibile"
Il fronte di Lyman
Le forze ucraine stanno operando a nord di Lyman, in un settore particolarmente delicato dello schieramento. Il valore dell'area dipende soprattutto dalla sua posizione rispetto alla cosiddetta "cintura delle fortezze": una fascia urbana lunga circa 50 chilometri che comprende, oltre a Sloviansk e Kramatorsk, anche Druzhkivka e Kostiantynivka. Il controllo di quest'area riveste un'importanza strategica nel conflitto per il Donbass. La Russia punta, infatti, a conquistare l'intera regione di Donetsk e la direttrice settentrionale di Lyman rappresenta uno degli assi attraverso cui le forze di Mosca possono tentare di avvicinarsi alle principali roccaforti ucraine.
Per approfondire: Ucraina, cosa sappiamo sull'attacco russo al treno Kiev-Varsavia
Il confronto tra i due schieramenti
Secondo la ricostruzione dell'Institute for the Study of War, il progetto russo non consisteva soltanto in una progressione frontale verso queste città: da Lyman avrebbe dovuto svilupparsi anche un'avanzata verso sud, destinata a costituire il lato settentrionale di un più ampio tentativo di accerchiamento della cintura fortificata, affiancato dalla pressione russa proveniente da sud e sud-ovest. L'ISW ritiene che i risultati ottenuti da Kiev a nord di Lyman abbiano compromesso questo disegno operativo. Secondo Biletskyi, l'offensiva avrebbe interrotto alcune delle linee logistiche russe e inferto un duro colpo alla 20ª e alla 25ª Armata combinata. Gli attacchi con i droni avrebbero inoltre costretto i centri di rifornimento russi ad arretrare, aumentando la distanza tra il fronte e le strutture utilizzate per sostenere le operazioni.
Le perdite russe
I dati più rilevanti forniti dal comandante ucraino riguardano le perdite subite dalle forze russe. Biletskyi ha parlato di circa 1.500 militari russi uccisi durante la fase dell'operazione finora resa pubblica. A questi si aggiungerebbero oltre 12mila droni e centinaia di mezzi, tra veicoli corazzati, sistemi di artiglieria, mortai e altri equipaggiamenti. Le cifre provengono dal comando ucraino e non risultano verificabili in maniera indipendente. Anche l'effettiva estensione delle aree riconquistate resta difficile da stabilire con precisione. La presenza massiccia di droni lungo la linea del fronte ha infatti creato una vasta fascia di territorio nella quale le posizioni delle due parti possono cambiare rapidamente e risultano complesse da mappare.
Il fattore sorpresa
Uno degli elementi centrali dell’Operazione Vivaldi è stato il silenzio imposto sulle operazioni. Le unità del Terzo Corpo d'Armata hanno mantenuto riservati movimenti e sviluppi dell'offensiva, evitando di fornire informazioni che potessero consentire alla Russia di adeguare tempestivamente il proprio dispositivo. "Circolano molte teorie" sull'obiettivo finale dell'operazione, ha spiegato Biletskyi, citando anche l'ipotesi di un'avanzata verso il fiume Chornyi Zherebets. Il comandante non ha però confermato pubblicamente un traguardo definitivo, limitandosi a sottolineare che l’operazione è ancora in corso. La segretezza avrebbe consentito a Kiev di accumulare risultati prima di rendere pubblica l'operazione. Le prime indiscrezioni erano circolate soprattutto attraverso alcuni blogger militari russi, spesso critici nei confronti delle inefficienze operative delle forze di Mosca. Successivamente, anche fonti di analisi militare basate su informazioni open source hanno iniziato a rilevare gli sviluppi nell'area di Lyman.
La guerra alla logistica
L'azione ucraina non si sarebbe concentrata soltanto sulle truppe schierate in prima linea. Una parte significativa dell'offensiva ha riguardato le infrastrutture che permettono alle forze russe di mantenere operativo il fronte. Secondo quanto riferito dal Terzo Corpo, i raid hanno inizialmente raggiunto obiettivi situati fino a circa 50 chilometri dalla linea del combattimento, per poi estendersi a una profondità di circa 120 chilometri. Gli attacchi avrebbero colpito depositi di carburante e munizioni, centri di comunicazione, posti di comando e mezzi di trasporto. Tra le conseguenze indicate da Kiev figura anche la chiusura di un oleodotto utilizzato per il rifornimento di carburante nell'oblast di Luhansk. Sarebbero inoltre stati spostati elementi di supporto della 144ª Divisione di fanteria motorizzata russa e dispersi alcuni depositi logistici. Accanto ai droni, un ruolo importante sarebbe stato svolto dalla guerra elettronica. Il Terzo Corpo ha dichiarato di aver realizzato una sorta di "cupola" elettronica sull'area delle operazioni e di aver neutralizzato, dall'inizio dell'anno, più di 20mila missioni di droni russi.
La pressione russa
L'avanzata dell’Operazione si inserisce in un quadro più ampio nel quale la Russia continua, comunque, a esercitare pressione su diversi settori del Donbass. Nel corso del 2026 il ritmo complessivo dell'avanzata russa ha subito un rallentamento, ma le forze di Mosca hanno continuato a spingere da sud verso la cintura fortificata e a infiltrarsi nell'area di Kostiantynivka. Nel settore di Lyman, inoltre, l'ISW segnala che tra il 14 e il 15 settembre le forze russe hanno continuato le operazioni senza riuscire a ottenere nuovi avanzamenti. È proprio per questo che Lyman assume un peso che va oltre i centri abitati direttamente coinvolti nella controffensiva.
La situazione sul terreno rimane tuttavia difficile da fotografare con certezza. Come ha rilevato Reuters, la guerra dei droni ha trasformato ampie porzioni del fronte in una sorta di “zona di morte” e rende complicato stabilire in modo indipendente le esatte linee di controllo.
Gli annunci sconfessati
Biletskyi aveva già parlato dell'operazione il 7 settembre, riferendosi a quelli che aveva definito "gravi fallimenti militari russi" nel settore. In quell'occasione il comandante aveva anche contestato una dichiarazione di Vladimir Putin relativa alla conquista della Sviatohirsk Lavra. In un video registrato davanti allo storico monastero, Biletskyi aveva rivolto un messaggio polemico ai vertici militari e politici russi, accusandoli di fornire una rappresentazione distorta dell'andamento della guerra. Le sue parole si inseriscono nella più ampia disputa sulla reale situazione del fronte e sulle informazioni trasmesse dal comando russo alla leadership politica.
Per approfondire: Guerra in Ucraina, la Russia attacca i distributori di benzina di Kiev con i droni. FOTO