Mutui, cosa conviene in questo momento tra tasso fisso e tasso variabile

Economia
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Introduzione

Per chi vuole comprare casa, in questo momento, conviene di più stipulare un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile? La risposta non è immediata: il difficile quadro geopolitico, reso sempre più complicato dall’andare avanti della guerra tra Stati Uniti e Iran, non permette di fare previsioni a lungo termine. Se infatti la Banca centrale europea, il 23 luglio, ha scelto di lasciare i tassi d’interesse invariati (quello sui depositi è al 2,25%), non è detto che non ci saranno rialzi nei prossimi mesi. Anzi: gli esperti stimano che nella riunione di settembre o al più tardi in quella di dicembre, il Consiglio direttivo della Bce deciderà per un rialzo. Quali sarebbero le conseguenze sui mutui?

Quello che devi sapere

Mutui a tasso variabile o a tasso fisso?

Il fatto che la Bce abbia mantenuto i tassi d’interesse sugli stessi livelli di giugno porterebbe a indicare i mutui a tasso variabile come più convenienti rispetto a quelli fissi. Se però si prevede già che di qui a breve ci saranno dei rialzi, il vantaggio potrebbe essere vanificato in poco tempo: i mutui a tasso variabile salgono e scendono sulla base dei tassi d’interesse decisi dalla Bce.

 

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A luglio Tan medio variabile a 2,80%, fisso a 3,33%

È per questo che Mutuionline.it si mostra prudente. “I mercati scommettono su un rialzo già in autunno: il vantaggio del mutuo variabile" rispetto al fisso, che continua a essere il preferito dagli italiani, "potrebbe ridursi nei prossimi mesi", si legge sul sito. A luglio, il Tan medio dei mutui a tasso variabile a 20 e 30 anni è salito dal 2,58% al 2,80%, anche in conseguenza del rialzo dei tassi deciso dalla Banca Centrale Europea l’11 giugno. Adesso il Tan medio del fisso si assesta intorno al 3,33%, ma se Francoforte spingesse per due rialzi consecutivi, si sottolinea, il variabile tornerebbe ai livelli del fisso. 

 

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Come funzionano i mutui a tasso variabile e quelli a tasso fisso

L’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile è l'Euribor, il tasso medio con cui le grandi banche europee si prestano denaro di tra loro, preso a parametro proprio da moltissimi finanziamenti a tasso variabile. Il tasso fisso, anche se per alcuni mesi (o anni) potrebbe essere più alto di quello variabile, in tempi di forte incertezza economica è una sicurezza, perché evita che l’eventuale rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce tiri con sé anche il valore del mutuo. In un quadro discendente o in un quadro stabile, come quello che stiamo attraversando, i mutui a tasso variabile diventano però più convenienti.

Euribor in continua crescita

Si segnala tra l’altro come, al di là delle ultime decisioni della Bce, l'Euribor, stia effettivamente già continuando a salire, sulla scia dell'aspettativa di un nuovo aumento dei tassi d’interesse entro fine anno. Dall’inizio del 2026, la rata di un mutuo variabile standard (126mila euro in 25 anni) è cresciuta di circa 21 euro. Entro dicembre dovrebbe crescere di altri 31 euro, passando dagli attuali 599 euro a circa 630 euro, secondo le stime di Facile.it.

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Euribor a 2,79% entro dicembre 2026: le stime

Secondo i futures sull'Euribor (aggiornati al 20 luglio 2026), l'indice dovrebbe arrivare entro la fine del 2026 al 2,79%, in aumento di circa 75 punti base rispetto a gennaio 2026, quando era pari allo 2,03%. Incremento che, sulla rata di un mutuo standard, si tradurrebbe in un aumento di circa 52 euro sulla rata.

Importo medio dei mutui a +1,4% in un anno

Nei primi sei mesi del 2026, come emerge dall''Osservatorio Facile.it - Mutui.it, l'importo medio richiesto dagli aspiranti mutuatari è aumentato dell'1,4% rispetto a dodici mesi fa, arrivando a 139.306 euro, da restituire in 25 anni e a copertura del 73% del valore dell'immobile oggetto di mutuo (pari, sempre in media, a circa 207mila euro).

 

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