Bce, attesa per decisione su tassi d'interesse: verso riconferma al 2,25%

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Francoforte dovrebbe mantenere i tassi invariati, dopo il rialzo dello scorso giugno. La situazione generale resta comunque molto complicata, con l'ennesima escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran che spinge i prezzi di petrolio e gnl e causa nervosismo sui mercati

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Si attende una nuova decisione della Banca centrale europea sui tassi di interesse: dalla riunione di oggi, 23 luglio, ci si aspetta che il Consiglio direttivo li lasci invariati al 2,25%, dopo il rialzo dello scorso giugno. I mercati scommettono che ci sarà un ulteriore aumento più avanti, comunque entro la fine dell’anno, forse a settembre o al più tardi a dicembre. 

Preoccupa l'escalation in Medio Oriente

Lo scenario internazionale resta comunque molto complicato, con la nuova escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran e il conseguente rialzo dei prezzi di petrolio e di gas naturale che, alimentando le aspettative d’inflazione, continua a complicare le strategie finanziarie e monetarie, causando la volatilità dei mercati. È proprio questa incertezza a rendere la riunione della Bce più delicata del previsto. L’obiettivo è quello di mantenere il tasso inflazionistico sul 2%.

L'approccio guidato dai dati

Il Consiglio direttivo, come già fatto più volte, dovrebbe comunque affermare ancora una volta di non volersi vincolare a un particolare percorso dei tassi e a decidere la politica monetaria di volta in volta a ogni riunione, proprio a causa del contesto geopolitico resta altamente incerto. È dato quasi per scontato che la presidente Christine Lagarde tornerà dunque a ribadire che ogni decisione sarà presa adottando il noto approccio guidato dai dati: dalle prospettive dell’inflazione complessiva e di fondo, dai dati economici (crescita e mercato del lavoro soprattutto) e dati finanziari (andamento dei rendimenti dei bond e spread), e dalla trasmissione della politica monetaria, cioè le condizioni del credito a famiglie e imprese. L’ultima Bank lending survey della Bce, pubblicata il 21 luglio, ha registrato condizioni del credito bancario nell’area dell’euro moderatamente più strette per le imprese, a causa di un aumento dei rischi percepiti dalle banche, soprattutto nel settore auto e nell’industria manifatturiera energivora.

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Il futuro incerto di Lagarde

È incerto anche il futuro di Lagarde. Il suo mandato scadrebbe nell’ottobre del 2027, ma lei stessa - in un’intervista agli inizi di luglio a Les Echos - ha alimentato il dibattito che si è aperto già dal giugno 2025, quando Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum (Wef), aveva rivelato al Financial Times di aver parlato con Lagarde di un trasferimento da Francoforte a Davos. “Ritengo che la mia missione sia quella di garantire la stabilità dei prezzi. Dato che stiamo attraversando ancora una volta un periodo turbolento, credo che il capitano della nave Bce debba rimanere a bordo”, ha detto in quell’occasione Lagarde, ma alla domanda se tenesse aperta la possibilità di lasciare l’incarico prima della scadenza, nel caso della fine della turbolenza, aveva risposto che questo “è possibile”.

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