La Bce lascia i tassi d'interesse invariati al 2,25%. Lagarde: "Crescita resta modesta"

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Come da previsioni, l'istituto di Francoforte ha deciso di tenere fermo il tasso sui depositi, così come quello sui rifinanziamenti principali (2,40%) e quello sui prestiti marginali (2,65%). La presidente: "Decisione unanime ma alcuni si sono chiesti se un rialzo fosse necessario". La situazione generale resta comunque molto complicata. Lagarde allontana voci di un suo addio anticipato: "Resto sulla nave, non vi libererete di me prima del 2027"

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Come da previsioni, la Banca centrale europea ha deciso di mantenere il tasso d'interesse sui depositi invariato al 2,25%, dopo il rialzo dello scorso giugno. Quello sui rifinanziamenti principali rimane al 2,40%, quello sui prestiti marginali al 2,65. La decisione odierna "è stata unanime" ma fra alcuni governatori delle banche centrali "c'era chi si chiedeva se dovessimo prendere in considerazione un rialzo", ha rivelato la presidente Lagarde. I mercati scommettono che ci sarà un nuovo aumento più avanti, comunque entro la fine dell’anno, forse a settembre o al più tardi a dicembre. 

Lagarde: "Crescita modesta"

La "crescita rimane modesta nel breve termine", ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde nella conferenza stampa. La numero uno della Banca centrale ha sottolineato come "il mercato del lavro, le aziende e famiglie restano più deboli rispetto a prima del conflitto" mentre ha rilevato la situazione positiva dei servizi digitali e "la parziale ripresa dei servizi".

Lagarde: "Misure pubbliche contro caro energia siano temporanee"

"Le misure pubbliche in risposta allo shock energetico dovrebbero essere circoscritte e temporanee", afferma la presidente della Bce Christine Largarde secondo cui la crisi energetica sta "alimentando la crescita dei prezzi". Per Lagarde l'aumento dei costi dell'energia "peserà sui salari reali". Poi ha aggiunto che "gli eventi climatici estremi e la crisi climatica potrebbero far salire i prezzi alimentari", sottolineando come gli effetti legati al clima possono aumentare di peso nelle stime e nelle valutazioni dell'istituto centrale visto il loro effetto sull'inflazione. 

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Preoccupa l'escalation in Medio Oriente

L’obiettivo della Bce è sempre quello di mantenere il tasso inflazionistico sul 2%. Lo scenario internazionale resta molto complicato, con la nuova escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran e il conseguente rialzo dei prezzi di petrolio e di gas naturale che, alimentando le aspettative d’inflazione, continua a complicare le strategie finanziarie e monetarie, causando la volatilità dei mercati. "L'incertezza resta elevata e l'impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno", avvisa la Bce nella nota di accompagnamento alla decisione di mantenere i tassi fermi. "I rischi per le prospettive dell'inflazione sono orientati al rialzo. Lo shock energetico potrebbe intensificarsi ulteriormente e i suoi effetti sugli altri prezzi e sui salari potrebbero essere più marcati di quanto attualmente previsto".

L'approccio guidato dai dati

Il Consiglio direttivo, come già fatto più volte, ripete ancora una volta di non volersi vincolare a un particolare percorso dei tassi: "Per definire l'orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati". Si deciderà dunque la politica monetaria di volta in volta a ogni riunione, proprio a causa del contesto geopolitico resta altamente incerto. L’ultima Bank lending survey della Bce, pubblicata il 21 luglio, ha registrato condizioni del credito bancario nell’area dell’euro moderatamente più strette per le imprese, a causa di un aumento dei rischi percepiti dalle banche, soprattutto nel settore auto e nell’industria manifatturiera energivora.

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Il futuro di Lagarde: "Non vi libererete di me prima del 2027"

In questi mesi è apparso incerto anche il futuro di Lagarde. Il suo mandato scade nell’ottobre del 2027, ma lei stessa - in un’intervista agli inizi di luglio a Les Echos - ha alimentato il dibattito che si è aperto già dal giugno 2025, quando Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum (Wef), aveva rivelato al Financial Times di aver parlato con Lagarde di un trasferimento da Francoforte a Davos. Oggi però in conferenza stampa la presidente Bce ha chiarito la sua posizione: "Questo capitano resterà a bordo della nave, non vi libererete di me prima del 2027", ha detto.

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