Fisco, rimborso Iva per imprese e autonomi con concordato preventivo: novità e soglie
EconomiaIntroduzione
Il governo guidato da Giorgia Meloni ha introdotto una serie di novità per incentivare i cittadini e le imprese che hanno aderito al Concordato Preventivo Biennale a rinnovare il loro impegno con il Fisco. In caso di nuovo accordo, infatti, vengono tagliati gli oneri da adempimento per chiedere i rimborsi Iva oppure per procedere alle compensazioni di imposta sul valore aggiunto, imposte dirette e Irap. E non sono le uniche novità: ecco tutto quello che c’è da sapere.
Quello che devi sapere
Cos’è il Concordato Preventivo Biennale
Intanto, è necessario ricordare cos'è il Concordato Preventivo Biennale: si tratta, come spiegato dall’Agenzia delle Entrate, di "un istituto volto a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi dichiarativi. Possono accedere i contribuenti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che applicano gli Indici sintetici di affidabilità". Con questo strumento "ciascun contribuente può calcolare la propria proposta per la definizione biennale del reddito derivante dall’esercizio d’impresa o di arti e professioni e del valore della produzione netta rilevanti ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap".
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I benefici del Concordato Preventivo Biennale
Infine, per determinare gli importi che dovranno essere pagati, il sistema tiene conto "del reddito dichiarato e del livello di affidabilità relativi al periodo d’imposta antecedente a quelli cui si riferisce la proposta" e "di possibili eventi straordinari occorsi durante il primo anno di applicazione del Concordato, eventualmente dichiarati dal contribuente compilando il relativo campo del modello dichiarativo". Aderendo alla proposta, ci si impegna così a pagare la cifra pattuita, ottenendo in cambio l’esclusione da alcuni tipi di accertamenti e "un’imposta sostitutiva ad aliquote ridotte sul maggior reddito concordato".
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Le novità sul Concordato Preventivo Biennale
E sul Concordato, come detto all’inizio, sono arrivate alcune importanti novità: come riportato da Il Sole 24 Ore, il decreto Omnibus pubblicato l’11 agosto in Gazzetta ufficiale, insieme ad altri decreti fiscali, ha predisposto una serie di misure nel tentativo di invogliare circa mezzo milione di autonomi, imprese e società soggette agli Isa a rinnovare per altri due anni l’accordo con il Fisco, così da rimanere in un’area di affidabilità.
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Aumentano le soglie per i crediti fiscali
Uno dei sistemi pensati per invogliare chi ha già aderito al Concordato a farlo nuovamente è quello che riguarda la restituzione o l’utilizzo dei crediti fiscali. In particolare il nuovo sistema fissa a 100mila euro (dai 70mila della prima adesione) la soglia massima sia per la compensazione sia per il rimborso: insomma, viene amplificato uno dei vantaggi esistenti fin dalla nascita del Concordato. Inoltre, spiega ancora Il Sole 24 Ore, la soglia per portare in F24 crediti relativi alle imposte sui redditi sale da 50mila a 70mila euro, sempre nel caso in cui si accetti l’accordo per un nuovo biennio.
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Le altre novità sul Concordato
I vantaggi comunque non sono finiti qui: se infatti si è discusso molto di questa modifica, che va a beneficio di chi ha già aderito al Concordato e intende farlo nuovamente, altre misure sono pensate per rendere lo strumento più attrattivo. La riforma del Fisco infatti prevede anche la riduzione di due anni di termini di decadenza a disposizione dell’amministrazione finanziaria per effettuare accertamenti sia sul reddito d’impresa o di lavoro autonomo sia sull’Iva. Inoltre è presente anche un ulteriore aiuto sul piano dell’esborso economico: viene concesso infatti di ricorrere alla rateizzazione del versamento delle somme dovute come saldo e acconto delle imposte, senza la necessità di pagare gli interessi.
Cosa ne pensano i commercialisti
Nei giorni scorsi il Consiglio nazionale dei commercialisti aveva espresso il proprio giudizio positivo sul Decreto fiscale Omnibus, il quarto correttivo della riforma tributaria. In particolare i professionisti hanno apprezzato le proposte fatte ed accolte, come "la proroga al 31 dicembre 2026 del termine per la presentazione della certificazione del tax control framework, da parte delle imprese che hanno trasmesso la domanda di ammissione al regime di adempimento collaborativo nel 2024 e nel 2025", nonché "il pacchetto di norme per dare maggiore appeal al concordato preventivo biennale: si va dai nuovi benefici premiali per chi rinnova l'opzione per il biennio 2026/2027, tra cui trovano posto le nostre proposte di ridurre di due anni i termini di accertamento, di eliminare le maggiorazioni degli acconti e di estendere il ravvedimento speciale all'anno 2023, alla completa rivisitazione della cause di decadenza, riducendone le casistiche, che vede accolte le nostre proposte di eliminare la decadenza in presenza di debiti tributari e contributivi scaduti alla data del 31 dicembre dell'anno precedente a quello dell'adesione e di rendere più facile correggere errori od omissioni mediante dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso".
"Un rapporto istituzionale efficace"
Secondo il presidente dei commercialisti italiani Elbano de Nuccio "il recepimento di queste misure conferma la solidità e l'efficacia del rapporto istituzionale costruito con il ministro dell'Economia, trasformando il dialogo in soluzioni normative tangibili per i cittadini e le imprese. In questo scenario di profondo rinnovamento economico e legislativo, il Consiglio nazionale si consolida come un interlocutore centrale e imprescindibile per lo Stato, capace di coniugare rigore giuridico, innovazione e tutela dell'interesse pubblico all'applicazione della giusta imposta".
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