Gli esperti si aspettano - per la prima volta in quasi tre anni - un aumento dei tassi di interesse dello 0,25%, al 2,25%, nonostante la crescita dell'area euro si sia fermata. In parallelo saranno aggiornate le stime sull'inflazione
Il board della Bce conclude oggi la due giorni di politica monetaria, con l'annuncio sui tassi e la conferenza stampa della presidente Christine Lagarde. Le attese sono di un aumento dei tassi di interesse dello 0,25%, al 2,25%, con una mossa che rappresenterebbe una prima volta in quasi tre anni. In parallelo saranno aggiornate le stime sull'inflazione e c'è molta attenzione per le parole che saranno usate da Lagarde, utili a capire quali saranno le mosse future di Francoforte.
Lo scenario
Potrebbe quindi arrivare un rialzo dei tassi di 25 punti base, nonostante la crescita dell'area euro si sia fermata: preoccupa ancora di più il rischio di una spirale inflazionistica, che se andasse fuori controllo finirebbe per richiedere tassi ancora più alti. Lo chiedono i membri del Consiglio direttivo tradizionalmente considerati 'falchi', da ultimo la tedesca Isabel Schnabel o l'olandese Frank Elderson. Persino il greco Yannis Stournaras ha parlato di "danni limitati" da un rialzo prudente dei tassi. Mentre il governatore Fabio Panetta, nelle considerazioni finali di Bankitalia, ha aperto a una "ricalibrazione" dei tassi pur senza legarsi le mani sul futuro.
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Le mosse future
Gli economisti del panel sentito da Bloomberg, stimano due rialzi dei tassi quest'anno, uno oggi e uno entro fine anno. È l'effetto della guerra lanciata da Usa e Israele all'Iran, con le prospettive di una pace che paiono sfumate nel caos del Medio Oriente, e dello shock energetico. Goldman Sachs si aspetta il secondo rialzo a settembre, che porterebbe il tasso Bce al 2,5%, perché "gli ultimi dati vanno in direzione di un'inflazione significativamente più alta e una crescita più debole" che nelle previsioni Bce dello scorso marzo. Il panel di Bloomberg stima un'inflazione per il 2026 al 3,5% (ha segnato 3,2% a maggio) e una crescita ferma allo 0,6%.