Guerra Iran, dal gas ai carburanti: le conseguenze in Europa e negli Usa
A oltre un mese dall’inizio del conflitto in Medio Oriente sono diversi gli effetti globali prodotti sulla quotidianità dei consumatori, dai rincari dei carburanti agli effetti dell’inflazione. Anche a livello politico si notano le conseguenze, come dimostra la posizione della Spagna, fortemente critica nei confronti di Washington. Di questo si è parlato nella puntata di “Numeri”, il programma di Sky TG24, andata in onda il 31 marzo 2026
LE CONSEGUENZE DELLA GUERRA
- Dopo oltre un mese di guerra in Iran sono diversi gli effetti globali. "Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell'Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla già pesante fattura dell'Unione per i combustibili fossili", ha dichiarato il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen. Di questo si è parlato nella puntata di Numeri, il programma di SkyTG24 andato in onda il 31 marzo 2026.
LE MOSSE EMERGENZIALI DI TRUMP
- Sono diverse le mosse emergenziali adottate dal presidente americano a marzo, dal rilascio delle riserve strategiche di petrolio allo stop alle sanzioni al greggio russo e iraniano in mare.
NUOVO PICCO DELLA BENZINA
- Per la prima volta nella presidenza Trump, la benzina negli USA è tornata sopra i 4 dollari al gallone, un dato (anche) politico rilevantissimo. Il picco è precedente è stato raggiunto dopo l’invasione della Russia in Ucraina, nel 2022, durante la presidenza Biden.
IL COSTO DEI CARBURANTI
- I carburanti incidono in modo importante sull’inflazione: in Italia diesel e benzina insieme costano insieme il 13% in più rispetto al periodo precedente la guerra.
LA POSIZIONE DELLA SPAGNA
- Tra i grandi Paesi europei, la Spagna ha la posizione più rigida nei confronti di Trump, con le restrizioni sia sullo spazio aereo che nell’utilizzo di navi. Una posizione notata anche da Teheran, più morbida nei confronti di Madrid.