Crediti e mutui, in Italia ci sono sempre meno sportelli bancari ma più agenti e mediatori
EconomiaIntroduzione
Sempre più agenti e mediatori, oltre quota 30mila, e sempre meno sportelli bancari nel mondo del credito. È lo scenario che emerge da un recente rapporto Oam-Prometeia, che evidenzia come nel 2025 i professionisti del settore creditizio abbiano intermediato il 77% di tutte le cessioni del quinto dello stipendio e il 42% dei mutui residenziali, mentre resta ancora molto bassa la percentuale del credito alle imprese, a quota 2%. Il fatturato totale oscilla tra i due miliardi e i due miliardi e 200 milioni di euro.
Quello che devi sapere
Agenti e mediatori creditizi sostituiscono gli sportelli bancari
Il report parla di un processo di sostituzione degli sportelli bancari, iniziato nell’ultimo decennio, che prosegue a tutta velocità: la forza lavoro dei professionisti del credito lo scorso anno è cresciuta ancora del 2%, a fronte di una diminuzione della stessa cifra dei dipendenti bancari. Per capire: se il numero di agenti e di mediatori creditizi si assesta adesso oltre le 30mila persone, appena una decina di anni fa era intorno ai 19mila. Così, il rapporto tra forza lavoro "terza" e dipendenti bancari è passato da circa "un professionista del credito ogni 20 dipendenti bancari" a "un professionista del credito ogni 10 dipendenti bancari", di cui "uno ogni cinque" tra le banche specializzate, "uno ogni otto" tra le banche commerciali di minori dimensioni e "uno ogni 40" tra i grandi gruppi bancari.
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Il mercato in mano ai grandi operatori
Come anticipato, il fatturato totale del settore nel 2025 ha viaggiato sui due miliardi di euro, che significa cinque-sei milioni di euro al giorno. Ci sono però grandi differenze interne al sistema: circa il 60% del fatturato e degli utili si è concentrato nei primi 40 operatori, che tutti insieme rappresentano soltanto il 5% del totale. Il 70% degli operatori, in media di dimensioni definite “micro” (cioè con meno di cinque collaboratori), ha rappresentato invece solo il 15% del fatturato.
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Poche operazioni di erogazione di credito alle imprese
L’erogazione di credito alle imprese resta comunque ancora una quota assolutamente minoritaria, arrivando ad appena il 2% del totale dei servizi offerti, quasi del tutto ricondotto ai mediatori. Questo perché, si legge nel rapporto, “il credito alle imprese rappresenta infatti, per i professionisti del credito, un mercato fortemente basato sulle competenze più che sulle dimensioni, in cui la “specializzazione” è un elemento imprescindibile e dove la concorrenza si sposta da fattori di prezzo, a fattori qualitativi basati sul livello di assistenza offerta”.
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Ma lo scenario potrebbe cambiare
Qualcosa comunque si muove anche sotto questo profilo: tra i maggiori professionisti del credito operanti nel settore retail “si osservano già tentativi di ingresso nel mercato corporate, mediante primi progetti di set-up di team dedicati o collaborazioni con soggetti specializzati che, tuttavia, richiedono un ampio percorso di realizzazione per il raggiungimento di una piena efficacia”.
Il leasing finanziario cresce
Lo studio si sofferma poi sul leasing finanziario. Al netto del noleggio a lungo termine auto, la crescita è stata del 9% rispetto al 2024 e del 15% rispetto al 2021, per un totale di 24,2 miliardi di euro in nuove erogazioni. Agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi hanno fatto la loro parte, con quote del 9,2% e del 4,8% del totale di quanto stipulato in leasing.
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Le prospettive per il futuro
A fronte dei dati, non sorprende che nel settore ci sia ottimismo per il futuro. L’80-90% degli intervistati per l’analisi pensa infatti che nel medio termine ci sarà un’ulteriore crescita, anche tramite l’aumentare dei prodotti di credito intermediati. Il 75% degli agenti in attività finanziaria conta quindi su un ampliamento nei prossimi cinque o dieci anni della propria operatività, mentre i mediatori creditizi prevedono una crescita del numero dei collaboratori, sempre nei prossimi cinque o dieci anni.
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