Prestiti ancora in crescita, mentre cala il tasso sui mutui per la casa: il report di Abi

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Nel mese di marzo 2026 è sceso il tasso medio sulle nuove operazioni per l'acquisto di abitazioni, attestandosi al 3,36% (a febbraio 2026 era al 3,44%, a dicembre 2023 era al 4,42%). Lo scrive l'Abi (Associazione bancaria italiana) nel consueto rapporto mensile. Ecco tutti i dati emersi dal documento.

Quello che devi sapere

Il tasso medio sul totale dei prestiti

Sempre nel mese di marzo 2026, il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è stato pari al 3,98% (come nel mese precedente, ossia febbraio 2026), mentre il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,26% (3,33% nel mese precedente e 5,45% a dicembre 2023).

 

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Prosegue il percorso di crescita

Sempre a marzo 2026, l'ammontare dei prestiti a imprese e famiglie è cresciuto del 2,4% su base annua, in accelerazione rispetto al +2,2% registrato a febbraio di quest'anno, proseguendo il percorso di crescita dei prestiti iniziato a marzo 2025.

 

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Le differenze tra famiglie e imprese

Per le famiglie si tratta del quindicesimo mese consecutivo di incremento, mentre per le imprese è il nono mese consecutivo di crescita dei prestiti. Infatti, a febbraio 2026 i prestiti alle famiglie sono aumentati del 2,6%, mentre quelli alle imprese dell’1,8%.

 

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Aumenta la raccolta diretta totale

Dal rapporto mensile di Abi emerge inoltre che la raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) a marzo 2026 è risultata in aumento del 2,6% su base annua, raggiungendo i 2.134 miliardi e proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 (+3,8% nel mese precedente). 

 

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In rialzo anche la raccolta indiretta

La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi presso le banche, ha presentato un incremento di 78,8 miliardi tra febbraio 2025 e febbraio 2026 (30,2 miliardi per le famiglie, 15 miliardi per le imprese e il restante agli altri settori, imprese finanziarie, assicurazioni, pubblica amministrazione). In particolare, a marzo 2026 i depositi, nelle varie forme, sono cresciuti del 2,7% su base annua (+4,3% il mese precedente). 

 

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La raccolta a medio e lungo termine

La raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni, a marzo 2026 è aumentata dell’1,5% rispetto a un anno prima (+0,6% nel mese precedente). Il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (cioè certificati di deposito e depositi vincolati) è al 2,09%, stabile rispetto al mese precedente e superiore a quello medio dell’area dell’euro, che si attestava all’1,88% a febbraio.

 

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Le nuove emissioni di obbligazioni

Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso a marzo è stato invece il 2,88%. Nel mese in esame il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti), è stato lo 0,65% (in aumento rispetto allo 0,64% di febbraio 2026 e allo 0,32% di giugno 2022).

 

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Il tasso sui conti e spread

Il tasso sui conti corrente è stato lo 0,28% (in incremento rispetto allo 0,27% di febbraio 2026 e allo 0,02% di giugno 2022). Infine Il margine (spread) sulle nuove operazioni) con famiglie e società non finanziarie è stato di 191 punti base

 

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I dati sui crediti deteriorati netti

A febbraio i crediti deteriorati netti (cioè l’insieme delle sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute e/o sconfinanti calcolato al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche) ammontavano a 27,6 miliardi di euro, da 30 miliardi di settembre 2025 (31,3 miliardi a dicembre 2024).

 

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Un calo di 169 miliardi di euro

Rispetto al loro livello massimo, 196,3 miliardi raggiunti nel 2015, sono risultati in calo di quasi 169 miliardi. Inoltre, a febbraio scorso i crediti deteriorati netti rappresentavano l’1,32% dei crediti totali. Tale rapporto era inferiore rispetto a settembre 2025, quando si attestavano al 1,43% (1,51% a dicembre 2024; 9,8% a dicembre 2015).

 

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Cos'è l'Abi

L’Associazione bancaria italiana (Abi) è un'associazione volontaria di banche e intermediari finanziari, che opera per promuovere la cultura della legalità, della sana e prudente gestione bancaria, la conoscenza e la coscienza dei valori etici e sociali, dei comportamenti ispirati ai principi della corretta imprenditorialità e di realizzazione di un mercato libero e concorrenziale.

 

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Cosa fa l'Abi

In questi ambiti, l’Associazione rappresenta, tutela e promuove i legittimi comuni interessi degli associati, favorisce la diffusione dell’educazione societaria, finanziaria e al risparmio e promuove iniziative per la crescita ordinata, stabile ed efficiente delle imprese bancarie e finanziarie, in un’ottica concorrenziale coerente con le normative nazionali, dell’Unione europea e internazionali.

 

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