Consumi e risparmi, 6 consigli pratici per rimettere in ordine i conti familiari
EconomiaIntroduzione
Gennaio, con l'inizio del nuovo anno, è tradizionalmente il mese dei buoni propositi. Si promette di risparmiare di più, di spendere meglio, di mettere finalmente ordine nei propri conti dopo le spese eccessive delle festività natalizie. A volte, però, l’entusiasmo iniziale si scontra con la realtà quotidiana e nel giro di poche settimane tutto torna come prima. Ma con l’approccio giusto è possibile rimettere mano alla propria situazione finanziaria, spiega il divulgatore finanziario Marco Casario, autore del libro I 4 pilastri dell’indipendenza finanziaria.
Quello che devi sapere
“Serve un metodo chiaro”
Per sistemare i conti, il primo errore è pensare che basti la motivazione. "Il punto non è quando inizi, ma come", spiega Casario. "Se affronti il nuovo anno con un metodo chiaro e strumenti pratici, anche gennaio può diventare il momento giusto per cambiare davvero rotta”.
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La pagella finanziaria
Il primo passo è una fotografia onesta della propria situazione economica, quella che Casario definisce la “pagella finanziaria”. Un esercizio che risponde a tre domande fondamentali: quanto ho guadagnato nell’ultimo anno? Quanto ho speso in totale? E il saldo finale è un surplus o un deficit? Il passaggio chiave è considerare risparmi e investimenti come vere e proprie spese. "Se includi anche quelli tra le uscite e scopri che a fine anno ti avanzano comunque dei soldi", chiarisce Casario, "quel numero racconta molto più di quanto immagini. Sono risorse rimaste ferme, senza uno scopo. È il tuo potenziale inespresso e indica quanto potresti migliorare senza stravolgere lo stile di vita”.
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Il diario delle spese emotive
Accanto alla pagella, c’è uno strumento che Casario considera decisivo: il diario delle spese emotive. Per ogni spesa non essenziale dell’ultimo mese, ci si chiede perché è stata fatta, se era davvero necessaria o impulsiva, e quale emozione c’era sotto. "Controllare le spese non è solo una questione di calcoli", osserva il divulgatore finanziario. "Molto spesso spendiamo per compensare stress, stanchezza o frustrazione. Quando colleghi numeri ed emozioni, smetti di combattere contro te stesso e inizi a guidare davvero le tue scelte". È uno dei passaggi più difficili, ma anche quello che produce i cambiamenti più duraturi.
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La revisione delle spese ricorrenti
Il reset del 2026 passa anche da una revisione delle spese ricorrenti. Abbonamenti dimenticati, servizi poco utilizzati, costi automatici che non fanno rumore ma incidono mese dopo mese. Fare un audit a inizio anno, distinguendo tra spese previste, imprevisti probabili e costi periodici, permette di ridare respiro al budget e ridurre l’ansia finanziaria. Inserire fin da subito una quota dedicata agli imprevisti significa evitare che una spesa inattesa faccia saltare tutto il piano. Non elimina i problemi, ma li rende gestibili.
I debiti ad alto interesse
Prima di parlare di risparmio o investimenti, è essenziale affrontare il tema dei debiti ad alto interesse. "Non ha senso cercare rendimenti se stai pagando interessi elevati su prestiti o carte di credito", spiega Casario. Che si scelga di partire dal debito più costoso o da quello più piccolo, l’importante è creare slancio e rimettere in ordine le fondamenta.
Il fondo di emergenza
A questo si affianca il sopracitato fondo di emergenza, spesso visto come “denaro fermo” ma che in realtà rappresenta libertà di scelta. "Non serve solo a coprire un imprevisto", sottolinea Casario. "Serve a comprare tempo e serenità, soprattutto nei momenti di cambiamento”.
Strutturare il reddito
“Risparmiare di più” è un desiderio. Dare un numero, una scadenza e una direzione trasforma quel desiderio in un obiettivo. Strutturare il proprio reddito tra necessità, piacere e futuro permette di costruire un piano sostenibile, senza rinunce estreme che rischiano di far mollare tutto dopo pochi mesi. "Un piano che non prevede una quota per il presente è destinato a fallire", spiega Casario. "La costanza nasce dall’equilibrio, non dalla privazione totale", continua.
L’automazione
L’ultimo tassello è l’automazione. Affidare la propria stabilità finanziaria alla memoria o alla forza di volontà è uno degli errori più comuni. Creare un sistema in cui ogni euro ha un compito preciso fin dall’arrivo dello stipendio riduce drasticamente il rischio di sprechi e decisioni impulsive. "Il risparmio non è quello che avanza a fine mese", conclude Casario. "È una scelta che fai prima. Quando il sistema è impostato, i soldi lavorano in sottofondo e tu puoi concentrarti sulla tua vita".
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