Mutui, in Italia tasso medio al 3,28%: è tra più bassi in Europa

Economia
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Introduzione

Secondo quanto emerge dai dati dell’ultima Quarterly Review pubblicata dell’European mortgage federation, anche nel terzo trimestre del 2025 il mercato dei mutui in Italia si è confermato competitivo, con i consumatori che possono contare su condizioni di finanziamento tra le più convenienti d’Europa.

Quello che devi sapere

Tasso medio italiano molto conveniente

I dati dell’Emf fanno riferimento al periodo tra luglio e settembre del 2025. In questa finestra temporale il tasso sui mutui in Italia si è attestato al 3,28% in media, valore che, nonostante un leggero aumento rispetto al trimestre precedente quando la media era al 3,19%, si conferma tra i più bassi se paragonato agli altri mercati oggetto dello studio.

 

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Il confronto con i Paesi europei

Tra i Paesi dove i finanziamenti immobiliari hanno interessi sensibilmente più alti rispetto all’Italia figurano l’Ungheria, dove nel terzo trimestre dell’anno scorso si è toccato un valore medio del 6,64%, la Romania, con un media di 5,84%, e la Norvegia, dove il tasso medio sui mutui è al 5,27%. Condizioni economiche leggermente più favorevoli – ma ancora peggiori rispetto a quelle italiane - si trovano poi in Repubblica Ceca (4,59% in media nel Q3 2025) e nel Regno Unito, dove il valore si attesta al 4,25%, ovvero quasi 100 punti base in più rispetto all’Italia. Tassi leggermente più alti dei nostri si registrano invece in Germania (3,71% in media), Olanda e Irlanda (3,59% in entrambi i casi) e Grecia (3,55%), mentre in Belgio si registra un valore leggermente inferiore a quello italiano, con una media rilevata del 3,22%. In Francia il tasso sui mutui è poi circa 20 punti base in media più basso rispetto all’Italia, con un dato del 3,09%, mentre l’unico Paese tra quelli considerati dove i finanziamenti immobiliari hanno tassi sensibilmente più favorevoli rispetto ai nostri è la Spagna, dove gli interessi medi si mantengono sotto il 3%, attestandosi al 2,66%.

 

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La simulazione

Oggi un mutuo ventennale a tasso variabile da 150.000 euro costa fino a 76 euro al mese in meno rispetto a un anno fa. Il fisso, invece, costa 42 euro al mese in più di febbraio 2025. Nel corso del 2025, il mercato dei mutui in Italia ha visto il Tan medio dei mutui a 20 e 30 anni a tasso variabile scendere sensibilmente. Tra i mesi di febbraio e giugno dello scorso anno si è registrato infatti un calo di oltre un punto percentuale, con i tassi medi che si sono poi stabilizzati a seguito della fine del ciclo di riduzioni del costo del denaro da parte della Bce. Oggi il TAN medio dei mutui variabili, considerando sia le offerte green che quelle standard, si attesta al 2,65% contro il 3,66% di febbraio 2025. Su un mutuo ventennale da 150.000 euro, la differenza di oltre 100 punti base rispetto a un anno fa si traduce in un risparmio di 76 euro sulla rata mensile (806 euro contro 882 euro) e oltre 18.300 euro sull’intera durata del mutuo.

 

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Il tasso fisso è cresciuto

Se il variabile è calato, il contrario è accaduto per il tasso fisso: a causa delle crescenti tensioni geopolitiche, gli indici Irs (quelli a partire dai quali vengono calcolati gli interessi per questa tipologia di finanziamenti) hanno subito un sensibile aumento, con il Tan medio del fisso che è di conseguenza cresciuto e oggi si attesta al 3,43% (mutui green e mutui standard), 56 punti base in più rispetto a 12 mesi fa, quando era al 2,87%. Sullo stesso mutuo considerato in precedenza, ciò significa che ora la rata è 42 euro al mese più alta (864 euro contro 822 euro) per una spesa totale circa 10.000 euro maggiore sui 20 anni di finanziamento.

 

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I mutui green

Tra le soluzioni disponibili oggi sul mercato, i mutui green continuano a rappresentare l’opzione migliore per risparmiare su rata e interessi totali del mutuo. Questa tipologia di finanziamenti, dedicati all’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, permette di ottenere condizioni economiche migliori rispetto alle soluzioni standard, con tassi di interesse fino a 40-50 punti base più bassi. Infatti, secondo le rilevazioni effettuate sul portale di MutuiOnline.it alla data del 17 febbraio, la miglior offerta di mutuo a 20 anni da 150.000 euro a tasso fisso ha un Tan del 2,77% per una rata pari a 815 euro, ovvero 50 euro in meno rispetto alla media delle offerte, per un risparmio totale che sfiora i 12.000 euro sull’intera durata del finanziamento. Anche guardando al tasso variabile, la miglior soluzione disponibile sul mercato ha un Tan del 2,30% e una rata di 780 euro, 26 euro più bassa rispetto alla media delle offerte per un risparmio complessivo superiore ai 6.100 euro.

Mercato italiano dei mutui competitivo

I dati dell’European Mortgage Federation confermano ancora una volta che il mercato italiano dei mutui è competitivo e ha grande potenziale”, commenta Alessio Santarelli, ceo di MutuiOnline.it. “Il tasso medio sui mutui nel terzo trimestre dello scorso anno è stato in linea con quello del Belgio e appena 19 punti base superiore a quello della Francia, mentre solo in Spagna è possibile trovare condizioni concretamente più favorevoli rispetto alle nostre. I tassi offerti dalle banche italiane si confermano interessanti, con la volontà di acquisire clienti che porta gli istituti a offrire soluzioni competitive”.

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Conviene di più il fisso o il variabile?

"Il tasso variabile permette oggi di risparmiare 59 euro sulla rata mensile di un mutuo ventennale da 150.000 euro, 806 euro contro 864 euro, che si traducono in 14.000 euro in meno da pagare sull’intera durata del finanziamento”, prosegue Santarelli. “I più attenti all’andamento del mercato e propensi al rischio hanno dunque la possibilità di risparmiare scegliendo un mutuo a tasso indicizzato all’Euribor, con il tasso fisso che però resta sempre una scelta sicura. Nonostante il leggero aumento negli ultimi mesi – causato dall’instabilità geopolitica a livello mondiale – le migliori offerte green si attestano su un valore inferiore al 3%, una condizione sicuramente molto competitiva, mentre quelle standard sono al 3,20%, livello storicamente accettabile”.

I vantaggi del mercato unico

“La convergenza dei diversi mercati verso dinamiche condivise e best practice comuni rappresenta un elemento strategico per l’intera Unione Europea”, commenta Luca Bertalot, segretario generale Emf-Ecbc. “Lo sviluppo delle basi per un mercato ipotecario europeo costituisce infatti uno dei pilastri fondamentali nella costruzione del mercato unico, offrendo un’opportunità concreta per rafforzare la concorrenza e migliorare l’efficienza all’interno del single market. Un sistema integrato dei mutui a livello europeo favorirebbe maggiore trasparenza, standard comuni, mobilità dei capitali e accesso più equo al credito per cittadini e imprese. Questo contribuirebbe non solo alla stabilità finanziaria, ma anche alla crescita economica e all’armonizzazione delle condizioni di accesso alla proprietà immobiliare nei diversi Stati membri. Il mutuo europeo, in questa prospettiva, rappresenta un elemento trasformativo della società: un vero e proprio ascensore sociale capace di sostenere la creazione di ricchezza diffusa, l’inclusione finanziaria e la mobilità sociale, rafforzando al contempo il senso di appartenenza economica e istituzionale all’interno dell’Unione”, conclude.

 

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