Introduzione
Una guida completa sul concordato preventivo biennale: dalle regole generali ai benefici per chi aderisce, passando per le risposte ai quesiti di contribuenti e addetti ai lavori. È stata firmata dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, una circolare che contiene tutte le istruzioni aggiornate in materia di Concordato (Cpb), anche alla luce del "decreto Omnibus". Il documento illustra in modo sistematico tutti gli aspetti fondamentali dell'istituto, introdotto dal Dlgs n. 13/2024 al fine di favorire l'adempimento spontaneo agli obblighi dichiarativi. Per il biennio 2026-2027 la scelta va formalizzata entro il prossimo 2 novembre (il 31 ottobre, infatti, cade di sabato), insieme alla dichiarazione o, in alternativa, in via "autonoma" e cioè inviando il modello Cpb insieme al solo frontespizio di Redditi 2026.
Quello che devi sapere
Nuove regole e scadenze per l'adesione
Per il biennio 2026-2027, la scelta di aderire al concordato preventivo biennale deve essere formalizzata entro il prossimo 2 novembre (poiché la scadenza ordinaria del 31 ottobre cade di sabato). I contribuenti possono presentare l'adesione insieme alla dichiarazione dei redditi o, in alternativa, in via autonoma inviando il modello Cpb unitamente al solo frontespizio del modello Redditi 2026. La platea dei destinatari resta immutata: l'accesso è consentito ai titolari di reddito d'impresa o di lavoro autonomo (arti e professioni) tenuti all'applicazione degli Indicatori Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) per il 2025. Possono accedere sia i contribuenti che aderiscono per la prima volta, sia coloro che hanno già partecipato al biennio 2024-2025 e intendono accettare la nuova proposta elaborata dal Fisco.
I benefici e i premi per chi rinnova
Il decreto legislativo n. 148/2026 ha potenziato le misure di favore e reso più blande le regole sulla decadenza in caso di errori formali o irregolarità dichiarative. Per chi sceglie di rinnovare l'adesione dopo il primo biennio, lo Stato riconosce significativi vantaggi integrativi:
- Esonero dal visto di conformità fino a 100mila euro annui per l'Iva e fino a 70mila euro per le imposte dirette e l'rap.
- Esonero da visto o garanzia per i rimborsi Iva fino a 100mila euro.
- Riduzione dei termini di accertamento, con l'anticipazione di due anni dei termini di decadenza per l'attività di controllo.
- Rateizzazione senza interessi delle somme dovute a titolo di saldo e acconto per i periodi d'imposta oggetto del concordato.
- Regime di ravvedimento per le annualità pregresse, che permette di sanare la propria posizione versando un'imposta sostitutiva agevolata sulle imposte sui redditi, sulle relative addizionali e sull'Irap.
I redditi che supereranno le cifre concordate rimarranno completamente esclusi dal perimetro della tassazione.
Calcolo graduale e tetti massimi della proposta
La metodologia elaborata dal ministero dell'Economia e delle finanze punta ad accompagnare il contribuente verso il pieno raggiungimento dell'affidabilità fiscale (il punteggio "ISA 10") in modo graduale e sostenibile. Per la determinazione del reddito proposto per il primo anno (2026), il modello di calcolo parte dal reddito dichiarato nel 2025 e vi aggiunge il 50% del maggior reddito teorico individuato dalla metodologia rispetto al secondo anno (2027). Inoltre, l'articolo 7-bis del D.l. n. 38/2026 ha esteso i tetti massimi di incremento della proposta ("cap") anche ai contribuenti con i livelli di affidabilità fiscale più bassi, limitando così le pretese complessive del Fisco.
Una guida sistematica per i professionisti
La circolare n. 8/E sostituisce integralmente i precedenti documenti di prassi sul tema. Oltre a esaminare il quadro normativo aggiornato al 2026, il testo include un'appendice dedicata alle risposte ai quesiti e alle Faq sollevate dalla stampa specializzata e dalle associazioni di categoria, offrendo un punto di riferimento definitivo per contribuenti e addetti ai lavori.