Legge di Bilancio, dalle pensioni alla Difesa: si apre il cantiere della Manovra 2027

Economia
©Ansa

Introduzione

La maggioranza e il governo guidato da Giorgia Meloni cominciano a ragionare sulla prossima Legge di Bilancio, l’ultima di questa legislatura. Il cantiere si è aperto con la risoluzione presentata in Parlamento sulla flessibilità sull'energia e il dibattito sul Safe, lo strumento Ue per finanziare le spese per la Difesa. Secondo fonti del centrodestra, inoltre, il vertice tenutosi martedì con la premier Giorgia Meloni, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini si sarebbe concluso con la prospettiva di fissare un appuntamento ad hoc alla ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa estiva.

Quello che devi sapere

Il cantiere della Manovra

Nell’ottica del governo, la Legge di Bilancio per il 2027 assume una particolare importanza: si tratta infatti, come detto, dell’ultima Manovra prima della fine della legislatura. E come rivelato all’AGI da una fonte autorevole della Lega, qualora ci fossero margini di spesa sarà necessario trovare spazio per una 'finanziaria' a vocazione elettorale.

 

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La Lega e le pensioni

Una fonte parlamentare ha spiegato che nella Lega si sarebbe già cominciato a pianificare il prossimo obiettivo per la Legge di Bilancio: intervenire sulle pensioni. E si starebbe studiando un piano per arrivare ad avere un’uscita anticipata a 64 anni.

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Il nodo della procedura di infrazione

In ogni caso, è ancora presto per sapere quali saranno effettivamente le misure presenti nella Manovra: il Documento di programmazione di bilancio va infatti inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre, e prima di ogni valutazione bisognerà attendere il 22 settembre quando arriverà la certificazione finale sul rapporto deficit/Pil del 2025. Si tratta di uno snodo cruciale: se resterà al 3,1% come nella stima preliminare non si potrà infatti concludere in anticipo la procedura di infrazione Ue aperta dal 2024. Altrimenti si aprirebbe un altro scenario, con maggiori spazi di finanza a disposizione.

La flessibilità su energia e difesa

Alcune informazioni, comunque, sono già note: nelle comunicazioni al Parlamento il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha fatto sapere che l’Italia chiederà il massimo della flessibilità europea per l'energia, cioè lo 0,6% del Pil, mentre per la difesa ci si fermerà allo 0,9% "in senso cumulato fino al 2028", a fronte dell'1,5% annuo consentito dall'Ue. Complessivamente quindi 35-36 miliardi, di cui 14 per l'energia e 21-22 per la difesa. Della flessibilità per la difesa potranno beneficiare "anche misure finanziate con il Safe", ha spiegato ancora Giorgetti.

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La linea della prudenza

Sembra comunque che, stando alle riflessioni in corso nel centrodestra, il ministro Giorgetti continuerà a seguire la linea della prudenza sui conti pubblici. Una fonte di alto livello del centrodestra interpellata dall’Ansa ha sottolineato: "Lo ha fatto in questi anni, perché dovrebbe cambiare adesso?”. Tuttavia è altrettanto vero che sia stato proprio il responsabile dell'Economia a evidenziare le stime rilasciate dall'Ufficio parlamentare di bilancio che ha rivisto al rialzo al +0,9% la previsione sul Pil 2026.

I possibili numeri della Legge di Bilancio

Per adesso i numeri della Legge di Bilancio non sono quantificabili, come sottolineato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Ma nella maggioranza un alto dirigente si azzarda a previsioni: "Quest'anno si può arrivare a trenta-quaranta miliardi. Poi bisognerà vedere come spendere i 14 miliardi che la Ue ci lascia di flessibilità". Per arrivare a quella cifra comunque il ministro Giorgetti andrà alla ricerca delle risorse, che per la Lega potrebbero arrivare dalla banche. Un esponente del governo ha però spiegato che “è ancora tutto molto prematuro, di sicuro dovrà essere una manovra elettorale…”.

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Le priorità dei partiti

Infine, sarà necessario chiarire quali saranno le priorità per i singoli partiti che compongono la coalizione, e che diventeranno ancora più ‘scottanti’ visto l’arrivo di un anno elettorale. Detto della volontà della Lega di tornare sulle pensioni, Forza Italia invece sembra puntare alla flat tax incrementale anche per le partite Iva, sul cashback sanitario e sull'addio al bollo auto. Mentre il partito della premier Meloni, Fratelli d’Italia, insisterà sulla necessità del taglio della pressione fiscale per il ceto medio, con l'obiettivo di portare l'aliquota al 33% per i redditi fino a 60mila euro.

 

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