"Se questo processo umanitario dovesse essere ostacolato in qualsiasi modo, tale interferenza dovrà purtroppo essere affrontata con fermezza", ha detto il presidente Usa. Intanto Usa e Iran non chiudono i canali negoziali. Washington ha ricevuto una nuova proposta in 14 punti da Teheran. Trump ha definito la proposta "inaccettabile". "Siamo in trattative", ha spiegato intanto l'inviato del tycoon, Witkoff
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Da lunedi mattima partirà 'Project Freedom', per liberare le navi ancora bloccate nello Stretto di Hormuz: "Se questo processo umanitario dovesse essere ostacolato in qualsiasi modo, tale interferenza dovrà purtroppo essere affrontata con fermezza". Ad annunciarlo su 'Truth Social' è il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il presidente Usa ha bocciato anche la proposta iraniana in 14 punti e ha definito 'possibile' un nuovo attacco. 'Deve scegliere tra un'operazione impossibile e un cattivo accordo', la provocazione dei Pasdaran. Ma continuano le trattive, assicura Witkoff. L'Iran beffa il blocco Usa di Hormuz (una petroliera con grosso carico arriva in Indonesia) e taglia la produzione. Intanto, Trump crolla nei sondaggi: il 62% degli americani lo boccia a sei mesi dal Midterm. Mai così male. Domani vertice Epc ad Erevan senza gli Stati Uniti. Missione lampo di Rubio a Roma per ricucire col Papa americano. Giovedì l'incontro in Vaticano dopo gli attacchi di Trump. Si lavora a un faccia a faccia con Meloni-
Gli approfondimenti:
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Guerra Iran, i 5 punti della proposta di pace di Teheran: da Hormuz a nucleare e sanzioni
- Tregua Libano e Israele: cosa prevedono i sei punti dell'accordo per il cessate il fuoco
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
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Dark Eagle, cos'è e come funziona il missile ipersonico degli Usa
In un quadro ancora incerto sul futuro del confronto con l’Iran, il Pentagono sta rafforzando la propria presenza militare in Medio Oriente, concentrando uomini e sistemi d’arma nell’area del Golfo sotto il coordinamento del Centcom, il comando statunitense con base in Florida. L’obiettivo è duplice: da un lato esercitare una leva negoziale sui Guardiani della Rivoluzione, dall’altro mantenere pronti strumenti offensivi capaci di sostenere eventuali nuove operazioni militari contro Teheran. In questo contesto di rafforzamento militare e di valutazione di un possibile salto di qualità nello scontro, assume un’importanza strategica l’utilizzo di una nuova arma: ecco cosa sapere.
Dark Eagle, cos'è e come funziona il missile ipersonico degli Usa
Vai al contenutoMerz: con Usa obiettivo comune. No atomica per l'Iran
"Gli Stati Uniti sono e rimarranno il partner più importante della Germania nell'Alleanza Atlantica del Nord. Condividiamo un obiettivo comune: all'Iran non deve essere permesso di acquisire armi nucleari", scrive il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X.
Iran, come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale
Come evidenzia un recente rapporto delle Nazioni Unite, in Libano oltre 1,2 milioni di persone rischiano di soffrire la fame a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo studio congiunto condotto dall'organizzazione Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao) e il ministero dell’Agricoltura di Beirut segnala un rapido deterioramento della sicurezza alimentare nel Paese dei cedri innescato da “sfollamenti” e “pressioni economiche” con l’approvvigionamento di cibo messo a dura prova dallo choc dei bombardamenti. Ma il Libano non è l’unico territorio minacciato dalla crisi nell'area che con l’impennata dei prezzi energetici sta “terremotando” l'agricoltura a livello globale.
Iran, come la crisi di Hormuz minaccia la sicurezza alimentare globale
Vai al contenutoTrump: "Project Freedom è gesto umanitario"
"Si tratta di un gesto umanitario compiuto per conto degli Stati Uniti, dei Paesi mediorientali e, in particolare, dell'Iran. Molte di queste navi stanno esaurendo le scorte di cibo e di tutti gli altri beni essenziali per garantire agli equipaggi una permanenza a bordo in condizioni di salute e igiene adeguate", ha detto Trump riferendo che "Paesi di tutto il mondo, che non sono in alcun modo coinvolti nel conflitto in Iran, hanno chiesto agli Stati Uniti di aiutare a liberare le loro navi, rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz a causa di una vicenda con la quale non hanno assolutamente nulla a che fare". "Ho incaricato i miei rappresentanti di informare questi Paesi che faremo tutto il possibile per mettere in salvo le loro navi e i loro equipaggi fuori dallo Stretto", ha messo in evidenza Trump.
Trump: via a Project Freedom per liberare le navi bloccate a Hormuz
Gli Stati Uniti avvieranno domani mattina la loro iniziativa per liberare le navi nello Stretto di Hormuz. Lo annuncia Donald Trump sul suo social Truth. L'iniziativa "Project Freedom, avrà inizio lunedì mattina, ora del Medio Oriente. Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno intrattenendo colloqui molto positivi con l'Iran e che tali discussioni potrebbero portare a esiti estremamente positivi per tutti", ha detto Trump riferendo che molte delle navi bloccate stanno finendo cibo.
Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran
Il regime iraniano chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco navale e la garanzia che gli Usa e Israele non attaccheranno di nuovo. Solo in un secondo momento si passerebbe ai colloqui sulle limitazioni al programma nucleare dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni americane. Donald Trump non è convinto: "Non sono soddisfatto di quanto offrono".
Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran
Vai al contenutoAraghchi sente Albares: 'Posizione Spagna su guerra è onorevole'
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha lodato la posizione della Spagna contro le azioni militari di Stati Uniti e Israele, definendola "di principio e onorevole", nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo, Jose Manuel Albares. Lo ha riferito il ministero degli Esteri di Teheran in una nota.
Araghchi ha affermato che l'Iran ha risposto "positivamente" agli sforzi di mediazione per arrivare a un cessate il fuoco e mettere fine alla guerra in Medio Oriente, sottolineando però che "la realizzazione di questo obiettivo richiede che gli Stati Uniti rispettino i loro impegni per fermare la guerra e l'escalation del regime israeliano in Libano".
Israele, torta di compleanno con un cappio per il ministro Ben Gvir
Diversi simboli controversi alla festa per il 50esimo compleanno dell'esponente di estrema destra, ministro della Sicurezza Nazionale israeliana. Il cappio è considerato un simbolo controverso di appoggio alla misura della reintroduzione della pena di morte in Israele applicabile a palestinesi considerati terroristi.
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Vai al contenutoIran, prezzi della benzina negli Usa +50% da inizio guerra
I prezzi della benzina negli Stati Uniti sono aumentati di quasi il 50% dall’inizio della guerra con l’Iran. E' quanto emerge dai dell'AAA citati dalla 'Cnn'. Il prezzo medio di un gallone di benzina 'regular' (circa 3,78 litri) negli Stati Uniti è ora di 4,45 dollari. I prezzi sono aumentati di 35 centesimi rispetto a una settimana fa e di 1,47 dollari dall’inizio del conflitto con l’Iran, il 28 febbraio. Si tratta di un incremento del 49,3% dall’inizio della guerra.
Flotilla, proroga 2 giorni detenzione attivisti. Israele: "No torture"
Il tribunale di Ashkelon ha prorogato fino al 5 maggio la detenzione dell'attivista palestinese-spagnolo Saif Abukeshek e del suo collega brasiliano Thiago Avila, secondo quanto riferito dall'organizzazione Adalah, il centro legale che rappresenta i due membri della Global Sumud Flotilla. Il ministero degli Esteri della Spagna ha chiesto il "rilascio immediato" dell'attivista palestinese con cittadinanza spagnola Abukeshek.
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Vai al contenutoWitkoff: "Gli Usa stanno parlando con l'Iran, siamo in trattative"
Gli Stati Uniti "stanno parlando" con l'Iran. Lo ha detto Steve Witkoff, l'inviato di Donald Trump, a Cnn. "Siamo in trattative", ha aggiunto. I contatti - mette in evidenza Cnn - sembrano essersi intensificati dopo una fase di stallo anche se Trump non è apparso ottimista. Il presidente ha infatti bocciato l'ultima proposta iraniana e aleggiato lo spettro di nuovi attacchi.
Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?
Vediamo quali sono le infrastrutture già esistenti che permettono di aggirarlo e quali sono i punti di debolezza di queste opzioni secondarie. Non mancano anche progetti per il futuro ipotizzati o delineati da alcuni attori internazionali.
Quali sono le vie alternative allo Stretto di Hormuz?
Vai al contenutoGuerra Iran, Teheran valuta risposta Usa al piano di pace. VIDEO
Merz: "Ritiro delle truppe Usa non è legato alle divergenze sull'Iran"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato di dover accettare che il presidente Donald Trump non condivida le sue opinioni per poter collaborare con gli Stati Uniti in seno alla Nato, ma ha sottolineato che non vi è alcun collegamento tra la loro divergenza e un previsto ritiro delle truppe. Lo scrive la Reuters sul sito, citando l'intervista del cancelliere ad Ard. Merz ha respinto le insinuazioni secondo cui le sue critiche alla pianificazione bellica statunitense in Iran avrebbero innescato l'annuncio di Washington di venerdì, relativo alla riduzione di 5.000 soldati della presenza militare statunitense in Germania, la sua più grande base europea, e ha ribadito il suo impegno nei confronti dell'alleanza transatlantica. Merz aveva messo in dubbio che Trump avesse un piano di uscita dal Medio Oriente e aveva affermato che gli Stati Uniti stavano subendo una "figuraccia" nei colloqui con l'Iran. Trump in seguito definì Merz un leader "inefficace". "Devo accettare che il presidente americano abbia una visione diversa dalla nostra su queste questioni. Ma ciò non cambia il fatto che resto convinto che gli americani siano partner importanti per noi", ha dichiarato Merz all'emittente. Interrogato sulla possibilità che i piani statunitensi di ridurre la presenza militare in Germania avessero a che fare con la disputa tra i due leader, Merz ha risposto: "Non c'è alcun collegamento".
Trump: "Herzog dia la grazia a Netanyahu"
Intervistato da Nathan Guttman di Kan, il presidente Usa Donald Trump ha spinto ancora una volta per un perdono a Netanyahu. "Di' al tuo presidente di perdonare Bibi. È un primo ministro in tempo di guerra. Non avrebbero Israele se non fosse per me e Bibi, in quest'ordine. Vuoi avere un primo ministro che possa concentrarsi sulla guerra e non su sciocchezze".
Cosa significa l'uscita degli Emirati Arabi dall'Opec?
L'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio perde Abu Dhabi. A innescare questa decisione una profonda crisi nei rapporti con l'Arabia Saudita, ma quali sono le conseguenze politiche ed economiche di questa svolta?
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Vai al contenutoMerz: "Non rinuncio a lavorare con Donald Trump"
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che non rinuncerà alla collaborazione con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nonostante la divergenza di opinioni tra i due leader sulla guerra in Medio Oriente. "Non rinuncio a lavorare sulle relazioni transatlantiche. E non rinuncio nemmeno a lavorare con Donald Trump", ha affermato Merz all'emittente pubblica ARD in un'intervista che andrà in onda questa sera.
Netanyahu valuta anticipo elezioni al 1 settembre
Secondo quanto riportato da Canale 12, che cita fonti anonime, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu starebbe valutando la possibilità di anticipare le elezioni al 1 settembre, anziché a fine ottobre come previsto. Netanyahu sta subendo crescenti pressioni da parte dei partiti ultraortodossi della sua coalizione affinché anticipi le elezioni a settembre, poiché l'inizio del mese ebraico di Elul è considerato un momento politicamente vantaggioso per mobilitare la loro base elettorale.
Netanyahu presiede riunione ristretta su sicurezza
Il primo ministro Benjamin Netanyahu è in riunione con i suoi principali collaboratori e alcuni ministri per una discussione ristretta sulla sicurezza, secondo quanto riferito al Times of Israel dall'ufficio di uno dei ministri presenti. La riunione plenaria del gabinetto di sicurezza, prevista per questa sera, è stata annullata e sostituita da una riunione più ristretta, ha dichiarato un funzionario in mattinata.
Iran: "Concentrati sulla fine della guerra, anche in Libano"
"Ora siamo concentrati sulla questione della fine della guerra nella regione, Libano compreso". Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei Parlando in diretta alla televisione di Stato. Lo riporta l'agenzia Isna.
Gaza, i corpi di 8mila palestinesi sono intrappolati sotto le macerie
Il quotidiano israeliano Haaretz ha raccolto le testimonianze dei sopravvissuti ai bombardamenti che continuanano a cercare i loro cari intrappolati sotto i detriti. Dopo tre anni di guerra, nella Striscia meno dell'1% dei detriti è stato rimosso. Secondo le Nazioni Unite, sessantotto milioni di tonnellate di detriti attendano di essere rimossi, un processo che è reso complicato sia dalla presenza di resti umani e che da ordigni inesplosi.
Gaza, i corpi di 8mila palestinesi sono intrappolati sotto le macerie
Vai al contenutoTrump: "Nuova proposta di Teheran è inaccettabile"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver "esaminato la nuova proposta iraniana e di ritenerla inaccettabile". In un'intervista all'emittente pubblica israeliana Kan, il capo della Casa Bianca ha aggiunto che "la campagna sta procedendo molto bene".
Trump ha inoltre ribadito la sua richiesta al presidente Isaac Herzog di concedere la grazia a Benjamin Netanyahu. "È un primo ministro in tempo di guerra. Israele non esisterebbe se non fosse per me e Bibi, in quest'ordine, serve un primo ministro che possa concentrarsi sulla guerra e non sulle sciocchezze".
Iran: "Gli Usa hanno risposto alla nostra proposta, la stiamo valutando"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno risposto alla proposta dell'Iran e che Teheran sta esaminando la risposta di Washington. Lo riporta la Cnn. Parlando in diretta alla televisione di Stato, Baghai ha affermato che la "proposta in 14 punti" dell'Iran non include la questione nucleare. "La questione nucleare non è inclusa nella proposta in 14 punti e quanto riportato da alcuni media è frutto della loro immaginazione", ha affermato. Baghai ha aggiunto che la proposta è "incentrata unicamente sulla fine della guerra", senza fornire ulteriori dettagli.
L'Iran beffa gli Usa, sfugge il blocco e si prepara a resistere
"La pazienza trasforma l'uva acerba in halva" recita un antico adagio persiano, a significare che tempo e pazienza, possono trasformare anche un frutto aspro in qualcosa di gratificante come, appunto, il tipico dolciume mediorientale. Con pazienza Teheran lavora per evitare la trappola americana del blocco di Hormuz: il temutissimo 'Tank Top', cioè i serbatoi pieni fino all'orlo. Se gli stoccaggi raggiungessero infatti il massimo della capacità fisica, l'Iran dovrebbe chiudere i pozzi petroliferi: un'operazione costosa e pericolosa, che può danneggiare i giacimenti in modo permanente. Un vicolo cieco che Teheran sta evitando con una strategia a tre livelli, usando resilienza industriale, ingegneria logistica e audacia militare. Una strategia finora di successo, come mostra plasticamente il passaggio della superpetroliera Huge iraniana, riuscita a sfuggire al blocco della marina Usa nello stretto e ora in navigazione verso i clienti dell'Estremo Oriente. Rompendo l'assedio la petroliera ha raggiunto tre risultati: ha dimostrato che il muro navale statunitense non è impenetrabile, coi 200 milioni di dollari che frutteranno i suoi 1,9 milioni di barili di greggio ha garantito nuova linfa al flusso finanziario del regime, infine ha liberato spazio dagli stoccaggi. Washington oramai non fa più nemmeno troppo mistero di mirare al 'Tank Top' e quindi alla chiusura dei pozzi.
TankerTrackers: "Ad aprile 25 petroliere sono partite dall'Iran"
In aprile, 25 petroliere sono partite dall'Iran con carichi di petrolio greggio. Di queste, 7 sono state rapidamente dirottate verso l'Iran dagli Stati Uniti dal Mar Arabico/Oceano Indiano, 2 sono state sequestrate dagli Stati Uniti nell'Oceano Indiano, e una ha raggiunto l'Estremo Oriente. Lo scrive TankerTrackers su X senza specificare che fine abbiano fatto le altre mancanti all'appello. E' possibile che le imbarcazioni siano sfuggite ai rilevamenti del sito di intelligence marittima usando lo 'spoofing', cioè la pratica di trasmettere falsi segnali di posizione per mascherare la propria posizione.
Bessent: "La produzione petrolifera a rischio stop già la prossima settimana"
La pressione economica e militare degli Stati Uniti sull'Iran potrebbe portare a breve a un blocco della produzione petrolifera del Paese. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, in un'intervista a Fox News, indicando un possibile stop dei pozzi già "la prossima settimana".
"Stiamo correndo una maratona negli ultimi 12 mesi e ora stiamo sprintando verso il traguardo", ha affermato Bessent, aggiungendo che le autorità iraniane "non sono più in grado di pagare i loro soldati. Si tratta di un vero blocco economico".
Secondo il segretario al Tesoro, l'industria petrolifera iraniana sarebbe sotto forte pressione a causa delle restrizioni sulle esportazioni di greggio, principale fonte di entrata per Teheran, e del progressivo esaurimento della capacità di stoccaggio. "I loro pozzi petroliferi potrebbero dover iniziare a fermarsi entro la prossima settimana perché lo stoccaggio del greggio si sta riempiendo rapidamente - ha spiegato Bessent - Le infrastrutture energetiche stanno iniziando a scricchiolare, anche a causa di decenni di sanzioni".

©Ansa
Ukmto: "Imbarcazione segnala un attacco al largo delle coste iraniane"
Una nave portarinfuse in navigazione vicino alle coste iraniane ha segnalato di essere stata "attaccata da diverse imbarcazioni di piccole dimensioni". Lo riporta l'agenzia britannica per la sicurezza marittima (Ukmto), scrive la Cnn. L'incidente è stato segnalato questa mattina, ha dichiarato l'Ukmto nel suo avviso, aggiungendo che si è verificato a circa 11 miglia nautiche a ovest di Sirik, in Iran. L'equipaggio della nave è risultato illeso e non si sono registrati impatti a seguito dell'attacco. L'agenzia britannica non ha specificato in quale Paese sia registrata la nave.
Bessent: "Gli Usa stanno soffocando l'economia di Teheran, è blocco economico"
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno soffocando il regime iraniano attraverso il “blocco economico” instaurato parallelamente all’offensiva militare lanciata con Israele contro l’Iran alla fine di febbraio. “Posso dirvi che stiamo soffocando il regime, che non è più in grado di pagare i propri soldati”, ha affermato Scott Bessent, aggiungendo che "si tratta di un vero blocco economico”. Nel sottolineare che la marina statunitense svolge un ruolo predominante impedendo il transito delle navi dirette in Iran o in partenza dal Paese, il segretario ha ricordato che "nessuna nave passa". Gli Stati Uniti, ha detto ancora, “hanno aumentato la pressione su chiunque invii denaro in Iran per aiutare” i Guardiani della Rivoluzione islamica, definiti un “organismo corrotto.
Rubano al popolo iraniano da anni. Hanno denaro all’estero, che abbiamo localizzato. Continueremo a rintracciarlo e conserveremo questi asset per la popolazione iraniana al termine del conflitto”.
Libano: "I raid aerei d'Israele hanno causato 20 morti e 46 feriti in 24 ore"
Il ministero della Salute libanese ha annunciato che nelle ultime 24 ore almeno 20 persone sono state uccise e 46 ferite dagli attacchi israeliani, portando il numero totale dei morti a 2.679 e quello dei feriti a 8.229 dall'inizio della guerra, il 2 marzo scorso. Lo riporta Haaretz.
Media: "Teheran propone riapertura graduale di Hormuz in cambio dello stop del blocco Usa"
L'Iran avrebbe offerto una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale statunitense. Lo hanno riferito fonti citate da Al Arabiya, secondo cui Teheran avrebbe inoltre ritirato la richiesta del ritiro delle truppe Usa dalla regione.
Nella nuova proposta, secondo le stesse fonti, ora l'Iran chiederebbe soltanto la fine del rafforzamento militare statunitense attorno ai propri confini. Il piano includerebbe anche la richiesta di garanzie internazionali contro eventuali futuri attacchi contro il territorio della Repubblica islamica.
Ft: "Passo indietro degli Usa sui missili a lungo raggio in Germania"
Gli Stati Uniti intendono fare un passo indietro sul dispiegamento di missili a lungo raggio in Germania. Lo conferma il Financial Times sottolineando che Washington vuole cancellarlo in seguito allo scontro fra il cancelliere Friedrich Merz e Donald Trump sull'Iran. Il piano di dispiegamento di Tomahawk, concepito durante l'amministrazione Biden e previsto in Germania nel corso di quest'anno, puntava a rafforzare la capacità di deterrenza della Nato nei confronti della Russia, mentre sei nazioni europee lavoravano allo sviluppo di un proprio sistema. La decisione di posizionare armi a lungo raggio statunitensi in Germania per la prima volta dalla fine della guerra fredda è stata presa con estrema precauzione dal governo di Olaf Scholz. Berlino ha richiesto ufficialmente agli Stati Uniti di acquistare i missili suoi Tomahawk e sistemi di lancio Typhon ma i tempi di consegna sono lunghiu. Il ministero della difesa tedesco non è stato in grado di confermare se un contratto sia mai stato firmato.
Iran, manifestati "segni del crollo delle illusioni della Casa Bianca"
"Le sciocchezze e i comportamenti sopra le righe di Donald Trump non possono oscurare le reali dinamiche geopolitiche". Lo ha affermato in un post su X Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, in una dura presa di posizione contro il presidente degli Stati Uniti. Secondo Velayati, il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania, l'indebolimento della Nato e i ripetuti problemi tecnici delle navi da guerra americane sono "segni del crollo delle illusioni della Casa Bianca". Velayati ha accusato quindi Trump di aver recentemente minacciato di carestia la Repubblica islamica, "nonostante la sicurezza alimentare mondiale e la catena di approvvigionamento dei fertilizzanti chimici siano sotto il controllo dell'Iran nello Stretto di Hormuz", elemento che a suo avviso dimostra "la mancanza di consapevolezza della situazione economica e politica globale". "Signor Trump, il mondo della politica non è il dominio di film come quelli di Jack Sparrow", ha proseguito Velayati, aggiungendo che "chi gioca con le arterie vitali del mondo finirà per mettersi in una situazione di stallo".
Iran: "Usa gli unici pirati a possedere portaerei"
"Gli Stati Uniti sono gli unici pirati al mondo a possedere portaerei. La nostra capacità di affrontare i pirati non è inferiore alla nostra capacità di affondare navi da guerra. Preparatevi ad affrontare un cimitero delle vostre portaerei e delle vostre forze, proprio come i resti dei vostri aerei sono stati lasciati a Isfahan". Lo ha affermato su X Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamanei.
Idf: distrutto un tunnel di 80 metri di Hezbollah nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha annunciato di avere distrutto un tunnel di Hezbollah lungo circa 80 metri nel sud del Libano. Lo scrive Haaretz. L'Idf ha inoltre riferito che il tunnel conteneva "diversi nascondigli utilizzati dai terroristi di Hezbollah"
Scontro con Idf a Nablus, 1 morto e 4 feriti
Un uomo è stato ucciso e altri quattro feriti negli scontri con l'esercito israeliano a Nablus, in Cisgiordania. Secondo il ministero della Salute palestinese, la vittima, Nayef Firas Ziad Samaro, 6 anni, e i quattro feriti sono stati raggiuntoi da colpi di arma da fuoco. Testimoni hanno riferito che le truppe israeliane sono
entrate in diversi quartieri della città nel nord della Cisgiordania e hanno iniziato a perquisire i negozi, per poi allontanarsi brevemente e infine tornare. Gli scontri sono iniziati quando un gruppo di giovani ha lanciato pietre contro i veicoli dell'esercito e l'esercito ha risposto sparando gas lacrimogeni e poi con munizioni vere. L'esercito israeliano ha descritto l'incidente in un comunicato come "un violento scontro" avvenuto durante quella che ha definito un'operazione "antiterrorismo" nella città. "Diversi terroristi hanno lanciato pietre contro i soldati,
creando una minaccia. I soldati hanno risposto con misure antisommossa, poi hanno aperto il fuoco contro i terroristi per neutralizzare la minaccia e disperdere la folla", ha aggiunto.
Codacons: "Rialzo dei prezzi dovuti alla guerra costa circa 1.000 euro l'anno a famiglia"
Il maxi-rialzo dei prezzi dovuti alla guerra in Medio Oriente costa circa 1.000 euro l'anno a famiglia. Sono i conti del Codacons sugli affetti degli aumenti degli ultimi due mesi, da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran: i combustibili liquidi del 38%, gas del 13% e biglietti aerei di oltre il 18% I rincari hanno interessato le bollette di luce e gas ma anche la spesa di frutta e ortaggi. Lo studio dell'associazione dei consumatori punta a capire come siano cambiati i prezzi al dettaglio e quali siano i prodotti che hanno risentito di più della crisi.
Araghchi sente l'omologo tedesco: "Impegno dell'Iran per risolvere il conflitto"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il suo omologo tedesco Johann Wadephul, ha illustrato nel dettaglio le attuali posizioni e iniziative diplomatiche dell'Iran. Secondo l'Irna, durante i colloqui Araghchi ha approfondito gli sforzi di Teheran per porre fine all'attuale guerra con gli Stati Uniti e Israele, sottolineando l'impegno dell'Iran a trovare una soluzione diplomatica alle ostilità in corso. Il diplomatico iraniano ha inoltre avuto una conversazione telefonica separata con il suo omologo omanita Badr Albusaidi oggi per discutere le modalità per porre fine alla guerra.
Media israeliani: Ancora 8mila corpi sotto le macerie di Gaza. VIDEO
Iran, nel Regno Unito passeggeri raggruppati su meno voli per risparmiare carburante
Le compagnie aeree del Regno Unito saranno autorizzate a raggruppare i passeggeri di differenti voli su uno stesso aereo al fine di risparmiare carburante, la cui disponibilità è ridotta a causa dal conflitto in Medio Oriente. Lo ha reso noto il Dipartimento dei Trasporti, attuando una modifica temporanea alle normative che consentirà ai vettori aerei di consolidare i voli sulle rotte dove ci sono più viaggi verso la stessa destinazione nello stesso giorno.
Al momento, ha comunque spiegato la segretaria ai Trasporti, Heidi Alexander, "non ci sono problemi immediati di approvvigionamento, ma ci stiamo preparando ora per dare alle famiglie certezza a lungo termine ed evitare inutili disagi al gate di partenza quest’estate. Questa regola darà alle compagnie aeree gli strumenti per adeguare i voli in tempo utile se necessario, il che aiuta a proteggere i passeggeri" che rischierebbero di trovarsi con il volo cancellato o spostato.
La decisione ha però scatenato alcune polemiche da parte dei Conservatori, che hanno criticato il rischio che i passeggeri vengano "ammassati su un differente aereo rispetto a quello scelto, in un orario deciso dalla compagnia aerea. Le famiglie che hanno prenotato le loro vacanze estive potrebbero trovarsi il volo cancellato ed essere ammassate su un aereo diverso. Sarebbe onesto dire che il Paese è esposto a rischi di approvvigionamento di carburante che un Paese adeguatamente sicuro dal punto di vista energetico non dovrebbe affrontare", ha commentato l'esponente conservatore Richard Holden.
A Firenze scritte su muro contro console d'Israele
Scritte contro il console onorario di Israele sono comparse su un muro in via dei Banchi nel centro storico di Firenze. "Le scritte di minaccia e morte nei confronti di Marco Carrai sono da condannare senza esitazione - ha detto in una nota l'europarlamentare Pd-S&D Dario Nardella - Le istituzioni e la società civile non possono sottovalutare questi episodi e lavorare sull'educazione, sul rispetto e sulla scuola. Mi auguro una condanna trasversale e corale. C'è un clima di odio nel mondo che produce ancora più odio. La guerra in Medio Oriente e le tensioni nel Mediterraneo purtroppo sono tra le cause di questo clima. Per questo l'impegno per la pace e per il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani da parte dell'Europa non è un esercizio di stile ma un dovere politico e morale. Altrimenti vivremo affogati in un misero e disumano scontro tra estremismi", ha concluso Nardella. "Si tratta dell'ennesimo atto intimidatorio, grave e inaccettabile". E' quanto dichiarato dall'assessora alla cultura della Regione Toscana, Cristina Manetti. "Esprimo piena solidarietà e vicinanza. Episodi di questo tipo colpiscono i principi di convivenza civile e rispetto reciproco e non possono trovare spazio nella nostra comunità. Non possiamo abituarci a questo clima né lasciare spazio alle intimidazioni", ha concluso Manetti.
Usa: 6 mesi esatti al voto di mid-term, sondaggi contro Trump
La battaglia per il controllo del Congresso degli Stati Uniti entra oggi nella sua fase finale. Mancano sei mesi esatti alle elezioni di meta' mandato di novembre che potrebbero rimodellare la seconda presidenza Trump e ridefinire gli equilibri di potere a Washington. Come sempre, le elezioni di meta' mandato saranno un referendum sul Presidente, con i Democratici che sperano di capitalizzare il malcontento economico e il calo dei consensi di Trump per riconquistare Camera e Senato, mentre i Repubblicani sono allo'e prese con le difficolta' al loro interni. In gioco non c'e' solo il controllo del potere legislativo, ma anche la traiettoria dell'agenda di Trump, con un Congresso a maggioranza democratica in grado di avviare indagini, bloccare le nomine e, in generale, complicare il resto della presidenza. I primi indicatori suggeriscono un contesto difficile per i Repubblicani, con il tasso di approvazione di Trump intorno al 40% e l'insoddisfazione economica - in particolare per l'inflazione e i costi legati alla guerra con l'Iran - che erode la fiducia. I sondaggi mostrano un leggero vantaggio dei Democratici nelle votazioni generali, mentre alcune indagini suggeriscono che gli elettori ora si fidano di piu' di loro in materia di economia. Nelle elezioni di meta' mandato, gli americani votano per eleggere tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti, circa un terzo dei 100 seggi del Senato e la maggior parte dei governatorati. I Democratici hanno bisogno di conquistare tre seggi alla Camera e quattro al Senato per ottenere la maggioranza. "Il Senato e' in bilico", ha dichiarato Molly Murphy, dell'istituto di sondaggi Impact Research, all'emittente televisiva MS NOW, sottolineando il calo di popolarita' di Trump e la forte affluenza alle urne dei Democratici nelle recenti elezioni. "Quando il tasso di approvazione del presidente e' pari o inferiore al 40%, e' allora che si iniziano a vedere questi progressi piu' significativi in territori tradizionalmente repubblicani". Tuttavia, il panorama politico rimane fluido, con sfide strutturali per entrambi i partiti. I Repubblicani beneficiano di una mappa elettorale favorevole per il Senato, mentre i Democratici hanno bisogno di vincere negli stati conquistati da Trump. Inoltre, i distretti elettorali pesantemente manipolati - cosi' come il numero decrescente di seggi competitivi - limitano la possibilita' che un cambiamento a livello nazionale si traduca in guadagni per la Camera dei Rappresentanti. La campagna elettorale e' stata ulteriormente complicata da un'aspra battaglia sulla ridefinizione dei distretti, con stati come Texas, California, Carolina del Nord, Ohio, Florida, Missouri, Utah e Virginia che hanno adottato nuove mappe. L'impatto complessivo di questi cambiamenti - insieme a una sentenza della Corte Suprema che limita la ridefinizione dei distretti su base razziale - rimane incerto. I Repubblicani puntano sui vantaggi finanziari e sulle preoccupazioni degli elettori in materia di immigrazione e sicurezza nazionale, mentre i Democratici si concentrano sulla pressione del costo della vita e presentano le elezioni come una difesa delle norme democratiche. A sei mesi dalle elezioni, il leader dei Democratici al Senato, Chuck Schumer, ha accusato i Repubblicani di minare il diritto di voto attraverso la promozione di iniziative eccessivamente zelanti in materia di sicurezza elettorale e di controllo dell'immigrazione." Per i Repubblicani, la sfida principale rimane il Presidente stesso. Le elezioni di meta' mandato solitamente penalizzano il partito al potere e i bassi indici di gradimento di Trump hanno acuito le preoccupazioni. Allo stesso tempo, anche alcuni dei suoi sostenitori affermano che la sua attenzione alla politica estera, in particolare alla guerra con l'Iran, ha distolto l'attenzione dalle questioni economiche interne che solitamente dominano le campagne elettorali di meta' mandato. Ciononostante, i Repubblicani insistono sul fatto che la corsa e' tutt'altro che decisa, sottolineando che le condizioni politiche possono cambiare rapidamente in vista delle elezioni. Il leader della maggioranza alla Camera, Steve Scalise, ha dichiarato alla Cnbc che le prospettive dei Repubblicani dipenderanno dall'affluenza alle urne e dal fatto che gli elettori apprezzino il suo partito per aver "mantenuto le promesse fatte finora per iniziare finalmente a raddrizzare questo disastro che abbiamo ereditato un anno e mezzo fa". "Le elezioni di meta' mandato sono sempre difficili per il partito al governo, ma questo non e' il Partito Democratico di una volta", ha concluso Scalise.
Iran, Araghchi sente Wadephul: illustrate iniziative diplomatiche Teheran
Il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, ha dichiarato di aver avuto un colloquio telefonico con l'omologo tedesco Johann Wadephul, per discutere degli sviluppi regionali e internazionali. Lo riporta la tv di Stato iraniana. Secondo quanto riferito dallo stesso Araghchi, durante la conversazione ha illustrato al ministro tedesco le posizioni e le iniziative diplomatiche di Teheran, comprese quelle che ha definito come gli sforzi dell’Iran per porre fine alla guerra condotta da Stati Uniti e Israele.
Libano, Israeele colpisce Arabsalim e Srifa: 1 morto e 4 feriti
Una persona e' morta e otto sono rimaste ferite in sue distinti attacchi israeliani sui villaggi libanesi di Arabsalim e Srifa. Ad Arabsalim un uomo e' rimasto ucciso tra i tre feriti si conta ancjhe un bambino, mentre ne ha ferite tre, tra cui un bambino, mentre a Srifa sono state ferite cinque persone, tra cui quattro soccorritori del Comitato Sanitario Islamico, affiliato a Hezbollah. Il governo di Beirtut ha ribadito la condanna degli attacchi sulle strutture sanitarie "e ricorda quanto previsto dall'articolo 19 della Convenzione di Ginevra in merito alla necessita' di verificare che siano al sicuro da qualsiasi pericolo". Questa mattina l'esercito israeliano aveva emesso nuovi avvisi di evacuazione per piu' di 10 villaggi e citta', tra cui diversi nel distretto di Nabatieh, situato a nord del fiume Litani, a sud del quale Israele ha stanziato truppe.
Madrid invoca il "rilascio immediato" dell'attivista della Flotilla Abukeshek
Il ministero degli Esteri della Spagna chiede il "rilascio immediato" dell'attivista palestinese con cittadinanza spagnola Saif Abu Keshek, arrestato e portato in Israele dopo l'intercettazione in acque internazionali di imbarcazioni della Global Sumud Flotilla giorni fa, e per cui oggi una corte israeliana ha prolungato di due giorni la detenzione (così come per un altro attivista, il brasiliano Thiago Ávila). "Il governo spagnolo esige il suo rilascio immediato", ha dichiarato il ministero in un commento inviato all'Afp, aggiungendo che il console spagnolo a Tel Aviv ha accompagnato Abu Keshek all'udienza, aggiungendo di ritenere che l'attivista pe "detenuto illegalmente".
Nato, Tusk: "L'ultima cosa che ci serve è un conflitto interno"
L'ultima cosa di cui l'alleanza transatlantica ha bisogno e' un conflitto interno alla Nato. Lo ha detto il primo ministro polacco Donald Tusk in seguito all'annuncio del ritiro parziale delle truppe statunitensi dalla Germania. Prima di partire per Yerevan per partecipare al vertice della Comunita' Politica Europea (Cpe), Tusk ha indicato di non avere "alcun indizio" che gli oltre 5.000 soldati statunitensi che Washington intende ritirare dalla Germania nei prossimi sei-dodici mesi saranno schierati sul fianco orientale della Nato. Il premier polacco, che ieri ha criticato la decisione dell'amministrazione Trump, affermando che "la piu' grande minaccia per la comunita' transatlantica non sono i suoi nemici esterni, ma la continua disgregazione della nostra alleanza" dall'interno, ha ribadito il suo avvertimento contro i conflitti interni alla Nato. "La nostra strategia e' sempre stata quella di aderire all'Alleanza Atlantica, di mantenere legami transatlantici e di promuovere un'Europa unita", ed e' per questo che fara' "tutto il possibile, anche oggi e domani durante il vertice, per far capire a tutti che i conflitti all'interno della Nato sono l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno". "Per me, la comunita' occidentale, i suoi valori politici, meritano di essere preservati a tutti i costi", ha aggiunto "dobbiamo difendere questi rapporti con grande coerenza". Tusk ritiene che la Polonia "possa e debba svolgere un ruolo speciale, per ricordare a tutti a Washington, Bruxelles, Parigi e Berlino che solo un Occidente unito, stretti legami transatlantici, rispetto reciproco e prevedibilita' ci danno la possibilita' di proteggere il nostro mondo e il nostro sistema di valori". "La politica non puo' consistere nell'adulare nemmeno i leader piu' potenti del mondo", riferendosi a Trump, ma piuttosto "bisogna essere cordiali, amichevoli, ma bisogna anche presentare la propria posizione" con fermezza. "Vogliamo un'Europa integrata, vogliamo una Nato integrata che funzioni in solidarieta'. Vogliamo la massima solidarieta' possibile, inclusa la solidarieta' militare, tra Stati Uniti, Canada ed Europa", ha sottolineato.
Media: "In Cisgiordania un giovane ucciso e quattro persone ferite dall'Idf"
Un ragazzo di 26 anni è stato ucciso e altre quattro persone sono rimaste ferite da colpi sparati dall'esercito israeliano a Nablus, in Cisgiordania: lo riporta Haaretz, citando il Ministero della Salute palestinese. Secondo la stessa fonte, il giovane ucciso si chiamava Nayef Feras Samaro ed è stato colpito alla testa.
Libano, min. Salute: "Almeno un morto e 3 feriti in raid idf a Nabatieh"
Almeno una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite, tra cui un bambino, in un raid aereo israeliano che ha colpito il comune di Arab Salim, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese in una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa statale National News Agency.
Trump in difficoltà nei sondaggi: "Il 62% degli americani lo boccia"
A sei mesi dalle elezioni di metà mandato, Donald Trump è in difficoltà nei sondaggi. Secondo le rilevazioni di Washington Post-Abc-Ipsos, il 66% degli americani non approva la sua gestione dell'Iran contro un 33% che invece lo promuove. Sull'economia, solo il 34% degli interpellati lo promuove, in calo di sette punti. Sull'inflazione può contare solo sul 27% di consensi e sulla gestione del costo della vita sul 23% a fronte di un 76% che lo boccia. In generale il tasso di approvazione del presidente è al 37% rispetto al 39% di febbraio, con il tasso di disapprovazione al 62%, il livello più alto dei suoi due mandati.
Israele acquista da Usa decine di caccia F-35 ed F-15A
Israele ha approvato un accordo multimiliardario per l'acquisizione di caccia dagli Stati Uniti. L'obiettivo, ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahum e' di "rafforzare" la superiorità aerea del Paese. L'acquisto comprende 25 caccia stealth multiruolo F-35 della Lockheed Martin e altri 25 F-15IA della Boeing. Il piano mira a "garantire la superiorita' aerea di Israele per i decenni a venire", ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz "L'acquisizione degli F-35 e degli F-15IA e' fondamentale per il piano 'Scudo di Israele', progettato per dare all'Idf un vantaggio qualitativo duraturo". L'F-35, un progetto congiunto tra gli Stati Uniti e diversi alleati, è uno degli aerei militari più avanzati al mondo. Israele ne possiede già diverse decine. Netanyahu si è comunque impegnato a iniziare a costruire armi e aerei da combattimento propri. "I nostri piloti possono raggiungere qualsiasi punto dei cieli iraniani e sono pronti a farlo, se necessario", ha dichiarato. "Nei prossimi dieci anni aggiungeremo 118 miliardi di dollari al bilancio della difesa per produrre tali armamenti in Israele e non dipendere da fornitori stranieri", ha detti "Allo stesso tempo, svilupperemo aerei 'blu e bianchi' all'avanguardia. Questo cambierà completamente lo scenario", ha detto, usando un termine per indicare i prodotti sviluppati in Israele.
Iran: Teheran a Usa, 'preparatevi a cimitero vostre portaerei e forze'
"Gli Stati Uniti sono gli unici pirati al mondo a possedere portaerei. La nostra capacità di affrontare i pirati non è inferiore alla nostra capacità di affondare navi da guerra. Preparatevi ad affrontare un cimitero delle vostre portaerei e delle vostre forze, proprio come i resti dei vostri aerei sono stati lasciati a Isfahan". Lo ha affermato su X Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamanei.
Iran: Teheran, Trump scelga tra operazione militare impossibile o cattivo accordo
L'Iran ha sfidato gli Stati Uniti a scegliere tra un'operazione militare "impossibile" o un "cattivo accordo" nel conflitto in corso in Medio Oriente, dopo che Donald Trump ha detto che potrebbe non accettare la nuova proposta di pace da parte di Teheran. «Il margine di manovra degli Stati Uniti nel processo decisionale si è ridotto», e «Trump deve scegliere tra un'operazione militare impossibile o un cattivo accordo con la Repubblica Islamica», ha affermato il servizio di intelligence del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione in una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato iraniana, parlando anche di un «ultimatum» iraniano riguardo al blocco statunitense dei porti iraniani e di un «cambiamento di tono» da parte di Cina, Russia ed Europa nei confronti di Washington.
Spagna chiede 'rilascio immediato' attivista Flotilla detenuto da Israele
Il governo della Spagna ha chiesto il "rilascio immediato" dell’attivista ispano-palestinese Saif Abu Keshek, dopo che un tribunale israeliano ha prorogato di due giorni la sua detenzione.
In una nota inviata all’Afp, il ministero degli Esteri ha precisato che il console spagnolo a Tel Aviv ha accompagnato l’attivista all’udienza, definendo la sua detenzione "illegale". Secondo un’organizzazione per i diritti presente in aula, la corte ha esteso di due giorni anche il fermo del brasiliano Thiago Avila, entrambi coinvolti nella flottiglia diretta a Gaza.
Libano, Hezbollah: "Negoziati con Israele non ci riguardano e non li applicheremo"
"Questi negoziati, con tutti i loro risultati, non ci riguardano e non li applicheremo". Lo ha dichiarato il deputato di Hezbollah Hassan Fadlallah, commentando i colloqui indiretti tra Libano e Israele e sostenendo che il gruppo sarebbe in grado di "sventarne" gli obiettivi. Parlando a un evento in onore dei combattenti di Hezbollah uccisi, Fadlallah ha aggiunto: "Abbiamo un popolo libero e una resistenza salda, capace di sventare tutti gli obiettivi di questi negoziati, che aumentano la profonda divisione nel Paese tra le fazioni del nostro popolo e all’interno dello Stato stesso". Il deputato ha quindi sottolineato che "qualsiasi nuovo accordo che verrà stabilito in Libano deve garantire che il nostro Paese non venga attaccato in alcun modo".
Adnoc: investirà 55 mld dollari in nuovi progetti entro 2028
La Abu Dhabi National Oil Company (Adnoc) ha annunciato l'impegno a investire 55 miliardi di dollari in nuovi progetti nei prossimi due anni, pochi giorni dopo l'uscita ufficiale degli Emirati Arabi Uniti dal cartello petrolifero Opec. "Adnoc ha confermato oggi l'accelerazione della crescita e dell'attuazione della propria strategia con l'assegnazione di nuovi progetti per un valore di 200 miliardi di Aed (55 miliardi di dollari) per il periodo 2026-2028", si legge in un comunicato stampa diffuso dalla societa'.
Petrolio, Opec+ aumenta produzione di 188.000 barili/giorno
Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, hanno deciso di aumentare le proprie quote di 188.000 barili al giorno a partire da giugno. Lo si legge nella nota al termine della riunione di oggi. Il vertice e' il primo dopo il ritiro dal cartello degli Emirati Arabi Uniti. Si tratta di un aumento simile a quello annunciato a marzo e aprile, pari a 206.000 barili al giorno con l'esclusione della quota degli Emirati. I sette Paesi si riuniranno nuovamente il 7 giugno.
Media: "In Libano almeno sei morti in raid israeliani dalla scorsa notte"
Almeno sei persone sono morte a causa di raid attribuiti a Israele avvenuti tra la scorsa notte e stamane nel sud del Libano: lo riporta il giornale L'Orient-Le Jour. La scorsa notte, aggiunge la stessa fonte, un drone ha colpito una moschea a Samaïyé, villaggio situato a sei chilometri a sud-est di Tiro, provocando tre vittime. Stamattina, invece, "due persone sono morte in un attacco che ha preso di mira un ristorante e una farmacia ad Arabsalim", mentre "un attacco con drone contro un motorino a Haris (Bint Jbeil) ha causato un morto". Sia L'Orient-Le Jour sia l'agenzia di stampa Nna parlano di raid in corso in diverse località e di diversi feriti provocati da alcuni di essi.
Idf: "Razzi di Hezbollah contro i nostri soldati, non ci sono feriti"
Durante la scorsa notte "l'organizzazione terroristica Hezbollah ha lanciato diversi razzi contro le forze dell'Idf": lo riferisce in una nota l'esercito israeliano, aggiungendo che "sono stati identificati obiettivi aerei sospetti" ma che "non si registrano feriti" tra i soldati. L'Idf ha anche reso noto di aver individuato "due terroristi armati di Hezbollah che operavano a sud della linea di difesa avanzata" nell'area di occupazione in Libano e di averli uccisi.
Meloni a Erevan e Baku, focus su Europa e sicurezza energetica
Il mantenimento dell'unita' europea in una fase dove si incrociano piu' fattori di crisi e una sicurezza energetica da rafforzare, a fronte della chiusura dello Stretto di Hormuz, sono i temi al centro della missione nel Caucaso del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il capo del governo partecipera' domani, nella capitale armena Erevan, all'ottava riunione della Comunita' Politica Europea, per poi volare in serata a Baku, per una visita ufficiale su invito del presidente dell'Azerbaigian, Ismail Aliyev. Istituita nel 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina, la Comunita' Politica Europea e' un foro di dialogo informale che ha l'obiettivo di allargare lo spazio di confronto e cooperazione oltre i 27 Stati membri della Ue. Tra le 47 nazioni che ne fanno parte vi sono non solo la stessa Ucraina e i Paesi balcanici candidati all'adesione ma anche Turchia, Armenia, Azerbaigian e Georgia, attori significativi di una regione unita al territorio comunitario da numerose sfide, che passano dalla tutela delle rotte commerciali alla lotta ai traffici illeciti. Non e' quindi un caso se a margine del vertice si svolgera' la seconda riunione della Coalizione europea contro le droghe, copresieduta insieme al presidente francese, Emmanuel Macron, con la presentazione delle iniziative previste per il 2026. La sessione plenaria del vertice della Comunita' Politica Europea sara' aperta dall'intervento introduttivo del primo ministro armeno, Nikol Pashynian, e del presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, presente insieme alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e la presidente dell'Europarlamento, Roberta Metsola. Prenderanno quindi la parola il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il premier canadese Mark Carney. La presenza, per la prima volta, di Ottawa in qualita' di ospite esterno e' una novita' da sottolineare, in quanto mostra come il Canada, deterioratisi i rapporti con Washington, guardi all'Europa come un interlocutore sempre piu' stretto. Seguiranno, prima della sessione conclusiva, una discussione su "Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis" e due tavole rotonde tematiche parallele su resilienza democratica e minacce ibride e su connettivita' e sicurezza economica nella transizione verde. La successiva missione a Baku, sottolineano fonti italiane, si inserisce nella strategia che il governo di Roma sta portando avanti per rafforzare la sicurezza energetica dell'Italia e proteggere le famiglie e le imprese italiane da shock esterni, in particolare nello scenario attuale, segnato dalla crisi iraniana e dal blocco dello Stretto di Hormuz. Una strategia che ha portato, in queste settimane, Meloni prima in Nord Africa e poi nei Paesi del Golfo. L'Azerbaigian e' una pedina fondamentale per la sicurezza energetica dell'Italia, che e' il primo mercato di destinazione dell'export azero. Baku e' il secondo fornitore di petrolio e gas dell'Italia e soddisfa, rispettivamente, il 17% e il 16% del fabbisogno nazionale di queste materie prime. Le importazioni di gas azero avvengono attraverso il Corridoio meridionale del gas, di cui il Trans-Adriatic Pipeline (TAP) rappresenta il tratto finale. Dal 2020 al 2025, sono stati trasportati in Italia via TAP circa 45 miliardi di metri cubi. In un contesto internazionale segnato da elevata incertezza e instabilita', che incide sulla tenuta delle catene di approvvigionamento e sulla sicurezza dei flussi energetici, Meloni e Aliyev avranno modo di approfondire le modalita' per consolidare la relazione che lega Roma e Baku, lavorando sulla qualita' del partenariato lungo tutta la filiera, spiegano ancora le fonti. Meloni e Aliyev si confronteranno quindi sulle modalita' per sviluppare ulteriormente il partenariato bilaterale, anche attraverso l'organizzazione, nella seconda meta' dell'anno, di un Business Forum a Baku, con l'obiettivo di far emergere nuove opportunita' di investimento in una nazione che vede gia' una forte presenza economica italiana. Nel corso dei colloqui saranno, inoltre, affrontate le principali questioni internazionali, dalla guerra in Ucraina al conflitto in Iran, fanno sapere ancora le fonti. I due leader potranno fare il punto, infine, sul processo di normalizzazione dei rapporti tra Azerbaigian e Armenia e sullo stato del dialogo tra l'ex repubblica sovietica e l'Unione Europea, orientato a relazioni politiche ed economiche sempre piu' forti.
Siulm Aeronautica: "L'Italia rischia di rimanere senza Difesa"
L'Italia rischia di rimanere senza Difesa . A lanciare l'allarme è il Siulm Aeronautica legandolo sia allo scenario internazionale, con l'annunciato ritiro di migliaia di militari statunitensi dalla Germania, sia a quella che definisce una " crisi strutturale": il calo del reclutamento e della permanenza nelle Forze Armate. Una crisi che,secondo il sindacato va scongiurata con l' deguamento delle retribuzioni, il riordino delle carriere, la costruzione di un sistema previdenziale dedicato. Non si tratta di "rivendicazioni di categoria, ma condizioni minime di sostenibilità". "Senza questi interventi- avverte il Siulm- il rischio è molto concreto. Un progressivo svuotamento delle Forze Armate comprometterebbe la capacità di risposta del Paese, proprio mentre lo scenario internazionale si fa più instabile".
Ue, Schlein: "Contro crisi sì a tetto gas e investimenti comuni"
"A livello europeo e' indispensabile chiedere un tetto al prezzo del gas e ripartire con gli investimenti comuni europei per sostenere la manifattura europea e pure il rilancio di quella italiana. Questo e' un passaggio fondamentale perche' l'Europa cosi' rischia di essere schiacciata dall'aggressivita' commerciale e militare che la circonda in questo momento". Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein a margine di un evento elettorale a Cervia (Ravenna). Da questo punto di vista la leader dei dem ha liquidato come "non brillante" la strategia del governo di "battersi in Europa per sospendere l'Ets (lo strumento Ue per lo scambio delle quote di emissione) che e' - ha sottolineato -il principale strumento per liberarci dalla dipendenza dal gas di Putin e da quello di Trump. Bisogna subito riuscire a investire su tecnologie gia' mature di rinnovabili, che hanno ridotto i propri costi moltissimo in questi anni. In un Paese con sole, vento e acqua hanno un potenziale molto forte, specialmente al Sud, e possono produrre occupazione di qualita' in quantita' e buona impresa", ha concluso Schlein.
Codacons: "Dalla guerra in Iran maxi-rialzo prezzi, vale 1.000 euro a famiglia"
I combustibili liquidi aumentati del 38% , il gas del 13% e i biglietti aerei di oltre il 18%: in soli due mesi l'effetto Iran ha portato in Italia a maxi-rialzi di prezzi e tariffe di numerosi prodotti con un impatto sulle tasche degli italiani che, ai dati attuali, sfiora quota 1.000 euro annui a famiglia, con rincari che hanno interessato le bollette di luce e gas ma anche la spesa di frutta e ortaggi. Lo afferma il Codacons, che ha realizzato uno studio per capire come siano cambiati i prezzi al dettaglio dallo scoppio della guerra in Medio Oriente e quali siano i prodotti che hanno maggiormente risentito della crisi in corso. "La crisi in Medio Oriente ha determinato uno tsunami sui prezzi al dettaglio, causato in particolare dai rialzi dei carburanti che hanno reso più costoso non solo spostarsi in auto o viaggiare, ma anche trasportare la merce in Italia, con effetti diretti sui listini di negozi e supermercati - spiega il Codacons - Il conto di tale situazione si fa sempre più salato: ai livelli attuali dei prezzi una famiglia media deve mettere in conto una maggiore spesa, a parità di consumi, da +926 euro su base annua. Il rischio concreto è non solo un generalizzato impoverimento dei nuclei meno abbienti, ma anche una contrazione dei consumi da parte delle famiglie come reazione al caro-prezzi, con effetti estremamente dannosi per l'economia nazionale". Il Codacons calcola i rincari partendo dai dati dell'Istat sull'andamento dell'Inflazione da febbraio - prima dell'inizio del conflitto - ad aprile. Dallo studio emerge che i prodotti ad aver subito il rialzo più forte sono i combustibili liquidi (benzina, diesel, cherosene, gasolio per riscaldamento ecc.), che in soli due mesi rincarano di oltre un terzo segnando un +38,4%. Anche il settore della comunicazione e dell'informatica registra sensibili aumenti, con i supporti per la registrazione che salgono in due mesi del +21,6% mentre videogiochi, console, applicazioni e software per videogiochi aumentano del 16,4%. Nota dolente - evidenzia il Codacons - sono i trasporti, con i prezzi dei biglietti dei voli internazionali che, rispetto allo scorso febbraio, si impennano del +18,2%, mentre le tariffe dei traghetti salgono del +6%; per il noleggio di mezzi di trasporto personali si spende l'8,8% in più. Il gasolio registra in due mesi una crescita del +23%, +6,2% la benzina, mentre gpl e metano costano il 9,4% in più. Sul fronte degli alimentari, in soli due mesi frutti come mirtilli, lamponi, more, ribes rincarano del +16,1%, i legumi del +9,9%, gli ortaggi come peperoni, melanzane, zucchine, pomodori, ecc. del +8,6%, mentre per alcune tipologie di frutta fresca l'aumento è del +7,8%, +7,5% gli agrumi. Ci sono poi le bollette di luce e gas. "La guerra in Iran ha fatto poi schizzare al rialzo le quotazioni energetiche con effetti diretti sulle bollette degli italiani - avvisa il Codacons - Ad aprile il gas costa alle famiglie il 13% in più rispetto a febbraio, mentre l'energia elettrica è salita del +5,2%".
Petrolio, Peskov: "Se cala greggio russo possibile rialzo prezzi"
Il Cremlino ha affermato che e' possibile che i prezzi del petrolio sul mercato globale possano aumentare se i volumi di greggio russo diminuissero a causa degli attacchi di Kiev contro le infrastrutture. "Non so nemmeno se lui [Vladimir Zelensky] abbia respinto gli europei o no, ma la situazione e' tale che c'e' molto meno petrolio di quanto dovrebbe esserci sul mercato nel mezzo della piu' acuta crisi energetica causata dalla situazione nello Stretto di Hormuz. E se un ulteriore volume del nostro petrolio uscisse dal mercato, i prezzi crescerebbero ancora di piu' di quanto non siano ora, e attualmente si attestano a 120 dollari", ha detto il portavoce Dmitry Peskov a Vesti News Service.
Iran, Trump valuta proposta in 14 punti di Teheran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pur manifestando il proprio scetticismo, sta valutando la proposta in 14 punti presentata dall’Iran, che costituisce una controproposta rispetto al piano americano articolato in nove punti. Secondo quanto riportato da Tasnim, il piano include tra le principali condizioni garanzie di non aggressione da parte degli Stati Uniti, il ritiro delle forze americane dalle aree vicine all’Iran e la revoca del blocco navale nello Stretto di Hormuz. È inoltre prevista la creazione di un "nuovo meccanismo" per la gestione del passaggio strategico, insieme alla fine del conflitto tra Israele ed Hezbollah in Libano e allo sblocco dei fondi iraniani congelati. La proposta prevede anche la cessazione della guerra entro 30 giorni, divergendo dalla tregua di due mesi proposta da Washington. Solo successivamente verrebbero avviati negoziati sul programma nucleare iraniano, per una durata ulteriore di un mese. In una versione precedente del piano era incluso anche il riconoscimento del diritto dell’Iran all’arricchimento dell’uranio per scopi pacifici, condizione la cui presenza nel testo attuale non è però stata confermata.
Carburante, Schlein: "Contro rincari fermare guerre illegali"
"Il modo migliore per evitare altri rincari di carburanti, benzina e anche del gas e del prezzo dell'energia che, ricordiamolo, in Italia e' il piu' caro d'Europa, e' fermare queste guerre illegali. Siamo molto preoccupati dalle dichiarazioni del presidente americano. Questa guerra illegale in Medio Oriente non deve ripartire, devono negoziare ed evitare di avere un'escalation che potrebbe avere una portata devastante non solo sulle popolazioni coinvolte, naturalmente, ma anche sull'economia di tutto il mondo". Lo ribadisce Elly Schlein avvicinata dai cronisti a margine di un evento elettorale a Cervia (Ravenna) per sostenere il candidato Pd alle amministrative Mirko Boschetti a Cervia iniziativa elettorale a Cervia. Dopo aver rammentato che gli italiani "stanno gia' pagando gli effetti di queste guerre illegali", Schlein ha aggiunto: "da un punto vista pratico bisogna lavorare per la pace e per fermare queste guerre. Mentre quello che si puo' fare subito in Italia, come hanno fatto altri paesi europei, serve molto piu' sforzo da parte del governo per scollegare il prezzo del gas da quello dell'energia".
Israele, torta di compleanno con un cappio per il ministro Ben Gvir
Una torta con decorazioni raffiguranti delle pistole e un cappio: è tra i regali ricevuti per il 50esimo compleanno dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir. Il cappio è considerato un simbolo controverso di appoggio alla misura della reintroduzione della pena di morte in Israele applicabile a palestinesi considerati terroristi.
Israele, torta di compleanno con un cappio per il ministro Ben Gvir
Vai al contenutoIl Papa: "Prego Maria per la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo"
Il Papa al Regina Coeli ha ricordato che maggio è il mese mariano e ha inviato tutti a pregare il rosario. "Affido le mie intenzioni, in particolare per la comunione nella Chiesa e la pace nel mondo", ha aggiunto Papa Leone.
Il Papa: "La libertà di stampa è purtroppo spesso violata"
"Oggi si celebra la giornata mondiale della libertà di stampa, patrocinata dall'Unesco. Purtroppo questo diritto è spesso violato, in modo a volte flagrante, a volte nascosto. Ricordiamo i numerosi giornalisti e reporter vittime delle guerre e della violenza". Lo ha detto il Papa al Regina Coeli.
Iran, NetBlocks: "Blocco di Internet entra in 65esimo giorno"
Il blocco di Internet imposto dalle autorita' in Iran e' entrato nel suo 65esimo giorno consecutivo, con la popolazione sostanzialmente isolata dal mondo esterno da 1536 ore. Lo denuncia NetBlocks. "Sebbene siano in vigore liste di accesso e accessi privilegiati per pochi selezionati, la popolazione in generale rimane isolata dal mondo esterno", ha dichiarato l'organizzazione di monitoraggio di internet in un post su X.
Media: "Iran renderà legge il blocco di Hormuz, stop totale a Israele"
Il parlamento iraniano si appresta ad approvare una legge che imporrebbe restrizioni al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato dall'emittente statale iraniana Press TV e ripreso da Cnn. Citando il vicepresidente del parlamento Ali Nikzad, Press TV ha riferito che, in base al testo, contenente 12 articoli, alle navi israeliane non sarà mai consentito il transito. Le navi provenienti da "paesi ostili" - un probabile riferimento agli Stati Uniti - saranno tenute a pagare riparazioni di guerra per ottenere un permesso prima di attraversare lo stretto. Tutte le altre navi dovranno richiedere l'autorizzazione dell'Iran per transitare nello stretto, ha riferito l'emittente.
Carburanti, cresce il prezzo della benzina (1,890 euro/litro): stabile il gasolio
Cresce il prezzo della benzina, adeguandosi alla riduzione del taglio delle accise, mentre rimane stabile il costo del gasolio. E' quanto emerge confrontando i prezzi diffusi oggi dal Minit relativi alle rilevazioni di domenica con quelli del 30 aprile, l'ultimo giorno nel quale era stato applicato il taglio delle accise previsto dallo scorso decreto. In base agli agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,890 euro al litro per la benzina e 2,047 euro al litro per il gasolio. Il 30 aprile, invece, la benzina veniva venduta mediamente a 1,746 euro il litro - oggi segna quindi un aumento di 15 centesimi - e il gasolio a 2,052 euro il litro. Sempre in base ai dati del Mimit diffusi oggi sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 1,956 euro al litro per la benzina e 2,117 euro per il gasolio.
Carenza carburante, Londra presenta piano per garantire voli in estate
Il governo britannico ha presentato un piano per "mantenere i voli in Gran Bretagna anche quest'estate", nonostante le preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei dovuta alla guerra in corso in Medio Oriente. Lo riporta Sky News sottolineando che il Dipartimento dei Trasporti (DfT) ha presentato un progetto per "proteggere le vacanze estive da eventuali disagi" e ad evitare cancellazioni dell'ultimo minuto per i passeggeri. Ma le misure appena annunciate, che saranno sottoposte a una "consultazione lampo" prima di entrare in vigore, si sono già rivelate controverse, riporta il media Gb. Il governo, tra l'altro, ha annunciato che le compagnie aeree saranno autorizzate a raggruppare i passeggeri di voli diversi su un numero inferiore di aerei.
Pasdaran: "Trump stretto tra operazione impossibile o cattivo accordo"
Donald Trump "deve scegliere tra un'operazione impossibile e un cattivo accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran": è quanto affermato in una dichiarazione dall'unità di intelligence delle Guardie rivoluzionarie iraniane, secondo cui "lo spazio decisionale" per gli Usa e il loro presidente "è limitato". "La scadenza indicata dall'Iran al Pentagono sul blocco navale, il cambiamento di tono di Cina, Russia e degli Stati europei nei confronti di Washington, la lettera passiva di Trump al Congresso e l'accettazione delle condizioni negoziali iraniane non significano altro che questo: Trump deve scegliere tra un'operazione impossibile o un cattivo accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran", sottolinea la dichiarazione, riportata dall'agenzia Tasnim.
Media: "Netanyahu convoca gabinetto sicurezza su possibile stop alla tregua in Iran e Gaza"
Benjamin Netanyahu riunirà il suo gabinetto di sicurezza, mettendo all'ordine del giorno sia la possibile interruzione della tregua in Iran, sia a Gaza. Lo riportano diversi media internazionali e israeliani. Secondo il Times of Israel la riunione si terrà oggi e segue le ultime dichiarazioni di Donald Trump che è tornano a paventare un attacco all'Iran qualora il difficile processo negoziale dovesse fallire. Ma, secondo l'emittente Kan, durante l'incontro si discuterà anche di una possibile fine del cessate il fuoco con Hamas nella Striscia di Gaza. "Hamas non sta rispettando l'accordo sul disarmo" come concordato nell'ambito del cessate il fuoco dello scorso ottobre, ha dichiarato una fonte israeliana a Kan.
Torta di compleanno con un cappio per il ministro israeliano Ben Gvir
Una torta con decorazioni raffiguranti delle pistole e un cappio, simbolo controverso di appoggio alla misura della reintroduzione della pena di morte in Israele applicabile a palestinesi considerati terroristi è tra i regali ricevuti per il 50esimo compleanno dal ministro della Sicurezza Nazionale israeliana, Itamar Ben-Gvir: lo riporta il Times of Israel, secondo cui video e foto del dolce in questione sono state pubblicate sui social ufficiali del suo partito, Otzmá Yehudit, formazione politica di estrema destra. La stessa testata riporta che Ben-Gvir, che ha tra le sue competenze quella di supervisione della polizia ed è da tempo criticato per presunte ingerenze indebite sulle forze dell'ordine, ha celebrato la festa ieri sera in una location nella comunità agricola di Emunim, vicino ad Ashdod, nel sud di Israele. Tra gli invitati, aggiunge il Times of Israel, c'erano "altri politici di alto livello, attivisti dell'estrema destra e membri dello stato maggiore della polizia". Sulla torta con il cappio è anche stata inclusa una mappa con la bandiera di Israele su un'area comprendente i territori di Gaza e della Cisgiordania. Inoltre, la moglie di Ben-Gvir ha consegnato al ministro un'altra torta, sempre con un cappio oltre che la scritta "Congratulazioni al ministro Ben-Gvir. A volte i sogni si avverano."
Flotilla: Israele, prorogata di 2 giorni detenzione attivisti
Il tribunale di Ashkelon, citta' costiera nel Sud di Israele, ha prorogato di due giorni la detenzione dell'attivista palestinese-spagnolo Saif Abukeshek e del suo collega brasiliano Thiago vila, secondo quanto riferito dall'organizzazione Adalah, il centro legale che rappresenta i due membri della Global Sumud Flotilla.
Schlein: "Il governo s'impegni per metter fine alle guerre illegali"
Per fermare l'esclation del prezzo dell'energia, "con le bollette più care in Europa bisogna mettere fine a queste guerre illegali. Come dice l'articolo 11 della Costituzione, l'Italia ripudia la guerra. Il governo faccia tutto il possibile per dire a Trump e Netanyahu di fermare le loro guerre illegali e di lavorare per la pace che per noi vuol riconoscere anche uno stato ai palestinesi che ne hanno diritto come gli israeliani". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, a Cervia per un'iniziativa di campagna elettorale. "E vuol dire - prosegue Schlein - smettere di continuare a far salire la spesa militare all'obiettivo folle del 5% che metterebbe in ginocchio il nostro welfare e la nostra economia e fare come Pedro Sánchez che ha avuto il coraggio di dire di no ai ricatti di Trump per difendere la sanità e la scuola spagnole".
Cnn: "Droni a fibra ottica, la nuova arma di Hezbollah in Libano"
Hezbollah sta usando sempre più spesso droni quadricotteri a fibra ottica, carichi di esplosivo, per colpire le forze armate israeliane con precisione in Libano. Lo scrive la Cnn. Questa tipologia di drone fornisce all'operatore un'immagine nitida e in prima persona del bersaglio, ed è nel contempo molto difficile da individuare e quindi da neutralizzare. I droni a fibra ottica, spiega la Cnn, sono efficaci nella loro semplicità: invece di un segnale wireless che controlla il drone a distanza, il cavo in fibra ottica collega direttamente il drone all'operatore. Poiché i cavi in fibra ottica sono sottili e leggeri - praticamente invisibili a occhio nudo - possono estendersi fino a 15 chilometri o più, ha riferito una fonte militare israeliana alla Cnn, consentendo all'operatore di rimanere a distanza di sicurezza mentre il drone gli fornisce un'immagine ad alta risoluzione del bersaglio. L'Idf ha fatto affidamento sul vantaggio tecnologico per contrastare la guerra con i droni, disturbando i segnali e le frequenze utilizzati dagli operatori per controllare i dispositivi, al fine di fermarli prima che raggiungano i soldati israeliani. Ma senza un segnale non sono in grado di interferire elettronicamente con il controllo dei droni a fibra ottica e si trovano anche ad affrontare una sfida maggiore nel rilevare il proiettile in arrivo. I droni a fibra ottica sono apparsi per la prima volta in gran numero sul campo di battaglia in Ucraina. Israele ritiene che Hezbollah importi i droni civili dalla Cina o dall'Iran e che poi li equipaggi con una granata o un ordigno esplosivo simile. La Cina ha precedentemente negato di fornire armi a qualsiasi parte in conflitto e ha sottolineato di adempiere ai propri obblighi internazionali. L'Idf ha contrastato la minaccia utilizzando reti e altre barriere fisiche - come si è visto in Ucraina - ma un ufficiale israeliano ha ammesso che si tratta di una soluzione imperfetta a un problema tecnologicamente limitato.
Media: "Proposta dell'Iran in 14 punti, un mese per un accordo su Hormuz e fine guerra"
Stando all'agenzia iraniana Tasnim, tra i punti indicati nella proposta ci sono anche riferimenti a "garanzie di non aggressione", "ritiro delle forze militari statunitensi dalle aree circostanti l'Iran", "rilascio dei beni iraniani congelati", "pagamento di compensazioni" e "rimozione delle sanzioni". Per Teheran l'obiettivo è "la fine della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano"
Libano, media: "Idf in difficoltà nel fermare saccheggi soldati"
L’esercito israeliano starebbe incontrando difficoltà nel fermare episodi di saccheggio da parte di alcuni soldati nel sud del Libano, nonostante gli avvertimenti dei vertici militari. Lo riferisce il quotidiano Yedioth Ahronoth, citando un riservista anonimo che ha raccontato di aver assistito a diversi episodi: "Ci siamo imbattuti in molte unità di riservisti al confine; prendevano semplicemente tutto - armi, souvenir, gioielli, coperte, fotografie". Lo stesso militare ha inoltre riferito di aver visto un comandante israeliano impedire ad alcuni soldati di riportare in Israele beni sottratti. Anche Haaretz ha riportato casi analoghi, secondo cui alcuni militari avrebbero saccheggiato abitazioni private e negozi in Libano dopo la fuga degli abitanti a causa dei combattimenti, episodi già segnalati in passato anche durante la guerra a Gaza. Il capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, ha definito il fenomeno "riprovevole" e potenzialmente dannoso per l’immagine dell’esercito, annunciando l’avvio di indagini e la possibile trasmissione dei casi alla polizia militare per eventuali procedimenti penali.
Wafa: "Due palestinesi uccisi a Gaza da questa mattina"
Un palestinese è stato ucciso stamattina a est di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, da colpi d'arma da fuoco israeliani, portando a due il numero delle vittime nella zona dall'inizio della giornata: il quindicenne Riyad Naji Abu Nimer era stato ucciso in un attacco di droni israeliani nella stessa area. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa.
Araghchi a Tajani: "Da alcuni Paesi europei approccio irresponsabile sul nucleare"
Nel corso di un colloquio telefonico tenutosi ieri sera tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l'omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi, quest'ultimo ha sottolineato "l'importanza di un ruolo responsabile dei Paesi europei" negli "sforzi diplomatici per porre fine alla guerra imposta" con Usa e Israele: lo si legge in una nota pubblicata stamane su X dall'ambasciata di Teheran a Roma. "Il Ministro degli Esteri iraniano, esprimendo rammarico per l'approccio non costruttivo e irresponsabile di alcuni Paesi europei nel ripetere accuse infondate riguardo alla questione nucleare iraniana, ha ribadito che il programma nucleare dell'Iran è esclusivamente pacifico", si legge. Araghchi ha inoltre affermato che questi Paesi, di cui non viene indicato il nome esplicitamente, "invece di insistere su tale approccio, dovrebbero condannare apertamente l'aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran, e chiamarli a rispondere delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario". Da parte sua, Tajani ieri sera aveva reso noto di aver espresso alla controparte "la forte preoccupazione dell'Italia per l'aumento delle tensioni regionali", sottolineando "la necessità di evitare ulteriori escalation e di intensificare il lavoro per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello stretto di Hormuz" e "confermato con chiarezza che per l'Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa".
Carburanti, prezzo medio self benzina a 1,890 /l, gasolio 2,047
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna - domenica 3 maggio 2026 - il prezzo medio dei carburanti in modalita' 'self service' lungo la rete stradale nazionale e' pari a 1,890 /l per la benzina e 2,047 /l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self e' di 1,956 /l per la benzina e 2,117 /l per il gasolio.
Media: "Israele acquisterà dagli Usa nuovi caccia F-35 e F-15"
Israele acquisterà altri due squadroni di caccia F-35I e F-15IA dagli Stati Uniti: lo ha annunciato oggi il Ministero della Difesa, come riportano i media internazionali. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha affermato che la recente guerra in Iran "ha dimostrato ancora una volta la potenza dell'aeronautica israeliana e il suo ruolo decisivo nella protezione di Israele. Le lezioni apprese da quella campagna ci impongono di continuare a progredire nel rafforzamento delle forze, per garantire la superiorità aerea per i decenni a venire". Nel fine settimana, un comitato per gli appalti della difesa, composto da alti ministri, ha dunque approvato un piano del Ministero della Difesa per l'acquisizione di un quarto squadrone di F-35I dalla Lockheed Martin e di un secondo squadrone di F-15IA dalla Boeing, in accordi del valore di decine di miliardi di shekel, ha dichiarato il ministero in un comunicato. Il ministero ha affermato che i velivoli "costituiranno un elemento fondamentale per lo sviluppo a lungo termine delle forze armate israeliane, affrontando le minacce regionali in continua evoluzione e preservando la superiorità aerea strategica di Israele". Con questi velivoli, la flotta di F-35I dell'Aeronautica israeliana raggiungerà quota 100 esemplari, mentre quella di F-15IA - la variante israeliana dell'avanzato F-15EX - arriverà a 50 nei prossimi anni. Attualmente, Israele possiede 48 caccia F-35I, a seguito di un ordine iniziale di 50. Altri 25 F-35 sono stati ordinati nel 2023 e la loro consegna è prevista a partire dal 2028. Israele ha ordinato 25 caccia F-15IA nel 2024 e la consegna dei primi esemplari è prevista a partire dal 2031.
Nazioni Unite: "In Libano 1,2 milioni a rischio crisi alimentare"
Oltre 1,2 milioni di persone in Libano affrontano una grave insicurezza alimentare. Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), in Libano, teatro di attacchi israeliani, si sta verificando una crisi alimentare. Lo riporta Sky News. Quasi un quarto della popolazione, 1,24 milioni di persone, si trova ad affrontare una grave insicurezza alimentare tra aprile e agosto. La situazione umanitaria "rimane fragile e instabile" nonostante la proroga del cessate il fuoco, ha affermato l'agenzia. "Il deterioramento è dovuto principalmente all'escalation delle ostilità a partire da marzo, agli sfollamenti su larga scala, all'interruzione dei mezzi di sussistenza e dei mercati e a una prevista diminuzione degli aiuti umanitari", afferma l'Ocha. "Sebbene il cibo sia ancora disponibile a livello nazionale, l'accessibilità economica rimane il principale ostacolo, poiché l'aumento dei prezzi e la diminuzione dei redditi continuano a erodere il potere d'acquisto delle famiglie". Anche l'accesso all'acqua e all'assistenza sanitaria è stato ostacolato dai danni alle strade e alle infrastrutture chiave, afferma l'Ocha.
Flotilla, in tribunale i due attivisti arrestati da Israele
Gli attivisti Thiago Avila e Saif Abukeshek sono arrivati al tribunale di Ashkelon, dove saranno ascoltati in udienza. "Lo Stato ha chiesto di estendere la loro detenzione per quattro giorni", ha riferito all'Afp Miriam Azem, dell'ong israeliana per i diritti umani Adalah.
Flotilla, in tribunale i due attivisti arrestati da Israele
Vai al contenutoIran, Isfahan: università bombardata diventerà museo guerra
Le autorita' iraniane hanno annunciato l'intenzione di trasformare il sito di un'universita' bombardata nel centro del Paese in un "museo della guerra", per mostrare l'impatto dei raid aerei israeliani e americani sul territorio. "Il sito devastato sara' conservato come museo della guerra all'interno dell'universita', per testimoniare l'oppressione subita dal Paese nel corso della storia", ha dichiarato Zafarollah Kalantari, rettore dell'Universita' di Tecnologia di Isfahan. Kalantari ha inoltre indicato che e' stato destinato un terreno aggiuntivo per la "costruzione di un nuovo edificio" per l'universita', secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna. Secondo il rettore, le prime stime dei danni agli edifici e alle attrezzature dell'universita' ammontano a circa 9,5 milioni di euro. L'Universita' di Isfahan, considerata una delle piu' grandi dell'Iran, e' stata colpita da raid aerei statunitensi e israeliani a marzo, poco dopo lo scoppio della guerra il 28 febbraio. Secondo le autorita' iraniane, gli attacchi hanno preso di mira piu' di 30 universita' in tutto l'Iran, inclusa la capitale Teheran, nonche' aree residenziali e altre infrastrutture civili. Il cessate il fuoco e' entrato in vigore l'8 aprile, ma la minaccia di una possibile ripresa delle operazioni militari incombe, poiche' i negoziati tra Teheran e Washington per porre fine al conflitto rimangono in una fase di stallo.
Iran, proteste gennaio: eseguita pena morte di un manifestante
Un uomo condannato in relazione a un omicidio commesso durante le proteste che hanno scosso l'Iran tra dicembre e gennaio e' stato impiccato, come annunciato dalla magistratura iraniana. "La condanna a morte di Mehrab Abdollahzadeh e' stata eseguita questa mattina dopo il completamento delle procedure legali", ha annunciato il sito della magistratura, Mizan Online. Mehrab Abdollahzadeh era stato arrestato, insieme ad altri, sul luogo di una protesta a Urmia (nord-ovest), dove un agente di sicurezza era stato "picchiato a morte dai rivoltosi". L'uomo era stato condannato a morte con l'accusa di "corruzione sulla terra", uno dei reati piu' gravi in Iran. Altri due imputati, entrambi minorenni, sono stati condannati a pene detentive. Abdollahzadeh e' stato giustiziato nonostante avesse precedentemente sottolineato, in un messaggio dal carcere di Urmia, che "fin dal primo giorno del mio arresto, mi hanno costretto a confessare con torture e minacce, tutte false". In Iran, gli arresti e le esecuzioni, in particolare quelli legati alle proteste dello scorso inverno, sono in aumento dall'inizio del conflitto regionale scatenato dall'attacco israelo-americano del 28 febbraio. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, l'Iran e' il Paese che piu' frequentemente ricorre alla pena di morte dopo la Cina. Le autorita' iraniane affermano che le proteste, culminate a gennaio, siano iniziate pacificamente prima di trasformarsi in "rivolte orchestrate dall'estero". Il governo ha riconosciuto oltre 3.000 morti durante queste proteste, ma attribuisce la violenza ad "atti terroristici" orchestrati da Stati Uniti e Israele.
Iran, media: giustiziato uomo coinvolto in uccisione agente nel 2022
Le autorità iraniane hanno eseguito la condanna a morte di un uomo ritenuto coinvolto nell’uccisione di un agente di sicurezza. Lo riporta l’agenzia giudiziaria Mizan, precisando che la sentenza era stata confermata dalla Corte Suprema alla fine del 2025. L’uomo, identificato come Mehrab Abdollahzadeh, era stato indicato come uno dei principali responsabili della morte dell’agente Abbas Fatemiyeh, ucciso nel 2022 durante le proteste scoppiate in tutto il Paese dopo la morte di Mahsa Amini in custodia della polizia. Secondo Mizan, l’imputato avrebbe confessato l’aggressione. Tuttavia, l’organizzazione per i diritti umani Hrana riferisce, citando una fonte informata, che Abdollahzadeh sarebbe stato sottoposto a torture per ottenere confessioni forzat
Flotilla, Israele: 2 attivisti detenuti arrivano in tribunale
I due attivisti stranieri della Global Sumud Flotilla detenuti da Israele per essere interrogati, sono comparsi davanti a un tribunale israeliano, secondo quanto riferito dall'organizzazione per i diritti umani che li difende. Lo spagnolo Saif Abu Keshek e il brasiliano Thiago Avilo sono stati condotti in tribunale nella citta' di Ashkelon, ha annunciato Miriam Azem, coordinatrice per la difesa internazionale dell'organizzazione israeliana per i diritti umani Adalah. "Lo Stato ha chiesto di prolungare la loro detenzione di quattro giorni", ha riferito. Adalah ha riferito che l'arresto e' stato descritto come "estremamente brutale" e i due attivisti sono stati informati che sarebbero stati interrogati dai servizi segreti israeliani con l'accusa di "affiliazione a un'organizzazione terroristica". Secondo il ministero degli Esteri israeliano, Saif Abu Keshek e' "uno dei leader" della Conferenza Palestinese per i Palestinesi all'Estero (Pcpa), un'organizzazione benefica accusata dagli Stati Uniti e da Israele di essere affiliata ad Hamas, il movimento islamista palestinese che governa Gaza. Quanto a Thiago Avila, "collabora con la Pcpa ed e' sospettato di attivita' illegali", secondo le autorita' israeliane. Brasile e Spagna hanno condannato l'arresto dei loro cittadini e il ministero degli Esteri spagnolo ha negato qualsiasi legame tra Keshek e Hamas. Israele "non ha fornito alcuna prova a sostegno di questa accusa", ha denunciato il ministro degli Esteri spagnolo Jose' Manuel Albares, aggiungendo che anche se l'avesse fornita, "in una democrazia, in uno Stato di diritto, esistono vie legali" per procedere. Albares ha definito l'arresto del cittadino spagnolo in acque internazionali "completamente illegale" e "inaccettabile", "al di fuori di qualsiasi giurisdizione". Giovedi', Israele ha fermato circa 175 attivisti di varie nazionalita' a bordo di una ventina di imbarcazioni appartenenti alla Flotilla, che secondo gli organizzatori mira a rompere il blocco israeliano della Striscia di Gaza. L'operazione di abbordaggio delle navi, che Israele ha descritto come "pacifica", e' avvenuto a centinaia di chilometri da Gaza, in acque internazionali al largo di Creta, molto piu' lontano dalla costa israeliana rispetto ai precedenti intercettamenti. Diversi Paesi hanno denunciato l'operazione come "illegale". Israele ha rilasciato tutti gli attivisti in Grecia dopo aver raggiunto un accordo con le autorita' di Atene, ad eccezione di Thiago vila e Saif Abu Keshek.
Usa, Rubio atteso in Vaticano e a Roma giovedì e venerdì
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio sara' in Italia questa settimana. A quanto si apprende andra' prima in Vaticano e poi a Roma giovedi' e venerdi'. L'8 maggio sara' ricevuto alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, sono previsti incontri con il segretario di Stato vaticano Marco Parolin e anche con il ministro della Difesa, Guido Crosetto. Rubio potrebbe incontrare anche la premier Giorgia Meloni.
Mohammed VI del Marocco ribadisce condanna all'aggressione iraniana contro il Bahrein
Re Mohammed VI del Marocco in un messaggio indirizzato a Re Hamad bin Isa Al Khalifa del Bahrein ribadisce la sua ferma condanna dell'aggressione iraniana contro il Paese. Nel messaggio, il monarca ha sottolineato che il Bahrein supererà questa difficile situazione e ne uscirà più forte e stabile, affermando che la sicurezza del Bahrein rimane inscindibile dalla sicurezza del Marocco. Ha inoltre espresso il suo sostegno a qualsiasi misura che il Bahrein adotti a livello nazionale per contrastare "le velate minacce che prendono di mira i valori fondamentali del popolo bahreinita", nonché alle azioni decise volte a salvaguardare il tessuto sociale del Bahrein, a preservarne la coesione nazionale e a contrastare chiunque tenti di minarne l'unità, la sicurezza e la stabilità, come riportato in una dichiarazione del Gabinetto Reale.
Iran, Teheran: sito università danneggiato da attacchi diventerà museo
Le autorità iraniane intendono trasformare il sito danneggiato della Isfahan University of Technology in un museo dedicato all’impatto degli attacchi israeliani e statunitensi. Lo ha dichiarato Zafarollah Kalantari, responsabile dell’ateneo, affermando che "il sito danneggiato sarà preservato come museo di guerra all’interno dell’università, per restare nella storia come testimonianza della repressione scientifica subita dal Paese". Secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale Irna, le autorità hanno inoltre messo a disposizione nuovi terreni per la costruzione di un edificio sostitutivo e per l’installazione di attrezzature avanzate destinate all’università. Kalantari ha infine stimato che i danni alle strutture e alle infrastrutture dell’ateneo ammontino a circa 11 milioni di dollari, in attesa di una valutazione definitiva.
Media: "Superpetroliera iraniana sfuggita al blocco navale Usa"
Una "superpetroliera" iraniana con un carico di 1,9 milioni di barili di greggio sarebbe riuscita a "sfuggire" al blocco della Marina Usa nell'area dello Stretto di Hormuz e a "raggiungere l'Estremo Oriente": lo riferisce l'agenzia Anadolu, citando il sito specializzato TankerTrackers. Su X, questo tracker specializzato ha spiegato che la petroliera, chiamata Huge e battente bandiera iraniana, "è stata avvistata l'ultima volta al largo dello Sri Lanka più di una settimana fa e attualmente sta transitando nello Stretto di Lombok, in Indonesia, diretta verso l'arcipelago di Riau". E ha aggiunto che il valore del carico di petrolio a bordo avrebbe un valore di "quasi 200 milioni di dollari". TankerTrackers afferma che, secondo i dati di tracciamento marittimo, "non trasmette segnali del sistema Automatic Identification System (Ais) dal 20 marzo scorso".
Israele approva l’acquisto di nuovi caccia F-35 e F-15IA
Israele ha dato l’approvazione finale a un piano per acquistare due nuovi squadroni di aerei da combattimento F-35 e F-15IA da Lockheed Martin e Boeing, nell’ambito di un accordo del valore di decine di miliardi di shekel, ha riferito domenica il ministero della Difesa. Lo riporta Reuters.
Iran, media: "Maxi nave cisterna di Teheran evade blocco Usa"
Una nave cisterna iraniana con 1,9 milioni di barili a bordo, per il valore di 220 milioni di dollari, e' riuscita a evitare il blocco navale americano ed e' arrivata nella regione dell'Asia-Pacifo. Secondo il sito Tanker Trackers - che traccia gli spostamenti marittimi - la superpetroliera 'Huge' - appartenente alla societa' statale National Iranian Tanker Company - e' stata rilevata a largo dello Sri Lanka una settimana fa e ora si trova in Indonesia diretta verso l'arcipelago di Riau, a largo di Sumatra. La notizia e' rilanciata da Al Jazeera e dalla tv iraniana Irib. Secondo Tanker Trackers, la Huge si trovava in acque iraniane il 13 aprile, giorno in cui la Marina statunitense ha annunciato il blocco dei porti della Repubblica islamica.
Rubio atteso a Roma: prove di 'disgelo'. Possibile incontro con Meloni
Prove di disgelo. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha in programma la prossima settimana una visita in Italia, prima in Vaticano e poi a Roma, tra giovedì e venerdì prossimi per una serie di incontri mirati al "disgelo" delle relazioni bilaterali. Lo anticipa oggi il Corriere della Sera, precisando che l'agenda romana non è ancora chiusa e al momento prevede incontri "con il segretario di Stato vaticano Marco Parolin e con i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto". Ma secondo quanto riferito, Rubio avrebbe chiesto anche di incontrare la premier Giorgia Meloni. Per il momento non è escluso, ma nemmeno confermato, un faccia a faccia tra il segretario americano e la presidente del Consiglio. Incognita invece su un possibile incontro in Vaticano con Papa Leone XIV. Per Rubio si tratta della terza visita in Italia, dopo quella dello scorso maggio a Villa Madama e la presenza all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina a febbraio.
Rubio atteso a Roma: prove di 'disgelo'. Possibile incontro con Meloni
Vai al contenutoIran, media: Teheran propone un mese per negoziare stop definitivo ostilità
La nuova proposta iraniana per porre fine al conflitto prevede un primo periodo di un mese dedicato ai negoziati per raggiungere un accordo che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la cessazione definitiva delle ostilità in Iran e in Libano. Lo riferiscono ad Axios due fonti informate, secondo cui solo dopo l’eventuale raggiungimento di questa prima intesa verrebbe avviata una seconda fase di negoziati, della durata di un ulteriore mese, con l’obiettivo di arrivare a un accordo sul programma nucleare. I media iraniani avevano precedente riferito di una risposta articolata in 14 punti - tramite un mediatore pakistano - a una proposta degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Mentre Washington aveva suggerito un cessate il fuoco di due mesi, Teheran punta a risolvere tutto entro 30 giorni e insiste per una fine completa del conflitto, piuttosto che una tregua temporanea. La proposta iraniana - secondo Tasnim - include garanzie di sicurezza contro futuri attacchi, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine, la revoca delle restrizioni navali, lo sblocco dei fondi iraniani congelati, risarcimenti, la rimozione delle sanzioni e la cessazione dei combattimenti su tutti i fronti, oltre a nuove regole per lo Stretto di Hormuz.
Media: Netanyahu convoca gabinetto sicurezza su Gaza
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato per oggi una riunione del gabinetto di Sicurezza con all'ordine del giorno la ripresa delle ostilita' a Gaza. Una fonte a conoscenza dei fatti ha dichiarato a Kan News che Israele auspica vengano compiuti passi concreti verso il disarmo di Hamas e l'insediamento del nuovo governo tecnocratico. La notizia arriva dopo che - secondo quanto riportato dal quotidiano saudita Asharq Al-Awsat - Hamas avrebbe presentato la sua risposta al piano di disarmo del rappresentante dell'Alto Consiglio per la Pace di Donald Trump, Nickolay Mladenov, dopo averlo inizialmente respinto a meta' aprile. La risposta includerebbe diverse clausole specifiche riguardanti le armi, nonche' la richiesta che Israele si impegni pienamente a un cessate il fuoco completo e al ritiro totale delle Idf da Gaza sulla base di un "calendario concordato".
L'Idf emette nuovi ordini di evacuazione per località del sud del Libano
L'esercito israeliano (Idf) ha intimato nuovamente ad abitanti di località del sud del Libano di evacuare le loro case. Come affermato sui social dal portavoce dell'Idf in lingua araba, Avichay Adraee, l'ordine riguarda le località di Doueir, Arabsalim, Sharqiya (Nabatieh), Jibchit, Braachit, Srifa, Dounine, Breqaa, Qaqaiyat al-Jisr, Qsaibeh (Nabatieh) e Kfarsir, ed è dovuto alla necesità di "agire con la forza" dopo "alla luce della violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte del gruppo Hezbollah". L'agenzia di stampa libanese Nna riferisce di raid aerei in corso in diverse località.
Petrolio, Kuwait: "Ad aprile no esportazioni per blocco Hormuz"
Ad aprile del 2026, il Kuwait non ha esportato nemmeno un barile di petrolio per la prima volta dalla fine della Guerra del Golfo, a causa del blocco dello Stretto di Hormuz. Lo riporta TankerTrackers.com, un sito web che monitora le spedizioni internazionali di petrolio.
Petrolio, oggi Opec+: verso aumento produzione senza Emirati
Arabia Saudita, Russia e altri cinque membri dell'Opec+ si riuniscono oggi per decidere se aumentare le proprie quote di produzione petrolifera, dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato questa settimana il loro ritiro dal cartello. L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e i suoi alleati non hanno ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche da quando Abu Dhabi, uno dei maggiori membri del cartello, ha annunciato la sua uscita martedi'. Si prevede che Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, insieme, aumenteranno le proprie quote di 188.000 barili al giorno durante questa riunione online, secondo Arne Lohmann Rasmussen, analista di Global Risk Management. Se dovessero decidere in tal senso, si tratterebbe di un aumento simile a quello annunciato a marzo e aprile, pari a 206.000 barili al giorno, anche se questa volta la quota degli Emirati Arabi Uniti dovrebbe essere esclusa. Questo aumento probabilmente non si tradurra' in una produzione aggiuntiva. La principale capacita' produttiva inutilizzata dell'Opec+ si trova nei Paesi del Golfo, le cui esportazioni sono ostacolate dal blocco iraniano dello Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra in Medio Oriente. Tra i Paesi Opec+ soggetti a quote, la produzione "e' scesa a 27,68 milioni di barili al giorno a marzo, rispetto a una quota mensile di 36,73 milioni di barili al giorno, con un deficit di circa 9 milioni di barili al giorno", ha spiegato Priya Walia, analista di Rystad Energy. L'impatto ricade principalmente su Arabia Saudita, Iraq, Kuwait e, naturalmente, Emirati Arabi Uniti, la cui produzione non verra' piu' conteggiata nel totale dell'alleanza (l'Iran e' membro dell'Opec+, ma non e' soggetto a quote). La Russia, secondo produttore del cartello, trae il maggior vantaggio dalla situazione, grazie agli alti prezzi dell'energia, ma sembra in difficolta' a raggiungere le quote di produzione assegnate. La sua industria petrolifera ha dovuto fare i conti con il ritiro degli investimenti occidentali dall'inizio della guerra scatenata dall'invasione dell'Ucraina nel 2022 e con la produzione costantemente ostacolata dagli attacchi dei droni provenienti da Kiev. - OPEC+ SIGNIFICATIVAMENTE INDEBOLITA - Per il gruppo, il ritiro degli Emirati Arabi Uniti "e' un evento di grande importanza", molto piu' dell'uscita del Qatar nel 2019 e poi dell'Angola, ha affermato Amena Bakr, analista di Kpler, durante una videoconferenza sull'argomento. Oltre a essere il quarto produttore Opec+ per volume, Abu Dhabi possiede una significativa capacita' produttiva non sfruttata, molto utile al gruppo per la regolamentazione del mercato. Dal 2021, "gli Emirati Arabi Uniti avevano espresso la loro insoddisfazione per le quote assegnate", ha sottolineato Bakr .Negli ultimi anni, il Paese ha investito massicciamente nelle infrastrutture e la sua compagnia petrolifera nazionale, Adnoc, prevede una capacita' produttiva di 5 milioni di barili al giorno entro il 2027, ben al di sopra della sua ultima quota assegnata (3,447 milioni di barili al giorno). Questo rende Abu Dhabi un attore altamente competitivo sul mercato, in grado di produrre a costi molto bassi, il che potrebbe limitare l'impatto delle misure adottate da Riyadh e dai suoi alleati quando i mercati torneranno alla normalita'. Per l'OPEC+, anche la possibilita' che altri Paesi aderiscano rappresenta un rischio: il Kazakistan e l'Iraq, ad esempio, sono stati spesso rimproverati per aver superato le proprie quote.
Corriere della Sera: "Rubio in settimana a Roma e in Vaticano per il disgelo"
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha in programma una visita in Italia, prima in Vaticano e poi a Roma, tra giovedì e venerdì prossimi per una serie di incontri mirati al "disgelo". Lo anticipa il Corriere della Sera, precisando che l'agenda non è ancora chiusa e al momento prevede incontri "con il segretario di Stato vaticano Marco Parolin e con i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto". Secondo quanto riferito, Rubio avrebbe chiesto anche di incontrare la premier Giorgia Meloni.
Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran
Il regime iraniano chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco navale e la garanzia che gli Usa e Israele non attaccheranno di nuovo. Solo in un secondo momento si passerebbe ai colloqui sulle limitazioni al programma nucleare dell’Iran, in cambio della revoca delle sanzioni americane. Donald Trump non è convinto: "Non sono soddisfatto di quanto offrono".
Iran, da Hormuz al nucleare: i 5 punti del piano di pace di Teheran
Vai al contenutoLa presenza militare degli Usa in Europa, tra basi e soldati
L'annunciato ritiro di 5.000 militari americani dalla Germania potrebbe rappresentare il primo tassello di un domino che ridisegnerebbe la presenza americana nella sicurezza del Vecchio Continente rispetto all'attuale assetto che conta almeno 40 basi e circa 85-90mila soldati statunitensi in Europa.
La presenza militare degli Usa in Europa, tra basi e soldati
Vai al contenutoLibano, Israele ordina l'evacuazione di 11 villaggi nel Sud
Israele ha ordinato l'evacuazione degli abitanti di 11 citta' e villaggi nel Libano meridionale con un messaggio urgente diffuso questa mattina dall'esercito (Idf). Il messaggio invita la popolazione ad abbandonare le proprie case e a spostarsi ad almeno un chilometro di distanza, in aree aperte. Le aree interessate includono Jibchit, Sarafand, Kafra e Al-Sharqiyah. L'Idf ha dichiarato di aver condotto operazioni contro Hezbollah, a seguito di quella che ha definito una violazione dell'accordo di cessate il fuoco, avvertendo che chiunque si trovi vicino a combattenti o strutture di Hezbollah potrebbe essere a rischio. Israele ha continuato a effettuare attacchi in tutto il Libano meridionale, nonostante un cessate il fuoco apparentemente in vigore. Le truppe dello Stato ebraico occupano una striscia di territorio nel sud del Paese dopo un'invasione di terra avvenuta all'inizio della guerra, che ha distrutto abitazioni ritenute "infrastrutture utilizzate da Hezbollah". Il gruppo armato, sostenuto dall'Iran, ha continuato i suoi attacchi con droni e razzi contro le truppe israeliane in Libano e nel Nord di Israele.
Iran, comandante Centcom visita Uss Tripoli nel Mar Arabico
Il comandante del Comando centrale Usa (Centcom), l'ammiraglio Brad Cooper, ha visitato la nave da guerra Uss Tripoli nel Mar Arabico. Cooper "ha interagito con i membri dell'equipaggio, ha premiato i piu' meritevoli e ha visitato diverse aree della nave d'assalto anfibia, incluso il centro informazioni di combattimento", si legge in un post su X, accompagnato da foto.
Usa ritirano 5mila soldati da Germania: come cambia sicurezza europea?
Si incrinano i rapporti tra Washington e Berlino. Gli Stati Uniti hanno annunciato il ritiro di 5mila soldati americani dalla Germania nei prossimi 6-12 mesi, con una mossa che secondo alcuni analisti potrebbe rappresentare il primo tassello di un domino che ridisegnerebbe la presenza americana nella sicurezza del Vecchio Continente rispetto all'attuale assetto che conta almeno 40 basi e oltre 90mila soldati Usa in Europa. Nello specifico, è proprio la Germania che finora è stata il cuore della rete Usa sul suolo europeo, con circa 50mila uomini dislocati fra sette diverse strutture. Il fulcro della presenza statunitense è sempre stata la base di Ramstein, la principale base aerea statunitense all'estero, oltre che un centro logistico chiave e un hub per diversi centri di comando. Il ritiro americano apre adesso non solo a ricadute diplomatiche, ma anche economiche.
Usa ritirano 5mila soldati da Germania: come cambia sicurezza europea?
Vai al contenutoMO, Israele acquista da Usa sistemi a basso costo contro droni
Israele sta acquistando dagli Stati Uniti sistemi a basso costo per intercettare i droni, efficaci contro i velivoli senza pilota iraniani Shahed, ma non contro quelli piu' piccoli lanciati da Hezbollah e diventati una seria minaccia per i soldati nel Libano meridionale. E' quanto riferisce Haaretz, citando una nota del dipartimento di Stato americano relativa a una serie di accordi per la fornitura di armi allo Stato ebraico. In base all'intesa del valore di 992,4 milioni di dollari, Washington fornira' a Tel Aviv 10.000 kit di guida per Apkws (Advanced Precision Kill Weapon System), che convertono i razzi aria-terra non guidati in munizioni a guida di precisione in grado di colpire obiettivi terrestri e, soprattutto, di intercettare droni.
Trump valuta piano di pace proposto dall'Iran. VIDEO
Trump valuta piano di pace proposto dall'Iran | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoIran, Pechino blocca sanzioni Usa contro 5 aziende cinesi
Pechino ha annunciato il blocco dell'attuazione delle sanzioni Usa contro cinque societa' cinesi per i loro presunti legami con il commercio di petrolio iraniano. Il provvedimento vieta a individui ed entita' all'interno del Paese di conformarsi, riconoscere o attuare tali misure. Il ministero del Commercio cinese ha spiegato che il provvedimento, noto come 'divieto di blocco', mira a neutralizzare l'effetto delle sanzioni di Washington in Cina, impedendo a societa' o individui di aderirvi o di collaborare alla loro attuazione. Secondo la dichiarazione ufficiale, le misure adottate da Washington, che includono l'inserimento delle societa' nelle liste di sanzioni, il congelamento dei beni e il divieto di transazioni, interferiscono con le normali attivita' commerciali tra le societa' cinesi e i Paesi terzi e violano il "diritto internazionale e le norme fondamentali delle relazioni internazionali". Le autorita' cinesi hanno ribadito la loro opposizione alle sanzioni unilaterali senza il sostegno delle Nazioni Unite e hanno sottolineato che la misura non pregiudica il rispetto dei loro obblighi internazionali ne' la tutela dei diritti delle societa' straniere presenti nel Paese. La scorsa settimana Washington ha sanzionato decine di entita' e individui per il loro presunto coinvolgimento in reti finanziarie legate al petrolio iraniano, nell'ambito della sua politica di pressione su Teheran. Tra le societa' colpite figurano diverse raffinerie e gruppi petrolchimici cinesi, individuati dagli Stati Uniti per il loro presunto ruolo nella commercializzazione del greggio iraniano, ritenuto da Washington fondamentale per Teheran per finanziare le attivita' militari e i gruppi alleati nella regione mediorientale.
Axios: "Proposta dell'Iran in 14 punti, un mese per un accordo su Hormuz e fine guerra"
La proposta di Teheran si articola in 14 punti e prevede il termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, per mettere fine al blocco americano e alla guerra in Iran e in Libano. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali solo dopo il raggiungimento di un'intesa sarebbe avviato un negoziato nel tentativo di trovare un accordo sul nucleare.
Trump: possibile riprendano attacchi su Iran se si comportano male
Gli Stati Uniti potrebbe ordinare nuove azioni militari contro l'Iran, "se si comportasse male, se facesse qualcosa di sbagliato". Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, sottolineando tuttavia che "per il momento, si vedrà". "E' una possibilità che potrebbe accadere, certamente", ha aggiunto. Tre giorni fa, l'Iran ha presentato agli Stati Uniti una proposta aggiornata in 14 punti per un accordo quadro. Secondo due fonti a conoscenza della proposta, citate da Axios, nel documento si fissa un termine di un mese per i negoziati su un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, la fine del blocco navale statunitense e la conclusione definitiva della guerra in Iran e in Libano. Solo dopo il raggiungimento di un'intesa, verrebbe avviato un altro mese di colloqui per cercare di raggiungere un'intesa sul programma nucleare. Sempre giovedì scorso il capo della Casa Bianca ha incontrato il comandante del Centcom, l'ammiraglio Brad Cooper, ed è stato informato dei nuovi piani di attacco contro l'Iran. All'indomani Trump si è detto non soddisfatto della proposta iraniana e stanotte ha postato su Truth un messaggio in cui diceva che l'avrebbe "esaminata presto". "Ma - ha aggiunto - non riesco a immaginare che possa essere accettabile, dato che non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all'umanità e al mondo negli ultimi 47 anni".