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Flotilla, Ong: prorogata di 2 giorni detenzione attivisti. Israele: "Nessuna tortura"

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Ansa-AFP-EPA

Il tribunale di Ashkelon ha prorogato fino al 5 maggio la detenzione dell'attivista palestinese-spagnolo Saif Abukeshek e del suo collega brasiliano Thiago Avila, secondo quanto riferito dall'organizzazione Adalah, il centro legale che rappresenta i due membri della Global Sumud Flotilla. Il ministero degli Esteri della Spagna ha chiesto il "rilascio immediato" dell'attivista palestinese con cittadinanza spagnola Abukeshek

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È stata prorogata di due giorni la detenzione di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti della Global Sumud Flotilla arrestati da Israele dopo l'intercettazione di oltre 20 imbarcazioni dell'iniziativa pro-Palestina in acque internazionali nei giorni scorsi. Lo ha stabilito il tribunale di Ashkelon, città costiera nel Sud di Israele, dopo l’udienza in cui sono stati ascoltati i due attivisti, come riferito dall'organizzazione Adalah, il centro legale che rappresenta i due membri della Global Sumud Flotilla. La detenzione dei due attivisti è quindi stata prorogata fino a martedì 5 maggio.  (GUERRA IN IRAN: LE NOTIZIE IN DIRETTA)

Israele: "Nessuna tortura"

Intanto il ministero degli Esteri israeliano ha replicato alle affermazioni degli attivisti della Flotilla, arrestati e trasferiti in Israele, secondo i quali sarebbero stati torturati e picchiati. "Contrariamente alle false e infondate affermazioni preparate in anticipo, Saif Abu Keshek e Thiago Avila non sono mai stati torturati. A seguito di un violento scontro fisico contro i membri dell'equipaggio israeliano, quest'ultimo è stato costretto a intervenire per fermare tali azioni", è emerso in una dichiarazione. "Durante il trasferimento dei passeggeri alle forze greche, alcuni passeggeri si sono rifiutati e hanno iniziato a protestare violentemente - ha aggiunto il ministero -. Per sedare la violenza e completare il trasferimento, un'unità di polizia a bordo di una nave delle Forze di Difesa Israeliane è stata costretta a usare la forza". 

Madrid chiede il "rilascio immediato" dell'attivista Abukeshek

Nelle scorse ore il ministero degli Esteri della Spagna ha chiesto il "rilascio immediato" dell'attivista palestinese con cittadinanza spagnola Saif Abukeshek. “Il governo spagnolo esige il suo rilascio immediato", ha dichiarato il ministero in un commento inviato all'Afp, precisando che il console spagnolo a Tel Aviv ha accompagnato l'attivista all'udienza. Il ministero ha inoltre affermato di ritenere che l'attivista sia "detenuto illegalmente".

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Thiago Ávila - Ansa-AFP

Le accuse e la linea della difesa

 

Durante l'udienza, ha riferito in una nota l'organizzazione, "il pubblico ministero israeliano aveva richiesto una proroga di quattro giorni, presentando un elenco di presunti reati, tra cui a assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un'organizzazione terroristica e trasferimento di beni per conto di un'organizzazione terroristica". Gli avvocati di Adalah, Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, “hanno sostenuto in tribunale che l'intero procedimento legale è fondamentalmente viziato e privo di fondamenti giuridici. Hanno contestato la giurisdizione dello Stato, affermando che non esiste alcuna base giuridica per l'applicazione extraterritoriale di questi reati alle azioni di cittadini stranieri in acque internazionali”. Hanno, inoltre, sostenuto che “l’uso da parte dello Stato di questi gravi sospetti legati alla sicurezza nazionale costituisce una misura ritorsiva contro i leader degli attivisti umanitari e hanno chiesto il loro rilascio immediato e incondizionato”. Adalah ha inoltre sottolineato “che non solo de Avila e Abukeshek sono stati sequestrati in acque internazionali senza alcuna autorità giurisdizionale, ma hanno anche testimoniato di gravi abusi fisici, assimilabili a torture, tra cui percosse, isolamento e bendaggio degli occhi per giorni in mare”. L’organizzazione ha precisato che “non sono state avanzate accuse formali contro nessuno dei due attivisti; entrambi si trovano ancora nella fase preliminare dell'indagine e sono tuttora sotto interrogatorio”. Sia il signor de Avila che il signor Abukeshek saranno trasferiti nuovamente al centro di detenzione di Shikma in Israele (Ashkelon), dove rimarranno in isolamento. Entrambi gli attivisti continuano lo sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione illegale e i maltrattamenti subiti.

L'arresto, le reazioni

Adalah ha riferito che l'arresto è stato descritto come "estremamente brutale" e che i due attivisti sono stati informati che sarebbero stati interrogati dai servizi segreti israeliani con l'accusa di "affiliazione a un'organizzazione terroristica". Il ministero degli Esteri israeliano sostiene che Saif Abukeshek sia “uno dei leader" della Conferenza Palestinese per i Palestinesi all'Estero (Pcpa), un'organizzazione benefica accusata dagli Stati Uniti e da Israele di essere affiliata ad Hamas, il movimento islamista palestinese che governa Gaza. Secondo le autorità israeliane, Thiago Avila "collabora con la Pcpa ed è sospettato di attività illegali”. Brasile e Spagna hanno condannato l'arresto dei loro cittadini e il ministero degli Esteri spagnolo ha negato qualsiasi legame tra Keshek e Hamas. Israele "non ha fornito alcuna prova a sostegno di questa accusa", ha denunciato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, aggiungendo che anche se l'avesse fornita, "in una democrazia, in uno Stato di diritto, esistono vie legali" per procedere. Albares ha definito l'arresto del cittadino spagnolo in acque internazionali "completamente illegale" e "inaccettabile", "al di fuori di qualsiasi giurisdizione". 

I legali: "I due attivisti hanno subito violenze" 

Ieri, i legali di Thiago Avila e Saif Abukeshek hanno denunciato che i due attivisti sono stati oggetto di “violenze fisiche e detenzione prolungata in posizioni forzate da parte delle forze militari israeliane durante i due giorni trascorsi in mare”. Lo hanno riferito dopo una visita al carcere di Shikma, in un comunicato diffuso dalla Global Sumud Flotilla. I due attivisti hanno dichiarato di essere in sciopero della fame. Thiago Avila ha riferito di essere stato "sottoposto a estrema brutalità da parte dell'esercito israeliano durante il sequestro delle imbarcazioni. È stato trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così violentemente da perdere conoscenza due volte". Presenta "lividi visibili sul volto, inclusa l'area intorno all'occhio sinistro, e riferisce limitazioni nei movimenti e forti dolori alla mano". Dal momento della cattura fino al trasferimento al Servizio Penitenziario israeliano, avvenuto oltre due giorni dopo, "è stato tenuto in isolamento e bendato". Saif Abukeshek ha invece riferito "di essere stato tenuto con le mani legate e bendato, e costretto a rimanere sdraiato a faccia in giù sul pavimento dal momento della cattura fino a questa mattina, riportando lividi al volto e alle mani". Dopo l'arrivo al centro di detenzione di Shikma, ha riferito di essere stato informato di essere sotto interrogatorio da parte dello Shabak con il sospetto di "affiliazione a un'organizzazione terroristica". Secondo quanto riferito nel comunicato, gli avvocati di Adalah hanno richiesto informazioni sulle accuse, ma "le autorità israeliane hanno rifiutato di fornirle". 

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