Il vulcano ha ricoperto l’area di cenere, coinvolti 52 villaggi. Quasi 1.500 famiglie sono state evacuate a causa dell’aumento dell’attività vulcanica. Le autorità hanno disposto allerta livello 3, con evacuazioni, divieti di accesso e popolazione nei rifugi in attesa di un calo dell’attività
Il Monte Mayon, nelle Filippine, è tornato attivo, ricoprendo l'area circostante con uno spesso strato di cenere. In totale sono 52 i villaggi coinvolti. Quasi 1.500 famiglie sono state evacuate a causa dell’intensificarsi dell’attività del vulcano. "Le nostre squadre sono già sul posto per fornire supporto alle comunità colpite", ha dichiarato il portavoce dei vigili del fuoco, Achilles Santiago. Alto 2.462 metri e situato a circa 330 chilometri a sud-est della capitale Manila, il Monte Mayon è il vulcano più attivo dell’arcipelago e registra eruzioni periodiche. Dall’inizio dell’anno l’attività è in crescita.
Allerta e misure adottate
Le autorità hanno mantenuto un’allerta di livello 3 per il rischio di eruzione e per i fenomeni pericolosi collegati, alla luce dell’"alto livello di attività magmatica" rilevato dall'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia. È stata disposta l’evacuazione obbligatoria dei residenti nella zona di esclusione, insieme al divieto di accesso e di volo nelle vicinanze del vulcano. L’ufficio della protezione civile ha riferito che decine di città sono state raggiunte dalla caduta di cenere, mentre gli sfollati restano nei rifugi in attesa di una diminuzione dell’attività.