Introduzione
L'annunciato ritiro di 5.000 militari americani dalla Germania potrebbe rappresentare il primo tassello di un domino che ridisegnerebbe la presenza americana nella sicurezza del Vecchio Continente rispetto all'attuale assetto che conta almeno 40 basi e circa 85-90mila soldati statunitensi in Europa.
Quello che devi sapere
Il ritiro di soldati in Germania
L’1 maggio Cbs ha riportato che il Pentagono avrebbe previsto di ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania. Secondo alcuni funzionari citati, la mossa è un segnale del malcontento di Donald Trump per il livello di assistenza offerto dagli alleati europei sull’Iran. Da quanto emerso, parte delle truppe che lasceranno l'Europa torneranno negli Stati Uniti per poi essere dispiegate altrove. Le fonti inquadrano la decisione nell'ambito degli sforzi del Pentagono per concentrarsi sulle sue priorità in casa e nell'area dell’indo-pacifico. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell, secondo quanto riportato da Reuters, ha aggiunto che il ritiro potrebbe essere completato nei prossimi sei-dodici mesi.
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Germania: “Ritiro prevedibile”
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che il ritiro delle truppe statunitensi dalla Germania era prevedibile e che l'Europa deve fare di più per garantire la propria sicurezza. "La presenza dei soldati americani in Europa e in particolare in Germania è interesse nostro e degli Usa", ha aggiunto. "Con gli americani cooperiamo in modo stretto a Ramstein a Grafenwoehr, e a Francoforte per la pace e la sicurezza in Europa, per l'Ucraina e per la deterrenza comune", ha continuato. Secondo il ministro dell'Spd, è chiaro che la Nato debba diventare europea per poter restare transatlantica e che "gli europei debbano assumere più responsabilità".
Per approfondire: Basi militari americane in Italia e in Europa, dove sono e che ruolo hanno
La presenza americana in Europa
Dalla fine della Seconda guerra mondiale le forze armate statunitensi sono state dislocate e schierate in Europa. Il numero di effettivi ha subito oscillazioni, raggiungendo un massimo di circa 475.000 unità in servizio attivo alla fine degli anni '50, quando l'esercito statunitense fungeva da baluardo contro il blocco sovietico durante la Guerra Fredda. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991, questi numeri sono scesi a qualche decina di migliaia. Secondo l'United States European Command (EUCOM), all'inizio del 2025 gli Stati Uniti contavano quasi 84mila militari in Europa. Ma il think tank Council on Foreign Relations spiega che il numero totale varia a causa delle esercitazioni pianificate e delle rotazioni regolari delle truppe in entrata e in uscita dal continente.
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Truppe e basi Usa in Europa
Gli Usa mantengono in Europa circa 85-90mila militari in oltre 40 basi, che vanno dalla Groenlandia alla Turchia. La maggioranza è concentrata nell'Europa centrale, soprattutto in Germania, Italia, Polonia e Regno Unito. La Germania, in particolare, rappresenta il cuore della rete americana nel Vecchio Mondo, con circa 50mila uomini distribuiti in 7 strutture. Ramstein è la principale base aerea statunitense all'estero ed è sia un centro logistico chiave che un hub per diversi centri di comando. In Italia si trovano invece 13mila uomini, in Polonia 14mila, nel Regno Unito 10mila, in Spagna 4mila (molto importante la base navale di Rota) e in Romania più o meno 2mila (la base di Costanza è in grande espansione e supererà quella di Ramstein per estensione). Sono poi presenti nove guarnigioni dell'Esercito Usa (USAG): 5 in Germania, 1 in Belgio, 1 in Italia, 1 in Polonia e 2 nel Mar Nero (Romania e Bulgaria). La Francia, invece, non ospita alcuna base e opera un sistema di deterrenza nucleare indipendente.
I comandi
La Germania, anche qui, è centrale. Il quartier generale EUCOM - European Command - è a Stoccarda, accanto al Comando Africa, ed è guidato dal generale Alexus Grynkewich, che è anche il Comandante Supremo Alleato (Saceur). Sempre a Stoccarda si trovano i quartier generali dei Marine e delle Forze Speciali. Ramstein, invece, è la casa di Aviazione e Spazio (oltre che del Comando Aereo Alleato). La Marina, invece, è di base a Napoli.
L’ombrello nucleare
Le forze statunitensi gestiscono anche l'arsenale atomico in Europa. Nei primi anni della Guerra Fredda gli Usa hanno istituito un programma di condivisione nucleare attraverso la Nato e, attualmente, si ritiene che siano stoccate circa un centinaio di bombe B16 - ovvero armi tattiche di dimensioni ridotte - in Belgio, Italia, Paesi Bassi, Germania e Turchia. Nessuno può utilizzarle senza l'autorizzazione Usa.
Lo scudo missilistico
La difesa dalle minacce aeree è garantita dall'Integrated Air and Missile Defence della Nato con base a Ramstein. Mette in rete tutte le capacità alleate: batterie missilistiche di corto-medio-lungo raggio (Iris-T, Samp-T, Patriot), sensori, satelliti, jet e navi. Gli Usa mantengono in Europa anche il loro sistema protettivo avanzato Aegis sia attraverso la versione navale (vascelli intercettori) sia terrestre, con basi in Romania e Polonia.
Vedi anche: Quali sono le basi Usa in Italia e quando e come possono essere usate
Dove sono le basi Usa in Italia
Secondo le stime disponibili, sono circa 13mila i militari Usa che vivono in decine di installazioni concesse alle forze armate Usa sul suolo italiano. Tra le più importanti ci sono Solbiate Olona e Ghedi, in Lombardia, che dal 2007 rifornisce il 52esimo Fighter Wing dell’aeronautica militare a stelle e strisce. Nel Nord Est sono operative la caserma Ederle di Vicenza, la base Nato di Motta di Livenza, sempre in Veneto, e Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, sede del 31esimo Fighter Wing. Nel Centro Italia rientrano Camp Darby, in Toscana, che funge da deposito di missili, ordigni e munizioni e Gaeta, nel Lazio, porto d’attracco concesso alla Marina americana. Mentre al Sud spicca Sigonella, in Sicilia, principale hub dell’aviazione in appoggio alla Sesta flotta di stanza nel Mediterraneo.
Per approfondire: Basi militari Usa in Italia, da Aviano a Sigonella: chi decide se, come e quando usarle?