Introduzione
L’accordo per arrivare alla fine della guerra tra Iran e Stati Uniti potrebbe essere vicino: secondo quanto annunciato da fonti dell’emittente Al Arabiya, infatti, la bozza finale mediata dal Pakistan potrebbe essere annunciata a breve. E a riprova della possibilità di giungere a un’intesa, oggi (22 maggio) una squadra negoziale del Qatar è arrivata a Teheran in coordinamento con gli Usa per contribuire nel processo: si tratta di una novità importante perché come sottolineato da Reuters, Doha, che ha svolto un ruolo di mediatore nella guerra di Gaza e in altre tensioni internazionali, si era finora tenuta lontana da un simile ruolo dopo essere stata attaccata da missili e droni iraniani durante l'ultimo conflitto.
Quello che devi sapere
Cosa prevede l’accordo Iran-Usa
Secondo quanto trapelato finora, in particolare sui media sauditi, i punti chiave dell'accordo includono il cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e la graduale revoca deIle sanzioni statunitnesi. L'accordo, riferiscono le fonti citate da Al Arabiya, dovrebbe entrare in vigore immediatamente dopo l'annuncio ufficiale da parte di entrambe le parti.
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I 9 punti della bozza d’intesa
L’intesa, almeno nella bozza filtrata finora, dovrebbe essere composta da un totale di 9 punti. All’interno, oltre a quanto detto in precedenza, dovrebbe trovare spazio anche un richiamo al rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale e la non interferenza negli affari interni. Se l'intesa fosse firmata, sarebbe istituito un meccanismo congiunto per il monitoraggio e la risoluzione delle controversie. Ed entro sette giorni inizierebbero le trattative sulle questioni rimaste in sospeso.
Il nodo dell’uranio arricchito
Non è ancora invece chiaro quale sarà il destino dell’uranio altamente arricchito dell’Iran: secondo fonti per negoziare su questo tema "servirà molto tempo". Il Pakistan, che ha svolto fin qui il ruolo di mediatore tra le parti, secondo l’Agi conterebbe fortemente sul supporto della Cina per convincere Washington e Teheran e i due Paesi avrebbero messo in campo un'iniziativa congiunta: infatti domani il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif sarà in Cina per vedere il presidente Xi Jinping.
Restano fuori nucleare e missili
Secondo l’emittente tv saudita Al Hadath, che ha rivelato oggi di essere entrata in possesso della bozza finale del possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, nel documento non viene menzionata alcuna clausola relativa al programma nucleare iraniano o alla minaccia dei missili. I negoziati sulle questioni ancora irrisolte tra le parti - come detto - dovrebbero iniziare entro sette giorni, ed è prevista una graduale revoca delle sanzioni americane in cambio dell'impegno dell'Iran a rispettare le condizioni dell'accordo.
Il capo negoziatore pachistano a Teheran
A testimoniare l’intensificarsi delle trattative tra i due Paesi ci sono, appunto, anche le mosse di Islamabad: il capo dell'esercito pachistano Asim Munir è partito oggi per Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani che citano un'alta fonte diplomatica. Munir, considerato una figura chiave per i colloqui tra Stati Uniti e Iran, incontrerà alti funzionari di Teheran, mentre il ministro degli Interni del Pakistan, Mohsin Raza Naqvi, rimane nella capitale della Repubblica Islamica per il terzo giorno consecutivo.
La posizione di Qatar, Emirati e Arabia Saudita
Intanto a spingere per la soluzione diplomatica sarebbero anche gli Emirati Arabi Uniti, in pressing su Donald Trump insieme al Qatar e all'Arabia Saudita affinché non riprenda la guerra Iran. Secondo Bloomberg infatti in telefonate separate con il presidente statunitense, i leader dei tre Paesi hanno detto al commander-in-chief che un'azione militare non riuscirebbe a centrare gli obiettivi americani con l'Iran. In ogni caso Emirati Arabi Uniti, il Qatar e l'Arabia Saudita avrebbero posizioni diverse sul tipo di accordo diplomatico che gli Stati Uniti dovrebbero perseguire con l'Iran.
Rubio: “Lievi progressi nei colloqui di pace”
In giornata, a margine del vertice dei ministri degli Esteri della Nato in Svezia, il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva dichiarato: "Restiamo in attesa di notizie su colloqui attualmente in corso. Si sono registrati alcuni lievi progressi. Non voglio esagerare, ma c'è stato un leggero miglioramento e questo è positivo. I principi fondamentali rimangono gli stessi: l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari”.
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