I quattro Paesi europei hanno presentato una dichiarazione congiunta in cui ricordano che "le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d'appalto per costruire" nei territori occupati da Israele. Nel testo, si parla di "conseguenze legali e reputazionali"
In una dichiarazione congiunta sulla situazione in Cisgiordania, Italia, Regno Unito, Francia e Germania hanno ricordato alle aziende "le conseguenze" derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, definiti "illegali".
"Le aziende non dovrebbero partecipare alle gare d'appalto"
"Il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. I progetti di costruzione nell'area E1 non faranno eccezione" e "le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d'appalto per costruire nelle colonie". È quanto si legge in una dichiarazione congiunta di Italia, Regno Unito, Francia e Germania sulla situazione in Cisgiordania. Le aziende "dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, incluso il rischio di essere coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale", hanno sottolineato.