Cisgiordania, Meloni: "Condanniamo violenze dei coloni e insediamenti israeliani"

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Le parole della premier arrivano dopo una dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Italia, Francia e Germania che chiedono "al governo israeliano di porre fine all'espansione" degli insediamenti. I quattro Paesi europei hanno ricordato che "le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d'appalto per costruire" nei territori occupati da Israele. Nel testo, si parla di "conseguenze legali e reputazionali"

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Ferma condanna delle violenze dei coloni e degli insediamenti israeliani in Cisgiordania da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier, nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro d'Irlanda Micheál Martin, ha parlato dei punti fermi condivisi tra Italia e Irlanda “sulla situazione a Gaza e in Cisgiordania, fermo restando il diritto alla sicurezza di Israele: la soluzione dei due Stati come unica pace giusta e duratura possibile, l'importanza di assicurare l'assistenza umanitaria la popolazione civile, la condanna delle violenze dei coloni e delle attività di insediamento israeliane".

Leader Gb, Italia, Francia e Germania a Israele: "Stop a insediamenti"

Le parole della premier, al termine dell’incontro con il leader irlandese Micheál Martin, arrivano dopo una dichiarazione congiunta sulla situazione in Cisgiordania da parte di Italia, Regno Unito, Francia e Germania. I quattro Paesi hanno ricordato alle aziende "le conseguenze" derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, definiti "illegali". Come si legge nella dichiarazione, "il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. I progetti di costruzione nell'area E1 non faranno eccezione" e "le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d'appalto per costruire nelle colonie". Le aziende, hanno sottolineato Roma, Londra, Parigi e Berlino, "dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, incluso il rischio di essere coinvolte in gravi violazioni del diritto internazionale".

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Monito firmato anche da Canada, Australia e Nuova Zelanda 

Dopo la dichiarazione di Italia, Regno Unito, Francia e Germania, anche Canada, Australia e Nuova Zelanda hanno firmato il comunicato congiunto di condanna dell'espansione degli insediamenti in Cisgiordania: lo si legge nelle versioni della dichiarazione pubblicate dal governo britannico e da quello canadese. In un terzo momento si sono uniti anche i leader di Norvegia e Paesi Bassi, secondo la versione del comunicato aggiornata sul sito di Downing Street.

Olanda vieta l'import dei prodotti degli insediamenti israeliani

L'Olanda, dal canto suo, ha deciso anche di vietare l'import dei prodotti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Lo ha annunciato su X il ministro del Commercio dei Paesi Bassi, Sjoerd Sjoerdsma. "Lanciamo così un segnale forte a Israele. I Paesi Bassi non intendono contribuire al mantenimento di tale situazione illegale. La Corte internazionale di giustizia ha stabilito che l'occupazione israeliana è illegale e che è in atto l'annessione di ampie zone della Cisgiordania. Questa situazione deve cessare. Ecco perché stiamo adottando queste misure e continuiamo a esortare l'Europa a fare altrettanto".

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