Attacchi israeliani su Beirut e altre località del Libano hanno causato centinaia di morti e feriti. La Casa Bianca: "Il Libano non fa parte dell'accordo di cessate il fuoco". L'Iran minaccia: "L'ingresso di qualsiasi velivolo americano o sionista nei cieli del Paese sarà considerato una violazione del cessate il fuoco". Per Trump l'accordo è una "vittoria totale e completa". Il vicepresidente Vance parla però di "tregua fragile". Negoziati al via sabato in Pakistan
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Continua a salire il bilancio delle vittime dei raid israliani in Libano. Secondo fonti della Protezione civile del Paese, almeno 254 persone sono rimaste uccise e 1165 ferite. Il numero più alto delle vittime si registra a Beirut con 92 morti e 742 feriti, secondo quanto riporta Al Jazeera, con altri 61 morti e 200 feriti nella periferia meridionale della città.
In seguito agli attacchi in Libano il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto nuovamente: lo scrive la agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, su X.
L'Iran minaccia: "L'ingresso di qualsiasi velivolo americano o sionista nei cieli del Paese sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e verrà data una risposta decisiva".
Steve Witkoff, Jared Kushner, guidati dal vice presidente JD Vance saranno a Islamabad da sabato per colloqui con l'Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con la stampa.
"Siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una pace a lungo termine con l'Iran" ha dichiarato Trump (I PUNTI DEL PIANO). Gli Stati Uniti hanno ottenuto una "vittoria totale e completa" con l'accordo di cessate il fuoco, ha detto poi Trump, parlando di una "vittoria totale e completa. Al 100%. Non c'è alcun dubbio". Il vicepresidente Usa J.D. Vance parla però di "tregua fragile".
Gli approfondimenti:
- Carburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
- Petrolio e missili: perché Russia e Cina si rafforzano e l’Ucraina rischia
- Guerra Iran, chi vince e chi perde in economia a causa del conflitto
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Stretto di Hormuz chiuso, quali Paesi lo usano di più per acquistare gas e petrolio? DATI
Nonostante la maggiore autosufficienza energetica acquisita negli ultimi anni, gli Stati Uniti continuano a importare 23 miliardi di dollari in gas e petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz chiuso dall'Iran. A pagare il conto più salato è tuttavia l'Asia, a partire da Cina e India che "usano" il tratto di mare per quasi 200 miliardi. Di questo si è parlato a Numeri, l’approfondimento di Sky TG24.
Stretto Hormuz, quali Paesi lo usano di più per gas e petrolio?
Vai al contenutoMacron sente Aoun: 'I raid israeliani in Libano minacciano la tregua'
"Ho appena parlato con il Presidente libanese Joseph Aoun e il Primo Ministro Nawaf Salam. Ho espresso loro la piena solidarietà della Francia di fronte agli attacchi indiscriminati israeliani di oggi in Libano, che hanno causato numerose vittime civili. Li condanniamo con la massima fermezza": lo afferma in un messaggio pubblicato in serata su X il presidente francese, Emmanuel Macron. "Questi attacchi - avverte Macron - minacciano direttamente la sostenibilità del cessate il fuoco recentemente concluso. Il Libano deve assolutamente rimanerne parte. Ho ribadito la necessità di preservare l'integrità territoriale del Libano e la determinazione della Francia a sostenere gli sforzi delle autorità libanesi per difendere la sovranità del Paese e attuare il piano di disarmo di Hezbollah".
Sale a 182 il bilancio provvisorio dei morti in Libano
Gli attacchi israeliani sul Libano hanno fatto oggi 182 morti e 890 feriti.Il bilancio del ministero della Sanità libanese, diffuso in serata, è ancora provvisorio.
Dal bluff CIA alle forze speciali, così è stato salvato il pilota Usa abbattuto in Iran
Gli Stati Uniti, dopo due giorni di ricerche e operazioni, sono riusciti a salvare il pilota che era ancora disperso in Iran a seguito dell’abbattimento venerdì dell’F-15E su cui stava viaggiando. "LO ABBIAMO RECUPERATO!”, è stato l’annuncio arrivato da Donald Trump nelle prime ore italiane di Pasqua: “Miei concittadini americani, nelle ultime ore le Forze Armate degli Stati Uniti hanno portato a termine una delle più audaci operazioni di ricerca e salvataggio nella storia degli Usa, in favore di uno dei nostri incredibili Ufficiali di equipaggio - che è anche un Colonnello di grande prestigio - e che sono entusiasta di potervi annunciare essere ora SANO E SALVO!".
Dal bluff CIA al blitz, il recupero del pilota Usa abbattuto in Iran
Vai al contenutoDa “aprite Hormuz, bastardi” a “un’intera civiltà morirà”, i controversi messaggi di Trump
La guerra in Iran, scoppiata il 28 febbraio e interrotta da una tregua concordata nella notte italiana tra il 7 e l’8 aprile, è stata scandita non solo dalle operazioni militari ma da una ridda di dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Tump. Dalle minacce a Teheran fino agli attacchi alla NATO e ai suoi membri, sono molte le esternazioni dell’attuale inquilino della Casa Bianca che hanno fatto discutere nelle ultime settimane.
Guerra in Iran, tutte le dichiarazioni controverse di Donald Trump
Vai al contenutoMacron sente Trump e Pezeshkian: "Tregua includere il Libano"
Il cessate il fuoco in Medio Oriente deve includere il Libano per essere ''credibile e duraturo'': è il monito lanciato dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di due distinti colloqui telefonici con il presidente Usa, Donald Trump e con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian.
Guerra Iran-Usa, le foto che raccontano il conflitto in Medio Oriente
Il conflitto tra Iran, Usa e Israele è iniziato il 28 febbraio 2026. Una guerra che ha presto coinvolto l'intero Golfo Persico. L’attacco delle forze statunitensi e israeliane contro Teheran è iniziato dopo settimane di infruttuose trattative sul programma nucleare iraniano. Nel primo giorno di guerra, la Guida suprema Ali Khamenei è stata uccisa. Colpiti dall'Iran Arabia Saudita, Emirati Arabi, Qatar mentre è stato chiuso lo stretto di Hormuz. Ecco alcuni scatti che hanno segnato la guerra fino a oggi.
Guerra Iran-Usa, le foto che raccontano il conflitto in Medio Oriente
Vai al contenutoNato, Wsj: "Trump pensa a un piano per punire gli alleati"
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta pensando a un piano per punire alcuni membri dell'alleanza Nato che, secondo lui, si sono dimostrati poco collaborativi verso gli Stati Uniti e Israele durante la guerra con l'Iran. Lo riporta il 'Wall Street Journal', che cita fonti dell'amministrazione americana. La proposta prevederebbe lo spostamento dei soldati statunitensi fuori dai Paesi membri della Nato considerati poco utili allo sforzo bellico contro l'Iran, per trasferirli in Paesi che hanno sostenuto la campagna militare di Trump. La proposta sarebbe, però, molto al di sotto delle recenti minacce del Presidente di ritirare completamente gli Stati Uniti dall'alleanza, cosa che per legge non potrebbe fare senza l'autorizzazione del Congresso.Il piano, aggiunge il quotidiano finanziario, è ancora alla fase iniziale, ma mette in luce la frattura tra Washington e gli alleati, aggravata dalla crisi in Medio Oriente.
Il Libano decreta per domani una giornata di lutto nazionale
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha decretato per domani, giovedì 9 aprile, "una giornata di lutto nazionale in omaggio ai martiri e ai feriti degli attacchi israeliani che hanno colpito centinaia di civili". Lo comunica l'ufficio del premier citato dal quotidiano libanese L'Orient Le Jour. Salam "continua a mantenere i contatti con i fratelli arabi e i leader internazionali al fine di porre fine alla macchina da guerra israeliana", conclude la nota.
Vance: 'Sta all'Iran decidere se far saltare la tregua per il Libano'
Sta all'Iran decidere "se far saltare" la tregua a causa del Libano. Il vicepresidente americano JD Vance ha detto a Teheran di "fare il passo successivo" verso la pace, altrimenti gli Stati Uniti valuteranno "molte opzioni" per tornare in guerra. "Credo che il presidente Trump abbia ottenuto un buon accordo per il popolo americano. Ma fondamentalmente, gli iraniani devono fare il passo successivo, altrimenti il ;;presidente ha a disposizione molte opzioni per tornare in guerra", ha aggiunto Vance.
Iran-Usa, tutte le reazioni dopo l’accordo sul cessate il fuoco di due settimane
Quando mancava circa un’ora alla scadenza dell’ultimatum imposto da Donald Trump, gli Stati Uniti e l’Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane. Il presidente Usa ha precisato che lo stop vale "a condizione che l'Iran acconsenta all'apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz". Nei prossimi giorni il primo round di trattative per la pace a Islamabad. Ecco le principali reazioni internazionali.
Iran-Usa, le reazioni dopo accordo sul cessate il fuoco di 2 settimane
Vai al contenutoVance: "Accordo non include il Libano"
Il vicepresidente statunitense JD Vance ha commentato le accuse provenienti dall'Iran riguardo a una "violazione dell'accordo di cessate il fuoco", affermando che "gli iraniani pensavano che l'accordo includesse il Libano, ma non è così".Vance ha aggiunto che "gli israeliani si sono offerti" di rallentare o fermare gli attacchi in Libano e ha dichiarato che "stanno cercando di aiutarci a raggiungere un accordo nei negoziati con l'Iran".Vance ha avvertito che "gli iraniani devono sedersi seriamente al tavolo delle trattative. Se violano l'accordo, ne subiranno gravi conseguenze".
Macron accoglie all’Eliseo francesi liberati in Iran. VIDEO
Nato, al via incontro a porte chiuse Trump-Rutte
E' cominciato da qualche minuto, nello Studio Ovale e a porte chiuse, l'incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Segretario generale della Nato Mark Rutte. Il bilaterale arriva in un momento di tensione tra gli Usa e l'alleanza atlantica. Trump ha accusato gli alleati di non averlo appoggiato nella crisi con l'Iran, che riguardava anche la chiusura dello Stretto di Hormuz
Sanchez, Libano deve far parte del cessate il fuoco
"Proprio oggi, Netanyahu lancia il suo attacco più duro contro il Libano da quando è iniziata l'offensiva. Il suo disprezzo per la vita e il diritto internazionale è intollerabile. E' ora di parlare chiaro: il Libano deve far parte del cessate il fuoco. La comunità internazionale deve condannare questa nuova violazione del diritto internazionale. L'Unione Europea deve sospendere il suo Accordo di Associazione con Israele. E non deve esserci impunità di fronte a questi atti criminali". Lo scrive il premier spagnolo Pedro Sanchez.
Libano, Onu: "Portata morte e distruzione è orribile, massacro ore dopo l'annuncio della tregua"
"La portata della morte e della distruzione oggi in Libano è assolutamente orribile. Un tale massacro poche ore dopo l'accordo per un cessate il fuoco con l'Iran, sfida l'incredibile. Pone un'enorme pressione una fragile pace di cui hanno così disperatamente bisogno i civili". Così l'Alto commissario Onu per i diritti umani chiede alla comunità internazionale di mobilitarsi per fermare questo "incubo".
La Cina ha avuto un ruolo nell'accordo tra Iran e Usa? Cosa sappiamo
Secondo agenzie di stampa ma anche secondo una ricostruzione fatta dal “New York Times”, Pechino avrebbe cercato di operare prima attraverso intermediari ma in seguito si sarebbe esposta attraverso contatti diretti con il governo iraniano al fine di facilitare una prima intesa con gli Usa.
La Cina ha avuto un ruolo nell'accordo tra Iran e Usa? Cosa sappiamo
Vai al contenutoNetanyahu: "Abbiamo cambiato il volto del Medio Oriente". VIDEO
Netanyahu: "Cessate il fuoco è tappa verso nostri obiettivi". VIDEO
Casa Bianca: "Introiti Usa per Hormuz? Ne discuteremo nelle prossime due settimane"
Donald Trump ha "proposto" l'idea che gli Usa debba avere un qualche introito dallo stretto di Hormuz e della cosa se ne discuterà nelle prossime due settimane di negoziati. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. "E' qualcosa che continuerà ad essere discussa nel corso delle prossime due settimane, ma la priorità immediata del presidente è riaprire lo stretto senza alcuna limitazione, che sia in forma di pedaggio o altro", ha detto la portavoce.
Ghalibaf: "Violato l'accordo, così tregua e colloqui irragionevoli"
Tre dei dieci punti proposti da Teheran per un accordo di tregua con gli Usa e definiti da Donald Trump come "una buona base di negoziazione" sono stati "apertamente e chiaramente violati": lo sottolinea in una nota il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, capo negoziatore degli ayatollah, avvertendo che "in questa situazione una tregue bilaterale e i colloqui sono irragionevoli". Nella nota, Ghalibaf punta il dito, tra l'altro, sulla "violazione" del punto che "includeva anche il Libano" nella tregua.
Il petrolio chiude in picchiata a New York a 94,41 dollari
Il petrolio chiude in picchiata a New York, dove le quotazioni perdono il 16,41% a 94,41 dollari al barile.
Israele: "Voli aeroporto Tel Aviv riprenderanno a mezzanotte"
Israele ha annunciato che i voli dall'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv riprenderanno a mezzanotte, in seguito all'accordo di cessate il fuoco.Un avviso è stato diramato alle compagnie aeree straniere, ha dichiarato il Ministero dei Trasporti in un comunicato, riportato dal 'Times of Israel'.I voli riprenderanno anche all'aeroporto di Herzliya domani, mentre la compagnia Ramon di Eilat riprenderà le operazioni domenica.La ripresa delle attività presso l'aeroporto di Haifa è ancora in fase di valutazione.
Israele: 'Da domani riaprono i luoghi santi di Gerusalemme'
La polizia israeliana ha annunciato che i luoghi santi di Gerusalemme, chiusi a causa delle misure di sicurezza adottate durante la guerra con l'Iran, riapriranno giovedì. "In seguito alle linee guida aggiornate del Comando del Fronte Interno, a partire da domani mattina, giovedì 9 aprile 2026, i luoghi santi della città di Gerusalemme riapriranno ai visitatori e per la preghiera", ha annunciato la polizia.
Mezzo Unifil colpito in Libano, Tajani: "Israele chiarisca". Crosetto: "Intervenga Onu"
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito alla Camera sui principali dossier internazionali, con focus sul Medio Oriente. Al centro, l’incidente che ha coinvolto un mezzo italiano dell’Unifil in Libano, danneggiato da colpi di avvertimento israeliani. Roma annuncia una richiesta formale di chiarimenti.
Raid su Unifil , Tajani: Israele chiarisca. Crosetto: intervenga Onu
Vai al contenutoTajani all'ambasciatore di Israele: "I soldati italiani non si toccano"
"La tregua è molto fragile e bisogna rafforzarla. Israele ha sbagliato ad attaccare il Libano, anche perché nell'attacco è stato coinvolto anche il contingente italiano dell'Unifil: un colpo ha raggiunto un mezzo militare del nostro Paese e questo è inaccettabile. Per questo ho fatto convocare l'ambasciatore di Israele per protestare". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Cinque Minuti su Rai1. "I soldati italiani non si toccano, lo abbiamo detto all'ambasciatore", ha aggiunto.
Casa Bianca: "Il primo piano in 10 punti di Teheran nella spazzatura, poi arrivato un altro più ragionevole"
Il "piano in 10 punti originariamente" presentato dall'Iran "è stato buttato nella spazzatura dal presidente Trump e il suo team" come completamente "non serio e inaccettabile", anche se "molti di voi in questa stanza hanno falsamente" hanno riporato che sarebbe stato definito "accettabile" da Washington. Così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, è tornata ad attaccare i media americani per "i molti articoli inaccurati sui negoziati" che hanno portato all'accordo.
La portavoce ha poi aggiunto che con l'avanzare della distruzione in Iran, "il regime ha riconosciuto la realtà" ed ha presentato "un più ragionevole e completamente diverso" piano a Trump e al suo team che hanno "determinato che questo piano modificato" poteva essere "una base di lavoro" per i negoziati. "E' assurda l'idea che Trump abbia accettato una lista dei desideri dell'Iran" ha poi concluso, lanciando un monito ai media di non pubblicare notizie false, tenendo conto che "quello che gli iraniani dicono in pubblico è diverso da quello che ci dicono in privato".
Guerra Libano, da Israele raid più violenti dall'inizio del conflitto. Iran: "Li puniremo"
Secondo il ministero della salute libanese, decine di persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite negli attacchi arrivati dopo l'annuncio del cessate il fuoco con l'Iran. Colpito anche un cimitero dove si celebrava un funerale. Il ministro della Difesa israeliano Katz: "Attacco a sorpresa contro centinaia di terroristi di Hezbollah". Il premier libanese chiede aiuto per fermare i bombardamenti.
Libano, da Israele raid più violenti da marzo. Iran: 'Li puniremo'
Vai al contenutoGiornalista di Al Jazeera morto a Gaza, ucciso da un drone israeliano
Mohammed Wishah è stato colpito mentre guidava sulla strada principale di Gaza City. A riferirlo è la stessa emittente tv che ha sottolineato come, dall'inizio della guerra nell'ottobre 2023, il numero di reporter palestinesi uccisi nel conflitto sia salito a 262.
Giornalista di Al Jazeera morto a Gaza, ucciso da un drone israeliano
Vai al contenutoUe e alleati chiedono ad Israele una tregua in Libano. VIDEO
Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso: meno transiti di ieri. VIDEO
Casa Bianca: "Inviati di Trump sabato a Islamabad per colloqui con l'Iran"
Steve Witkoff, Jared Kushner, guidati dal vice presidente Jd Vance saranno a Islamabad da sabato per colloqui con l'Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con la stampa.
Libano, Protezione civile: almeno 254 morti e 1165 feriti
Continua a salire il bilancio delle vittime dei raid israliani in Libano. Secondo fonti della Protezione civile del Paese, almeno 254 persone sono rimaste uccise e 1165 ferite. Il numero più alto delle vittime si registra a Beirut con 92 morti e 742 feriti, secondo quanto riporta Al Jazeera, con altri 61 morti e 200 feriti nella periferia meridionale della città.
Iran, Netanyahu: "Oggi è un Paese debole"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha elogiato i legami tra Stati Uniti e Israele durante una conferenza stampa a Gerusalemme. "L'Iran oggi è un Paese debole, più che in qualsiasi altro momento precedente", ha affermato Netanyahu. "Il cessate il fuoco è entrato in vigore in pieno coordinamento con Israele. Non si tratta della fine della campagna, ma di una tappa verso il raggiungimento di tutti i nostri obiettivi. Li raggiungeremo, o tramite l'accordo, o con la ripresa dei combattimenti. Israele ha ottenuto risultati eccezionali. E siamo pronti a riprendere" i combattimenti "in qualsiasi momento". Lo ha detto aggiunto Netanyahu in una dichiarazione video.
Sky Cube 08/04 - Iran, cosa può succedere dopo la tregua?
Trump estende di due settimane l'ultimatum all'Iran a condizione della riapertura dello Stretto di Hormuz. I negoziati al via venerdì. Partiamo da qui allo Sky Cube con Stefania Pinna e il vicedirettore di Sky TG24 Michele Cagiano.
Meloni: "Irresponsabile colpire Unifil, Israele si fermi in Libano"
La premier Giorgia Meloni "esprime la sua ferma condanna per quanto accaduto oggi nel sud del Libano dove un convoglio italiano appartenente a Unifil, e chiaramente individuabile come tale, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell'esercito israeliano". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi in cui si afferma che è "del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell'Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite". Gli attacchi israeliani in Libano, "che hanno già provocato troppi morti e un'inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente".
"Attacco mirato a Gaza", ucciso da drone israeliano un reporter di Al Jazeera
Il corrispondente di Al Jazeera Mohammed Wishah è stato ucciso da un attacco di droni israeliani a Gaza. Lo riporta l'emittente televisiva del Qatar, aggiungendo che verranno forniti ulteriori dettagli a breve. Wishah "è stato preso di mira e brutalmente ucciso mentre guidava sulla strada principale di Gaza City", riferisce un giornalista dell'emittente da Gaza city, aggiungendo che con la sua uccisione il numero di giornalisti palestinesi uccisi da Israele dall'inizio della guerra nell'ottobre 2023 è salito a 262.
Israele: "Nulla è ancora finito, posizioni Usa e Iran ancora lontane"
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha dichiarato mercoledì che "nulla è ancora finito" dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Washington e Teheran, giudicando le loro posizioni ancora molto distanti. "Non vedo come sia possibile avvicinare le posizioni degli Stati Uniti e dell'Iran", ha detto alla tv israeliana Canale 11.
Teheran: "Le navi che passano a Hormuz senza ok saranno colpite e distrutte"
"Qualsiasi nave che cercherà" di passare attraverso lo Stretto di Hormuz senza l'autorizzazione dei Pasdaran sarà "colpita e distrutta". E' il messaggio che la Marina dei Guardiani della rivoluzione sta facendo circolare per avvertire le imbarcazioni che si trovano nella zona e dopo aver fatto sapere che lo Stretto è chiuso in reazione alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele. "Attenzione a tutte le imbarcazioni nel Golfo Persico e nel Mar d'Oman. Questa è la stazione navale della Marina dei Guardiani della rivoluzione - recita il messaggio - Il transito nello Stretto di Hormuz rimane chiuso e avete bisogno del permesso dei Pasdaran prima di navigare attraverso lo stretto. Qualsiasi imbarcazione che tenti di viaggiare in mare sarà presa di mira e distrutta".
Hezbollah: "Nostro diritto rispondere all'aggressione israeliana"
In un comunicato, Hezbollah ha dichiarato di avere il "diritto naturale e legale di resistere all'occupazione e rispondere alla sua aggressione", in riferimento all'ondata di raid israeliani sferrati su tutto il Libano. "Il sangue dei martiri e dei feriti non sarà versato invano", si legge nella nota.
Guerra in Iran, quali sono i punti della proposta di pace con gli Usa
Stati Uniti e Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane, con l’obiettivo di trattare per arrivare a una conclusione definitiva della guerra scoppiata il 28 febbraio. Donald Trump ha detto che si tratta di “una grande giornata per la pace mondiale! L'Iran la vuole, ne ha abbastanza! E così anche tutti gli altri!”, mentre il ministro degli Esteri di Teheran ha fatto sapere che Washington ha accettato l’impalcatura dei 10 punti proposti dall’Iran come base per i negoziati e che in cambio il regime sta prendendo in considerazione i 15 punti proposti dagli Stati Uniti. Il Libano invece non fa parte dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha riferito Axios, citando la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
Guerra in Iran, quali sono i punti della proposta di pace con gli Usa
Vai al contenutoLibano, il bilancio dei raid di Israele sale a 112 morti e 837 feriti
Sale il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani di oggi in Libano, con almeno 112 morti e 837 feriti. Lo ha annunciato il ministero della Sanità libanese.
Pezeshkian al Pakistan: "Hormuz dipende dallo stop agli attacchi"
"Garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz dipende dalla completa cessazione degli attacchi". Lo ha affermato il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un colloquio telefonico con il premier pakistano, Shehbaz Sharif. Pezeshkian ha sottolineato a Sharif la necessità che i Paesi della regione e del mondo esercitino pressioni sugli aggressori per impedire il ripetersi di tali aggressioni. Pezeshkian ha sottolineato che l'approccio responsabile di Teheran e' subordinato al rispetto effettivo degli impegni da parte delle parti coinvolte. Pezeshkian ha condannato le violazioni che hanno preso di mira le isole di Lavan e Siri e ha sottolineato che Teheran risponderà con fermezza a qualsiasi aggressione. Pezeshkian ha confermato che il piano in 10 punti rappresenta un quadro di riferimento per porre fine alla guerra e include un cessate il fuoco in Libano.
L'Onu condanna gli attacchi di Israele al Libano
L'Onu "condanna in modo fermo gli attacchi israeliani in tutto il Libano" che hanno provocato numerose vittime. Lo ha detto viceportavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. "L'Onu condanna fermamente la perdita di vite civili", ha aggiunto, esortando le parti a cogliere "l'opportunità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran" per prevenire ulteriori decessi.
Libano, bombardamenti su Tiro e Beirut
Dopo l'intesa per il cessate il fuoco di due settimane tra Usa e Iran, Israele ha interrotto gli attacchi verso Teheran, ma continua a bombardare il Libano. In seguito a una serie di massicci raid israeliani, i più violenti dall'inizio della guerra, spesse colonne di fumo nero hanno avvolto Beirut e Tiro seminando distruzione e morte. Il ministro della Salute libanese ha riferito di "centinaia di vittime".
Wsj: "Iran, partecipazione a negoziati dipende da cessate il fuoco in Libano"
L'Iran mette in guardia: la partecipazione di Teheran ai colloqui di venerdì di Islamabad dipende da un cessate il fuoco in Libano. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando anche che potrebbe revocare l'apertura dello Stretto di Hormuz.
Media, l'inviato Onu per il Medio Oriente è arrivato in Iran
L'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il conflitto in Medio Oriente è arrivato in Iran. Lo scrive la Bbc. Le Nazioni Unite affermano che Jean Arnault intende ascoltare, durante questo viaggio, le opinioni dei funzionari iraniani sul percorso da seguire per la pace.
Kallas: "La tregua Iran-Usa un sollievo ma permane l'incertezza"
"L'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è un sollievo, ma nella regione permane l'incertezza. A Riyadh ho incontrato il ministro degli Esteri saudita e il segretario generale del Consiglio del Golfo per discutere di come passare dalla tregua di due settimane a una pace più duratura. Abbiamo anche affrontato questioni regionali più ampie". Lo afferma l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas. "Questa crisi ha dimostrato la necessità di un partenariato più forte tra l'Ue e il Golfo, anche in materia di cooperazione in materia di sicurezza e difesa, che possa rafforzare entrambe le parti".
Libano: 89 morti e 722 feriti in raid Israele
Sono 89 i morti e 722 i feriti causati dagli attacchi israeliani in Libano. Lo dice il ministro della Salute libanese.
Axios: "Trump non si è opposto con Netanyahu a continuare contro Hezbollah"
Nel corso della telefonata avuta ieri sera con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Donald Trump non ha espresso opposizione alla prosecuzione della lotta contro Hezbollah. Lo riporta Axios citando fonti americane.
Erdogan a Trump: "Dopo la tregua raggiungere la pace permanente"
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha discusso del cessate il fuoco annunciato in Iran con l'omologo americano Donald Trump e ha affermato che l'opportunità della tregua temporanea "deve essere sfruttata al meglio per raggiungere un accordo di pace permanente", ribadendo che il processo non dovrebbe essere sabotato. "Il sostegno della Turchia agli sforzi per la soluzione, condotti insieme ai Paesi amici e fratelli, in particolare il Pakistan, continuerà ad aumentare", ha aggiunto Erdogan, come riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara.
Iran: "Attacco droni a impianti petroliferi e centrali Kuwait"
Il ministero degli Interni del Kuwait segnala "gravi danni materiali" a diverse strutture vitali della Kuwait Petroleum Corporation e del ministero dell'Energia e delle risorse idriche a causa di un attacco di droni iraniani. Lo riportano diversi media arabi. Il ministero ha affermato che gli incendi sono scoppiati in alcuni dei siti attaccati, tra cui impianti petroliferi, tre centrali elettriche e impianti di desalinizzazione dell'acqua. Anche Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno segnalato attacchi nonostante Stati Uniti e Iran abbiano annunciato un cessate il fuoco per due settimane.
Casa Bianca, piano in 10 punti pubblicato da Iran non è quello in discussione
Il piano in dieci punti pubblicato dall'Iran non è quello attualmente in discussione con gli Stati Uniti. Lo afferma la Casa Bianca.
Qatar: "Necessario che Iran rinunci a ogni atto e pratica ostile"
Il ministero degli Esteri del Qatar, accogliendo "con favore" l'accordo di cessate il fuoco tra Usa e Iran, afferma la necessità che questo sia "rispettato pienamente" "per garantire il consolidamento della calma e creare condizioni favorevoli al dialogo". "L'Iran deve arrestare immediatamente ogni atto e pratica ostile che mini la stabilità regionale e rispetti la sovranità degli Stati, al fine di garantire che tali violazioni non si ripetano". Va inoltre garantita "la sicurezza delle rotte marittime, la libertà di navigazione e il commercio internazionale, in conformità con il diritto internazionale, elementi che contribuiscono al mantenimento della stabilità regionale e delle catene di approvvigionamento globali". L'intesa, afferma il Qatar, rappresenta "un primo passo verso la de-escalation". Il ministero degli Esteri esprime "la gratitudine dello Stato del Qatar alla Repubblica Islamica del Pakistan per i suoi sforzi... nonché quelli di tutte le parti coinvolte nella mediazione e nei buoni uffici che hanno portato alla conclusione del cessate il fuoco". Ribadisce, infine, il "sostegno incondizionato del Qatar a tutti gli sforzi diplomatici e alle iniziative di pace", a beneficio "della regione e del mondo".
Il Cairo: "Ora Israele cessi gli attacchi in Libano"
Alla luce del cessate il fuoco tra Usa e Iran, il Cairo sottolinea che "la situazione in Libano rimane critica" e che l'annuncio di cessazione delle operazioni militari "deve tradursi in un'immediata cessazione dei ripetuti attacchi di Israele contro il Libano, in modo da preservarne la sovranità, l'unità e l'integrità territoriale, e in conformità con la Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, creando così le condizioni necessarie per il ritorno sicuro e dignitoso degli sfollati alle proprie case". L'Egitto "ribadisce il suo pieno sostegno e la sua solidarietà al fraterno Libano, al suo governo e al suo popolo in questo delicato periodo, che rafforzerà la sua capacità di superare le sfide attuali e consolidare la sicurezza e la stabilità".
Netanyahu convoca gabinetto sicurezza su cessate fuoco
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu convocherà una riunione del gabinetto di sicurezza in serata, alle ore 20,30 italiane, per discutere gli sviluppi del cessate il fuoco in Iran. Lo dice un funzionario israeliano.
Trump: "Presto i colloqui con l'Iran, Vance forse non ci sarà per motivi di sicurezza"
In un'intervista esclusiva al New York Post, il presidente Usa Donald Trump ha confermato che i colloqui di pace con l'Iran in Pakistan si terranno "molto presto". Trump ha dichiarato che "ci saranno Jared Kushner e Steve Witkoff", mentre è in dubbio la partecipazione del vicepresidente Vance. "J.D è in forse. C'è una questione di sicurezza, di protezione", ha aggiunto.
Casa Bianca: "Il Libano non fa parte dell'accordo per il cessate il fuoco"
Il Libano non fa parte dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha riferito mercoledì Axios, citando la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt
Media Iran, bloccato transito a Hormuz dopo i raid in Libano
Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano. Lo scrive la agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, su X.
Pakistan: "Sia rispettata la tregua, violazioni minano la pace"
Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che "tutte le parti devono esercitare moderazione e rispettare il cessate il fuoco" di due settimane tra Usa e Iran. "Sono state segnalate violazioni del cessate il fuoco in alcuni punti della zona di conflitto, che minano lo spirito del processo di pace", ha dichiarato Sharif.
Libano, Tajani: "Israele chiarisca su mezzo italiano Unifil colpito"
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito alla Camera sui principali dossier internazionali, con focus sul Medio Oriente. Al centro, l’incidente che ha coinvolto un mezzo italiano dell’Unifil in Libano, danneggiato da colpi di avvertimento israeliani. Roma annuncia una richiesta formale di chiarimenti.
Libano, Tajani: 'Israele chiarisca su mezzo italiano Unifil colpito'
Vai al contenutoIran: "Discusso con Pakistan violazione cessate fuoco Israele"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso delle "violazioni israeliane del cessate il fuoco in Iran e Libano" in una telefonata con il capo dell'esercito pakistano, il generale Asim Munir. In una lettura dei discorsi rilasciati da Araghchi su Telegram, Araghchi ha anche affermato di esprimere apprezzamento per gli "sforzi efficaci del Pakistan per porre fine alla guerra e rafforzare la pace e la sicurezza nella regione".
Crosetto: "Ferma protesta per attacco a mezzo Unifil"
"Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di Unifil in Libano meridionale". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Solo lievi danni ai veicoli non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell'esercito israeliano" sottolinea il ministro che aggiunge: "La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell'Onu non puo' essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione".
Media Iran: "Teheran valuta la possibilità di riprendere raid contro Israele"
L'Iran sta valutando la possibilità di riprendere gli attacchi contro Israele in risposta a quelle che considera "violazioni del cessate il fuoco temporaneo in Libano": lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando un funzionario iraniano. Lo riporta Al Jazeera.
Media Iran: "Abbattuto un drone israeliano nel sud del Paese"
Le forze iraniane hanno abbattuto un drone Hermes di fabbricazione israeliana mentre sorvolava la città di Lar, nel sud del Paese. A riferirlo è la televisione di Stato di Teheran, che cita una dichiarazione dei pasdaran. "Pochi minuti fa, un drone Hermes 900 è stato intercettato e distrutto dai sistemi di difesa aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie", si legge nellla dichiarazione riportata dall'emittente Irib. "L'ingresso di qualsiasi velivolo americano o sionista nei cieli del Paese sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e verrà data una risposta decisiva".
Tajani: "Danni a mezzo italiano Unifil da colpi avvertimento Israele, nessun ferito"
"Purtroppo l'appello lanciato dal Presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. C'è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili. Una colonna italiana dell'Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall'Idf. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare". Così Tajani alla Camera.
Katz: "Attacco a sorpresa contro centinaia di membri di Hezbollah"
"Le Forze di Difesa Israeliane hanno effettuato un attacco a sorpresa contro centinaia di terroristi di Hezbollah nei centri di comando in tutto il Libano. Questo è il colpo concentrato più duro che Hezbollah abbia subito dall'Operazione Beepers". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, riferendosi all'operazione del 2024 che utilizzò cercapersone esplosivi. Lo riporta il Times of Israel. Katz ha aggiunto che il leader di Hezbollah, Naim Qassem, era stato avvertito che "Hezbollah avrebbe pagato un prezzo molto alto per aver attaccato Israele e che anche per lui arriverà il momento di pagare".
Vance: "Deluso da leader Ue ma non da Meloni e Orban"
JD Vance si è detto "deluso" dal comportamento dei leader europei di fronte alla crisi ucraina a eccezione di Giorgia Meloni e Viktor Orban. "Sono deluso da gran parte della classe politica europea" ha detto il vicepresidente Usa da Budapest dove è per sostenere il primo ministro uscente in vista del voto di domenica, "perchè non sembra particolarmente interessata a risolvere questo specifico conflitto". "Ma abbiamo ricevuto molto aiuto da alcuni nostri amici" ha aggiunto, citando la Presidente del Consiglio italiana e il primo ministro ungherese.
Tajani: "Israele ritiri la legge sulla pena di morte, disumana e degradante"
"Ho espresso da subito profonda preoccupazione per il disegno di legge che introduce la pena di morte per i prigionieri palestinesi accusati di terrorismo" in Israele. "Un messaggio chiaro e fermo al governo di Israele: la legge deve essere ritirata. E' profondamente discriminatoria, introduce una punizione disumana e degradante, priva di qualsiasi reale effetto deterrente". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time alla Camera. "E' una posizione che è stata ribadita senza equivoci all'ambasciatore israeliano in occasione della convocazione alla Farnesina il 30 marzo scorso, che avevo disposto in segno di protesta per il grave diniego di accesso al Santo Sepolcro al Cardinale Pizzaballa. La vita è un valore assoluto. Nessuno può arrogarsi il diritto di toglierla. Il nostro rifiuto della pena di morte è netto e senza eccezioni, sempre, ovunque", ha sottolineato.
Premier Libano: "Uccisi civili disarmati in raid Israele"
Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, accusato Israele di avere uccideso civili disarmati in Libano e di avere attaccato aree densamente popolate, in particolare nella capitale Beirut. In un post su X, Salam ha scritto: "Pur accogliendo con favore l'accordo tra Iran e Stati Uniti e intensificando i nostri sforzi per raggiungere un cessate il fuoco in Libano, Israele continua ad aumentare i suoi attacchi, che hanno preso di mira quartieri residenziali densamente popolati e causato la morte di civili disarmati in tutto il Libano, in particolare nella capitale Beirut, dimostrando disprezzo per gli sforzi regionali e internazionali volti a porre fine alla guerra, per non parlare dei principi del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, che non ha mai rispettato fin dall'inizio", ha concluso.
Libano: "Decine morti e centinaia di feriti per raid Israele"
Gli attacchi israeliani sul Libano, i più violenti dall'inizio della guerra all'inizio di marzo, hanno provocato "decine di morti e centinaia di feriti". Lo dice il ministero della Salute libanese precisando che si tratta di una valutazione preliminare.
Appello del premier libanese: "Aiutateci a mettere fine agli attacchi"
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha lanciato un appello agli amici del suo Paese affinché contribuiscano a porre fine agli attacchi israeliani, dopo un'ondata di raid mortali in tutto il Paese. In una dichiarazione, Salam ha affermato che, mentre Beirut "accoglie con favore l'accordo tra Iran e Stati Uniti e intensifica i nostri sforzi per raggiungere un accordo di cessate il fuoco in Libano, Israele continua ad intensificare i suoi attacchi". "Tutti gli amici del Libano sono invitati ad aiutarci a fermare questi attacchi con tutti i mezzi disponibili", ha aggiunto.
Raid su funerale nella Valle della Bekaa, almeno 10 morti in Libano
Almeno dieci persone sono state uccise e altre quattro sono rimaste ferite in seguito a raid aerei israeliani che hanno colpito un cimitero nel villaggio di Shmestar, nella Valle della Bekaa, dove era in corso un funerale. Lo ha dichiarato l'agenzia di stampa libanese Nna spiegando che medici e soccorritori sono ancora sul luogo del raid.
Iran: "Israele si fermi in Libano altrimenti ci saranno conseguenze"
L'ambasciatore e rappresentante permanente dell'Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra Ali Bahreini ha affermato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Lo riporta il quotidiano libanese L'Orient Le Jour.
Idf: "Sul Libano 160 bombe, operazione denominata 'oscurità eterna'"
La vasta ondata di raid aerei israeliani contro Hezbollah in tutto il Libano ha visto l'impiego di 50 caccia che hanno sganciato circa 160 bombe su 100 obiettivi in ;;soli 10 minuti. Lo ha detto l'esercito israeliano secondo quanto riporta il Times of Israel. L'ondata di attacchi è stata denominata internamente "Oscurità eterna". L'Idf ha dichiarato di aver bombardato circa 100 centri di comando di Hezbollah e altre infrastrutture militari a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale.
Ft: "L'armageddon per ora annullato, Hormuz il nodo cruciale"
"L'Armageddon è per ora annuallato. La domanda ora è se il cessate il fuoco è un preludio alla fine del conflitto" o solo una pausa prima della ripresa delle ostilità: le trattative che si apriranno dovranno sciogliere molti nodi e lo Stretto di Hormuz è quello centrale. Lo riporta il Financial Times, sottolineando che l'Iran spera di poter imporre una sorta di pedaggio nello Stretto ma è improbabile che gli Stati Uniti e gli alleati arabi accettino.
Madrid convoca l'incaricata affari di Israele per fermo di un militare Unifil
Il ministero degli Esteri spagnolo ha convocato l'incaricata d'affari di Israele in Spagna, Dana Erlich, per protestare per "l'ingiustificabile fermo" di un militare spagnolo appartenente alla missione Unifil dell'Onu, operato ieri da forze israeliane durante un'operazione nel sud del Libano, per poi essere rilasciato in meno di un'ora. Lo riferiscono fonti del ministero degli Esteri, citate dall'emittente pubblica Tve. Il Casco blu spagnolo era stato fermato martedì, dopo il blocco di un convoglio logistico delle Nazioni Unite,che doveva approvvigionare di alimenti il contingente indonesiano Unifil alla frontiera, che era stato fermato nel contesto di crescente tensione, come ha chiarito oggi in dichiarazioni ai media la ministra della Difesa, Margarita Robles Madrid ha reagito formalmente all'incidente per il fermo del militare, rilasciato subito dopo che il governo spagnolo aveva trasmesso la sua "più energica protesta" per "l'ingiustificabile detenzione" e per l'interruzione delle attività della missione Onu sia presso le Nazioni Unite che presso Israele. E, secondo quanto assicurato da Robles, ha ricevuto "garanzie" che coloro che hanno provocato l'incidente saranno sanzionati. L'incaricata d'affari è la più alta diplomatica israeliana in Spagna, dopo il ritiro dell'ambasciatrice avvenuto a seguito del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Madrid, nel maggio 2024. Il ministro degli Esteri. José Manuel Albares, ha già denunciato in precedenza gli attacchi israeliani contro postazioni dell'Onu in Libano, segnalando possibili "crimini di guerra".
Fmi: "Ripresa post-guerra non sara' ne' automatica ne' rapida"
"Quando il conflitto finisce e lascia il posto a una pace duratura la ripresa economica e' possibile, ma non e' ne' automatica ne' rapida". E' quanto si legge in uno dei capitoli del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale. Gli esperti spiegano che nelle zone di conflitto anzi le perdite in termini di produzione economica sono superiori finanche a quelle associate alle crisi finanziarie o alle catastrofi naturali. Dopo il conflitto, spiegano, "in media, la produzione si riprende ma il ritmo della ripresa rimane modesto rispetto alle perdite subite durante la guerra e varia notevolmente da un paese all'altro".
Fmi: "Costi guerra superiori a crisi finanziarie o catastrofi"
L'Fmi fa i conti della guerra e avverte che al termine del conflitto la ripresa non sara' scontata ma dipendera' da molti fattori, in primis una pace duratura. Nel World Economic Outlook, l'istituto di Washington stima che la produzione economica nei paesi teatro di combattimenti diminuisce di circa il 3% all'inizio del conflitto e continua a diminuire per anni, raggiungendo perdite cumulative di circa il 7% entro cinque anni. Sono perdite, aggiungono, che "superano in genere quelle associate alle crisi finanziarie o alle gravi catastrofi naturali". Non solo, ma "le cicatrici economiche persistono anche a distanza di un decennio". Non sono immuni da questi effetti i paesi non coinvolti direttamente in guerra: le economie vicine o i principali partner commerciali del paese in cui si svolge il conflitto ne subiranno le ripercussioni. Le riprese economiche dopo la guerra, spiega l'Fmi, "sono spesso lente e irregolari, e dipendono in modo cruciale dalla durata della pace. Quando la pace e' duratura, la produzione si riprende ma spesso rimane modesta rispetto alle perdite subite in tempo di guerra. Al contrario, nelle economie fragili in cui il conflitto divampa nuovamente, le riprese spesso si arrestano".
Croce Rossa: "Oltre 300 morti e feriti a Beirut per i raid israeliani"
Gli attacchi israeliani hanno causato oltre 300 morti e feriti a Beirut e nella sua periferia meridionale Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah.Lo riferisce ad Al Arabi il capo della Croce Rossa libanese, come riporta Haaretz.Molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, mentre gli ospedali della zona sono sotto forte pressione.Il ministero libanese parla di decine di morti e centinaia di feriti.
A Beirut l'appello a liberare le strade per il passaggio delle ambulanze
Il Ministero della Salute libanese ha lanciato un appello urgente alla popolazione affinché liberi le strade di Beirut per consentire il passaggio delle ambulanze, a seguito di una serie di attacchi israeliani sulla capitale. In una dichiarazione, il Ministero ha affermato di "invitare urgentemente i cittadini a liberare la strada per le ambulanze affinché possano svolgere il loro lavoro". "La congestione del traffico causata dall'ondata senza precedenti di attacchi aerei lanciati dal nemico israeliano sta ostacolando le operazioni di soccorso", si legge nel comunicato.
Penuria di carburanti, il Madagascar dichiara l'emergenza energetica
Il Madagascar ha dichiarato lo stato di emergenza energetica a livello nazionale per due settimane a causa della carenza di carburante causata dalla guerra di Stati Uniti e Israele in Iran: lo rende noto la Bbc. La presidenza ha affermato che la decisione è stata presa dopo la riunione di gabinetto di ieri per timore che la situazione possa portare a disordini pubblici. Il Paese insulare africano, che si affida al petrolio per produrre gran parte della sua elettricità, dipende dalle importazioni di carburante dal Medio Oriente, ed è probabile che le forniture vengano interrotte per qualche tempo nonostante il cessate il fuoco di due settimane annunciato durante la notte. L'anno scorso, la persistente carenza di energia elettrica e acqua portò a proteste guidate dai giovani e sfociate in disordini politici terminati con un colpo di Stato militare. Non è chiaro quali misure intenda esattamente adottare il governo, che però sostiene di avere ora il potere di stabilizzare il settore energetico del Paese, attenuare ulteriori interruzioni, gestire i consumi e garantire la continuità dei servizi pubblici. Finora i prezzi del carburante non sono aumentati ma si sono registrate carenze e code di autisti di ore alle stazioni di servizio. In alcune di queste, secondo quanto riportato dai media locali, dopo l'annuncio dello stato di emergenza si sono scatenati acquisti dettati dal panico perchè i distributori hanno razionato la quantità di carburante acquistabile.
Commissione Ue: "La crisi energetica non sarà comunque di breve durata"
"Non dobbiamo farci illusioni: questa crisi che sta incidendo sui prezzi elevati dell'energia non sarà di breve durata". Lo ha detto una portavoce della Commissione Ue nel corso del briefing con la stampa spiegando che, nonostante il cessate il fuoco, il blocco di Hormuz "ha già avuto un impatto evidente". "Circa l'8,5% del nostro Gnl passa da lì. Per il petrolio, inclusi greggio e prodotti raffinati, si tratta di circa il 7%.", ha ricordato la portavoce.
Mosca: "L'escalation in Libano fa parte dei problemi del Medio Oriente"
L'escalation della violenza in Libano non può essere lasciata "fuori dal contesto" del conflitto nella regione del Medio Oriente. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. La portavoce, citata dall'agenzia Tass, ha commentato gli attacchi ai peacekeeper delle forze delle Nazioni Unite in Libano alla fine di marzo. "Riteniamo che la distruttiva escalation della violenza in Libano non debba rimanere fuori dal contesto della crisi regionale, poiché, in realtà, gli eventi libanesi sono una conseguenza dell'aggressione armata non provocata degli Stati Uniti e di Israele nel Medio Oriente", ha detto Zakharova.
Hegseth: "Iran ci darà uranio arricchito o ce lo prenderemo"
L'Iran consegnera' l'uranio arricchito o gli Stati Uniti se lo prenderanno. E' l'avvertimento lanciato dal vice presidente americano JD Vance durante la sua visita in Ungheria. "L'Iran dara' agli Stati Uniti il suo uranio arricchito o ce lo prenderemo noi", ha affermato.
Hegseth: "Iraniani approfittino di nuova opportunità"
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che vorrebbe "vedere il popolo iraniano approfittare di questa opportunita'", cioe' dell'arrivo del nuovo regime. "Erano stati oppressi dal regime precedente e avranno una nuova opportunita' con questo regime, vedremo", ha detto, rispondendo alla domanda di una giornalista che chiedeva se gli Stati Uniti vogliono ancora che gli iraniani si ribellino, come aveva sostenuto il presidente Donald Trump nelle scorse settimane.
Hegseth: "Usa rimarranno nella regione per garantire apertura di Hormuz"
Pete Hegseth ha affermato che le forze americane rimarranno nella regione durante il cessate il fuoco con l'Iran. "Rimarremo nei paraggi, non andremo da nessuna parte", ha detto il segretario alla Difesa durante un briefing sullìoperazione 'Epic Fury'. Hegseth ha poi spiegato che le forze armate Usa nella regione "garantiranno che l'Iran rispetti questo cessate il fuoco", incluso il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.
Hegseth: "Sappiamo dove si trovano le loro forze militari"
Pete Hegseth, capo della Difesa americana, ha lanciato un avvertimento all'Iran: "Piu' si muove, piu' sposta le proprie forze, piu' le concentra, piu' diventa facilmente individuabile e colpibile per noi in questo momento". "Ricordate - ha aggiunto, rivolto ai giornalisti - siamo in grado di osservare, di vedere, di rilevare. Sappiamo dove si trovano".
Hegseth: "Nuovo regime sa che non avrà mai il nucleare"
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che il "nuovo regime sa che non avra' mai il nucleare o la possibilita' di avviare un percorso per averlo". Una dichiarazione in contrasto con l'affermazione di Teheran, secondo cui nelle proposte di tregua ci sarebbe l'arricchimento dell'uranio.
Iran, Israele: "Non coinvolti in attacchi su raffineria Lavan"
Le forze armate israeliane hanno negato qualsiasi coinvolgimento negli attacchi denunciati da Teheran contro una raffineria di petrolio sull'isola iraniana di Lavan questa mattina, nonostante la tregua di due settimane raggiunta stanotte tra Usa e Iran. In risposta a questo attacco su Lavan, la Repubblica islamica ha lanciato raid contro Kuwait ed Emirati.
Sanchez in viaggio ufficiale in Cina tra crisi iraniana e investimenti
Guerra in Iran, cooperazione tecnologica e attrazione di investimenti cinesi in Spagna: sono i principali dossier al centro della visita ufficiale che il presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, farà in Cina dall'11 al 15 aprile, in una missione che conferma il rafforzamento dei rapporti tra Madrid e Pechino. Secondo la Moncloa, il viaggio si inserisce in un contesto geopolitico delicato, con la crisi in Medio Oriente destinata a dominare i colloqui. Spagna e Cina condividono una posizione critica sugli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, ribadendo la necessità di rispettare il diritto internazionale. Nel suo quarto viaggio in quattro anni nel gigante asiatico, il primo con carattere ufficiale, il premier spagnolo sarà accompagnato dalla 'primera dama' Begona Gomez su invito espresso dalle autorità cinesi. Il momento chiave sarà il 14 aprile, quando Sanchez incontrerà il presidente Xi Jinping, il premier Li Qiang e il presidente dell'Assemblea Zhao Leji, partecipando anche alla firma di accordi e a un banchetto ufficiale nel Grande Palazzo del Popolo. Durante la precedente visita, nell'aprile 2025, Sanchez è stato il primo presidente straniero ad essere ricevuto da Xi Jinping dopo l'offensiva sui dazi lanciata da Washington. Accanto alla dimensione politica, la missione punta a rafforzare i legami economici: il governo spagnolo intende promuovere nuove opportunità per le imprese e attrarre capitali cinesi, consolidando la cooperazione in settori strategici come energia, automotive e tecnologia. In agenda anche incontri con investitori, imprese innovative e istituzioni accademiche, tra cui la Tsinghua University, una delle più prestigiose in Cina, oltre a visite all'Accademia Cinese di Scienze e nel settore tecnologico come quella presso Xiaomi. In un'ottica europea, il viaggio conferma una tendenza più ampia di riavvicinamento a Pechino in una fase di tensioni commerciali globali e di ridefinizione degli equilibri con gli Stati Uniti guidati da Donald Trump. E punta a consolidare il ruolo della Spagna come interlocutore attivo nel dialogo tra Ue e Cina.
Crosetto vede l'ambasciatore del Bahrein: "Confronto cordiale"
"Ieri ho incontrato l'ambasciatore del Regno del Bahrein, Ausamah Abdulla Alabsi. Un confronto cordiale che ha evidenziato una condivisa preoccupazione per l'attuale contesto internazionale in particolare per la crisi mediorientale. All'ambasciatore ho espresso sentimenti di vicinanza e solidarietà. In una fase complessa come quella che stiamo vivendo, il dialogo tra partner resta fondamentale per affrontare le sfide globali con responsabilità e spirito di collaborazione". Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Hegseth: "Ci assicureremo che loro rispettino tregua"
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che gli Stati Uniti "faranno di tutto per assicurarsi che l'Iran rispetti il cessate il fuoco". "Resteremo vigili", ha avvertito, aggiungendo che i "soldati rimangono pronti a intervenire" nel caso l'Iran violi la tregua.
Trump: Usa potrebbero cercare una "joint venture" con l'Iran per Hormuz
Gli Stati Uniti potrebbero cercare una "joint venture" con l'Iran per salvaguardare lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump a Abc. "Stiamo pensando di realizzarla come una joint venture. E' un modo per metterlo in sicurezza e per proteggerlo", ha messo in evidenza.
Media: "Beirut travolta dai raid, vittime per le strade e panico"
Una massiccia ondata di israeliani ha colpito Beirut nell'arco di pochi minuti, investendo simultaneamente diversi quartieri della capitale libanese, dal centro al lungomare fino alla periferia sud. Lo riferiscono fonti locali e testimoni oculari. Le esplosioni hanno interessato aree densamente popolate, provocando panico tra i residenti. Diverse testimonianze parlano di "scene apocalittiche", con edifici danneggiati o distrutti e colonne di fumo visibili in più punti della città. Fonti mediche riferiscono della presenza di numerosi cadaveri nelle strade e di un alto numero di feriti, con gli ospedali sotto pressione. Le stesse fonti hanno lanciato un appello urgente alla popolazione per la donazione di sangue. Le operazioni di soccorso sono in corso in diverse zone colpite, con ambulanze e squadre di emergenza impegnate a raggiungere i siti bombardati in un contesto reso difficile dalla simultaneità degli attacchi e dai danni alle infrastrutture.
Iran, Caine: "Distrutto il 90% della loro industria militare"
In quaranta giorni di conflitto, gli Stati Uniti hanno distrutto "circa il 90 per cento dell'industria militare" iraniana, e raggiunto 13 mila obiettivi. Lo ha detto il capo dello Stato maggiore congiunto, generale Dan Caine.
Iran, Caine: "Riprenderemo attacchi se negoziati falliscono"
Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, ha avvertito che il Pentagono e' pronto a riprendere la campagna militare contro l'Iran se il cessate il fuoco dovesse crollare e i negoziati fallire. "Un cessate il fuoco e' una pausa", ha dichiarato Caine, aggiungendo che le forze statunitensi sono pronte a riprendere le operazioni di combattimento.
Hegseth: "Ottenuta una storica vittoria sul campo"
L'America ha ottenuto una "storica vittoria sul campo". Lo ha detto il segretario alla Difesa Pete Hegseth nel discorso di apertura della conferenza stampa, il giorno dopo il raggiungimento del cessate il fuoco per due settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran.
Hegseth: "Il presidente ha scelto la clemenza"
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che "se l'Iran avesse rifiutato le nostre condizioni, i prossimi obiettivi sarebbero stati le loro centrali elettriche, i loro ponti e le infrastrutture petrolifere ed energetiche". "Il presidente Trump aveva il potere di paralizzare l'intera economia iraniana in pochi minuti, ma ha scelto la clemenza, ha risparmiato quegli obiettivi perche' l'Iran ha accettato il cessate il fuoco sotto una pressione schiacciante", ha aggiunto.
Hegseth: "L'Iran era una minaccia, ora non lo è più"
"L'Iran rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti e per il mondo libero da 47 anni. Cori inneggianti alla morte dell'America, attacchi contro la nostra gente, uccisioni di cittadini americani, menzogne ;;e ricatti per aprirsi la strada verso un'arma nucleare, o almeno così credevano: tutto questo è finito." Lo ha detto in conferenza stampoa ils egretario alla DIfesa americano Pete Hegseth. "Altri presidenti hanno segnato il passo e rimandato il problema. Il presidente Trump ha fatto la storia", ha aggiunto.
Hegseth: "Noi controlliamo i cieli iraniani"
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che "in meno di quaranta giorni, uno dei nostri comandi, il Central Command, utilizzando meno del 10% della potenza militare totale ha smantellato uno dei piu' grandi eserciti del mondo". "La Marina iraniana e' in fondo al mare, l'aviazione iraniana e' stata annientata, l'Iran non ha piu' una difesa aerea, ne' alcun sistema di difesa completo. Noi controlliamo i loro cieli. Il loro programma missilistico e' stato distrutto", ha aggiunto.
Hegseth: "Vittoria schiacciante, Iran ha implorato il cessate il fuoco"
L'Operazione Epic Fury è stata "una vittoria storica e schiacciante sul campo di battaglia". Il capo del Pentagono Pete Hegseth, parlando della guerra all'Iran iniziata il 28 febbraio, ha aggiunto che Teheran "ha implorato questo cessate il fuoco, e tutti noi lo sappiamo. Il principale Stato sponsor del terrorismo al mondo si è dimostrato assolutamente incapace di difendere se stesso, il suo popolo o il suo territorio", ha rincarato Hegseth nel corso di una conferenza stampa.
Iran, Fidan chiama Araghchi "sosteniamo negoziato"
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto un colloquio telefonico con il collega iraniano Abbas Araghchi. Al centro del dialogo l'intesa che ha portato questa notte a un cessate il fuoco tra Iran e Usa-Israele. In base a quanto reso noto dai media turchi, Fidan ha colto l'occasione per ribadire il sostegno della Turchia a una trattativa tra Washington e Teheran e discusso con Araghchi del prossimo futuro dei negoziati.
Hegseth: abbiamo distrutto base industriale bellica Iran. VIDEO
Hegseth: abbiamo distrutto base industriale bellica Iran | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoHegseth: Teheran "non può più costruire missili"
Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, ha dichiarato che l'Iran "non puo' piu' costruire missili" e che gli Stati Uniti hanno "distrutto" l'industria militare iraniana. Il commento arriva il giorno dopo l'annuncio del cessate il fuoco di due settimane tra Usa, Israele e Iran.
Hegseth: Iran non potrà più avere armi nucleari. VIDEO
Hegseth: Iran non potrà più avere armi nucleari | Video Sky - Sky TG24
Vai al contenutoGenerale Usa: "Il cessate il fuoco è una pausa, restiamo pronti all'attacco"
Il capo degli Stati maggiori congiunti americani, il generale Dan Caine, avvertito che "il cessate il fuoco" in Iran "è solo una pausa" e che "le forze armate Ua restano pronte all'attacco". "Speriamo che non sia il caso", ha aggiunto il generale.
Meloni e leader Ue-Canada: "Cessate fuoco anche in Libano"
"Chiediamo a tutte le parti di attuare il cessate il fuoco, anche in Libano". E' quanto si legge nel comunicato congiunto del presidente Macron, della premier Meloni, del cancelliere Merz, del primo ministro Starmer, del primo ministro Carney, del primo ministro Frederiksen, del primo ministro Jetten, del primo ministro Sa'nchez, della presidente della Commissione europea von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo Costa. "I nostri governi contribuiranno a garantire la liberta' di navigazione nello Stretto di Hormuz". viene aggiunto.
Leader europei e Canada: "Contribuiremo a garantire libertà di navigazione a Hormuz"
"I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". Lo affermano in una nota congiunta i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney.
Carburanti, Confcommercio: "Si apra tavolo con Governo"
"Prendiamo atto con un sospiro di sollievo del mutato scenario internazionale, che sembrerebbe aver preso la condivisibile direzione della descalation del conflitto in medio oriente, auspicando che nei prossimi giorni si trovino anche soluzioni che regolarizzino i traffici internazionali di prodotti energetici, ma nel frattempo occorrono soluzioni operative piu' efficaci per le imprese di mobilita' e trasporto". Lo dichiara il vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo. "Il doppio intervento del Governo con i decreti carburante ha dato un sostegno molto parziale agli operatori del settore grazie al previsto credito di imposta sugli acquisti di gasolio dei mezzi pesanti dell'autotrasporto merci, ma gli interventi vanno potenziati negli stanziamenti, estesi nei beneficiari, semplificati nelle procedure di calcolo e resi immediatamente operativi. I rincari dei prodotti energetici, gasolio in primis, stanno portando al collasso le imprese di trasporto persone e merci, l'accessibilita' e la competitivita' economica del Paese sono conseguentemente a rischio", continua Russo. "Ribadiamo nuovamente che sono necessari interventi per gli operatori professionali e per la catena logistica, che garantiscano sia la disponibilita' dei prodotti energetici per evitare scenari catastrofici, come comincia ad accadere per il jet fuel nel trasporto aereo, sia il contenimento dei costi operativi, oramai non piu' sopportabili dalle aziende, molte delle quali pronte a manifestazioni di dissenso". "Oltre a correttivi in fase di conversione del Carburanti bis, e' bene che si apra un tavolo con il Governo per avviare una strategia seria che metta al centro il tema energetico per le imprese del trasporto e della mobilita', con una strategia integrata d'intervento che coinvolga in sinergia tutti i diversi Ministeri competenti, a partire dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti" conclude Russo.
Meloni e leader Ue-Canada: "Negoziato contro crisi energia"
"Incoraggiamo vivamente rapidi progressi verso una soluzione negoziata sostanziale. Cio' sara' fondamentale per proteggere la popolazione civile dell'Iran e garantire la sicurezza nella regione. Puo' scongiurare una grave crisi energetica globale. Sosteniamo questi sforzi diplomatici. A tal fine, siamo in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner". E' quanto si legge nel comunicato congiunto firmato dal presidente Macron, dalla presidente del Consiglio Meloni, dal cancelliere Merz, dal primo ministro Starmer, dal primo ministro Carney, dal primo ministro Frederiksen, dal primo ministro Jetten, dal primo ministro Sa'nchez, dalla presidente della Commissione europea von der Leyen e dal presidente del Consiglio europeo Costa dopo l'accordo per il cessate il fuoco in Iran.
Nyt: "Il mondo tira un sospiro di sollievo ma resta l'incertezza"
Il mondo tira per il momento un sospiro di sollievo con il cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran ma resta incertezza su quello che accadrà. Lo riporta il New York Times sottolineando che il "sollievo è mitigato" in parte anche "dal profondo senso di impotenza che la maggior parte dei paesi ha avvertito nelle ultime settimane". Anche se il cessate il fuoco dovesse diventare permanente i leader, soprattutto in Europa, si troveranno a dover rimediare alle crepe create dalla guerra all'economia mondiale e alla sicurezza internazionale. "Meglio un martedì Taco che la terza guerra mondiale", ha detto un funzionario europeo a Politico facendo riferimento al soprannome Taco (Trump always chickens out', si fa sempre indietro) del presidente.
L'Egitto plaude al cessate il fuoco Usa-Iran: "Porti a una pace duratura"
Il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi plaude all'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, auspicando che sia l'avvio di un processo che conduca a una pace duratura. "Questa notizia ha indubbiamente portato grande sollievo a milioni di persone amanti della pace in tutto il mondo, e prego Dio affinché questo sviluppo positivo sia coronato da un accordo permanente per porre fine alla guerra nella regione, ripristinare la sicurezza e la stabilità e realizzare le aspirazioni dei suoi popoli allo sviluppo, al progresso e alla prosperità", afferma in una nota. "Ribadisco il pieno e incondizionato sostegno dell'Egitto ai Paesi fratelli del Consiglio di Cooperazione del Golfo, nonché alla Giordania e all'Iraq, in queste difficili circostanze, e sottolineo l'importanza che qualsiasi accordo futuro tenga conto delle loro legittime preoccupazioni e necessità di sicurezza", aggiunge. "L'Egitto apprezza la decisione del Presidente Trump di dare ascolto alla voce della ragione e di difendere i valori di umanità e pace, e invita tutte le parti a impegnarsi seriamente in negoziati volti a raggiungere una pace duratura e una coesistenza pacifica tra i popoli della regione e del mondo. L'Egitto - la sua leadership, il suo governo e il suo popolo - continueranno a sostenere la sicurezza, la stabilità e la prosperità dei suoi stati fratelli del Golfo, Iraq e Giordania, e io continuerò a profondere ogni sincero e impegno per porre fine ai conflitti e stabilire una pace giusta e globale nella nostra regione e nel mondo", conclude. Poco dopo anche il ministero degli Esteri egiziano ha commentato l'accordo di cessate il fuoco tra Usa e Iran. "L'Egitto considera questo passo americano un importante sviluppo positivo verso il raggiungimento della de-escalation auspicata, il contenimento delle tensioni e la salvaguardia della sicurezza, della stabilità e delle risorse dei popoli della regione e del mondo intero". "La sospensione delle operazioni militari da parte degli Stati Uniti, unitamente alla risposta della parte iraniana - aggiunge -, rappresenta un'opportunità di fondamentale importanza che deve essere colta per creare spazio per negoziati, diplomazia e dialogo costruttivo, un approccio che l'Egitto ha sempre sostenuto, al fine di risolvere le controversie con mezzi pacifici ed evitare il ricorso alla forza. Ciò contribuirebbe alla de-escalation, alla fine della guerra, al raggiungimento della sicurezza e della stabilità regionale e internazionale e a risparmiare ulteriori sofferenze ai popoli della regione e del mondo". L'Egitto sottolinea l'importanza di consolidare questo passo "attraverso il pieno impegno a cessare le operazioni militari e a rispettare la libertà di navigazione internazionale", ribadisce il proprio sostegno "a tutte le iniziative volte al raggiungimento della pace e della sicurezza e conferma il suo continuo e intenso impegno, insieme a Pakistan e Turchia, a collaborare con i partner regionali e internazionali per rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione". "Qualsiasi accordo raggiunto nei prossimi negoziati - aggiunge -dovrà tenere conto delle legittime preoccupazioni di sicurezza degli Stati del Golfo". Nelle prime ore di questa mattina il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto un colloquio telefonico con l'Inviato Speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, al quale ha espresso il suo "profondo apprezzamento per questo importante passo compiuto dagli Stati Uniti nel dare una possibilità alla diplomazia e nell'avviare un serio processo negoziale tra le parti americana e iraniana per risolvere tutte le questioni in sospeso in modo da garantire la sicurezza e la stabilità regionale e internazionale e assicurare la libertà di navigazione internazionale". Da parte sua, Witkoff ha elogiato "gli sforzi sinceri dell'Egitto, insieme al Pakistan e ai partner regionali, per promuovere il raggiungimento di un cessate il fuoco e l'avvio di un processo negoziale".
Hegseth: "Trump ha fatto la storia, Iran smantellato in 38 giorni"
Donald Trump "ha fatto la storia. Nessun altro presidente ha mostrato la determinazione di Trump". Lo ha dteto il capo del Pentagono Pete Hegseth, sottolineando che l'operazione Epic Fury ha "decimato" l'Iran. "In 38 giorni abbiamo smantellato" l'Iran, "rendendolo incapace di difendere la sua popolazione. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi", ha aggiunto Hegseth.
Meloni e leader Ue-Canada: "Ora fine rapida e duratura guerra"
"L'obiettivo deve ora essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Cio' puo' essere realizzato solo con mezzi diplomatici. Incoraggiamo vivamente rapidi progressi verso una soluzione negoziata sostanziale". E' quanto si legge nel comunicato congiunto firmato dal presidente Macron, dalla presidente del Consiglio Meloni, dal cancelliere Merz, dal primo ministro Starmer, dal primo ministro Carney, dal primo ministro Frederiksen, dal primo ministro Jetten, dal primo ministro Sa'nchez, dalla presidente della Commissione europea von der Leyen e dal presidente del Consiglio europeo Costa dopo l'accordo per il cessate il fuoco in Iran. "Cio' sara' fondamentale per proteggere la popolazione civile dell'Iran e garantire la sicurezza nella regione. Puo' scongiurare una grave crisi energetica globale. Sosteniamo questi sforzi diplomatici".
Esperti: "Improbabile che bastino 2 settimane per il passaggio di mille navi a Hormuz"
Con oltre 1.000 navi bloccate nello stretto di Hormuz, ci vorrebbero probabilmente più di due settimane per smaltire l'arretrato anche in condizioni normali: lo afferma Daejin Lee, responsabile globale della ricerca presso Fertmax Fzco e Ana Subasic, analista del rischio commerciale presso la società di intelligence commerciale globale Kpler, come riprende Cnn e Reuters sul sito. Secondo la società di monitoraggio navale Kpler, ieri circa 187 petroliere cariche di 172 milioni di barili di petrolio greggio e prodotti raffinati erano in navigazione nello stretto. "Un periodo di 14 giorni è semplicemente troppo breve per ripristinare il livello di fiducia necessario a eliminare completamente il premio di incertezza incorporato, in particolare per le rotte di carico del Golfo Persico", affermano gli esperti. Lee ha affermato che i dettagli rimangono poco chiari, comprese le azioni che le navi e i noleggiatori devono intraprendere per poter transitare. "Molti armatori di alto livello potrebbero aspettare diversi giorni per accertarsi che il cessate il fuoco regga prima di impegnare le proprie navi", ha aggiunto. Due mediatori navali hanno affermato che è probabile che gli armatori mantengano un atteggiamento attendista prima di consentire alle navi di entrare nel Golfo.
Macron riceve i prigionieri francesi rilasciati dall'Iran
Dall'Iran all'Eliseo: gli ex detenuti francesi Cécile Kohler e Jacques Paris, incarcerati in Iran e liberati ieri, dopo un calvario durato quasi quattro anni nella Repubblica islamica, sono stati ricevuti in tarda mattinata da Emmanuel Macron nel palazzo presidenziale di Parigi. Accolti nei giardini dell'Eliseo illuminati da uno splendido sole primaverile, i due insegnanti, rispettivamente di 41 e 72 anni, sono apparsi sorridenti, lui in jeans, polo grigia e giacca scusa, lei con gonna nera a fiori e un top marrone. Ricevendoli, Macron li ha lungamente abbracciati. Cécile Kohler e Jacques Paris sono atterrati poco prima delle nove del mattino all'aeroporto di Paris-Charles-de-Gaulle, dove hanno potuto finalmente riabbraccciare i loro cari. Insegnante di lettere lei, prof in pensione lui, Kohler e Paris vennero arrestati il 7 maggio 2022, nell'ultimo giorno di un viaggio turistico in Iran. A ottobre sono stati rispettivamente condannati a 20 e 17 anni di carcere, in particolare, per presunto spionaggio per conto di Israele, prima di venire rimessi in libertà vigilata il 4 novembre, una sorta di 'residenza sorvegliata' presso l'ambasciata di Francia a Teheran, con il divieto di lasciare l'Iran. La diplomazia ha lavorato incessantemente per ottenerne la liberazione, in un contesto reso ancora più complicato dalla guerra d'Iran. Unanime il plauso della classe politica francese per il lavoro realizzato. ''La Francia ha mostrato un volto di unità, di mobilitazione senza sosta per ottenere questa liberazione", plaude la presidente dell'Assemblea Nazionale Yaël Braun-Pivet mentre l'esponente del comitato di sostegno a Kohler e Paris, avvocato, Thierry Moser, si dice ''pazzo di gioia'' dopo l'annunciata liberazione da parte di Macron.
Meloni e leader Ue-Canada: "Bene cessate fuco. Grazie a partner"
"Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato oggi tra gli Stati Uniti e l'Iran. Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo". E' quanto si legge nel comunicato congiunto firmato dal presidente Macron, dalla presidente del Consiglio Meloni, dal cancelliere Merz, dal primo ministro Starmer, dal primo ministro Carney, dal primo ministro Frederiksen, dal primo ministro Jetten, dal primo ministro Sa'nchez, dalla presidente della Commissione europea von der Leyen e dal presidente del Consiglio europeo Costa.
Iran, Trump: "Dazi al 50% a chi vende armi a Teheran"
I paesi che "forniscono armi all'Iran saranno immediatamente soggetti a un dazio del 50% su tutti i beni venduti agli Stati Uniti d'America, con effetto immediato. Non ci saranno esclusioni o esenzioni". Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, su Truth. Trump aggiunge che gli Stati Uniti "collaboreranno strettamente con l'Iran, che, a nostro avviso, ha attraversato un cambio di regime che si rivelera' molto produttivo! Non ci sara' alcun arricchimento dell'uranio e gli Stati Uniti, in collaborazione con l'Iran, dissotterreranno e rimuoveranno tutta la 'polvere' nucleare (dei bombardieri B-2) sepolta in profondita'", ha scritto Trump. Trump ha anche affermato che si discutera' dell'allentamento delle sanzioni contro l'Iran e che molti aspetti di un piano in 15 punti sono stati concordati. "Stiamo discutendo, e continueremo a discutere, con l'Iran in merito all'allentamento delle tariffe e delle sanzioni. Molti dei 15 punti sono gia' stati concordati", ha scritto il presidente americano. In un secondo messaggio pubblicato questa mattina sui social media, Trump ha avvertito che qualsiasi Paese che fornisca armi all'Iran dovra' affrontare l'imposizione di dazi doganali del 50%.
Iran, Fratoianni: "Bene la tregua ma è clamoroso fallimento strategia Trump"
"Ogni cessate il fuoco è una buona notizia anche se resta evidente che il quadro è assai fragile. Siamo di fronte ad un accordo che pare fondato sui 10 punti avanzati da Teheran : è un clamoroso fallimento della strategia di Donald Trump che prima incendia il mondo minaccia addirittura di cancellare un'intera civiltà e poi sembra tornare sui suoi passi in un modo che nessuno avrebbe immaginato". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in piazza Montecitorio. "Adesso - prosegue il leader rossoverde - si tratta di lavorare perché dalla tregua si passi alla pace, per fermare Israele che continua a bombardare il Libano come se niente fosse, per ristabilire la priorità del diritto internazionale . Naturalmente resta un nodo enorme - conclude Fratoianni - che è quello del giudizio del governo Meloni su una guerra illegale. Resta il nodo dell' incapacità del governo Meloni di schierarsi senza subalternità e di dire parole chiare contro il loro amico Trump e per il rafforzamento del diritto internazionale".
Card. Zuppi: "Tante guerre e violenze, non stiamo ascoltando Dio"
"I grandi allenatori sono quelli che ci aiutano a giocare insieme", e "il più grande di tutti a mio parere è il Padre Eterno: non lo stiamo molto a sentire, come si vede dalle tante guerre e violenze che purtroppo insanguinano il nostro mondo e qualche volta ci fanno dubitare del futuro". Lo ha affermato il cardinale Marco Maria Zuppi, presidente della Cei, in un videomessaggio alla presentazione, oggi a Firenze, dell'iniziativa 'Toscana bene comune - La partita del futuro'. L'evento vedrà studenti dai 16 ai 19 anni avanzare proposte sui beni comuni nel proprio territorio di appartenenza, capaci di ispirare modelli di prossimità per le loro comunità. "Impariamo a cercare il futuro - ha aggiunto il cardinale -, a prepararlo, a costruirlo: e si costruisce oggi. Ovviamente lo costruiamo noi: qualche volta ci mette paura perché il futuro mette paura, l'incertezza, i problemi di oggi, ma questa è proprio la sfida della speranza ed è la partita che bisogna giocare". E per affrontare questa partita, ha concluso Zuppi, "se giochiamo insieme, se impariamo a pensarci insieme e se ci progettiamo e prepariamo il futuro, sappiamo che questa speranza non sarà delusa".
Bce: "Dopo il cessate il fuoco si ridimensionano le attese di un rialzo dei tassi"
Il mercato ha decisamente ridotto le attese di un rialzo dei tassi d'interesse da parte della Bce dopo il cessate il fuoco Usa-Iran che ha mandato a picco i prezzi energetici. Gli swap incorporano ora 53 punti base di rialzi dei tassi quest'anno contro gli 80 punti base di ieri. Le attese di una stretta monetaria alla riunione di fine aprile sono ad appena nove punti base dai 17 di ieri. Secondo Myles Bradshaw di Jp Morgan le banche centrali sono ora "alla finestra": con l'attenuarsi dello shock energetico, "scende il rischio di effetti secondari", ossia l'impatto dei prezzi energetici sulle aspettative d'inflazione cui guarda la Bce.
Idf: "Su Libano la più vasta ondata attacchi da inizio guerra"
Le Forze di Difesa Israeliane hanno portato a termine la piu' grande operazione militare coordinata in Libano dall'inizio della guerra. Lo dicono le stesse IDF che sostengono di aver colpito oltre 100 centri di comando e siti militari di Hezbollah. "Le IDF hanno completato una vasta ondata di attacchi contro i centri di comando e i siti militari di Hezbollah a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale", ha dichiarato l'esercito israeliano in un comunicato stampa. "La maggior parte delle infrastrutture colpite si trovava nel cuore delle aree abitate, nell'ambito del cinico sfruttamento dei civili libanesi da parte di Hezbollah come scudi umani per proteggere le proprie operazioni", si legge nel comunicato. "Le IDF continuano a operare con decisione contro Hezbollah e non permetteranno che vengano arrecati danni ai civili dello Stato di Israele", aggiunge la dichiarazione che conferma la posizione espressa dall'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu secondo cui il cessate il fuoco con l'Iran non includeva il Libano.
Trump: "Parliamo con Iran su sanzioni, molti dei 15 punti già concordati"
"Stiamo, e continueremo a discutere con l'Iran di una riduzione delle tariffe e delle sanzioni. Molti dei 15 punti sono già stati concordati. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Trump: "Collaboreremo con l'Iran per rimuovere tutta la polvere nucleare"
"Gli Stati Uniti collaboreranno strettamente con l'Iran che, a nostro avviso, ha attraversato un cambiamento di regime che si rivelerà molto produttivo! Non ci sarà alcun arricchimento dell'uranio e gli Stati Uniti, in collaborazione con l'Iran, dissotterreranno e rimuoveranno tutta la "polvere" nucleare (dei bombardieri B-2) sepolta in profondità. Questa è, ed è stata, sotto stretta sorveglianza satellitare (Space Force!). Nulla è stato toccato dalla data dell'attacco". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Trump: "A chi fornisce armi a Iran dazi immediati al 50% su beni per Usa"
"Un Paese che fornisce armi militari all'Iran sarà immediatamente soggetto a un dazio del 50% su tutti i beni venduti agli Stati Uniti d'America, con effetto immediato. Non ci saranno esclusioni o esenzioni!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Ue ribadisce: crisi energetica non di breve durata
Nonostante l'accordo raggiunto per un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, per la Commissione europea "non bisogna farsi illusioni" in quanto "questa crisi che comporta prezzi elevati dell'energia non sarà di breve durata". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per l'Energia, Anna-Kaisa Itkonen, nel briefing quotidiano con la stampa. La portavoce ha ricordato come circa l'8,5% del Gnl provenga dallo Stretto, mentre per quanto riguarda il petrolio, inclusi greggio e prodotti raffinati, si tratta di circa il 7%, proveniente principalmente da Iraq, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Inoltre, per quanto riguarda carburante per aerei e diesel, si parla di circa il 40%, mentre a livello globale lo stretto è attraversato da circa il 20% sia del petrolio sia del Gnl. "Si tratta quindi di un punto di strozzatura estremamente importante e il blocco ha già mostrato l'impatto che può avere", ha aggiunto, aggiungendo di non essere in grado di "fare previsioni su cosa accadra' o su quanto rapidamente potrebbero vedersi effetti positivi". "Tuttavia, cio' che possiamo già prevedere è che questa crisi non sara' di breve durata", ha concluso.
Media: nuovi attacchi israeliani nel sud del Libano
Media statali libanesi segnalano nuovi attacchi israeliani questa mattina nel sud del Paese. L'esercito israeliano ha emesso un nuovo avviso di evacuazione per la zona di Tiro, nel Libano meridionale.
Erdogan: "Evitare sabotaggi tregua"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accolto con soddisfazione il cessate il fuoco tra Iran e Usa-Israele e ha messo in guardia da "sabotaggi" che potrebbero minare il negoziato. "Esprimo soddisfazione per la sospensione del conflitto che aveva incendiato la nostra regione dallo scorso 28 febbraio. Ora le parti applichino alla lettera le condizioni dell'intesa e non sia data alcuna possibilità a sabotaggi di minare il processo in corso", ha dichiarato il leader turco, ringraziando il Pakistan "dal profondo del cuore" per il ruolo svolto. Erdogan ha ribadito la disponibilita' della Turchia ad agire "per la pace e la stabilità nella regione".
Pasdaran: abbiamo ancora "dito su grilletto"
Pasdaran dicono di "non avere fiducia" negli Stati Uniti, dopo l'accordo su un cessate il fuoco di due settimane, e minacciano: "Il dito resta sul grilletto". In una nota pubblicata sul loro account Telegram, scrivono: "Le devote guardie della nazione iraniana stanno ascoltando gli ordini del Comandante Supremo delle Forze Armate, l'ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, e il loro dito è sul grilletto". Esortando i paesi del Golfo a porre fine alla loro "cooperazione" con gli Stati Uniti, le Guardie hanno aggiunto: "Il nemico è sempre stato ingannevole, e non abbiamo alcuna fiducia nelle sue promesse, e risponderemo a ogni aggressione a un livello superiore".
Cremlino accoglie positivamente accordo tregua, "dall'inizio abbiamo chiesto de-escalation"
Il Cremlino accoglie positivamente l'accordo per la tregua fra Stati Uniti e Iran. "Sin dall'inizio abbiamo sottolineato la necessità di procedere a una de-escalation delle tensioni il più velocemente possibile e lo spostamento verso colloqui politici e diplomatici", ha dichiarato il portavoce, Dmitry Peskov nel suo briefing quotidiano con la stampa. "Accogliamo positivamente la notizia di una tregua e sosteniamo la decisione di non perseguire una ulteriore escalation. Ogni parte deve essere in grado di difendere i suoi interessi al tavolo dei negoziati piuttosto che con l'azione militare", ha aggiunto.
Hezbollah a sfollati: "No a ritorno casa prima di tregua"
Hezbollah ha intimato ai libanesi sfollati a causa della guerra con Israele di astenersi dal tornare alle proprie case prima che venga annunciato un cessate il fuoco. "Oggi ci troviamo sulla soglia di una grande e storica vittoria", ha dichiarato il gruppo sciita filo-iraniano, invitando la popolazione a "non dirigersi verso i villaggi, le città e le aree colpite nel sud, nella Bekaa e nei sobborghi meridionali di Beirut prima che venga emessa la dichiarazione ufficiale e definitiva di cessate il fuoco in Libano". Hezbollah non si è espresso ufficialmente sulla tregua di due settimane con l'Iran, che Israele insiste non includa il Libano, ma non ha rivendicato attacchi contro lo Stato ebraico dalle prime ore del giorno.
Da “aprite Hormuz, bastardi” a “un’intera civiltà morirà”, i controversi messaggi di Trump
La guerra in Iran, scoppiata il 28 febbraio e interrotta da una tregua concordata nella notte italiana tra il 7 e l’8 aprile, è stata scandita non solo dalle operazioni militari ma da una ridda di dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Tump. Dalle minacce a Teheran fino agli attacchi alla NATO e ai suoi membri, sono molte le esternazioni dell’attuale inquilino della Casa Bianca che hanno fatto discutere nelle ultime settimane.
Guerra in Iran, tutte le dichiarazioni controverse di Donald Trump
Vai al contenutoUe: "Chiediamo a Israele di cessare la sua operazione in Libano"
"La nostra posizione è stata chiara fin dall'inizio e non la cambieremo: chiediamo a Israele di cessare la sua operazione in Libano, nel rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea. L'Ue, ha aggiunto, inoltre "sostiene pienamente l'Unifil nell'adempimento del suo mandato e che qualsiasi attacco contro l'Unifil è inaccettabile e deve cessare immediatamente".
Vance: "Con l'Iran raggiunta tregua fragile, ora negoziare in buona fede"
"Gli iraniani hanno accettato di riaprire Hormuz, gli Stati Uniti hanno accettato di fermare gli attacchi. Questa è la base della tregua fragile che abbiamo ora". Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance, al Mathias Corvinus Collegium (Mcc) di Budapest, think tank vicino al governo di Viktor Orban. "Come mi ha detto il presidente ieri sera, gli iraniani sono negoziatori migliori di quanto siano combattenti. So che non gradiranno sentirlo, ma è vero", ha aggiunto. Trump "è impaziente di ottenere risultati e ci ha chiesto di negoziare in buona fede".
Due navi attraversano lo Stretto di Hormuz, le prime dopo l'accordo
Due navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz, le prime dall'annuncio della tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran, ha reso noto il sito per il tracciamento del traffico marittimo MarineTraffic. La nave cargo NJ Earth, di proprietà di un armatore greco, è passata dallo Stretto dalle 10.44 di questa mattina (ora italiana), e la Daytona Beach, con bandiera della Liberia, era passata prima, alle 8.59, poco dopo aver lasciato il porto di Bandar Abbas.
Pasdaran: "Navi possono attraversare Hormuz solo con nostro ok"
Nonostante il cessate il fuoco, la Marina iraniana ha avvertito le navi ancorate vicino a Hormuz che resta necessario ottenere l'autorizzazione di Teheran per attraversare lo stretto. "E' necessario ricevere il permesso dalla Marina dei Pasdaran per attraversare lo stretto. Qualsiasi nave che tenti il passaggio senza autorizzazione sarà distrutta", si sente in una comunicazione radio diffusa alle imbarcazioni e condivisa con il Wall Street Journal da uno dei membri degli equipaggi.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver accettato una tregua di due settimane con l'Iran a condizione di una riapertura "completa, immediata e sicura" di Hormuz. Teheran, tuttavia, ha lasciato intendere di voler continuare a esercitare la propria influenza sulla rotta marittima.
Pezeshkian: "Il cessate il fuoco rispecchia le nostre condizioni"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che è stato raggiunto un cessate il fuoco basato su principi accettati dall'Iran e ha promesso che il paese rimarrà unito. "Il cessate il fuoco, con l'accettazione dei principi generali dell'Iran, è il risultato del sangue del nostro leader martire... e della presenza di tutto il popolo", ha affermato in un post su X. "Da oggi resteremo uniti… nella diplomazia, nella difesa, nelle strade e al servizio", ha aggiunto.
Oman: non applicheremo tariffe per il transito a Hormuz
Il ministro dei Trasporti dell'Oman, Said al-Maawali, ha dichiarato che il Paese non applicherà tariffe per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. "La posizione dell'Oman riguardo allo stretto è chiara: ha firmato tutti i pertinenti accordi internazionali sul trasporto marittimo e, in base a tali accordi, non possono essere imposte tariffe". Secondo il ministro, molti Paesi non hanno firmato questi accordi, tra cui l'Iran, creando così un "vuoto giuridico". Il ministero degli Esteri è attualmente impegnato in discussioni sulla questione e "spera in un esito positivo".
Marine Traffic: primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz
MarineTraffic segnala i primi attraversamenti dello Stretto di Ormuz dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Usa e Iran.
Iata: "Mesi prima che forniture per aerei si normalizzeranno"
Ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei si normalizzino, anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere aperto, ha dichiarato oggi il direttore generale dell'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata). "Ci vorranno comunque mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari, viste le interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente", ha detto Willie Walsh ai giornalisti. "Non credo che accadrà in poche settimane".
Idf: "Ad ora nessun cambiamento in linee guida per civili in Israele dopo tregua"
Le forze israeliane dell'Idf precisano che al momento non ci sono cambiamenti nelle linee guida per i civili in Israele in seguito al cessate il fuoco di due settimane concordato da Iran e Stati Uniti. "Il comando del fronte interno sta valutando e discutendo la situazione per discutere opzioni di eventuali cambiamenti e aggiornamenti. Nessuna decisione è però stata ancora presa", spiegano le Idf.
Fonti: "Navi si preparano a passare Hormuz ma attendono dettagli tregua"
Le 800 navi bloccate da giorni nel Golfo Persico si stanno preparando a riprendere le operazioni e a transitare per lo stretto di Hormuz ma sono ancora in attesa dei dettagli sulla tregua fra Iran e Usa. Come hanno spiegato diverse compagnie di navigazione e fonti del settore a Lloydslist da questa mattina molti stanno valutando la ripresa delle operazioni dando precedenza a quelle navi già cariche. Non è ancora chiaro, spiegano le fonti, se dovranno seguire i protocolli di sicurezza e pedaggio imposti dall'Iran negli ultimi giorni. Attualmente ogni richiesta deve essere valutata caso per caso anche in base alla nazionalità della nave, del carico e della destinazione finale al termine della quale le guardie rivoluzionarie indicano la rotta da seguire e spesso accompagnano il transito con le loro imbarcazioni veloci.
Guerra Iran, Papa Leone XIV: "Tregua segno di viva speranza"
Spagna: "Inaccettabile la continuazione invasione dell'Idf"
Il ministro degli Esteri spagnolo ha detto che è "inaccettabile" che Israele continui l'invasione del Libano dopo che Stati Uniti e Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane per fermare la guerra regionale. "Tutti i fronti devono cessare, e tutti i fronti includono anche il Libano. E' inaccettabile che la guerra di Israele, l'invasione di un paese sovrano come il Libano... continui", ha detto Josè Manuel Albares alla radio pubblica RNE. Il primo ministro Pedro Sanchez ha accolto con favore il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, definendolo una "buona notizia", ma ha affermato che la Spagna non "applaudirà coloro che danno fuoco al mondo solo perché si presentano con un secchio".
Tajani: "L'Italia fa sua parte per accordo, oggi ambasciatore Iran alla Farnesina"
"La sospensione dei combattimenti per due settimane è un fatto molto positivo. È una buona notizia che va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l'area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando sotto i 100 dollari, evitando così impennate del prezzo dell'energia. Una boccata di ossigeno per il nostro sistema", lo sottolinea il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un post su X. "Anche l'Italia continuerà a fare la sua parte affinché nelle prossime due settimane si finalizzino gli accordi. - aggiunge - Già oggi il direttore degli Affari politici della Farnesina incontrerà l'ambasciatore iraniano in Italia". "L'Iran non può avere l'arma atomica ed è bene che gli Usa non bombardino la popolazione civile. - ha scritto ancora Tajani - La soluzione negoziale è cruciale per portare pace e stabilità, la sosteniamo assieme a tutta l'Unione Europea".
Media: "Hezbollah libanese ha interrotto il fuoco sul nord di Israele"
Hezbollah libanese ha interrotto il fuoco sul nord di Israele e sulle truppe israeliane in Libano nelle prime ore di questa mattina, nell'ambito del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo riporta Reuters sul suo sito citando tre fonti libanesi vicine al gruppo. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, figura chiave nei colloqui per il cessate il fuoco, ha dichiarato che la tregua di due settimane includerà il Libano.
L'Idf emette un avviso di evacuazione per i sobborghi meridionali di Beirut
L'esercito israeliano ha esortato i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut a evacuare, il terzo avvertimento rivolto alla popolazione libanese da quando Washington ha annunciato il cessate il fuoco con l'Iran. "Avviso urgente ai residenti dei sobborghi meridionali... Le Forze di Difesa Israeliane continuano le operazioni e gli attacchi contro le infrastrutture militari di Hezbollah nei sobborghi meridionali", ha dichiarato il portavoce in lingua araba dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee, su X. "Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente", ha aggiunto, indicando i nomi di diversi quartieri da evacuare, tra cui Haret Hreik, Burj Al-Barajneh e Ghobeiry.
Macron: "15 Paesi mobilitati per la ripresa del traffico a Hormuz"
"Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l'attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l'Iran per facilitare la ripresa del traffico". Così il presidente francese Emmanuel Macron parlando dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo. Lo riporta Reuters sul sito.
Trump: "L'accordo è buono ma se non funziona torniamo in guerra"
In una conversazione telefonica con Sky News poche ore dopo aver annunciato il cessate il fuoco con l'Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sottolineato che gli Usa hanno raggiunto "tutto ciò che volevamo fare militarmente" in Iran e che si tratta di "una vittoria completa da questo punto di vista e da ogni altro". Trump ha inoltre affermato di ritenere l'accordo "buono", ma ha aggiunto che se non dovesse risultare efficace gli Stati Uniti sarebbero pronti a tornare in guerra: "Ci torneremmo subito, con estrema facilità", ha affermato.
Iran, vicepresidente: "Buongiorno vittoria, inizia nostra era"
Mohammad Reza Aref, primo vicepresidente dell'Iran, parla di "vittoria" dopo l'annuncio di una tregua di due settimane, a più di un mese dall'avvio delle operazioni militari di Usa e Israele contro la Repubblica islamica a cui Teheran non ha mancato di 'rispondere'. "Buongiorno alla vittoria! Oggi la storia ha voltato pagina - ha scritto in un post su X come rilancia l'iraniana Press Tv - ed è iniziata l'era dell'Iran".
Arabia Saudita: "Cessate il fuoco porti a de-escalation completa e duratura"
L'Arabia Saudita ha accolto con favore l'accordo di cessate il fuoco di due settimane mediato da Stati Uniti e Iran sotto l'egida del Pakistan, affermando di sperare che porti a una "de-escalation completa e duratura" nella regione. "Il Regno accoglie con favore i continui sforzi compiuti dal Pakistan, in particolare sotto la guida del suo Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, per raggiungere questo accordo", ha dichiarato il Ministero degli Esteri saudita in un comunicato. "Il Regno sottolinea inoltre la necessità di mantenere lo Stretto di Hormuz aperto alla navigazione marittima", aggiunge il comunicato.
Papa Leone XIV: "Accolgo con soddisfazione l'annuncio della tregua"
"Accolgo con soddisfazione l'annuncio di un tregua immediata di due settimane". Lo ha detto il Papa all'udienza generale parlando dell'intesa raggiunta tra Usa e Iran.
Analisti cauti: "Tregua Usa-Iran fragile se non c'è accordo"
La tregua temporanea tra Usa e Iran è accolta positivamente dagli analisti che però invitano anche alla cautela. Per Josh Gilbert, market analyst di eToro, "il fallimento della de-escalation potrebbe rappresentare un brusco risveglio". "Se le rotte marittime verranno riaperte e il petrolio tornerà a livelli normali, ciò potrebbe rappresentare un punto di svolta per i mercati globali. In caso contrario, se le due settimane trascorressero senza un accordo, è probabile attendersi un'inversione brusca e severa di questo rally di sollievo", sintetizza Gilbert. "Naturalmente oggi il mercato festeggia, ma la strada per raggiungere un accordo più duraturo è ancora in salita, considerato che le posizioni risultano essere ancora distanti, soprattutto per quel che riguarda il futuro di Hormuz", aggiunge Mps nella sua Daily Market Strategy. "Nelle prossime 24 ore l'attenzione - sottolineano gli analisti - sarà sul flusso di navi nello stretto, per vedere se effettivamente viene garantito il libero passaggio e sull'effettivo mantenimento di una tregua militare".
Suica: "Il Libano sia incluso nel cessate il fuoco, la diplomazia è l'unica via"
"Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran offre un segnale di sollievo per le persone nella regione. Dobbiamo assicurarci che anche il Libano sia incluso nel cessate il fuoco, estendendo questo slancio verso una pace regionale più ampia. La diplomazia rimane l'unica via credibile verso una fine duratura delle ostilità." Lo scrive su X il commissario Ue al Mediterraneo, Dubravka Suica. "L'Ue sta al fianco delle popolazioni del Medio Oriente e del Golfo in questo momento fragile. La nostra cooperazione non solo continuerà, ma si approfondirà man mano che la stabilità prende piede", aggiunge.
Telefonata Turchia-Pakistan: "Impegno per fine conflitto"
I prossimi passi da compiere per porre fine al conflitto tra Iran e Stati Uniti-Israele sono stati al centro di un colloquio che il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto nella notte con il collega pakistano Muhammed shak Dar. Una "lunga telefonata" si legge in una nota che aggiunge che Ankara "continuerà a lavorare per restituire alla regione una pace duratura e stabilità".
Madrid: "Inaccettabile che Israele prosegua invasione Libano dopo accordo tregua con Usa"
La Spagna giudica "inaccettabile" il proseguimento dell'invasione del Libano da parte delle forze israeliane dopo il raggiungimento di un accordo per una tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran. "Devono essere chiusi tutti i fronti e tutti i fronti significa anche il Libano. E' inaccettabile che prosegua la guerra di Israele, l'invasione di Israele di un Paese sovrano come il Libano", ha dichiarato il ministro degli Esteri, Jose Manuel Albares, citato da Rne. Il Premier Pedro Sanchez ha accolto positivamente il cessate il fuoco come "una notizia positiva" pur precisando che la Spagna "non intende applaudire a chi ha innescato l'incendio del mondo solo perché si presentano con un secchio d'acqua".
Consiglio supremo Iran: "Raggiunta la vittoria ma non è ancora finita"
"Ci congratuliamo con tutto il popolo iraniano per questa vittoria e sottolineiamo che, fino a quando non saranno definiti i dettagli di questa vittoria, è ancora necessaria perseveranza e prudenza da parte delle autorità e il mantenimento dell'unità e della solidarietà del popolo iraniano". Così il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Fars.
Abu Dhabi: "Tre feriti da detriti da proiettile intercettato, sospesa produzione gas ad Habshan"
Detriti precipitati in seguito all'intercettazione di un proiettile negli Emirati arabi uniti hanno provocato il ferimento di tre persone, due di nazionalità emiratina, una indiana, e un incendio in un impianto per la produzione di gas. L'attività dell'impianto del trattamento del gas di Habshan è stata sospesa a causa dell'incidente, hanno reso noto le autorità di Abu Dhabi.
Idf: "Interrotti gli attacchi all'Iran, avanti lotta a Hezbollah"
L'aeronautica israeliana non ha condotto alcun attacco in Iran dalle 3 del mattino circa, ora in cui, secondo l'Idf, avrebbe effettuato una serie di attacchi volti a ridurre il lancio di missili balistici iraniani contro Israele. Nel frattempo, l'esercito afferma di "continuare a combattere contro l'organizzazione terroristica Hezbollah in Libano". Durante l'ondata di attacchi "estesi" che ha colpito l'Iran nella notte, i caccia dell'aeronautica israeliana hanno colpito siti di lancio e lanciatori di missili balistici, "con l'obiettivo di ridurre e sopprimere significativamente la portata dei lanci", afferma l'esercito. "I caccia dell'aeronautica israeliana, sotto il comando della Direzione dell'intelligence militare, hanno colpito decine di siti di lancio, interrompendo così un più ampio lancio di missili balistici diretti contro lo Stato di Israele", afferma l'Idf in un comunicato.
La Cina non conferma se assumerà il ruolo di garante della sicurezza
Il governo cinese ha rifiutato di confermare se assumerà un ruolo di garante della sicurezza nella regione mediorientale, in seguito alla richiesta dell'Iran, e ha ribadito il suo impegno per una soluzione diplomatica che ponga fine al conflitto. La portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, ha risposto alle notizie relative a una richiesta dell'ambasciatore iraniano a Pea garantire la stabilità nella regione dopo l'annuncio di una tregua tra Teheran e Washington. Mao ha evitato di confermare un coinvolgimento specifico della Cina in merito, limitandosi ad affermare che il Paese "manterrà i contatti con tutte le parti" e continuerà a lavorare per "portare la situazione verso una cessazione globale delle ostilita'". La portavoce ha sottolineato che la Cina ha sempre sostenuto la risoluzione delle controversie attraverso mezzi politici e diplomatici e ha ricordato i contatti mantenuti con i Paesi coinvolti fin dall'inizio del conflitto. Allo stesso tempo, ha sostenuto che l'impatto sull'economia globale e sulla sicurezza energetica deriva dalla guerra e ha ribadito l'opposizione di Pechino alle sanzioni unilaterali prive del sostegno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Kallas: "Le cause alla base della guerra in Iran ancora irrisolte"
"L'accordo tra Stati Uniti e Iran sul cessate il fuoco rappresenta un passo indietro dal baratro dopo settimane di escalation", ha commentato Kallas su X dopo l'annuncio della tregua. "Offre un'occasione fondamentale per attenuare le minacce, fermare i missili, ripristinare il traffico marittimo e creare spazio per la diplomazia in vista di un accordo duraturo: lo Stretto di Ormuz deve essere nuovamente aperto al traffico", ha aggiunto. "Ho parlato con il ministro degli Esteri pakistano e l'ho ringraziato per aver garantito questo accordo iniziale. La porta alla mediazione deve rimanere aperta, poiché le cause alla base della guerra rimangono irrisolte: l'Ue è pronta a sostenere tali sforzi ed è in contatto con i partner nella regione. Ne discuterò oggi in Arabia Saudita".
Iran, attacco a impianto gas negli Emirati: 3 feriti e stop produzione (2)
L'incidente, provocato dalla caduta di detriti dopo l'intercettazione di un missile, ha innescato incendi nell'impianto di trattamento del gas di Habshan. I feriti, hanno reso noto le autorità, sono due cittadini emiratini e un indiano.
Guerra in Iran, come si è arrivati alla tregua con gli Usa e cosa può succedere ora
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran è arrivato nel cuore della notte italiana, a meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum di Donald Trump a riaprire Hormuz. Le operazioni militari sono sospese “per un periodo di due settimane”, ha fatto sapere il presidente Usa, tempo che sarà usato per cercare di concludere una pace duratura. A giocare un ruolo centrale nelle trattative - frenetiche - delle ultime ore è stato il Pakistan, attivo come mediatore tra le parti.
Guerra in Iran, ecco come si è arrivati alla tregua con gli Usa
Vai al contenutoCrosetto: "Il mondo non può permettersi Hormuz venga bloccato per troppo tempo"
''Il mondo non può permettersi che lo stretto di Hormuz venga bloccato per troppo tempo, perché ci rendiamo conto dell'impatto che sta avendo sulle nostre economie, nella vita di ognuno di noi, e parliamo di un petrolio ancora a prezzi bassi, se questo proseguisse potrebbe rialzarsi ancora e sarebbe ancora più grande l'impatto economico. Quindi bisogna riaprire Hormuz prima possibile e per farlo occorre arrivare a una tregua o a una pace''. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a 'Porta a Porta' su Raiuno in onda ieri sera.
Una vittoria militare è possibile ma ''non in una notte. La nostra esperienza ci ha insegnato, basti pensare all'Afghanistan, che un Paese non cade in una notte, ma neanche in un giorno o in un mese. La resistenza degli Stati è data dalla capacità di soffrire che hanno le popolazioni'', ha detto. ''Penso vorrà scatenare un attacco più pesante di quelli scatenati finora ma io mi auguro sempre che questa guerra possa finire come quella in Ucraina'', ha aggiunto.
''Noi stiamo lavorando perché non ci sia nessuna apocalisse, perché anche se questa guerra non ci riguarda, anche se abbiamo detto fin dall'inizio che la consideriamo illegittima e che non doveva partire nel modo in cui è partita, nonostante quello abbiamo visto che tutto quello che succede anche a migliaia di chilometri di distanza poi si ripercuote su di noi, sulla nostra sicurezza e sulle nostre famiglie. Quindi fino all'ultimo cerchiamo di scongiurare anche dei modi eccessivi con cui fare la guerra. Perché c'è guerra e guerra'', ha detto.
Costa: "Bene la tregua, esorto tutte le parti a rispettarne i termini"
"Accolgo con favore l'annuncio da parte degli Stati Uniti e dell'Iran di un cessate il fuoco della durata di due settimane. Esorto tutte le parti a rispettarne i termini al fine di raggiungere una pace duratura nella regione. L'Ue è pronta a sostenere gli sforzi in corso e rimane in stretto contatto con i propri partner nella regione. Ringrazio il Pakistan e tutte le altre parti coinvolte nel facilitare questo accordo". Lo afferma il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
Turchia: "Sia rispettato il cessate il fuoco tra Usa, Israele e Iran"
"Il cessate il fuoco temporaneo deve essere pienamente attuato sul campo e ci auguriamo che tutte le parti rispettino l'accordo". Lo ha affermato il ministero degli Esteri turco, in riferimento all'intesa tra Usa, Israele e Iran per una tregua di due settimane. "Accogliamo con favore la decisione di dichiarare un cessate il fuoco temporaneo", si legge nella nota. "Continueremo a fornire tutto il supporto possibile per la buona riuscita dei negoziati che si terranno a Islamabad", ha affermato Ankara, congratulandosi con il Pakistan per il ruolo svolto e auspicando che si arrivi a una "pace duratura" tramite il dialogo e diplomazia.
Rientrati in Francia gli ex detenuti francesi in Iran, presto da Macron
I francesi Cécile Kohler e Jacques Paris sono rientrati questa mattina in Francia, all'indomani della loro partenza dall'Iran, dove hanno scontato oltre tre anni e mezzo di carcere, con accuse di spionaggio per conto di Israele da parte della giustizia iraniana. I due insegnanti francesi, rispettivamente di 41 e 72 anni, sono atterrati all'aeroporto di Parigi Charles de Gaulle poco prima delle nove del mattino a bordo di un volo commerciale, accolto dai servizi del Quai d'Orsay, il ministero degli Esteri della Francia da tempo impegnato per la loro liberazione. In mattinata, Kohler e Paris incontreranno i loro famigliari prima di venire ricevuti all'Eliseo dal presidente, Emmanuel Macron. Insegnante di lettere lei, prof in pensione lui, Kohler e Paris vennero arrestati il 7 maggio 2022, nell'ultimo giorno di un viaggio turistico in Iran. A ottobre vennero rispettivamente condannati a 20 anni e 17 anni di carcere, in particolare, per spionaggio, prima di venire rimessi in libertà il 4 novembre con il divieto di lasciare l'Iran. La diplomazia ha lavorato incessantemente per ottenerne la liberazione, in un contesto reso ancora più complicato dalla guerra d'Iran. Unanime il plauso della classe politica francese per il lavoro realizzato. ''La Francia ha mostrato un volto di unità, di mobilitazione senza sosta per ottenere questa liberazione", plaude la presidente dell'Assemblea Nazionale Yaël Braun-Pivet mentre l'esponente del comitato di sostegno a Kohler e Paris, avvocato, Thierry Moser, si dice ''pazzo di gioia'' dopo l'annuncio di Macron. ''Ho le lacrime agli occhi - dice alla France Presse - Faccio quasi fatica a parlarne, talmente sono pazzo di gioia".
Attacco a impianto gas negli Emirati, 3 feriti e stop produzione
Tre persone sono rimaste ferite in un attacco notturno a un complesso gasiero negli Emirati Arabi Uniti. La produzione è stata sospesa.
Netblocks: "Il black out di Internet in Iran è in corso da 40 giorni"
L'osservatorio della rete Netblocks ha denunciato che il blocco quasi totale di internet in Iran, imposto dopo l'inizio della guerra con Stati Uniti e Israele, è giunto al quarantesimo giorno. "La misura di censura in tempo di guerra continua anche se i regimi statunitense e iraniano dichiarano entrambi vittoria, con il popolo iraniano ancora una volta lasciato nel buio", ha affermato in un messaggio su X Netblocks, che ha monitorato le restrizioni imposte sulla rete da quando sono entrate in vigore il 28 febbraio, mentre già il 5 aprile il blocco era diventato il più lungo mai registrato nella storia del Paese.
Trump: "L'uranio sarà perfettamente gestito, vittoria totale per gli Usa"
L'uranio iraniano sarà "perfettamente gestito" nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco di due settimane con Teheran. Lo ha assicurato Donald Trump, parlando nella notte con l'Afp: "Questo sarà perfettamente gestito, altrimenti non avrei accettato l'accordo", Quindi il presidente ha rivendicato che gli Stati Uniti hanno ottenuto una "vittoria totale e completa, al cento per cento, senza alcun dubbio".
Pechino: "Accogliamo con favore il cessate il fuoco in Iran"
La Cina ha dichiarato di accogliere con favore il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, dopo che i due Paesi hanno concordato una tregua di due settimane poco prima della scadenza fissata dal presidente statunitense Donald Trump. "La Cina accoglie con favore l'annuncio da parte delle parti interessate del raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning.
Palazzo Chigi: "I civili non possono pagare prezzo colpe loro governanti"
"E' fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti". Si legge in una nota di ieri sera di Palazzo Chigi.
Palazzo Chigi: "Ferma e risoluta condanna condotte Teheran"
"Il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l’evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un’ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili". Si legge in una nota di ieri sera di Palazzo Chigi.
"L’Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz — arteria vitale per l’economia globale — fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo".
Trump: "Usa aiuteranno a gestire il traffico a Hormuz, può essere età dell'oro in Medio Oriente"
"Un grande giorno per la pace nel mondo. L'Iran vuole accada, ne hanno abbastanza! E lo stesso vale per tutti gli altri!". Esordisce così Donald Trump in un nuovo post su Truth, dopo l'annuncio di due settimane di tregua, in cui afferma che "gli Stati Uniti aiuteranno a gestire l'accumulo di traffico nello Stretto di Hormuz" e parla di "Età dell'Oro in Medio Oriente".
"Ci saranno molte iniziative positive! Si faranno molti soldi. L'Iran può avviare il processo di ricostruzione", scrive il presidente degli Stati Uniti dopo settimane di raid contro la Repubblica islamica il cui avvio era stato annunciato da Usa e Israele la mattina dello scorso 28 febbraio.
"Caricheremo rifornimenti di ogni tipo e resteremo semplicemente 'in giro' per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso sarà così - conclude - Come negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l'Età dell'Oro del Medio Oriente".
L'Iraq annuncia la riapertura dello spazio aereo
L'Iraq annuncia la riapertura del proprio spazio aereo, chiuso dall'inizio della guerra di Usa e Israeled contro l'Iran.
Media Iran: "Ghalibaf capo negoziatore, Vance guiderà la delegazione Usa"
Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è stato designato come capo negoziatore iraniano in vista dei colloqui di venerdì con gli Stati Uniti a Islamabad: lo riporta l'agenzia iraniana Isna, citata da Tass. Secondo l'agenzia di stampa, il vicepresidente statunitense JD Vance sarà a capo della delegazione americana.
Von der Leyen: "Bene cessate fuoco, ora continuare negoziati"
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen accoglie" con favore" il cessate il fuoco di due settimane concordato la scorsa notte da Stati Uniti e Iran, che "porta una de-escalation quanto mai necessaria", come dichiara via social, ringraziando il Pakistan per la sua mediazione. "Ora è fondamentale che i negoziati per una soluzione duratura a questo conflitto continuino. Continueremo a coordinarci con i nostri partner a tal fine", aggiunge la leader dell'esecutivo Ue.
Egitto: "Usa danno una possibilità alla diplomazia"
L'Egitto nelle ultime settimane ha contribuito a fare da tramite tra Stati Uniti e Iran. In una telefonata notturna con l'inviato statunitense Steve Witkoff, il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha "espresso il suo profondo apprezzamento per questo importante passo americano volto a dare una possibilita' alla diplomazia e ad avviare un serio processo di negoziati tra Stati Uniti e Iran". Il ministero degli Esteri ha affermato che la tregua rappresenta "un'opportunità cruciale da cogliere per spianare la strada ai negoziati" e ha ribadito l'impegno dell'Egitto a "proseguire con sforzi instancabili" insieme a Pakistan e Turchia.
Madrid: "Cessate il fuoco Usa con Iran passo necessario ma non definitivo"
"Tutti concordiamo che oggi è un giorno di speranza e allegria, perché dopo 40 giorni di guerra finalmente è arrivata un po' di luce. Ma si tratta di due settimane, non è molto tempo, le posizioni restano lontane". Lo ha detto il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, nel commentare l'accordo annunciato dal presidente statunitense Donald Trump per estendere di due settimane l'ultimatum all'Iran con lo stop temporaneo delle ostilità. "Siamo ancora lontani dal raggiungere ciò che vogliamo, il cessate il fuoco è un passo necessario, ma non definitivo", ha rilevato Albares. Il capo della diplomazia spagnola ha assicurato che "l'Umanità è stata pericolosamente vicina al disastro" in relazione alle ultime minacce del tycoon statunitense di "fine di una civilità" in Iran. "Non è un linguaggio che si suole vedere in presidenti democratici", ha rilevato Albares, assicurando che "quando" una minaccia tale "viene dal presidente della prima potenza al mondo, tendo a prenderla seriamente". "Stiamo parlando di qualcosa inassumibile per l'Umanità che avrebbe comportato una escalation impensabile", come non si è vista dalla Seconda Guerra monfiale, ha aggiunto. Secondo Madrid, Iran ritiene "in maniera corretta" che il Libano debba essere parte dei negoziati, mentre Israele "lascia chiaro che non lo è". Albares ha fatto appello alla comunità internazionale a fare pressione per "ottenere la fine dei bombardamenti" su Iran e il "lancio ingiustificato di missili e di droni" dal Paese degli Ayatollah in tutto il Medio Oriente.
Macron: "Bene cessate il fuoco ma includa Libano pienamente"
Il presidente francese Emmanuel Macron accoglie con favore il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, definendolo "un'ottima cosa", aggiunge tuttavia che debba includere "pienamente" il Libano.
Esercito libanese ai civili: "Non tornate nei villaggi del Libano meridionale"
L'esercito libanese ha invitato i civili a non tornare nei villaggi del Libano meridionale, dopo che Israele ha dichiarato che il cessate il fuoco in Iran non si applica ai combattimenti contro Hezbollah. "Alla luce degli sviluppi regionali e della diffusione di notizie su un cessate il fuoco, il comando dell'esercito invita i cittadini ad astenersi dal tornare nei villaggi e nelle città del sud e ad evitare di avvicinarsi alle zone in cui le forze di occupazione israeliane sono avanzate, al fine di preservare la propria sicurezza, soprattutto perché potrebbero esporre le proprie vite al pericolo di continui attacchi israeliani", si legge in un comunicato delle Forze Armate libanesi.
Nella notte, il primo ministro del Pakistan, che ha svolto un ruolo chiave di mediatore tra Washington e Teheran, ha affermato che il cessate il fuoco in Iran si sarebbe applicato anche al Libano. Ma l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava il contrario, e questa mattina i media libanesi hanno riportato nuovi attacchi israeliani.
Egitto: "Passo positivo, ora qualsiasi intesa tenga conto sicurezza Paesi Golfo"
L'Egitto plaude all'annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di una "sospensione di due settimane" delle operazioni militari contro l'Iran, parla di "un passo positivo" verso la "de-escalation" e per "contenere le tensioni nella regione". Per il ministero degli Esteri del Cairo, rilanciano i media ufficiali egiziani, la decisione di Trump e la "risposta" dell'Iran costituiscono "un'occasione cruciale" per portare avanti "negoziati" e "diplomazia".
Il Cairo evidenzia "la massima importanza del rispetto di sovranità, unità e integrità territoriale dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo e della Giordania". E, si legge, "qualsiasi accordo" dovesse essere raggiunto nei prossimi negoziati "dovrà tenere conto delle loro preoccupazioni legittime di sicurezza". L'Egitto conferma il sostegno alle iniziative per pace e sicurezza e fa sapere che continuerà "gli sforzi intensi con Pakistan e Turchia nel lavoro con i partner della regione e a livello internazionale per rafforzare sicurezza e stabilità nella regione".
Milizie filo-iraniane in Iraq annunciano stop attacchi di due settimane
Le fazioni armate filo-iraniane in Iraq hanno annunciato oggi una sospensione di due settimane dei loro attacchi contro le "basi nemiche" nella regione, dopo l'inizio di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. "La Resistenza islamica in Iraq annuncia la sospensione delle sue operazioni in Iraq e nella regione per due settimane", ha affermato l'alleanza in una breve dichiarazione su Telegram.
Borsa, l'Asia chiude in forte rialzo e brinda alla tregua Usa-Iran (2)
Le Borse asiatiche chiudono in netto rialzo e brindano alla tregua tra Usa e Iran, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Una decisione che ha portato all'immediato crollo del prezzo del petrolio e del gas. Un quadro che potrebbe scongiurare l'aumento dell'inflazione ed un eventuale intervento delle banche centrali sui tassi d'interesse. Vola Tokyo (+5,39%). Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro, a 158,19, e sì è andato svalutando sull'euro a 185,00. A contrattazioni ancora in corso corrono Hong Kong (+3,2%), Shanghai (+2,5%), Shenzhen (+4,18%), Seul (+6,87%) e Mumbai (+3,82%).
Media: "Cina intervenuta direttamente per convincere Teheran ad accettare tregua"
La Cina è intervenuta per persuadere Teheran ad accettare la tregua provvisoria con gli Stati Uniti, con un contatto diretto con l'Iran, rende noto l'agenzia Ap rilanciata dalla Tass. In un primo momento, Pechino ha cercato di operare attraverso intermediari, inclusi il Pakistan, La Turchia e l'Egitto ma in seguito si è esposta direttamente con contatti diretti con il governo iraniano al fine di facilitare una prima intesa.
Unione Africana: "Impegno per de-escalation"
Il presidente della Commissione dell'Unione Africana (UA), Mahmoud Ali Youssouf, ha accolto con favore mercoledi' l'annuncio di un "cessate il fuoco immediato" tra Iran, Stati Uniti e i rispettivi alleati. In una dichiarazione rilasciata dal suo portavoce, Nuur Mohamud Sheekh, Youssouf ha affermato che si tratta di "un passo significativo" che riflette "una leadership lodevole e un impegno condiviso per la de-escalation". Il capo della Commissione ha sottolineato che questo cessate il fuoco rappresenta "un'opportunità cruciale per alleviare le sofferenze delle popolazioni colpite, sia direttamente che indirettamente". Il presidente ha esortato tutte le parti a "mantenere il dialogo e lo slancio verso una pace duratura e globale", riaffermando che la diplomazia, guidata dalla Carta delle Nazioni Unite, rimane "l'unica via percorribile per risolvere le crisi internazionali".
Kallas: "L'accordo un passo indietro dall'orlo del baratro"
L'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Stati Uniti e Iran "è un passo indietro dall'orlo del baratro dopo settimane di escalation". Lo dichiara via social l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, sottolineando che la svolta "crea un'opportunità quanto mai necessaria per attenuare le minacce, fermare i missili, riavviare la navigazione e creare spazio per la diplomazia in vista di un accordo duraturo".
"Lo Stretto di Hormuz deve essere nuovamente aperto al passaggio", aggiunge Kallas, rendendo noto di aver parlato con il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e averlo ringraziato "per aver garantito questo accordo iniziale. La porta alla mediazione deve rimanere aperta, poiché le cause profonde della guerra restano irrisolte. L'Ue è pronta a sostenere tali sforzi ed è in contatto con i partner della regione", conclude l'Alta rappresentante, anticipando che discuterà di questi temi oggi, nel corso della sua visita in Arabia Saudita.
Borsa, l'Asia chiude in forte rialzo e brinda alla tregua Usa-Iran
Le Borse asiatiche chiudono in netto rialzo e brindano alla tregua tra Usa e Iran, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Una decisione che ha portato all'immediato crollo del prezzo del petrolio e del gas. Un quadro che potrebbe scongiurare l'aumento dell'inflazione ed un eventuale intervento delle banche centrali sui tassi d'interesse. Vola Tokyo (+5,39%). Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro, a 158,19, e sì è andato svalutando sull'euro a 185,00. A contrattazioni ancora in corso corrono Hong Kong (+3,2%), Shanghai (+2,5%), Shenzhen (+4,18%), Seul (+6,87%) e Mumbai (+3,82%).
Liberman: "La tregua è un'opportunità per Teheran di riorganizzarsi"
Il cessate il fuoco nella guerra con l'Iran "offre al regime degli ayatollah l'opportunità di riorganizzarsi". Lo ha scritto su X Avigdor Liberman, ex ministro della Difesa israeliano e presidente di Yisrael BeiteinuIn, criticando l'accordo annunciato dal presidente americano Donald Trump e approvato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. "Qualsiasi accordo con l'Iran, senza rinunciare alla distruzione di Israele, all'arricchimento dell'uranio, alla produzione di missili balistici e al sostegno alle organizzazioni terroristiche nella regione, significa che dovremo tornare per un altro round in condizioni più dure e pagare un prezzo più alto", ha aggiunto.
Merz chiede avvio di negoziati per un accordo definitivo
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha accolto con favore il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e ha chiesto l'avvio di negoziati nei prossimi giorni per una "fine definitiva" della guerra. "Il governo accoglie con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato stasera tra Stati Uniti e Iran. Ringrazia il Pakistan per il suo ruolo di mediatore in questo importante accordo", ha dichiarato il cancelliere tedesco in un comunicato, in cui ha affermato che "l'obiettivo ora deve essere" negoziare una "fine definitiva della guerra". "L'obiettivo ora deve essere negoziare una fine definitiva della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere raggiunto solo attraverso mezzi diplomatici", ha affermato Merz. Per il cancelliere tedesco, i negoziati diplomatici servono alla sicurezza della popolazione civile iraniana e alla sicurezza in Medio Oriente, oltre a contribuire a prevenire "una crisi energetica globale". Secondo Merz, il governo tedesco "sostiene gli sforzi diplomatici", è in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner internazionali e rimane pronto a contribuire alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "La Germania contribuirà in modo adeguato a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha concluso Merz.
Due feriti in Bahrein per attacco di un drone
Il ministero dell'Interno del Bahrein annuncia che due persone sono rimaste ferite nell'attacco lanciato dall'Iran con un drone.
Kallas oggi e domani in visita in Arabia Saudita
Dall'8 al 9 aprile, l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, si recherà in Arabia Saudita. Lo fa sapere in una nota il Servizio europeo per l'azione esterna, il servizio diplomatico dell'Ue. A Riyadh, Kallas incontrerà il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud. Inoltre, incontrerà, tra gli altri, il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Al Budaiwi.
Starmer oggi nel Golfo: "L'accordo diventi duraturo"
Il primo ministro britannico Keir Starmer si recherà oggi negli Stati del Golfo per incontrare i leader regionali e lavorare per far rispettare il cessate il fuoco, ha annunciato Downing Street. "Accolgo con favore l'accordo di cessate il fuoco raggiunto ieri sera", ha dichiarato Starmer in un comunicato. "Insieme ai nostri partner, dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere questo cessate il fuoco, renderlo un accordo duraturo e riaprire lo Stretto di Hormuz".
Iran-Usa, tutte le reazioni dopo l’accordo sul cessate il fuoco di due settimane
Quando mancava circa un’ora alla scadenza dell’ultimatum imposto da Donald Trump, gli Stati Uniti e l’Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane. Il presidente Usa ha precisato che lo stop vale "a condizione che l'Iran acconsenta all'apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz". Nei prossimi giorni il primo round di trattative per la pace a Islamabad. Ecco le principali reazioni internazionali
Iran-Usa, le reazioni dopo accordo sul cessate il fuoco di 2 settimane
Vai al contenutoEmirati: "Il cessate il fuoco è una vittoria"
Un alto funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che il suo Paese è uscito vittorioso dalla guerra tra Stati Uniti e Iran, dopo che le due nazioni hanno annunciato una tregua di due settimane. "Gli Emirati Arabi Uniti sono usciti vittoriosi da una guerra che abbiamo sinceramente cercato di evitare", ha affermato il consigliere presidenziale Anwar Gargash in un post su X. "Oggi siamo pronti ad affrontare un complesso scenario regionale con maggiori risorse, una comprensione più profonda e una capacità più solida di influenzare e plasmare il futuro".
Missione Starmer nel Golfo per colloqui con leader regione
Missione in Medio Oriente per il premier britannico Keir Starmer. Durante la visita Starmer incontrerà i leader dei Paesi del Golfo per "parlare del lavoro diplomatico per sostenere e mantenere il cessate il fuoco", hanno annunciato da Downing Street, come riportano i media britannici, senza altri dettagli.
Tajani: "La tregua una buona notizia per l'area e per la nostra economia"
"La sospensione di combattimenti per due settimane è un fatto molto positivo". Lo ha detto al Tg5 il ministro degli Esteri Antono Tajani, parlando della tregua nella guerra di Usa e Israele contro l'Iran. "E' una buona notizia - ha detto ancora il vice premier - che va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l'area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando sotto i 100 dollari. Una boccata di ossigeno per il nostro sistema".
"L'impennata del prezzo dell'energia sarebbe stato un duro colpo alla nostra economia - ha concluso - Speriamo che in questo periodo di due settimane si raggiungano degli accordi. L'Iran non può avere l'arma atomica ed è bene che gli Usa non bombardino la popolazione civile. La soluzione negoziale è la più auspicabile, la sosteniamo assieme a tutta l'Unione Europea. Vedermo cosa succederà in Libano dove la situazione è più complicata".
Trump estende di due settimane l'ultimatum all'Iran
Media: "Nuovi attacchi nel sud del Libano"
Media statali libanesi segnalano nuovi attacchi israeliani nel sud del Paese.
Idf emette avviso evacuazione per Tiro, nel sud del Libano
L'esercito israeliano emette un nuovo avviso di evacuazione per la zona di Tiro, nel Libano meridionale.
Tajani: "Il cessate il fuoco va in direzione di un accordo"
"E' certamente un fatto molto positivo la sospensione dei combattimenti per due settimane da nella direzione di un accordo auspicabile" ha detto al Tg5 il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Noi stiamo lavorando sempre perché ci sia una soluzione pacifica di questo conflitto. E' una buona notizia per la popolazione civile dell'Iran, è una buona notizia per le popolazioni civile dell'area dei paesi dell'area del Golfo, e' una buona notizia anche per la nostra economia. Il prezzo del petrolio gia' sta calando sotto i 100 dollari e questo dà una boccata d'ossigeno anche al nostro sistema perché purtroppo un'impennata per il prezzo dell'energia sarebbe stato un duro colpo per la nostra economia ora speriamo che queste due settimane si trasformino in un periodo di accordi. Giustamente l'Iran non può avere la bomba atomica arma atomica che rappresenterebbe un pericolo per tutta l'area. Bene che gli americani non bombardino più per la popolazione civile e quindi la soluzione negoziale è la migliore soluzione possibile che noi sosteniamo insieme a tutti i paesi dell'Unione Europea, quindi siano disponibili a sostenere tutte le azioni che possono portare a fermo della guerra vediamo cosa accadrà in Libano perché anche lì mi pare che la situazione sia invece piuttosto complicata".
Iata: "Mesi per tornare a forniture necessarie di carburante per jet"
Il direttore generale dell'International Air Transport Association (Iata), Willie Walsh, ha dichiarato che, anche con lo Stretto di Hormuz riaperto alla navigazione, "ci vorranno ancora mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari" di carburante per aerei, "viste le interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente". "Non credo che accadrà in poche settimane", ha detto Walsh in una conferenza stampa a Singapore.
Lapid attacca Netanyahu: "Cessate fuoco con Iran un disastro diplomatico"
Il leader dell'opposizione in Israele, Yair Lapid attacca duramente il primo ministro in merito al cessate il fuoco con l'Iran, che definisce un "disastro diplomatico". "Non c'è mai stato un disastro diplomatico simile in tutta la nostra storia", scrive Lapid su X. "Israele non era nemmeno presente al tavolo delle trattative quando sono state prese decisioni riguardanti il cuore della nostra sicurezza nazionale". Lapid afferma che, mentre "l'esercito ha fatto tutto ciò che gli è stato chiesto [e] la popolazione ha dimostrato una notevole resilienza", il primo ministro Netanyahu "ha fallito diplomaticamente, ha fallito strategicamente e non ha raggiunto nessuno degli obiettivi che lui stesso si era prefissato".
Merz: "Bene la tregua, ora negoziare per una fine duratura della guerra"
"Accolgo con favore la tregua di due settimane concordata tra Stati Uniti e Iran durante la notte". Così in un post su X il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ringrazia il Pakistan per la mediazione. "L'obiettivo ora - sottolinea - deve essere negoziare una fine duratura della guerra. A tal fine siamo in stretto contatto con i nostri partner".
Oman: "Bene la tregua, ora intensificare sforzi per soluzione duratura"
L'Oman "accoglie con favore l'annuncio di un cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti" e sottolinea "l'importanza di intensificare gi sforzi per trovare soluzioni che affrontino le cause profonde della crisi e che portino a una cessazione permanente delle ostilità e degli atti di guerra nella regione". Da Muscat, che nei mesi scorsi ha fatto da mediatore nei colloqui da Washington e Teheran, arriva poi "un elogio agli sforzi compiuti dal Pakistan in questo contesto, così come quelli di tutte le parti che sostengono la fine della guerra".
Casa Bianca: "La tregua una vittoria per gli Usa, obiettivi raggiunti in 38 giorni"
"Questa è una vittoria per gli Stati Uniti, resa possibile dal presidente Trump e dalle nostre Forze Armate incredibili". Ha scritto così in un post su X Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, dopo l'annuncio di una tregua di due settimane tra Iran e Stati Uniti, elogiando il tycoon che "ha ottenuto la riapertura dello Stretto di Hormuz".
"Sin dall'inizio dell'Operazione 'Epic Fury'", lo scorso 28 febbraio, "il presidente Trump ha stimato che sarebbe stata un'operazione di quattro, sei settimane", ha proseguito nel post, e "grazie alla capacità incredibili dei nostri guerrieri abbiamo raggiunto i nostri obiettivi militari principali in 38 giorni e siamo andati oltre".
"Il successo dei nostri militari ha creato una leva forte, consentendo al presidente Trump e al suo team di impegnarsi in negoziati difficili che hanno ora creato uno spiragio per una soluzione diplomatica e pace sul lungo periodo", ha continuato Leavitt, invitando a "non sottovalutare mai la capacità" del tycoon di "portare avanti con successo gli interessi dell'America e negoziare la pace".
Trump: "Ritengo che la Cina abbia spinto Teheran ai negoziati"
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato all'Afp di ritenere che la Cina abbia contribuito a portare l'Iran al tavolo dei negoziati per concludere un accordo di cessate il fuoco di due settimane. “È quello che sento dire”, ha risposto Trump durante un'intervista telefonica, interrogato sul possibile coinvolgimento di Pechino nel convincere Teheran, suo alleato, a negoziare una tregua.
Trump: "Abbiamo ottenuto una vittoria totale e completa al 100%"
Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato all'Afp che gli Stati Uniti hanno ottenuto una “vittoria totale e completa” concludendo un accordo di cessate il fuoco di due settimane con l'Iran. “Una vittoria totale e completa. Al 100%. Non c'è alcun dubbio al riguardo”, ha detto il presidente Trump in una breve intervista dopo l'annuncio dell'accordo.
Iraq, Rubio conferma il rilascio della giornalista Usa
Il segretario di Stato americano ha confermato nella notte il rilascio della giornalista Shelly Kittleson, liberata ieri a Baghdad dopo essere stata rapita una settimana prima dai miliziani di Kataeb Hezbollah. "Sono lieto di annunciare il rilascio di Kittleson, che era stata recentemente rapita da membri dell'organizzazione terroristica straniera Kataeb Hezbollah - si legge in una nota - Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti estende il suo apprezzamento all'Fbi, al dipartimento della Guerra, al personale statunitense di diverse agenzie e al Consiglio Giudiziario Supremo iracheno e ai nostri partner iracheni, per la loro assistenza nel garantire il suo rilascio".
"Questa soluzione riflette il fermo impegno dell'amministrazione Trump per la sicurezza e l'incolumità dei cittadini americani, ovunque essi si trovino nel mondo. Sotto la presidenza Trump, la detenzione illegittima o il rapimento di cittadini statunitensi non saranno tollerati. Siamo sollevati che Kittleson sia ora libera e stiamo lavorando per la sua partenza sicura dall'Iraq".
Israele accetta il cessate il fuoco con Teheran, no tregua in Libano
Israele ha dichiarato di sostenere la decisione del presidente americano Donald Trump di sospendere gli attacchi contro l'Iran per due settimane nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz, ma ha assicurato che la tregua non include il Libano.
Iran, alle 14 conferenza stampa Hegseth e Caine
E' prevista per le 14 ora italiana una conferenza stampa del segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, e del generale Dan Caine, capo degli Stati Maggiori Riuniti. Lo ha reso noto il Dipartimento della Difesa, come riportano i media americani, dopo che nelle scorse ore Donald Trump ha annunciato una tregua di due settimane con l'Iran.
New York Times: "Trump ha sentito Netanyahu e il capo dell'Esercito del Pakistan prima dell'annuncio della tregua"
Due telefonate per Donald Trump poco prima dell'annuncio della tregua di due settimane, passato più di un mese dall'avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran e dopo la discesa in campo del Pakistan come mediatore. A scriverne è il New York Times che cita due funzionari americani secondo cui il tycoon ha sentito il premier israeliano Benjamin Netanyahu e Asim Munir, potente numero uno dell'Esercito pakistano. Munir è noto per essere "il feldmaresciallo preferito di Trump". E Trump, secondo il giornale, lo ha sentito e ha sentito Netanyahu dopo le 17 ora di Washintgton.
"Sulla base delle conversazioni avute con il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e con il feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan, in cui mi è stato chiesto di sospendere l'invio di forze distruttive in Iran previsto per questa sera, e a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, acconsento a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane", aveva scritto Trump su Truth nella notte.
Iran, esplosioni nella capitale del Bahrein
Questa mattina sono state udite delle esplosioni a Manama, capitale del Bahrein, poche ore dopo l'annuncio da parte degli Stati Uniti di un cessate il fuoco di due settimane con l'Iran. "La Protezione Civile ha spento un incendio in una struttura causato dall'aggressione iraniana. Non si segnalano feriti", ha dichiarato il ministero dell'Interno su X.
Iran, premier Pakistan ufficializza i negoziati per venerdì (2)
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad ospiterà delegazioni provenienti da Stati Uniti e Iran nel corso di questa settimana, dopo l'annuncio del cessate il fuoco in Medio Oriente. "Esprimo la mia più profonda gratitudine ai leader di entrambi i Paesi e invito le loro delegazioni a Islamabad venerdi' 10 aprile 2026 per negoziare ulteriormente un accordo definitivo che risolva tutte le controversie", sostiene in un post su X. Il Pakistan, che ha stretto una stretta relazione con il presidente Donald Trump ed è sensibile agli sviluppi nel vicino Iran, è emerso nelle ultime settimane come canale di comunicazione tra Teheran e Washington. "Ci auguriamo vivamente che i 'colloqui di Islamabad' abbiano successo nel raggiungere una pace duratura e desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni", ha dichiarato Sharif.
Iran, premier Pakistan ufficializza i negoziati per venerdì
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che Islamabad ospiterà delegazioni provenienti da Stati Uniti e Iran nel corso di questa settimana, dopo l'annuncio del cessate il fuoco in Medio Oriente. "Esprimo la mia più profonda gratitudine ai leader di entrambi i Paesi e invito le loro delegazioni a Islamabad venerdì 10 aprile 2026 per negoziare ulteriormente un accordo definitivo che risolva tutte le controversie", sostiene in un post su X. Il Pakistan, che ha stretto una stretta relazione con il presidente Donald Trump ed è sensibile agli sviluppi nel vicino Iran, è emerso nelle ultime settimane come canale di comunicazione tra Teheran e Washington. "Ci auguriamo vivamente che i 'colloqui di Islamabad' abbiano successo nel raggiungere una pace duratura e desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni", ha dichiarato Sharif.
Borsa, l'Europa verso un avvio in rialzo con la tregua Usa-Iran
L'accordo tra Usa e Iran per una tregua di due settimane, condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz, è accolto positivamente dai mercati. Sui mercati azionari i listini asiatici festeggiano e si avviano ad una conclusione di seduta brillante. Verso un avvio positivo per l'Europa dove i future sono in forte rialzo. In aumento anche i future di Wall Street. Sul fronte delle materie prime il petrolio affonda. Il Wti lascia sul terreno il 14,42% a 96,63 dollari al barile. Il Brent cede il 13% a 95,06 dollari. Intanto il dollaro si indebolisce sulle principali valute internazionali. L'euro sale a 1,1685 sul biglietto verde. Si rafforzano anche la sterlina e il franco svizzero.
Tregua in Iran, crolla il prezzo del petrolio: sceso sotto i 100 dollari
Dopo che Washington e Teheran hanno concordato una tregua di due settimane, prima dello scadere del termine ultimo fissato da Trump, il prezzo del petrolio è diminuito. Il valore di un barile di greggio Brent con consegna a giugno è crollato di circa il 16%, raggiungendo il livello più basso da metà marzo: 92 dollari. Mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate, con consegna a maggio, ha registrato un calo simile: -18% (93,03 dollari)
Tregua in Iran, crolla il prezzo del petrolio: sotto i 100 dollari
Vai al contenutoCaro carburante e voli cancellati, cosa sapere e come possono tutelarsi i viaggiatori
Caro carburante e voli cancellati, come possono tutelarsi viaggiatori
Vai al contenutoMilizia filoiraniana in Iraq "sospende le operazioni"
Un gruppo di milizie filo-iraniane in Iraq ha annunciato la sospensione delle proprie operazioni militari nella regione per due settimane, pari alla durata dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il gruppo di resistenza iracheno, che rappresenta diverse fazioni filo-iraniane responsabili di una serie di attacchi contro obiettivi legati agli Stati Uniti in Iraq durante la guerra, ha annunciato la sospensione sul proprio canale Telegram. A Baghdad, i sostenitori delle milizie armate irachene hanno celebrato l'accordo tra Stati Uniti e Iran, sventolando le bandiere della resistenza sulle proprie auto in piazza Tahrir. L'Iran ha coltivato per molti anni una rete di milizie per procura in Iraq. Nelle ultime settimane, questi gruppi hanno preso di mira diplomatici e strutture statunitensi in Iraq, tra cui l'ambasciata a Baghdad, colpita da diversi droni.
In Bahrein suona l'allarme missili ore dopo l'accordo sul cessate il fuoco
In Bahrein sono scattate le sirene d'allarme missilistico, poche ore dopo che Stati Uniti e Iran avevano annunciato di aver raggiunto un cessate il fuoco di due settimane, secondo quanto riportato da Ap. Il Ministero dell'Interno del Bahrein ha diffuso l'allarme. L'accordo di cessate il fuoco non specificava immediatamente quando sarebbero cessati i combattimenti. Dopo l'annuncio, l'Iran ha lanciato missili contro gli stati arabi del Golfo e Israele.
Teheran: 'Usa accettano nostro piano, abbiamo vinto'
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Vai al contenutoKallas oggi in Arabia Saudita, esplora vie d'uscita diplomatiche
Oggi l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas è in Arabia Saudita, dove incontrerà, tra gli altri, il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Al Budaiwi. "Questo è un momento pericoloso per la regione: il Golfo è coinvolto in un conflitto che non ha scelto, l'Iran ha lanciato centinaia di droni e missili balistici contro i suoi vicini", nota un funzionario Ue. "Kallas discuterà delle modalità per porre fine ai combattimenti e delle possibili vie d'uscita diplomatiche, la diplomazia funziona meglio faccia a faccia"
Netanyahu: 'Israele sostiene cessate fuoco con Iran. Libano escluso'
Netanyahu: 'Israele sostiene cessate fuoco con Iran. Libano escluso'
Vai al contenutoTrump: grande giornata per la pace mondiale
Una grande giornata per la pace mondiale! L'Iran la vuole, ne ha abbastanza! E così anche tutti gli altri! Gli Stati Uniti d'America aiuteranno a gestire il traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive! Si guadagneranno molti soldi. L'Iran potrà iniziare il processo di ricostruzione. Faremo rifornimento di ogni genere di provviste e resteremo lì a "aspettare" per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che andrà così. Proprio come stiamo vivendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l'età dell'oro del Medio Oriente!!! Lo scrive il presidente degli Usa Donald Trump in un post sul suo social Truth
Trump: 'Grande giornata per pace mondiale, aiuteremo gestione Hormuz'
Vai al contenutoGiappone: bene tregua ma raggiungere accordo definitivo
Il Governo giapponese ha accolto con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato tra Iran e Stati Uniti, ma ha sottolineato che la cosa più importante è che entrambe le parti raggiungano un "accordo definitivo" attraverso la diplomazia. "Accogliamo la notizia come un passo positivo, ma riteniamo che i risultati debbano essere raggiunti attraverso la diplomazia e speriamo che ci sia presto un accordo definitivo", ha affermato il portavoce del governo, Minoru Kihara, nella sua conferenza stampa quotidiana. Il portavoce ha assicurato che Tokyo continuerà a lavorare insieme alla comunità internazionale per contribuire agli sforzi diplomatici, ma ha chiarito che, per il momento, il capo del governo giapponese, Sanae Takaichi, non ha in programma di parlare con i leader di Stati Uniti e Iran.
Guterres: bene accordo su tregua, ora impegno per pace
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha accolto con favore la tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, esortando, nello stesso tempo, tutte le parti a impegnarsi per una pace duratura in Medio Oriente.
Guterres "invita tutte le parti coinvolte nell'attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco, al fine di spianare la strada verso una pace duratura e globale nella regione"
Netanyahu: "Israele sostiene il cessate fuoco temporaneo con l'Iran. Libano escluso"
"Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l'Iran per due settimane, a condizione che l'Iran apra immediatamente lo Stretto e cessi tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene inoltre l'impegno americano per garantire che l'Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per gli Stati Uniti, Israele, i Paesi arabi confinanti con l'Iran e il mondo intero. Gli Stati Uniti hanno informato Israele del loro impegno a raggiungere questi obiettivi, condivisi da Stati Uniti, Israele e dagli alleati regionali di Israele, nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano". Lo comunica l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella prima nota ufficiale sul cessate il fuoco Usa-Iran
Trump: "Penso che la Cina abbia indotto l'Iran a trattare"
"Penso che la Cina" abbia indotto l'Iran a trattare. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista alla Afp. Il presidente volerà a Pechino agli inizi di maggio.
Trump: questione uranio sarà risolta, accordo è vittoria per gli Usa al 100%
La questione dell'uranio iraniano sarà "perfettamente risolta". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista alla France Press, definendo l'accordo con l'Iran una vittoria per gli Stati Uniti. "Vittoria totale e completa. Al 100%. Senza alcun dubbio", ha messo in evidenza.
I democratici contro Trump, ha minacciato un genocidio e concesso Hormuz all'Iran
"La sua dichiarazione non cambia nulla. Il presidente ha minacciato un genocidio contro il popolo iraniano e continua a brandire la minaccia. Deve essere rimosso". Lo afferma la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez continuando a criticare Donald Trump nonostante l'accordo per il cessate il fuoco con l'Iran. L'intesa non piace ai democratici che, anzi, la mettono in dubbio. "Trump ha fatto marcia indietro, e il Congresso non merita alcun credito", ha detto secco il deputato Ro Kahnna. "Sono contento che abbia fatto retromarcia", ha aggiunto il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer. Il democratico Chris Murphy dubita dell'accordo visto che Stati Uniti e Iran sembrano parlare di termini diversi dell'intesa. Il presidente "almeno per il momento ha concesso all'Iran il controllo" dello Stretto di Hormuz che "non aveva prima della guerra", ha spiegato.
'Trump ha sentito Musir e Netanyahu prima dell'annuncio sull'Iran'
Donald Trump ha effettuato due brevi telefonate prima di annunciare il cessate il fuoco con l'Iran. Una a Asim Munir, il capo delle forze armate del Pakistan che ha legami con l'Iran e ha svolto il ruolo di mediatore fra Washinton e Teheran. La seconda al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riporta il New Yokr Times citando alcune fonti. Le due telefonate sono state effettuate dopo le cinque del pomeriggio
Media: 'Usa insisteranno nei negoziati su uranio arricchito, in accordo con Israele'
I media israeliani riportano i commenti di una 'fonte politica di alto livello', secondo cui "gli Stati Uniti hanno coordinato in anticipo con Israele il cessate il fuoco temporaneo. Inoltre è stato assicurato a Israele che, durante i negoziati che si terranno nelle prossime due settimane, gli Stati Uniti insisteranno fermamente sugli obiettivi condivisi dai due Paesi: la rimozione dell'uranio arricchito, l'interruzione dell'arricchimento, la questione dei missili balistici".
Casa Bianca: accordo su tregua è una vittoria per gli Usa
L'accordo di cessate il fuoco con l'Iran è una "vittoria" per gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt: "E' una vittoria per gli Stati Uniti, resa possibile dal presidente Trump e dalle nostre formidabili forze armate", ha scritto su X.
Nyt: "Trump ha trovato via di uscita dall'Iran ma non risolte le cause della guerra"
Donald Trump ha trovato la sua via di uscita in Iran ma le cause della guerra restanno irrisolte. Lo riporta il New York Times osservando come il presidente ha prima minacciato di far "morire la civiltà" iraniana e dieci ore dopo si è tirato indietro. "La sua tattica di spingere la retorica a livelli astronomici ha certamente aiutato Trump a trovare quella via di uscita che cercava da settimane. Questo successo di per sé potrebbe alimentare la sua convinzione che le tattiche apprese nel mondo immobiliare di New York, quali ignorare le vecchie convenzioni e avanzare richieste massimaliste, funzionano anche nel mondo geopolitico", mette in evidenza il New York Times. "Senza dubbio si è trattato di una vittoria tattica strappata all'ultimo respiro" ma una vittoria che "non risolve nessuno dei problemi fondamentali che hanno portato alla guerra", ha aggiunto il quotidiano precisando che ora Trump si trova davanti alla sfida di dover raggiungere non solo un accordo duraturo con l'Iran ma di dimostrate al mondo che il conflitto andava combattuto.
Media: primo giro di negoziati venerdì 10 aprile a Islamabad
Secondo quanto riferito dalla Cnn, che cita fonti del governo statunitense, il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance sarà presente ai colloqui previsti a Islamabad, così come l'inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero del presidente statunitense, Jared Kushner.
Iraq: 'Bene il cessate il fuoco, ora un dialogo serio e duraturo'
Il ministero degli Esteri iracheno ha dichiarato di aver "accolto con favore" il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, auspicando un "dialogo serio e duraturo" tra i due Paesi. Il ministero "invita a consolidare questo passo positivo avviando percorsi di dialogo seri e duraturi che affrontino le cause profonde delle controversie e rafforzino la fiducia reciproca", si legge in un messaggio pubblicato su X.
Israele denuncia lancio missili iraniani su suo territorio
L'esercito israeliano ha diffuso tre avvisi in rapida successione segnalando che l'Iran aveva lanciato missili contro il suo territorio. Gli avvisi sono stati emessi dopo che Trump ha dichiarato di aver acconsentito a sospendere di due settimane un attacco e contro l'Iran e di essere pronto a un cessate il fuoco nella guerra se Teheran riaprirà completamente lo Stretto di Hormuz. "L'esercito israeliano ha individuato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", ha dichiarato l'esercito sul proprio canale Telegram ufficiale. Secondo i corrispondenti dell'Afp, sono state udite esplosioni da Gerusalemme e da Gerico.
Pakistan: "Il cessate il fuoco vale ovunque, anche in Libano"
Sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, inclusi il Libano e altrove". Lo afferma il premier del Pakistan Shehbaz Sharif su X.
Guerra Iran-Usa, i dieci punti della proposta di pace
Guerra Iran-Usa, i dieci punti della proposta di pace
Vai al contenuto'Gli Usa pronti a colloqui diretti, a Islamabad anche Vance'
L'amministrazione Trump si prepara a colloqui diretti con l'Iran. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti secondo le quali per la Casa Bianca a Islamabad dovrebbero esserci il vicepresidente JD Vance, oltre agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.
Corsa al ribasso per il petrolio, perde il 18%
Il petrolio crolla con il cessate il fuoco. Il Wti arriva a perdere fino al 18% scendendo ben sotto i 100 dollari al barile a 93,03 dollari
Teheran: in proposte anche arricchimento uranio
Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran ha affermato che la proposta in 10 punti agli Stati Uniti include l'accettazione dell'arricchimento dell'uranio. E' quanto emerge in una dichiarazione diffusa sui social
Media: 'Israele sorpreso ma rispettiamo il cessate il fuoco'
I media israeliani riportano il commento di una 'fonte israeliana di alto livello' sulla decisione del cessate il fuoco Usa-Iran: "Siamo rimasti sorpresi dall'annuncio di Trump, ma rispettiamo pienamente il cessate il fuoco".
Tv iraniana: "Umiliante ritirata di Trump"
La tv di stato iraniana parla dell'"umiliante ritirata di Trump dalla retorica anti-iraniana. Trump ha accettato le condizioni dell'Iran per la guerra". I media iraniani quindi aggiungono che Trump ha accettato le condizioni dell'Iran per mettere fine alla guerra e annunciato un cessate il fuoco di due settimane
Araghchi: "Stretto di Hormuz riapre per 2 settimane"
"Se gli attacchi nei confronti dell'Iran cessano, le nostre potenti forze armate fermeranno le operazioni difensive. Per un periodo di due settimane, sarà possibile il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate dell'Iran e tenendo in considerazione limitazioni tecniche". Lo afferma il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, annunciando il sì di Teheran al cessate il fuoco di 15 giorni nella guerra con gli Usa.
Iran, i 10 punti della proposta, pedaggio per Hormuz
Dieci punti presentati dall'Iran agli Stati Uniti. Tra le novità, c'è l'ipotesi che l'Iran faccia pagare un pedaggio per il passaggio dallo Stretto di Hormuz. Questi i punti: garanzia che l'Iran non verrà più attaccato; fine permanente della guerra, non solo un cessate il fuoco; fine degli attacchi israeliani in Libano; revoca di tutte le sanzioni statunitensi contro l'Iran; fine di tutti i combattimenti regionali contro gli alleati dell'Iran. In cambio, l'Iran aprirebbe lo Stretto di Hormuz, imporrebbe una tassa di 2 milioni di dollari per nave nello Stretto di Hormuz, dividerebbe questi introiti con l'Oman, stabilirebbe regole per il passaggio sicuro attraverso Hormuz e userebbe i proventi di Hormuz per la ricostruzione invece che per le riparazioni
Usa, attacchi in Iran cessati in linea con accordo cessate il fuoco
Un funzionario statunitense ha dichiarato al New York Times che gli attacchi militari americani contro l'Iran sono cessati, in conformità con l'accordo di cessate il fuoco di due settimane
Teheran: 'Usa accettano nostro piano, abbiamo vinto'
"Ci congratuliamo con il popolo dell'Iran per questa vittoria e ribadiamo che, fino a quando non saranno definiti i dettagli finali della vittoria stessa, funzionari e cittadini devono rimanere uniti e determinati". Il Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica annuncia, come riferiscono Cnn e New York Times, che gli Stati Uniti hanno accettato tutti i 10 punti del piano proposto da Teheran per porre fine alla guerra. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha specificato che il sì al cessate il fuoco è subordinato alla riapertura dello Stretto di Hormuz e ha definito il piano in 10 punti una base per ulteriori negoziati.
Sirene a Gerusalemme per lanci di missili dall'Iran
Le sirene sono suonate a Gerusalemme e nell'area del centro ed est d'Israele in seguito a lanci missilistici dall'Iran. A Gerusalemme si sono sentite esplosioni. Lo constata l'ANSA sul posto
Media: Teheran ha chiesto di cancellare le sanzioni
L'Iran ha inserito nei dieci punti della proposta di tregua agli Stati Uniti la cancellazione delle sanzioni primarie e secondarie. Lo riportano i media iraniani
'Primo round trattative venerdì a Islamabad'
Il primo round di trattative fra Stati Uniti e Iran per un accordo per mettere fine alla guerra è previsto a Islamabad venerdì. Lo riporta Axios citando alcune fonti
Media: "Cessate il fuoco in vigore quando riapre Hormuz"
Il cessate il fuoco sarà in vigore quando l'Iran aprirà lo Stretto di Hormuz. Lo afferma un funzionario della Casa Bianca, secondo quanto riportato da Axios.
Iran, New York Times: Teheran ha accettato proposta di tregua
L'Iran ha accettato la proposta di cessate il fuoco di due settimane avanzata dal Pakistan. Lo riporta il New York Times, citando come fonti tre funzionari iraniani, i quali hanno affermato che il cessate il fuoco è stato approvato dalla nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei. Il New York Times parla anche di un intervento dell'ultimo minuto da parte della Cina
Cnn: Israele è parte del cessate il fuoco in Iran
Israele è parte del cessate il fuoco in Iran. Lo riporta Cnn citando un funzionario dell'amministrazione, secondo il quale Israele è d'accordo nel sospendere i bombardamenti mentre le trattative continuano
Trump: siamo a punto avanzato per una pace a lungo termine con l'Iran
"Siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un Accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l'Iran, nonché la PACE in Medio Oriente". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Abbiamo ricevuto dall'Iran una proposta in 10 punti e riteniamo che essa costituisca una base concreta su cui intavolare le negoziazioni - ha aggiunto il presidente - . La quasi totalità dei vari punti di contesa passati è stata oggetto di intesa tra gli Stati Uniti e l'Iran; tuttavia, un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e perfezionare l'Accordo".
Trump: lo stop a condizione della apertura completa di Hormuz
Lo stop ai bombardamenti è "a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz". Lo afferma Donald Trump. "Sulla base delle conversazioni intrattenute con il Primo Ministro Shehbaz Sharif e con il Feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan — i quali hanno richiesto che io sospendessi la forza distruttiva in fase di invio questa notte verso l'Iran — e a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz, accetto di sospendere i bombardamenti per un periodo di due settimane".
Trump estende la scadenza dell'ultimatum per due settimane
"Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale", afferma Trump sottolineando che "la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l'Iran, nonché la PACE in Medio Oriente".