Da “aprite Hormuz, bastardi” a “un’intera civiltà morirà”, i controversi messaggi di Trump
MondoIntroduzione
La guerra in Iran, scoppiata il 28 febbraio e interrotta da una tregua concordata nella notte italiana tra il 7 e l’8 aprile, è stata scandita non solo dalle operazioni militari ma da una ridda di dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Tump. Dalle minacce a Teheran fino agli attacchi alla NATO e ai suoi membri, sono molte le esternazioni dell’attuale inquilino della Casa Bianca che hanno fatto discutere nelle ultime settimane.
Quello che devi sapere
“Khamenei tra le persone più malvagie della storia”
La guerra è iniziata il 28 febbraio, con attacchi militari che Trump ha definito "un successo”. Per il presidente “abbiamo inflitto danni enormi. Ci vorranno anni per ricostruire". Il primo giorno del conflitto è stato segnato dall’uccisione della Guida suprema: “Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali”.
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“Li stiamo massacrando”
Il giorno dopo, Trump ha fatto sapere che l’operazione in Iran potrebbe durare "quattro settimane o meno”. Mentre il 2 marzo è intervenuto in modo caustico per descrivere l’andamento della guerra: “Li stiamo massacrando. Penso che stia andando molto bene”, specificando comunque che “non abbiamo ancora iniziato a colpirli duramente, la grande ondata non si è ancora verificata. Arriverà presto”.
“Mojtaba un peso piuma e un incompetente”
Dopo l’uccisione di Ali Khamenei, l’Iran ha scelto come suo successero il figlio Mojtaba. Una decisione che non è stata accolta con favore da Trump, che lo ha descritto fin dal 5 marzo come un "peso piuma" e un "incompetente". Il tycoon ha rivendicato di dover “essere coinvolto nella nomina, come con Delcy Rodriguez in Venezuela”. Un’opinione immutata nei giorni successivi, quando in un’intervista ha rifiutato di svelare i piani Usa per Mojtaba ma ha chiesto che “non sono contento di lui”. E poi la minaccia: "Penso che abbiano commesso un grosso errore. Non so se durerà”.
L’Iran è un “impero malvagio”
Da subito il conflitto ha innescato una crisi energetica, con il prezzo del greggio in rapido aumento. Un fatto che non ha scalfito la posizione di Trump: “Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi”, ha rivendicato il 12 marzo. Per poi aggiungere che “di ben più grande interesse e importanza per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l'Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e il mondo. Non permetterò mai che ciò accada".
“Tirare fuori le palle” e attraversare Hormuz
A causare la crisi energetica è stata la chiusura dello stretto di Hormuz, lo stretto lembo di mare che divide l’Oman dall’Iran e da cui prima del conflitto transitava circa il 20% del petrolio globale. Con le imbarcazioni ferme per paura di rappresaglie militari, per Trump la soluzione è “tirare fuori le palle” e attraversare lo Stretto.
“Potrei distruggere completamente Kharg”
Con il proseguo delle operazioni al centro dell’attenzione è finita l’isola di Kharg, snodo cruciale per la produzione di petrolio in Iran: parlandone il 16 marzo, Trump ha sostenuto di "averglielo detto apertamente: la distruggerò completamente". Il presidente ha poi spiegato che il primo attacco sferrato contro l’isola ha distrutto tutti gli obiettivi militari: “È morta dal punto di vista militare”. Per poi ribadire nel corso della giornata che il regime di Teheran è stato "distrutto”.
“La NATO sta facendo un errore stupido”
La chiusura dello stretto di Hormuz è comunque centrale nel corso della guerra, e dopo aver invocato l’aiuto degli Alleati Trump ha rivendicato che “non abbiamo bisogno di nessuno. Siamo la nazione più forte del mondo". Il presidente ha definito la questione della sicurezza dello Stretto un "test" per gli alleati: “È da anni che dico che se mai dovessimo aver bisogno di loro, non ci saranno", per poi evidenziare che “la NATO sta facendo un errore stupido" sull'Iran.
Alleati “vigliacchi, ce ne ricorderemo”
La retorica di Trump sulla NATO però, con il passare dei giorni, si è fatta più incendiaria: il 20 marzo il presidente ha detto che “senza gli Usa" l'Alleanza "è una tigre di carta. Non vogliono unirsi alla battaglia per fermare un Iran con il nucleare .Ora che la battaglia è vinta dal punto di vista militare, con ben pochi pericoli per loro, si lamentano degli altri prezzi del petrolio che devono pagare ma non vogliono aiutare ad aprire lo Stretto di Hormuz. Vigliacchi, ce ne ricorderemo”.
Herzog "un bugiardo, debole e patetico"
Se gli alleati della NATO sono “vigliacchi”, Trump non ha lesinato critiche nemmeno a chi la guerra l’ha condotta al suo fianco: Israele. Il tycoon infatti il 22 marzo ha attaccato duramente il presidente israeliano Isaac Herzog, definendolo "un bugiardo, debole e patetico" per non aver concesso la grazia a Benjamin Netanyahu. Il presidente americano ha sostenuto che Herzog aveva accettato di perdonare il premier israeliano "ma non lo ha mai fatto". "È una persona debole e un uomo patetico per non averlo fatto. Non è un leader", ha attaccato il tycoon: "Bibi dovrebbe concentrarsi sulla guerra, non su queste sciocchezze”.
I negoziatori “facciano i seri prima che sia troppo tardi”
Parole dure sono state pronunciante che nei confronti dei negoziatori iraniani, che secondo Trump “farebbero bene a comportarsi seriamente, presto, prima che sia troppo tardi”. In un post su Truth del 26 marzo il tycoon ha scritto che ”i negoziatori iraniani sono molto strani. Ci stanno implorando per fare un accordo, cosa che dovrebbero fare visto che sono stati obliterati militarmente con zero chance di riprendersi, ma pubblicamente affermano che stanno solo visionando la nostra proposta. SBAGLIATO!!! Farebbero meglio a fare i seri presto, prima che sia troppo tardi", perché in questo caso "NON SI TORNA PIU' INDIETRO".
“Andatevi a prendere il petrolio da soli”
Dopo un nuovo attacco all’Iran, Trump è tornato a concentrarsi sui Paesi colpiti dalla crisi energetica causata dalla guerra: “A tutti quei Paesi che non possono ottenere carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, come il Regno Unito, che si è rifiutato di intervenire nella decapitazione dell'Iran, ho un suggerimento per voi: numero 1, comprate dagli Stati Uniti, ne abbiamo in abbondanza, e numero 2, fatevi coraggio, andate allo Stretto e prendetevelo e basta”, ha scritto su Truth il 31 marzo. "Dovrete iniziare a imparare a difendervi da soli, gli Usa non saranno più lì ad aiutarvi, proprio come voi non siete stati lì per noi".
“NATO tigre di carta, valuto il ritiro”
E poi, un nuovo attacco all’Alleanza Atlantica: “Non sono mai stato convinto dalla NATO. Ho sempre saputo che erano una tigre di carta, e anche Vladimir Putin lo sa, tra l'altro", ha sostenuto Trump il 1° aprile, interrogato se avrebbe riconsiderato l'appartenenza degli Usa all'Alleanza atlantica dopo il conflitto in corso con l'Iran. "Oltre a non esserci stati, è stato davvero difficile da credere. E non è che abbia fatto una grande campagna di persuasione. Ho solo detto: 'Ehi', non ho insistito troppo. Penso solo che dovrebbe essere automatico", ha commentato il tycoon, affermando di valutare un ritiro degli Stati Uniti dalla NATO.
“Riporteremo l’Iran all’età della pietra”
Nemmeno 24 ore dopo, e l’attenzione è di nuovo dedicata all’Iran: “Siamo sulla buona strada per completare i nostri obiettivi militari. Nelle prossime due-tre settimane colpiremo l'Iran con forza e lo riporteremo all'età della pietra”, ha detto Trump: "Siamo sul punto di mettere fine alla minaccia dell'Iran contro l'America", invitando gli statunitensi a ritenere la guerra un "investimento" nel futuro dei loro figli.
“Mancano 48 ore”, poi sarà l’”inferno”
Il 4 aprile, poi, è iniziato il rush finale sia della guerra sia delle dichiarazioni sopra le righe di Donald Trump: quel giorno il presidente ha ricordato all'Iran che ha ancora 48 ore per raggiungere un accordo sull'apertura dello Stretto di Hormuz, altrimenti dovrà affrontare "l'Inferno”: “Ricordate quando diedi all'Iran dieci giorni per RAGGIUNGERE UN ACCORDO o APRIRE LO STRETTO DI HORMUZ?", ha scritto Trump su Truth, riferendosi all'ultimatum da lui lanciato il 26 marzo. "Il tempo sta scadendo: mancano 48 ore prima che l’Inferno si scateni su di loro", ha affermato il presidente, aggiungendo: "Gloria a DIO!”.
“Aprite lo stretto di Hormuz, bastardi”
Il giorno dopo Trump ha minacciato di colpire "martedì" le centrali elettriche e i ponti in Iran, se Teheran non aprirà lo Stretto di Hormuz: "Martedì in Iran sarà la Giornata della Centrale Elettrica e la Giornata del Ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno - VEDRETE! Sia lode ad Allah", ha scritto sul su Truth.
"Un’intera civiltà morirà stanotte!"
Arrivato martedì 7 aprile, Trump - sempre su Truth - ha scritto: "Un'intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà". E invece no, poche ore dopo è arrivato l’annuncio: “Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale", ha detto Trump sottolineando che "la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l'Iran, nonché la PACE in Medio Oriente”.
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