Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, prima nave non iraniana attraversa Hormuz. Trump: "Non chiedano pedaggi"

©Getty

L'Iran, come riferito alla Tass da una fonte iraniana, consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno in base all'accordo di cessate il fuoco. La stretta è stata decisa dopo i raid israeliani sul Libano che compromettono la tregua tra Usa e Iran. Per Teheran il cessate il fuoco deve valere anche in Libano. Trump: "Forze Usa schierate vicino a Iran fino al raggiungimento di un vero accordo". Axios: negoziati tra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa. Trump: "Molto ottimista"

in evidenza

La prima petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz dopo l'annuncio del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. Emerge dai dati di MarineTraffic: la Msg, una petroliera battente bandiera gaboniana, ha attraversato lo stretto con a bordo circa 7.000 tonnellate di olio combustibile emiratino ed è diretta ad Aegis Pipavav, in India. L'Iran, come riferito alla Tass da una fonte iraniana, consentirà il passaggio di non più di 15 navi al giorno attraverso lo stretto di Hormuz in base all'accordo di cessate il fuoco. Tutte le forze armate americane rimarranno "schierate" vicino all'Iran "fino al raggiungimento di un vero accordo", ha scritto Trump su Truth. "Se ciò non dovesse accadere, inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima", ha aggiunto seppur escludendo l'opzione nucleare. Araghchi: "Usa viola gli impegni presi". Donald Trump è "molto ottimista" sulla possibilità che un accordo di pace con l'Iran sia a portata di mano.

Intanto non si fermano i raid israeliani sul Libano. Il premier Netanyahu ha annunciato di aver “dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano”. Ma "non ci sarà alcun cessate il fuoco in Libano", dove Israele "continuerà  a colpire Hezbollah con tutta la sua forza e non ci fermeremo finché  non avremo ripristinato la vostra sicurezza", ha detto il primo ministro rivolgendosi agli israeliani in un  messaggio video condiviso su 'X'. Trump avrebbe chiesto a Netanyahu di ridurre l'intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a  garantire il successo dei negoziati con l'Iran. Come riporta Axios citando una fonte israeliana, i negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. 

Incontro alla Casa Bianca tra il segretario generale della Nato Mark Rutte e il presidente americano: "È chiaramente deluso da molti alleati della Nato" afferma Rutte ma "ho fatto notare come molti paesi europei hanno aiutato". "La Nato non c'era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo", ha detto ancora Trump. Su Truth il presidente Usa è tornato a criticare la Nato: "Questa gente non ha capito nulla, incluso nella nostra molto deludente Nato, se non quando li abbiamo messi sotto pressione".

Gli approfondimenti:

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Continua a seguire gli aggiornamenti sul liveblog di venerdì 10 aprile. 

Iran, Trump: gestione pessima a Hormuz, non è questo l'accordo. LIVE

Iran, Trump: gestione pessima a Hormuz, non è questo l'accordo. LIVE

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Perché il cessate il fuoco tra Usa, Israele e Iran non può dirsi pace

Dal controllo dello Stretto di Hormuz al futuro del programma nucleare  iraniano, passando per le alleanze e i conflitti regionali. I nodi  ancora da sciogliere, a partire dall'incontro di venerdì a Islamabad,  sono ancora molti.

Perché il cessate il fuoco tra Usa, Israele e Iran non può dirsi pace

Perché il cessate il fuoco tra Usa, Israele e Iran non può dirsi pace

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Trump: "Voci di pedaggi dell'Iran su Hormuz, meglio non lo facciano"

"Ci sono notizie secondo cui l'Iran starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!". E' quanto scrive il presidente americano Donald Trump, in un post su Truth.

Colloquio Trump-Starmer su navigazione Hormuz

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, e il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno concordato sulla "necessità di un piano pratico" per far ripartire le navi attraverso lo Stretto di Hormuz dopo il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo ha  affermato l'ufficio del leader del Regno Unito. I due leader "hanno

concordato che ora che è in vigore un cessate il fuoco e un accordo per l'apertura dello Stretto, siamo nella fase successiva per trovare una soluzione", ha affermato l'ufficio del primo ministro. "I leader hanno discusso la necessità di un piano pratico per far ripartire il trasporto marittimo il più rapidamente possibile", ha affermato Downing Street.

Perché la crisi energetica non finirà con la guerra in Iran

Il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), Fatih  Birol, ha definito l'annuncio di una tregua di due settimane nel  conflitto in Medio Oriente "una notizia molto incoraggiante". In  un'intervista alla Suddeutsche Zeitung, tuttavia, Birol si è  anche affrettato a sottolineare che le conseguenze  della crisi energetica si potranno sentire ancora "per mesi, se non  addirittura per anni".  Il numero uno dell'Aie non si aspetta "che le  conseguenze in materia di politica energetica possano essere risolte  rapidamente". "Ci vorrà del tempo per rimettere in funzione in modo  sicuro gli impianti che sono stati messi fuori servizio. Anche le  petroliere che lasciano la regione del Golfo hanno bisogno di tempo per  raggiungere i loro mercati di destinazione. Per l'Asia meridionale  bastano pochi giorni, ma per i mercati più lontani in Asia e in Europa  ci vorranno diverse settimane", ha spiegato.

Perché la crisi energetica non finirà con la guerra in Iran

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Iran, cosa potrebbe cambiare con l’apertura dello Stretto di Hormuz?

La tregua temporanea di due settimane tra Stati Uniti e Iran fa già sentire i suoi effetti. Uno degli elementi centrali della  distensione, in attesa di vedere se si riuscirà ad arrivare a un accordo  di pace vero e proprio, è l'annunciata riapertura dello Stretto di Hormuz,  il corridoio marittimo che collega il Golfo persico all’Oceano e da cui  prima della guerra passava circa un quinto della produzione globale di  petrolio e di gas naturale liquefatto. La situazione rimane comunque  molto incerta, con l'emittente iraniana Press Tv che il 9 aprile ha fatto sapere che lo Stretto sarebbe completamente chiuso, con le petroliere costrette a fare inversione.

Iran, cosa potrebbe cambiare con l’apertura dello Stretto di Hormuz?

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Guerra Iran, aumento dei prezzi in Usa: le conseguenze del conflitto

Dai fertilizzanti ai carburanti fino ai tassi dei finanziamenti e ai  bagagli negli aerei: sono tantissimi i rincari registrati negli Stati  Uniti nell’ultimo periodo e ammessi anche dall’amministrazione Trump,  con il vicepresidente JD Vance che ha sottolineato come i costi per  rifornire i veicoli "siano destinati a scendere". Anche di questo si è  parlato nella puntata dell'8 aprile di "Numeri", approfondimento di Sky  TG24.

Guerra Iran, aumento dei prezzi in Usa: le conseguenze del conflitto

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Iran, attacco con droni nel Kuwait

L'agenzia di stampa kuwaitiana ha pubblicato la notizia che "un sito della Guardia Nazionale e' stato attaccato e ha subito danni". La Guardia Nazionale del Kuwait dichiara "danni materiali significativi, ma nessun ferito" in seguito a un attacco con un drone contro una delle loro postazioni.

Iran, Meloni sente premier Pakistan: 'Apprezziamo mediazione'

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Kuwait, in corso attacchi con droni: difesa aerea in azione

Il Kuwait fa sapere che è in corso un attacco con droni sul paese del  Golfo. "Le difese aeree delle Forze Armate stanno attualmente  affrontando attacchi ostili da parte di droni che hanno violato lo  spazio aereo del Paese, avendo preso di mira diverse installazioni  vitali", afferma il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa,  colonnello Saud Abdulaziz Al-Otaibi, in una nota su X.

Iran: manifestazioni per 40esimo giorno morte Khamenei =

 "Milioni di iraniani" sono scesi in piazza in tutto il Paese oggi, "per commemorare il quarantesimo giorno dal martirio della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyed Ali Khamenei, dei comandanti d'e'lite e dei bambini di Minab, vittime del brutale attacco terroristico israelo-americano del 28 febbraio". Lo scrive l'agenzia iraniana Tasnim, che pubblica anche delle foto

Iran, Starmer: "Devono finire attacchi Israele in Libano"

 Il primo ministro britannico Keir Starmer ha giudicato "inaccettabile" la continuazione degli attacchi di Israele contro il Libano, durante un tour per incontrare i leader del Golfo con cui intende impegnarsi per far rispettare il fragile cessate il fuoco. "Siamo chiari, sono inaccettabili", ha detto il leader alla televisione britannica ITV, interrogato sul proseguimento degli attacchi di Israele contro il Libano. "Questo non dovrebbe accadere, deve finire", ha aggiunto il primo ministro, per il quale si tratta di una "questione di principio", pur riconoscendo di non disporre di tutti i dettagli dell'accordo di cessate il fuoco tra l'Iran e gli Stati Uniti. Keir Starmer ha parlato durante una visita in Bahrain per un tour regionale. Ha respinto l'idea di un pedaggio iraniano nello stretto di Hormuz, l'asse marittimo strategico del Golfo. "La nostra posizione e' chiara: 'aperto' significa aperto a una navigazione sicura", ha detto a ITV. "Questo significa navigazione senza pedaggio e che le navi possono passare". Nel pomeriggio di oggi, Keir Starmer ha incontrato il Re del Bahrain, Hamad bin Isa al-Khalifa, e il principe ereditario Salman bin Hamad al-Khalifa, che e' anche primo ministro. Questa mattina Starmer ha incontrato il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed ben Zayed Al Nahyane.

Libano, Netanyahu: "Non ci sarà alcun cessate il fuoco in Libano"

"Non ci sarà alcun cessate il fuoco in Libano", dove Israele "continuerà  a colpire Hezbollah con tutta la sua forza e non ci fermeremo finché  non avremo ripristinato la vostra sicurezza". Lo ha dichiarato il primo  ministro Benjamin Netanyahu rivolgendosi agli israeliani in un messaggio  video condiviso su 'X'. Netanyahu  ha aggiunto di aver incaricato il suo governo di "avviare al più presto  negoziati diretti con il Libano", precisando che i colloqui si  concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull'avvio di relazioni  pacifiche tra Israele e Libano.

Iran-Usa, le reazioni dopo accordo sul cessate il fuoco di 2 settimane

Quando mancava circa un’ora alla scadenza dell’ultimatum imposto da  Donald Trump, gli Stati Uniti e l’Iran hanno concordato un cessate il  fuoco di due settimane. Il presidente Usa ha precisato che lo stop vale  "a condizione che l'Iran acconsenta all'apertura immediata e completa  dello Stretto di Hormuz". Nei prossimi giorni il primo round di  trattative per la pace a Islamabad. Ecco le principali reazioni  internazionali.

Iran-Usa, le reazioni dopo accordo sul cessate il fuoco di 2 settimane

Iran-Usa, le reazioni dopo accordo sul cessate il fuoco di 2 settimane

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Media: esplosioni a Dubai

L'agenzia di stampa Sabrin, legata alle milizie filo-iraniane in Iraq, ha segnalato esplosioni a Dubai e attacchi di droni contro obiettivi americani negli Emirati Arabi Uniti.

Pakistan: colloquio Sharif-Meloni, sostegno Italia a mediazione

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto oggi un colloquio telefonico con la premier Giorgia Meloni. Lo ha reso noto l'ufficio del premier pakistano spiegando che Meloni ha espresso apprezzamento per i successi diplomatici del Pakistan che ha mediato un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran e la ripresa del dialogo. 

 Sottolineando il desiderio del Pakistan di pace e stabilità nella regione, Sharif ha accolto con favore la dichiarazione congiunta rilasciata dai principali leader europei e internazionali, tra cui Meloni, a sostegno degli sforzi di pace del Pakistan, che ospiterà i negoziati. I due leader hanno inoltre espresso la loro seria preoccupazione per le ostilità in corso in Libano e hanno concordato sulla necessità di sforzi internazionali coordinati per prevenire un'ulteriore escalation, al fine di aprire la strada a una pace e stabilità durature nella regione, aggiunge la nota.

Guerra in Iran, quali sono i punti della proposta di pace con gli Usa

Stati Uniti e Iran hanno concordato un cessate il fuoco di due settimane,  con l’obiettivo di trattare per arrivare a una conclusione definitiva  della guerra scoppiata il 28 febbraio. Donald Trump ha detto che si  tratta di “una grande giornata per la pace mondiale! L'Iran la vuole, ne ha abbastanza! E così anche tutti gli altri!”,  mentre il ministro degli Esteri di Teheran ha fatto sapere che  Washington ha accettato l’impalcatura dei 10 punti proposti dall’Iran  come base per i negoziati e che in cambio il regime sta prendendo in  considerazione i 15 punti proposti dagli Stati Uniti. Il Libano invece  non fa parte dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha  riferito Axios, citando la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Tuttavia, riporta il Wall Street Journal, la partecipazione di Teheran ai colloqui di venerdì di Islamabad potrebbe dipendere da un cessate il fuoco in Libano.

Guerra in Iran, quali sono i punti della proposta di pace con gli Usa

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Il mistero del drone Usa partito da Sigonella scomparso sul Golfo Persico

Mistero del drone partito da Sigonella scomparso sul Golfo Persico

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Libano, Idf: nuovo attacco contro postazioni Hezbollah

L'Idf ha annunciato di avere dato il via a un nuovo attacco in Libano. Nel mirino, si legge in un post, "le postazioni di lancio di Hezbollah". Il governo israeliano ha annunciato oggi colloqui diretti con Beirut per un accordo di pace ma ha chiarito che non intende rispettare una tregua. 

Meloni in Parlamento: 'In Iran sfiorato il punto di non ritorno'

Meloni ha detto che in Iran si è quasi arrivati "al punto di non ritorno".  Adesso, con la fragile tregua in vigore tra Washington e Teheran,  "abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere  perseguita con determinazione". Poi chiede il "pieno ripristino della  libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere  soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra accaduto  nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione  dell'accordo perché se l'Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare  extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a  conseguenze economiche imponderabili".

Meloni in Parlamento: 'In Iran sfiorato il punto di non ritorno'

Meloni in Parlamento: 'In Iran sfiorato il punto di non ritorno'

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Libano, Netanyah: "Nessuna tregua. Vogliamo accordo storico"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiarito che non c'è nessuna tregua con il Libano, anche se ha deciso di tenere colloqui bilaterali con Beirut. "Non c'è nessun cessate il fuoco in Libano", ha detto in un messaggio televisivo, "non smetteremo di attaccare Hezbollah con forza". L'intenzione è comunque di raggiungere "un accordo di pace storico e duraturo" con Beirut. "Ho già raggiunto quattro accordi di pace con paesi arabi e intendo ottenerne altri", ha assicurato riferendosi agli 'Accordi di Abramo' con Emirati, Bahrain, Sudan e Marocco. 

Meloni: "Soddisfazione per l'avvio dei negoziati diretti Israele-Libano"

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, "accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell'avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal Primo Ministro Netanyahu". Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. "Il Governo italiano - viene sottolineato -, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l'avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l'unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele". 

Khamenei: "L'Iran non cerca la guerra ma non rinuncerà ai suoi diritti"

L'Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti. Lo afferma la Guida Suprema Mojtaba Khamenei in una dichiarazione letta dalla tv di Stato iraniana, secondo quanto riportano alcuni media. Nel messaggio Khamenei, che non è ancora apparso in pubblico da quando è diventato la Guida Suprema del paese dopo la morte del padre all'inizio della guerra, afferma che il popolo iraniano è "la parte vincitrice" della guerra. 

Khamenei: "Vogliamo risarcimenti e nuova gestione Hormuz"

L'Iran pretende risarcimenti per la guerra iniziata da Stati Uniti e Israele, e una nuova modalità di gestire lo stretto di Hormuz. A chiarirlo è stato l'ayatollah Mojtaba Khamenei, in un messaggio per il 40esimo giorno dall'uccisione del padre, Alì Khamenei. "Sicuramente pretenderemo il risarcimento per ciascuno dei danni subiti e il risarcimento per il sangue dei martiri e il compenso per le ferite dei veterani di questa guerra", ha scritto. "E sicuramente porteremo la gestione dello Stretto di Hormuz a una nuova fase", ha spiegato. 

Mojataba Khamenei: "Fino a ora abbiamo vinto noi"

L'ayatollah Mojtaba Khamenei ha rivendicato la vittoria dell'Iran nella guerra contro Israele e Stati Uniti. "Oggi e fino a questo punto dell'epica Terza Difesa Sacra, si può dire con audacia che voi, nazione eroica dell'Iran, siete stati i vincitori indiscussi di questo campo", ha scritto in un messaggio per il 40esimo giorno dall'uccisione del padre, Alì Khamenei.

Deputato Hezbollah: "No a negoziati con Israele"

Hezbollah respinge l'offerta del premier Benjamin Netanyahu di negoziati con il Libano. Il movimento, ha detto un deputato, rifiuta colloqui diretti con Israele. 

Trump: "Molto ottimista su un accordo con l'Iran a portata di mano"

Donald Trump è "molto ottimista" sulla possibilità che un accordo di pace con l'Iran sia a portata di mano. Lo ha detto il presidente in un'intervista a Nbc, sottolineando che i leader iraniani parlano diversamente quando sono nelle riunioni rispetto a quando parlano con la stampa. "Sono molto più ragionevoli. Si sono detti d'accordo su tutte le cose su cui dovevano essere d'accordo. Ricordatevi, sono stati conquistati", ha messo in evidenza. 

Prima petroliera non iraniana attraversa Hormuz dal cessate il fuoco

La prima petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz giovedì, dopo l'annuncio del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. E' quanto emerge dai dati di MarineTraffic. La Msg, una petroliera battente bandiera gaboniana, ha attraversato lo stretto oggi con a bordo circa 7.000 tonnellate di olio combustibile emiratino ed è diretta ad Aegis Pipavav, in India, secondo il servizio di monitoraggio marittimo. Solo altre due petroliere, entrambe battenti bandiera iraniana, e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo stretto da ieri, secondo Kpler, proprietaria di MarineTraffic. 

Katz: "In Libano la guerra non si fermerà"

Starmer: "Tregua fragile, molto lavoro da fare"

C'è "sollievo'' nei Paesi del Golfo ''per il cessate il fuoco'', ma ''credo ci sia la sensazione generale che sia'' una tregua ''fragile e che ci sia ancora del lavoro da fare al riguardo''. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer dopo gli incontri con i leader dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti. 

"Penso che l'atmosfera generale sia stata inizialmente quella dello choc per essere stati attaccati, perché, ovviamente, non stavano attaccando l'Iran, e per l'intensità di alcuni degli attacchi'', ha detto Starmer. "Sono assolutamente certo che è fondamentale che restiamo al fianco dei nostri alleati di lunga data ed essere qui a dimostrare il nostro sostegno e a riflettere sul lavoro che stiamo svolgendo insieme", ha detto il premier britannico, sottolineando che "per questo non bastano le parole. Ci vogliono molti fatti".

Tajani: "Nei prossimi giorni andrò a Beirut"

"Stiamo lavorando per organizzare nei prossimi giorni il mio viaggio a Beirut per incontrare il presidente Joseph Aoun". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, assicurando che "l'Italia è pronta a fare la sua parte per la stabilità del Paese".

Araghchi: "Stupido Usa lascino che Netanyahu uccida diplomazia"

L'Iran ha invitato gli Stati Uniti a non consentire al premier israeliano Benjamin Netanyahu di far fallire i negoziati. "Il processo penale di Netanyahu riprende domenica. Una tregua su scala regionale, inclusa in Libano, accelererebbe il suo carcere", ha scritto su X il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. "Se gli Stati Uniti desiderano mandare in rovina la propria economia permettendo a Netanyahu di uccidere la diplomazia, sarà in ultima analisi la loro scelta. Pensiamo che sarebbe stupido ma siamo preparati", ha assicurato. 

Tajani: "Informato da Sa'ar negoziati diretti Israele-Libano"

"Siamo contrari agli attacchi israeliani in Libano ma c'è una buona notizia. Il ministro degli Esteri israeliano Sa'ar mi ha chiamato per informarmi della decisione di negoziati diretti tra Israele e Libano negli Usa nei prossimi giorni. E' un importante passo per raggiungere risultati e spero che ci sia un cessate il fuoco anche in Libano". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Spalato per la riunione informale del Med9. 

Israele: "Non ci sarà nessun cessate il fuoco prima dei colloqui col Libano"

Non ci sarà alcun cessate il fuoco con Hezbollah prima dei colloqui con il Libano. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano al Times of Israel. I colloqui inizieranno "nei prossimi giorni", ha confermato il funzionario, senza fornire ulteriori dettagli. 

Negoziati tra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa

I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall'ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad. 

Libano, ancora attacchi di Israele. Netanyahu: “Negoziati subito”

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Il prezzo del gas chiude in rialzo a 46,18 euro al megawattora

Chiusura in rialzo per il prezzo del gas, mentre si guarda alla tregua tra Usa e Iran ed alla navigazione nello stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano l'1,9% a 46,18 euro al megawattora.

Iran: in vista negoziati a Islamabad due giorni di vacanza

Le autorita' del Pakistan, artefice della (fragile) tregua fra Stati Uniti e Iran, hanno indetto due giorni di vacanza il 9 e 10 aprile a Islamabad, alla vigilia dei colloqui di pace in programma domani nella capitale. Lo scrive l'agenzia Asianews. Non sono state fornite motivazioni dietro la decisione, anche se spesso in passato sono stati presi provvedimenti analoghi per ragioni di sicurezza

Wall Street avanza con i negoziati, Dj +0,62%, Nasdaq +0,85%

Wall Street avanza con Israele che punta al più presto a negoziati diretti con il Libano. Il Dow Jones sale dello 0,62% a 48.203,17 punti, il Nasdaq avanza dello 0,85% a 22.826,07 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,66% a 6.827,60 punti.

Mattarella: "Esigenza unità Paesi europei per favorire pace"

"C'e' una esigenza che e' questo pone i Paesi europei siano uniti nelle posizioni, nelle iniziative, per poter contribuire alla pace, per offrire un contributo a risolvere problemi e conflitti cosi' drammatici". Lo ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in conferenza stampa a Praga con il presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel. "Occorre che vi sia una concordia e una posizione comune. Si sta per molti aspetti costruendo in queste settimane e in questi giorni, occorre che venga completato questo processo per avere una voce concorde tra i Paesi europei e poter cosi' avanzare proposte autorevole e credibili nell'ambito dello svolgimento di queste crisi drammatiche che non riguardano soltanto, e gia' sarebbe ampiamente sufficientemente, i territori interessati con i danni drammatici che vi sono per popolazione e per territorio, ma riguarda anche l'equilibrio mondiale con le conseguenze che vi sono di turbamenti, disorientamenti e sconvolgimenti sotto vari aspetti", ha aggiunto.

Mattarella: "Libano sotto una tempesta di bombardamenti devastanti"

"Abbiamo parlato del Libano, un Paese indipendente con un nuovo governo che sta procedendo anche al disarmo di Hezbollah e che oggi è sotto la tempesta di bombardamenti devastanti". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Praga dopo i colloqui con il presidente ceco Petr Pavel.

Teheran: "Mojtaba Khamenei è in piena salute e ha il controllo di tutto"

Il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, "sta bene ed è in piena salute". Lo riporta Iran International.    Khatibzadeh ha inoltre aggiunto che il leader della Repubblica islamica "è presente nel suo ufficio e ha di fatto il controllo di tutto". Khamenei non è mai apparso in pubblico dal raid che ha ucciso suo padre, il 28 febbraio, né da quando è stato nominato nuova Guida Suprema.

Iran: in Israele 7.451 feriti

Il Ministero della Salute israeliano afferma che 7.451 persone sono rimaste ferite dall'inizio della guerra a causa degli attacchi missilistici provenienti da Iran e Libano.

Iran, agenzia Fars: "Libano prerequisito per negoziati"

L'agenzia di stampa iraniana FARS ha citato una "fonte ben informata" secondo cui "la questione del Libano e un cessate il fuoco nel Paese sono un prerequisito e una condizione non negoziabile affinche' la Repubblica Islamica avvii qualsiasi nuovo processo negoziale". La fonte ha aggiunto: "Nel contesto dell'attacco in corso al Libano, l'Iran considera i negoziati strategicamente privi di significato e inutili. Tutti gli alti funzionari della Repubblica Islamica sono unanimi su questo punto. Se la questione libanese non verra' risolta, non ci saranno negoziati".

Prodi: "Con la guerra in Iran si rischia la crescita zero"

"La divaricazione di intenti tra Stati Uniti e Israele è quasi incomprensibile. E nell'incertezza legata alla guerra diventa impossibile programmare investimenti economici. Il rischio è la crescita zero". Lo ha detto Romano Prodi, parlando della guerra in Iran a Incronaca, quotidiano online del Master in Giornalismo dell'Università di Bologna.     "Siamo nel pieno ancora delle tensioni, è difficile prevedere oggi come andrà a finire, ma c'è una situazione molto particolare. Trump sembra volere fare dispetti a tutti gli alleati. È in contrasto persino con Israele, una tensione che è quasi incomprensibile. C'è una tregua in corso con l'Iran, eppure Israele ne approfitta per bombardare Beirut in modo inconsueto e orribile". "Questa divaricazione di intenti è ciò su cui possiamo riflettere più seriamente oggi. Stando così le cose, è difficile vedere quale sia la strategia finale di Trump. Credo che questo atteggiamento porterà solo i danni della guerra e inquietudine per il futuro".     Le due settimane di tregua saranno sufficienti a portare alla pace? "È un interrogativo. Per ora le due parti sono ancora molto distanti e le differenze fortissime. Sarà vitale il ruolo della Cina. Non è casuale che la sede della discussione è in Pakistan, paese molto vicino alla Cina e in cui c'è anche una forte minoranza sciita. Qui l'interesse iraniano è molto spiccato".     Gli effetti? "Li abbiamo già visti in parte. Un forte aumento del prezzo del petrolio e soprattutto una grande incertezza per l'imprevedibilità del futuro. Le conseguenze non sono soltanto sul prezzo della benzina, ma sul funzionamento generale dell'economia. Diventa impossibile programmare investimenti in questo caos. Spero che l'incertezza non duri troppo a lungo, l'economia europea è già ferita e si va verso lo sviluppo zero".

A Milano si riaccendono polemiche su gemellaggio della città con Tel Aviv

Dopo i bombardamenti di Israele sul Libano si riaccendono a Milano le polemiche sul gemellaggio del Comune con la città di Tel Aviv. Il centrosinistra, in prima fila il Pd, torna a chiedere con forza al sindaco Giuseppe Sala di attuare quanto deciso dal Consiglio comunale lo scorso ottobre, cioè di interrompere il gemellaggio con la città israeliana dopo quanto accaduto nel conflitto con Gaza.   "Oggi chiediamo alla giunta un atto di coerenza rispetto alla sua maggioranza e alla realtà - ha osservato la capogruppo del Pd in Comune Beatrice Uguccioni in Consiglio comunale - : la sospensione del gemellaggio tra Milano e Tel Aviv, applicando i criteri che questo Consiglio ha già approvato. Sospendere non significa interrompere i rapporti tra società civili, università, comunità. Significa sospendere un rapporto istituzionale quando le condizioni che lo rendono sostenibile risultano compromesse".    La richiesta arriva anche dai Verdi che avevano promosso l'ordine del giorno approvato dal Consiglio. "Dopo 70mila cittadini di Gaza uccisi e l'ennesimo bombardamento in Libano ancora dobbiamo supplicare la giunta per attuare quanto abbiamo approvato", ha detto là consigliere Francesca Cucchiara, che ha deciso di non votare più le delibere di giunta in aula fino a che non verrà interrotto il gemellaggio.   Contrario a questa rischesta il consigliere di Azione ed esponente della comunità ebraica Daniele Nahum, secondo cui non si deve interrompere il gemellaggio "con una delle città più progressiste del mondo. Sarebbe come sospendere quello con Chicago per via delle politiche di Trump".   Secondo Fratelli d'Italia con questa richiesta la sinistra "dimostra un'ignoranza istituzionale e democratica - ha concluso Riccardo Truppo, capogruppo del partito -. Il gemellaggio, strumento di vicinanza tra popoli, viene strumentalizzato".

Nato, Rutte: "Trump mi ha ripetuto appelli a uscire da Alleanza"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito durante il suo colloquio di ieri con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il suo appello affinche' gli Stati Uniti escano dall'Alleanza. Lo ha dichiarato lo stesso Rutte, in una discussione presso il Ronald Reagan Institute, a Washington. Secondo Rutte, quella con Trump "e' stata una buona conversazione. Ho chiaramente percepito la sua delusione, che, in effetti, il presidente ha espresso apertamente. Ha anche rilanciato appelli affinche' gli Stati Uniti possano potenzialmente ritirarsi dalla Nato", ha affermato. Secondo il segretario generale, pero', "e' importante ricordare che il dibattito sulla partecipazione degli Stati Uniti alla Nato non e' qualcosa di nuovo", ricordando una frase del primo segretario generale della Nato, Lord Ismay, secondo cui la sfida e lo scopo dell'Alleanza era "tenere fuori i russi e tenere dentro gli americani".

Iran, Kallas: "Non legittimare pedaggio Hormuz"

"Non possiamo legittimare qualsiasi richiesta di tassazione o pedaggio sulle rotte commerciali che sono state aperte". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in un'intervista rilasciata alla Cnn, parlando della situazione dello Stretto di Hormuz. "E' una strada molto pericolosa se la percorriamo, perche' ci sono altre vie navigabili nel mondo che potrebbero essere le prossime, e che hanno un enorme impatto sull'economia mondiale. Il gas e il petrolio vanno principalmente in Asia, ma anche in Europa. I fertilizzanti vanno in Africa e se non hai fertilizzanti quest'anno, avrai una carestia l'anno prossimo. Stiamo cercando di collaborare con i nostri partner e di spingere le Nazioni Unite ad assumere una posizione chiara", ha aggiunto Kallas. "Abbiamo la stessa frustrazione per il fatto che lo Stretto di Hormuz non sia aperto, ed e' per questo che stiamo discutendo con i nostri partner su cosa possiamo fare", ha concluso.

Borsa: l'Europa chiude debole, timori per la tregua Usa-Iran

Le Borse europee chiudono deboli, in scia con Wall Street che migliora dopo un avvio negativo. I mercati si concentrano sulla tenuta della tregua tra Usa e Iran, con il petrolio risale sopra i 100 dollari e il gas si muove in rialzo. Si allenta la tensione sui titoli di Stato mentre si guarda all'andamento dei prezzi al consumo ed alle prossime mosse delle banche centrali.    Chiusura in calo per Francoforte (-1,14%), debole Parigi (-0,22%) e poco mossa Londra (-0,05%).

Netanyahu: "Negoziati diretti con Libano il prima possibile"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, "alla luce delle ripetute richieste del Libano", ha deciso "di iniziare negoziati diretti" con Beirut "il prima possibile". I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull'instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano.

Casa Bianca a Clooney: "I crimini di guerra sono i suoi film orribili"

"L'unica persona che commette crimini di guerra è George Clooney con i suoi film orribili e la sua pessima capacità recitativa". La Casa Bianca, tramite il direttore della comunicazioni Steven Chung, risponde così all'attacco dell'attore che ieri da Cuneo aveva affermato che minacciare di sterminare una civiltà, come Donald Trump ha fatto per l'Iran, è un "crimine di guerra".

Borsa Milano: chiude in rialzo, balza Leonardo, ok energetici

Piazza Affari chiude in rialzo grazie a un'accelerazione nel finale di seduta che ha invertito la tendenza ribassista delineatasi soprattutto nella prima parte di giornata. Il Ftse Mib finale sale dello 0,50% e si attesta a quota 47.327 punti. Gli investitori sono sempre concentrati soprattutto sulla tregua, per quanto fragile, tra Usa e Iran e le sue ripercussioni sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Ben intonati i titoli energetici e delle utility: A2a sale dello 0,28%, Italgas del 2,51%, Terna del 2,24%, Snam +1,92%, Eni +3,60%. Sul fronte opposto si segnala il ribasso dei titoli del lusso: Moncler (-0,59%) e Brunello Cucinelli a -1,54%. Negativi anche Diasorin (-1,06%) e Campari (-0,27%). Tim sale dello 0,63% a quota 0,6410 euro per azione. Per quanto riguarda i finanziari, Generali a -0,25%, Intesa -0,66%, Unicredit -0,77%, Mps sale invece dello 0,83% dopo la notizia che Caltagirone e' salito nell'azionariato portandosi al 13,5%. In vista Leonardo (+3,09%) sulle indiscrezioni secondo le quali Lorenzo Mariani, attualmente alla guida di Mbda Italia, possa essere il futuro amministratore delegato della societa'.

Iran, Kallas: "Ingiuste critiche a Ue"

"Se pensiamo alla difesa aerea e a tutto cio' che stiamo effettivamente facendo per questa regione, penso che sia davvero ingiusto" che l'Ue e i Paesi europei siano criticati in merito al conflitto in Iran. Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in un'intervista rilasciata alla Cnn. "Stiamo facendo molto per la regione. Pensiamo all'operazione navale che abbiamo nella regione per mantenere aperto il Mar Rosso, al sostegno alle forze armate libanesi per combattere e disarmare Hezbollah, o al sostegno alla soluzione dei due Stati o all'Autorita' Palestinese, che stiamo effettivamente fornendo", ha aggiunto Kallas. "Ovviamente, possiamo tutti fare di piu', ma la questione e' che abbiamo anche il nostro teatro di sicurezza in Europa. Abbiamo la guerra della Russia contro l'Ucraina che va avanti da quattro anni e non abbiamo visto i Paesi del Golfo aiutarci in quella situazione. Non puo' essere una strada a senso unico", ha precisato l'Alta rappresentante dell'Ue sottolineando che non e' stata l'Ue a "creare questa situazione". "Pensiamo anche alla Russia che ora aiuta l'Iran, o ad alcuni Paesi del Golfo che hanno contribuito a eludere le sanzioni che abbiamo imposto all'Iran, che ora sappiamo essere in grado di attaccare questi Paesi. Se fossimo uniti, come lo sono chiaramente i nostri avversari, allora saremmo molto piu' forti", ha concluso.

Katz: "Pronti ad agire con forza se l'Iran apre il fuoco contro Israele"

L'esercito israeliano è "pronto ad agire con forza se l'Iran aprirà il fuoco contro Israele". Lo ha dichiarato il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz, secondo quanto riporta Haaretz. Katz ha aggiunto che "Hezbollah desidera ardentemente un cessate il fuoco e i suoi sostenitori iraniani stanno esercitando pressioni e minacce, temendo seriamente che Israele possa schiacciare Hezbollah".    Katz ha quindi fornito un aggiornamento sull'operazione 'Oscurità Eterna', affermando che ieri sono stati uccisi più di 200 militanti, portando il numero totale di combattenti di Hezbollah uccisi nella campagna a oltre 1.400, più del doppio del bilancio della seconda guerra del Libano. Ha descritto gli attacchi come un "duro colpo per Hezbollah, che lo ha lasciato sbalordito e confuso dalla profondità della penetrazione e dalla portata dell'attacco

Netanyahu: "Ho ordinato di aprire al più presto negoziati diretti con il Libano"

''Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull'instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l'appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut''. Lo comunica il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota.

Rutte: "Quasi tutti gli alleati stanno facendo ciò che gli Usa chiedono"

"Ciò che vedo oggi guardando all'Europa è che gli alleati stanno fornendo un sostegno massiccio, mettendo a disposizione risorse logistiche e altre misure per garantire che le potenti forze armate statunitensi riescano a impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e a ridurne la capacità di seminare il caos. Quasi senza eccezioni, gli alleati stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono". Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute citando gli sforzi di Londra per Hormuz. "Hanno ascoltato la richiesta del presidente Trump e stanno rispondendo". "Il Regno Unito è alla guida di una coalizione di Paesi che stanno coordinando gli strumenti militari, politici ed economici necessari per garantire il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz: ciò testimonia un cambiamento di mentalità", ha sottolineato Rutte.    "Questa alleanza non sta affatto fingendo che tutto vada bene", ha sottolineato ricordando la "franca conversazione" di ieri con Trump. "Gli alleati riconoscono, e anch'io riconosco, che stiamo attraversando un periodo di profondi cambiamenti nell'alleanza transatlantica".    "L'Europa - ha aggiunto - si sta assumendo una quota maggiore e più equa del compito di provvedere alla propria difesa convenzionale, e da questo punto non si potrà tornare indietro, né si dovrebbe. Si tratta di un passaggio da una malsana codipendenza a un'alleanza transatlantica fondata su un vero partenariato".

Rutte: "Con la fine della Guerra Fredda malsana codipendenza dell'Europa"

Dopo la fine della Guerra Fredda alcuni alleati degli Usa dell'Europa occidentale hanno sviluppato una "malsana codipendenza" convinti che la pace "fosse permanente" e le forze dell'Europa occidentale si sono ridotte e i bilanci della difesa si sono ridotti fino a diventare irrilevanti. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte al Ronald Reagan Presidential Foundation Institute.

Borsa: Milano chiude in rialzo dello 0,50%

La Borsa di Milano chiude in rialzo. L'ultimo indice Ftse Mib guadagna lo 0,50% a 47.327 punti.

Georgieva: "Banche centrali prestino molta attenzione ai dati per i tassi"

La cosa più importante per le banche centrali è "prestare la massima attenzione al presente: se il 'cessate il fuoco' regge è ben possibile che riescano a mantenere l'attuale posizione di politica monetaria. L'unico modo che vediamo per farlo passa attraverso un'inflazione leggermente più elevata, il che, de ;;facto, significa tassi d'interesse reali più bassi". E' quanto ha detto il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva, articolando gli scenari possibili sulla dinamica dei prezzi in relazione alla guerra in Iran.    "Quando l'inflazione sale, i tassi d'interesse nominali possono rimanere invariati e si tratta, in un certo senso, di una soluzione facile. Tuttavia, se il quadro dovesse cambiare, le banche centrali devono agire per inasprire la politica monetaria; è un aspetto la cui importanza va assolutamente riconosciuta. Non possono permettersi di lasciare che l'inflazione sfugga al controllo", ha aggiunto Georgieva, parlando a un evento del Fmi. "Esiste, infatti, il rischio che le banche centrali si sentano ora costrette ad affrettare i tempi, procedendo a un inasprimento dei tassi in maniera precipitosa. Il nostro consiglio, dunque, è: non fatelo. Siate vigili, concentratevi sulle condizioni attuali: perché se inasprite la politica monetaria in modo prematuro e non necessario, finite per gettare acqua fredda sulla crescita economica".    La numero uno dell'istiuzione di Washington, inoltre, ha citato tre scenari possibili: una rottura di breve durata; una che innesca un rialzo dell'inflazione; e, infine, uno scenario in cui l'inflazione finisce per radicarsi nelle aspettative degli operatori. "Aspettative che, nel lungo periodo, fungono da ancora di stabilità. "Posso assicurarvi, tuttavia, che di questi tempi non è affatto facile essere un banchiere centrale. Perché? Perché, per loro, le opzioni a disposizione sono solo due: o va male, o va molto male. In questo particolare momento storico, si trovano davvero in una posizione estremamente difficile", ha concluso Georgieva.

Iran, Ankara: "Cessate il fuoco includa anche il Libano"

Il cessate il fuoco in Medio Oriente dovrebbe includere anche il Libano. Lo dice il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan. "Ci auguriamo che il cessate il fuoco venga pienamente attuato sul campo, anche in Libano, e che questo processo porti a una pace duratura", ha detto Fidan in una conferenza stampa ad Ankara, al fianco del suo omologo siriano.

Il Giappone valuta un nuovo rilascio di riserve petrolifere

Il Giappone valuta un ulteriore rilascio delle riserve petrolifere strategiche, pari a 20 giorni di consumo sul mercato interno, da attuare con ogni probabilità a maggio, a causa delle persistenti incertezze sul transito nello Stretto di Hormuz.     Lo rendono noto fonti governative all'agenzia Kyodo, spiegando che il ministero dell'Industria sta esaminando l'ipotesi di un'erogazione aggiuntiva per timore che la chiusura di fatto dello stretto possa prolungarsi.     L'esecutivo di Tokyo aveva già avviato a metà marzo la più grande operazione mai realizzata di immissione sul mercato delle scorte petrolifere, per garantire la stabilità degli approvvigionamenti dopo gli attacchi Usa-Israele contro l'Iran del 28 febbraio, che avevano di fatto bloccato la principale via marittima energetica globale. L'obiettivo è immettere sul mercato un totale di circa 80 milioni di barili, equivalenti a circa 50 giorni di consumo, attingendo alle riserve detenute dallo Stato, dal settore privato e da Paesi produttori del Golfo. Di questo totale, il petrolio di proprietà statale sarà rilasciato da 11 basi distribuite sul territorio nazionale entro fine aprile.     Il Giappone, quasi privo di risorse naturali, dipende dalle importazioni per quasi la totalità del proprio fabbisogno di greggio, con oltre il 90% proveniente dal Medio Oriente. Già il mese scorso la premier Sanae Takaichi aveva espresso sostegno a un'eventuale ulteriore azione coordinata di rilascio delle scorte da parte dei 32 Paesi dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie), incontrando il direttore esecutivo Fatih Birol a Tokyo. Anche i Paesi Aie hanno avviato a metà marzo il rilascio delle proprie riserve strategiche, per un volume complessivo superiore ai 400 milioni di barili: si tratta della prima mossa coordinata di questo tipo dal 2022, dopo l'inizio del conflitto in Ucraina.

Iran, Rutte: "Alleati lenti nel fornire supporto agli Usa"

"Quando e' arrivato il momento di fornire il supporto logistico e di altro tipo di cui gli Stati Uniti avevano bisogno in Iran, alcuni alleati sono stati un po' lenti, per usare un eufemismo". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un discorso al Ronald Reagan Institute a Washington. Secondo il segretario generale, a loro discolpa, gli alleati "sono stati anche un po' sorpresi" in quanto, "per mantenere l'effetto sorpresa degli attacchi iniziali, il presidente Trump ha scelto di non informare gli alleati in anticipo, e lo capisco".

Nbc: "Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano"

Donald Trump ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l'intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a garantire il successo dei negoziati con l'Iran. Lo riferisce Nbc citando un funzionario dell'amministrazione Trump. Israele ha accettato di "essere un partner collaborativo", ha messo in evidenza.

Dem Usa: "Tregua con Iran non basta, votare risoluzione per fermare Trump"

In una lettera aperta ai democratici della Camera Usa, il leader della minoranza Hakeem Jeffries ha criticato il cessate il fuoco con l'Iran.       "Due settimane sono insufficienti e quindi abbiamo chiesto che la Camera riprenda immediatamente i lavori per votare la nostra risoluzione volta a porre fine in modo permanente alla guerra in Medio Oriente", ha scritto il dem. La House è in pausa fino al 14 aprile. Sarà difficile che la risoluzione dell'opposizione riceva l'appoggio dei repubblicani. La deputata Nancy Mace, che il mese scorso era sembrata favorevole alla proposta dei dem, sembra essere rientrata nei ranghi del suo partito. Don Bacon, un altro rappresentante del Grand old party che all'inizio dell'anno aveva sostenuto un provvedimento sui poteri di guerra volto a limitare la politica di Donald Trump nei confronti del Venezuela, ha dichiarato che avrebbe "ascoltato" i dem aggiungendo poi di voler "sconfiggere l'Iran". Nel frattempo, il leader della minoranza dem al Senato Chuck Schumer ha annunciato che anche la Camera alta voterà una risoluzione sui poteri di guerra relativi all'Iran dopo la pausa.

Iran, S&d: "Fare pressione su Israele e Usa, guerra viola diritto"

La presidente del gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo, Iratxe Garcia Perez, ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa e all'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, chiedendo di agire contro il rincaro dei prezzi e per prendere azioni politiche immediate in merito al conflitto in Iran, compresa la pressione diplomatica su Usa e Israele e la sospensione dell'accordo Ue-Israele. La guerra condotta dall'amministrazione statunitense e quella israeliana contro l'Iran, si legge nella missiva, "rappresentano gravi violazioni del diritto internazionale e un pericoloso passo verso un'ulteriore destabilizzazione in una regione gia' instabile". Azioni che, secondo i socialisti, "alimentano un conflitto piu' ampio e minano decenni di sforzi multilaterali volti a preservare la pace e la sicurezza". Nel testo, il gruppo S&d si dice anche "particolarmente allarmato" dalle affermazioni di Trump sulla cancellazione della civilta' iraniana. L'Unione europea, precisa il testo, accoglie con favore il cessate il fuoco in Iran, ma "non deve rimanere una spettatrice". "Questa e' una crisi sia geopolitica che di accessibilita' economica. Richiede un'azione politica immediata a livello europeo. In questo contesto, la Commissione e il Consiglio devono esercitare la massima pressione diplomatica, sia su Trump che su Netanyahu, affinche' rispettino il diritto internazionale senza ambiguita' o doppi standard. A cio' deve corrispondere la massima pressione possibile sul regime iraniano attraverso misure legali, comprese le sanzioni", prosegue la missiva, in cui viene chiesto nuovamente al Consiglio dell'Ue di sospendere l'accordo di associazione Ue-Israele, nonche' di imporre sanzioni "alla luce dei continui attacchi di Israele contro il Libano e Gaza e della reintroduzione della pena di morte in Cisgiordania". Inoltre, viene ribadita la richiesta di impegno per un cessate il fuoco duraturo, che possa trasformarsi in un accordo di pace; l'impegno per un'assistenza tecnica e finanziaria alla Corte penale internazionale per il rispetto del diritto internazionale; e l'istituzione di meccanismi per fornire assistenza umanitaria alle popolazioni colpite dai conflitti coordinati con l'Onu. Sul fronte interno, Garcia Perez chiede di istituire uno scudo per far fronte al rincaro dei prezzi dell'energia. La lettera ribadisce la necessita' di poter agire verso una riduzione delle tasse e il disaccoppiamento dei prezzi del gas, cosi' come la creazione di riserve strategiche e la piena attuazione del Green deal, definito "l'unico modo sostenibile di rompere il legame con il gas e ridurre i prezzi energetici". E ancora, la presidente socialista chiama le istituzioni Ue ad agire in favore di un pacchetto per anticipare gli investimenti richiesti per la transizione energetica - ad esempio, utilizzando fondi di coesione o del Recovery, oltre che prestiti comuni - per eliminare gradualmente e in modo duraturo l'esposizione ai rischi di dipendenza dai combustibili fossili. E' necessario, secondo il gruppo dei socialisti, anche un sostegno mirato al reddito, protezioni contro le interruzioni di fornitura energetica e tariffe energetiche sociali per le famiglie vulnerabili e i giovani, oltre che uno strumento europeo per tassare gli extraprofitti delle aziende del settore dei combustibili fossili, simile al contributo di solidarieta' varato nel 2022. Infine, viene richiesta la riattivazione dello strumento Sure per finanziare i programmi di lavoro a orario ridotto e mantenere il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (Egf) per aiutare i lavoratori licenziati a riqualificarsi, e l'utilizzo di tutti gli strumenti esistenti, inclusa la clausola di salvaguardia per la sospensione del Patto di stabilita' e l'utilizzo del Mes, per far fronte agli shock macroeconomici.

Houthi: "Cessate il fuoco una grande vittoria per l'Iran"

Abdul Malik al-Houthi, leader dei ribelli Houthi dello Yemen, ha descritto il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran come "una grande vittoria" per Teheran. In una dichiarazione video diffusa su Telegram, ripresa da al Jazeera, al-Houthi ha affermato che la Repubblica islamica è riuscita a "sconfiggere il nemico".    Il leader del gruppo armato yemenita ha poi elogiato Hezbollah, sostenendo che il gruppo terroristico sta conducendo una delle sue battaglie più importanti in Libano.

Merz: "Sgravi in caso di ulteriore aumento dei prezzi"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non prevede sgravi immediati a cittadini e imprese a causa degli elevati prezzi del carburante. Il governo federale è "in stretto dialogo", ma non bisogna aspettarsi decisioni a breve termine, ha affermato il leader della Cdu a Berlino, in uno statement in cancelleria. Se, contrariamente agli attuali segnali di distensione, i prezzi dovessero continuare a salire in modo significativo e duraturo, il governo interverrà. "Reagiremo allora con sgravi mirati", ha promesso Merz.

Iran, Tajani: "Comunità internazionale si impegni per Hormuz"

"E' fondamentale mantenere aperto lo Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, dobbiamo evitare un'escalation nel Mar Rosso". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Spalato per il Med9, esortando la comunita' internazionale a "collaborare per raggiungere questo obiettivo". "Nei prossimi giorni saro' in missione in Cina. Sollevero' la questione" e "chiedero' a Pechino un maggiore impegno per il dialogo e la de-escalation", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Georgieva: "Da guerra in Iran shock dell'offerta di vasta portata"

La guerra in Iran è alla base di "uno shock dell'offerta di vasta portata, con il flusso giornaliero globale di petrolio ridotto di circa il 13% e quello di GNL di circa il 20%". Si tratta di uno shock "globale, poiché tutti noi ci troviamo ora a pagare di più per l'energia", mentre "le catene di approvvigionamento risultano interrotte in tutto il mondo; ed è asimmetrico, dato che il suo impatto dipende dalla prossimità al conflitto". E' quanto ha detto il direttore generale del Fmi, Kristalina Georgieva. "Lo shock dell'offerta causato dalla guerra continuerà a propagarsi nell'economia, provocando la chiusura delle raffinerie di petrolio e carenze di prodotti", ha aggiunto Georgieva, rilevando che "altri 45 milioni di persone si trovano ora ad affrontare l'insicurezza alimentare, portando il numero totale di coloro che soffrono la fame a oltre 360 ;;milioni" a causa dei ingenti danni alle infrastrutture, delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento, del calo della fiducia e di altri effetti allarmanti che si stanno già manifestando.    Si consideri, ad esempio, il Qatar che è di "straordinaria rilevanza strategica", il cui gnl è in gran parte destinato alla regione dell'Asia-Pacifico. Il sito di Ras Laffan "si trova ora a dover fronteggiare una grave carenza di combustibile, è rimasto sostanzialmente inattivo dal 2 marzo, avendo subito danni".

Itamilradar: "Drone Usa verso Sigonella perde contatti sul Golfo Persico, forse caduto"

"Un drone della Marina statunitense per la ricognizione marittima strategica, il Triton Mq-4c, di ritorno alla base aerea navale di Sigonella, dopo aver dichiarato un'emergenza e aver perso rapidamente quota, è scomparso dai siti di tracciamento mentre sorvolava il Golfo Persico. Il velivolo ha subito una grave anomalia in volo prima di scomparire dai sistemi". Lo fa sapere Itamilradar, citando come fonte i sistemi di tracciamento di volo open-source.    Secondo Itamilradar "l'ipotesi che l'aereo sia andato perduto in mare (o su territorio ostile, considerando che il muso sembrava puntato verso la costa iraniana nelle fasi finali) appare al momento la più plausibile, o quantomeno, indica un grave incidente aereo".

Oms: "In Libano alcuni ospedali possono rimanere senza forniture vitali"

Alcuni ospedali in Libano possono rimanere a corto di materiale cruciale per assistere feriti nei prossimi giorni: è l'avvertimento lanciato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), attraverso il suo rappresentante nel Paese Abdinasir Abubakar, citato dalla Reuters sul suo sito.     "Alcune delle forniture per la gestione dei traumi stavano scarseggiando e potremmo esaurirle entro pochi giorni", ha affermato Abubakar all'agenzia di stampa.    Aree del Libano sono state obiettivo di pesanti recenti raid da parte delle forze Israeliane, in particolare la capitale Beirut tra ieri e oggi.

Tajani: "Allargare Med9 a Nord Africa e M.O."

"Proponiamo di organizzare un incontro tra i Med9 e i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Abbiamo bisogno di maggiore dialogo e cooperazione per un Mediterraneo che sia spazio di pace e crescita". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla riunione informale del Med9 a Spalato, dicendosi pronto "a organizzare il primo incontro di questo nuovo formato allargato in Italia".

Iran, Palombella: "Con guerra rischiamo di essere più poveri"

Le vicende della guerra impattano sulle imprese e sui costi dell'energia, ma "soprattutto sulle persone. Noi rischiamo di essere piu' poveri. Aumenta tutto. Meno male che siamo riusciti a rinnovare il contratto nazionale dei metalmeccanici, ma e' minima cosa rispetto al caro energia". Lo ha detto oggi pomeriggio a Taranto Rocco Palombella, segretario generale Uilm, a margine del congresso. "L'energia e' il costo maggiore che sopportano imprese e famiglie - ha detto Palombella - e c'e' poi un tema legato ai consumi. Penso che l'Italia e soprattutto i cittadini e i lavoratori, stiano attraversando un momento molto difficile. La crisi colpisce l'industria e poi, come sta accadendo in questi giorni, si aggiungono i dissesti idrogeologici con la difficolta' a far viaggiare le merci e a muovere la produzione. Questa contemporaneita' ci distrugge". Circa un possibile aumento dello smart working nelle aziende per limitare l'uso delle auto private da parte dei dipendenti e quindi il consumo di carburante, Palombella dichiara: "Noi ci auguriamo che non ci sia quest'incremento. Lo smart working allontana le persone dalle fabbriche e dai luoghi di lavoro e noi invece vogliamo che le persone ci siano. Che abbiano la possibilita' di uscire di casa e rafforzare la socialita'. L'isolamento non crea unione, non crea sviluppo. Lo smart working puo' magari ridurre il consumo di carburante ma crea crisi sociali poiche' la socialita' e' quella che ha reclamato dopo il lockdown, ovvero uscire di casa all'insegna della liberta'".

Giorgetti: "Stop patto stabilità se prolungato stress delle finanze"

"L'auspicio è che la crisi internazionale veda quanto prima la sua soluzione ma se ciò non dovesse accadere, si dovrà porre seriamente il tema di una risposta unitaria europea come fu fatto per la pandemia con misure  eccezionali" tra le quali la proposta condivisa con altri partner europei di tassare gli extraprofitti generati dagli aumenti dei prezzi dei carburanti e dell'energia.   Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, al question time al Senato.   "Fermo restando che il perdurare della crisi imporrà di ragionare in maniera seria e costruttiva su una possibile sospensione del patto di stabilità", aggiunge. Ricordando la cautela espressa dalla Commissione "sulla possibilità di attivare" clausole di salvaguardia "alla luce dell'attuale contesto", "resta il fatto che in determinate condizioni come nel caso di prolungato stress delle finanze pubbliche nel nostro paese o di severa recessione nell'area l'attivazione di tale clausole debba essere una possibilità realistica nonché esplicitamente prevista dalla nuova governance", aggiunge.

Iran, viceministro Khatibzadeh: "Ghalibaf a guida negoziati"

Sara' il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, a guidare "molto probabilmente" la delegazione iraniana ai negoziati in Pakistan questo fine settimana. Lo ha confermato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh, citato dall'agenzia Isna.

Tajani al Med9: "Il Libano non può diventare un'altra Gaza"

"Siamo molto preoccupati per la situazione in Libano. Condanniamo fermamente la decisione irresponsabile di Hezbollah di coinvolgere il Paese nel conflitto. Sappiamo che il Libano non era incluso nell'accordo sull'Iran e Hormuz", "gli attacchi a Beirut mettono seriamente a rischio il cessate il fuoco". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla riunione informale ministeriale del Med9 a Spalato.    "Ieri ho parlato con il presidente Aoun. È fondamentale proteggere la popolazione civile. Il Libano non può diventare un'altra Gaza. In questo contesto, condanniamo fermamente gli attacchi contro un convoglio di caschi blu Unifil italiani. I nostri soldati sono lì per la pace e non possono essere attaccati".

Corre il prezzo del petrolio, Wti di nuovo sopra 100 dollari

Il prezzo del petrolio accelera la sua corsa di fronte alla fragile tregua tra Iran e Usa. Il Wti americano guadagna il 7,4% portandosi a 101,4 dollari al barile. Vicino a quota 100 anche il Brent che sale del 4,3% a 98,9 dollari.

Georgieva: "Banche centrali rialzino i tassi se saltano stime inflazione"

Le banche centrali dovrebbero rialzare i tassi qualora le aspettative sull'inflazione dovessero entrare in una spirale negativa. "Gli incontri Fmi-Banca Mondiale della prossima settimana si concentreranno su come far fronte allo shock della guerra in Medio Oriente, attualmente in fase di pausa", ha detto il direttore generale Kristalina Georgieva. "Il Fmi può intensificare il sostegno ai Paesi con i piani esistenti; sono previsti ulteriori programmi in arrivo. Prevediamo che la domanda di sostegno da parte del Fmi nel breve termine aumenterà, attestandosi a 20-50 miliardi di dollari, considerate le ricadute della guerra" in Iran. Lo shock bellico "sta innescando aspettative inflazionistiche più elevate nel breve termine, mentre le aspettative a lungo termine sono rimaste invariate", ha osservato ancora Georgieva. "Esortiamo tutti i Paesi a respingere i controlli sulle esportazioni e sui prezzi, misure che potrebbero destabilizzare ulteriormente il quadro economico globale. Il ricorso a stimoli finanziati in deficit accrescerebbe l'onere a carico della politica monetaria", ha aggiunto.

Iran, Giorgetti: "Monitoriamo tregua, pronti ad altri interventi"

"L'evoluzione del contesto internazionale verra' costantemente monitorata alla luce della tregua raggiunta ieri ed il governo e' pronto ad intervenire sia sul lato della domanda sia su quello dell'offerta, consapevole che le misure dal lato dell'offerta richiedono piu' tempo per produrre effetti". Cosi', rispondendo al question time al Senato, il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, sottolineando che "il Governo ha di recente adottato misure dirette a ridurre in modo strutturale il costo dell'energia quanto disposizioni emergenziali per contenere i costi dei carburanti, fornendo in tal modo una prima risposta immediata a famiglie e imprese". In particolare "e' stato tagliato fino al 1 maggio il prezzo di diesel e benzina di 25 centesimi al litro ed e' stato introdotto un meccanismo diretto a prevenire comportamenti speculativi. Il Governo sta infatti rispondendo alla crisi attuale con un approccio prudente ma deciso e intende calibrare progressivamente le misure in base alla persistenza e alla volatilita' delle dinamiche dei prezzi", ha aggiunto Giorgetti che ha concluso: "Questi interventi emergenziali si affiancano alle misure a sostegno dei redditi e a per il supporto al sistema produttivo che son state gia' varate in sede di legge d bilancio e nei decreti adottati da inizio anno. Si pensi al decreto energia, che ha introdotto disposizioni per la revisione strutturale di una serie di meccanismi finora vigenti, nonche' alle misure di incentivo per le imprese".

Beirut: "Dobbiamo avere un posto al tavolo dei negoziati di Islamabad"

Durante un'intervista alla Bbc, la ministra degli Affari sociali libanese, Haneen Sayed, ha dichiarato che è importante che Beirut abbia "un posto al tavolo" dei colloqui a Islambad per poter negoziare un accordo di cessate il fuoco.    Sayed ha affermato che, secondo l'interpretazione del Paese, "il Libano era incluso nella tregua" e che è importante per il governo "negoziare su quale accordo di pace sia necessario".    La ministra ha concluso dicendo che presenterà una denuncia al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alle "gravi violazioni" commesse durante i raid israeliani di mercoledì su Beirut.

Parigi: "Accordo Ue-Israele potrebbe essere ridiscusso"

L'accordo di associazione fra l'Unione europea e Israele potrebbe essere "ridiscusso" alla luce della "gravità di quanto successo ieri (in Libano, ndr) e vista la situazione in Cisgiordania": lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri francese, Pascal Confavreux, definendo "sproporzionati" i bombardamenti da parte di Israele contro il Libano.

Iran, Giorgetti: "Se crisi continua Ue agisca come contro Covid"

Se l'attuale crisi internazionale non dovesse attenuarsi "si dovra' porre seriamente il tema di una risposta unitaria europea, cosi' come fu fatto per la pandemia, con misure eccezionali fra le quali ho gia' condiviso con alcuni partner europei la proposta di prevedere una tassazione degli extra profitti generati nel settore dagli aumenti dei prezzi dei carburanti e dell'energia, fermo restando che il perdurare della crisi imporra' di ragionare in maniera seria e costruttiva su una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilita' e crescita". Cosi' il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time al Senato. "Qualora le conseguenze delle tensioni sui mercati energetici in corso dovessero prolungarsi o addirittura intensificarsi, l'Europa dovrebbe, in primo luogo, valutare il ricorso alla clausola di salvaguardia generale prevista dall'articolo 25 del Regolamento 1263/2024. Ricordo che la Commissione ha gia' avuto modo di esprimere cautela sulla possibilita' di attivazione di tali clausole alla luce dell'attuale contesto, ma resta il fatto che in determinate condizioni, come nel caso di prolungato stress sulle finanze pubbliche del nostro Paese o di recessione severa nell'area, l'attivazione di tali clausole debba essere considerata una possibilita' realistica, nonche' esplicitamente prevista dalla nuova governance europea", ha aggiunto Giorgetti.

Iran, Abdelatty chiama Witkoff: "Usa fermino attacchi Israele"

L'Egitto ha chiesto agli Stati Uniti di intervenire per far fermare l'operazione israeliana in Libano, che per il Cairo mina il tentativo di riportare pace in Medio Oriente. E' stato il ministro degli Esteri, Badr Abdelatty, a comunicare le preoccupazioni del Cairo all'inviato speciale americano Steve Witkoff, a quanto riferisce una nota del ministero egiziano. Abdelatty, si legge, ha sottolineato la necessita' di intervenire rapidamente per calmare la situazione e stabilire un cessate il fuoco. "L'aggressione israeliana al Libano mina tutti gli sforzi regionali e internazionali sforzi per riportare la calma nella regione", prosegue la nota. Bisogna "rispettare la sovranita', l'unita', la sicurezza dei suoi territori del Libano e fermare tutte le aggressioni israeliane, garantire la stabilita' della regione ed evitare rischi di scivolare nel caos piu' completo".

Iran, Russia: "Cessate fuoco si applichi anche a Libano"

Gli accordi tra Stati Uniti e Iran hanno una dimensione regionale e devono applicarsi anche al Libano. Lo dice il ministero degli Esteri russo. La Russia auspica un cessate il fuoco immediato nella zona di conflitto israelo-libanese e il ritorno della situazione su un piano politico e diplomatico, aggiunge Mosca.

Georgieva: "Cicatrici permanenti per l'economia, crescita più lenta"

La guerra in l'Iran lascerà "cicatrici permanenti sull'economia globale", anche se si dovesse raggiungere un accordo di pace duraturo in Medio Oriente. Parlando ad un evento del Fmi, il direttore generale Kristalina Georgieva ha detto che gli effetti  della guerra fino ad oggi si tradurranno in una crescita globale più lenta nel 2026. Se non fosse scoppiato il conflitto sei settimane fa, il Fmi "avrebbe rivisto al rialzo" le stime di crescita globale, "ma ora, anche il nostro scenario più ottimistico prevede una revisione al ribasso. Anche nel migliore dei casi, non ci sarà un ritorno netto e indolore allo status quo".

Iran, Scannapieco: "Effetti su inflazione, potenziale rinnovabili"

"Non sappiamo quale sara' la durata ma sappiamo che sicuramente ci saranno effetti sull'inflazione. Ci sono delle cose da fare, c'e' un potenziale di generazione di rinnovabili su cui Cdp e' molto attiva sia in Italia che all'estero, poi c'e' l'efficienza energetica, l'interconnessione con l'estero, modernizzazione della rete. Tutto questo richiede una serie di investimenti, come e' stato fatto per i rigassificatori allo scoppiare del conflitto russo ucraino". Lo ha detto l'amministratore delegato di Cdp Dario Scannapieco, nel corso della presentazione dei conti 2025, interpellato sui possibili effetti nel breve e lungo termine del conflitto in corso in Medio Oriente.

Iran, Giorgetti: "Se ancora crisi valutare stop Patto stabilità"

"Qualora la crisi internazionale non evolva positivamente, le misure adottate dai singoli Stati dovranno necessariamente inserirsi nell'ambito di una strategia europea, che stiamo sollecitando e promuovendo. In tale contesto va inquadrata anche la tematica della sospensione del Patto di Stabilita', misura che, come ho gia' avuto modo di precisare, dovra' essere necessariamente valutata a livello europeo qualora la situazione economica dovesse aggravarsi ulteriormente, cosi' come andranno previsti interventi, dall'Italia gia' richiesti in sede di Consiglio Europeo, diretti a rivedere l'attuale quadro regolatorio, in primo luogo quello dell'ETS, del quale appare urgente sospendere temporaneamente l'applicazione con riguardo alla produzione di elettricita' da fonti termiche fino al riallineamento globale dei prezzi dell'energia". Cosi' il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time al Senato.

Iran, Fmi: "A economie vulnerabili 50 mld dollari"

Il Fondo Monetario Internazionale prevede di dover fornire fino a 50 miliardi di dollari di assistenza finanziaria immediata ai paesi colpiti dalla guerra in Medio Oriente: lo ha dichiarato il direttore generale dell'Fmi Kristalina Georgieva aggiungendo che la crisi potrebbe avere effetti economici duraturi."Date le ripercussioni della guerra in Medio Oriente, prevediamo che la domanda a breve termine di sostegno alla bilancia dei pagamenti da parte del FMI salira' a una cifra compresa tra i 20 e i 50 miliardi di dollari, con il limite inferiore prevalente se il cessate il fuoco reggera'", ha detto secondo le osservazioni preparate e condivise con l'AFP. "Anche nel migliore dei casi, non ci sara' un ritorno netto e netto allo status quo ante", ha affermato. La direttrice dell'FMI ha dato il via alle riunioni annuali di primavera co-ospitate dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale a Washington, che riuniscono i principali responsabili delle politiche economiche di tutto il mondo. L'istituto di Washington ridimensionera' le sue previsioni di crescita globale per il 2026 sulla base dell'impatto della crisi, con i costi energetici in rapida ascesa che colpiscono alcune economie vulnerabili piu' duramente di altre. Georgieva ha affermato che anche nello "scenario piu' ottimistico" del Fondo, i danni alle infrastrutture, le interruzioni delle forniture e la perdita di fiducia dei mercati, tra gli altri "effetti devastanti", comporteranno una crescita inferiore alle attese. Ha sottolineato gli effetti "asimmetrici" della crisi, che colpisce molto piu' duramente gli importatori di energia a basso reddito con uno spazio fiscale limitato rispetto ad altri."Pensiamo alle nazioni insulari del Pacifico, situate alla fine di una lunga catena di approvvigionamento, che si chiedono se il carburante arrivera' ancora a destinazione sulla scia di una perturbazione cosi' grave", ha spiegato. L'FMI e la Banca Mondiale hanno inoltre costituito un gruppo di coordinamento per affrontare gli impatti della guerra sul mercato energetico che si runira' lunedi' prossimo.

A Gerusalemme riaperto il Santo Sepolcro, riprendono i riti

E' stato riaperto oggi a Gerusalemme il Santo Sepolcro, la basilica dove per 40 giorni il Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa non ha potuto celebrare i riti pasquali con la partecipazione dei fedeli a causa delle restrizioni sugli assembramenti dovute al lancio di missili iraniani.    Le restrizioni sono cadute da oggi a Gerusalemme con l'entrata in vigore della tregua, tanto che il sindaco della città ha anche annunciato che si terrà la tradizionale festività del Fuoco Sacro celebrata per la Pasqua dei greco ortodossi.

Libano, Netanyahu: "Colpiremo Hezbollah dovunque sia necesssario"

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele continuera' a colpire Hezbollah, sostenuto dall'Iran, "ovunque sia necessario", il giorno dopo i sanguinosi raid israeliani che hanno colpito il Libano. "Continueremo a colpire Hezbollah con forza, precisione e determinazione", ha affermato Netanyahu sul suo account personale X. "Il nostro messaggio e' chiaro: chiunque agisca contro i civili israeliani verra' colpito. Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario, finche' non avremo ripristinato completamente la sicurezza per gli abitanti del nord" di Israele, ha aggiunto. Nel frattempo, l'esercito israeliano ha dichiarato di continuare le operazioni di terra nel Libano meridionale, dove le truppe combattono Hezbollah e mantengono posizioni dall'inizio di marzo.

Libano, Francia: "Riaprire dibattito su stop accordo Ue-Israele"

Una possibile sospensione dell'accordo tra l'Unione Europea e Israele potrebbe essere riconsiderata dopo gli attacchi israeliani "sproporzionati" in Libano e gli abusi commessi dai coloni in Cisgiordania. Lo dice il portavoce del Ministero degli Esteri francese. "Vista la gravita' di quanto accaduto ieri" con i raid israeliani in Libano "e anche vista la situazione in Cisgiordania, non possiamo escludere che, oltre alle sanzioni nazionali, si riapra il dibattito sulla sospensione dell'accordo di associazione tra l'Unione Europea e Israele", ha dichiarato Pascal Confavreux, portavoce del Quai d'Orsay. "Israele ha certamente il diritto di difendersi, ma le sue azioni non sono solo inaccettabili, bensi' sproporzionate e stanno di fatto portando a una situazione di stallo", ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri francese. La sospensione dell'accordo Ue-Israele, in vigore dal 2000 e volto a facilitare il dialogo politico e gli scambi commerciali tra le due parti, deve essere adottata all'unanimita' dai 27 Stati membri. L'anno scorso, durante la crisi umanitaria a Gaza, l'UE aveva avviato una revisione dell'accordo su richiesta di diversi Stati membri, tra cui i Paesi Bassi, che sostenevano che Israele non rispettasse i diritti umani e i principi democratici, come previsto dall'articolo 2 dell'accordo, ricorda il Figaro. Un rapporto della Commissione europea ha successivamente concluso che Israele stava violando tale articolo. La Germania, in particolare, si e' opposta a qualsiasi sospensione o rescissione totale dell'accordo.

Iran, Merz: "Ripreso dialogo con teheran"

Il governo tedesco ha ripreso il dialogo con l'Iran. Lo ha annunciato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Dopo un lungo silenzio, dovuto a serie ragioni, il governo tedesco sta ora riprendendo i colloqui con Teheran. Lo stiamo facendo in consultazione con gli Stati Uniti e i nostri partner europei", ha riferito Merz in una conferenza stampa a Berlino.

Iran, Fmi: "45 mln persone a rischio insicurezza alimentare"

Il conflitto in Medio Oriente potrebbe far precipitare circa 45 milioni di persone nell'insicurezza alimentare, con la possibilita' che il problema si aggravi ulteriormente. E' l'allarme della direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Kristalina Georgieva.Nel suo tradizionale discorso di apertura in vista delle riunioni di primavera, che iniziano martedi' prossimo, la direttrice dell'FMI ha affermato che l'istituzione prevede una richiesta aggiuntiva di aiuti da parte dei paesi membri "compresa tra i 20 e i 50 miliardi di dollari", a seconda che il cessate il fuoco venga rispettato.

Pakistan: "Apprezziamo la de-escalation prima dei colloqui di Islamabad"

Il Pakistan afferma che il premier pachistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate Asim Munir hanno "apprezzato la moderazione dimostrata da tutte le parti" prima dei colloqui tra Iran e Usa in programma a Islamabad nel fine settimana. "I due leader hanno espresso soddisfazione per la de-escalation finora raggiunta e hanno sottolineato la necessità che tutte le parti mantengano la pace e il cessate il fuoco", sostiene l'ufficio del premier pachistano Sharif.

Merz: "Israele rischia far fallire processo pace"

Gli attacchi israeliani in Libano potrebbero far fallire il processo di pace in Medio Oriente. Il monito e' arrivato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz. "Vediamo con particolare preoccupazione la situazione nel sud del Libano. La durezza con cui Israele sta conducendo la guerra li' potrebbe causare il fallimento dell'intero processo di pace, e questo non deve accadere" ha detto Merz ai giornalisti. Il cancelliere ha ricordato di avere chiesto ieri al governo israeliano di fermare l'escalation.

Merz: "A Trump ho detto che dopo la pace aiuteremo su Hormuz"

"Parlando con Trump ho assicurato che dopo la pace la Germania aiuterà a garantire la stabilità nello stretto di Hormuz". È quello che ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in una dichiarazione in cancelleria a Berlino.  "Il presidente americano sa che devono essere rispettate per la Germania due condizioni: un mandato internazionale, meglio se del Consiglio di sicurezza dell'Onu, e l'approvazione del Bundestag", ha aggiunto.

Il parroco di Gaza: "Dall'inzio della guerra morti 60 cristiani, il 6%"

"Sessanta cristiani sono morti a Gaza dall'inizio della guerra: il 6% dell'intera comunità locale". È il bilancio drammatico che emerge dalla testimonianza di padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia, l'unica chiesa cattolica della Striscia, che il settimanale "Credere" del Gruppo editoriale San Paolo ha raggiunto telefonicamente: "Tra le vittime, 23 persone sono state uccise da bombardamenti e cecchini, tra loro anche Ilham, insegnante di musica della nostra scuola, aveva 80 anni ed è stata colpita alle gambe mentre provava a rientrare a casa sua. Prima di morire è rimasta in agonia diverse ore nel fango. Non si poteva soccorrerla perché sparavano".      Altre 23 persone, riferisce il parroco di origine argentina, sono decedute per mancanza di cure mediche, in un territorio dove l'elettricità è assente da oltre due anni e i malati cronici non possono ricevere terapie salvavita.      Padre Romanelli, che guida la parrocchia di Gaza dal 2019, rifeirsce anche che questa è ridotta oggi a circa novanta fedeli. Nel 2020 ha dovuto affrontare una seria prova personale: "Sono stato operato di cancro al colon, al terzo stadio: mi sono curato per mesi con chemioterapie. Ora la malattia sembra superata. In questi mesi ho potuto effettuare pochi controlli ma gli esami fatti sono confortanti".      Dopo l'attacco di Hamas contro Israele e l'inizio dell'offensiva israeliana a Gaza, la parrocchia ha accolto fino a 500 sfollati, cristiani e musulmani, condividendo acqua, cibo e l'energia prodotta da pannelli solari e generatori: "Dopo il cessate il fuoco dello scorso ottobre, non ci sono più bombardamenti a tappeto - racconta - sono diminuiti, ma restano raid mirati, droni e un clima di costante insicurezza". mentre "gli aiuti umanitari restano insufficienti e la ricostruzione non è ancora iniziata". ;Infine, il ricordo di papa Francesco nell'approssimarsi del primo anniversario dalla morte. Bergoglio lo chiamava quotidianamente per far sentire la sua vicinanza: "Una consolazione immensa, credo che mai nella storia della Chiesa sia avvenuto qualcosa di simile. Ci ha fatto la sua ultima chiamata due giorni prima di morire".

Borsa Milano: annulla calo e si attesta sulla parità

Piazza Affari azzera il calo con cui sta conducendo la quarta seduta settimanale e vede il Ftse Mib attestarsi sui valori della vigilia a quota 47.105 punti (+0,03%).

Libano, Idf chiedono evacuazione di Beirut sud

L'esercito israeliano ha emesso nuovi avvisi di evacuazione per la periferia meridionale di Beirut, un'area densamente popolata e colpita gia' ieri dai raid aerei israeliani.

Iran, Pakistan: "Bene per moderazione parti. Mantenere tregua"

Il Pakistan ha espresso apprezzamento per "la moderazione dimostrata da tutte le parti" in vista dei colloqui previsti a Islamabad tra Stati Uniti e Iran. In un comunicato congiunto pubblicato dopo il loro incontro, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell'esercito, Asim Munir, "hanno espresso soddisfazione per la de-escalation raggiunta finora e hanno sottolineato la necessita' che tutte le parti mantengano la pace e il cessate il fuoco".

Merz: "Non vogliamo la divisione della Nato, mantenere sangue freddo"

"Noi non vogliamo, io non voglio alcuna divisione della Nato. La Nato è garante della nostra sicurezza. Noi dobbiamo mantenere il sangue freddo". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, in uno statement fuori programma in cancelleria. Merz ha definito la crisi nel Golfo è "uno stress test per le relazioni transatlantiche. "Al momento la Nato non si può sostituire con nulla e ho tutto l'interesse a che questa sia mantenuta", ha spiegato Merz. "Con Trump abbiamo parlato del futuro dell'Alleanza", ha aggiunto, annunciando che i due leader intendono avere un intesa su questo prima del prossimo summit.

Libano, Pakistan condanna "aggressione Israele"

Il Pakistan ha "condannato con forza" gli attacchi israeliani in Libano, che proseguono nonostante l'accordo di tregua in vigore da quasi due giorni. E' stato il primo ministro Muhammad Shehbaz Sharif, mediatore dell'intesa tra Sttai Uniti e Iran, a puntare il dito contro Israele, in un comunicato diramato dopo aver sentito al telefono il premier libanese, Nawaf Salam. Sharif, si legge nella nota, "ha condannato con forza l'aggressione in corso di Israele contro il Libano e ha espresso le proprie condoglianze per la perdita di migliaia di vite umane in queste ostilita'". Il Pakistan ha assicurato, "e' impegnato in sinceri sforzi per la pace nella regione ed e' in questo spirito che si stanno svolgendo i colloqui di pace tra l'Iran e gli Stati Uniti". Dal canto suo, nel "ringraziare" Sharif per i suoi sforzi di pace, Salam "ha chiesto il sostegno del Pakistan per porre immediatamente fine agli attacchi contro il Libano e il suo popolo".

Fonti Nato: "Per ora da Trump solo parole, nessuna svolta pratica"

"Sino adesso non si è notato nessun cambio di rotta da parte degli Stati Uniti, quelle di Donald Trump sono solo parole". È quanto confida una fonte alleata all'ANSA commentando gli attacchi del presidente Usa alla Nato. La cooperazione continua e la promessa di "zero sorprese" avanzata all'inizio della nuova amministrazione - ovvero di tenere informati per tempo gli alleati di qualsiasi modifica nella postura di difesa degli Usa in Europa - è stata mantenuta. E la temuta sensibile riduzione delle truppe americane non si è materializzata.     Questo non significa naturalmente che tutto vada a gonfie vele. Il rischio di incidenti di percorso, con Trump, è alto e quindi si tende a ridurre al minimo le occasioni di scontro. Il vertice di luglio di Ankara, ad esempio, sarà alquanto breve e la presenza di Volodymyr Zelensky non è scontata, sempre a causa delle freddezza americana (c'è a dire il vero anche il tema di cosa offrire, in concreto, al presidente ucraino). La Turchia sta puntando molto sulla componente della produzione industriale, con un forum al quale saranno invitati i big del settore.

Iran, premier Beirut a Pakistan: "Includere Libano in accordo"

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto al suo omologo pakistano di confermare l'inclusione del Libano nel cessate il fuoco della guerra con l'Iran. Salam, informa il suo ufficio, ha telefonato a Shehbaz Sharif elogiando gli sforzi di Islamabad per garantire la tregua e ha chiesto di "confermare che il cessate il fuoco includa il Libano per prevenire il ripetersi degli attacchi israeliani a cui si e' assistito ieri". Sia Israele che gli Stati Uniti hanno affermato che il cessate il fuoco non include il Libano, e Israele ha annunciato che continuera' gli attacchi contro Hezbollah.

Iran, leader Houthi: "Impedito uso Mar Rosso per attacchi"

Il leader del Movimento di resistenza Houthi dello Yemen, Abdul Malik Al-Houthi, ha assicurato che Stati Uniti e Israele non sono riusciti a utilizzare il Mar Rosso per attaccare l'Iran. "Lo Yemen ha impedito agli Stati Uniti e al nemico israeliano di utilizzare il Mar Rosso per attaccare l'Iran", ha dichiarato a quanto riporta Press Tv. "Gli Stati Uniti e Israele hanno fallito nonostante abbiano scatenato una guerra con tutto il loro potere militare, politico e finanziario", ha sottolineato.

Wall Street apre in calo, Dj -0,44%, Nasdaq -0,04%

Wall Street apre negativa. Il Dow Jones perde lo 0,44% a 47.707,16 punti, il Nasdaq cede lo 0,04% a 22.627,49 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,15% a 6.772,86 punti.

Idf assedia città libanese Bint Jbeil, scontri diretti con Hezbollah

Nonostante il cessate il fuoco con l'Iran, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) continuano la loro attività offensiva in Libano. Lo scrive Channel 12. Cinque divisioni sono ancora operative nel Libano meridionale, due delle quali impegnate anche in missioni difensive al confine settentrionale. A mezzogiorno, i combattenti dell'Idf hanno iniziato ad accerchiare la città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, dando la caccia ai terroristi che si sono rifugiati nella zona nel tentativo di nascondersi. Il Libano segnala numerosi attacchi nell'area, che potrebbero intensificarsi nei prossimi giorni.    Hezbollah afferma, scrive la Afp, di aver ingaggiato uno scontro diretto, a distanza ravvicinata, con le forze israeliane nella città di Bint Jbeil, famosa per la violenta battaglia tra le due parti nel 2006. Bint Jbeil, a cinque chilometri dal confine, riveste un significato simbolico per Hezbollah. È qui che il suo leader assassinato Hassan Nasrallah pronunciò un discorso storico nel 2000, in occasione del ritiro israeliano dal sud del Libano dopo due decenni di occupazione. I combattenti del gruppo respinsero con successo le forze israeliane nella guerra del 2006. 

Idf: "Popolazione evacui subito i quartieri sud di Beirut"

L'esercito israeliano ha avvertito i residenti dei sobborghi meridionali di Beirut, da tempo roccaforte del gruppo militante libanese Hezbollah, di imminenti attacchi e li ha invitati a evacuare.    "Le Forze di Difesa Israeliane continuano a operare e a colpire le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah in diverse aree dei sobborghi meridionali. Le Idf non intendono farvi del male e agiscono solo contro i militanti di Hezbollah e obiettivi militari. Pertanto, per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente", ha dichiarato il portavoce in lingua araba dell'esercito, Avichay Adraee.

Il petrolio in rialzo a New York a 99,71 dollari

Il petrolio è in rialzo a New York, dove le quotazioni salgono del 5,61% a 99,71 dollari al barile con la fragile tregua in Medio Oriente.

Iran, premier Pakistan sente Macron, Merz e Starmer

Il premier pakistano Shehbaz Sharif, mediatore tra Iran e Stati Uniti, ha riferito di avere sentito oggi leader di Francia, Germania e Regno Unito. Il premier britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno tutti "espresso apprezzamento" per il lavoro di mediazione di Islamabad, in vista dell'incontro del fine settimana tra Iran e Stati Uniti, ha spiegato su X. "Il Pakistan continuera' a lavorare con i suoi partner e amici per garantire che questa opportunita' porti a una pace duratura", ha sottolineato Sharif.

Libano, Al Jazeera: "Beirut vuole colloqui diretti con Israele"

Il governo libanese chiede colloqui diretti con Israele. Lo riporta Al Jazeera, ricordando che "Hezbollah ha sempre detto di non voler negoziare con Israele, soprattutto se sotto attacco. Pertanto, secondo la posizione di Hezbollah, questi colloqui non li includerebbero". L'editoriale della emittente panaraba prosegue chiedendosi come "reagira' Israele" che "in passato, non si e' mostrato minimamente interessato a colloqui che non coinvolgessero Hezbollah". Infine, "e' fondamentale anche capire cosa diranno gli Stati Uniti al riguardo e se sosterranno un qualsiasi tipo di dialogo".

Nato, media: "Trump chiede ad Alleati impegni a breve su Hormuz"

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte ha informato alcune capitali che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump vuole impegni concreti entro i prossimi giorni per aiutare a proteggere lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Times of Israel, secondo quanto riferito da due diplomatici europei a Reuters. Ieri Rutte aveva dichiarato di aver avuto una discussione "franca e aperta" con Donald Trump a Washington, durante la quale il presidente Usa aveva espresso la sua delusione nei confronti di molti alleati proprio sulla questione della cooperazione di questi sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

Libano, Idf chiedono evacuazione immediata da Danieh

Le Forze di Difesa Israeliane hanno emesso un avviso di evacuazione per Dahieh, in Libano. Lo ha annunciato Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle IDF. "Le IDF continuano a operare e a colpire le infrastrutture militari di Hezbollah. Per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente", si legge nella dichiarazione.

Al Jazeera: "Il Libano chiede colloqui diretti con Israele"

Secondo i corrispondenti di Al Jazeera in Libano, il governo di Beirut avrebbe richiesto colloqui diretti con Israele all'indomani dei raid che hanno provocato almeno 200 morti e più di 1.000 feriti.

Ghalibaf: "Senza senso negoziati dopo violazioni tregua"

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito che trattare con gli attacchi israeliani ancora in corso in Libano non ha senso. "I negoziati non hanno senso dopo le violazioni del cessate il fuoco", ha detto a quanto riporta l'agenzia Tasnim. "Il Libano e l'intero Asse della Resistenza, in quanto alleati dell'Iran, costituiscono una parte integrante del cessate il fuoco.(Punto 1 della proposta in 10 punti", ha assicurato Ghalibaf su X. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, mediatore dell'accordo, "ha sottolineato pubblicamente e chiaramente la questione libanese. Non c'e' spazio per smentite o marce indietro", ha sottolineato. "Le violazioni della tregua comportano conseguenze esplicite e risposte decise. Spegnete immediatamente il fuoco", ha ammonito.

Nato, Trump: "Questa gente non capisce se non sotto pressione"

Il presidente americano Donald Trump e' tornato a criticare la Nato. "Questa gente non ha capito nulla, incluso nella nostra molto deludente Nato, se non quando li abbiamo messi sotto pressione", ha scritto su Truth.

Libano, Idf: "Ucciso comandante Brigate Resistenza"

Maher Qassem Hamdan, comandante delle Brigate della Resistenza Libanese nella zona di Chebaa nel sud del Libano e' stato ucciso dall'Idf. Lo hanno reso noto le forze armate israeliane in un post su X secondo cui Hamdan era "responsabile del reclutamento di terroristi, dell'approvvigionamento di armi e del finanziamento" del gruppo. Altre otto persone che stavano fuggendo dalla zona di Chebaa verso Sidone sono state uccise.

Izi: 63% italiani chiede misure di sostegno al reddito,solo il 3% ha fiducia in Trump

Italiani preoccupati dell'impatto economico della guerra in Iran. Temono soprattutto lo shock energetico e chiedono al governo contromisure in forma di sostegno al reddito, il 63% degli intervistati, e la revoca delle sanzioni contro la Russia, il 31%. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche,  presentato questa mattina nel corso della trasmissione l'Aria che Tira su La 7. Dalla rilevazione, emerge inoltre che un terzo degli italiani ritiene probabile l'uso dell'arma nucleare. L'aumento insostenibile delle bollette energetiche e del carburante preoccupa un italiano su due, mentre solo il 3% sostiene la politica internazionale di Trump. Alla domanda sull'impatto della guerra sull'economia italiana la quasi totalità degli intervistati, il 93%, dà un giudizio negativo essendo convinta che le conseguenze saranno significative. In particolare lo shock energetico preoccupa quasi l'80% degli italiani, il forte aumento dell'inflazione il 70%, e la contrazione del Pil il 30%. Nota metodologica. Interviste effettuate l'08/04/2026; popolazione di riferimento: popolazione maggiorenne residente in Italia; campionamento: casuale stratificato per genere, classe d'età e macroarea di residenza; ponderazione: vincolata per genere, classe d'età, macroarea di residenza, titolo di studio e voto alle precedenti elezioni politiche (2022); metodologia: tecnica mista CAMI/CAWI; totale interviste: 1.001 (margine di errore del 3,01% per un intervallo di confidenza del 95%).

Kallas ad Abu Dhabi: "Riaprire rapidamente Hormuz"

La riapertura dello Stretto di Hormuz con rapidita' deve essere una priorita'. Lo afferma l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, a margine di un incontro ad Abu Dhabi con il vice primo ministro e ministro degli Esteri degli Emirati, Abdullah bin Zayed al Nahyan. I due hanno discusso "della guerra in Iran e del suo impatto regionale, inclusi quelli sul Libano e sull'Iraq", afferma Kallas su X. "Il cessate il fuoco Usa-Iran rimane fragile, ma l'alternativa e' cupa", sostiene l'Alta rappresentante, che afferma di aver discusso con il ministro degli Emirati anche "della nostra cooperazione bilaterale e di come far progredire la nostra partnership Ue-Eau, anche in materia di sicurezza e difesa".

Iran, media: "Teheran vuole risoluzione Onu su fine guerra"

L'Iran insiste sul fatto che la fine della guerra con Stati Uniti e Israele debba essere sancita da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Lo ha dichiarato una fonte iraniana di alto livello all'agenzia russa Tass.

Araghchi: "Usa viola gli impegni presi"

L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di violare gli impegni presi. "Purtroppo la parte americana ha compiuto due volte un'aggressione militare contro l'Iran nel bel mezzo dei negoziati sul nucleare, e anche questa volta, prima ancora che la diplomazia e i colloqui abbiano avuto inizio, sta agendo in violazione dei propri impegni", ha detto il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, in una telefonata al collega saudita, Faisal bin Farhan, a quanto riferito dalla tv di Stato. Araghchi ha assicurato il sostegno del suo Paese all'accordo di cessate il fuoco e agli sforzi per ripristinare la stabilita' e la sicurezza nella regione, ed espresso la speranza che l'attuale cessate il fuoco apra la strada alla completa fine della guerra e al ritorno della sicurezza e della stabilita' nella regione.

Nyt, con l'Iran colpo alla credibilità americana, per gli Usa 'momento Suez'

Il cessate il fuoco con l'Iran è un "colpo" alla credibilità americana e forse un "momento Suez" per gli Stati Uniti, ovvero l'istante in cui una potenza segna l'inizio del suo declino internazionale. Lo riporta il New York Times, sottolineando che le due settimane di tregua lasciano l'Iran alla guida dello Stretto di Hormuz e con i temi del nucleare e del programma di missili balistici non risolti. Per il resto del mondo la guerra "inizia a sembrare una sconfitta militare, più seria dell'Iraq e dell'Afghanistan", afferma Bruno Macaes, ex ministro del Portogallo.     Con il debole cessate il fuoco molti si chiedono - spiega il New York Times - se questo sia un momento Suez per gli Stati Uniti. La crisi di Suez risale all'ottobre del 1956, quando il Regno Unito, la Francia e Israele attaccarono l'Egitto per forzare l'apertura del canale sul Mar Rosso. Gli Stati Uniti non parteciparono ma Dwight Eisenhower, a pochi giorni dalle elezioni, ordinò loro di fermarsi. Il premier britannico Anthony Eden si dimise. L'episodio è divenuto la sintesi di come il Regno Unito, stremato dalla Seconda Guerra Mondiale, cedette agli Stati Uniti il proprio ruolo di potenza globale.

Media: "Tre svedesi uccisi in un raid israeliano in Libano a marzo"

Tre cittadini svedesi sono stati uccisi in Libano, durante un raid aereo israeliano ad inizio marzo: lo riporta il quotidiano svedese Aftonbladet. Le autorità svedesi hanno confermato il decesso di tre connazionali, senza però entrare in dettaglio: "Il ministero degli Esteri è al corrente che tre cittadini svedesi sono morti a Tyre a inizio marzo", si legge in un comunicato.     Nell'attacco, avvenuto il 6 marzo e nel quale sono rimaste uccise otto persone di una stessa famiglia, hanno perso la vita anche una donna incinta e due bambini. "Qualcosa nel mio cuore si è spezzato e si è zittito. Non ero più me stesso. Ho smesso di piangere ", ha dichiarato un parente stretto delle vittime, una frase riportata dal quotidiano The National.

Kallas negli Emirati: "Tregua resta fragile, riaprire Hormuz priorità"

"Ad Abu Dhabi ho incontrato il vice primo ministro Abdullah bin Zayed per discutere della guerra in Iran e delle sue ripercussioni a livello regionale, in particolare sul Libano e sull'Iraq.   Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran rimane fragile, ma l'alternativa è desolante. La rapida riapertura dello Stretto di Hormuz deve essere una priorità. Abbiamo inoltre discusso della nostra cooperazione bilaterale e di come portare avanti il partenariato Ue-Emirati in materia di sicurezza e difesa". Lo scrive su X l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas.

Iran, media: "Teheran farà passare non oltre 15 navi da Hormuz"

L'Iran consentira' il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz a non piu' di 15 navi al giorno. Lo ha riferito la Tass citando una fonte iraniana di alto livello.

Iran, telefonata Lavrov-Araghchi sulla crisi in Medio Oriente

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il suo omologo russo Sergei Lavrov hanno discusso degli eventi in Medio Oriente durante una telefonata. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato.

Tremila palestinesi pregano nella riaperta moschea di Al-Aqsa

Circa 3.000 fedeli palestinesi hanno potuto partecipare alla preghiera dell'alba nel complesso della moschea di Al-Aqsa, quaranta giorni dopo la sua chiusura da parte delle autorità israeliane. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa.    Il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che migliaia di fedeli sono riusciti a partecipare alla preghiera dell'alba nella moschea di Al-Aqsa, nonostante le rigide misure di occupazione, che includevano il controllo dei documenti d'identità, il divieto di ingresso a diversi giovani, l'aggressione di alcuni fedeli ai cancelli e il tentativo di allontanarli dai cortili della moschea.    Il Governatorato ha anche segnalato che la polizia ha arrestato Munta Amara, una attivista che prega regolarmente nella moschea, a uno dei cancelli di Al-Aqsa, poche ore dopo aver arrestato un altro giovane all'interno dei cortili della moschea. I soldati hanno anche aggredito diversi giovani e li hanno costretti ad abbandonare il complesso della moschea di Al-Aqsa, in concomitanza con un raid dei coloni.

Pezeshkian: "Israele viola tregua. Dito resta su grilletto"

L'Iran ha accusato Israele di avere violato l'accordo per la tregua. "Il nuovo sconfinamento del regime sionista in Libano e' una palese violazione dell'accordo iniziale di cessate il fuoco. Questo e' un segnale pericoloso di inganno e mancanza di aderenza agli accordi potenziali", ha scritto il presidente Massoud Pezeshkian su X. "La continuazione di queste azioni rendera' i negoziati privi di senso", ha sottolineato. "Il nostro dito resta sul grilletto. L'Iran non abbandonera' mai le sorelle e i fratelli libanesi", ha ammonito.

Ghalibaf: "Basta attacchi al Libano o la risposta sarà forte"

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, che sarà a Islamabad per i negoziati con gli Usa, avverte che "le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte" e invita a "smettere immediatamente" con gli attacchi al Libano.    "Il Libano e l'intero Asse della Resistenza, in quanto alleati dell'Iran, costituiscono parte integrante del cessate il fuoco", afferma, citando il premier pakistano Sharif che ha chiarito che lo stop agli attacchi al Libano fa parte degli accordi.

Sigonella, Itamilradar: "Missione drone UsNavy su Stretto Hormuz"

Itamilradar rende noto che da stamane sta monitorando una "importante missione di sorveglianza marittima ad alta quota condotta da un drone della Marina statunitense", operante dal bacino del Mediterraneo al Medio Oriente. Si tratta di un drone Northrop Grumman MQ-4C "Triton". Secondo il tracciamento, il velivolo e' decollato dalla base aerea navale di Sigonella, "hub cruciale per le operazioni Isr (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) statunitensi e della Nato". In base alla traiettoria di volo, dopo aver percorso la rotta di transito verso est da Sigonella, il Triton avrebbe raggiunto il Golfo Persico, svolgendo una lunga missione di pattugliamento in una delle aree marittime piu' sensibili: lo Stretto di Hormuz. Il tracciato di volo, spiega la piattaforma di monitoraggio e analisi dell'attivita' dell'aviazione militare sull'Italia e sul Mediterraneo, "mostra chiaramente come il drone abbia effettuato prolungati circuiti di stazionamento proprio all'ingresso dello stretto, volando vicino alle acque territoriali dell'Oman (Penisola di Musandam) e rivolto verso le coste meridionali dell'Iran, in particolare nell'area di fronte a Bandar Abbas e Jask". L'MQ-4C Triton e' un velivolo Hale (High-Altitude Long Endurance, alta quota e lunga autonomia) specificamente progettato per la sorveglianza e il pattugliamento marittimo a lungo raggio. La presenza di questo velivolo sullo Stretto di Hormuz "rientra nelle costanti operazioni di monitoraggio condotte dagli Stati Uniti e dai loro alleati per garantire la liberta' di navigazione in un tratto di mare attraverso il quale transita una percentuale cruciale del petrolio mondiale, mantenendo al contempo una stretta sorveglianza sulle attivita' navali iraniane (sia della Marina regolare che delle forze delle Guardie Rivoluzionarie) nella regione".

Sa'ar: "Morti Libano quasi tutti terroristi, azione più precisa di sempre"

"La stragrande maggioranza delle vittime erano terroristi di Hezbollah. Nessun altro esercito al mondo è in grado di colpire con tale precisione e con un numero minimo di vittime civili". Lo scrive su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, rispondendo all'Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas, parlando dell'attacco in Libano.     "L'azione delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di ieri in Libano è stata un attacco di precisione - sostiene - basato su informazioni di intelligence, mirato a decine di obiettivi terroristici: centri di comando di Hezbollah presidiati da terroristi, depositi di armi e siti di lancio. Quest'azione è stata di gran lunga più precisa di qualsiasi altra guerra a lei nota", conclude rivolgendosi direttamente a Kallas.

Teheran: "No a limitazione programma arricchimento uranio"

Il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica esclude la possibilita' di limitare il programma di arricchimento dell'uranio, una delle principali richieste di Stati Uniti e Israele. "Le richieste e le pretese dei nostri nemici, che cercano di limitare il programma di arricchimento dell'uranio iraniano, non sono altro che vane speranze destinate a essere stroncate", ha dichiarato Mohammad Eslami all'agenzia di stampa iraniana ISNA. "Tutte le cospirazioni e le azioni dei nostri nemici, inclusa questa brutale guerra, non hanno portato a nulla", ha affermato Eslami, secondo cui gli Stati Uniti stanno invano cercando di raggiungere "attraverso la negoziazione" gli obiettivi che non sono riusciti a conseguire con la guerra.

Siria riapre valico al confine col Libano

La Siria ha annunciato la riapertura del valico di Jdeidet Yabous (Masnaa) al confine con il Libano, a ovest di Damasco. Le autorità siriane hanno comunicato il ritorno alla normalità,  come riporta l'agenzia siriana Sana, dopo che nei giorni scorsi il transito era stato chiuso nel mezzo delle operazioni militari israeliane contro gli Hezbollah libanesi.

Idf: "Hezbollah ha lanciato da stamattina 30 razzi nel nord di Israele"

Hezbollah ha lanciato circa 30 razzi dal Libano contro il nord di Israele da questa mattina. Lo rendono noto le Forze di difesa israeliane, aggiungendo che non sono stati segnalati feriti né danni, poiché i razzi sono stati intercettati o lasciati colpire aree aperte. Le sirene hanno suonato più volte a Kiryat Shmona e nelle città vicine dell'alta Galilea.

Der Spiegel: "Da Trump ultimatum ai partner europei per la missione su Hormuz"

Aumenta la pressione esercitata dagli Stati Uniti sui partner europei per un impegno militare nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dal settimanale tedesco 'Der Spiegel', il segretario generale della Nato Mark Rutte ha comunicato alle capitali europee che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si aspetta, nei prossimi giorni, impegni concreti per l’invio di navi da guerra o altre capacità militari militari dall’Europa. Gli impegni politici, come quelli assunti nei giorni successivi all’inizio della guerra, non sarebbero più sufficienti.

La richiesta di Trump equivale a un ultimatum, hanno affermato diversi diplomatici europei che sono stati informati dopo l'incontro del segretario generale dell'Alleanza Atlantica con Trump. Anche Berlino aveva segnalato nei giorni scorsi la disponibilità di principio per una missione congiunta nello stretto. Dal punto di vista del governo federale, tuttavia, devono essere soddisfatti alcuni criteri, ad esempio un mandato solido delle Nazioni Unite e un cessate il fuoco duraturo o addirittura una tregua negoziata.

L'Ue: "Su Hormuz il diritto internazionale non prevede i pedaggi"

"Il diritto internazionale prevede la libertà di navigazione, che significa esattamente quello che dice: in sostanza, nessun pagamento o pedaggio di alcun tipo". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla possibilità che l'Iran stabilisca un pedaggio per le navi che attraverseranno lo Stretto di Hormuz. "Lo Stretto di Hormuz, come qualsiasi altra via marittima, è un bene pubblico per tutta l'umanità", ha aggiunto il portavoce, sostenendo che ciò significhi che "la navigazione deve essere libera". "La legge è chiara: la libertà di navigazione è un bene pubblico e deve essere assicurata", ha concluso il portavoce. 

Perché la crisi energetica non finirà con la guerra in Iran

Per il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia le conseguenze si potranno sentire ancora "per mesi, se non addirittura per anni".  "Ci vorrà del tempo per rimettere in funzione in modo sicuro gli impianti che sono stati messi fuori servizio", spiega. E anche l'Ue avverte: "Crisi non di breve durata".

Perché la crisi energetica non finirà con la guerra in Iran

Perché la crisi energetica non finirà con la guerra in Iran

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Madrid a Teheran: "Serve sforzo deciso per consolidare la tregua"

Il ministro spagnolo degli Esteri, Josè Manuel Albares, ha avuto un colloquio con il suo omologo iraniano al quale ha chiesto "uno sforzo deciso per consolidare il cessate il fuoco" e fermare gli attacchi nella regione. Intervenendo in commissione Esteri al Congresso, Albares ha spiegato di aver sollecitato Teheran "a coinvolgersi direttamente" nel mantenimento della tregua di due settimane concordata con Washington e a "esercitare tutta la sua influenza sui gruppi sciiti della regione, affinché fermino gli attacchi". Il ministro ha inoltre chiesto di garantire "il prima possibile il passaggio libero e sicuro di qualsiasi nave, di qualunque nazionalità, attraverso lo stretto di Ormuz". In relazione alla fragile tregua, Albares ha ribadito che è "impensabile" che un cessate il fuoco stabile non includa il Libano, denunciando che "quanto sta accadendo" nel Paese "è una vergogna per la coscienza di tutta l'umanità". 

Pechino: "E' disinformazione che azienda cinese abbia fornito chip all'Iran"

"La Cina si oppone fermamente alla diffusione di disinformazione speculativa e insinuante nei confronti della Cina da parte di soggetti interessati", ha affermato il portavoce del ministero della Difesa cinese Zhang Xiaogang, in risposta alla domanda di un giornalista riguardo alle notizie secondo cui la Semiconductor Manufacturing International Corporation (Smic) avrebbe fornito attrezzature per la produzione di chip all'esercito iraniano e una società cinese di satelliti commerciali avrebbe diffuso immagini di basi militari statunitensi in Medio Oriente. Lo riporta il Global Times. Il giornalista ha riferito che funzionari statunitensi hanno affermato di essere a conoscenza delle azioni intraprese da Cina e Russia per assistere l'Iran, avvertendo che avrebbero reagito se necessario. In risposta, Zhang ha dichiarato: "Ci opponiamo fermamente alla diffusione di disinformazione speculativa e insinuante nei confronti della Cina da parte delle parti interessate". "La Cina è aperta e trasparente sulla questione iraniana, sostenendo costantemente una posizione obiettiva e giusta", ha affermato. Il portavoce ha inoltre chiarito che la Cina ha sempre lavorato per promuovere la pace e il dialogo, respingendo qualsiasi insinuazione secondo cui avrebbe agito per inasprire le tensioni. "La Cina ha sempre lavorato per promuovere la pace e il dialogo e non ha mai fatto nulla per gettare benzina sul fuoco", ha affermato Zhang. Senza nominare alcun Paese specifico, Zhang ha aggiunto: "La comunità internazionale vede molto chiaramente chi dice una cosa ma ne fa un'altra, e chi sta creando disordini e conflitti in tutto il mondo". 

Iran, solo 4 navi con carico secco passate da Hormuz nel primo giorno della tregua. Erano 9 in piena guerra

Solo quattro navi, e con carico secco (quindi nessuna petroliera o gasiera), sono passate dallo Stretto di Hormuz ieri, primo giorno della fragile tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran, scrive il New York Times, citando S&P Global Market Intelligence. Nei cinque giorni precedenti, quindi a guerra in corso, ne erano passate in media nove al giorno. Gli analisti del traffico marittimo precisano anche che non ci sono segni di un riposizionamento delle navi in attesa da settimane nella zona, o della formazione di una coda, per attraversare lo Stretto. Ed è proprio la fragilità della tregua la ragione di questo stallo ulteriore. 

Pichetto: "Se non riapre Hormuz valuteremo caso per caso"

"Mi auguro che riapra lo stretto di Hormuz, e che si ristabilisca l'equilibrio delle forniture. Qualora non avvenisse, cosa che non mi auguro, valuteremo caso per caso perché non è che tutto provenga dal Golfo Persico". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, interpellato a margine della presentazione dell'outlook 'Energia per competere' realizzato da Edison Next, Engie, Renovit e Veolia. 

Tregua Iran-Usa, stretto Hormuz chiuso dopo raid in Libano. VIDEO

Netanyahu conferma uccisione del consigliere e del nipote di Naim Qassem

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato l'uccisione nei raid condotti su Beirut di Ali Youssef Kharshi, consigliere personale e nipote del segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, "una delle persone a lui più vicine", si legge in un messaggio postato su X. "Allo stesso tempo, la notte scorsa, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito una serie di infrastrutture terroristiche nel Libano meridionale: valichi utilizzati per il transito di migliaia di armi, razzi e lanciarazzi, nonché depositi di armi, lanciarazzi e quartier generali di Hezbollah", ha aggiunto. 

Teheran, oltre 3.000 vittime per la guerra

In Iran il bilancio delle vittime della guerra ha superato le 3.000 unità in tutto il Paese, ha dichiarato il capo dell'Organizzazione iraniana di medicina legale. Abbas Masjedi ha aggiunto che i corpi del 40% delle vittime sono irriconoscibili senza l'intervento della scientifica. 

Capo nucleare iraniano: "Nessuno ci fermerà sull'arricchimento dell'uranio"

Il responsabile nucleare iraniano ha affermato che le richieste degli avversari di limitare il programma di arricchimento dell'uranio del Paese non avranno successo. Il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran Mohammad Eslami ha affermato che tali appelli sono "illusioni" e non possono fermare le attività nucleari dell'Iran. "Nessuna legge o individuo può fermarci", ha affermato Mohammad Eslami, aggiungendo che le azioni passate degli avversari, inclusa la guerra in corso, si sono rivelate un fallimento. Lo riporta Iran International. 

Beirut, 203 morti e oltre mille feriti nei raid condotti ieri

I raid israeliani condotti ieri in simultanea su Beirut e diverse altre regioni del Libano hanno provocato la morte di 203 persone ed il ferimento di oltre un migliaio di altre. Questo il bilancio ufficiale non definitivo degli attacchi - condotti senza preavviso - secondo quanto annunciato dal ministro della Salute libanese Rakan Nasreddine. Il suo ministero aveva parlato ieri di 182 morti e 890 feriti.

Netanyahu: "Continueremo a colpire Hezbollah ovunque serva"

Israele continuerà a colpire Hezbollah "ovunque sia necessario". L'avvertimento arriva dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Stiamo continuando a colpire Hezbollah con forza, precisione, determinazione", ha scritto in un messaggio postato sul suo account X. "Il nostro messaggio è chiaro: chiunque agisca contro i civili israeliani - li colpiremo. Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario, fino a quando verrà ripristinata pienamente la sicurezza per i residenti del nord" di Israele. 

Netanyahu

©Ansa

Ambasciata Israele: "Unifil non è bersaglio di attacchi"

"L'attuale situazione nel sud del Libano è il risultato del fallimento e dell'inazione del governo libanese nel rispettare i propri obblighi", lo scrive l'ambasciata di Israele in Italia in una nota, il giorno dopo la protesta italiana per il nuovo attacco alle forze Unifil in Libano in cui è rimasto coinvolto un mezzo militare italiano.

Media Libano: almeno 17 persone uccise stamattina in raid israeliani

Almeno 17 persone sono state uccise e diverse altre ferite nei raid aerei israeliani sul Libano meridionale. Lo scrive l'agenzia di stampa libanese Nna. Un attacco israeliano sulla città di Zrariyeh, nel Libano meridionale, ha causato la morte di oltre 10 persone, tra cui donne e bambini, dopo aver colpito un edificio residenziale. Un altro raid aereo israeliano a Abbassiyeh ha causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre, precisando che le cifre sono ancora preliminari. Il ministero della Salute ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano dal 2 marzo è salito a 1.739.

Meloni: "Possibili conseguenze economiche imponderabili"

"Se l'Iran dovesse riuscire a ottenere la facoltà di applicare extra-dazi ai transiti nello Stretto, questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche e di orientamento dei flussi commerciali, al momento, imponderabili. E' quindi interesse prioritario dell'Italia, e dei suoi partner europei e occidentali, che la liberta' di navigazione venga pienamente ripristinata alle condizioni precedenti al 28 febbraio, in modo da poter normalizzare la situazione di tensione sui mercati energetici, delle materie prime critiche, dei fertilizzanti e di altri prodotti essenziali per la nostra economia". Lo dice la premier Giorgia Meloni nella sua informativa alla Camera.

Teheran: "Hormuz riaprirà quando gli Usa cesseranno l'aggressione"

Il viceministro degli Esteri, Saeed Khatibzadeh, ha dichiarato al programma della Bbc Today che l'Iran "garantirà la sicurezza del passaggio sicuro" attraverso lo Stretto di Hormuz, che a suo dire è rimasto "aperto per millenni" fino all'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran. Tuttavia, ha affermato, la riapertura avverrà solo "dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente ritirato questa aggressione", riferendosi apparentemente agli attacchi israeliani contro il Libano.  Khatibzadeh ha dichiarato che l'Iran rispetterà "le norme e il diritto internazionale", ma ha anche precisato che lo Stretto non si trova in acque internazionali e che il passaggio sicuro dipende dalla "buona volontà di Iran e Oman". Il conduttore Nick Robinson ha chiesto se per 'passaggio sicuro' si intenda che l'Iran non "imporrà una tassa per ogni nave che lo attraversa, né minaccerà di farlo saltare in aria". In risposta, il ministro ha affermato che l'Iran desidera che lo Stretto sia "pacifico", ma che il passaggio sicuro è un impegno reciproco e che non accetterà che il Golfo venga "utilizzato impropriamente da navi da guerra". 

Meloni: "Subalterna a Trump? Posizione italiana la stessa da 80 anni"

"La collocazione internazionale dell'Italia non l'ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l'ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo 'la Meloni scelga tra Trump e l'Europa'". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'informativa alla Camera sull'attività di governo.

Parigi: inaccettabili gli attacchi israeliani contro il Libano

Il ministro degli Esteri francese ha condannato gli attacchi israeliani contro il Libano, definendoli "inaccettabili" e avvertendo che potrebbero minare il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. "Questi attacchi sono tanto più inaccettabili in quanto minano il cessate il fuoco temporaneo raggiunto ieri tra Stati Uniti e Iran", ha dichiarato Jean-Noel Barrot alla radio France Inter, il giorno dopo che il Libano ha riferito che gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 182 persone e ne hanno ferite 890.

Teheran: "Libano rientra in accordo tregua con Usa"

Gli attacchi israeliani contro il Libano di ieri hanno rappresentato una "grave violazione" del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh in un'intervista alla Bbc. "Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca" ha detto Saeed Khatibzadeh "Non si può chiedere un cessate il fuoco e poi accettarne i termini e le condizioni, accettare tutte le aree a cui si applica il cessate il fuoco, nominando specificamente il Libano, e poi lasciare che il proprio alleato dia inizio a un massacro". Khatibzadeh ha definito gli attacchi israeliani una "sorta di genocidio". 

Media: oltre 20 raid aerei israeliani nel Libano meridionale durante la notte

L'emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha riferito che l'aviazione israeliana ha effettuato 21 raid aerei durante la notte in alcuni villaggi del distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Lo riporta il media israeliano Ynet. Un ulteriore attacco è stato segnalato sul ponte di Al-Qasmiyah, sempre nel Libano meridionale, e un altro a Dahieh, Beirut.

Trump a Rutte alla Casa Bianca: Nato non c'era per noi nell'ora del bisogno e non ci sarà

Per il segretario generale della Nato il presidente "è chiaramente deluso da molti alleati dell'Alleanza", ma, ha aggiunto, "gli ho fatto notare come molti Paesi europei hanno aiutato". "È stata una conversazione schietta e aperta", ha sottolineato Rutte.

Trump a Rutte alla Casa Bianca: 'Nato non c'era per noi e non ci sarà'

Trump a Rutte alla Casa Bianca: 'Nato non c'era per noi e non ci sarà'

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Delegati Teheran attesi oggi a Islamabad per i colloqui

La delegazione iraniana ai colloqui con gli Stati Uniti è attesa per oggi a Islamabad. Lo ha detto l'ambasciatore iraniano in Pakistan.

Media: mappa dei Pasdaran per far evitare alle navi le mine nello Stretto

La Marina dei Pasdaran ha postato una mappa con le rotte alternative per le navi nello Stretto di Hormuz per aiutarle a evitare le mine che sono state depositate in mare. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Isna, che cita una note dei Guardiani della rivoluzione, secondo cui le imbarcazioni che  intendono attraversare lo Stretto dovrebbero percorrere rotte alternative, per "conformarsi ai principi di sicurezza marittima ed essere protette da possibili collisioni con mine marine". Il comunicato prosegue illustrando le rotte alternative, insieme a una mappa che le indica. Le navi che entrano dal mare dell'Oman devono navigare a nord dell'isola di Larak e poi proseguire verso il Golfo, mentre le navi dirette nella direzione opposta dovrebbero uscire dal Golfo, passare a sud dell'isola di Larak e continuare verso il mare dell'Oman, si legge.

Trump a Rutte: "L'alleanza Nato non c'è stata quando ne avevamo bisogno e non ci sarà"

Trump: nostre forze in zona fino a vero accordo rispettato

Le forze armate statunitensi rimarranno in Iran e nelle zone circostanti fino a quando non ci sarà un "accordo reale pienamente rispettato". Lo ha scritto su Truth il presidente Usa, Donald Trump, riferendosi a "navi, aerei e personale militare, oltre a munizioni, armamenti e qualsiasi altro elemento ritenuto opportuno e necessario per l'eliminazione letale e la distruzione di un nemico già sostanzialmente indebolito". Sebbene sia "altamente improbabile" che l'accordo non venga rispettato, ha avvertito Trump, se per "qualsiasi motivo non lo fosse... ci sarà l'attacco piu' massiccio mai visto". 

Onu: "Gli attacchi israeliani in Libano sono un grave pericolo per la pace"

Gli attacchi israeliani contro il Libano rappresentano un "grave pericolo" per il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, ha avvertito  il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, come riporta Afp. "La prosecuzione dell'attività militare in Libano rappresenta un grave pericolo per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a una pace duratura e globale nella regione", ha affermato il portavoce in una dichiarazione, ribadendo l'appello per la cessazione immediata delle ostilità. Gli attacchi israeliani contro il Libano di mercoledì hanno causato la morte di 182 persone. 

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