Per il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia le conseguenze si potranno sentire ancora "per mesi, se non addirittura per anni". "Ci vorrà del tempo per rimettere in funzione in modo sicuro gli impianti che sono stati messi fuori servizio", spiega. E anche l'Ue avverte: "Crisi non di breve durata"
Il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), Fatih Birol, ha definito l'annuncio di una tregua di due settimane nel conflitto in Medio Oriente "una notizia molto incoraggiante". In un'intervista alla Suddeutsche Zeitung, tuttavia, Birol si è anche affrettato a sottolineare che le conseguenze della crisi energetica si potranno sentire ancora "per mesi, se non addirittura per anni". Il numero uno dell'Aie non si aspetta "che le conseguenze in materia di politica energetica possano essere risolte rapidamente". "Ci vorrà del tempo per rimettere in funzione in modo sicuro gli impianti che sono stati messi fuori servizio. Anche le petroliere che lasciano la regione del Golfo hanno bisogno di tempo per raggiungere i loro mercati di destinazione. Per l'Asia meridionale bastano pochi giorni, ma per i mercati più lontani in Asia e in Europa ci vorranno diverse settimane", ha spiegato.
Ipotesi limitazioni nel traffico aereo già da maggio
L'Europa "sarebbe in grado di cavarsela senza grossi problemi ad aprile", se lo Stretto di Hormuz non dovesse essere subito completamente aperto, ma un paio di settimane dopo la situazione diventerebbe molto più difficile, soprattutto per quanto riguarda il gasolio e il cherosene", ha sostenuto Birol. Il quale prevede che, in tal caso, a partire da metà maggio si verificheranno limitazioni, ad esempio nel traffico aereo. "Spero che lo Stretto di Hormuz sia nuovamente completamente aperto entro la fine di aprile. Più a lungo rimarrà chiuso, più la situazione sarà dolorosa e più difficile sarà tornare alla situazione prebellica. Molte infrastrutture energetiche sono danneggiate: ci vorrà tempo".
Anche per la Commissione Ue "crisi non sarà di breve durata"
Birol inoltre si è dichiarato contrario a un tetto massimo sul prezzo della benzina: "Per me il modo migliore è sostenere finanziariamente i gruppi vulnerabili della popolazione, non tutti. Se si abbassano i prezzi, ricchi e poveri comprano la stessa benzina, la stessa elettricità. Ma se si sostengono in modo mirato i redditi più bassi, l'intervento è mirato. E dovrebbe essere temporaneo. "Non dobbiamo farci illusioni", ha aggiunto una portavoce della Commissione Ue. "Questa crisi che sta incidendo sui prezzi elevati dell'energia non sarà di breve durata". Nonostante il cessate il fuoco, il blocco di Hormuz "ha già avuto un impatto evidente". "Circa l'8,5% del nostro Gnl passa da lì. Per il petrolio, inclusi greggio e prodotti raffinati, si tratta di circa il 7%.", ha ricordato la portavoce.