Meloni in Aula: "In Iran quasi punto di non ritorno. Se crisi continua no Patto Stabilità"

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Dalla politica estera alle misure a sostegno dell'economia, senza dimenticare il referendum sulla Giustizia. La presidente del Consiglio ha parlato per quasi un'ora alla Camera, condannando la guerra in Medio Oriente ed escludendo qualsiasi ipotesi di rimpasto e dimissioni. lnformativa ripetuta anche al Senato

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Quasi un’ora di intervento alla Camera per parlare dell’azione di governo, dalla politica estera alle misure a sostegno dell'economia e al referendum sulla Giustizia. La premier Giorgia Meloni prende le distanze dalle critiche di subordinazione verso Donald Trump, promette di terminare la legislatura e rivendica quanto fatto dal suo esecutivo finora, senza però citare riforme annunciate come quella sul premierato o sulla legge elettorale. Poi la premier ha ripetuto l’informativa anche al Senato. 

"Riforma della Giustizia? Occasione storica persa"

Meloni ha iniziato la sua informativa con un riferimento alla bocciatura del referendum costituzionale dello scorso 22 e 23 marzo, parlando di "un'occasione storica persa per l'Italia". Poi ha escluso che l'esito negativo porti a dimissioni o a un rimpasto del governo: "Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo" e "governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare". Sul merito della riforma, dice, "l'auspicio" è che il tema "non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici".

Sul round di dimissioni: "Non sono state scelte semplici, ma non abbiamo tempo per polemiche pretestuose"

Sempre sulla tenuta del governo, la premier assicura: "La maggioranza è solida e coesa" e sono "orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini". Di recente, ha evidenziato, "ho chiesto un passo indietro" ad alcuni esponenti dell'esecutivo che pure "avevano lavorato bene: non sono state scelte semplici, né indolori". Meloni ha spiegato di aver "anteposto di nuovo l'interesse della nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito", che deve restare centrato sulle "soluzioni necessarie per i cittadini". Alle opposizione dice: "Sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica, ad un dibattito nel merito".

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante l'informativa alla Camera dei Deputati sull'utilizzo delle basi militari in Italia da parte degli Stati Uniti , Roma, 7 aprile 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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Guerra in Medio Oriente: "In Iran vicini al punto di non ritorno"

Passando ai conflitti in Medio Oriente (TUTTE LE NEWS LIVE), Meloni dice che in Iran si è quasi arrivati "al punto di non ritorno". Adesso, con la fragile tregua in vigore tra Washington e Teheran, "abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione". Poi chiede il "pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell'accordo perché se l'Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili". 

"Io subalterna a Trump? Ritornello ormai scontato"

Meloni ha rigettato ancora una volta le accuse di essere troppo sottomessa al presidente Usa Donald Trump. "La collocazione internazionale dell'Italia non l'ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l'ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo 'la Meloni scelga tra Trump e l'Europa'", ha detto. Sul rapporto fra Stati Uniti ed Europa e l'unità dell'Occidente, ha aggiunto, "mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti".

"Italia non è d'accordo con guerra in Iran"

"Agli alleati si dice con chiarezza quando non si è d'accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull'Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l'Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato che è emerso nella sua concretezza con la vicenda di Sigonella nella quale l'Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa", ha proseguito Meloni.

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"Se crisi in Iran peggiora sospendere il Patto di stabilità"

"Se ci sarà una nuova recrudescenza" del conflitto in Iran, per Meloni "dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia". In quel caso, dice, "non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato". 

"Moduleremo misure sui carburanti in base ai negoziati di pace"

Legato al tema della guerra in Medio Oriente è quello della crisi energetica. "L'Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche", promette la premier. E rivendica gli interventi fatti per mitigare l'impatto economico delle tensioni internazionali, ricordando il taglio "di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina" e la messa in campo del "meccanismo anti-speculazione, che sta funzionando". Quello che verrà in futuro sarà modulato "man mano che i negoziati di pace andranno avanti". 

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Le polemiche per la foto con Gioacchino Amico

La presidente del Consiglio ha voluto anche rispondere alle polemiche per una foto circolata che la ritrae insieme al pentito del clan Senese Gioacchino Amico, durante un evento elettorale del 2019. "Intendiamo andare avanti sulla proposta di legge della presidente della commissione Antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. Tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e i fatti all'ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un'opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anni", ha detto in riferimento alle vicende giudiziarie del padre (condannato per narcotraffico). Poi ha aggiunto: "Mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI".

Piano casa e dossier sicurezza

Per il futuro, Meloni annuncia che "in vista della ricorrenza del 1° maggio, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo". Parla di "un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni". Assicura di voler fare di più sul tema della sanità, a partire dalle liste d'attesa, e anche sulla sicurezza. Sul secondo dossier si dice "non soddisfatta dei risultati, è il primo dovere dello Stato, dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia e per questo intendiamo ad esempio incrementare la presenza di forze dell'ordine sul territorio". Il governo, spiega, sta lavorando per "avere più personale in strada" e per "introdurre la figura dell'ausiliario dei carabinieri e delle forze polizia, assumendo 10mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio". 

epa12870795 A handout photo made available by the UAE Presidential Court shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni sit for a meeting with UAE President Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan (not pictured) in Abu Dhabi, United Arab Emirates, 05 April 2026.  EPA/Hamad Al Kaabi / UAE Presidential Court HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

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Le repliche delle opposizioni

Per la segretaria dem Elly Schlein Meloni si è lanciata in "un discorso di autoconvincimento”. Spinge sul referendum: “Avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all'opposizione, vi accontenteremo. Se non è troppo impegnata con gli scandali dei suoi ministri, vi mando una cartolina dal paese reale, quello in cu negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali". Il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte accusa Meloni di raccontare “una realtà mitologica” e di aver fatto “zero riforme in quattro anni”. Anche lui promette di “mandarla a casa” alle prossime elezioni. Sul piano internazionale, continua, parla di una “subalternità ignobile” da parte di Meloni: “Se rimane silente e complice di fronte a Netanyahu, lei incoraggia un genocidio. Se di fronte a un attacco illegale in Iran dice 'non condivido e non condanno', lei contribuisce a distruggere il diritto internazionale".

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