Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Mezzo Unifil colpito in Libano, Tajani: "Israele chiarisca". Crosetto: "Intervenga Onu"

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©Ansa

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito alla Camera sui principali dossier internazionali, con focus sul Medio Oriente. Al centro, l’incidente che ha coinvolto un mezzo italiano dell’Unifil in Libano, danneggiato da colpi di avvertimento israeliani. Roma annuncia una richiesta formale di chiarimenti

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Dalla crisi in Medio Oriente alle tensioni diplomatiche con Israele, passando per il dossier Libano e le ricadute economiche globali, questo pomeriggio durante il question time alla Camera il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è concentrato su alcuni dei fronti più delicati dell’attuale scenario internazionale. Uno dei passaggi più critici del ministro ha riguardato quanto accaduto in Libano, dove un mezzo italiano della missione Unifil è stato coinvolto durante operazioni militari israeliane. "Purtroppo - ha detto Tajani - l'appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. C'è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili. Una colonna italiana dell'Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall'Idf. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare”.

"Soldati italiani in Libano non si toccano"

Il ministro ha annunciato un’immediata iniziativa diplomatica: "Appena uscito da quest'aula chiederò al ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all'ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano" in Libano. "Per ribadire, i soldati italiani in Libano non si toccano. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani", ha sottolineato. "La nostra priorità - ha aggiunto - è la sicurezza degli oltre mille militari italiani impegnati nella missione Unifil e nella missione bilaterale Mibil Lo abbiamo ribadito con forza a tutte le parti: i caschi blu non devono essere bersaglio di attacchi e di intimidazioni di alcun tipo. Su questo saremo inflessibil".

"Tregua in Libano non esiste, Israele eviti reazioni sproporzionate"

"Purtroppo la tregua in Libano non esiste. Siamo profondamente preoccupati - ha proseguito Tajani - per le ripercussioni di tutta la crisi in tutto il contesto regionale. In Libano, che è il fronte sempre più critico, resta da vedere se, come auspichiamo fortemente, si possa ricominciare a dialogare. Ma mi pare che i segnali che stanno arrivando in queste ore vadano in una direzione negativa. Abbiamo richiesto più volte a Israele di astenersi da reazioni sproporzionate alle inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Paese in un nuovo devastante conflitto". Poi ha aggiinto che "il sostegno al governo e alle forze armate libanesi è cruciale per rafforzare la sovranità del Libano e giungere a una soluzione politica negoziata con Israele e il disarmo di Hezbollah rappresenta un passaggio imprescindibile". Tajani ha detto che "Hezbollah deve cessare immediatamente tutte le azioni ostili. Israele è obbligata a rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario. Dobbiamo evitare che il prezzo più alto venga pagato dalla popolazione civile. L'Italia è infatti in prima linea anche sul fronte dell'assistenza umanitaria". Poi ha ribadito che "quella della diplomazia è l'unica via percorribile. Continueremo a lavorare con determinazione per rafforzare il dialogo e porre le basi per una de-escalation duratura in tutta la regione".

Crosetto: "Ferma protesta per attacco a mezzo Unifil"

Sul tema è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Esprimo la mia più ferma e indignata protesta per quanto accaduto questa mattina nel settore di responsabilità di Unifil in Libano meridionale", ha scritto sui social.  "Solo lievi danni ai veicoli non si registrano feriti, ma fino a quando? È inaccettabile che militari italiani impegnati sotto bandiera delle Nazioni Unite, con compiti esclusivamente di garanzia della pace e della stabilità, vengano esposti a situazioni di rischio da parte dell'esercito israeliano", ha sottolineato il ministro, aggiungendo: "La messa in pericolo di convogli chiaramente identificati con la bandiera dell'Onu non puo' essere tollerata. Si tratta di un comportamento grave che rischia di compromettere la sicurezza dei peacekeeper e la credibilità stessa della missione". Poi Crosetto ha chiesto "alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu". L'Italia, ha proseguito, "continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari - aggiunge - Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi".

Le critiche per la legge sulla pena di morte voluta da Tel Aviv

Nel mirino della Farnesina anche la recente normativa approvata dal parlamento israeliano sulla pena capitale. "Ho espresso da subito profonda preoccupazione per il disegno di legge che introduce la pena di morte per i prigionieri palestinesi accusati di terrorismo" in Israele. "Un messaggio chiaro e fermo al governo di Israele: la legge deve essere ritirata. Questo è profondamente discriminatoria, introduce una punizione disumana e degradante, priva di qualsiasi reale effetto deterrente". Tajani ha spiegato che la posizione italiana "è stata ribadita senza equivoci all'ambasciatore israeliano in occasione della convocazione alla Farnesina il 30 marzo scorso, che avevo disposto in segno di protesta per il grave diniego di accesso al Santo Sepolcro al Cardinale Pizzaballa. La vita è un valore assoluto. Nessuno può arrogarsi il diritto di toglierla. Il nostro rifiuto della pena di morte è netto e senza eccezioni, sempre, ovunque". Sul fronte umanitario, il ministro ha insistito sulla necessità di garantire assistenza alla popolazione civile nella Striscia di Gaza: "Al governo israeliano continuiamo a chiedere con forza di garantire l'accesso umanitario alla Striscia di Gaza; di condannare e reprimere i comportamenti dei coloni violenti, anche contro le comunità cristiane; di astenersi da qualsiasi ipotesi di annessione della Cisgiordania".

Tregua in Iran "molto positiva"

Tajani si è poi soffermato sulla tregua in Iran e sui possibili sviluppi diplomatici e le ricadute economiche della de-escalation: “La sospensione dei combattimenti per due settimane è un fatto molto positivo. È una buona notizia che va nella direzione di un accordo di pace, per la popolazione civile, per l'area e per Israele, ma anche per la nostra economia, con il prezzo del petrolio che sta già calando sotto i 100 dollari, evitando così impennate del prezzo dell'energia. Una boccata di ossigeno per il nostro sistema”. Anche l'Italia, ha affermato, "continuerà a fare la sua parte affinché nelle prossime due settimane si finalizzino gli accordi. Già oggi il direttore degli Affari politici della Farnesina incontrerà l'ambasciatore iraniano in Italia”. “L'Iran non può avere l'arma atomica ed è bene che gli Usa non bombardino la popolazione civile. - ha detto ancora Tajani - La soluzione negoziale è cruciale per portare pace e stabilità, la sosteniamo assieme a tutta l'Unione Europea”.

Tajani: 'Sollievo per il cessate il fuoco in Iran, speriamo in un accordo'

Riguardo alla situazione in Iran, il ministro degli Esteri ha detto di aver "accolto con sollievo le notizie del cessate il fuoco di due settimane. Speriamo che in questi giorni possa essere raggiunto un accordo", specificando che "gli sviluppi di questa notte sono positivi anche per la nostra economia. Abbiamo visto il calo del petrolio, il calo dello spread, la borsa che cresce. Il momento resta comunque difficile, le sfide si vincono se tutto l'equipaggio rema nella stessa direzione e la nave Italia va nella giusta direzione". La crisi del Golfo e la situazione dello stretto di Hormuz "hanno un impatto diretto sul sistema economico globale e quindi anche sul nostro Paese. La nostra economia è votata all'export e le tensioni commerciali, l'aumento del prezzo dell'energia sono sfide gravose per le famiglie e per le imprese. Per questo il governo è in prima linea in tutte le sedi, dal G7, all'Unione Europea, dalle Nazioni Unite, con tutti i partner della regione, per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione e lo stretto di Hormuz. Lo abbiamo sempre detto, la diplomazia deve essere la strada maestra", ha aggiunto ancora Tajani.

 

"Priorità e sostenere famigle esposte ai rincari energia"

"La nostra priorità è sostenere le famiglie e le imprese esposte al rincaro del prezzo dell'energia" e "con il Presidente del Consiglio stiamo portando avanti una strategia di diversificazione, in primo luogo delle fonti di approvvigionamento per rafforzare la nostra sicurezza energetica. Siamo in costante contatto con tutti i principali partner: sentirò oggi i colleghi di Algeria, Kuwait ed Egitto", ha detto Tajani, sottolineando inoltre che "il governo è intervenuto con decisione per mitigare gli effetti dell'aumento del prezzo dell'energia. Al Consiglio dei Ministri di venerdì abbiamo deciso la proroga del taglio delle accise e abbiamo adottato un nuovo pacchetto di misure a favore delle aziende esportatrici. Abbiamo esteso l'accesso al Fondo Simest di 800 milioni di euro per finanziamenti agevolati, prevedendo contributi a fondo perduto fino al 30 per cento per le piccole e medie imprese. Con Sace abbiamo rafforzato le garanzie pubbliche per l'accesso al credito e gli strumenti di assicurazione del credito all'export. Ice ha previsto forti agevolazioni per sostenere l'internazionalizzazione delle nostre imprese, con specifica attenzione al Golfo". Quelle elencate "sono misure concrete che aiuteranno le imprese a continuare ad operare sui mercati esteri. Lavoriamo per rafforzare la diversificazione dei mercati di sbocco per i nostri prodotti, puntando su tutti i mercati a più alto potenziale. Sarò a breve a Pechino per un vertice economico con la Cina e continueremo ad avere lo sguardo rivolto anche all'Africa: il 20 aprile è in programma un grande forum imprenditoriale con il Kenya" e "nei prossimi mesi organizzeremo a Miami un grande business forum con gli Stati Uniti". Inoltre, "stiamo lavorando alla prossima edizione della Conferenza nazionale dell'export che sarà preceduta da tre tappe di avvicinamento: la prima a Torino il 29 aprile, poi a Bari a giugno e infine a Roma ad ottobre. Il dialogo nel nostro tessuto produttivo è costante e concludo rivolgendomi proprio alle imprese: il governo c'è, è al vostro fianco".

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