Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Dal bluff CIA alle forze speciali, così è stato salvato il pilota Usa abbattuto in Iran

Mondo
©Getty

Introduzione

Gli Stati Uniti, dopo due giorni di ricerche e operazioni, sono riusciti a salvare il pilota che era ancora disperso in Iran a seguito dell’abbattimento venerdì dell’F-15E su cui stava viaggiando. "LO ABBIAMO RECUPERATO!”, è stato l’annuncio arrivato da Donald Trump nelle prime ore italiane di Pasqua: “Miei concittadini americani, nelle ultime ore le Forze Armate degli Stati Uniti hanno portato a termine una delle più audaci operazioni di ricerca e salvataggio nella storia degli Usa, in favore di uno dei nostri incredibili Ufficiali di equipaggio - che è anche un Colonnello di grande prestigio - e che sono entusiasta di potervi annunciare essere ora SANO E SALVO!".

Quello che devi sapere

Il depistaggio della CIA

Il primo mattone dell’operazione di salvataggio è stato posato dalla CIA, che ha messo in campo una vera e propria "campagna di depistaggio" per proteggere il pilota americano precipitato in Iran: l’agenzia ha infatti diffuso la falsa notizia secondo cui il militare fosse già stato trovato vivo dagli Stati Uniti e che fosse in corso un suo trasferimento via terra per farlo uscire dall'Iran. 

 

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L’individuazione del pilota

Secondo quanto riferito da un alto funzionario alla Nbc News, “mentre tra gli iraniani regnava l'incertezza, l'agenzia ha usato le sue capacità sofisticate a uniche per trovarlo". Il pilota è rimasto nascosto "in un luogo di montagna remoto" e, una volta individuatane la posizione, la CIA ha "subito" informato il Dipartimento della Difesa e la Casa Bianca, che ha autorizzato il blitz per andarlo a prendere. In base alla ricostruzione fornita dall’alto funzionario, “nel giro di otto ore gli aerei erano in volo e, nel giro di circa dodici ore, eravamo già a terra in Iran". 

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L’operazione di salvataggio

A questo punto la missione è diventata una corsa contro il tempo tra le forze statunitensi e quelle iraniane, che è durata due giorni e si è conclusa in favore degli americani. I commando degli Usa sono riusciti a uscire indenni, senza vittime o feriti, facendo uno scalo immediato in Kuwait per prestare le cure necessarie al pilota: era infatti rimasto ferito. Per riuscire a raggiungerlo per prime le forze militari americani hanno hanno creato un fuoco di sbarramento intorno alla zona con i droni MQ-9 Reaper.

Gli scontri a fuoco

Inoltre aerei d'attacco hanno sganciato bombe contro convogli iraniani per tenerli lontani dall'area in cui si nascondeva l'aviatore che, con radiofaro di segnalazione e dispositivo di comunicazione protetto, è riuscito a coordinarsi con le forze di salvataggio. Negli scontri a fuoco sarebbero morti diversi iraniani. Teheran ha rivendicato di aver messo fuori uso due C-130 da trasporto; tre velivoli degli Stati Uniti sono stati inviati per recuperare le truppe, mentre secondo la ricostruzione pubblicata dal New York Times i due aerei sono stati fatti esplodere per non lasciarli in mano ai nemici. Teheran intanto rivendica di aver abbattuto due Hercules e due elicotteri Black Hawk.

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La popolazione locale ha aiutato il pilota?

C’è stato poi un elemento di discussione nelle ore immediatamente successive al salvataggio: l'F-15E è stato abbattuto nel sudovest dell'Iran, in un'area in cui risulta esserci una importante opposizione al governo di Teheran. Dunque il militare dopo essere precipitato potrebbe aver contato sull'aiuto della popolazione locale per ottenere riparo e assistenza.   

I dubbi iniziali sul messaggio del pilota

In serata il presidente Trump ha poi fornito ulteriori dettagli su quanto avvenuto. L’inquilino della Casa Bianca ha detto che gli Stati Uniti, inizialmente, temevano che il primo messaggio criptato proveniente dal pilota dell'equipaggio dell'F-15E abbattuto dall'Iran venerdì, fosse "uno stratagemma degli iraniani per attirare le forze statunitensi in una trappola", dato che diceva soltanto "Dio è buono". L’estrazione è riuscita nonostante il pilota fosse rimasto “ferito gravemente”, secondo Trump.   

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La conferenza stampa sul salvataggio

Trump ha scritto ieri che “questo tipo di incursione viene tentata di rado a causa del pericolo per uomini e mezzi”. Secondo il presidente Usa “la seconda incursione è avvenuta dopo la prima, in cui abbiamo salvato il pilota in pieno giorno, anche questo insolito, dopo aver trascorso sette ore sopra l'Iran”. I dettagli dell’operazione per portare in salvo il pilota saranno fornito oggi, alle 19 ora italiana, in una conferenza stampa che lo stesso Trump terrà insieme ai vertici militari.

 

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