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Energia, Meloni nel Golfo: difendo interesse Paese. Giorgetti a Ue: tassa su extraprofitti

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©Ansa

Si è chiusa la visita di due giorni della premier nella penisola Arabica per rafforzare i rapporti bilaterali e blindare la cooperazione energetica, in una fase critica degli approvvigionamenti di gas e carburanti. Intanto, cinque ministri dell'Economia Ue - tra cui Giancarlo Giorgetti- hanno chiesto una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche

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Si è chiusa ieri la visita di due giorni della premier Giorgia Meloni nella penisola Arabica. Una visita complessa, tra diplomazia e pragmatico rafforzamento dei rapporti bilaterali con i Paesi del Golfo soprattutto durante la crisi in Medio Oriente (GLI AGGIORNAMENTI LIVE). L’obiettivo primario era la blindatura della cooperazione energetica, in una fase critica degli approvvigionamenti di gas e carburanti di cui l'Italia (come tutto il continente europeo) ha un gran bisogno per far funzionare il sistema Paese. “In patria come nelle missioni internazionali, il nostro lavoro ha una bussola precisa, difendere l'interesse nazionale”, ha detto la premier in un video postato sui social. Intanto, per far fronte all'emergenza, cinque ministri dell'Economia Ue - tra cui Giancarlo Giorgetti- hanno chiesto una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche.

Gli incontri di Meloni

Giorgia Meloni è stata la prima leader europea a confrontarsi con le più alte autorità della penisola arabica. Ha incontrato i leader di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti: a Gedda è stata ricevuta dal principe ereditario e primo ministro dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, a Doha ha visto l’Emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani, negli Emirati Arabi Uniti ha incontrato il presidente Sheikh Mohamed bin Zayed Al-Nayyan.

L’Arabia Saudita

Meloni, quindi, ha incontrato il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, un personaggio considerato controverso a livello internazionale ma ora fondamentale per qualsiasi iniziativa che dovrà coinvolgere quell'area del mondo. I rapporti tra l'Italia e Riad sotto la guida del principe ereditario si sono intensificati notevolmente e con la sua presenza la premier ha voluto esprimere la vicinanza all'Arabia Saudita in una fase segnata da una forte instabilità regionale. Il confronto tra i due leader ha toccato diversi dossier sensibili: dall'assistenza militare difensiva fornita da Roma alle prospettive del conflitto in corso, fino agli sforzi diplomatici ritenuti necessari per uscire dall'attuale crisi. Tra le priorità, anche la riapertura dello stretto di Hormuz.

Il Qatar

Concetti ripresi nella successiva tappa di Doha, dove Meloni è stata ricevuta dall'emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani. Qui l'Italia, attraverso le eccellenze del suo sistema produttivo, si è detta disponibile a contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine, fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale. La premier ha anche ringraziato l'Emiro per l'assistenza fornita nell'evacuazione dei numerosi cittadini italiani, in particolare turisti in transito, che hanno voluto lasciare il Qatar all'inizio del conflitto. E ha sottolineato il messaggio di vicinanza che la sua presenza intende esprimere a fronte degli attacchi iraniani.

Gli Emirati Arabi Uniti

Ultima tappa del tour arabico Al Ain, negli Emirati Arabi Uniti, con un colloquio con il presidente Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan nel corso del quale sono stati approfonditi tutti i temi già affrontati con gli altri interlocutori dell'area, a cominciare dal rafforzamento degli investimenti nel settore strategico dell'energia. 

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Meloni: “Difendere l'interesse nazionale”

Dopo la visita, Meloni ha postato un video sui social in cui ha assicurato: “Il nostro obiettivo non è quello di fare testimonianza, ma abbiamo voluto dare un messaggio di solidarietà verso nazioni amiche e dare una mano ad affrontare problemi e difendere gli interessi nazionali”. “Quando nel Golfo cresce l'instabilità – ha aggiunto la premier - ne risentono anche i costi dell'energia, le imprese, il lavoro e in ultima istanza il potere di acquisto delle famiglie. Il Golfo è attore fondamentale del mercato energetico mondiale e se qui la produzione si contrae o si ferma il prezzo aumenta per tutti. Il solo Qatar copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e l'area del golfo garantisce il 15 per cento del petrolio che ci serve. Ed è per questa ragione che sto qui. In un mondo più instabile, proteggere l'interesse nazionale significa anche e soprattutto costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono sulla nostra sicurezza e la nostra economia. È il modo più concreto per difendere l'Italia, il lavoro degli italiani e il futuro della nostra Nazione”. 

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L’attacco delle opposizioni

La premier giovedì sarà in Parlamento per la sua informativa sul rilancio dell'azione di governo. Intanto, non sono mancati gli attacchi delle opposizioni dopo la missione a sorpresa. “Una fuga lunga migliaia di chilometri per nascondere le crepe nel governo e rispondere alla crisi economica provocata dal suo amico Trump, senza aiutare davvero famiglie e imprese”, è l’accusa a Meloni. Escluso Carlo Calenda, tutte le opposizioni hanno liquidano la missione come una "toppa" per correre ai ripari. 'La subalternità a Trump sta facendo solo danni e le famiglie e le imprese sono in bolletta', ha attaccato la segretaria Dem Elly Schlein. "Cerca di fare un'operazione d'immagine, l'ennesima. È una corsa a tenere insieme i pezzi. Ma la verità è che questo governo è politicamente finito. E lo è anche per la sua scelta di stare completamente piegati su Donald Trump”, ha rincarato il capogruppo del M5s al Senato, Luca Pirondini. Un viaggio nel Golfo per distogliere l'attenzione dai guai interni, è stata la lettura di Avs.

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La richiesta per una tassa europea sugli extraprofitti energetici

Intanto, nel pieno della fiammata del petrolio legata alla guerra in Medio Oriente, l'Italia si è mossa con altri quattro Paesi Ue per chiedere una nuova tassa europea sugli extraprofitti energetici. L'iniziativa, guidata dai ministri dell'Economia Giancarlo Giorgetti con i colleghi di Spagna, Germania, Austria e Portogallo, punta a ottenere dalla Commissione europea una risposta comune per contenere l'impatto del caro energia su famiglie e imprese. Nella lettera, inviata al commissario Ue all'Economia Wopke Hoekstra, i cinque chiedono un intervento coordinato Ue per tassare i profitti straordinari delle compagnie energetiche, con l'obiettivo di evitare che il costo della crisi ricada interamente sui consumatori e sui bilanci pubblici. Il riferimento è esplicito all'impennata dei prezzi del petrolio dopo l'escalation con l'Iran e alle distorsioni di mercato generate dalle tensioni geopolitiche. "Una soluzione europea di questo tipo invierebbe un segnale chiaro ai cittadini e all'economia, dimostrando unità e capacità di azione. Chi beneficia delle conseguenze della guerra deve contribuire ad alleviare il peso sul pubblico", è la richiesta. "Abbiamo ricevuto la lettera. La stiamo attualmente valutando e risponderemo a tempo debito", è stata la replica di un portavoce della Commissione. 

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