Secondo agenzie di stampa ma anche secondo una ricostruzione fatta dal “New York Times”, Pechino avrebbe cercato di operare prima attraverso intermediari ma in seguito si sarebbe esposta attraverso contatti diretti con il governo iraniano al fine di facilitare una prima intesa con gli Usa
Non solo il Pakistan. Secondo alcune indiscrezioni anche la Cina sarebbe intervenuta per persuadere Teheran ad accettare la tregua provvisoria con gli Stati Uniti, con un contatto diretto con l'Iran stesso. Lo ha segnalato l'agenzia Ap rilanciata dalla Tass ma ne ha parlato anche il “New York Times”. In un primo momento, sempre stando alle informazioni trapelate, Pechino avrebbe cercato di operare attraverso intermediari, compreso proprio il Pakistan, la Turchia e l'Egitto ma in seguito si sarebbe esposta attraverso contatti diretti con il governo iraniano al fine di facilitare una prima intesa.
La ricostruzione del Nyt
A ricostruire lo scenario, come detto, c’è anche il Nyt che, citando tre funzionari iraniani, ha di fatto confermato le indiscrezioni secondo cui ci sarebbe stato un forte pressing dell'ultima ora della stessa Cina nei confronti dell'Iran, Paese dal quale il gigante asiatico compra il petrolio, per accettare una tregua con gli Stati Uniti. Le fonti, in particolare, fanno riferimento oltre che al lavoro diplomatico di Islamabad anche alle pressioni last-minute del Cina, che avrebbe chiesto direttamente a Teheran di dare prova di flessibilità e di abbassare le tensioni. A dare il proprio parere in merito anche Wu Xinbo, esperto di politica estera alla Fudan University di Shanghai citato dallo stesso Nyt, secondo cui la Cina, che attende la visita di Trump prevista per metà maggio, avrebbe avuto un ruolo attivo nel raggiungimento del cessate il fuoco, non solo esortando il Pakistan a lavorare da mediatore, ma anche sollecitando direttamente l'Iran affinché si arrivasse a un'intesa.
Le dichiarazioni della Cina
Al momento non è arrivata nessuna conferma e nessuna smentita dalla diplomazia cinese, la quale ha ribadito genericamente l’importanza del lavoro della Repubblica Popolare per la pace in Medio Oriente. La Cina ha "lavorato in modo attivo per promuovere la pace e fermare i combattimenti sin dall'inizio del conflitto in Iran", ha riferito nelle scorse ore la portavoce del ministero degli Esteri di Pechino. E ha ricordato che il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, che era in Pakistan nei giorni scorsi, ha avuto diversi contatti telefonici con altri ministri degli Esteri, sottolineando il lavoro dell'inviato speciale di Pechino per il Medio Oriente e l'iniziativa in cinque punti proposta nei giorni scorsi con il Pakistan per porre fine al conflitto. Il governo cinese, tra l’altro, ha rifiutato di confermare se assumerà un ruolo di garante della sicurezza nella regione mediorientale e ha ribadito il suo impegno per una soluzione diplomatica che ponga fine definitivamente al conflitto.