Guerra Libano, da Israele raid più violenti dall'inizio del conflitto. Iran: "Li puniremo"
MondoSecondo il ministero della salute libanese, decine di persone sono morte e centinaia sono rimaste ferite negli attacchi arrivati dopo l'annuncio del cessate il fuoco con l'Iran. Il ministro della Difesa israeliano Katz: "Attacco a sorpresa contro centinaia di terroristi di Hezbollah". Teheran minaccia di rispondere, bloccare nuovamente Hormuz e non prender parti ai colloqui di Islamabad. Ma per Trumo il Libano "è fuori dall'accordo a causa di Hezbollah"
Nel giorno dell’annuncio del cessate il fuoco in Iran, il Libano ha subito gli attacchi più violenti dall'inizio della guerra cominciata il mese scorso da Israele (IL LIVEBLOG), che considera il Paese escluso dall’accordo per la sospensione delle ostilità raggiunto nella nottata: "L'accordo per il cessate il fuoco non include Hezbollah", ha confermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa.
Secondo la Civil Defense libanese, il bilancio sarebbe di 254 morti. Oltre 800 i feriti stando ai dati del ministero della Sanità. E gli attacchi rischiano di incrinare da subito il cessate il fuoco, con Teheran che, secondo il Wall Street Journal, ha detto che la sua partecipazione ai colloqui di venerdì di Islamabad dipende da un cessate il fuoco in Libano, dopo aver minacciato: "Puniremo Israele in risposta al crimine commesso". L'Iran ha inoltre legato la riapertura dello Stretto di Hormuz alla fine dei raid sul Libano e starebbe meditando di riprendere i propri attacchi su Israele per rispondere a quella che considera una violazione del cessate il fuoco. Versione su cui non concorda la Casa Bianca, che prima tramite la portavoce Karoline Leavitt citata da Axios, e poi tramite il presidente Donald Trump che ha parlato in un'intervista esclusiva a Pbs, ha affermato che il Libano è sempre rimasto fuori dall'accordo. Per Trump, questa scelta è stata fatta "a causa di Hezbollah" e gli attacchi israeliani sono una "scaramuccia a parte di cui ci occuperemo" e "fanno parte dell'accordo, lo sanno tutti".
Idf: "Colpiti oltre 100 obiettivi"
L'Idf ha dichiarato di aver centrato oltre 100 obiettivi con vasti bombardamenti su Beirut, la valle della Beqaa e nel Libano meridionale. Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver colpito anche un comandante di Hezbollah nella capitale.
Secondo il capo della Croce rossa libanese molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, mentre gli ospedali della zona sono sotto forte pressione. Al Jazeera, che cita l'Agenzia nazionale di stampa libanese, ha riportato che tra i luoghi colpiti dai raid c’è anche il cimitero del villaggio di Shmestar, nella valle della Bekaa, dove sono state uccise almeno 10 persone e ne sono rimaste ferite altre quattro che stavano partecipando a un funerale.
Katz: "Attacco contro centinaia di terroristi di Hezbollah"
Secondo quanto affermato dal ministro della Difesa israeliano Israel Katz, l'ondata di attacchi è stata denominata internamente "Oscurità eterna" aveva come obiettivo i vertici di Hezbollah: "Le Forze di Difesa Israeliane hanno effettuato un attacco a sorpresa contro centinaia di terroristi di Hezbollah nei centri di comando in tutto il Libano – ha detto Katz -. Questo è il colpo concentrato più duro che Hezbollah abbia subito dall'Operazione Beepers", ha aggiunto riferendosi all'operazione del 2024 che utilizzò cercapersone esplosivi. Tra gli obiettivi, secondo la tv israeliana Channel 12, c’era anche il leader di Hezbollah Naim Qassem, che secondo quanto dichiarato da Katz era stato avvertito che "Hezbollah avrebbe pagato un prezzo molto alto per aver attaccato Israele e che anche per lui arriverà il momento di pagare". Channel 12 ha spiegato che "è possibile che Qassem non si trovasse nel luogo preso di mira, un 'quartier generale di emergenza' del partito".
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Il premier libanese Salam: "Aiutateci a fermare gli attacchi"
Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, ha accusato Israele di avere ucciso civili disarmati in Libano e di avere attaccato aree densamente popolate, in particolare nella capitale Beirut. In un post su X, Salam ha scritto: "Pur accogliendo con favore l'accordo tra Iran e Stati Uniti e intensificando i nostri sforzi per raggiungere un cessate il fuoco in Libano, Israele continua ad aumentare i suoi attacchi, che hanno preso di mira quartieri residenziali densamente popolati e causato la morte di civili disarmati in tutto il Libano, in particolare nella capitale Beirut, dimostrando disprezzo per gli sforzi regionali e internazionali volti a porre fine alla guerra, per non parlare dei principi del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, che non ha mai rispettato fin dall'inizio". Lo stesso Salam ha lanciato un appello agli amici del suo Paese affinché contribuiscano a porre fine agli attacchi israeliani: "Tutti gli amici del Libano sono invitati ad aiutarci a fermare questi attacchi con tutti i mezzi disponibili", ha detto. Il quotidiano libanese L'Orient Le Jour riporta che l'ambasciatore e rappresentante permanente dell'Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra Ali Bahreini ha affermato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze.
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L'Onu condanna gli attacchi
Diverse le reazioni internazionali. Il viceportavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha detto che l'Onu "condanna in modo fermo gli attacchi israeliani in tutto il Libano", in particolar modo per "la perdita di vite civili", invitando le parti a cogliere "l'opportunità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran" per prevenire ulteriori decessi.
Anche l'Unione europea ha espresso la propria linea con un portavoce del Servizio di Azione Sterna della Commissione: "La nostra posizione è stata chiara fin dall'inizio e non la cambieremo: chiediamo a Israele di cessare la sua operazione in Libano - ha detto il portavoce nel corso del briefing quotidiano. L'Ue, ha aggiunto, "sostiene pienamente l'Unifil nell'adempimento del suo mandato e che qualsiasi attacco è inaccettabile e deve cessare immediatamente".
Tra i Paesi occidentali, la Spagna ha immediatamente fatto sentire la sua voce: "Non si possono accettare dichiarazioni che lascino il Libano fuori dai negoziati di questi giorni", ha detto la ministra della Difesa Margarita Robles dopo una riunione a Madrid con l'ambasciatore libanese in Spagna, Hani Chemaitelly, in cui ha espresso la solidarietà del governo spagnolo al Libano e ha criticato il fatto che la comunità internazionale "accetti che vi siano eccezioni" allo stop alle ostilità. Robles ha insistito nel chiedere a Israele di porre fine all'offensiva in Libano e agli attacchi contro la missione Unifil dell'Onu schierata nel sud del Paese, e ha esortato Tel Aviv a procedere al ristabilimento della pace e di un ordine internazionale basato su regole nella regione. Robles ha inoltre ribadito che Madrid non chiederà all'Onu un eventuale ritiro delle proprie truppe schierate nella missione di peacekeeping assicurando che al contrario “la Spagna continuerà sempre a sostenere" Unifil, "perché crede fermamente nella pace e il ruolo che si sta realizzando è importante" e annunciando che Madrid invierà una squadra medica militare alla base Miguel de Cervantes, nella località libanese di Marjayun, per rafforzare l'assistenza sanitaria ai feriti nell'ambito della missione.
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Starmer: "Tregua permanente anche in Libano"
Anche il primo ministro britannico Keir Starmer, in vista a una base aerea in Arabia Saudita, ha esortato le parti coinvolte nel conflitto a rendere la tregua "permanente" e ha invitato "tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, compreso il Libano". Starmer ha affermato che il Regno Unito è in "stretto contatto" con gli Stati Uniti e altri partner. Interrogato sulla questione se il suo rapporto con il Presidente degli Stati Uniti fosse "a pezzi", ha risposto: "I miei principi e i miei valori mi hanno indotto a non lasciarci coinvolgere in azioni senza una base legale, senza un piano valido e ben ponderato".