Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, attacco su raffinerie. Teheran: "Ucciso nostro ministro intelligence". LIVE

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La guerra del Golfo si infiamma sull'energia. Israele colpisce il maxi giacimento di gas iraniano di South Pars, uno dei più grandi al mondo, vitale per l'industria iraniana, e i Pasdaran minacciano ritorsioni contro i siti petroliferi in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi. Il presidente iraniano ha confermato che il ministro dell'intelligence Ismail Khatib è stato ucciso. Mojtaba Khamenei: "I criminali assassini pagheranno per il sangue di Larijani"

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La guerra del Golfo si infiamma sull'energia. Israele colpisce il maxi giacimento di gas iraniano di South Pars, uno dei più grandi al mondo, vitale per l'industria iraniana e i Pasdaran minacciano ritorsioni contro i siti petroliferi in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi. Dura la replica di Teheran. “Questo crimine di guerra non resterà impunito", riporta l'agenzia Fars citando fonti dell'esercito iraniano. 

L'Iran ha confermato che anche il ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è stato ucciso.

"L'assassinio" di Ali Larijani "dimostra la sua importanza e l'odio che i nemici dell'Islam nutrono nei suoi confronti. Gli anti-islamisti devono comprendere che versare questo sangue ai piedi dell'albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo. E naturalmente, ogni sangue ha un prezzo che i criminali assassini dei martiri dovranno presto pagare". Lo ha dichiarato la Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei in un messaggio di condoglianze per l'uccisione di Ali Larijani. Khamenei ha descritto Larijani come "una figura di spicco" nella Repubblica islamica.

Approfondimenti:

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Il rischio dell'escalation energetica nel Golfo Persico. VIDEO

Qatar, incendio nel maggior complesso del gas dopo attacco Iran

Il ministero dell'Interno del Qatar ha dichiarato che un attacco iraniano ha provocato un incendio presso il principale impianto di gas del Paese del Golfo, situato sulla sua costa settentrionale. "La protezione civile sta intervenendo per domare un incendio nella zona di Ras Laffan a seguito di un attacco iraniano", ha affermato il ministero in una dichiarazione, dopo che Teheran aveva annunciato di voler colpire le infrastrutture energetiche in tutto il Golfo in seguito all'attacco congiunto tra Stati Uniti e Israele contro i propri impianti di gas. 

Araghchi a Kallas: "Alcuni Paesi e funzionari Ue hanno un atteggiamento ipocrita"

L'atteggiamento "ambiguo e ipocrita" di alcuni Paesi europei e di alti funzionari dell'Ue riguardo all'"aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran" è stato criticato dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel corso di un colloquio telefonico con l'Alta rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Kaja Kallas.

Secondo una nota del ministero degli Esteri di Teheran, Araghchi ha sottolineato che "qualsiasi sostegno o indulgenza nei confronti delle palesi violazioni commesse da questi due regimi sarebbe considerato complicità nei loro crimini contro la nazione iraniana".

Iran, ucciso il ministro dell'intelligence: l'incubo dei dissidenti

Cade un altro pezzo grosso della Repubblica Islamica. L'ennesima operazione riuscita dell'Idf, che con un attacco mirato a Teheran ha ucciso Ismail Khatib, ministro dell'intelligence e comandante della milizia 'Imam Hussein'. Politico e religioso di alto rango, 65 anni, era considerato uno dei più stretti alleati dell'ex guida suprema Ali Khamenei e da venerdì era finito nella lista nera messa a punto dagli Usa con i leader iraniani più ricercati, con una taglia da 10 milioni di dollari. La sua morte è stata accolta dalla Casa Bianca, che ha parlato di "una buona cosa per gli Stati Uniti". Le autorità di Teheran invece hanno promesso vendetta. "Khatib era stato nominato ministro dell'Intelligence dalla Guida Suprema Ali Khamenei nel 2021. Svolgeva un ruolo chiave nel sostenere la repressione interna e le attività terroristiche del regime attraverso la sorveglianza, lo spionaggio e l'esecuzione di operazioni segrete in tutto il mondo, in particolare contro lo Stato di Israele e contro gli stessi cittadini iraniani", ha riferito l'Idf dando conto dell'operazione per eliminarlo, condotta con un raid dell'aviazione. 

L'Idf conferma l'uccisione del comandante della divisione Imam Hussein a Beirut

L'Idf ha confermato di aver ucciso ieri sera a Beirut il comandante della 'divisione Imam Hussein', insediatosi sei giorni prima in seguito all'assassinio del suo predecessore. Il terrorista, Hassan Ali Marwan, "in precedenza ricopriva il ruolo di capo delle operazioni della divisione ed era responsabile del collegamento tra quest'ultima e gli alti ufficiali militari di Hezbollah e della Forza Quds. Inoltre, comandava il lancio di missili, droni e razzi contro lo Stato di Israele e le forze dell'esercito che operano nel Libano meridionale", ha reso noto l'Idf.

Cremlino: "Gli Usa addossano la sicurezza nello Stretto di Hormuz ai partner"

Nikolaj Patrushev, consigliere presidenziale russo e presidente del Consiglio marittimo ha affermato che Washington sta cercando di addossare la responsabilità della sicurezza nello Stretto di Hormuz agli altri membri della Nato e ad altri Stati. "Gli americani hanno chiesto ai membri della Nato e ad altri Paesi di inviare le loro flotte in quest'area per addossare loro la responsabilità", ha affermato Patrushev in un'intervista pubblicata nell'edizione odierna del quotidiano Vedomosti. "I Paesi della Nato, con tutta la loro dipendenza da Washington, si astengono dal partecipare all'azione militare in questa regione", ha aggiunto il consigliere presidenziale, osservando che sono stati violati i principi fondamentali dell'equilibrio strategico in mare. Patrushev ha citato ad esempio l'affondamento di una fregata iraniana da parte di un sottomarino statunitense nell'Oceano Indiano. "È la prima situazione del genere in oltre quarant'anni, dai tempi della guerra delle Falkland", ha concluso Patrushev. 

Fonti: "Raid su impianti di gas segnale d'avvertimento per Hormuz"

"È stato un segnale di ciò che potrebbe accadere in seguito". Lo ha dichiarato ad Axios un funzionario israeliano di alto livello, riferendosi al raid israeliano che ha colpito un impianto di trattamento del gas naturale nel sud-ovest dell'Iran.

Il funzionario ha spiegato che l'operazione è stata coordinata tra l'ufficio del primo ministro israeliano e la Casa Bianca. L'attacco, ha aggiunto, ha l'obiettivo di inviare un "segnale" a Teheran: se l'Iran continuerà a bloccare il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, potrebbe verificarsi un'escalation con ulteriori attacchi contro le infrastrutture energetiche e conseguente aggravamento della crisi economica nella Repubblica islamica.

Hormuz

Egitto: "Disinnescare l'escalation militare o sarà il caos"

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty è a Riad per partecipare alla riunione consultiva ministeriale degli Stati arabi e islamici, dove si prefigge di "esaminare le modalità per contrastare la pericolosa escalation militare nella regione e gli sforzi per disinnescarla, nonché discutere il futuro della regione e gli accordi regionali necessari per garantire il ripristino della stabilità, preservare la sicurezza nazionale e impedire che la regione precipiti nel caos generalizzato". La partecipazione all'incontro - fa sapere il ministero - "riflette l'impegno dell'Egitto a rafforzare il coordinamento con le nazioni amiche e sorelle per sviluppare un approccio comune alle sfide attuali". 

Stato Maggiore della Difesa: "2.200 italiani in Medioriente comprese le missioni navali"

"I segnali esistevano già prima dell'inizio della crisi ed era già stato fatto un primo piano di alleggerimento del personale perché una recrudescenza di tipo militare era evidente. Il numero iniziale era di 2.600 militari italiani nel contesto regionale. Dopo lo scoppio delle ostilità, l'esigenza di ridurre è aumentata significativamente e il numero complessivo ora è di 2.200 persone, ma i numeri sono aumentati anche dal fatto che ci sono la nave Martinengo al lago di Cipro e le unità navali che operano per le missioni Atalanta e Aspides". Così il Capo Ufficio Generale di Consulenza dello Stato Maggiore della Difesa, Gianfranco Annunziata, nel suo intervento all'XI Simposio di Fondazione Roma, parlando dei numeri dei militari italiani attualmente presenti nel quadrante Mediorientale. "Lo scopo - ha spiegato Annunziata - è di mantenere attive le missioni per quanto possibile, riducendo al massimo i rischi. In questo momento la priorità è la sicurezza e continuare a fare il nostro lavoro". 

Media: "Trump ancora indeciso sull'invio di truppe per il controllo del materiale nucleare"

Donald Trump non ha ancora deciso se vuole inviare truppe americane in Iran per prendere il controllo del materiale nucleare, con quella che appare come un'operazione molto pericolosa. Lo rivela Cbsnews citando fonti informate che riferiscono che il presidente in colloqui privati ha detto alle persone a lui piì vicine: "ho molte decisioni da prendere". Il Pentagono ha presentato infatti al presidente molteplici opzioni come possibili prossimi passi nella guerra con l'Iran che Usa e Israele hanno avviato il 28 febbraio. 

Iran, ucciso ministro dell'intelligence. VIDEO

Vance: "Trump non ci coinvolgerà in un pantano a lungo termine"

"Vi garantisco che il presidente degli Stati Uniti non è interessato a coinvolgerci in quel tipo di pantano a lungo termine che abbiamo visto negli anni passati". E' quanto ha detto il vice presidente JD Vance oggi in Michigan, sottolineando che Donald Trump ha affermato che l'Iran "non può avere un'altra arma, di questo si tratta, non vogliamo che gli iraniani vogliano un'arma nucleare". 

Riguardo poi alla vicenda di Joe Kent, il capo dell'anti-terrorismo che ieri si è dimesso affermando che l'Iran non costituiva una minaccia imminente tale da giustificare l'attacco, il vice presidente, anche lui come Kent un veterano che ha sempre assunto posizioni critiche riguardo agli interventi militari all'estero, ha affermato: "a nessuno piace la guerra". 

"A me piace Joe Kent - ha aggiunto, parlando del repubblicano che ha stretti legami con le milizie di estrema destra - va bene non essere d'accordo, detto questo, qualsiasi sia la tua opinione, quando il presidente degli Stati Uniti prende una decisione, il tuo lavoro è aiutare che questa decisione sia il più possibile efficace e di successo. E' così che faccio il mio lavoro - ha concluso - e credo che tutti nell'amministrazione dovrebbero fare così". 

Iran, Centcom: "Colpiti oltre 7.800 obiettivi"

Il CentCom, il comando centrale degli Stati Uniti responsabile per le operazioni in Medio Oriente, ha affermato che le forze Usa hanno colpito oltre 7.800 obiettivi in Iran e distrutto oltre 120 navi. "Le forze CentCom stanno colpendo bersagli per smantellare l'apparato di sicurezza del regime iraniano e stanno dando priorità ai siti che pongono una minaccia immediata", si legge in un comunicato diffuso su X.

Generazione Europa, le conseguenze globali della crisi in Medioriente. VIDEO

Tajani al collega del Kuwait: "Italia impegnata per la de-escalation"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri del Kuwait, Sheikh Jarrah Jaber Al Ahmad Al Sabah, per ribadire la solidarietà italiana di fronte agli ingiustificati attacchi iraniani, che nei giorni scorsi hanno colpito anche la base di Al Salem dove sono presenti militari italiani. Il ministro Al Sabah ha ringraziato per la vicinanza mostrata in questa fase difficile e per il sostegno dell'Italia, con cui vi è un costante dialogo a livello anche di Capi di Governo e Ministri della Difesa. I due ministri hanno discusso anche della situazione in Iraq, il cui territorio è utilizzato da milizie filo-iraniane per sferrare attacchi contro il Kuwait e altri Paesi del Golfo. L'Italia ha investito importanti risorse nella stabilizzazione dell'Iraq, e come ribadito anche nella recente telefonata tra Tajani e il ministro iracheno Fuad Hussein, l'Italia continua a sostenere il ruolo di Baghdad come fattore di stabilità e dialogo nella Regione. Tajani e Al Sabah hanno discusso anche della situazione nello stretto di Hormuz e delle sue ripercussioni sui transiti energetici. Il titolare della Farnesina ha confermato il convinto impegno dell'Italia nel promuovere una de-escalation e sostenere i Paesi del Golfo che sono vittima degli attacchi; il tema del sostegno ai paesi del Golfo verrà posto anche nella riunione del Consiglio Ue a Bruxelles a cui parteciperà anche il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres.   "L'Italia e l'Europa sosterranno in ogni modo la sicurezza del Kuwait dei paesi del Golfo", ha detto Tajani. L'Ambasciata italiana in Kuwait resta operativa. 

Mojtaba Khamenei: "Dolore per Larijani, nemico pagherà per il suo sangue"

La Guida Suprema iraniana ha emesso un nuovo messaggio nel quale ha espresso cordoglio per la morte del capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale di Teheran e ha assicurato che "giustizia sarà fatta".

Mojtaba Khamenei: 'Dolore per Larijani, nemico pagherà per suo sangue'

Mojtaba Khamenei: 'Dolore per Larijani, nemico pagherà per suo sangue'

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Vance: "Non c'è rischio di conflitto prolungato"

Non c'è il rischio che gli Stati Uniti rimangano impantanati in un conflitto prolungato in Iran. Lo ha assicurato il vicepresidente Usa, JD Vance, in un intervento ad Auburn Hills. Il presidente Usa Donald Trump "non è interessato a invischiarci nel genere di pantani di lungo termine che abbiamo visto negli anni passati", ha detto Vance che, secondo numerose ricostruzioni mediatiche, era contrario al conflitto. "Conosco Trump e so che con lui questo rischio non c'è affatto", ha detto ancora Vance. 

Massima allerta a Riad, udite delle esplosioni

In Arabia Saudita le autorità hanno avvertito la popolazione della regione della capitale Riad di un "possibile pericolo". Lo riferisce il New York Times, precisando che diversi boati sono stati uditi a Riad dove una giornalista riferisce di aver visto l'attività di quello che è sembrato essere un intercettore. Immediatamente dopo agli abitanti sono arrivati avvisi sui telefoni cellulari con la precisazione che "l'area è sotto minaccia aerea ostile".

Katz: "L'Idf ha distrutto due ponti sul fiume Litani, nel sud del Libano"

Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che l'Idf ha attaccato e distrutto altri due ponti sul fiume Litani, nel Libano meridionale, utilizzati a suo dire per il contrabbando di armi e per consentire ai membri di Hezbollah di dirigersi verso sud. La scorsa settimana, l'esercito aveva già colpito un primo ponte sul fiume, e questa mattina l'Idf aveva fatto sapere che avrebbe preso di mira altri viadotti per interrompere i movimenti dei terroristi dell'organizzazione sciita.

Mojtaba Khamenei: "Dolore per Larijani, il nemico pagherà per il suo sangue"

La Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ha diffuso un messaggio di condoglianze in cui ha espresso "profondo dolore" per l'uccisione del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, morto in un raid israeliano.

"Era un uomo saggio, intelligente e impegnato, con una vasta esperienza in diversi settori", ha dichiarato Khamenei, evidenziando di Larijani "i quasi 50 anni di lavoro a vari livelli del sistema islamico che hanno contribuito a renderlo una figura di spicco". 

"Non c'è dubbio che il suo assassinio dimostri la sua importanza e l'odio che i nemici dell'Islam nutrivano nei suoi confronti. I nemici dell'Islam devono sapere che versare questo sangue alle radici del sistema islamico non fa altro che rafforzarlo. Naturalmente, ogni goccia di sangue avrà un prezzo che i criminali assassini dei martiri pagheranno prima o poi", ha aggiunto la nuova Guida Suprema, che ha anche espresso le sue condoglianze alla moglie e ai figli di Larijani.

Gabbard pressata sull'Iran: "Solo Trump stabilisce se la minaccia è imminente"

Tulsi Gabbard è stata pressata dai senatori democratici sulla discrepanza tra la sua dichiarazione scritta e quella verbale in merito all'Iran. "Solo il presidente Trump può stabilire se una minaccia è imminente o meno", ha dichiarato in un'audizione presso la commissione intelligence del Senato la direttrice dell'intelligence nazionale pressata sulla valutazione che Teheran non rappresentava una "minaccia imminente" per gli Stati Uniti contenuta nella sua testimonianza scritta e che contraddice la Casa Bianca. 

Parolin: "Trump e Israele si fermino, problemi si risolvano con il dialogo"

"Se ci fosse qui Donald Trump gli direi di finirla al più presto, perché il pericolo dell'escalation è alle porte. Direi di lasciare stare il Libano, e questo messaggio va rivolto anche agli israeliani": bisogna "cercare di risolvere i problemi che ritengono esserci attraverso le vie pacifiche della diplomazia e del dialogo". Lo dice il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine della presentazione di un libro su Leone XIV alla Camera. 

Forze armate dell'Iran: "Raderemo al suolo le strutture di petrolio e gas dei nemici"

L'Iran "raderà al suolo" tutte le infrastrutture energetiche dei suoi nemici in risposta agli attacchi ai suoi impianti di petrolio e gas. Lo ha detto un portavoce del Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya - il comando unificato delle forze armate iraniane - citato dall'agenzia Tasnim. "Questo è un avvertimento fermo e chiaro ai criminali che hanno attaccato una parte delle infrastrutture energetiche e di carburante dell'Iran nel sud del Paese. Come conseguenza di questa azione, le infrastrutture per carburante, energia e gas collegate alla fonte dell'aggressione saranno bruciate e ridotte in cenere al più presto", ha dichiarato. Intanto, l'agenzia Tass riporta che il comandante della Marina dei pasdaran Alireza Tangsiri ha annunciato che "con l'aggiornamento della lista degli obiettivi, gli impianti petroliferi legati agli Stati Uniti saranno equiparati alle basi militari americane e saranno oggetto di pesanti attacchi. Avvertiamo i cittadini e i lavoratori di tenersi lontani da questi impianti". 

Gabbard contraddice Trump su Iran per iscritto ma poi aggiusta il tiro

Tulsi Gabbard ha smentito la tesi ufficiale della Casa Bianca sulla guerra in Iran in una dichiarazione scritta presentata alla commissione intelligence del Senato ma poi nella sua testimonianza ha aggiustato il tiro. "Prima dell'operazione Epic Fury, l'Iran stava cercando di riprendersi dagli attacchi di giugno e continuava a rifiutarsi di rispettare gli obblighi dell'Aiea", ha dichiarato. Sollecitata da un senatore democratico sul perche' non avesse detto che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente, come era scritto nero su bianco, Gabbard ha sostenuto che non aveva tempo per leggere l'intera testimonianza durante l'udienza davanti alla Commissione del Senato. 

Donald Trump

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Usa, Gabbard: “Iran non ha tentato di ricostruire impianti nucleari'

Usa, Gabbard: “Iran non ha tentato di ricostruire impianti nucleari'

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Emirati: "Escalation pericolosa prendere di mira infrastrutture energetiche"

"Costituisce un'escalation pericolosa prendere di mira le infrastrutture energetiche legate al giacimento di gas di South Pars" in Iran, "estensione del giacimento di North Filed" in Qatar. E' quanto affermano gli Emirati Arabi Uniti in una nota del ministero degli Esteri. "Prendere di mira le infrastrutture energetiche - prosegue il comunicato - costituisce una minaccia diretta alla sicurezza energetica globale", comporta "gravi ripercussioni ambientali ed espone i civili, la sicurezza marittima e infrastrutture civili e industriali cruciali a rischi diretti".

Libano, sale a 968 bilancio delle vittime dai raid israeliani

I raid aerei israeliani sul Libano hanno ucciso 968 persone, tra cui 116 bambini, dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo filo-iraniano, il 2 marzo, ha annunciato mercoledì il Ministero della Salute. Il precedente bilancio ufficiale delle vittime era di 912. Tra i morti ci sono anche 77 donne e 40 operatori sanitari, secondo il ministero, che ha anche segnalato 2.432 feriti. 

Idf: "Detriti sull'aeroporto Ben Gourion dopo un attacco iraniano"

L'aeroporto internazionale Ben Gurion, vicino a Tel Aviv, è stato colpito da "detriti" in seguito ad attacchi missilistici iraniani contro Israele. Lo ha riferito l'esercito, senza specificare la data dell'incidente. Secondo i media israeliani, alcuni aerei privati ;;parcheggiati all'aeroporto sono stati danneggiati. L'esercito ha revocato il divieto di censura sull'incidente, ma non ha autorizzato la diffusione della data.

Teheran minaccia: "Ora inizia la guerra economica su larga scala"

Il governatore di Asaluyeh in Iran, Eskandar Pasalar, ha dichiarato che gli attacchi delle forze israelo-americane agli impianti iraniani del South Pars significano che «l’oscillazione della guerra si è spostata» verso una «guerra economica su larga scala». Pasalar ha condannato l’attacco definendolo un «suicidio politico» da parte di Stati Uniti e Israele e ha detto che segna una «nuova fase delle equazioni di guerra», come riporta il Financial Times. «La sicurezza energetica nella regione ha raggiunto il punto zero», ha aggiunto ancora Pasalar. 

South Pars è considerato il più esteso bacino di gas naturale al mondo. Condiviso tra Iran e Qatar, si trova nel Golfo Persico e rappresenta da solo circa il 40% della produzione di gas iraniana. La città portuale di Asaluyeh serve proprio come base di terraferma principale per le operazioni sull'enorme giacimento. 

Axios: "Raid di Israele a giacimento gas iraniano coordinato e approvato dagli Usa"

L'attacco di Israele contro il giacimento di gas iraniano di South Pars è stato coordinato e approvato dall'amministrazione di Donald Trump. Lo rivela Axios citando due alti funzionari israeliani. Washington si era opposta al precedente attacco israeliano contro i depositi di petrolio a Teheran e aveva chiesto di non colpire le infrastrutture energetiche senza l'approvazione degli Stati Uniti. "Ricordate: l'Iran è considerato da tutti il ;;principale stato sponsorizzatore del terrorismo. Li stiamo rapidamente mettendo fuori gioco!" ha scritto il presidente americano su Truth poco dopo il raid. 

Emirati: attacco South Pars minaccia sicurezza globale

Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato il bombardamento israeliano del giacimento iraniano di gas South Pars. L'attacco "rappresenta una grave escalation", si legge in una nota pubblicata sul sito del ministero degli Esteri, "colpire le infrastrutture del settore energetico rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza energetica globale e per la sicurezza e la stabilità della regione e dei suoi popoli". L'azione, prosegue la nota, "ha anche gravi ripercussioni ambientali ed espone i civili, la sicurezza della navigazione e le strutture civili e industriali vitali a rischi immediati".

Direttore Cia contro Kent: "C'era minaccia immediata in Iran"

Il direttore della Cia, John Ratcliffe, intervenendo in un'audizione al Senato, ha contestato le dichiarazioni di Joe Kent, ex capo dell'antiterrorismo, il quale si è dimesso sostenendo che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per gli Stati Uniti. "Penso che l'Iran sia stato una minaccia costante per gli Stati Uniti per un lungo periodo di tempo e che, in questo momento, rappresenti una minaccia immediata", ha dichiarato Ratcliffe. 

Raid a Bachoura, i residenti: "Israele vuole solo provocare dolore"

La guerra all'Iran oscura il conflitto Pakistan-Afghanistan

Accordo Iraq-Kurdistan per ripresa export petrolio attraverso Turchia

Il governo iracheno e la regione semi-autonoma del Kurdistan hanno raggiunto un accordo per riprendere le esportazioni di petrolio attraverso la pipeline che arriva in Turchia fino al Mediterraneo. Il primo ministro curdo Masrour Barzani ha dichiarato che ci sono state "circostanze eccezionali" nel Paese, ora "condividiamo tutti la responsabilità di superare questo difficile capitolo".  Allo stesso tempo, ha affermato che i negoziati continuano per revocare un embargo sul commercio di petrolio curdo. Il governo di Baghdad e il Kurdistan iracheno per anni hanno discusso su come dovesse essere gestita la pipeline e su come dovessero essere distribuiti i ricavi delle esportazioni di petrolio.

Intelligence Usa: "Iran non ha tentato di ricostruire impianti nucleari dopo attacchi giugno"

"L'Iran non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dopo l'attacco americano del giugno 2025". Lo ha detto la direttrice dell'intelligence americana Tulsi Gabbard in un'audizione, smentendo Donald Trump e la posizione ufficiale della Casa Bianca. Gabbard ha anche sottolineato che il regime iraniano ha subito pesanti colpi negli attacchi di Stati Uniti e Israele, ma che resta "intatto" e potrà ricostruire il suo arsenale militare se sopravvive. "La comunità dell'intelligence ritiene che se un regime ostile sopravvive, cercherà di avviare uno sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni", ha ribadito.

Casa Bianca: "Lavoriamo a piano per Hormuz, Trump continua a esortare alleati"

"State tranquilli, c'è un piano, ci stiamo lavorando e vediamo anche dei progressi". Così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo oggi ai giornalisti che le chiedevano quale sia il piano dell'amministrazione Trump per la riapertura dello stretto di Hormuz, sottolineando che Donald Trump "continua ad esortare i nostri alleati a farsi avanti". "Il presidente continuerà a parlare con i nostri alleati, sia in Europa che nella regione - ha aggiunto - gli Stati Uniti hanno molte capacità, che state vedendo in azione negli ultimi 18 giorni". 

Videoriunione E5 Difesa, focus su sicurezza contingenti

Il ministro della Difesa Guido Crosetto "oggi in videoconferenza con i colleghi del Gruppo E5 Difesa (Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito). Aggiornamento su situazione in Medio Oriente e stretto di Hormuz. Focus su sicurezza del personale dei contingenti presenti nell'area e sostegno ai Paesi partner della regione. Condivisa la necessità di mantenere un contatto costante per assicurare una risposta comune". Lo fa sapere lo stesso ministero della Difesa su X.

Allarmi antiaerei in Galilea, Alture Golan ed Eliat

Gli allarmi antiaerei hanno suonato nelle regioni israeliane della Galilea e delle Alture del Golan a causa di un attacco con droni di Hezbollah. Lo riferiscono i media israeliani. In contemporanea, le sirene suonano anche nella città di Eliat a causa di un attacco balistico iraniano.

Rutte (Nato): "Gli alleati lavorano per riaprire lo stretto di Hormuz"

"Gli alleati della NATO stanno discutendo collettivamente su come lo Stretto di Hormuz possa essere riaperto", ha dichiarato mercoledì il Segretario generale della NATO, Mark Rutte. "Siamo tutti d’accordo, ovviamente, sul fatto che il commercio debba riprendere. E quello che so è che gli alleati stanno lavorando insieme, discutendo su come farlo. Stanno lavorando collettivamente per trovare una strada da seguire", ha detto Rutte ai giornalisti durante una visita in Norvegia.

Trump sospende per 60 giorni il Jones Act contro il caro petrolio

L'amministrazione Trump ha annunciato una sospensione di 60 giorni di una legge marittima che limita il trasporto di petrolio all'interno degli Stati Uniti, nel tentativo di arginare l'aumento dei prezzi causato dalla guerra contro l'Iran. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, su X. Il Jones Act del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. È stata un pilastro della politica marittima americana per oltre un secolo.

Detriti di missile iraniano: tre aerei privati danneggiati al Ben Gurion di Tel Aviv

Tre aerei privati che si trovavano all'aeroporto di Ben Gurion di Tel Aviv sono stati danneggiati dalla caduta di detriti in seguito all'intercettazione di un missile balistico iraniano questa mattina. Lo riferisce il Times of Israel citando le autorità aeroportuali. Sulla base delle immagini circolate, uno dei velivoli ha preso fuoco, mentre altri hanno subito danni lievi.

Unifil: peggioramento preoccupante tra Libano e Israele, stop ostilità

"La violenta escalation della notte scorsa segna un ulteriore peggioramento preoccupante della situazione tra Libano e Israele". Così si legge in una nota della missione Unifil che indica come "sviluppi molto preoccupanti" i "violenti scambi di fuoco, attività aeree e a terra intensificate, presenza incrementata di forze israeliane all'interno del territorio libanese". Preoccupano allo stesso modo "i rinnovati ordini di evacuazione'" da aree di terrotorio che riguardano "civili su entrambi i lati della Linea Blu" di demarcazione tra i due Paesi. "L'inasprimento della retorica aggrava ulteriormente una situazione già fragile", si legge nella nota di Unifil che ribadisce l'appello "alle parti a impegnarsi nuovamente al rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite" del 2006 e a "cessare completamente le ostilità, come unica via praticabile verso una stabilità duratura".

Idf: colpiti in Libano distributori controllati da Hezbollah

La notte scorsa le forze israeliane hanno preso di mira nel Libano meridionale le stazioni di servizio della società petrolifera Al-Amana. Lo ha riferito l'Idf in una nota. Secondo Israele, la "Al-Amana è controllata da Hezbollah e costituisce un'infrastruttura

economica fondamentale a sostegno delle capacità militari" del movimento. "Le strutture colpite generano profitti per milioni di dollari a favore dell'organizzazione terroristica", prosegue il comunicato, che "vengono convogliati attraverso conti intestati all'associazione Al-Quard Al-Hassan di Hezbollah e ne finanziano le attività terroristiche".

Teheran: danneggiati diversi impianti South Pars

Diversi impianti della Zona speciale per l'energia di South Pars, nel sud dell'Iran, sono stati danneggiati dai raid condotti nelle scorse ore e attribuiti a Israele. Lo ha reso noto il ministero del Petrolio di Teheran, precisando che finora non si sono registrati feriti o vittime nell'attacco al grande giacimento di gas situato nel sud della Repubblica islamica. Sul posto sono in corso le operazioni per spegnere gli incendi.

Grossi (Aiea): "Non conosciamo stato impianto Isfahan"

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) non è a conoscenza dello stato dell'impianto nucleare di Isfahan, in Iran. Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Mariano Grossi, spiegando che quello di Isfahan è un nuovo impianto ''sotterraneo, ma non l'abbiamo ancora visitato". L'Iran aveva informato l'Aiea dell'esistenza del nuovo impianto e gli ispettori erano stati inviati da Grosi alla fine di giugno per ispezionarlo, ma erano stati costretti ad annullare la missione dopo che il complesso nucleare era stato colpito all'inizio della guerra dei dodici giorni con Israele. Quindi, ha spiegato Grossi da Washington, l'Aiea non è in grado di dire "se si tratti semplicemente di un capannone vuoto'', se ospiti delle piazzole in cemento in attesa dell'installazione delle centrifughe o se alcune centrifughe siano già state installate. "Ci sono molte domande a cui potremo rispondere solo quando saremo in grado di tornare" a Isfahan, ha affermato Grossi.

Unifil: "Restiamo in nostra area in Sud Libano e lungo Linea Blu"

"I caschi blu di Unifil restano in posizione nella nostra area di operazioni nel sud del Libano e lungo la Linea Blu" di demarcazione tra Libano e Israele, "segnalando violazioni, fungendo da collegamento tra le parti, e - ove possibile - facilitando accesso umanitario e protezione dei civili". Così si legge in una nota della missione Unifil (UN Interim Force in Lebanon).

Tajani parla con ministro Kuwait: "Sostegno a sicurezza Paesi Golfo"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il collega del Kuwait, Sheikh Jarrah Jaber Al Ahmad Al Sabah, per ribadire la solidarietà italiana di fronte agli ingiustificati attacchi iraniani, che nei giorni scorsi hanno colpito anche la base di Al Salem dove sono presenti militari italiani. “L’Italia e l’Europa sosterranno in ogni modo la sicurezza del Kuwait e dei paesi del Golfo”, ha detto Tajani, assicurando che la nostra ambasciata resta operativa.  Al Sabah ha ringraziato per la vicinanza mostrata in questa fase difficile e per il sostegno dell’Italia, con cui vi è un costante dialogo a livello anche di capi di Governo e ministri della Difesa, si legge in una nota della Farnesina. I due ministri hanno discusso anche della situazione in Iraq, il cui territorio è utilizzato da milizie filo-iraniane per sferrare attacchi contro il Kuwait e altri Paesi del Golfo. L’Italia ha investito importanti risorse nella stabilizzazione dell’Iraq, e come ribadito anche nella recente telefonata tra Tajani e il ministro iracheno Fuad Hussein, l’Italia continua a sostenere il ruolo di Baghdad come fattore di stabilità e dialogo nella regione.

Merz: "Avrei sconsigliato a Israele e Usa di attaccare Iran"

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha dichiarato che Berlino "avrebbe sconsigliato" a Israele e agli Stati Uniti di attaccare l'Iran se Washington avesse consultato la Germania. "Ecco perché abbiamo dichiarato che, finché la guerra continuerà, non vi parteciperemo", ha sottolineato il cancelliere tedesco, che pure ha affermato di "condividere con Israele e gli Stati Uniti l'obiettivo che l'Iran non rappresenti più una minaccia in futuro". 

Libia alza il livello di allerta per la Arctic Metagaz alla deriva

Le autorità libiche hanno emesso un avviso marittimo e innalzato il livello di allerta dopo aver rilevato l'avvicinarsi della petroliera russa abbandonata Arctic Metagaz alla deriva, suscitando preoccupazioni per una potenziale minaccia alla sicurezza e all'ambiente. La nave per il trasporto di gas naturale liquefatto con una capacità di circa 62.000 tonnellate, aveva già allarmato l'Italia, quando si era avvicinata a Lampedusa. La Libia ha emesso un avviso di navigazione che vieta severamente a qualsiasi nave di avvicinarsi alla petroliera a una distanza inferiore a sei miglia nautiche. Le autorità hanno sottolineato che la nave abbandonata presenta seri rischi, tra cui la possibilità di un'improvvisa esplosione, di una fuga di gas o di un cedimento strutturale a causa della sua instabilità. 

Pezeshkian conferma uccisione ministro intelligence iraniano

Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha confermato la morte del ministro dell'Intelligence, Esmail Khatib, in un raid israeliano. "Il vile assassinio dei miei cari colleghi Esmail Khatib, Ali Larijani e Aziz Nasirzadeh, insieme ad alcuni membri delle loro famiglie e al team che li accompagnava, ci ha profondamente addolorati", ha scritto su X. "Esprimo le mie condoglianze al grande popolo iraniano per il martirio di due membri del governo, del segretario dell'Esercito Popolare di Liberazione e dei comandanti militari e dei Basij. Sono certo

che il loro cammino proseguira' con ancora maggiore forza", ha aggiunto.

Pasdaran: avviso di evacuazione da raffinerie Arabia, Qatar, Emirati

Le forze armate iraniane hanno diramato un avviso urgente di evacuazione ai residenti nelle vicinanze di alcuni impianti energetici. In particolare, riferisce la tv di Stato, hanno indicato la

raffineria Samref e al-Jubail in Arabia Saudita, il giacimento di gas di Al-Hosn negli Emirati Arabi Uniti, e i complessi di Mesaieed e Ras Laffan in Qatar.

Aiea conferma: "Centrale nucleare di Bushehr colpita da un ordigno"

La centrale nucleare di Bushehr, in Iran, è stata colpita ieri sera "da un ordigno" nell'ambito di una delle ondate di attacchi condotti da Israele e Usa sulla costa del Golfo Persico. Lo conferma da Vienna l'Aiea, l'agenzia atomica dell'Onu, citata fra l'altro dai media britannici.    In una nota, l'agenzia sottolinea d'essere stata informata da Teheran che il raid non ha fortunatamente "provocato danni" all'impianto e che non risultano fughe radioattive o feriti fra il personale. La Russia, partner storica nei programmi nucleari civili iraniani, aveva già denunciato l'accaduto, definendolo frutto di un'azione di guerra "irresponsabile". Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha da parte sua rilanciato l'appello "all'autocontrollo nel conflitto, per evitare il rischio di un incidente nucleare".

Casa Bianca: "Sequestrare il materiale nucleare iraniano è un'opzione"

Mettere le mani sul materiale nucleare iraniano è una delle opzioni. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. Secondo quanto riportato dal New York Times, la prossima decisione di Donald Trump sarà proprio se sequestrare e distruggere il materiale nucleare iraniano immagazzinato sotto una montagna a Isfahan. L'operazione è molto rischiosa anche perché nessuna sa con esattezza dove si trovino i contenitori.

Gas: prezzo in rialzo (+6,5%) al Ttf a 54,9 euro/MWh

Il prezzo del gas e' in rialzo del 6,5% al Ttf dopo che le raffinerie statali di Asaluyeh, nella provincia meridionale iraniana di Bushehr, sono state attaccate. Al momento i contratti vengono scambiati a 54,9 euro al megawattora.

Merz: "Con Macron, Starmer e Meloni contatti quotidiani sulla guerra"

"Con Macron, Starmer e Meloni siamo quotidianamente in contatto". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, al Bundestag, a proposito della guerra In Iran. "Questa guerra ci danneggia tutti, anche gli Usa", ha aggiunto sottolineando che "nessuno si può permettere" la crisi che comporta la guerra in Iran.

Media: "South Pars con 51 trilioni di metri cubi di gas può rifornire il mondo per 10 anni"

Il giacimento di gas South Pars attaccato oggi è considerato il più grande giacimento di gas naturale al mondo, condiviso tra Iran e Qatar, rappresenta il 40 per cento della produzione di gas di Teheran, ed è ritenuto un fattore decisivo per l'industria del gas iraniana. Il giacimento si trova nel Golfo Persico, tra i due Paesi, e si estende su una superficie di 3.700 chilometri quadrati. Il notiziario della tv israeliana Channel 12 sottolinea che a causa delle sanzioni e delle limitazioni tecnologiche, la stragrande maggioranza del gas che Teheran estrae dal giacimento (276 miliardi di metri cubi nel 2024) viene consumata all'interno dell'Iran e non esportata. Secondo le stime, l'intero giacimento contiene non meno di 51 trilioni di metri cubi, una quantità in grado di soddisfare il fabbisogno mondiale per oltre un decennio.

Merz: "Noi avremmo sconsigliato la guerra in Iran a Trump"

"Washington non ci ha chiesto consiglio". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, parlando al Bundestag. "Noi avremmo sconsigliato di intraprendere questa strada, e quindi non parteciperemo", ha ribadito. "Su questo mancano un piano e un mandato dell'Onu e della Nato. Questo non esclude che si possa velocemente arrivare alla della guerra con mezzi diplomatici", ha poi aggiunto.

Relatrice Onu Albanese: "La Serbia commercia armi con Israele senza vergogna"

"Il governo serbo è uno degli alleati più forti e determinati di Israele, senza alcuna vergogna", ha dichiarato da Belgrado la relatrice speciale per le Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati Francesca Albanese in un'intervista all'emittente indipendente serba N1, nella quale ha criticato il commercio di armi con lo Stato ebraico, che il presidente serbo Aleksandar Vučić ha vantato di recente, in un discorso elettorale. La relatrice Onu, che più volte ha accusato Israele di genocidio nei confronti del popolo palestinese e sostiene che gli Stati, come anche le imprese private, non dovrebbero esserne complici, ieri era nella capitale serba, dove ha concesso interviste e partecipato a dibattiti. Alcuni giorni prima, ricorda il portale di notizie Serbian Monitor, Vučić aveva definito "eccellente" la cooperazione tra Serbia e Israele: "Loro ci vendono armi, noi vendiamo armi a loro, e questo continuerà. Presto verranno create le prime unità che lavoreranno sull'intelligenza artificiale e sulla digitalizzazione, e creeremo persino un esercito digitale, seguendo il modello israeliano, e il settore della polizia deve adottare questo sistema il prima possibile", aveva in precedenza dichiarato Vučić, annunciando la costruzione di un grande stabilimento per la produzione di droni a Loznica, ricorda Serbian Monitor.     Secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, che un paio di giorni fa mostrava dati dell'ufficio statistico serbo, le esportazioni di armi dalla Serbia verso Israele sono aumentate del 140% nel 2025, raggiungendo i 114 milioni di euro. I voli cargo che trasportano armi e munizioni sono raddoppiati rispetto all'anno precedente, nonostante la moratoria sull'export di armi verso Israele in vigore in Serbia da diversi mesi, scrive Serbian Monitor, citando Haaretz.    Oggi ad Albanese risponde il ministero degli Esteri serbo, che in un comunicato diffuso da Tanjug, scrive che Belgrado persegue una "politica estera indipendente e sovrana, fondata sui suoi interessi nazionali e sui principi del diritto internazionale. Le nostre relazioni con i Paesi di tutto il mondo, compresi quelli del mondo arabo, Israele e molti altri partner, sono parte integrante di una politica equilibrata e responsabile. Riteniamo che le dichiarazioni della Relatrice speciale delle Nazioni Unite, signora Albanese, siano sbilanciate e di natura attivista e, come tali, inappropriate per il mandato che ricopre. Non riflettono la reale posizione della Serbia, né contribuiscono a un dialogo internazionale costruttivo. È particolarmente preoccupante che tali valutazioni siano intrecciate con i suoi commenti che invadono direttamente le questioni politiche interne della Serbia. Questo non è il ruolo di un relatore internazionale e costituisce un'inaccettabile interferenza negli affari interni del nostro Paese".

Iran, Larijani sepolto accanto imam al-Renza

Ali Larijani sara' sepolto sabato nella citta' santa di Mashhad, accanto al santuario dell'imam Ali ibn Musa al-Reza, ottavo imam sciita. Lo riferisce l'agenzia Fars.

Merz: "Guerra non pesi su partnership con Usa, interesse Ue è che finisca"

"Non vogliamo che questa guerra diventi un peso sulle relazioni transatlantiche". Lo ha detto Friedrich Merz, al Bundestag. "Noi vogliamo questa partnership", ha aggiunto. "Diremo dove vediamo le nostre preoccupazioni e dove abbiamo interessi differenti", ha aggiunto. "L'Europa ha interesse a una veloce fine di questa guerra", ha incalzato Merz.

Wall Street: apre in calo, pesano petrolio e paura inflazione

Wall Street apre negativa influenzata dall'assenza di chiari segnali di de-escalation del conflitto con l'Iran e del nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Gli investitori attendono la riunione odierna della Fed per capire come i banchieri americani bilanceranno i rischi di crescita e di inflazione. Il Dow Jones arretra dello 0,28%, il Nasdaq dello 0,10% e lo S&P 500 dello 0,17%.

Iran, Idf: "Nuova ondata di missili su Israele"

L'Idf ha individuato un nuovo lancio di missili dall'Iran su Israele. In una nota ha riferito che e' stata attivatala difesa contraerea.

Media: "Israele si aspetta attacchi a strutture energetiche"

Secondo una fonte militare che ha parlato con il quotidiano Israel Hayom, Israele prevede un'escalation da parte dell'Iran dopo l'attacco all'impianto del gas di di South Pars: "probabilmente Teheran risponderà cercando di colpire le infrastrutture energetiche in Israele e in tutta la regione". Stando ai dati dell'Energy information administration (Eia) degli Stati Uniti, il gas naturale fornisce circa l'86% della produzione di elettricità in Iran, rendendo questo giacimento una vera e propria arteria vitale per l'economia iraniana e per l'approvvigionamento energetico del Paese.

Iran, governatore Asaluyeh: "Non fughe tossiche da South Pars"

Il governatore di Asaluyeh ha assicurato che non sono state segnalate fuoriuscite di sostanze tossiche in seguito dell'attacco israeliano sugli impianti di South Pars. Lo riporta la Tasnim. L'emergenza e' gestita dal comando superiore della Protezione Civile e della Gestione delle Crisi della Zona Economica Speciale di South Pars. "Il fumo nero che si vede e' il risultato della combustione di prodotti petroliferi e idrocarburi", ha spiegato, "non c'e' bisogno di evacuare la citta': i residenti dovrebbero semplicemente mantenere una distanza di sicurezza dagli impianti, tenere porte e finestre chiuse e spegnere i sistemi di ventilazione in casa".

Wall Street apre in calo, Dj -0,49%, Nasdaq -0,43%

Wall Street apre negativa con la volata delle quotazioni petrolifere e in attesa della Fed. Il Dow Jones perde lo 0,49% a 46.780,21 punti, il Nasdaq cede lo 0,43% a 22.381,91 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,38% a 6.690,33 punti.

Iran, Axios: "Attacco South Pars coordinato con Usa"

L'attacco israeliano sui giacimenti petroliferi di South Pars e' stato coordinato e approvato dall'amministrazione Trump. Lo riferisce Axios. Washington si era opposta al precedente attacco di Israele sui depositi di petrolio a Teheran e aveva chiesto al governo di Benjamin Netanyahu di non colpire infrastrutture energetiche senza la sua approvazione.

Casa Bianca: "Trump ha piena fiducia in Gabbard"

Donald Trump ha piena fiducia nella direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un'intervista a Fox. Gabbard sarà fra poco davanti alla commissione di intelligence del Senato per un'audizione con il capo dell'Fbi Kash Patel. Di recente sono tornati alla ribalta i tweet degli anni scorsi di Gabbard contro una guerra in Iran. Messaggini che si sono sommati alle dimissioni del suo consigliere e capo dell'anti-terrorismo Joe Kent per la guerra in Iran.

Iran al contrattacco, petrolio sale, il Brent +5%, il Wti +2,33%

Il petrolio sale dopo che l'Iran ha promesso di rispondere agli attacchi alle sue infrastrutture energetiche. Il Brent arriva a guadagnare il 5% a 108 dollari al barile. Il Wti a New York sale del 2,33% a 98,45 dollari la barile.

Casa Bianca: "Riapertura Hormuz aiuta più i paesi della Nato che gli Usa"

La riapertura dello Stretto di Hormuz aiuta più i paesi della Nato che gli Stati Uniti. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un'intervsita a Fox. Donald Trump da giorni critici duramente gli alleati europei e della Nato per non voler partecipare alla missione americana per la messa in sicurezza dello Stretto.

Qatar: "Pericoloso e irresponsabile" attacco a infrastrutture gas Iran

Il Qatar ha definito "pericolosa e irresponsabile" la decisione di attaccare le infrastrutture di gas iraniane. "Il fatto che Israele prenda di mira le infrastrutture legate al giacimento di gas iraniano di South Pars, che rappresenta un'estensione del giacimento di North Field del Qatar, è un passo pericoloso e irresponsabile nel contesto dell'attuale escalation militare nella regione", ha scritto il portavoce del ministro degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari.

Pasdaran minacciano siti petrolchimici in Arabia, Qatar ed Emirati

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno emesso un avviso di evacuazione  per gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati  Arabi Uniti, secondo quanto riportato mercoledì dai media statali citati  da Iran International. L'avviso è giunto dopo che raid israeliani hanno  colpito alcune parti degli impianti di gas di South Pars, in Iran.

Iran, monito di Francia e Germania: "Si rischia crisi gravissima"

Germania e Francia hanno lanciato un appello alla de-escalation della guerra in Medio Oriente, ponnedo l'accento sul rischio di una "crisi gravissima" se le catene di approvvigionamento globali dovessero continuare a essere interrotte. "Dobbiamo cercare di trovare un punto in cui gli obiettivi militari (degli Stati Uniti e di Israele) siano raggiunti e in cui si possa poi procedere verso una de-escalation e una cessazione delle ostilita'", ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, altrimenti, la regione e il mondo intero potrebbero precipitare in "una crisi gravissima". "L'approvvigionamento di fertilizzanti da questa regione e' talmente essenziale che un'interruzione prolungata minaccerebbe una crisi alimentare in gran parte dell'Africa", ha continuato, sottolineando anche i "flussi di rifugiati" che una guerra prolungata potrebbe provocare. Intervenendo a Berlino insieme a Wadephul, anche il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha chiesto "la piu' rapida de-escalation possibile e una cessazione delle ostilita'". "L'escalation militare nella regione comporta rischi considerevoli per i nostri interessi, per la sicurezza dei nostri cittadini sul territorio, ma anche per i nostri partner e per l'economia globale", ha dichiarato. Wadephul ha affermato che un cambio di governo in Iran sarebbe "auspicabile" data "la brutalita' e la spietatezza di questo regime", ma ha avvertito che "questo deve nascere dall'interno del Paese". "Non accadra' a breve termine in tempo di guerra", ha previsto, avvertendo che "tali interventi militari non hanno portato a un cambio di regime ordinato ne' in Iraq ne' in Libia". Barrot ha affermato che l'Iran "deve essere pronto a fare importanti concessioni e ad adottare un radicale cambiamento di posizione, aprendo cosi' la strada a una soluzione politica". Qualsiasi soluzione negoziata deve "consentire all'Iran di coesistere pacificamente con i suoi vicini regionali e permettere al popolo iraniano di plasmare liberamente il proprio futuro", ha concluso.

Turchia: "Blocco di Hormuz non è per noi un problema energetico"

Il ministro turco dell'Energia, Alparslan Bayraktar, ha dichiarato che il blocco dello Stretto di Hormuz, da parte dell'Iran nel contesto del conflitto con gli Stati Uniti e Israele, non rappresenta per la Turchia una problema a livello di approvvigionamenti energetici. "Dal punto di vista della sicurezza degli approvvigionamenti, questa regione al momento non rappresenta un rischio per noi in termini di petrolio. C'è anche la dimensione del gas naturale. Anche in questo caso, non dipendiamo dallo Stretto di Hormuz", ha detto Bayraktar, sottolineando che la Turchia si rifornisce di gas naturale liquefatto (Gnl) "da circa 12 Paesi diversi. Riceviamo il nostro gas naturale tramite gasdotti da quattro Paesi diversi. Né per il gas naturale né per il petrolio abbiamo riscontrato problemi di sicurezza degli approvvigionamenti fino ad oggi". Durante un'intervista con l'emittente turca Ntv, Bayraktar ha aggiunto che Ankara continua a "monitore attentamente la situazione" ma "al momento, non sussiste alcun problema di sicurezza degli approvvigionamenti energetici nel nostro Paese". Il ministro dell'Energia turco ha anche confermato che è ripreso il flusso di petrolio tramite l'oleodotto che collega Kirkuk, nel Kurdistan iracheno, al porto di Ceyhan nel sud est della Turchia. "Ad oggi, il flusso è ripreso. Ci sarà un flusso giornaliero di circa 170.000-250.000 barili", ha detto Bayraktar, mentre ieri Baghdad e il governo regionale del Kurdistan iracheno avevano raggiunto un accordo per la ripresa dell'erogazione di petrolio tramite l'oleodotto.

Svedese giustiziato in Iran, Stoccolma convoca l'ambasciatore

La Svezia ha convocato l'ambasciatore dell'Iran per protestare contro l'esecuzione di uno dei suoi cittadini. "Il ministero degli Esteri ha fermamente condannato l'applicazione della pena di morte, così come il processo iniquo che l'ha determinata. La pena di morte è una punizione disumana, crudele e irreversibile. La Svezia, come il resto dell'Ue, ne condanna l'applicazione in ogni circostanza", ha dichiarato il ministero in un comunicato.

Casa Bianca: "La morte di Khatib una buona cosa per gli Usa"

La morte del ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è una buona cosa per gli Stati Uniti. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un'intervista a Fox.

Petrolio, Iraq punta a rilanciare l'export tramite Turchia

Il governo di Baghdad sta valutando diverse rotte alternative per garantire la continuita' del flusso di petrolio verso i mercati globali. Dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha interrotto le spedizioni di greggio, l'Iraq conta di poter spedire fino a 250.000 barili di petrolio al giorno al porto turco di Ceyhan senza passare per la regione del Kurdistan. Lo ha detto il vice premier iracheno per l'energia e le risorse minerarie, Hayyan Abdul Ghani Al-Sawad, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. L'oleodotto Iraq-Turchia, che collega i giacimenti petroliferi settentrionali del Kurdistan iracheno alla Turchia, e' in gran parte fuori servizio da oltre un decennio per i danni causati dallo Stato Islamico e da diversi gruppi militanti. L'oleodotto e' in grado di trasportare da 200.000 a 250.000 barili al giorno. E' in fase di collaudo finale e potrebbe iniziare a esportare petrolio direttamente da Kirkuk alla Turchia entro circa una settimana, secondo quanto riferito. L'infrastruttura rappresenta un corridoio energetico chiave, interrotto a causa di controversie di lunga data tra il governo di Baghdad e la regione autonoma del Kurdistan iracheno. L'esecutivo di Erbil ha annunciato di aver raggiunto un'intesa con il governo federale iracheno per riattivare le esportazioni congiunte dal nord dell'Iraq alla Turchia, esprimendo la propria disponibilita' ad adottare misure volte ad aumentare le entrate pubbliche e ad alleviare la pressione finanziaria sul Paese. In base all'accordo, la produzione di Kirkuk verra' trasportata insieme a quella dei giacimenti della regione del Kurdistan attraverso la stessa rotta di esportazione.

Petrolio: prezzi in rialzo, Brent a 108 dlr, Wti a 98

Prezzi del petrolio in deciso rialzo dopo che le raffinerie statali di Asaluyeh, nella provincia meridionale iraniana di Bushehr, sono state attaccate. Al momento i contratti sul Brent vengono scambiati a 108 dollari al barile (+4,5%), mentre quelli sul Wti a 98,3 dollari (+2,2%).

Media: "Idf colpisce impianti nell'area dello Stretto di Hormuz per la prima volta"

L'aviazione israeliana ha attaccato per la prima volta un impianto petrolchimico nel sud dell'Iran, Asaluyeh e South Pars, nella provincia di Bashehr, nell'area dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Channel 12 citando una fonte militare israeliana, sottolineando che l'attacco è stato condotto in pieno coordinamento con gli Stati Uniti e che solo una parte dell'impianto è stata colpita. "Se il messaggio non verrà recepito, gli attacchi potrebbero estendersi", ha detto l'ufficiale citato da Channel 12. Se confermato, si tratterebbe della prima volta che l'Idf attacca l'area di Hormuz, dove nella divisione dei ruoli militari con il Centcom, opera l'esercito Usa.

Berlino-Parigi: "Serve de-escalation o si rischia una grave crisi mondiale"

I ministri degli esteri tedesco e francese hanno fatto un appello alla "de-escalation" in Medio Oriente. Il contrario potrebbe far precipitare "il mondo intero in una crisi gravissima". Lo scrive Afp. La guerra scatenata il 28 febbraio dagli attacchi di Israele e degli Stati Uniti contro l'Iran comporta un "potenziale di escalation che può far precipitare non solo questa regione, ma il mondo intero in una crisi gravissima", ha affermato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul durante una conferenza stampa con il suo omologo francese a Berlino.    È "l'economia mondiale" che rischia di risentire dell'"escalation militare" nella regione, ha aggiunto il capo della diplomazia francese Jean-Noël Barrot. Wadephul ha citato l'esempio dell'approvvigionamento di fertilizzanti" provenienti da questa regione, "talmente essenziale che, in caso di interruzione prolungata, una crisi alimentare minaccia gran parte dell'Africa" e potrebbe anche provocare "un afflusso di rifugiati" in fuga da quel continente.

Iran, esercito: "Attacco South Pars non resterà impunito"

L'Iran ha minacciato rappresaglie per l'attacco all'impianto energetico South Pars. "Questo crimine di guerra non restera' impunito e la risposta dell'Iran prendera' di mira le infrastrutture nemiche che in precedenza si ritenevano sicure", riporta l'agenzia Fars citando fonti dell'esercito iraniano.

Iran, Qatar condanna attacco South Pars: "Irresponsabile"

Il Qatar ha duramente condannato l'attacco israeliano su South Pars. "Il fatto che Israele prenda di mira infrastrutture collegate al giacimento iraniano di South Pars, un'estensione del giacimento di North Field in Qatar, e' un passo pericoloso e irresponsabile nel contesto dell'attuale escalation militare nella regione", ha dichiarato Majed Al Ansari, portavoce del ministero degli Esteri. "Prendere di mira le infrastrutture energetiche costituisce una minaccia alla sicurezza energetica globale, nonche' alle popolazioni della regione e al suo ambiente", ha insistito. "Ribadiamo, come abbiamo ripetutamente sottolineato, la necessita' di evitare di prendere di mira infrastrutture vitali. Esortiamo tutte le parti a esercitare moderazione, a rispettare il diritto internazionale e a lavorare per una de-escalation che preservi la sicurezza e la stabilita' della regione", ha aggiunto.

Pezzi razzo Iran intercettato su chiesa evangelica Gerusalemme

Frammenti di un missile iraniano intercettato dalla contraerea israeliana sono caduti sulla chiesa evangelica dell'Alleanza, a Gerusalemme. Non ci sono state vittime né danni gravi

all'edificio, che risale alla fine del XIX secolo. Lo rende noto Channel 12. 

Colpito South Pars, Pasdaran minacciano rappresaglie in A. Saudita, Emirati e Qatar

Le forze dei Guardiani della Rivoluzione hanno minacciato rappresaglie contro obiettivi dell'industria petrolifera e gasifera nella regione in risposta ai raid israeliani e statunitensi che hanno preso di mira gli impianti del giacimento di South Pars. Secondo i media locali, i Pasdaran hanno indicato cinque siti che sono diventati "obiettivi legittimi e potrebbero essere soggetti ad attacchi nelle prossime ore". Si tratta della raffineria Samref (Arabia Saudita), il giacimento di gas di Al-Hasan (Emirati), il complesso petrolchimico di Jubail (Arabia Saudita), il complesso petrolchimico di Mesaieed (Qatar) e la raffineria di Ras Laffan (Qatar).

Teheran: arrestate 111 cellule monarchiche e collaboratori Iran International

Le autorità iraniane hanno dichiarato di aver arrestato oltre 100 presunte "cellule monarchiche" che complottavano contro la Repubblica islamica, oltre a sospette spie e individui accusati di collaborare con l'emittente Iran International considerata illegale da Teheran. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars citando una nota del ministero dell'Intelligence. Le forze iraniane, si legge nella nota, "hanno identificato e arrestato 111 cellule monarchiche in 26 province prima che potessero entrare in azione l'ultimo mercoledì dell'anno". Non è chiaro da quante persone siano composte le presunte cellule. Il ministero ha dichiarato che quattro presunte spie legate agli Stati Uniti sono state arrestate nella città di Hamedan e nella provincia dell'Azerbaigian occidentale, entrambe nella parte ovest dell'Iran. Le autorità hanno inoltre arrestato altre 21 persone accusate di collaborare con l'emittente londinese Iran International, designata nel 2022 da Teheran come una organizzazione terroristica. Nelle retate sono state sequestrati armi da fuoco, armi da taglio, pistole elettriche e manganelli, afferma la Fars.

Beirut: "Abbiamo chiesto un cessate il fuoco ma Israele lo ha rifiutato"

I negoziati indiretti con Israele a Cipro restano bloccati per l'assenza di una risposta israeliana alla proposta libanese basata su un cessate il fuoco: lo ha dichiarato il ministro della Cultura Ghassan Salame in un'intervista ad Al Jazeera. Secondo Salame, "il governo considera il cessate il fuoco il primo passo necessario, ma finora questa richiesta è stata respinta da Israele". A ciò si aggiunge "un dibattito interno sulla composizione e la guida della delegazione libanese", ha aggiunto il ministro. Salame ha inoltre precisato che "non vi sono contatti diretti con Hezbollah" su questo dossier, ribadendo che il movimento sciita "ha deciso di entrare in guerra dopo l'uccisione di Ali Khamenei senza consultarsi con il governo". 

Rientrata nazionale calcio femminile Iran, solo 2 giocatrici rimaste in Australia

Rientrata in Iran la maggior parte delle giocatrici della nazionale di calcio femminile, al centro di un caso nelle ultime settimane dopo che alcune di loro avevano chiesto asilo in Australia. Secondo quanto constatato da un giornalista dell'agenzia Afp sul posto, il gruppo ha attraversato il valico di Gurbulak-Bazargan, al confine tra Turchia e Iran. Tra loro figurano quattro giocatrici - tra cui la capitana Zahra Ghanbari - e un membro dello staff che hanno ritirato la richiesta di asilo presentata in Australia e deciso di rientrare nella Repubblica islamica, mentre proseguono gli attacchi aerei di Israele e Stati Uniti. Le calciatrici, con indosso la tuta della nazionale iraniana, sono arrivate al valico - distante circa 900 chilometri da Teheran - a bordo di un bus dopo essere atterrate all'aeroporto di Igdir, nella Turchia orientrale.  Arrivate mercoledì scorso a Kuala Lumpur, in Malesia, provenienti dall'Australia dove avevano disputato la Coppa d'Asia, le calciatrici erano poi partite lunedì verso l'Oman, prima di prendere ieri un volo per Istanbul.

Teheran colpisce base aerea a Dubai dove sono stanziate truppe australiane

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha confermato che un attacco iraniano notturno ha colpito la base aerea di Al Minhad, a circa 20 chilometri a sud di Dubai, dove sono di stanza oltre 100 soldati australiani insieme a un numero minore di personale britannico e americano. "Un blocco di alloggi e una struttura medica hanno subito danni lievi a causa di un piccolo incendio scoppiato in seguito all'impatto del missile con una strada di accesso alla base", ha dichiarato Albanese, aggiungendo che non si sono registrate vittime. Questa è la seconda volta che la base viene colpita, essendo già stata precedentemente bersaglio di un drone iraniano.

Stoccolma: "L'Iran ha giustiziato un cittadino svedese"

La Svezia ha reso noto che l'Iran ha giustiziato un cittadino svedese, che era stato arrestato dalle autorità di Teheran nel giugno 2025. "È con sgomento che ho appreso della notizia dell'esecuzione di un cittadino svedese avvenuta oggi in Iran", ha dichiarato la ministra degli Esteri Malmer Stenergard in un comunicato citato dall'agenzia Tt.

Emirati: "Intercettati oltre 340 missili e 1.700 droni da inizio ostilità"

Gli Emirati Arabi Uniti rendono noto che la difesa aerea è stata attivata per attacchi con 327 missili balistici, 15 missili da crociera e  1.699 droni "dall'avvio della palese aggressione iraniana". Via X il ministero della Difesa conferma, per "questi attacchi", un bilancio che parla di otto morti, tra i quali due uomini delle Forze Armate, e 158 feriti. Solo oggi, si legge ancora, i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per attacchi con "13 missili balistici e 27 droni lanciati dall'Iran".

Trump: "Se responsabilità Hormuz a Paesi che lo usano, alleati agirebbero"

"Mi chiedo cosa succederebbe se eliminassimo definitivamente ciò che resta dello Stato terrorista iraniano e lasciassimo che i Paesi che lo utilizzano, noi no, si assumessero la responsabilità del cosiddetto 'Stretto'? Questo spingerebbe alcuni dei nostri 'alleati' non reattivi a darsi da fare, e in fretta!!!". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump suggerendo che in un eventuale scenario di ridimensionamento dell'Iran gli alleati si "darebbero una mossa" per avere appunto la responsabilità sullo Stretto di Hormuz.

Trump: "Iran è sponsor terrore, li stiamo mettendo fuori gioco"

"Ricordate, per tutti quegli assoluti 'idioti' là fuori, che l'Iran è considerato da tutti il PRINCIPALE STATO SPONSOR DEL TERRORISMO. Li stiamo rapidamente mettendo fuori gioco". Lo ha scritto su Truth il presidente Usa, Donald Trump.

Riunione militari e intelligence con Crosetto e Mantovano

Si sono nuovamente riuniti questa mattina, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario con la

delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell'Intelligence. Un'occasione per operare "un

aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence riguardanti la crisi nell'area del Golfo". 

Nuovi allarmi nel Nord d'Israele per il lancio di missili dall'Iran

Le sirene stanno suonando in Galilea e al confine nord d'Israele per lanci di missili dall'Iran.

Riunione di crisi dell'Organizzazione marittima internazionale su Hormuz

L'Organizzazione marittima internazionale (Imo) ha organizzato una riunione di crisi a Londra, con l'obiettivo di individuare "misure concrete" per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, dove attualmente 20.000 marittimi sono bloccati su 3.200 navi a causa della guerra in Medio Oriente. "Al fine di proteggere i marittimi innocenti e salvaguardare la sicurezza della navigazione e dell'ambiente marino, vi esorto a concentrare il vostro lavoro su misure concrete", ha dichiarato Arsenio Dominguez, Segretario generale dell'agenzia delle Nazioni Unite, rivolgendosi ai delegati. La sessione è aperta a tutti i paesi membri, nonché alle organizzazioni del settore marittimo e alle Ong.

Prezzo del petrolio torna a salire su notizia attacco impianto Iran

Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco all'impianto petrolifero del Paese a Asaluyeh. Il greggio Wti che in mattinata perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento e ora è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%.

Petrolio: recupera le perdite, Brent sfiora 104 dollari

I prezzi del petrolio recuperano le perdite di stamattina. In apertura dei mercati asiatici il greggio ha tirato un sospiro di sollievo dopo che il governo iracheno e le autorita' curde hanno raggiunto un accordo per riprendere le esportazioni di greggio attraverso il porto turco di Ceyhan, sebbene lo Stretto di Hormuz sia rimasto in gran parte chiuso. Ora pero i future del Brent sono nuovamente virati al rialzo a 103,09 dollari al barile (+0,4%), mentre il West Texas Intermediate cala dell'1,40% a 94,88 dollari.

Media: "Attaccata raffineria di Asaluyeh nel sud"

Le raffinerie statali di Asaluyeh, nella provincia meridionale iraniana di Bushehr, sono state attaccate. Lo ha riferito l'agenzia Fars. Sono stati colpiti alcuni serbatoi e aree degli impianti che sono collegati con il campo offshore South Pars. I dipendenti sono stati trasferiti in luoghi sicuri, ha assicurato l'agenzia, e sono stati mobilitati i vigili del fuoco per spegnere l'incendio. Il mega-giacimento di South Pars/North Dome è la più grande riserva di gas conosciuta al mondo e dalla fine degli anni '90 fornisce circa il 70% del gas naturale consumato in Iran che condivide l'enorme riserva con il Qatar. Durante la guerra del giugno dello scorso anno, Israele aveva colpito gli impianti iraniani del giacimento.

Media: "Attaccati impianti iraniani di greggio e gas nel Golfo"

Secondo i media statali iraniani parte del giacimento di gas di South Pars e degli impianti di Asaluyeh sono stati colpiti da un attacco statunitense-israeliano. "Una parte degli impianti petroliferi e del gas di South Pars e di Asaluyeh è stata presa di mira dal nemico sionista-americano", ha riportato l'agenzia di stampa Mizan.

Media: "Giunta in India la petroliera salpata dagli Emirati"

La petroliera Jag Laadki, che batte bandiera indiana, ha raggiunto il porto indiano di Mundra dopo essere salpata nei giorni scorsi da Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, nonostante un attacco al terminal: lo scrive l'agenzia di stampa Pti citando "fonti nel settore navale". La petroliera trasporterebbe 80.886 tonnellate di greggio.    Secondo l'agenzia sono ora quattro le navi con bandiera indiana che hanno lasciato la zona dello Stretto di Hormuz, mentre erano 28 quelle presenti nello Stretto quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente.

Al-Sisi: "Dall'Oman sforzi di mediazione tra Usa e Iran"

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha affermato il sostegno dell'Egitto "per gli sforzi di mediazione intrapresi dal Sultanato dell'Oman tra la parte americana e quella iraniana", auspicando, con il sultano omanita Haitham bin Tariq, che il conflitto possa "cessare il prima possibile".     Durante un colloquio telefonico tra i due capi di Stato il presidente egiziano ha ribadito il suo sostegno agli Stati del Golfo e la condanna dell'aggressione iraniana, illustrando gli intensi contatti e le iniziative intraprese dall'Egitto a livello internazionale e regionale per allentare le tensioni e dare priorità alle soluzioni politiche e diplomatiche.     "I due leader - afferma una nota della presidenza diffusa dopo il colloquio - si sono impegnati a proseguire le consultazioni e il coordinamento per rafforzare gli sforzi volti a ridurre le tensioni e ripristinare la stabilità regionale". L'Egitto ha anche rilanciato l'esigenza "di rafforzare l'azione congiunta per superare le gravi sfide e gli sviluppi regionali e di attuare il concetto di sicurezza nazionale araba collettiva per salvaguardare la sicurezza, la stabilità e la sovranità degli Stati arabi". 

M.O., Conte: "Dobbiamo mettere in salvo militari italiani"

"E' evidente che quando uno scenario diventa incandescente; si incendia il Medio Oriente in modo cosi' irresponsabile, i nostri militari che sono un fiore all'occhiello per la nostra nazione, la nostra patria, vanno in difficolta' perche' erano li' per un altro tipo di missione, non per uno scenario di guerra. Quindi e' chiaro che dobbiamo metterli in salvo e dobbiamo garantire loro la massima sicurezza". Lo dice Giuseppe Conte, presidente del M5s, a Napoli.

Iran, Conte: "Governo aspetta decisioni Usa e si genuflette"

"Io l'ho detto dall'inizio, abbiamo un governo che purtroppo in politica estera aspetta le decisioni che arrivano da Washington e poi si genuflette o comunque non riesce a prendere la posizione chiara di condanna, in questo caso, contro degli attacchi unilaterali in violazione del diritto internazionale e non ci sono assolutamente gli estremi per fare una missione e lasciarsi coinvolgere nello stretto di Hormuz". Cosi' risponde ai giornalisti, sull'atteggiamento del governo rispetto al conflitto in Iran, Giuseppe Conte. "Ha fatto tutto Trump insieme a Netanyahu, la smettano assolutamente e riconoscano l'errore", sottolinea il leader del M5s, a Napoli per partecipare a un dibattito sul prossimo referendum costituzionale. "Cerchiamo di ristabilire un principio di cooperazione internazionale perche' altrimenti andiamo a un disordine con una escalation militare incontrollabile e - aggiunge - a pagarla sono sempre le famiglie e le imprese, che in questo momento, ad esempio in Italia, soffrono per il caro carburante".

Iran, media: "Arrestati 111 membri cellule monarchiche"

"Le forze del ministero dell'Intelligence hanno identificato e smantellato 111 cellule monarchiche in 26 province prima che potessero agire", ha si legge in un comunicato pubblicato dall'agenzia di stampa Fars. Le autorita' hanno inoltre arrestato 21 persone accusate di collaborazione con il canale televisivo Iran International con sede a Londra, classificato come organizzazione terroristica da Teheran dal 2022. Sono state anche sequestrate armi da fuoco, armi da lama, pistole stordenti e manganelli. Il ministero ha inoltre comunicato il fermo di quattro presunte spie legate agli Stati Uniti nella citta' di Hamedan e nella provincia occidentale dell'Azerbaigian occidentale.

Iran, media: "Colpiti impianti petroliferi iraniani di South Pars e Asaluyeh"

Un'ora fa sono stati presi di mira gli impianti petroliferi iraniani di  South Pars e Asaluyeh, nel sud del Paese. Lo ha riferito l'agenzia di  stampa Tasnim, che attribuisce la responsabilità dei raid a "un attacco  sionista-americano".

Iran, calciatrici nazionale rientrate in patria

Sono rientrate in Iran le giocatrici della nazionale di calcio femminile iraniana dopo la trasferta in Australia per la coppa d'Asia. A quanto riferito da giornalisti dell'Afp, le atlete hanno attraversato il confine con l'Iran dalla Turchia dove erano arrivate martedi' in volo dalla Malesia. Tra le calciatrici anche le quattro, tra cui la capitana della squadra Zahra Ghanbari, e un membro dello staff tecnico che avevano prima presentato poi ritirato una richiesta di asilo in Australia. Per rientrare in patria la squadra ha fatto un lungo viaggio. Mercoledi' scorso era giunta a Kuala Lumpur, in Malesia, dall'Australia e poi lunedi' si e' spostata in Oman e da li' a Istanbul. Ieri le ragazze sono atterrate a Igdir, nell'est della Turchia vicino al confine iraniano, e in bus hanno proseguito il viaggio via terra. La defezione di alcune atlete aveva scatenato dure reazioni in Iran, con accuse di tradimento della patria nel pieno della guerra. Da qui, e dalla paura forse di rappresaglia sulle famiglie, il passo indietro di quasi tutti. Solo due giocatrici sono rimaste in Australia. Il presidente del parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rassicurato i componenti della squadra. "Le calciatrici e lo staff tecnico sono figli prediletti di questa terra e di queste acque, e il popolo iraniano li accoglie a braccia aperte", ha scritto su X, "nonostante tutte le nefandezze dei nemici di questo Paese, le nostre figlie li hanno smascherati e non hanno ceduto alle seduzioni e alle intimidazioni degli anti-iraniani, e torneranno con orgoglio nella loro eterna patria, l'Iran".

Katz in una valutazione del bunker di Tel Aviv: "Oggi sorprese importanti"

In una dichiarazione dal quartier generale della Difesa a Tel Aviv, il  ministro Israel Katz, che ha incontrato nel bunker i vertici dell'Idf e  il capo capo dell'intelligence militare, ha affermato  che "nel corso  della giornata sono previste importanti sorprese su tutti i fronti, che  intensificheranno la guerra contro l'Iran e Hezbollah". "Siamo nel mezzo  della fase decisiva. Nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel  mirino".

Crosetto: "Su forza Onu a Hormuz sarebbero d'accordo anche Russia e Cina"

Sulla questione di Hormuz "diamo magari un po' di forza all'Onu. Rianimare l'Onu magari ci servirà a dargli più forza in Libano, dove ne abbiamo bisogno con Unifil, e anche in Ucraina, dove abbiamo bisogno di qualcosa di multilaterale che si sieda al tavolo e faccia finire anche quella guerra". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a L'Aria Che Tira, per il quale anche Russia e Cina potrebbero essere d'accordo all'ipotesi di una forza multilaterale Onu che garantisca la sicurezza dello stretto di Hormuz: "Su questo tema potrebbero trovarsi d'accordo tutti. La sicurezza di Hormuz è uno dei pochi temi su cui forse potrebbe esserci un accordo totale. Il Paese più colpito da ciò che accade in Iran è la Cina".

Libano, Idf: "Eliminato a Sidone funzionario Hamas raccolta fondi"

Le forze armate israeliane insieme a Shin Bet hanno annunciato di aver eliminato a Sidone un alto funzionario di Hamas, Wissam Mustafa Hussein Taha, responsabile della raccolta fondi in Libano. Secondo l'Idf, insieme ad altri aveva contribuito a raccogliere centinaia di milioni di dollari in tutto il mondo per Hamas. L'attacco e' avvenuto domenica ma ne e' stata data notizia solo oggi.

Libano, Aoun: "No incitamento settario, restiamo uniti"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha sottolineato l'importanza dell'"unita' libanese", esortando a "respingere l'incitamento settario". "Il discorso politico nel Paese deve essere nazionale e porre l'accento sull'unita' libanese, sulla solidarieta' e sul rifiuto della divisione, dell'incitamento settario e della discordia", ha affermato il capo di Stato, auspicando che questo spirito "si rifletta nei media e sui social network". Durante una riunione sulla sicurezza con alti ufficiali militari e della sicurezza, alla luce della crescente campagna militare di Israele contro Hezbollah in Libano, Aoun ha anche ribadito la necessita' di "istituire ulteriori centri di accoglienza per oltre un milione di persone sfollate con la forza dalle proprie citta' e villaggi" e di "monitorare i prezzi e contrastare la speculazione".

Iran, Trump: "Potremmo dare responsabilità Hormuz a chi lo usa"

Il presidente americano, Donald Trump, ha ipotizzato di dare la gestione dello stretto di Hormuz ai paesi che lo utilizzano. "Mi chiedo cosa accadrebbe se 'finissimo' cio' che resta dello Stato Terroristico iraniano e lasciassimo che i Paesi che lo usano - non oi - siano responsabili del cosiddetto 'Stretto'", ha scritto su Truth. "Questo darebbe una smossa ad alcuni dei nostri 'Alleati' non reattivi e velocemente!!!", ha aggiunto.

Ucciso nel raid a Beirut uno dei direttori della tv di Hezbollah

La tv di Hezbollah Al Manar ha fatto sapere che il direttore dei suoi programmi politici è stato ucciso insieme alla moglie oggi in un attacco israeliano nel centro di Beirut. L'emittente ha affermato in una nota che "il direttore dei programmi politici dell'emittente, Mohammad Sherri, e sua moglie" sono stati uccisi "nel raid sionista nella zona di Zuqaq al-Blat a Beirut". Secondo Al Manar, i suoi figli e nipoti sono rimasti feriti e ricoverati in ospedale in seguito all'attacco. Secondo media libanesi, il raid sui quartieri centrali di Zokak el Blat e  di Basta - con almeno 12 morti, secondo Beirut - sono avvenuti attorno  all'1:30 locali, mentre altri bombardamenti hanno colpito la periferia  sud della capitale.Le ambulanze sono state inviate nelle aree  bersagliate.I due quartieri del centro di Beirut erano già stati colpiti  il 12 marzo scorso dopo minacce israeliane contro edifici specifici.

Libano, bombardamenti israeliani a sostegno di tentativi dell'avanzata di terra

Raid aerei israeliani hanno colpito diverse località del Libano sud, mentre proseguono bombardamenti e tentativi di avanzata terrestre nell'area di Khiam. Lo riferiscono fonti locali ai media di Beirut.    Secondo le stesse fonti, attacchi aerei hanno preso di mira Jmaijme e Frun nel distretto di Bint Jbeil, Suwan e Khiam nel Marjeyoun, oltre a Wadi Zebqin nel distretto di Tiro. Un raid ha colpito anche Zefta, nel distretto di Nabatiye, con l'esplosione avvertita fino a Sidone, 40 km a sud di Beirut.    Nel settore orientale, l'artiglieria israeliana e colpi al fosforo hanno colpito i quartieri nord e ovest di Khiam, mentre le forze israeliane tentano di avanzare verso le aree centrali e settentrionali della località.    Bombardamenti sono stati segnalati anche sulle alture circostanti, tra cui Qlayle, Ebl Saqi e le aree attorno a Debbin, nel distretto di Marjeyoun, oltre alla collina di Ali Taher in quello di Nabatiye.

Mezzaluna Rossa denuncia "raid contro ambulanza"

Dall'Iran la Mezzaluna Rossa denuncia la distruzione di un'ambulanza durante un attacco aereo nel sud del Paese. L'episodio, secondo quanto riferito via Telegram, è avvenuto nella zona di Lar, nella provincia di Fars. Una foto mostra un mezzo quasi completamente distrutto.

"Un attacco aereo di Usa e Israele ha preso di mira un'ambulanza della Mezzaluna Rossa iraniana nell'area di Lar", si legge nel messaggio in cui viene rimarcato come i soccorritori fossero impegnati nell'assistenza ai feriti. Non è chiaro se ci siano vittime.

Aoun: "No incitamento settario, restiamo uniti"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha sottolineato l'importanza dell'"unità libanese", esortando a "respingere l'incitamento settario". "Il discorso politico nel Paese deve essere nazionale e porre l'accento sull'unità libanese, sulla solidarietà e sul rifiuto della divisione, dell'incitamento settario e della discordia", ha affermato il capo di Stato, auspicando che questo spirito "si rifletta nei media e sui social network". Durante una riunione sulla sicurezza con alti ufficiali militari e della sicurezza, alla luce della crescente campagna militare di Israele contro Hezbollah in Libano, Aoun ha anche ribadito la necessità di "istituire ulteriori centri di accoglienza per oltre un milione di persone sfollate con la forza dalle proprie città e villaggi" e di "monitorare i prezzi e contrastare la speculazione".

Media: "Esplosioni a Dubai"

Nuove esplosioni sono state udite a Dubai. Lo riportano diversi media regionali. Il ministero della Difesa emiratino ha reso noto di avere intercettato nella sola giornata di oggi 13 missili balistici e 27 droni.

Libano, presidente Aoun presiede una riunione di sicurezza

Il presidente della Repubblica libanese Joseph Aoun ha presieduto stamane a Baabda, a est di Beirut, una riunione di sicurezza dedicata all'esame della "situazione nel paese alla luce del persistere delle aggressioni israeliane e delle loro conseguenze". Lo riferisce una nota della presidenza. Secondo il comunicato, i vertici militari e di sicurezza hanno illustrato un quadro segnato dall'estensione delle operazioni israeliane dal sud alla Bekaa fino a Beirut e alla periferia sud, con un bilancio crescente di uccisi, feriti, sfollati e distruzioni di proprietà. Solo a Beirut nelle ultime ore sono state uccise 12 persone dai raid israeliani in pieno centro della capitale. Alla riunione di Baabda hanno partecipato, tra gli altri, i ministri della difesa e dell'interno, il comandante dell'esercito libanese e i responsabili delle principali agenzie di sicurezza e intelligence. Nel corso dell'incontro è stata esaminata anche la situazione al confine libano-siriano e il coordinamento in atto con le autorità della vicina Siria per "garantire la stabilità". I partecipanti hanno inoltre discusso della presenza dei siriani in Libano e delle misure adottate dalla Sicurezza generale per favorirne il rientro. Aoun ha sottolineato la "piena prontezza" delle forze armate e delle istituzioni di sicurezza, invitando a un discorso politico "improntato all'unità nazionale e al rifiuto delle divisioni comunitarie e delle provocazioni". Il capo dello Stato ha richiamato anche il ruolo dei media e dei social network nel "contenere tensioni". Il presidente ha chiesto a governatori, prefetti e municipalità di coordinarsi con le istituzioni di sicurezza per rafforzare la gestione dell'emergenza, in particolare garantendo nuovi centri di accoglienza per gli sfollati e monitorando prezzi e speculazioni sul mercato. 

Idf: "Stiamo per bombardare i ponti sul fiume Litani"

Il portavoce militare in lingua araba dell'Idf ha invitato i civili libanesi ad evacuare poichè che a breve saranno bombardati i ponti sul fiume Litani, nel sud del Paese. "A causa delle attività di Hezbollah e del movimento di terroristi nel Libano meridionale che si celano tra la popolazione civile, l'Idf è costretto a condurre attacchi mirati e su vasta scala contro le attività terroristiche per impedire il trasferimento di rinforzi e attrezzature da combattimento, le Forze di Difesa Israeliane intendono attaccare i valichi sul fiume Litani" nel pomeriggio. 

Emirati: "Oggi intercettati 13 missili e 27 droni"

La contraerea degli Emirati Arabi Uniti ha intercettato oggi 13 missili balistici e 27 droni. Lo ha riferito il ministero della Difesa su X. "Dall'inizio dei palesi attacchi iraniani, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 327 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.699 droni. Questi attacchi hanno provocato il martirio di 2 membri delle forze armate nell'adempimento del loro dovere nazionale, l'uccisione di 6 civili", si legge nella nota. 

Governo libanese: "Media non chiamino più Hezbollah 'resistenza islamica'"

Il ministro dell'Informazione libanese Paul Morcos ha disposto la rimozione dell'espressione "resistenza islamica" dai media statali, imponendo l'uso esclusivo della denominazione 'Hezbollah'. Lo riferisce una circolare diffusa dallo stesso ministero. La decisione, precisa la nota, si inserisce nell'attuazione delle deliberazioni del Consiglio dei ministri sul principio del monopolio delle armi da parte dello Stato. Fino a oggi, una direttiva in vigore nei media ufficiali prevedeva l'uso dell'espressione "resistenza islamica" per riferirsi al movimento sciita. Secondo fonti governative, la misura mira ad allineare il linguaggio istituzionale alla linea politica dell'esecutivo in una fase segnata da tensioni interne e dal conflitto con Israele. Il provvedimento arriva mentre nel paese prosegue il dibattito sul ruolo di Hezbollah e sulla necessità di ricondurre sotto l'autorità statale tutte le strutture armate. 

Crosetto: "Improbabile fine regime in Iran, mancano leader alternativi"

"La rivolta del popolo in Iran è difficile perché non esiste una leadership alternativa. C'è una volontà popolare di non subire, come succede da decenni, le uccisioni, le carceri, la mancanza di libertà di un regime vero e proprio, ma non c'è qualcuno che possa coalizzarlo perché il regime iraniano è molto forte. L'aspirazione di libertà è maggioritaria in Iran, ma la possibilità che questa divenga qualcosa che possa cambiare il regime a me non sembra così probabile". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a L'Aria Che Tira. 

Idf: "Ministro intelligence Iran ucciso in un attacco mirato a Teheran"

Il portavoce dell'Idf conferma l'uccisione del ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib in un attacco mirato dell'aviazione israeliana questa notte a Teheran. "Khatib era stato nominato ministro dell'Intelligence dalla Guida Suprema Ali Khamenei nel 2021. Nel suo ruolo, svolgeva un ruolo chiave nel sostenere la repressione interna e le attività terroristiche del regime attraverso la sorveglianza, lo spionaggio e l'esecuzione di operazioni segrete in tutto il mondo, in particolare contro lo Stato di Israele e contro gli stessi cittadini iraniani", riferisce il comunicato del portavoce.

Iran, Esercito: "Impiegate armi mai usate finora, continueremo così"

L'Iran afferma di utilizzare armamenti "mai impiegati prima d'ora". "In questa guerra abbiamo usato armamenti mai impiegati prima d'ora e ne utilizzeremo altri nei prossimi giorni", ha detto il portavoce dell'Esercito iraniano, Amir Akraminia, in dichiarazioni alla tv iraniana rilanciate dalla Cnn. 

Folla ai funerali Larijani e Soleimani a Teheran

Migliaia di persone hanno partecipato a Teheran i funerali del segretario del consiglio per la Sicurezza nazionale Ali Larijani, del comandante delle forze Basij Gholamreza Soleimani, morti nella notte tra lunedì e martedì in raid israeliani, e di 84 dei marinai della nave Dena uccisi in un bombardamento americano il 4 marzo. Diversi media iraniani hanno mostrato le immagini del corteo funebre partito da piazza della Rivoluzione, con le bare di Larijani, di suo figlio Morteza, del numero due del consiglio di Sicurezza Alireza Bayat, di Soleimani e dei militari.

Tel Aviv conferma uccisione ministro intelligence iraniano (2)

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato ufficialmente l'uccisione del ministro dell'Intelligence iraniano Ismail Khatib, avvenuta questa notte. "Nel corso della giornata sono previste importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l'Iran e Hezbollah", ha aggiunto in una dichiarazione dal quartiere generale della Difesa a Tel Aviv. "L'intensità degli attacchi in Iran sta aumentando: siamo nel mezzo della fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino". 

Iran, media: "Arrestati 111 membri cellule monarchiche"

Il ministero dell'Intelligence iraniano ha annunciato l'arrestati di 111 membri di cellule monarchiche. Lo riporta l'agenzia Tasnim.

Riad, stasera riunione ministri Esteri Paesi arabi e islamici

L'Arabia Saudita ospiterà questa sera a Riad i ministri degli Esteri di Paesi arabi e islamici per una riunione dedicata alla "sicurezza" nella regione. Lo conferma il ministero degli Esteri della monarchia del Golfo che su X parla di una "riunione ministeriale consultiva" con "l'obiettivo di ulteriori consultazioni e coordinamento sulle modalità per sostenere sicurezza e stabilità nella regione".

Siria, ambasciatore Usa nega pressing per intervento contro Hezbollah

L'ambasciatore Usa in Turchia e inviato speciale per la Siria, Tom Barrack, ha smentito la notizia che Washington starebbe facendo pressioni su Damasco affinché intervenga militarmente contro Hezbollah in Libano per aiutare a disarmarlo. "Le notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero incoraggiato la Siria a inviare truppe in Libano sono false e inaccurate", ha scritto Barrack su X. Secondo le voci girate ieri, il regime di Ahmad al-Sharaa vi si oppone per timore di essere trascinato in guerra e infiammare le tensioni settarie in Siria.

Iran: "Nonostante la guerra nessun disagio nell'amministrazione"

Il capo della Magistratura iraniana, Gholam Hossein Mohseni Ejei, ha affermato che nonostante il conflitto in corso con gli Stati Uniti e Israele e l'uccisione dei più importanti leader della Repubblica islamica, non si registrano interruzioni nell'amministrazione del Paese. "Il nemico riteneva che, imponendo la guerra, la stabilità del Paese sarebbe stata compromessa", ha affermato Ejei, come riferisce il sito della Magistratura iraniana 'Mizan' su X. "Nonostante il martirio di grandi figure del Paese, tra cui la Guida Suprema (Ali Khamenei) e i comandanti, non ci sono stati disagi nella determinazione del popolo né nell'amministrazione del Paese; al contrario, la motivazione, la resistenza e la fermezza sono aumentate", ha aggiunto il capo della Magistratura iraniana. 

Imo: "Circa 20.000 marinai su 3.200 navi bloccate nel Golfo"

Circa 20.000 marinai sono bloccati a bordo di 3.200 navi nel Golfo Persico, a ovest dello Stretto di Hormuz, a causa della guerra in Iran. Lo rende noto l'Organizzazione marittima internazionale (Imo). Il segretario generale dell'Imo, Arsenio Dominguez, ha sollecitato gli Stati di bandiera delle navi e i Paesi costieri a dare "priorità al sostegno dei marittimi in difficoltà" e "incoraggiato il loro rimpatrio, ove possibile". 

Katz: "In giornata grandi sorprese, siamo in fase decisiva"

"Nel corso della giornata sono previste importanti sorprese in tutti gli ambiti''. Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz affermando, in una riunione con i vertici della sicurezza, che ''stiamo intensificando la guerra che stiamo conducendo contro l'Iran e Hezbollah". 

Katz ha aggiunto che "l'intensità degli attacchi in Iran sta aumentando: siamo nel mezzo della fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino".

Opposizione Iran: "Ci sono nel Paese forze interne capaci di insurrezione"

"Il regime iraniano è incapace di riformarsi. L'unica soluzione è il cambiamento di regime da parte del popolo iraniano e della resistenza organizzata. Esistono forze indigene radicate nella società iraniana, capaci di un'insurrezione che può portare finalmente alla caduta del regime. Esiste oggi in Iran una forza capace e organizzata, in grado di affrontare il regime". Lo ha detto Mohammad Mohaddesin, presidente del comitato affari esteri del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri), parlando alla stampa a Bruxelles. 

Opposizione iraniana: "Vertice Ue scelga di espellere i diplomatici di Teheran"

"Domani ci sarà il vertice Ue. La resistenza iraniana non chiede soldi o truppe, ma la fine della politica di appeasement, una politica che è stata una linea di sostegno per il regime. Il tempo è arrivato perché l'Ue riconosca il governo provvisorio guidato da Maryam Rajavi, chiuda le ambasciate iraniane nell'Ue, espella i diplomatici che sono agenti e mercenari del regime e persegua i leader delle repressioni". Lo ha detto Mohammad Mohaddesin, presidente del comitato affari esteri del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Ncri), parlando alla stampa a Bruxelles. "Chiedere soltanto la pace significa accettare il regime attuale. Gli iraniani vogliono un cambio di regime: solo questo può portare libertà all'Iran e prevenire altre guerre. Solo chiedendo con chiarezza un cambiamento di potere la posizione dell'Ue può essere completa", ha aggiunto. 

Riunione straordinaria oggi dell'Imo sulla situazione di Hormuz

L'Organizzazione marittima internazionale (Imo) terrà oggi e domani a Londra una riunione d'emergenza per discutere della situazione dello Stretto di Hormuz. La riunione potrebbe portare domani al voto da parte dei Paesi membri di una risoluzione sulla sicurezza delle migliaia di marinai bloccati a bordo delle navi nello Stretto, i loro approvvigionamenti o la necessità di evacuarli. 

Katz: "Importanti novità, escalation contro Iran ed Hezbollah"

"Nel corso della giornata, sono attese importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l'Iran e Hezbollah in Libano". Lo ha dichiarato il ministero della Difesa israeliano, Israel Katz. "L'intensità degli attacchi in Iran sta aumentando", ha sottolineato.

Forum italiano export: "Da crisi Hormuz rischio shock per esportazioni Italia"

Le dinamiche innescate dalla crisi dello stretto di Hormuz ''rischiano di incidere in modo significativo sulla competitività del made in Italy, in particolare per le filiere agroalimentari'' con un effetto ''shock per l'export italiano''. Lo afferma il Forum italiano dell'export in una nota. ''Il tavolo rappresenta il primo passaggio operativo volto ad affrontare in modo strutturato le ricadute economiche della crisi''. Il rischio di un impatto sistemico sull’export italiano è concreto e riguarda migliaia di imprese'', avverte il presidente, Lorenzo Zurino. 

Tel Aviv conferma uccisione ministro intelligence iraniano

Il ministro della Difesa israeliano afferma che il ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è stato ucciso. 

Katz: "Eliminato ministro Intelligence Khatib"

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato l'uccisione del ministro dell'Intelligence iraniano Esmail Khatib. "Il Primo Ministro ed io abbiamo autorizzato le forze armate a eliminare qualsiasi alto funzionario iraniano una volta che il cerchio si sia stretto attorno a lui, senza bisogno di ulteriore approvazione", ha riferito. Questa modifica nelle procedure era già emersa ieri in occasione dell'uccisione di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani.

Araghchi: "Il sistema in Iran è solido, non dipende da un singolo individuo"

"Non capisco perché gli americani e gli israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica islamica dell'Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate" che non si basa "su un singolo individuo". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera dopo la morte del segretario del Consiglio supremo della sicurezza iraniano, Ali Larijani. "Certo, gli individui hanno influenza e ognuno svolge il proprio ruolo - alcuni meglio, altri peggio, altri ancora meno - ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran sia una struttura molto solida", ha insistito sottolineando come, anche dopo la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso il primo giorno di raid israelo-americani il 28 febbraio, "il sistema sia rimasto in piedi". "Se qualcun altro dovesse morire da martire, sarebbe la stessa cosa. Se il ministro degli Esteri dovesse mai morire da martire, alla fine ci sarebbe qualcun altro pronto a ricoprire l'incarico", ha concluso riferendosi a se stesso.

Cremlino: "Condanniamo le azioni volte ad assassinare i leader iraniani"

Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov ha dichiarato che il Cremlino condanna fermamente i tentativi di danneggiare e persino assassinare la leadership dell'Iran, così come quella di altri Paesi. "Condanniamo fermamente le azioni volte a nuocere alla salute, o addirittura a uccidere e assassinare, i leader dell'Iran sovrano e indipendente, così come quelli di altri Paesi", ha detto in un briefing citato dall'agenzia Interfax. In precedenza la presidente del Consiglio della Federazione Valentina Matviyenko, e il presidente della Duma di Stato Vjachelsav Volodin, avevano espresso le condoglianze per la morte del segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani.

Libano, tv Hezbollah: "Uno dei direttori ucciso in raid Idf"

L'emittente televisiva Al Manar, di Hezbollah, ha annunciato che "il direttore dei programmi politici, Mohammad Sherri" è stato ucciso insieme alla moglie in un attacco israeliano nella zona di Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, nella notte. I figli e nipoti sono rimasti feriti e ricoverati in ospedale in seguito all'attacco, ha aggiunto la tv.

Starmer: "Serve accordo negoziato per gestire minaccia"

Servirrà ''un accordo negoziato'' che possa ''contenere la minaccia iraniana'' una volta che ''cesseranno i combattimenti'' che ''hanno indebolito le capacità militari del regime iraniano''. Lo ha scritto il primo ministro britannico Keir Starmer in un post su Substack. "Ora è chiaro che l'operazione statunitense ha indebolito enormemente le capacità militari dell'abominevole regime iraniano, ma la domanda è: cosa succederà dopo?", si è chiesto Stermar.

"Quando cesseranno i combattimenti, avremo bisogno di un qualche tipo di accordo negoziato per contenere la minaccia rappresentata dall'Iran, per limitare la sua capacità di ricostruire il programma nucleare, di rappresentare una minaccia missilistica balistica, di armare le sue milizie per procura e di limitare la minaccia che può rappresentare per la navigazione internazionale'', ha sottolineato il premier britannico.

Crosetto: "Siamo tutti vulnerabili, difesa molto più complessa"

"Tutti siamo vulnerabili. Noi creiamo le condizioni perché questa vulnerabilità tenda allo zero, cosa impossibile come dimostrarono le guerre a cui abbiamo vissuto, ma ad esempio gli ucraini riescono ancora oggi, dopo quattro anni di guerra, a fermare il 90% degli attacchi". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervistato dal direttore di Sky Tg24, Fabio Vitale nel corso della trasmissione Start condotta da Giovanna Pancheri.

"Le guerre a cui stiamo assistendo sono diverse a quelle a cui si pensava tre, quattro, cinque, sei anni fa - spiega - i droni hanno cambiato totalmente gli scenari, per cui c'è un adeguamento anche della dottrina delle varie forze armate perché  è molto più complessa la difesa e non è che i nuovi scenari cambiano i vecchi, si aggiungono ai vecchi, per cui i sistemi di protezione e monitoraggio di cui si ha bisogno aumentano e diventano tecnologicamente sempre più avanzati". 

Media Teheran: "Colpiti 100 obbiettivi a Tel Aviv"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno colpito più di 100 obiettivi nella città israeliana di Tel Aviv "in rappresaglia per l'uccisione di Ali Larijani". Lo riferisce il Tehran Times.

Virale il video dell'attacco Idf a Beirut: "Quella demolita era casa mia"

Un missile piomba dal cielo e colpisce alla base un alto edificio che collassa su se stesso crollando completamente in una enorme nuvola di fumo e detriti: è il video che in queste ore circola diffusamente sui social e che viene messo in relazione con l'attacco israeliano nel quartiere di Bashoura, nel centro di Beirut, questa mattina presto. Il filmato, girato dal piano stradale a poche decine di metri dallo stabile, è stato diffuso tra gli altri da Bilal Kaafarani, professore di chimica dell'Università Americana di Beirut: "Ho volutamente evitato di pubblicare contenuti sui social media per un po' di tempo - scrive -. Utilizzo tutte le mie piattaforme social per promuovere l'istruzione e realizzare i sogni dei giovani. Raramente pubblico qualcosa che riguardi la famiglia o la politica. Stamattina, Israele ha demolito l'edificio in cui ho un appartamento. Ci sono voluti 22 anni del mio lavoro e 20 anni del lavoro di mia moglie per poterlo acquistare. Questa follia deve finire". In un fermo immagine dallo stesso video, il professore evidenzia sulla facciata del palazzo quello che presumibilmente era il suo appartamento. "Sono un cittadino statunitense e un chirurgo che si è preso cura delle vittime dell'attentato alla maratona di Boston del 2013 - scrive sui social Haytham Kaafarani, professore di Chirurgia ad Harvard (non è chiaro se parente dell'altro utente) -. Ho pagato per 7 anni un piccolo appartamento in centro a Beirut affinché i miei 3 figli potessero trascorrervi le estati. Oggi, Israele ha ridotto in macerie la casa dei miei sogni, con armi americane pagate con le mie tasse". Oltre a quello postato da Kaafarani, è possibile vedere su internet diversi altri video che testimoniano l'attacco da differenti punti di vista. "Siamo stati svegliati di soprassalto intorno alle 5 di questa mattina dal rumore dell'esplosione - riferisce ad esempio un cronista della Bbc -. Non ci troviamo nella cosiddetta roccaforte di Hezbollah nella parte meridionale di Beirut, ma nel centro della città, circondato da negozi e hotel, a poca distanza da dove alloggiamo. Un edificio è ora ridotto a un cumulo di macerie. Era stato preso di mira diverse volte nei giorni scorsi, ma stamattina è stato completamente demolito". 

Libano, 2 morti in raid Idf su Sidone

E' di due morti e un ferito il bilancio di un raid aereo condotto dall'aeronautica israeliana su Sidone, vicino alla moschea di Al-Zaitari, nel sud del Libano. Lo afferma il ministero della Salute libanese spiegado che tra le vittime c'è anche un paramedico.

Il Papa ai cristiani del Medio Oriente: "Siate strumenti di pace"

"Il cristiano è chiamato ad essere strumento di pace, amore e riconciliazione, affinché la vera pace possa prevalere tra tutti i popoli". Lo ha detto il Papa nell'udienza generale salutando "i fedeli di lingua araba, in particolare quelli provenienti dal Medio Oriente". "Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!", ha aggiunto Leone XIV. 

Crosetto: "Teheran più organizzata rispetto guerra giugno"

"Mi auguro che la guerra in Iran finisca presto. Il problema quando si iniziano le guerre, è che gli attori sono diversi e quindi bisogna che finisca da tutte le parti". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto intervistato da Sky Tg24. "L'obiettivo degli americani e degli israeliani è quello di togliere qualunque capacita' di proiezione esterna degli attacchi da parte dell'Iran. Probabilmente hanno trovato più difficoltà di quelle immaginate all'inizio perché c'è una nuova organizzazione dell'Iran rispetto alla guerra dei 12 giorni - ha aggiunto -. L'impatto di questa guerra oltre i confini dell'Iran, sta avvenendo su tutte le economie mondiali. Devo essere ottimista quasi per ruolo, perché altrimenti, piangerei tutte le mattine visto i tre anni e mezzo che sto vivendo da quando sono qua".

Crosetto: "Iran e Usa hanno trovato più difficoltà di quelle immaginate"

"L'obiettivo degli americani e degli israeliani è quello di togliere qualunque capacità di proiezione esterna degli attacchi da parte dell'Iran. Probabilmente hanno trovato più difficoltà di quelle immaginate all'inizio, perché c'è una nuova organizzazione dell'Iran rispetto a quella che c'era stata nella guerra dei dodici giorni, ma vedremo. L'ottimismo di Trump dice che a brevissimo finirà, anche perché l'impatto di questa guerra oltre i confini dell'Iran sta avvenendo su tutta l'economia mondiale". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a SkyTg24, che rispondendo a una domanda aggiunge: "Devo essere ottimista quasi per ruolo, perché altrimenti piangerei tutte le mattine, visto i tre anni e mezzo che sto vivendo da quando sono qua". 

Turchia: "La Nato schiera Patriot nel sud"

Il ministero della Difesa di Ankara ha dichiarato che la Nato sta schierando una nuova batteria di missili Patriot presso la base aerea di Incirlik, nel sud della Turchia, pochi giorni dopo l'abbattimento di un terzo missile balistico iraniano diretto verso lo spazio aereo turco.

"Un altro sistema Patriot è in fase di dispiegamento, in aggiunta al sistema Patriot spagnolo già presente nella base", ha dichiarato un funzionario del ministero della Difesa ai giornalisti presso la base aerea turca, situata alla periferia della città meridionale di Adana.

Palestinesi in attesa a Rafah ma il valico è ancora chiuso

Il valico di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza è rimasto chiuso questa mattina nonostante l'annuncio israeliano di una apertura parziale per consentire un centinaio di passaggi da una parte all'altra. Lo riferisce una fonte della sicurezza egiziana precisando che decine di palestinesi rimasti bloccati in Egitto si sono radunati davanti alla frontiera in attesa di poter passare. Le autorità israeliane avevano chiesto una lista di persone da autorizzare al passaggio con 48 ore di anticipo, lista che sarebbe stata approvata, dice la fonte, prevedendo il ritorno nella Striscia di 50 persone e l'arrivo in Egitto di un numero compreso tra 50 e 100 persone tra feriti e malati e loro accompagnatori, diretti agli ospedali egiziani. Tuttavia, le autorità israeliane non hanno ancora aperto il valico di Rafah. E' attivo, invece, quello di Kerem SHalom dal quale è transitato questa mattina - fa sapere la Mezzaluna egiziana - un convoglio di 159 veicoli con circa 2.500 tonnellate di aiuti umanitari e carburante, benzina, gasolio e gas da cucina. 

Israele: "Stanotte colpiti 34 luoghi da missili Iran ed Hezbollah"

Nella notte le squadre di soccorso israeliane sono intervenute in 34 luoghi in tutto il Paese colpiti da missili iraniani e di Hezbollah, tra i quali otto di grave entità. Tra i luoghi colpiti c'è l'edificio a Ramat Gan, dove una bomba a grappolo ha ucciso una coppia di anziani, la stazione ferroviaria centrale Savidor di Tel Aviv, un'abitazione a Karmiel, nel nord di Israele, dove una persona è rimasta ferita, l'incendio di un magazzino a Mishmar Hashiva, nell'Israele centrale, e un incendio di sterpaglie vicino a Gerusalemme.

Libano, Mahdi Sahely suona il violoncello tra le macerie di Beirut. Video

Il violoncellista libanese ha scelto di utilizzare la musica come strumento di resistenza suonando tra le rovine di Dahieh, sobborgo di Beirut colpito dai raid. "La musica suona una melodia di speranza", ha scritto Sahely su Instagram

Libano, Mahdi Sahely suona il violoncello tra le macerie a Beirut

Libano, Mahdi Sahely suona il violoncello tra le macerie a Beirut

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Idf, ucciso a Gaza comandante di Hamas

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver ucciso a Gaza un comandante di Hamas che lavorava al "progetto missilistico di precisione" del gruppo militante palestinese. Nell'attacco, avvenuto ieri, è stato colpito a morte Yahya Abu Labda, un comandante del dipartimento di approvvigionamento e logistica dell'ala militare di Hamas.

Iran, nuova ondata di attacchi Usa-Israele

Israele e Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi in diverse aree del paese, inclusa la capitale Teheran. Colpiti obbiettivi nella provincia di Lorestan e nella cittaà di Hamedan, entrambe nell'ovest dell'Iran, così come nella provincia di Fars a sud. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, "sette persone sono state uccise e 56 ferite in un attacco sionista americano in zone residenziali della città di Dorud" nella provincia di Lorestan.

Allarme missili dall'Iran a Tel Aviv e nel centro di Israele

Nuovo allarme per un lancio di missili dall'Iran a Tel Aviv e nel centro di Israele. 

Iran, esercito: "Presto useremo armi più moderne"

L'Iran si prepara a utilizzare armi più moderne nella guerra contro Israele e Stati Uniti. Lo ha annunciato un portavoce dell'esercito citato dall'agenzia fars. "Useremo armi più moderne", ha detto.

Teheran: "Dopo la guerra nuovo ordine regionale senza Usa"

Una volta finita la guerra, gli Stati Uniti saranno spariti dal Medio Oriente. Ad assicurarlo è stato il portavoce dell'esercito, a quanto riporta la Fars. "Dopo la guerra, avremo un nuovo ordine regionale, ovviamente senza la presenza degli Stati Uniti. L'ordine regionale basato sulla presenza americana è crollato perché gran parte delle sue infrastrutture sono state distrutte", ha detto in un'intervista televisiva, "e anche i paesi arabi lo hanno capito".

Libano, Idf ammette fuoco contro caschi blu ghanesi Unifil

Le forze armate israeliane hanno ammesso che il 6 marzo un carro armato ha sparato colpi contro una base dell'Unifil nel sud del Libano, ferendo alcuni soldati ghanesi. L'Idf ha dichiarato a Reuters che le truppe hanno aperto il fuoco in risposta a un attacco missilistico anticarro da parte di Hezbollah, che aveva ferito due soldati. "Un'indagine approfondita, conclusasi nei giorni scorsi, ha stabilito che i colpi che hanno raggiunto il personale dell'Unifil sono stati sparati per errore da soldati dell'esercito israeliano, che hanno scambiato i caschi blu per la fonte del fuoco anticarro avvenuto pochi istanti prima", ha affermato l'Idf.

Libano, ministro: "12 morti e 41 feriti in raid Idf su Beirut"

I raid aerei israeliani in quartieri densamente popolati nel cuore di Beirut hanno causato 12 morti e 41 feriti. E' il bilancio annunciato dal ministero della Salute libanese.

Idf, colpito a Beirut il braccio finanziario di Hezbollah

L'Idf rende noto di aver colpito la scorsa notte a Beirut strutture dell'associazione 'Al-Quard al-Hasan', il braccio finanziario di Hezbollah. L'organizzazione viene utilizzata per finanziare il rafforzamento militare, sostenere i pagamenti ai miliziani e promuovere attività terroristiche. L'Aeronautica militare israeliana e la Marina hanno inoltre preso di mira centri di comando della divisione 'Imam Hussein' nel sud del Libano. La Marina ha anche colpito militanti di Hezbollah a Beirut. Prima degli attacchi, dichiara l'Idf, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili, tra cui l'uso di avvisi preventivi, munizioni di precisione e sorveglianza aerea. 

Francia: "Libano non può disarmare Hezbollah sotto le bombe"

"Israele non è riuscito a disarmare Hezbollah, non può aspettarsi che il governo libanese ci riesca in tre giorni sotto le bombe". Lo ha affermato l'inviato speciale francese in Libano, Jean-Yves Le Drian, ripreso da L'Orient le Jour, sottolineando che "l'unica soluzione per porre fine al conflitto in Libano risiede nel negoziato".

Libano, 12 i morti nei raid israeliani nel centro di Beirut

E' salito a 12 morti e 41 feriti il bilancio dei raid israeliani su quartieri densamente popolati nel centro di Beirut. Lo rende noto il ministero della Sanità libanese. 

Pasdaran: "Stanotte varrà la pena guardare i cieli nemici"

Il comandante della forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, ha minacciato massicci attacchi contro obbiettivi nemici dopo il tramonto. "Stanotte varrà la pena di osservare il cielo del nemico", ha detto a quanto riferisce il Tehran Times.

Idf: "Hezbollah ha cercato ieri di lanciare un ampio attacco"

Secondo le stime dell'Idf, ieri Hezbollah ha tentato di lanciare un bombardamento di circa 100 razzi contro Israele e ne ha effettivamente lanciati 40 tra missili a corto raggio, droni e mortai, in buona parte intercettati dai sistemi di difesa che hanno così sventato l'ampio attacco. L'aviazione ha attaccato decine di stazioni di servizio di Hezbollah nelle zone meridionali di Litani e Tiro la scorsa notte danneggiando l'organizzazione finanziariamente e limitandone la mobilità. Hezbollah possiede ancora migliaia di razzi a corto raggio e tenta di lanciare in media circa 150 al giorno. Tuttavia, circa il 60% dei suoi lanci non oltrepassa il confine e i razzi cadono in territorio libanese. Secondo l'Idf, Hezbollah dispone ormai principalmente di razzi a corto raggio: i lanciatori mobili sono stati dislocati all'interno delle case nei villaggi. Questo metodo rende più difficile per l'esercito attaccare i lanciatori. 

Di Maio a Riad: "Piena solidarietà Ue, l'Iran fermi gli attacchi"

L'inviato speciale dell'Ue per il Golfo Luigi Di Maio ha incontrato a Riad il viceministro degli Esteri saudita Waleed Elkhereiji, "per esprimere la piena solidarietà dell'Ue al Regno e al suo popolo". "L'escalation militare regionale e gli attacchi iraniani contro il Regno e i Paesi del Golfo devono cessare", ha riferito Di Maio su X dopo l'incontro, evidenziando anche la necessità di "ripristinare la libertà di navigazione". 

Centcom: "Colpiti siti missilistici vicino Stretto di Hormuz con bombe perforanti"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato in un comunicato che le forze armate statunitensi hanno colpito siti missilistici iraniani vicino allo Stretto di Hormuz con bombe anti-bunker da 2.270 chilogrammi, aggiungendo che gli attacchi hanno avuto successo. "I missili da crociera antinave iraniani posizionati in queste aree rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello stretto", ha dichiarato il Centcom in un comunicato.

Tajani: "Noi sempre leali con Usa ma questa guerra non è affare Nato"

"Noi siamo sempre stati leali con gli Usa, ma questa guerra non coinvolge un'area di competenza della Nato. Noi continuiamo a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso. La Marina italiana garantirà il passaggio delle navi con Aspides, e con Atlanta per proteggerle dai pirati. Siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo, e la Turchia deve essere protetta dalla Nato. Ma non siamo in guerra". Lo ha detto ad Agorà su Rai3 il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Per lo Stretto di Hormuz serve una soluzione con le Nazioni Unite - ha aggiunto - Non vedo altra possibilità. Non possiamo infilarci in una guerra, e andare a Hormuz significherebbe proprio questo". Tajani ha spiegato che non la riterrebbe "una mossa giusta neanche dal punto di vista militare", perché significherebbe "andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi" da quelli dell'Iran, perché "le fregate hanno armi limitate per reagire". Rispetto all'uccisione dei leader iraniani da parte di Usa e Israele, Tajani ha detto che i due alleati stanno infliggendo "colpi durissimi" a Teheran: "C'è nell'Iran una rete antiregime che dà informazioni sensibili a Usa e Israele. Il Paese vive delle difficoltà ma ha ancora armi e droni" e per concludere la guerra "ci vorranno settimane, e non pochi giorni". Adesso, per il ministro, "l'Iran dovrebbe decidere di non proseguire col percorso nucleare a far capire che Hormuz non può essere strozzato. Non può fare il 'gendarme negativo' del petrolio" anche perché "col corridoio Imec si troverà un percorso via terra".

Tajani: "La guerra non si concluderà in pochi giorni"

L'Iran "vive certamente un momento di difficoltà ma ha ancora armi, missili e droni per continuare a combattere per qualche settimana, quindi secondo me non è una guerra che si conclude nel giro di pochi giorni". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agorà, guardando agli sviluppi dopo l'uccisione ieri di Ali Larijani e Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij.

Araghchi: "Serve nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz"

"Dopo la guerra, dobbiamo sviluppare un nuovo protocollo per lo Stretto di Hormuz che garantisca il passaggio sicuro in determinate condizioni". Lo ha detto ad al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, spiegando che "non stiamo cercando un cessate il fuoco perché non vogliamo che questo scenario si ripeta. Vogliamo una fine completa e definitiva della guerra su tutti i fronti: in Libano, Yemen, Iraq, Iran e altri paesi della regione". Riguardo alla Guida Suprema Mojtaba Khamenei, ha affermato: "È in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali".

Media Libano: "Attacco mirato dell'Idf su un'auto in pieno centro a Sidone"

Le forze israeliane hanno lanciato stamani un attacco mirato contro un'auto in pieno centro di Sidone, la principale città del sud del Libano. Lo riporta l'agenzia ufficiale libanese Ani. Il raid è avvenuto vicino a un centro della Difesa civile e al lungomare, dove si trovano sfollati che dormono nelle loro macchine, ha aggiunto l'Afp sul posto. 

Tajani: "No a missione Hormuz, le fregate hanno armi limitate"

"Noi non possiamo infilarci in una guerra perché andare ad Hormuz significa infilarsi in una guerra. E oltretutto, andare a fare una battaglia marina con strumenti diversi, perché gli iraniani hanno tantissimi droni, missili e poi le navi... Le fregate che andrebbero lì hanno armi limitate per reagire, quindi dopo sarebbero vittime di un attacco. Quindi anche da un punto di vista militare non mi pare la mossa" giusta. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani ad Agorà su RaiTre, in merito alla missione navale ad Hormuz promossa dagli Stati Uniti.

Ghalibaf: "Accogliamo calciatrici a braccia aperte"

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha assicurato che le giocatrici della nazionale di calcio sono le benvenute in patria. "Le calciatrici della nazionale e lo staff tecnico sono le figlie predilette di questa terra e di queste acque, e il popolo iraniano le accoglie a braccia aperte", ha scritto su X. "Nonostante tutte le nefandezze dei nemici di questo Paese, le nostre figlie li hanno smascherati e non hanno ceduto alle seduzioni e alle intimidazioni degli anti-iraniani, e torneranno con orgoglio nella loro eterna patria, l'Iran", ha sottolineato. Alcune atlete avevano chiesto asilo all'Australia, ma avevano poi fatto marcia indietro.

Idf, ucciso a Gaza comandante dell'unità missili di Hamas

L'Idf riferisce di aver ucciso ieri a Gaza il comandante di Hamas, Yahya Abu Labda, che lavorava al "progetto missilistico di precisione" del gruppo terroristico. Secondo l'esercito, Abu Labda era responsabile "dell'approvvigionamento e del trasporto di equipaggiamento e armi militari" per l'ala militare di Hamas. "Abu Labda ha guidato e agevolato il trasferimento di decine di tonnellate di materie prime per la produzione di razzi e componenti elettronici avanzati a sostegno dell'attività di Hamas", afferma l'Idf. 

Teheran: "Larijani un filosofo. Sua morte rafforza coesione"

Ali Larijani è stato un leader della rivoluzione e la sua uccisione non farà che rafforzare la coesione nazionale. Ad assicurarlo è stato il ministero degli Affari esteri iraniano, in una lunga nota di condoglianze per la morte del segretario del consiglio di Sicurezza nazionale, del figlio, Morteza Larijani, del suo numero due Alireza Bayat e di alcune loro guardie del corpo. "La Guida Suprema della Rivoluzione Islamica si congratula e porge le sue condoglianze al nobile popolo iraniano e alla stimata famiglia Larijani", si legge, "il martire Larijani è stato un filosofo, un profondo pensatore politico, amico del patriota Yar Amin, leader martire della Rivoluzione Islamica e servitore della nazione iraniana, e ha dedicato la sua vita benedetta alla salvaguardia della sovranità nazionale, dell'indipendenza e del progresso dell'Iran islamico". Ora "questi atti terroristici non solo mineranno la ferrea volontà della nazione iraniana di difendere la sicurezza e gli interessi nazionali, ma rafforzeranno anche la coesione nazionale e quella dei funzionari della Repubblica islamica dell'Iran nella difesa dell'intero Paese", si assicura.

Tajani: "Leali con Usa ma guerra Iran non è competenza Nato"

"Siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, ma questa guerra (con l'Iran) non coinvolge un'area di interesse della Nato o di competenza della Nato". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani partecipando ad Agora' su RaiTre, all'indomani delle parole del presidente Usa, Donald Trump, su una missione a Hormuz. "Noi rimaniamo invece a presidiare la libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella lotta antipirateria nell'area più orientale" e "siamo a difesa di Cipro perché è un Paese europeo che è stato attaccato e quindi guardiamo anche con attenzione alla Turchia che deve essere protetta dalla Nato", ha aggiunto il titolare della Farnesina. "Però non siamo in guerra, nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra, gli americani con gli israeliani hanno attaccato senza dire nulla e noi abbiamo condannato la reazione dell'Iran".

Media: "Preso di mira nella notte ministro intelligence dell'Iran a Beirut"

L'Idf ha preso di mira questa notte a Beirut Ismail Khatib, ministro dell'intelligence della Repubblica Islamica e il comandante della milizia 'Imam Hussein'. Lo riferiscono i media israeliani. Khatib ha ricoperto l'incarico sia nel governo di Ebrahim Raisi sia in quello di Pezeshkian. Fonti israeliane hanno riferito: "Attendiamo i risultati dell'attacco, sembra promettente". 

Ap: "Circa 90 navi hanno passato Hormuz dall'inizio della guerra"

Circa 90 navi, tra cui petroliere, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dall'inizio della guerra con l'Iran, e il canale continua a esportare milioni di barili di petrolio nonostante la chiusura di fatto della via navigabile, secondo quanto riportato da piattaforme di dati marittimi e commerciali. E' quanto scrive la Ap, sul suo sito. Molte delle navi che hanno attraversato lo stretto erano cosiddette 'nascoste', utilizzate per eludere le sanzioni e la supervisione dei governi occidentali, e probabilmente legate all'Iran, secondo quanto affermato dalla società di dati marittimi Lloyd's List Intelligence. Più recentemente, anche navi con legami con l'India e il Pakistan sono riuscite ad attraversare lo stretto, in seguito all'intensificarsi dei negoziati tra i rispettivi governi. Circa 20 navi sono state attaccate nella zona. Tuttavia, secondo le stime della piattaforma di analisi e dati commerciali Kpler, l'Iran è comunque riuscito a esportare ben oltre 16 milioni di barili di petrolio dall'inizio di marzo. A causa delle sanzioni occidentali e dei rischi associati, la Cina è stata il principale acquirente di petrolio iraniano. Almeno 89 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz tra l'1 e il 15 marzo, tra cui 16 petroliere, secondo Lloyd's List Intelligence, rispetto ai circa 100-135 transiti giornalieri precedenti la guerra. Si ritiene che oltre un quinto delle 89 navi fosse affiliato all'Iran, mentre tra le restanti figuravano navi cinesi e greche. Anche altre navi sono riuscite a transitare. È possibile che le navi transitino "con almeno un certo livello di intervento diplomatico", ha affermato Richard Meade, caporedattore di Lloyd's List. Pertanto, l'Iran potrebbe aver "di fatto creato un corridoio sicuro" con alcune navi che passano vicino alla costa iraniana. 

Pasdaran: "Controlliamo valichi nella provincia Kurdistan"

I Guardiani della Rivoluzione islamica hanno affermato di avere il controllo dei valichi di frontiera nella provincia del Kurdistan. "Non permetteremo che la provincia diventi un rifugio sicuro per elementi ostili", hanno dichiarato, secondo quanto riferito da Al Jazeera.

Media: "Eliminato ministro dell'Intelligence in raid Israele"

Israele ha condotto un raid aereo in Iran con l'obiettivo di eliminare il ministro dell'Intelligence iraniano Esmaeil Khatib durante la notte. Lo scrive il sito di Ynet. Secondo Iran International, testata dell'opposizione iraniana con sede a Londra, il raid è andato a buon fine e il ministro è stato ucciso.

Idf ordina evacuazione a sud del fiume Zahrani nel Libano meridionale

L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani nel sud del Libano. "Le attività terroristiche di Hezbollah stanno costringendo l'Idf ad agire con forza in quella zona, e non ha intenzione di farti del male", avverte il portavoce militare su X, insistendo che "chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita". 

Media Israele: "Raid contro Khatib, sembra esito positivo"

Una fonte israeliana ripresa da Channel 12 ha confermato che Israele ha tentato di eliminare stanotte il ministro dell'Intelligence iraniano Esmail Khatib. "Aspettiamo i risultati dell'attacco, ma sembra buono".

Araghchi: "Pronti ad ascoltare proposte di pace con risarcimenti per danni a Paese"

"Molti Paesi amici hanno avanzato idee ed espresso la loro disponibilità a svolgere un ruolo per arrivare alla pace. Se c'è una proposta per porre fine alla guerra che incontra le nostre condizioni, e se ci sarà un risarcimento dei danni all'Iran, la ascolteremo certamente", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una intervista ad al Jazeera, precisando che Teheran continua a non essere disposta ad accettare un cessate il fuoco. 

Media: "Ministro intelligence Khatib è obiettivo dei raid dell'Idf"

Il ministro dell'Intelligence iraniano Esmail Khatib era l'obiettivo degli attacchi israeliani di stanotte su Teheran. Lo ha rivelato Iran International, precisando che non sono disponibili al momento informazioni sulla sua sorte.

Crosetto: "Non si può cedere a ricatto su Hormuz, Italia lavorerà per coinvolgere Onu"

"Non si può cedere al ricatto iraniano su Hormuz. Ma i volenterosi non bastano: l’Italia lavorerà per coinvolgere l’Onu". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto al direttore del Foglio, Claudio Cerasa: “Il nostro paese non ha alcuna intenzione di disimpegnarsi dalla difesa del diritto di passaggio a Hormuz, perché da quel tratto di mare passa una parte decisiva della nostra sicurezza, della nostra economia. Non solo gli interessi italiani o europei ma di tutto l’Indo-Pacifico e, per l’effetto domino sui prezzi dell’energia, di tutto il mondo. Non si può lasciare che la stabilità della regione dipenda dal ricatto del regime iraniano. La risposta non può però essere solitaria e episodica o parziale - continua - deve essere larga, credibile, condivisa, coinvolgendo il maggior numero possibile di paesi del mondo. Questa cosa non può essere fatta all’interno di un’ennesima coalizione di volenterosi magari solo occidentali. Va fatta dentro una cornice di legittimazione internazionale che ridia centralità al ruolo delle Nazioni Unite e passi attraverso una decisione unanime del Consiglio di sicurezza. Più ampia è la coalizione, minore è il potere di intimidazione di chiunque e più velocemente si risolverà la crisi in atto".

Usa a Tokyo: "Energia sicura all'Asia se salta lo Stretto di Hormuz"

Gli Stati Uniti si propongono come garante della sicurezza energetica nell'area dell'Indo-Pacifico, offrendo forniture "affidabili" nel contesto di una crisi mediorientale che ha di fatto bloccato il transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato a Tokyo il segretario all'Interno Usa Doug Burgum, intervenendo nei giorni scorsi a un forum che ha riunito leader politici e aziende energetiche di 17 Paesi della regione, organizzato prima dell'esplosione del conflitto, lo scorso 28 febbraio. La politica di "dominio energetico" dell'amministrazione Trump, ha spiegato Burgum, mira ad assicurare prosperità interna e capacità di vendita ai Paesi alleati, garantendo flussi "sicuri e non soggetti a interruzioni da regimi terroristici". Oltre agli idrocarburi, al centro del vertice si è discusso della diversificazione nelle materie prime critiche, tra cui litio e cobalto, fondamentali per il settore della difesa, nel tentativo di ridurre la dipendenza dalla Cina. Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, i Paesi partecipanti, tra cui Giappone, Corea del Sud e Thailandia, potrebbero annunciare accordi commerciali con Washington per almeno 30 miliardi di dollari. Nello specifico il Giappone, quarta economia mondiale e dipendente al 95% dal greggio in Medio Oriente, ha siglato un memorandum con gli Stati Uniti per il co-finanziamento di infrastrutture strategiche nei mercati emergenti, e ha confermato investimenti per 550 miliardi di dollari negli Usa entro il 2029, in cambio di dazi agevolati nella campagna protezionistica di Trump. 

Libano, nuovo avviso evacuazione sud: raid Idf su Sidone e Bekaa

L'esercito israeliano ha nuovamente emesso un avviso di evacuazione per l'intera area a sud del fiume Zahrani, nel Libano meridionale. "I raid continuano e l'esercito sta conducendo operazioni su larga scala nella regione. Per la vostra sicurezza, vi esortiamo ancora una volta ad evacuare le vostre case e a dirigervi immediatamente a nord del fiume", ha scritto su X Avichay Adraee, portavoce in lingua araba. Come riferisce l'Orient le Jour, sempre nel sud del Paese dei Cedri, un drone israeliano ha colpito un'auto a Sidone, ferendo gravemente l'uomo alla guida e un membro della Protezione Civile che si trovava vicino al luogo dell'attacco. L'Idf ha anche condotto raid aerei su Sohmor e alla periferia di Yohmor, nella valle della Bekaa, nell'est del Libano.

Media iraniani: "Arrestati 75 terroristi monarchici e dissidenti"

L'agenzia iraniana Fars, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, ha riportato l'arresto di 75 persone "associate a gruppi terroristici, all'Mko", ovvero il gruppo dissidente Mojahedin del Popolo Iraniano, "ai monarchici e alle reti ostili". In un messaggio su X, Fars ha dichiarato che tra gli arrestati ci sono "individui che hanno insultato e dato fuoco alle immagini del leader martirizzato" Ali Khamenei, "alcuni provocatori attivi nel cyberspazio e membri di gruppi di hacker connessi a Starlink", la compagnia per l'accesso a internet satellitare di Elon Musk. 

Oggi i funerali di Larijani e Soleimani a Teheran

Si terranno oggi a Teheran i funerali del segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, di suo figlio Morteza e del capo della milizia paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani, uccisi ieri in raid aerei israeliani. Lo riporta l'emittente Al Mayadeen.

Araghchi: "Dottrina nucleare non cambierà molto"

La dottrina nucleare dell'Iran non cambierà in modo significativo dopo la guerra sferrata da Iran e Israele, anche se bisogna ancora conoscere la posizione della nuova Guida suprema in merito. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ad Al Jazeera. L'ex Guida suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei ucciso in un raid il 28 febbraio scorso, si oppose allo sviluppo di armi di distruzione di massa con una fatwa, o editto religioso.

Araghchi: "Mojtaba Khamenei ferite lievi, ha controllo"

La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei "è in perfetta salute e la situazione è sotto controllo. Ha riportato solo ferite superficiali". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera. Da quando è stato eletto, Mojtaba Khamenei non si è ancora mai presentato in video né ha fatto sentire la sua voce, alimentando speculazioni sulla sua salute dopo essere rimasto ferito nel raid che ha ucciso il padre Ali il primo giorno della guerra di Usa e Israele contro l'Iran.

Araghchi: "Regime solido, morte Larijani non destabilizza"

L'uccisione di Ali Larijani, il potente segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, da parte di Israele non infliggerà un colpo fatale alla Repubblica islamica. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera. "Non capisco perché americani e israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica Islamica dell'Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate", ha dichiarato Araghchi. "La presenza o l'assenza di un singolo individuo non intacca questa struttura. Certo, gli individui sono influenti e ognuno svolge il proprio ruolo ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran e' una struttura molto solida", ha sottolineato il capo della diplomazia iraniana.

Iran, udite quattro esplosioni a Erbil

Quattro esplosioni sono state udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo hanno riferito giornalisti sul posto. 

Patto Iraq-Kurdistan, riparte export petrolio via Turchia

L'Iraq ha annunciato di aver ripreso le esportazioni limitate di petrolio, pari a 250 mila barili al giorno, attraverso il porto turco di Ceyhan, dopo il crollo della produzione nazionale dovuto alle interruzioni nello Stretto di Hormuz. La compagnia petrolifera statale North Oil Company ha dichiarato di aver "avviato l'attività della stazione di pompaggio di Sarlo per riprendere l'estrazione e l'esportazione del petrolio di Kirkuk verso il porto di Ceyhan con una capacità iniziale di 250.000 barili al giorno". L'Iraq ha ripreso le esportazioni di petrolio dai suoi giacimenti nella provincia settentrionale di Kirkuk "dopo un periodo di interruzione che ha rappresentato una sfida significativa per il settore petrolifero", in accordo con la Regione autonoma del Kurdistan, attraverso la quale passa l'oleodotto che porta al porto turco di Ceyhan. L'Iraq si è adoperato per trovare una soluzione per esportare il suo petrolio e erano in corso da tempo negoziati con il Kurdistan iracheno per consentirne il trasporto attraverso la regione autonoma. Le autorità curde avevano richiesto diverse misure in cambio, prima di acconsentire al passaggio del petrolio attraverso l'oleodotto della regione. Il Ministero delle Risorse Naturali del Kurdistan ha dichiarato che la stazione petrolifera di Sarlo ha iniziato a operare alle 6:30 (04:30 ora italiana) per consentire le esportazioni attraverso l'oleodotto della regione del Kurdistan verso il porto di Ceyhan. Il ministro del petrolio iracheno Hayan Abdel Ghani ha dichiarato che il suo Paese è in contatto con l'Iran per cercare di organizzare il passaggio di alcune petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz. 

Fidan visita la regione per discutere su come porre fine alla guerra

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan si recherà oggi a Riad per partecipare a "un incontro sui recenti sviluppi nella regione" ospitato dall'Arabia Saudita. Lo riferisce il ministero degli Esteri di Ankara, mentre ieri Fidan aveva annunciato che avrebbe iniziato oggi un tour nei Paesi della regione per discutere di possibili misure per porre fine al conflitto in Medio Oriente. "Il nostro obiettivo è lo stesso: una geografia in cui ognuno viva entro i propri confini in sicurezza e sovranità, in cui i palestinesi abbiano il proprio Stato e in cui l'Iran, gli arabi e tutti possano vivere in pace, stabilità e sicurezza", ha detto il ministro degli Esteri turco, come riferisce Anadolu. 

Riad, abbattuto drone diretto verso quartiere diplomatico

Il ministero della Difesa saudita ha riferito che è stato abbattuto un altro drone mentre "tentava di avvicinarsi al quartiere delle ambasciate". Nelle ultime ore, le forze di Riad hanno distrutto diversi droni, oltre a un missile balistico, i cui detriti sono caduti vicino alla base aerea del Principe Sultan ad Al Kharj, senza tuttavia causare danni.

Media: "Sauditi abbattono drone diretto sul quartiere delle ambasciate"

Il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha dichiarato, in un comunicato diffuso su X, di aver abbattuto un drone diretto verso il quartiere delle ambasciate. La notizia è riportata da diversi media internazionali. Inoltre, scrive in particolare la Bbc, questa mattina giungono notizie di esplosioni a Dubai e Baghdad mentre l'Iran riprende i suoi attacchi contro gli stati del Golfo. 

Wall Street Journal: "Stati Golfo vogliono che Usa indeboliscano regime prima di porre fine a guerra"

Colpiti dagli attacchi iraniani e dalla perturbazione dello Stretto di Hormuz, gli Emirati Arabi Uniti e alcuni altri Stati del Golfo Persico considerano adesso la teocrazia iraniana un nemico esistenziale e vogliono che il regime che un tempo corteggiavano venga neutralizzato, se non smantellato, al termine del conflitto, affinché tale calvario non si ripeta mai più. Lo scrive il Wall Street Journal, sottolineando che gli Emirati Arabi Uniti hanno subito il peso maggiore degli attacchi iraniani : più di 2.000 droni e missili sono stati lanciati contro il Paese da quando Stati Uniti e Israele hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.

Secondo il governo di Abu Dhabi, oltre l'80% degli attacchi era diretto contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi, raffinerie, aeroporti, porti, hotel e centri dati, causando la morte di sei civili e il ferimento di altri 157. Tutti e sei gli Stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo si sono finora astenuti dal reagire apertamente, limitandosi all'autodifesa. “Non si tratta di uno scambio militare. Si tratta di un attacco a una nazione pacifica, una nazione che ha lavorato con impegno e dedizione per la diplomazia”, ha dichiarato in un'intervista Sultan al-Jaber, Ministro dell'Industria e delle Tecnologie Avanzate degli Emirati Arabi Uniti. "Qualsiasi soluzione politica a lungo termine deve affrontare l'intero spettro delle minacce, compreso il programma nucleare iraniano, le capacità missilistiche balistiche e la rete di gruppi armati regionali", ha aggiunto Jaber, che è anche amministratore delegato del colosso petrolifero iraniano ADNOC.

Nuovo attacco israeliano nel centro di Beirut

Un nuovo attacco israeliano ha colpito il quartiere di Zuqaq al-Blat, nel centro di Beirut, secondo quanto riportato dai media statali. Si tratta del secondo attacco in quest'area densamente popolata dalle prime ore del mattino, senza alcun preavviso. Un'esplosione è stata udita in tutta la capitale e la diretta televisiva dell'Afptv ha mostrato colonne di fumo levarsi dalla zona. Un edificio a Bashoura, sempre nel centro di Beirut, era stato colpito in precedenza, dopo un avvertimento israeliano. 

Araghchi: "Il sistema politico iraniano è solido, nonostante uccisione alti funzionari"

L'uccisione di alti funzionari non rappresenterà una battuta d'arresto per il governo iraniano. Lo ha detto in un'intervista ad Al Jazeera, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha confermato che il capo della sicurezza Ali Larijani è stato ucciso in un attacco aereo israeliano. "Non capisco perché gli americani e gli israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica islamica dell'Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate", ha affermato Araghchi. "La presenza o l'assenza di un singolo individuo non influisce su questa struttura", ha aggiunto. “Certo, gli individui hanno influenza e ognuno svolge il proprio ruolo – alcuni meglio, altri peggio, altri ancora meno – ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran sia una struttura molto solida".

Attacco missilistico contro Israele, morta coppia 70enni

Una coppia israeliana di 70enni è rimasta uccisa nella notte durante un attacco missilistico iraniano. Secondo quanto riferito dalla polizia, bombe a grappolo hanno colpito l'edificio residenziale in cui vivevano a Ramat Gan, una città appena fuori Tel Aviv. Le bombe "hanno fatto crollare il tetto su una coppia di anziani che si trovava nella loro stanza. Sfortunatamente, questa coppia non si era rifugiata nella stanza sicura quando è suonato l'allarme", ha riferito il portavoce delle forze dell'ordine, Dean Elsdunne. Il bilancio in Israele della guerra contro la Repubblica islamica cresce così a 14 morti.

Beirut: "4 persone uccise in attacchi Idf in Libano"

Almeno quattro persone sono rimaste uccise in un attacco israeliano che ha preso di mira quattro case nella città di Sahmar, nella valle della Bekaa, in Libano. Secondo il Ministero della Salute, gli attacchi israeliani in Libano hanno causato la morte di 912 persone e il ferimento di altre 2.221 a partire dal 2 marzo. La Protezione Civile libanese afferma che 11 dei suoi membri sono rimasti feriti in un attacco israeliano alla città di Nabatieh. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani sul Libano hanno causato oltre un milione di sfollati, di cui più di 130.000 ospitate in centri di accoglienza ufficiali.

Iran, giustiziato un uomo accusato di spionaggio per Israele

Un uomo condannato in Iran per spionaggio a favore di Israele è stato giustiziato oggi, secondo quanto annunciato dalle autorità giudiziarie del Paese. "La condanna a morte di una spia al servizio del regime sionista, che ha fornito immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese agli agenti del Mossad, è stata eseguita questa mattina", ha riportato Mizan Online, sito web affiliato alla magistratura iraniana. Secondo Mizan, Kourosh Keyvani era stato arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. Il sito web ha descritto dettagliatamente gli incontri del sospettato con agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano, e ha affermato che aveva ricevuto addestramento in "sei paesi europei e a Tel Aviv". Si tratta della prima esecuzione annunciata dall'Iran dall'inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti il ;;28 febbraio. 

Idf: "Colpito quartier generale Pasdaran a Teheran"

L'aviazione israeliana ha colpito ieri diversi quartier generali militari iraniani a Teheran durante una serie di attacchi, secondo quanto riferito dai militari. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, tra gli obiettivi figuravano il quartier generale di un'unità di sicurezza del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, "responsabile della gestione delle proteste"; un centro di manutenzione delle forze di sicurezza interne; e un quartier generale delle forze missilistiche balistiche iraniane.

L'esercito afferma di aver colpito anche diversi sistemi di difesa aerea iraniani durante l'ondata di attacchi, "per ampliare la superiorità aerea dell'aeronautica militare sui cieli iraniani". Intanto i sistemi di difesa aerea israeliani hanno intercettato un attacco missilistico proveniente dall'Iran. Al momento non si segnalano vittime.

Riunione a Riad ministri Esteri Paesi arabi e islamici

L'Arabia Saudita ospiterà stasera una "riunione consultiva dei ministri degli Esteri di diversi Paesi arabi e islamici, con l'obiettivo di approfondire la consultazione e il coordinamento sulle modalità di sostegno alla sicurezza e alla stabilità della regione". Lo ha annunciato Riad.

L'Azerbaigian invia 82 tonnellate di aiuti umanitari in Iran

A seguito di una conversazione telefonica avvenuta l'8 marzo tra i presidenti azerbaigiano e iraniano, Ilham Aliyev e Masoud Pezeshkian, e in vista della festività persiana di Nowruz, cinque camion oggi saranno inviati dall'Azerbaigian in Iran per consegnare alla popolazione 82 tonnellate di aiuti umanitari. E' quanto riportato dall'agenzia di stampa azerbaigiana Report. 

Iran, giustiziato un uomo accusato di spionaggio per Israele

Un uomo condannato in Iran per spionaggio a favore di Israele è stato giustiziato oggi, secondo quanto annunciato dalle autorità giudiziarie del Paese. "La condanna a morte di una spia al servizio del regime sionista, che ha fornito immagini e informazioni su siti sensibili nel Paese agli agenti del Mossad, è stata eseguita questa mattina", ha riportato Mizan Online, sito web affiliato alla magistratura iraniana. Secondo Mizan, Kourosh Keyvani era stato arrestato durante la guerra di 12 giorni tra Iran e Israele a giugno, nella quale gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari iraniani. Il sito web ha descritto dettagliatamente gli incontri del sospettato con agenti del Mossad, il servizio segreto israeliano, e ha affermato che aveva ricevuto addestramento in "sei paesi europei e a Tel Aviv". Si tratta della prima esecuzione annunciata dall'Iran dall'inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti il 28 febbraio. 

Due feriti gravi, stazione devastata a Tel Aviv in attacco dall'Iran

Due persone sono rimaste gravemente ferite alla periferia di Tel Aviv e la stazione ferroviaria di Savidor devastata dall'ultimo lancio di missili dall'Iran. Frammenti di missile sono caduti nel cortile di una scuola a Gerusalemme. Lo riferiscono i soccorritori. 

Teheran e Mosca denunciano un attacco vicino alla centrale nucleare iraniana di Bushehr

Teheran e Mosca affermano che un attacco ha colpito ieri una zona vicino alla centrale nucleare iraniana di Bushehr, sul Golfo Persico, senza causare rilascio di materiale atomico né feriti. L'amministratore delegato dell'azienda di energia nucleare russa Rosatom, Alexey Likhachev, ha dichiarato - citato dall'agenzia di stampa Tass - che "un attacco ha colpito l'area adiacente all'edificio del servizio di metrologia situato presso il sito della centrale nucleare di Bushehr, in prossimità dell'unità di potenza in funzione. Non ci sono state vittime tra il personale Rosatom. La situazione radioattiva del sito è normale". L'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran (Oeai) ha da parte sua rilasciato una dichiarazione in cui afferma che "non si sono verificati danni economici, tecnici o umani e nessuna parte dell'impianto è stata danneggiata". 

Arabia Saudita e Kuwait attaccati da droni e razzi

Razzi e droni hanno preso di mira stanotte i territori dell'Arabia Saudita e del Kuwait, hanno annunciato le autorità dei due stati del Golfo nel diciannovesimo giorno del conflitto in Medio Oriente. In Arabia un portavoce del Ministero della Difesa ha scritto che l'esercito ha distrutto sei droni nella parte orientale del Paese. "Le difese aeree del Kuwait stanno intercettando attacchi missilistici e con droni ostili", ha dichiarato da parte sua l'esercito dell'emirato.

Nuovo attacco contro l'ambasciata Usa a Baghdad

Un attacco con drone ha preso di mira stanotte l'ambasciata statunitense a Baghdad, secondo quanto riferito da una fonte della sicurezza e da testimoni. "Un drone ha colpito direttamente l'ambasciata", ha dichiarato la fonte di sicurezza senza specificare se ci siano stati danni. Un secondo funzionario ha aggiunto che il drone è caduto "vicino alla recinzione di sicurezza dell'ambasciata". L'attacco avviene poche ore dopo un altro attacco con droni e razzi contro l'ambasciata Usa nella capitale irachena. 

Usa chiedono alle ambasciate nel mondo di rivedere le procedure di sicurezza

Il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a tutte le sedi diplomatiche Usa nel mondo di avviare "immediatamente" valutazioni di sicurezza di emergenza, citando "la situazione in corso e in evoluzione in Medio Oriente e il rischio di ripercussioni", secondo un cablogramma inviato martedì e visionato dal Washington Post. Sebbene ordini simili siano stati inviati alle sedi diplomatiche in Medio Oriente nelle scorse settimane, l'ordine di martedì, firmato dal segretario di Stato americano Marco Rubio, rappresenta la prima volta che alle ambasciate viene chiesto di rivedere le proprie misure di sicurezza a causa della guerra con l'Iran.

Libano, 6 morti e 24 feriti negli ultimi raid aerei israeliani su Beirut

Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che due raid israeliani sul centro di Beirut avvenuti nelle prime ore di oggi hanno ucciso almeno sei persone e ne hanno ferite altre 24, precisando che il bilancio è preliminare. "Sul luogo sono stati recuperati anche resti umani e le loro identità saranno determinate tramite test del dna", si legge nella dichiarazione del dicastero. 

Iran minaccia vendetta per la morte di Larijani: "Attaccare Israele"

Il capo dell'esercito iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato oggi che la morte del capo della sicurezza della Repubblica islamica Ali Larijani sarà "vendicata", secondo quanto riportato dai media di Teheran. "Il sangue puro" di Larijani "e degli altri amati martiri sarà vendicato", ha affermato Hatami in una dichiarazione pubblicata dall'agenzia di stampa Tasnim. Da parte sua il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato in un comunicato che gli attacchi che hanno colpito stanotte Tel Aviv causando almeno due morti sono stati lanciati "per vendicare" Larijani e gli altri funzionari uccisi ieri negli attacchi contro l'Iran.

Qatar intercetta attacco missilistico, esplosioni sentite a Doha

Il Ministero della Difesa del Qatar ha annunciato stamattina di aver intercettato un attacco missilistico, dopo che testimoni hanno udito delle esplosioni nella capitale Doha. "Le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto contro lo Stato del Qatar", ha dichiarato il dicastero in un comunicato diffuso poco dopo le detonazioni.

Giappone, larga maggioranza contraria a intervento Usa in Iran

Una ampia maggioranza dell'opinione pubblica giapponese si dichiara contraria all'intervento militare statunitense in Iran, aumentando la pressione sul governo della premier Sanae Takaichi, chiamato a definire una posizione ufficiale sul conflitto in Medio Oriente. Secondo un sondaggio nazionale condotto nel fine settimana dal quotidiano liberale Asahi Shimbun su oltre 1.100 elettori, l'82% degli intervistati si è detto contrario all'attacco congiunto Usa-Israele contro Teheran, mentre soltanto il 9% lo approva. Il dato rappresenta un aumento significativo dell'opposizione rispetto al marzo 2003, quando il 59% degli intervistati si era opposto all'invasione dell'Iraq. Nonostante le critiche internazionali, la premier Takaichi ha finora evitato giudizi legali sull'operazione, dichiarando di voler "astenersi da valutazioni giuridiche".

Missile iraniano cade vicino al quartier generale militare australiano negli Emirati

Un missile iraniano è caduto vicino al quartier generale militare dell'Australia in Medio Oriente situato negli Emirati Arabi Uniti, ha annunciato il primo ministro australiano Anthony Albanese aggiungendo che non si sono registrati feriti. "Nelle prime ore di mercoledì un proiettile iraniano è atterrato" vicino alla base di Al Minhad "che l'Australia mantiene negli Emirati", ha detto Albanese ai giornalisti. "Posso confermare che nessun australiano è rimasto ferito e che tutti sono perfettamente al sicuro", ha aggiunto il premier.

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