Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran, truppe Israele in Libano. Detriti razzi su base italiana Unifil di Shama

©Ansa

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver iniziato "operazioni terrestri limitate e mirate" contro Hezbollah nel sud del Libano. Detriti di razzi intercettati sono caduti nella base Unifil di Shama, nel sud del Libano. "Abbiamo colpito più di 7.000 obiettivi in tutto l'Iran", ha detto Trump. Teheran avverte che non avrà "nessuna clemenza per gli affiliati Usa e Israele". Meloni: “Intervenire a Hormuz sarebbe un passo verso il coinvolgimento”

in evidenza

Trump minaccia un futuro "molto negativo" per la Nato se gli alleati non aiuteranno a riaprire lo stretto di Hormuz inviando navi ma l'Europa si sfila. No di Londra e Berlino che rifiutano di farsi trascinare in guerra, l'Ue non cambia la missione Aspides, Roma si allinea: "Intervenire a Hormuz sarebbe un passo verso il coinvolgimento", dice Meloni. Ira del tycoon ("nel bisogno non ci sono mai, lo dico da anni") che però non molla: "Diversi leader hanno offerto il loro aiuto, almeno 7 Paesi sono pronti, credo che Macron lo farà". Bessent afferma che gli Usa stanno consentendo a petroliere iraniane di passare lo stretto per rifornire il resto del mondo, le borse respirano. Voci sulla Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei a Mosca per curarsi, no comment del Cremlino. Israele annuncia l'inizio di "operazioni di terra mirate" contro Hezbollah in Libano. Roma e altri 4 Paesi del G7: "No a un'offensiva massiccia". Detriti di un razzo sulla base italiana Unifil a Shama: un militare assistito per un dolore a un occhio ma nessun ferito. Drone su un hotel a Baghdad dove alloggiavano anche soldati italiani, nessuno coinvolto.

Approfondimenti:

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Continua a seguire gli aggiornamenti sul nuovo liveblog di Sky TG24 del 17 marzo

Baghdad condanna gli attacchi che 'minano la sicurezza e la stabilità'

L'Iraq ha condannato una serie di "attacchi terroristici" che hanno preso di mira un hotel di Baghdad, l'ambasciata statunitense e un importante giacimento petrolifero nel sud del Paese, definendoli una minaccia alla "sicurezza e alla stabilità" dell'Iraq. Il primo ministro Mohammed Shia al-Sudani ha ordinato alle forze di sicurezza di "rintracciare e arrestare gli autori di questi atti e di consegnarli immediatamente alla giustizia affinché ricevano la punizione che meritano", secondo una dichiarazione del suo portavoce, Sabah al-Numan. "Questi atti criminali hanno gravi ripercussioni per il nostro Paese e minano gli sforzi del governo per la ricostruzione e la prosperità", si legge nella dichiarazione.

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Consiglio Affari Esteri Ue, Tajani: "Favorevoli a rafforzare Aspides, ma è complesso"

A Bruxelles riunione sull'escalation in Medio Oriente, ma si parla anche di Ucraina e delle relazioni Ue-India. Presente anche il ministro degli Esteri, che avrà incontri bilaterali con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e alcuni suoi omologhi europei. Kallas: "Lo stretto di Hormuz è fuori dal raggio d'azione della Nato".

Consiglio Affari Esteri Ue, Tajani: 'Favorevoli a rafforzare Aspides'

Consiglio Affari Esteri Ue, Tajani: 'Favorevoli a rafforzare Aspides'

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Arabia Saudita, intercettati e neutralizzati 21 droni sulla Provincia Orientale

Il ministero della Difesa saudita ha annunciato che le sue forze hanno intercettato e neutralizzato 21 droni nella Provincia Orientale nelle ultime tre ore. Lo riporta Al Jazeera. 

Che consenso ha Trump negli Usa dopo l'inizio della guerra in Iran?

Il tasso di approvazione del presidente Usa, già al minimo, non dà segnali di miglioramento. Gli americani sono preoccupati dalla gestione economica e conseguentemente anche dalle ricadute del conflitto in Medio Oriente. E i sondaggi potrebbero essere ancora più inclementi nelle settimane a venire.

Che consenso ha Trump negli Usa dopo l'inizio della guerra in Iran?

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Trump: "Parlato di guerra in Iran con un ex presidente Usa, avrebbe voluto farla lui"

Donald Trump ha parlato dell'operazione in Iran con un ex presidente americano. Lo ha detto il tycoon senza specificare chi fosse l'ex presidente. Ha risposto con un secco no a chi gli chiedeva se fosse stato George W. Bush e ha glissato quando gli è stato chiesto se si trattasse di Bill Clinton. "Non voglio dirlo", ha tagliato corto Trump. "E' qualcuno a cui piaccio. Mi ha detto che avrebbe voluto farlo lui", ha aggiunto. 

Trump: "La guerra finirà presto"

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, afferma che l'attuale guerra con l'Iran era necessaria per impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare. "Se credete che l'Iran non debba avere un'arma nucleare, che non debba averla, allora dovete assolutamente apprezzare cio' che ho fatto", ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale. Trump sostiene che l'Iran avrebbe usato un'arma nucleare prima contro Israele e poi contro il resto del Medio Oriente se gli Usa non avessero colpito i siti nucleari della Repubblica islamica l'anno scorso.

Araghchi smentisce Axios: "Ultimo contatto con Witkoff prima della guerra"

"Il mio ultimo contatto con il signor Witkoff risale a prima che il suo datore di lavoro decidesse di stroncare la diplomazia con un altro attacco militare illegale contro l'Iran. Qualsiasi affermazione contraria sembra mirata unicamente a ingannare i commercianti di petrolio e l'opinione pubblica". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi smentendo quanto riportato da Axios che, citando fonti americane, aveva riferito che un canale di comunicazione diretto fra Witkoff e Araghchi era stato riattivato negli ultimi giorni.

Drone su hotel Baghdad, militari italiani in sicurezza

Nella tarda serata - informa il ministero della Difesa - un drone ha colpito a Baghdad un hotel dove alloggiava anche personale italiano, che è attualmente in sicurezza e non è stato coinvolto nell'esplosione. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è  immediatamente messo in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze, per avere aggiornamenti sulle condizioni del personale, che - si fa sapere ancora - e' attualmente al riparo nei bunker. 

Netanyahu invia gli auguri agli iraniani per le festività del Nowruz

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha inviato oggi gli auguri agli iraniani per le imminenti festività del Nowruz, che segnano il capodanno persiano, mentre il suo Paese continua la guerra contro l'Iran. "Al coraggioso popolo iraniano, auguro, come faccio ogni anno, un felice periodo di festività, a cominciare dalla Festa delle Luci", ha detto Netanyahu, riferendosi al Chaharshanbe Suri, un'antica festa iraniana della luce e del fuoco. "Simboleggia l'antica convinzione del popolo iraniano che la luce trionferà sulle tenebre, che il bene trionferà sul male", ha detto in inglese, con sottotitoli in farsi. 

Hezbollah: "Presi di mira soldati israeliani nel sud del Libano"

Il movimento filo-iraniano Hezbollah ha annunciato oggi di aver nuovamente preso di mira soldati israeliani a Khiam, il primo attacco rivendicato in questa città del Libano meridionale da quando Israele ha annunciato "operazioni di terra limitate". In una dichiarazione, Hezbollah ha affermato di aver "preso di mira un gruppo di soldati dell'esercito nemico israeliano a Khiam (...) con una raffica di razzi", senza specificare se ci siano state vittime. 

Vance: "La guerra in Iran? Ho fiducia in Trump, porterà a termine il lavoro"

"Ho fiducia nel presidente Trump, porterà a termine il lavoro". Così JD Vance risponde a chi gli chiedeva se fosse d'accordo in pieno con la guerra in Iran. Secondo indiscrezioni, il vicepresidente è nella cerchia dei consiglieri che aveva suggerito al presidente di non attaccare. Vance ha quindi accusato il giornalista che gli ha posto la domanda di cercare di creare una spaccatura fra lui e Trump. 

Iran, come funziona il missile Sejjil: “danzante” e a lunga gittata

Il potente missile balistico è tra i più temuti dell'arsenale iraniano ed è stato sganciato il 15 marzo contro Israele. Grazie alla sua capacità di manovra ad alta quota è soprannominato "missile danzante". Ed è particolarmente pericoloso perché sa eludere i  sistemi di difesa missilistica nemici, anche il precisissimo Iron Dome israeliano.

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Trump: "Cina e Giappone dovrebbero aiutarci su Hormuz"

Al momento pochi Paesi si sono detti disposti ad aiutare gli Stati Uniti per la riapertura dello stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in conferenza stampa. "Ciò che mi sorprende è che non siano ansiosi di aiutare", ha affermato, sostenendo che le nazioni che dipendono fortemente dallo Stretto per il petrolio, come Cina e Giappone, ma anche la Corea del Sud, "dovrebbero ringraziarci".

Trump: "Presto i nomi di paesi di chi ci aiuterà a riaprire Hormuz"

Il presidente Usa Donald Trump ha detto che annuncerà "presto" i nomi dei paesi che hanno accettato di aiutare gli Stati Uniti a riaprire lo Stretto di Hormuz, pur riconoscendo che molti alleati hanno finora respinto le sue proposte. "Ce ne sono un paio, annunceremo presto alcuni nomi", ha detto dallo Studio Ovale. "Alcuni si sono fatti avanti fin da subito."

Kuwait, arrestate 16 persone affiliate a Hezbollah: pianificavano sabotaggio

Il Kuwait ha annunciato l'arresto di 16 persone - 14 kuwaitiani e due libanesi - affiliate al movimento libanese Hezbollah, che avevano pianificato un'operazione di "sabotaggio" nello stato del Golfo. Questo gruppo "mirava a destabilizzare la sicurezza del Paese e a reclutare individui per unirsi all'organizzazione terroristica", coinvolta nella guerra in corso in Medio Oriente, ha dichiarato il ministero dell'Interno in un comunicato. Sono state sequestrate diverse armi, droni con telecamere e dispositivi di comunicazione in codice Morse, ha aggiunto. 

Trump: "Ho chiesto alla Cina di far slittare il mio viaggio di un mese"

"Non so sul viaggio a Pechino. Mi piacerebbe andare in Cina ma sento di dover essere qui perché c'è la guerra. Potrei ritardare il viaggio di un po': abbiamo richiesto uno slittamento di un mese". Lo ha detto Donald Trump. Il presidente dovrebbe andare in Cina in aprile.

200 militari Usa feriti da inizio guerra, 10 in modo grave

Sono circa 200 i militari americani feriti in sette Paesi diversi (Israele, Arabia saudita, Barhain, Emirati arabi uniti, Kuwait, Iraq e Giordania) dall'inzio della guerra contro l'Iran lo scorso 28 febbraio, dieci dei quali gravemente, ha reso noto Tim Hawkins, portavoce del Centcom. "La maggior parte delle vittime sono ferite in modo lieve e più di 180 di loro hanno già ripreso la loro missione".

Iran, Trump avverte la Nato: "Ci aiuti ad aprire lo Stretto di Hormuz"

"Se non ci sarà alcuna risposta, o se la risposta sarà negativa, penso  che sarà molto negativo per il futuro dell'Alleanza atlantica", ha detto il presidente statunitense in un'intervista al Financial Times. Poi ha aggiunto: "Stiamo parlando con Teheran per un accordo, ma non sono  pronti". A rischio rinvio il vertice con Xi Jinping.

Iran, Trump avverte la Nato: 'Ci aiuti ad aprire lo Stretto di Hormuz'

Iran, Trump avverte la Nato: 'Ci aiuti ad aprire lo Stretto di Hormuz'

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Iran, arrestate 16 persone in Kuwait "accusate di essere affiliate a Hezbollah"

Arrestate in Kuwait 16 persone accusate di essere affiliate a Hezbollah e  di aver pianificato una azione di sabotaggio, hanno reso noto fonti  ufficiali a Kuwait City.

Iran, Meloni: "Presenza nostri militari ridotta a stretto necessario"

"C'è un tema di monitoraggio, di attenzione verso i nostri militari che   sono molti nell'area, particolarmente per quello che riguarda Erbil e  il Kuwait, anche se i militari che sono rimasti sono stati ridotti, sono  rimasti sono quelli strettamente necessari a far camminare missioni che  dobbiamo ricordare essere importanti, che sono missioni contro il  terrorismo, internazionali, perché è molto importante secondo me la  nostra solidarietà in questo momento e la nostra presenza per i paesi  del Golfo che sono nostri partner strategici e perché noi in quella  zona, in quell'area abbiamo decine di migliaia di italiani". Lo dice la  premier Giorgia Meloni a Quarta Repubblica su Rete4. "Dopodiché  chiaramente lavoriamo per una de-escalation, cioè per fare in modo che  diciamo la guerra possa terminare, possa tornare la diplomazia".

Trump: "La guerra finirà presto, ma non questa settimana"

La guerra finirà presto ma non questa settimana. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che l'Iran non è più il "bullo" del Medio Oriente. "Li abbiamo colpiti duramente e lo meritano", ha osservato Trump.

Crosetto vede ministro turco: "Integrità Nato è fondamentale"

"Ho incontrato oggi il collega turco Yaşar Güler per un confronto sulla crisi in Medioriente, ma anche sui Balcani e sull'Africa, aree in cui Italia e Turchia collaborano strettamente. Condivisa la forte preoccupazione per la drammatica escalation in Medioriente. Ho espresso la nostra solidarietà alla Turchia per i missili balistici diretti verso il suo territorio e neutralizzati con successo dalla difesa aerea della Nato, episodio che conferma l'importanza dell'integrità dei confini dell'Alleanza. Soddisfazione per l'elevato livello di cooperazione tra le nostre Forze Armate, rafforzato anche dall'esperienza della missione Kfor, e per le importanti collaborazioni nell'industria della difesa. Confermato il fermo sostegno all'Ucraina". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.

Iran, Vance: "Trump porterà a termine il lavoro"

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha dichiarato di fidarsi del Presidente Trump per quanto riguarda la sua gestione della guerra contro l'Iran. "Abbiamo un Presidente intelligente, mentre in passato abbiamo avuto presidenti stupidi, e confido che il Presidente Trump portera' a termine il lavoro", ha detto Vance ai giornalisti alla Casa Bianca.

Difesa, Crosetto incontra omologo turco Guler

"Ho incontrato oggi il collega turco Yasar Guler per un confronto sulla crisi in Medio Oriente, ma anche sui Balcani e sull'Africa, aree in cui Italia e Turchia collaborano strettamente". Lo rende noto su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Condivisa la forte preoccupazione per la drammatica escalation in Medio Oriente. Ho espresso - prosegue - la nostra solidarieta' alla Turchia per i missili balistici diretti verso il suo territorio e neutralizzati con successo dalla difesa aerea della Nato, episodio che conferma l'importanza dell'integrita' dei confini dell'Alleanza". Crosetto esprime anche "soddisfazione per l'elevato livello di cooperazione tra le nostre forze armate, rafforzato anche dall'esperienza della missione Kfor, e per le importanti collaborazioni nell'industria della difesa. Confermato il fermo sostegno all'Ucraina".

Iran, Trump su Kharg: "Ad un certo punto toccherà a oleodotti"

"Ad un certo punto qualcosa succedera' sugli oleodotti dell'isola di Kharg". Lo afferma in conferenza stampa il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Trump: "Molti paesi dovrebbero ringraziarci e aiutarci per l'Iran"

"Molti paesi dovrebbero ringraziarci" per quanto fatto in Iran. "E non dovrebbero solo ringraziarci ma aiutarci. Quello che mi sorprende è che non sono desiderosi di aiutarci". Lo ha detto Donald Trump rispondendo ad alcune domande sull'aiuto degli alleati nel conflitto con Teheran.

Iran, Trump: "Starmer mi ha deluso"

"Ho chiesto aiuto a Starmer. Lui ha risposto che doveva consultarsi. Poi, solo dopo che abbiamo distrutto le capacita' militari iraniane, il Regno Unito ha offerto due portaerei. A quel punto gli ho detto che le portaerei non le volevo piu'. E' stato molto deludente. I Paesi della Nato non sono mai disposti ad aiutarci". Lo ha affermato il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in una conferenza stampa a Washington.

Qatar: "Oggi 14 missili e diversi droni dall'Iran, quasi tutti intercettati"

Il ministero della Difesa del Qatar ha riferito che oggi l'Iran ha attaccato il Paese con 14 missili balistici e diversi droni, aggiungendo solamente un missile non è stato intercettato dalla difesa aerea.     Il missile è atterrato in "un'area disabitata senza causare danni", ha concluso il ministero citato dal Guardian.

Trump: "Sono molto orgoglioso di quanto fatto in Iran"

"Sono molto orgoglioso di quanto fatto" in Iran. Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che l'operazione contro Teheran è "per il mondo. Se non avessimo fatto questo, avreste avuto una guerra nucleare che si sarebbe evoluta nella Terza Guerra Mondiale".

Iran, Trump: "Cina e Giappone dovrebbero aiutarci"

"Cina e Giappone dovrebbero ringraziarci e aiutarci. Oltre il 90% del loro petrolio proviene dallo stretto di Hormuz". Lo afferma il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in conferenza stampa.Trump ha dichiarato che annuncera' "presto" i Paesi che hanno accettato di aiutare gli Stati Uniti a riaprire lo Stretto di Hormuz, pur riconoscendo che molti alleati hanno finora respinto le sue proposte. "Ce ne sono un paio, annunceremo presto alcuni nomi", ha detto dallo Studio Ovale. "Alcuni sono stati davvero in prima linea". Al momento pochi Paesi si sono detti disposti ad aiutare gli Stati Uniti, ha affermato Trump. "Cio' che mi sorprende e' che non siano desiderosi di aiutare"

Trump: "Voglio la guerra meno di chiunque altro"

"Voglio la guerra meno di quasi chiunque altro". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che se l'Iran avesse l'arma nucleare, la userebbe. Il presidente parla dallo Studio Ovale accanto al vicepresidente. A chi chiedeva a JD Vance se fosse d'accordo con la guerra, il vicepresidente ha risposto: "Sono d'accordo con il presidente sul fatto che l'Iran non deve avere l'arma nucleare. Tutti dovremmo sperare nel successo si questa operazione".

Guerra in Iran, l'Ue: "Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure"

Il commissario Ue all'energia Dan Jorgensen ha detto che l’Unione non  dipende "così tanto dall'approvvigionamento di combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall'area quindi non abbiamo un problema di  sicurezza, ma abbiamo un problema di prezzi". Intanto le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio cupo ai funzionari  dell'amministrazione Trump: è probabile che la crisi peggiori.

Guerra in Iran, l’Ue: 'Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure'

Guerra in Iran, l’Ue: 'Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure'

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Herzog: "Offerta di mediazione francese sul Libano molto positiva"

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha salutato oggi come "uno sviluppo molto positivo" l'offerta francese di facilitare i colloqui diretti tra Libano e Israele, in un'intervista con l'Afp. Sabato scorso il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato Israele ad accettare "colloqui diretti" con il governo libanese e "tutte le componenti" del Libano, e si è detto pronto a "facilitare", "ospitandoli a Parigi".    "Penso che questo sia uno sviluppo molto positivo", ha detto Herzog in risposta a una domanda sulla proposta del presidente Macron. "Penso che sia molto importante che ci siano dei colloqui... Questi colloqui sono molto importanti perché è ora che abbiamo l'opportunità di fare un passo avanti con il Libano", ha aggiunto.

Le sirene suonano a Tel Aviv e nel centro d'Israele

Le sirene stanno suonando in questi minuti a Tel Aviv e nel centro di Israele. Lo constata l'ANSA sul posto.

Iran, Idf: "Bombardato quartier generale Marina Pasdaran"

L'aviazione israeliana ha bombardato il quartier generale della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche a Teheran. Lo afferma l'Idf. Secondo quanto affermato dai militari, il quartier generale della Marina delle Guardie Rivoluzionarie si trovava all'interno di un grande complesso nella zona orientale di Teheran e "per anni e' servito ai comandanti di alto livello per gestire le attivita' della forza e per promuovere operazioni terroristiche contro lo Stato di Israele e altri Paesi nell'arena marittima del Medio Oriente". Secondo quanto riferito dai militari, l'attacco e' avvenuto venerdi' 13 marzo.

Wp: "007 Usa, regime Iran resterà per ora in carica, indebolito ma più intransigente"

Il regime iraniano sta consolidando il potere nonostante due settimane di bombardamenti aerei. E' il parere dell'intelligence americana, secondo la quale il regime resterà per il momento al potere, "indebolito ma più intransigente". Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, convinte che un al momento le prospettive di un cambio di regime a breve sono scarse. Le analisi di intelligence hanno messo in evidenza che il regime iraniano resterà per ora intatto e forse addirittura rafforzato, visto che ha tenuto testa ed è sopravvissuto a Trump.

Herzog all'Afp: "L'Europa sostenga gli sforzi per sradicare Hezbollah"

La guerra contro l'Iran segna una "svolta storica". Lo ha dichiarato oggi all'Afp il presidente israeliano Isaac Herzog. "Ci troviamo a una svolta storica", ha affermato Herzog, "un momento in cui, dopo guerre interminabili per oltre una generazione, spargimenti di sangue e terrore, la causa principale di tutto ciò, che proviene da Teheran, verrà bloccata e fermata, e la traiettoria dell'intera regione verrà trasformata".    Herzog ha poi esortato i Paesi europei a "sostenere qualsiasi sforzo per sradicare" il movimento islamista libanese Hezbollah. "L'Europa dovrebbe sostenere qualsiasi sforzo per sradicare Hezbollah, ora", ha affermato Herzog. Gli europei dovrebbero "capire che, se si vuole andare avanti, a volte bisogna vincere una guerra", ha aggiunto.

Media: "Mojtaba Khamenei scampato a raid 28/2 perché uscito in giardino"

Secondo la registrazione delle parole pronunciate giovedì dal capo del protocollo del leader supremo Mazaher Hosseini in farsi, Mojtaba Khamenei ha riportato nell'attacco solo una lieve ferita alla gamba. Mojtaba era uscito in giardino poco prima del raid di Israele che ha colpito il compound alle 9.32 del 28 febbraio (ora locale) provocando la morte del padre, Ali Khamenei, della moglie, del figlio, e cognato. Nelle vicinanze si trovava anche un altro figlio di Ali Khamenei, Mostafa, che è riuscito a fuggire con la moglie illeso. 

Meloni: "Intervenire a Hormuz sarebbe fare passo avanti verso coinvolgimento"

Intervenire nello stretto di Hormuz con le navi militari italiane significherebbe "oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento". E' la valutazione espressa dalla premier Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica stasera su Rete 4. "Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso". "Da una parte per noi è fondamentale ovviamente la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner" ma "intervenire" a Hormuz "significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento".

Meloni: "Basi militari italiane nel Golfo ora il mio primo problema"

Le basi militari italiane nell'area del Golfo "sono oggi ovviamente il primo problema principale del quale mi occupo, anche perché la riforma della giustizia l'ho già fatta, insomma più di parlarne non posso fare. Sono il mio principale problema, chiaramente". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, in onda questa sera su Rete4, dopo aver risposto a una serie di domande sul referendum. "Chiaramente c'è un tema di monitoraggio, di attenzione verso i nostri militari che sono molti nell'area, particolarmente per quello che riguarda Erbil e il Kuwait, anche se - ha aggiunto - i militari sono stati ridotti e sono rimasti quelli strettamente necessari a far camminare missioni che, dobbiamo ricordare, sono importanti, sono missioni contro il terrorismo, internazionali. Perché è molto importante secondo me la nostra solidarietà in questo momento e la nostra presenza per i Paesi del Golfo che sono nostri partner strategici e perché noi in quella zona, in quell'area abbiamo decine di migliaia di italiani". 

Meloni: "Lavoriamo perché la guerra termini e torni la diplomazia"

"Lavoriamo per una de-escalation, cioè per fare in modo che la guerra possa terminare e possa tornare la diplomazia". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, in onda questa sera su Rete4. 

Prezzo benzina e diesel, aumenti record: gasolio sopra i 2 euro

Il prezzo dei carburanti continua a salire a causa della guerra in Iran e la situazione in Medio Oriente. In Italia il valore di benzina e  diesel è in aumento, con il gasolio che ha addirittura raggiunto la  cifra massima dal marzo 2022, giorno in cui il governo Draghi intervenne  con il taglio delle accise. Anche la benzina è al suo massimo dal 6 agosto 2024. Oltre ai prezzi dei carburanti alla pompa, continuano a crescere anche le quotazioni dei prodotti raffinati, con una dinamica accentuata dal rafforzamento del dollaro sull’euro: la moneta unica è ai minimi dall'agosto 2025.

Prezzo benzina e diesel, aumenti record: gasolio sopra i 2 euro

Prezzo benzina e diesel, aumenti record: gasolio sopra i 2 euro

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Meloni: intervenire a Hormuz sarebbe un passo verso il coinvolgimento

"Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare la missione Aspides, quindi parliamo del Mar Rosso. Sullo Stretto di Hormuz, chiaramente è più impegnativo, perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento. Da una parte per noi è fondamentale la libertà di navigazione, che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner. Intervenire significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Quarta Repubblica, in onda questa sera su Rete4.

A fuoco il tetto di un hotel nella Zona Verde a Baghdad per un drone

Un incendio è scoppiato in serata sul tetto di un hotel nella Zona Verde di Baghdad, secondo quanto riferito da alcuni testimoni all'AFP, dopo che un "drone" ha colpito l'edificio. Non sono stati segnalati danni o vittime, secondo il ministero dell'Interno iracheno. Due fonti della sicurezza irachena avevano precedentemente segnalato un attacco con droni o razzi contro l'ambasciata statunitense, che, come l'hotel al-Rasheed, si trova nella Zona Verde, area altamente fortificata che ospita missioni diplomatiche e istituzioni governative. La strada antistante l'hotel è stata bloccata da un ingente dispiegamento di forze di sicurezza e sul posto sono presenti anche vigili del fuoco e ambulanze.

Media, a Trump presentate quotidianamente le opzioni per le fine della guerra

A Donald Trump vengono presentate quotidianamente opzioni per mettere fine alla guerra in Iran. Lo riporta Nbc citando sei fonti, secondo le quali al presidente vengono presentate anche alternative per una escalation qualora la Casa Bianca volesse aumentare la pressione sull'Iran. Le discussioni sulle possibili via di uscita hanno assunto di recente un nuovo significato visto che l'amministrazione, mette in evidenza Nbc, è alle prese con l'impennata dei prezzi del petrolio e i dubbi sulla volontà dell'Iran di deporre le armi e accettare le condizioni americane.

Mo: Canada-Francia-Germania-Italia-Uk, 'Israele e Libano negozino soluzione politica'

- "Siamo profondamente preoccupati per l’escalation della violenza in Libano e chiediamo un impegno concreto da parte dei rappresentanti israeliani e libanesi per negoziare una soluzione politica sostenibile. Sosteniamo con forza le iniziative volte a facilitare i colloqui ed esortiamo a una immediata de-escalation". Lo affermano, in una dichiarazione congiunta, i leader di Canada, Francia, Germania, Italia e Regno Unito sull’escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah.

"Gli attacchi di Hezbollah contro Israele e il fatto che vengano presi di mira civili devono cessare, e il gruppo deve disarmarsi. Condanniamo la decisione di Hezbollah di unirsi all’Iran nelle ostilità, decisione che mette ulteriormente a rischio la pace e la sicurezza regionali", rimarcano i leader, che aggiungono: "Condanniamo gli attacchi diretti contro civili, infrastrutture civili, operatori sanitari e strutture sanitarie, nonché contro la Forza ad interim delle Nazioni Unite in Libano. Queste azioni sono inaccettabili e chiediamo a tutte le parti di agire nel rispetto del diritto internazionale umanitario".

Conte: "Trump bullo, stiamo con Sanchez che è il vero sovranista"

"Non possiamo permettere atti di bullismo di Trump. In questo momento il vero sovranista in Europa è Sanchez, dobbiamo stare tutti con lui. Questi attacchi militari degli Stati uniti sono illegittimi, insieme a quelli compiuti da Netanyahu. Da un punto di vista geopolitico, Trump si è dannatamente incartato, non riesce a chiarire l'obiettivo. Non sa come uscirne. E' un fallimento". Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, a 4 di sera su Rete 4. "Nessuno crede più alla bufala della bomba nucleare. E noi dovremmo partecipare a questa follia?".

Idf: "Non colpiamo intenzionalmente innocenti, aperta indagine su caso Tammun"

''Abbiamo aperto un'indagine e ribadisco che Idf non opera per colpire intenzionalmente persone innocenti, specie quando sono coinvolti bambini''. Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin rispondendo a domande di giornalisti sull'uccisione di quattro membri della famiglia Bani Odeh, tra cui due bambini, a Tammun in Cisgiordania, durante un'operazione di forze di sicurezza israeliane sotto copertura.

La guerra dei droni: ora Kiev può aiutare a difendersi dall'Iran?

Mentre si diffondono le notizie del supporto ucraino a Paesi come Qatar,  negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita nella difesa contro i droni iraniani, facciamo il punto su come Kiev sia diventato negli ultimi anni un laboratorio all'avanguardia nella guerra tecnologica,  sviluppando linee di innovazione parallele: aumento della capacità industriale, affrancamento dalle componenti cinesi e focus sugli intercettori.

La guerra dei droni: ora Kiev può aiutare a difendersi dall'Iran?

La guerra dei droni: ora Kiev può aiutare a difendersi dall'Iran?

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Emirati: "Incendio dopo raid di droni su un importante campo petrolifero"

Un attacco di droni avvenuto lunedì ha provocato un incendio in un importante campo petrolifero negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riferito dalle autorità, mentre l'Iran continua i suoi attacchi con droni e missili nel Golfo. Le autorità dell'emirato di Abu Dhabi hanno dichiarato di essere ancora impegnate nelle operazioni di spegnimento dell'incendio nel giacimento petrolifero di Shah, senza segnalare feriti. Il giacimento petrolifero di Shah, situato a 230 chilometri a sud della città di Abu Dhabi, ha una capacità produttiva di circa 70.000 barili di petrolio greggio al giorno, secondo la compagnia statale emiratina Adnoc.

M.O., aiuti Custodia tra emergenze umanitarie e guerra

Il rapporto della Custodia di Terra Santa dedica ampio spazio alle attivita' di assistenza umanitaria realizzate in diverse aree del Medio Oriente segnate da conflitti e crisi economiche. A Gaza, in collaborazione con la Caritas Jerusalem, i francescani hanno contribuito alla distribuzione di cibo, medicinali e aiuti economici alle famiglie colpite dalla guerra. Sono stati avviati anche programmi di sostegno psicologico per bambini traumatizzati e attivita' educative per garantire un minimo di continuita' scolastica nei campi profughi. In Libano, dove la crisi economica e le tensioni militari hanno aggravato le condizioni di vita della popolazione, la Custodia sostiene centri di assistenza sociale, dispensari medici e programmi di arteterapia per bambini. Durante l'emergenza legata alla guerra, sono stati distribuiti pasti caldi, acqua potabile e farmaci a centinaia di sfollati ospitati in scuole e centri di accoglienza. Interventi analoghi sono stati avviati anche in Giordania e in Grecia, dove i francescani forniscono assistenza a rifugiati provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan. Il rapporto sottolinea come la dimensione umanitaria sia diventata sempre piu' centrale nella missione della Custodia in una regione segnata da instabilita' permanente.

Pezeshkian: "Ho sentito Macron, uso delle basi Usa nella regione deve cessare"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato sui social di avere avuto una telefonata con Emmanuel Macron, al quale ha "sottolineato che l'Iran non ha dato inizio a questa brutale guerra. La difesa contro l'aggressione è un diritto naturale che conosciamo bene. L'utilizzo delle basi statunitensi nella regione contro l'Iran, con l'obiettivo di compromettere le nostre relazioni con i Paesi vicini, deve cessare".    L'Iran, ha aggiunto, "non si arrenderà ai prepotenti. Ci aspettiamo che la comunità internazionale condanni questa aggressione e convinca gli aggressori a rispettare il diritto internazionale".

Iran, The Telegraph: "Mojtaba scampato a raid mortale per secondi"

La nuova guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei sarebbe sopravvissuta ai bombardamenti condotti da Stati Uniti e Israele contro il complesso della guida suprema a Teheran perche' si trovava fuori dall'edificio pochi minuti prima dell'impatto dei missili. E' quanto emerge da un audio trapelato citato dal quotidiano britannico The Telegraph, che ricostruisce per la prima volta nei dettagli l'attacco del 28 febbraio. Secondo la registrazione, attribuita a Mazaher Hosseini, responsabile del protocollo dell'ufficio della guida suprema, Mojtaba Khamenei era uscito "nel cortile per fare qualcosa" pochi istanti prima che missili balistici israeliani Blue Sparrow colpissero la residenza alle 9:32 ora locale. L'attacco avrebbe preso di mira l'intero complesso dove viveva la famiglia di Ali Khamenei, uccidendo la guida suprema iraniana insieme a diversi alti dirigenti militari e politici della Repubblica islamica. Nell'audio, diffuso durante una riunione con religiosi e comandanti dei pasdaran, Hosseini afferma che Mojtaba Khamenei e' rimasto ferito a una gamba, mentre la moglie e il figlio sarebbero morti sul colpo. Anche il cognato della nuova guida suprema sarebbe stato ucciso nell'esplosione. Il complesso colpito comprendeva l'ufficio della guida suprema, una sala religiosa dove Ali Khamenei teneva i suoi discorsi e le abitazioni di diversi membri della famiglia. Hosseini sostiene che l'attacco fosse progettato per eliminare contemporaneamente l'intera leadership iraniana e la famiglia Khamenei, con piu' missili lanciati su diversi edifici del complesso.

Iran, media Israele: "Guerra durerà almeno un altro mese"

La guerra contro l'Iran dovrebbe durare almeno un altro mese. E' quanto ha riferito Channel 12 citando un alto funzionario israeliano. Lo Stato ebraico si starebbe preparando a una fase prolungata dei combattimenti, con l'obiettivo di indebolire ulteriormente il regime iraniano e sfruttare quelli che considera segnali di instabilita' interna alla leadership del Paese. Secondo la fonte, il presidente Usa, Donald Trump, appoggia la decisione di Israele di proseguire la campagna militare.

Petrolio: Wti chiude in calo a 93,50 dollari, -5,28%

Le quotazioni del petrolio chiudono in forte calo a New York, con il Wti che perde il 5,28% e termina la seduta a 93,50 dollari al barile. Il ribasso e' legato anche alle tensioni geopolitiche e alle mosse dell'amministrazione statunitense sul traffico energetico nel Golfo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esercitato pressioni sugli alleati affinche' contribuiscano a salvaguardare il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del commercio energetico mondiale.

Iran, ucciso in Iraq alto comandante milizia pro-Teheran

In Iraq la potente milizia filo-iraniana Kataeb Hezbollah ha annunciato l'uccisione del suo comandante della sicurezza e portavoce Abu Ali al-Askari, senza specificarne le circostanze. Un funzionario iracheno ha riferito che e' deceduto in un attacco a Baghdad sabato scorso. Askari sara' sostituito da Abou Moujahed al-Assaf come nuovo capo della sicurezza. Il gruppo, sostenuto dall'Iran e designato da Washington come 'organizzazione terroristica', fa parte della 'Resistenza Islamica in Iraq', un ombrello di milizie che rivendica attacchi quotidiani contro obiettivi Usa in Iraq e nella regione.

Allarme a Tel Aviv e nel centro di Israele per il lancio di missili dall'Iran

L'allarme è suonato a Tel Aviv e nel centro di Israele per un nuovo lancio di missili dall'Iran. 

Hezbollah: "Attaccate le truppe israeliane nelle città al confine"

Hezbollah ha annunciato oggi di aver preso di mira truppe e veicoli israeliani in almeno tre città di confine libanesi, dopo che l'esercito israeliano aveva annunciato l'inizio di operazioni di terra limitate in Libano.     In tre comunicati separati, il gruppo ha affermato di aver colpito con una salva di razzi un sito israeliano "nella città di confine di Aitaroun", nonché "un assembramento di veicoli e soldati israeliani" a Odaisseh con colpi di artiglieria, "un assembramento di veicoli e soldati israeliani" e un carro armato Merkava nella città di Taybeh con una salva di razzi.

Libano, detriti su Shama: Crosetto monitora situazione

 Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e' "in contatto con il capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso". Lo rende noto il ministero della Difesa dopo che sulla base di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani. 

Idf: "Richiamati 120mila riservisti su tutti i fronti"

''Abbiamo richiamato oltre 120.000 riservisti in questi giorni su tutti i fronti. Siamo pronti anche sul fronte nord dove continuiamo a rafforzare le operazioni di difesa attiva per prevenire l'attacco alla nostra popolazione. La divisione 91 ha iniziato ad operare a nord di Metula''. Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin rispondendo a domande di giornalisti sull'ampliamento delle operazioni militari in Libano.

Detriti di razzi su base italiana Unifil in Libano

Nel tardo pomeriggio di oggi, nella base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani. Secondo le prime informazioni, nessuno ha riportato ferite. Soltanto un militare italiano, immediatamente soccorso e assistito dal personale sanitario della base, lamenta dolore a un occhio pur non avendo ferite. Le sue condizioni non destano preoccupazione. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il Capo di Stato maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso.

Teheran: "Se Usa mandano truppe di terra sarà un altro Vietnam"

Il viceministro degli Esteri iraniano ha lanciato un duro monito agli Stati Uniti di Donald Trump affermando che gli americani affronteranno un altro Vietnam nel caso di invio di truppe di terra nel conflitto in Medio Oriente. "Un intervento di terra sarebbe del tutto illegale ma noi siamo comunque pronti a difenderci", ha aggiunto Saeed Khatibzadeh in un'intervista a Teheran con l'inviato di Sky News. Il viceministro ha sottolineato che l'Iran è disposto a combattere finché necessario e che il Paese non è attualmente concentrato su una soluzione diplomatica. Il viceministro ha puntato il dito contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu accusandolo di aver trascinato gli Usa nella guerra, col rischio che ora si trasformi per gli americani "in un pantano" qualora tentassero un'opzione militare di terra. "Dovrebbero pensarci due volte quando hanno a che fare con l'Iran e non accettare consigli da chi non conosce l'Iran," ha aggiunto. E ancora: "Netanyahu e il regime israeliano hanno la propria agenda per trasformare questa guerra in una vittoria per loro a spese di tutti". Per quanto riguarda le condizioni fisiche della nuova Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, Khatibzadeh ha detto che è "in salute e al comando", nonostante non sia ancora apparso in pubblico dopo la successione al padre Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio durante il raid israelo-americano a Teheran.

Trump: "Invito gli altri Paesi ad aiutarci per Hormuz"

Il presidente Usa si è anche detto pronto a fare i nomi di chi lo ha "deluso" in quanto non disposto ad aiutare per risolvere la situazione nello Stretto.

Guerra Iran, Trump: 'Invito gli altri Paesi ad aiutarci per Hormuz'

Guerra Iran, Trump: 'Invito gli altri Paesi ad aiutarci per Hormuz'

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In Libano detriti su base Unifil a Shama, nessun ferito

Nel tardo pomeriggio di oggi, sulla base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana, "sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi

intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani". A renderlo noto è il ministero della Difesa. Secondo le prime informazioni, "non si registrano feriti. Soltanto un militare italiano, immediatamente soccorso e assistito dal personale sanitario della base, lamenta dolore a un occhio ma non presenta ferite. Le sue condizioni non destano preoccupazione".

Media: Mojtaba Khamenei scampato a raid 28/2 perché uscito in giardino

Mojtaba Khamenei sarebbe sopravvissuto al raid israelo americano del 28 febbraio, nel quale è morto il padre e altri cinque membri della sua famiglia, perché era ''uscito a fare qualcosa'' pochi istanti prima dell'attacco. Lo scrive il Telegraph in esclusiva, citando una registrazione audio e spiegando che probabilmente Mojtaba Khamenei era andato a fare una passeggiata in giardino. La registrazione ottenuta dal Telegraph comprende dichiarazioni di Mazaher Hosseini, responsabile del protocollo nell'ufficio di Ali Khamenei, rivolte a funzionari e membri delle Guardie Rivoluzionarie. Secondo l'articolo, Hosseini conferma nell'audio che Mojtaba ha riportato ferite alle gambe a seguito degli attacchi.

Incendio nel giacimento petrolifero di Shah ad Abu Dhabi causato da un attacco con drone

Le autorità di Abu Dhabi stanno affrontando un incendio nel giacimento petrolifero e di gas di Shah causato da un attacco con drone, e hanno dichiarato che finora non sono stati segnalati feriti, secondo quanto riportato dall'ufficio media di Abu Dhabi. Il campo di Shah è uno dei più grandi al mondo del suo genere e si trova a 180 km a sud-ovest di Abu Dhabi.

Udite due esplosioni a Erbil

Sono state udite due esplosioni a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo riporta Aljazeera.

Araghchi: "No cessate fuoco, non vogliamo più essere invasi"

"Non stiamo chiedendo un cessate il fuoco, questa guerra deve finire in un modo tale che nessun altro nemico possa invadere l'Iran". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla tv di Stato iraniana.

Pezeshkian a Macron: "Non ci arrenderemo ai bulli"

Il presidente iraniano, Masoud Pezeskhian, nella sua telefonata con il presidente francese, Emmanuel Macron, ha "sottolineato che l'Iran non ha iniziato questa atroce guerra "che "difendersi da un'invasione è un diritto naturale", "in cui siamo bravi". "L'uso delle basi americane contro l'Iran nella regione, con lo scopo di disturbare i nostri rapporti con i vicini, dovrebbe essere fermato", ha aggiunto il capo di Stato di Teheran su X dando conto del colloquio telefonico con il capo dell'Eliseo. "Pace e stabilità nella regione non possono essere raggiunte ignorando l'invasione sionista-americana nel nostro paese. La Repubblica Islamica dell'Iran non si arrenderà ai bulli", ha evidenziato Pezeshkian. Ci aspettiamo che la comunità globale condanni questa invasione e convinca gli invasori a rispettare le leggi internazionali. "Iniziare una guerra di conquista, basandosi su informazioni false, è un atto medievale nel 21esimo secolo. Parlare di porre fine alla guerra è privo di senso, finché non assicureremo che non

ci saranno più attacchi nella nostra terra in futuro", ha concluso.

Trump: "Invito gli altri Paesi ad aiutarci per Hormuz, diversi stanno arrivando". VIDEO

Trump: "Israele non userebbe mai armi nucleari"

Il presidente Usa, Donald Trump, in conferenza stampa ha affermato di escludere che Israele possa usare armi nucleari contro l'Iran. "Israele non lo farebbe, non lo farebbe mai", ha affermato.

Iran: "Usa e Israele hanno ucciso centinaia di civili, tra cui bambini"

"Centinaia di civili iraniani sono stati uccisi nei bombardamenti di Israele-Usa, tra cui 200 bambini". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, facendo riferimento al conflitto in corso dal 28 febbraio. "Rapporti sostengono che alcuni Stati vicini che ospitano forze statunitensi e consentono attacchi contro l'Iran stanno anche attivamente incoraggiando questo massacro. Le posizioni dovrebbero essere chiarite al più presto", ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran in un messaggio su X. 

Idf: colpito centro 007 in sede azienda elettrica Teheran

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver colpito un centro di comando dell'intelligence iraniana situato nello stesso complesso della compagnia elettrica nel cuore di Teheran. "Il regime iraniano integra i suoi centri di comando all'interno di infrastrutture civili, secondo una prassi ricorrente che prevede il posizionamento strategico di infrastrutture militari in aree densamente popolate", ha denunciato l'Idf in una nota.

Trump: "Parlato con Israele dell'operazione in Libano, Hezbollah è un problema"

Donald Trump ha parlato con Israele dell'operazione in Libano. Lo ha detto lo stesso presidente, sottolineando che Hezbollah è un "grande problema" e che va "rapidamente eliminato".

Iran: con invio truppe di terra, Usa rischiano "altro Vietnam"

Il viceministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha avvertito gli Stati Uniti che rischiano di trovarsi di fronte a un'altra guerra del Vietnam se decideranno di intervenire sul terreno. In un'intervista a Teheran all'emittente britannica Sky News, il viceministro ha detto che l'Iran è pronto a combattere finché sarà necessario e che al momento il Paese non è concentrato su una soluzione diplomatica. Khatibzadeh non ha escluso la possibilità di negoziati, ma ha chiarito che spetta agli Stati Uniti e ai loro alleati presentare una proposta che ponga fine al conflitto una volta per tutte. Quando gli è stata chiesta un'opinione sulla possibilità di un invio di truppe statunitensi sul territorio iraniano, il suo messaggio a Donald Trump è stato chiaro: "Basta che legga cosa è successo in Vietnam". Per quanto riguarda lo stato di salute della nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, il viceministro ha insistito sul fatto che è "in buona salute e al comando", nonostante non abbia ancora fatto alcuna apparizione pubblica.

Trump: "Alleati Nato non ci aiutano, dovrebbero scattare"

In conferenza stampa, il presidente Usa, Donald Trump, si è lamentato degli alleati Nato che non si sono uniti all'intervento in Iran nemmeno per contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. "Quando abbiamo bisogno di loro, dovrebbero scattare e mettere a disposizione tutto quello che hanno", ha detto Trump, "ho sempre saputo che era il punto debole della Nato: che loro non sarebbero venuti ad aiutarci anche se noi li abbiamo sempre difesi".

Trump: "L'Iran vuole un accordo, stanno parlando con i nostri"

Trump: "Non sappiamo se leader supremo iraniano sia vivo o morto"

"Non sappiamo se sia vivo o morto". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a proposito della nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei. "Dirò questo, nessuno l'ha visto e questo fatto è inusuale", ha proseguito Trump. "Non sappiamo chi sia il loro leader. Ci sono persone che vogliono negoziare. Non abbiamo idea di chi siano", ha aggiunto il capo della Casa Bianca.

Trump: "Diversi Paesi vogliono aiutare, alcuni già verso Hormuz"

Donald Trump ha detto che "diversi" leader hanno offerto il loro aiuto per lo stretto di Hormuz. "Mi piacerebbe dire i loro nomi, ma francamente non so se lo vogliano, perché temono di essere presi di mira", ha aggiunto. "Alcuni si stanno già dirigendo lì", ha sottolineato. "Sono molti entusiasti".

In Libano oltre un milione di sfollati

Le autorità libanesi hanno annunciato oggi che oltre un milione di persone si è registrato come sfollato dall'inizio della guerra, il 2 marzo scorso, tra Israele e Hezbollah. Un comunicato afferma che il numero di sfollati che si sono registrati su un sito web affiliato al ministero degli Affari Sociali ha raggiunto quota 1.049.328, di cui 132.742 ospitati in oltre 600 rifugi collettivi

Kallas: "Su Hormuz soluzione diplomatica ma tanti attori"

"Stiamo lavorando a una soluzione diplomatica. Il problema e', ovviamente, che ci sono anche molti attori coinvolti quando si tratta di spedizioni: ci sono le compagnie di assicurazione che leggono i documenti e dicono che, sai, c'e' un rischio enorme, quindi i prezzi aumentano. Ci sono anche gli equipaggi delle navi". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera e la sicurezza, Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri.

Trump: "Credo che Macron ci aiuterà sullo stretto di Hormuz"

Donald Trump si è detto convinto che la Francia aiuterà gli Stati Uniti nella riapertura dello stretto di Hormuz. "Ho parlato ieri con Macron. Su una scala da 1 a 10, è un 8", ha aggiunto il presidente americano alla Casa Bianca.

Iran, Merz: "Non partecipiamo a missione; obiettivi poco chiari"

La Germania non contribuira' con mezzi militari a garantire la liberta' di navigazione nello stretto di Hormuz finche' continuera' la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Lo ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, sottolineando che Berlino non considera il conflitto un'operazione condivisa con gli alleati e che gli obiettivi militari restano "poco chiari". "Non partecipiamo a questa guerra. Lo abbiamo detto dal primo giorno e questa resta la posizione del governo tedesco", ha dichiarato Merz in conferenza stampa a Berlino accanto al primo ministro olandese Rob Jetten. Il cancelliere ha precisato che questa linea implica anche l'esclusione di qualsiasi contributo militare per riaprire il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi chiave per il commercio mondiale di petrolio. "Finche' la guerra continuera', non parteciperemo con mezzi militari per garantire la liberta' di navigazione nello stretto", ha ribadito. Merz ha spiegato che al momento non esiste un piano operativo chiaro per un'eventuale missione e ha ricordato che, secondo la Costituzione tedesca, un intervento militare richiederebbe un mandato internazionale, da parte delle Nazioni Unite, dell'Unione europea o della Nato. "E' sempre stato chiaro che questa guerra non e' una questione della Nato", ha aggiunto il cancelliere. Il capo del governo tedesco ha inoltre sottolineato che Washington e Tel Aviv non hanno consultato Berlino prima dell'avvio delle operazioni militari contro l'Iran, osservando che "non c'e' mai stata una decisione comune su se iniziare o meno questa guerra". "Per questo non si pone nemmeno la questione di come la Germania potrebbe essere coinvolta militarmente. Non lo faremo", ha insistito.

Iran, Kallas: "Rischiamo una carestia l'anno prossimo"

"Rischiamo una carestia l'anno prossimo" lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica Estera e la sicurezza, Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri. "Riavviare le spedizioni di fertilizzanti, cibo ed energia attraverso lo Stretto di Hormuz e' una priorita' urgente e oggi abbiamo discusso le opzioni per proteggere al meglio la navigazione nella regione" ha concluso.

Iran, Kallas: "È guerra contro economia globale"

"Due settimane di guerra hanno indebolito le capacita' militari dell'Iran, ma hanno anche generato devastanti ripercussioni sulla sicurezza e sull'economia. L'Iran sta ora conducendo una guerra contro l'economia globale. I ministri hanno ribadito oggi che il nostro obiettivo e' la de-escalation e la liberta' di navigazione". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la Politica Estera e la sicurezza, Kaja Kallas nella conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri.

Iran, Trump: "Non certi abbia posato altre mine in Stretto Hormuz"

Gli Stati Uniti non hanno la certezza che l'Iran non abbia posato altre mine nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in conferenza stampa, assicurando che tutte le navi posamine di Teheran sono state distrutte.

Trump

©Ansa

Borsa: l'Europa conclude in leggero aumento, Londra +0,6%

Mercati azionari del Vecchio continente in lieve crescita: le Borse migliori sono state quelle di Londra e Amsterdam, che hanno chiuso con un rialzo dello 0,6%, seguite da Francoforte in aumento di mezzo punto percentuale.     In crescita finale dello 0,3% Parigi e dello 0,2% Madrid.

Libano, droni e razzi su nord Israele: almeno 6 feriti

A causa del lancio di droni e razzi dal Libano contro il nord di Israele, almeno sei persone sono rimaste ferite nella cittadina di Nahariya.  Le vittime sono in buone condizioni. Detriti hanno anche provocato un incendio in un edificio residenziale e cinque persone sono state tratte in salvo.

Kallas: "Non possiamo rispondere a emergenze solo con vertici"

"E' chiaro che il contesto della sicurezza sta cambiando rapidamente e non possiamo rispondere solo con vertici di emergenza. Abbiamo bisogno di una politica a lungo termine, ed e' per questo che oggi abbiamo il primo scambio con i ministri, in modo da adottare una visione ampia della sicurezza che colleghi la difesa, ma anche le catene di approvvigionamento energetico e altri settori politici". Lo ha detto l'Alto rappresentante per gli Affari Esteri e la Sicurezza Kaja kallas al termine del Consiglio Esteri. "Oggi ci siamo concentrati sui principi, la portata, le priorita' e l'aggiornamento della valutazione congiunta delle minacce, che costituira' anche la base della strategia" ha concluso.

Iran, Trump: "Non potrà più usare Stretto Hormuz come arma"

Il presidente statunitense Donald Trump, in una conferenza stampa alla Casa Bianca, ha accusato l'Iran di "usare lo Stretto di Hormuz come un'arma, come un'arma economica ma non saranno in grado di farlo a lungo". "Numerosi Paesi mi hanno detto che sono pronti, altri sono molto entusiasti, e altri, altri che abbiamo aiutato per molti anni non erano cosi' entusiasti" di unirsi agli Stati Uniti nel conflitto in Medio Oriente, ha aggiunto Trump.

La compagnia petrolifera degli Emirati sospende le spedizioni di greggio

La compagnia petrolifera nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Adnoc, ha sospeso le spedizioni di greggio presso il suo terminale di Fujairah dopo che un attacco di droni ha provocato un incendio nel sito. Lo ha riferito all'Afp una fonte vicina alla compagnia.     L'infrastruttura petrolifera si trova sulla costa orientale degli Emirati, sul Golfo dell'Oman, oltre lo Stretto di Hormuz, quasi interamente bloccato dall'Iran.

Ft: "Da Parigi nessuna nave a Trump, Macron punta a missione post-guerra"

La Francia ha respinto la richiesta di Donald Trump di inviare aiuti militari per contribuire all'apertura dello Stretto di Hormuz. Secondo una fonte ben informata, infatti, Parigi dispiegherà navi solo una volta cessate le ostilità tra Stati Uniti, Iran e i Paesi confinanti. Lo riporta il Financial Times. La stessa fonte ha aggiunto che la Francia sta invece discutendo con altri Paesi, tra cui Stati europei e del Golfo, la creazione di una forza di pattugliamento congiunta una volta terminati i combattimenti.

Trump: "Distrutte tutte navi posamine dell'Iran ma potrebbe usarne altre"

Donald Trump afferma che gli Stati Uniti hanno distrutto tutte le 30 navi posamine iraniane, ma avverte che Teheran potrebbe utilizzare altre imbarcazioni per minare le acque del Golfo Persico.  "Non sappiamo se abbiano posato qualche mina nello stretto di Hormuz", ha aggiunto parlando alla Casa Bianca.

Stiglitz: "Per gli Usa rischio piuttosto elevato di stagflazione"

La guerra in Medio Oriente ha esposto gli Stati Uniti ad un rischio elevato di cadere in stagflazione. Lo ha dichiarato all'Afp l'economista premio Nobel Joseph Stiglitz. "Il rischio di stagflazione sembra essere piuttosto elevato per gli Stati Uniti", ha affermato in un'intervista, sottolineando che anche prima dello scoppio della guerra il 28 febbraio, l'economia statunitense era già "vicina alla stagflazione", una preoccupante combinazione di inflazione elevata e crescita anemica.

Libano, Tajani: "Mio auspicio è che prevalga il dialogo"

"Dobbiamo fare in modo che la situazione in Libano non si deteriori.Il mio auspicio e' che prevalga il dialogo diretto di Israele e non ci sia un'invasione militare del Libano da parte delle forze armate di Tel Aviv. Affinche' questo non accada Hezbollah deve cessare di usare i missili per attaccare lo Stato di Israle. E' una situazione complicata ma continuiamo a lavorare". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani lasciando il Consigli Esteri.

Iran, Trump: "Attacchi missili ridotti del 90%, droni del 95%"

Dall'inizio del conflitto con l'Iran, gli Stati Uniti e Israele hanno colpito ""7 mila obiettivi" e "ottenuto la riduzione del 90 per cento dei lanci missilistici" di Teheran e il "95 per cento degli attacchi con i droni". Lo ha detto il presidente Donald Trump nel corso di una conferenza stampa in corso alla Casa Bianca.

Iran, Trump: "Loro minacce letteralmente spazzate via"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la campagna contro l'Iran "e' andata avanti al massimo negli ultimi giorni e le minacce iraniane sono state letteralmente spazzate via". "L'aviazione e' andata. La Marina e' andata, molte, molte navi sono state affondate, le loro navi da guerra, ma credo che non sapessero come usarle", ha affermato Trump prima di un evento al Kennedy Center.

Merz: "Israele non commetta errore di offensiva terrestre in Libano"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha esortato "Israele a non commettere l'errore di un'offensiva terrestre" nel Libano. Il Kanzler lo ha detto a Berlino, in conferenza stampa con il premier olandese.

Trump: "Chi dipende da Hormuz aiuti, alcuni Paesi non sono entusiasti"

"Incoraggiamo i paesi le cui economie dipendono dallo Stretto di Hormuz ad aiutarci. Alcuni paesi non sono entusiasti di aiutarci. E il livello di entusiasmo per me è importante". Lo ha detto Donald Trump. "Vogliamo che ci aiutino", ha aggiunto Trump nominando alcuni paesi fra i quali il Giappone, la Cina, la Corea del Sud e l'Europa. "Per 40 anni vi abbiamo protetto e non volete essere coinvolti in qualcosa di minore?", ha aggiunto Trump sottolineando che all'Iran sono rimasti pochi colpi da sparare.

Trump: "L'Iran usa lo stretto di Hormuz come un'arma"

"L'Iran usa lo stretto di Hormuz come un'arma". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca.

Merz: "La guerra in Iran deve finire al più presto con un piano"

"La guerra in Iran deve essere conclusa con un piano chiaro il prima possibile". Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, in conferenza stampa insieme al premier olandese Rob Jetten. "Come gli Usa e Israele vogliamo la fine del programma nucleare iraniano, ma non partecipiamo a questa guerra", ha aggiunto.

Trump: "Oltre 100 navi dell'Iran affondate o distrutte"

"Oltre 100 navi iraniani sono state affondate o distrutte". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca.

Trump: "Basta una parola e distruggo impianti petroliferi iraniani"

"Basta una parola e distruggo anche gli impianti petroliferi dell'Iran". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca. "Con l'obiettivo di una futura ricostruzione di quel Paese non voglio farlo, ma le cose possono cambiare", ha aggiunto.

Merz: "Non invieremo navi nello stretto di Hormuz"

"Fino a quando durerà la guerra, non parteciperemo inviando delle navi militari nello stretto di Hormuz. Fino ad oggi non è chiaro come un'operazione del genere potrebbe funzionare". Lo ha confermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino, in conferenza stampa insieme al premier olandese Rob Jetten.

Trump: "La campagna contro l'Iran continua, regime distrutto"

"La campagna contro l'Iran continua in piena forza". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca, ribadendo che il regime di Teheran è stato "distrutto". "La campagna militare è continuata a pieno ritmo negli ultimi giorni. L'equipaggiamento antiaereo iraniano è decimato. Abbiamo colpito più di 7.000 obiettivi in ;;tutto l'Iran", ha detto Trump sottolineando che all'Iran "sono rimasti pochi missili".

Iran, Trump: "Alleati ci aiutino con Stretto Hormuz"

Tajani: "Su Hormuz fare il possibile per dialogo Iran -Usa"

Per lo stretto di Hormuz "bisogna fare tutto cio' che e' possibile perche' si possa parlare tra americani e iraniani per trovare un accordo che garantisca la liberta' di navigazione". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani lasciando il Consiglio Esteri. "La chiusura sostanziale di Hormuz provoca danni non soltanto ai paesi industriali, ma provoca danni anche ai paesi piu' poveri. Perche' il blocco dei fertilizzanti, per esempio, rischia di provocare una crisi alimentare nei prossimi mesi, soprattutto in paesi piu' poveri. - conclude Tajani - Piu' i danni che ricevono la Cina e altri paesi che si riforniscono di petrolio. Noi siamo pronti a fare tutto cio' che serve per aiutarli".

Abdelatty in Oman raccoglie consensi su Forza araba di difesa

La volontà di coordinare le posizioni e unire le forze arabe di fronte alle gravi sfide in atto in Medio Oriente che la regione si trova ad affrontare si va rafforzando intorno ad una iniziativa egiziana che sta portando il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty in viaggio per la regione.    Reduce da colloqui negli Emirati e in Qatar, il rappresentante del Cairo ha incontrato oggi a Muscat, capitale dell'Oman, il suo omologo Badr bin Hamad Al Busaidi, prima di volare ad Amman.    L'Egitto teme fortemente un possibile allargamento del conflitto e non ha mancato di sottolineare ad ogni occasione la necessità che i Paesi arabi facciano quadrato e l'importanza di un serio dialogo sugli accordi di sicurezza postbellici che li riguardano.    In Oman, Abdelatty ha condannato gli attacchi iraniani e assicurato il sostegno egiziano al sultanato in questo periodo critico. Insieme, i due ministri si sono impegnati a proseguire gli sforzi "per promuovere soluzioni politiche, preservare la pace e la sicurezza regionali e internazionali e sottolineare l'importanza del rispetto dei principi del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e della Carta delle Nazioni Unite". Si è parlato poi delle modalità per allentare le tensioni e riportare la calma nella regione, e dello sviluppo di "un'azione araba coordinata per la protezione delle risorse regionali".

Pasdaran: "Prenderemo di mira aziende Usa, dipendenti evacuino"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato oggi di colpire le aziende statunitensi in tutta la regione, invitando i dipendenti ad evacuare le sedi. "Ai dipendenti delle aziende americane... viene richiesto di lasciare immediatamente queste aree. Queste aree saranno presto prese di mira dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche", hanno dichiarato le Guardie sul loro sito web ufficiale Sepah News.    Non è stato immediatamente chiaro quali aziende sarebbero state prese di mira, ma la scorsa settimana l'agenzia di stampa Tasnim ha pubblicato su Telegram un elenco di potenziali obiettivi che includeva gli uffici di giganti della tecnologia come Amazon, Google, Microsoft e Nvidia nei paesi del Golfo.

Iran, von der Leyen: "Gravi ripercussioni economiche per Ue"

"La crisi in Medio Oriente e' un conflitto regionale con gravi ripercussioni geopolitiche e geoeconomiche per l'Europa - dall'energia e la finanza, al commercio e ai trasporti, alle catene di approvvigionamento e allo sfollamento di persone all'interno e tra i paesi della regione. Abbiamo visto uno dei nostri Stati membri, Cipro, essere colpito e tutti riaffermeremo il nostro incrollabile sostegno e solidarieta' nei loro confronti piu' avanti questa settimana". Lo scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella lettera ai leader Ue sulla competitivita' in vista del vertice Ue di giovedi' 19. "Allo stesso tempo, l'impatto sulle nostre economie e industrie sta diventando sempre piu' pronunciato. E dobbiamo prepararci a scenari peggiori se il conflitto dovesse prolungarsi. La nostra risposta deve essere direttamente proporzionale alla gravita' delle minacce che affrontiamo", ha aggiunto.

Libano, Unifil: "Caschi blu Italia consegnano 13 tonnellate aiuti"

Nell'ambito della cooperazione civile-militare, i caschi blu italiani hanno consegnato oltre 13 tonnellate di generi alimentari, medicinali e prodotti per l'igiene all'Unita' di Gestione delle Emergenze dell'Unione dei Comuni di Tiro, a sostegno delle migliaia di sfollati attualmente ospitati a Tiro. Lo ha riferito in un comunicato la missione Onu in Libano (Unifil), postando su Telegram un video della consegna degli aiuti.

Trump: "Prezzi del petrolio caleranno quando la guerra finirà"

I prezzi del petrolio "crolleranno come un sasso" non appena la guerra sarà finita. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Pbs senza sbilanciarsi sui tempi della fine della guerra. "Appena sarà finita, non credo ci vorrà molto", ha messo in evidenza Trump. Pur mantenendosi volatili, le quotazioni del petrolio sono in calo dopo che il segretario al Tesoro Scott Bessent ha riferito che gli Stati Uniti stanno consentendo alle petroliere iraniane di transitare per lo Stretto di Hormuz

Tajani: "Le missioni Atalanta e Aspides restano con il loro mandato"

"Le missioni Atalanta e Aspides restano con il mandato che hanno. L'auspicio è che si possa rafforzarle". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles.

Iran, Israele non esclude invio navi come scorta a Hormuz

"Non escludo nulla". Cosi' l'ambasciatore israeliano presso l'Onu, Danny Danon, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se lo Stato ebraico inviera' navi militari per scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz. "Credo che il presidente Trump stia agendo con grande fermezza e chiarezza morale, e Israele fara' tutto il necessario per sostenere gli sforzi degli Stati Uniti", ha sottolineato, affermando che "la chiusura dello Stretto di Hormuz non e' un problema per gli Stati Uniti o per Israele, e' un problema per il mondo intero". "Non escludo nulla, ho detto che comprendiamo la necessita' di sostenere lo sforzo degli Stati Uniti. Dovrebbe essere uno sforzo globale", ha poi ribadito, assicurando che Israele "sosterra' lo sforzo degli Stati Uniti e collaborera' con gli Stati Uniti".

Missile da Iran, frammento cade vicino ufficio Netanyahu a Gerusalemme

Nell'ultimo attacco lanciato dall'Iran enormi schegge colpiscono abitazione e scuola ebraica, i soccorritori diffondono le foto.

Missile da Iran, frammento cade vicino ufficio Netanyahu a Gerusalemme

Missile da Iran, frammento cade vicino ufficio Netanyahu a Gerusalemme

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Trump minaccia un nuovo attacco a Kharg: "Potrei distruggerla"

Donald Trump minaccia di colpire nuovamente l'isola di Kharg. In un'intervista di tre minuti a Pbs, il presidente degli Stati Uniti ha riferito di "averglielo detto apertamente: la distruggerò completamente". Trump ha quindi spiegato che il precedente attacco all'isola ha distrutto tutti gli obiettivi militari. "E' morta dal punto di vista militare", ha riferito, mettendo in evidenza che gli Stati Uniti non si sono nemmeno avvicinati alle infrastrutture militari.

Libano, ministro: "In due settimane 886 morti in raid Idf"

Gli attacchi israeliani hanno causato 886 morti in Libano dall'inizio della campagna di bombardamenti dell'Idf contro Hezbollah nel Paese dei Cedri il 2 marzo scorso. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese, precisando che tra le vittime figurano 67 donne, 111 bambini e 38 operatori sanitari, mentre altre 2.141 persone sono rimaste ferite.

Iran, Grecia: "Missione Ue Aspides non si estende a Hormuz"

La Grecia, che guida la missione "Aspides" dell'Ue per la protezione del traffico nel Mar Rosso, ha escluso la partecipazione alle operazioni per l'apertura dello Stretto di Hormuz, in seguito alla richiesta di cooperazione avanzata da Donald Trump per rompere il blocco iraniano. "Non c'e' assolutamente alcuna possibilita' di coinvolgimento del nostro Paese in una potenziale operazione nello Stretto di Hormuz", ha sottolineato un portavoce del governo greco in una conferenza stampa ad Atene.

Media: frammenti di missile caduti nel nord della Giordania

Frammenti di missile sono caduti in quattro punti diversi nella città giordana di Irbid, nel nord della Giordania. Lo riporta Al Jazeera, precisando che un bambino avrebbe riportato ferite lievi.    L'agenzia di stampa ufficiale giordana, Petra, ha dichiarato che le autorità hanno gestito 356 casi di caduta di frammenti di missile in tutto il paese dall'inizio della guerra all'Iran.

Wall Street avanza, spera nella schiarita per lo Stretto di Hormuz

Wall Street avanza con l'accelerazione degli sforzi per consentire il flusso di idrocarburi nel Golfo Persico e con la speranza che le petroliere siano in grado di attraversare lo Stretto di Hormuz. Il Dow Jones sale dell'1,07% a 47.062,53 punti, il Nasdaq avanza dell'1,44% a 22.424,27 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,24% a 6.714,35 punti.       Le dichiarazioni del segretario al Tesoro Scott Bessent sul transito di petroliere iraniane nello Stretto di Hormuz hanno spinto al ribasso le quotazioni del greggio, con il Wti in calo del 3,27% a 95,48 dollari al barile. I riflettori sono puntati sulla Fed che mercoledì renderà note le sue decisioni di politica monetaria. Donald Trump ha già chiesto al presidente Jerome Powell di ridurre i tassi "immediatamente".

Grande frammento di missile cade vicino all'ufficio di Netanyahu a Gerusalemme

Nell'ultimo  attacco lanciato dall'Iran, una grossa scheggia di missile è caduta  vicino all'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme,  le foto sono state diffuse dai soccorritori. I vigili del fuoco hanno  anche pubblicato l'immagine di un enorme frammento di missile lanciato dall'Iran e caduto su un'abitazione a Gerusalemme.  Colpita anche la sede di una grande scuola ebraica. I soccorritori  riferiscono che nell'area della Città Santa un uomo di 42 anni è stato  ferito da schegge incandescenti e ha riportato ustioni.

X/@kann_news

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Iran, Tajani: "Incontro con Rutte per evitare escalation"

"Oggi a #Bruxelles ho avuto un confronto con il Segretario Generale della Nato Mark Rutte sulla necessita' di rafforzare le iniziative diplomatiche ed evitare un escalation in Medio Oriente", scrive il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. "L'Italia continua ad essere protagonista della Nato anche a sostegno dell'Ucraina e vuole giocare un ruolo di primo piano per rafforzare il pilastro europeo dell'Alleanza Atlantica. In questo scenario internazionale, ho sottolineato come sia essenziale lavorare per consolidare il Fianco Sud dell'Alleanza e la cooperazione in materia di sicurezza con i Paesi del Golfo cui va la nostra solidarieta' per gli ingiustificati attacchi dall'Iran.

Iran, Federmeccanica: "Se guerra dura poco conseguenze smaltibili"

"Ancora non abbiamo numeri per poter capire. Sappiamo quanti possono essere i miliardi che possono essere a rischio o a rischio potenziale. Dipende da una cosa principale: quanto durera' questo conflitto e penso che questo non lo sappia nessuno". Lo ha detto il presidente di Federmeccanica, Simone Bettini, a proposito degli impatti della guerra sulla filiera metalmeccanica e sulle aziende che rappresenta Federmeccanica. Bettini oggi e' stato a Taranto in Confindustria Taranto per l'ex Ilva. "Se questo conflitto da qui a una, due, tre settimane, dovesse rallentare o fermarsi - dice Bettini -, probabilmente potremmo smaltire le conseguenze anche in poco tempo. Se questo conflitto dovesse durare piu' a lungo, probabilmente potremmo iniziare a contare le problematiche che emergono. Pensiamo ai costi del petrolio e a quello che impatta sui costi dell'energia. Immaginiamoci per le famiglie e le imprese se davvero il petrolio, come dicono in Iran, dovesse arrivare a 200 dollari il barile. Pensiamo alle nostre bollette. Sarebbe uno scenario sicuramente devastante. Auguriamoci che la pace passi avanti alle cose e si trovino gli equilibri per fare in modo di ritornare alla serenita'. La pace porta nei Paesi a lavorare, a creare ricchezza, e se in Paese si crea la ricchezza, poi arriva anche la democrazia", conclude.

Teheran: "Non capitoleremo davanti al bullismo americano"

"Il motivo per cui le autorità americane continuano a dare una cattiva reputazione agli iraniani e a definirli 'una nazione di terrore e odio' è che gli iraniani non capitolano davanti al bullismo e resistono alla brutale aggressione contro la loro amata patria". Lo afferma su X il portavoce del Ministero degli esteri iraniano Esmaeil Baghaei.

Iran, 5 calciatrici ritirano richiesta asilo, team verso rientro

Il capitano della nazionale di calcio femminile iraniana e' diventata la quinta atleta della squadra a ritirare la sua richiesta di asilo all'Australia, in un caso in cui sport e politica si sono intrecciati in modo drammatico. Secondo l'agenzia ufficiale della Repubblica islamica Irna, Zahra Ghanbari, la capitano, e' in Malesia con il resto della squadra. Da qui la nazionale e lo staff tecnico sta tentando di tornare in patria con i collegamenti aerei ancora nel caos per via della guerra. Sette membri della nazionale femminile iraniana - sei giocatrici e un membro dello staff - avevano inizialmente chiesto asilo in Australia dopo essere state etichettate come "traditrici" nel loro Paese per essersi rifiutate di cantare l'inno nazionale prima di una partita, nel contesto della guerra in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele. In totale, quindi, solo due atlete iraniane rimaste in Australia. Si teme che i ripensamenti siano legati alle pressioni e minacce esercitate in patria sui famigliari. La delegazione della nazionale e' arrivata oggi all'aeroporto di Kuala Lumpur per imbarcarsi su un volo per l'Oman, secondo quanto riferito da un funzionario della Confederazione calcistica asiatica. La maggior parte delle giocatrici ha rifiutato di parlare con i media, ma una di loro ha detto: "Mi manca la mia famiglia". La squadra dovrebbe recarsi dall'Oman a Istanbul, prima di dirigersi verso la citta' turca di Van ed entrare in Iran. Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente accusato le autorita' iraniane di fare pressioni sugli atleti iraniani all'estero, minacciando le loro famiglie o i loro beni qualora avessero disertato o rilasciato dichiarazioni critiche nei confronti della Repubblica Islamica. Le autorita' iraniane, a loro volta, hanno accusato l'Australia di aver fatto pressioni sulle giocatrici affinche' rimanessero.

Frammento di missile iraniano cade vicino al Patriarcato greco a Gerusalemme

In seguito all'ultimo attacco dell'Iran, un grande frammento di missile è caduto vicino al Patriarcato Greco nella città vecchia a Gerusalemme, come apprende l'ANSA.

Sri Lanka, settimana lavorativa 4 giorni per taglio carburante

Lo Sri Lanka ridurra' la settimana lavorativa a quattro giorni per preservare le scarse riserve di carburante e prepararsi agli effetti di un possibile conflitto prolungato in Medio Oriente. Lo hanno annunciato le autorita' del Paese. Il commissario generale ai servizi essenziali, Prabath Chandrakeerthi, ha spiegato che le istituzioni pubbliche funzioneranno solo quattro giorni alla settimana a partire da mercoledi'. La misura riguardera' anche scuole e universita' e restera' in vigore a tempo indeterminato nell'ambito delle nuove politiche di austerita'. "Chiediamo anche al settore privato di seguire questo esempio e di dichiarare il mercoledi' giorno non lavorativo", ha dichiarato Chandrakeerthi ai giornalisti al termine di una riunione d'emergenza guidata dal presidente Anura Kumara Dissanayake. "Dobbiamo prepararci al peggio, sperando nel meglio", ha detto il capo dello Stato ai suoi funzionari, secondo quanto riferito da una fonte presente all'incontro. Il governo ha precisato che i servizi essenziali, come ospedali, porti e servizi di emergenza, continueranno a funzionare normalmente. Sono state inoltre sospese tutte le cerimonie pubbliche e ai funzionari viene chiesto di lavorare da casa quando possibile, sempre per ridurre il consumo di carburante. Domenica l'esecutivo ha introdotto anche un sistema di razionamento del carburante, limitando ogni automobilista a 15 litri di benzina o diesel a settimana, mentre ai trasporti pubblici sono assegnati fino a 200 litri settimanali. Secondo le autorita', le riserve nazionali di benzina e diesel sono sufficienti per circa sei settimane, ma qualsiasi interruzione delle forniture potrebbe avere effetti gravi sull'isola. Lo Sri Lanka importa l'intero fabbisogno di petrolio e anche carbone per la produzione elettrica. I prodotti petroliferi raffinati arrivano soprattutto da Singapore, Malaysia e Corea del Sud, mentre il greggio destinato alla raffineria costruita dall'Iran proviene dal Medio Oriente. Il governo ha avvertito che un'escalation del conflitto nella regione potrebbe compromettere gli sforzi del Paese per uscire dalla grave crisi economica iniziata nel 2022, quando Colombo e' andata in default sul debito estero da 46 miliardi di dollari dopo aver esaurito le riserve di valuta. Da allora lo Sri Lanka ha ottenuto un programma di salvataggio del Fondo monetario internazionale da 2,9 miliardi di dollari.

Iran, P.De Luca (Pd): "Prezzi alle stelle. Meloni eclissata"

"Mentre il prezzo della benzina continua a schizzare alle stelle e, a catena, aumentano anche i generi alimentari e il costo della vita per milioni di famiglie, il Paese avrebbe bisogno di un governo concentrato, serio e presente. Questa guerra unilaterale e senza strategia si sta rivelando un disastro globale senza precedenti, ma proprio per questo servono scelte chiare, responsabilita' e proposte concrete per difendere cittadini e imprese dagli effetti economici sempre piu' pesanti. E invece cosa vediamo? Una premier blindata a Palazzo Chigi che continua a riempire i social di post sul referendum e si e' eclissata invece rispetto a questa guerra illegale e dagli effetti devastanti. Il tutto mentre La Russa invita al Senato come priorita' la famiglia del bosco. Il punto e' semplice: sull'emergenza carburanti non c'e' una posizione, non c'e' una strategia, non c'e' neppure una bozza di intervento. Zero idee, zero iniziative a livello economico come a livello internazionale. Anzi divisioni enormi sulle sanzioni alla Russia. In questo caos il prezzo alla pompa sale e la spesa degli italiani pesa sempre di piu'. Il Paese non puo' permettersi un governo immobile e diviso. Servono risposte subito: misure vere contro il caro benzina, sostegno alle famiglie e una linea chiara su una crisi internazionale che sta gia' producendo conseguenze pesantissime sulla nostra economia e la sicurezza nazionale". Lo dice Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

M.O., famiglia palestinese uccisa: Lapid si scusa a nome Israele

Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid si e' scusato a nome di Israele per l'uccisione sabato notte di una famiglia palestinese da parte di agenti dell'antiterrorismo a Tammun, in Cisgiordania. L'auto sulla quale viaggiavano e' stata crivellata di colpi e sono morti padre, madre e due figli piccoli. Altri due figli della coppia - Mustafa, 8 anni, e Khaled di 11 - sono sopravvissuti, con lievi ferite da schegge. L'accaduto ha scatenato critiche in Israele e l'apertura di un'indagine del ministero della Giustizia sull'operato degli agenti. "Capisco che ci siano esigenze operative e situazioni in cui i soldati agiscono rapidamente e commettono errori", ha affermato il leader centrista denunciando tuttavia "il fatto che siano stati uccisi due bambini piccoli, uno di sette anni con bisogni speciali, insieme al fratello di cinque" e il "governo non abbia detto una sola parola". "Se il governo non lo fara', voglio dire questo: lo Stato di Israele esprime il suo cordoglio".

Il Brasile tassa l'export di petrolio per tagliare il prezzo del diesel alla pompa

La nuova tassa del 12% sulle esportazioni di petrolio greggio introdotta dal governo del Brasile per finanziare gli sgravi fiscali sul diesel alla pompa non dovrebbe avere effetti rilevanti sui ricavi delle compagnie petrolifere che dovranno pagarla. Lo ha affermato la presidente della compagnia energetica statale brasiliana Petrobras, Magda Chambriard, spiegando che il recente aumento delle quotazioni internazionali del greggio, legato alla guerra in Medio Oriente, compensa ampiamente il nuovo prelievo. "È uno scenario di guerra. Se prima esportavo un barile a 60 dollari e ora vale 100, posso lamentarmi di una tassa temporanea del 12%? La quotazione compensa ampiamente l'imposta", ha dichiarato Chambriard durante una conferenza stampa.    La tassa rientra nel pacchetto di misure con cui il governo di Brasilia punta a limitare l'impatto dell'aumento del prezzo del petrolio sul costo della vita e sull'inflazione. L'esecutivo ha infatti deciso di azzerare le imposte federali sul diesel (Pis e Cofins) per contenere i rincari nei trasporti e nella filiera alimentare. Oltre allo sgravio fiscale, un decreto prevede una sovvenzione diretta a produttori e importatori di diesel.     La Petrobras dal canto suo ha annunciato un aumento di 0,38 real al litro del diesel venduto alle imprese di distribuzione. Secondo la compagnia, tuttavia, l'effetto finale per i consumatori dovrebbe essere minimo grazie alle misure varate dall'esecutivo. Chambriard ha stimato che l'impatto complessivo possa ridursi ad appena 0,01 euro (0,06 real) al litro.

Iran ai Paesi musulmani: "Scegliete tra noi o Usa e Israele"

Ali Larijani, segretario del consiglio per la sicurezza dell'Iran e influente figura della Repubblica islamica, ha lanciato un appello ai Paesi musulmani chiedendo di scegliere se sostenere Teheran oppure gli Stati Uniti e Israele. "Da che parte state? Pensate al futuro del mondo islamico. Sapete che l'America non vi è fedele e che Israele è vostro nemico. Pensate per un attimo a voi stessi e al futuro della regione. L'Iran è un vostro benefattore e non ha alcuna intenzione di dominarvi", si legge nel messaggio articolato in sei punti che Larijani ha condiviso su X, dove ha criticato l'atteggiamento dei Paesi musulmani durante il conflitto.   "L'Iran continua a resistere ai grandi e piccoli demoni (America e Israele), ma il comportamento degli Stati islamici non è forse in contraddizione con le parole del Profeta (pace e benedizioni su di lui) che disse: 'Se non rispondi al grido di un musulmano, non sei un musulmano'? Che razza di musulmano è questo?!", ha affermato Larijani, difendendo gli attacchi da parte di Teheran contro le basi militari americane nel Golfo. "L'Iran dovrebbe permettere di essere attaccato dalle basi americane presenti nei vostri Paesi? Stanno cercando delle scuse; da una parte della battaglia odierna ci sono l'America e Israele, dall'altra l'Iran musulmano e le forze di resistenza", ha scritto il segretario del consiglio di sicurezza, aggiungendo che "l'unità della Umma (comunità) islamica, con tutta la sua forza, può garantire la sicurezza, l'eccellenza e l'indipendenza di tutti i Paesi".

Iran, media: "Khamenei ha nominato il suo consigliere militare"

Essendo il primo atto ufficiale noto di Mojtaba, la nomina viene considerata quasi un manifesto: Rezaei e' considerato un elemento radicale del sistema, legato al defunto leader Ali Khamenei, ma da anni oggetto anche di sarcasmo e ironie sulla rete. Secondo alcuni analisti, la scelta conferma che l'autorita' reale nella Repubblica islamica si e' spostata dai religiosi ai Guardiani della Rivoluzione (Irgc), l'esercito ideologico del Paese, con la Guida Suprema che funge da facciata a questo passaggio di poteri. Rezaei e' oggetto di una red notice dell'Interpol ed e' soprannominato "l'eterno candidato" per aver tentato piu' volte e senza successo la corsa alla presidenza: 2009, 2013 e 2021. "Le elezioni senza Rezaei sono come il kebab senza cipolla", sarebbe un detto diffuso tra gli iraniani. Sulla rete in molti utenti in persiano hanno ironizzato sulla nomina, associando la scelta alla presunta disperazine del regime: "A quanto pare, non e' rimasto nessun altro in vita, quindi Mohsen Rezaei e' stato nominato consigliere militare", e' solo uno dei commenti. Ali Khamenei lo aveva nominato a capo dei Pasdaran nel 1981, a 27 anni; un ruolo che ha mantenuto per 16 anni, durante la guerra tra Iran e Iraq. Dopo aver lasciato i Guardiani della Rivoluzione nel 1997 e' diventato segretario del Consiglio per il Discernimento, una posizione chiave che ha ricoperto fino al 2021.

Libano: "Gli attacchi israeliani hanno causato 886 morti dal 2 marzo"

Il ministero della Salute libanese ha annunciato oggi che gli attacchi israeliani hanno ucciso 886 persone nel Paese dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo scorso.     Il nuovo comunicato del ministero precisa che tra le vittime figurano 67 donne, 111 bambini e 38 operatori sanitari, mentre altre 2.141 persone sono rimaste ferite.

Iran, detriti caduti vicino Santo Sepolcro: un ferito lieve

Frammenti di missili balistici iraniani intercettati sono caduti presso la Chiesa del Santo Sepolcro nella Citta' Vecchia di Gerusalemme. Lo ha riferito Times of Israel. I soccorritori hanno fatto sapere che una persona e' rimasta leggermente ferita a una mano dopo aver toccato un frammento incandescente.

Media: "Delhi cerca un passaggio a Hormuz, Iran chiede dissequestro petroliere"

"L'Iran ha chiesto all'India di rilasciare tre petroliere sequestrate a febbraio" e la richiesta rientra "nell'ambito dei colloqui volti a garantire il passaggio sicuro delle navi battenti bandiera indiana o dirette in India fuori dal Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz": lo scrive l'agenzia Reuters sul proprio sito web citando tre fonti "a conoscenza della questione". La Reuters afferma che "le autorità indiane hanno sequestrato tre petroliere collegate all'Iran vicino alle acque territoriali indiane, sostenendo che avessero occultato o alterato la propria identità e fossero coinvolte in trasferimenti illegali di petrolio da nave a nave in mare". Secondo una fonte iraniana dell'agenzia, l'Iran chiede anche "forniture di determinati medicinali e attrezzature mediche" e l'ambasciatore iraniano a Nuova Delhi ha incontrato oggi funzionari del ministero degli Esteri indiano per discutere la questione.

Media: "Khamenei ordina che i funzionari nominati dal padre restino in carica"

In un decreto scritto attribuito alla nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei ha ordinato che i funzionari nominati direttamente dal padre assassinato continuino a ricoprire le loro posizioni senza necessità di rinnovo dell'incarico. Lo riporta Iran International.    "A seguito di richieste da parte di alcuni dirigenti e funzionari di enti che erano stati nominati direttamente dalla Guida martire, annuncio che nessuno di loro necessita di un rinnovo dell'incarico per il momento", si legge nel decreto pubblicato oggi, riporta Iran International, che aggiunge: Mojtaba ha inoltre incaricato i funzionari di continuare a svolgere le proprie funzioni in base alle politiche e alle direttive ricevute durante la vita di Ali Khamenei.

Iran, Bergamini (FI): "Governo al lavoro contro rincari"

"Il governo e' al lavoro per individuare e adottare strumenti efficaci a tutela delle famiglie e delle imprese italiane colpite dai rincari dell'energia. Un obbligo che abbiamo, perche' non possono essere i cittadini a pagare il prezzo di questo nuovo conflitto in Medio Oriente". Lo ha detto Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia e responsabile Esteri del partito, ai microfoni del Tg1.

Iran, Bri mette in guardia su rischi inflazione e tassi

Le ripercussioni economiche della guerra in Medio Oriente sono ancora "poco chiare". Lo ha affermato il capo economista della Banca dei regolamenti internazionali (Bri) mettendo in guardi sui rischi per l'inflazione e i tassi d'interesse qualora il conflitto dovesse protrarsi. "Le implicazioni macroeconomiche del conflitto in Medio Oriente sono ancora poco chiare, data l'incertezza sulla sua portata e durata", ha dichiarato Hyun Song Shin, capo del dipartimento monetario ed economico, durante una conferenza stampa. Il recente aumento dei tassi di interesse, ha osservato, "a breve termine" dimostra che "le aspettative relative alle politiche monetarie continuano ad adeguarsi", ma, "almeno finora", i mercati hanno continuato a funzionare "in modo ordinato", "nonostante l'intensita' dei recenti movimenti". Tuttavia, ha avvertito, "se il conflitto dovesse persistere o estendersi oltre le attuali aspettative, cio' potrebbe innescare aggiustamenti piu' marcati delle aspettative (dei mercati) sull'inflazione". "Un aumento dei tassi d'interesse potrebbe mettere sotto pressione la generosa valutazione degli attivi e i crescenti costi di finanziamento dei governi", ha osservato.

La Turchia condanna le operazioni terrestri di Israele in Libano

La Turchia ha condannato le operazioni militari terrestri delle forze armate israeliane contro Hezbollah in Libano. "Condanniamo fermamente l'operazione di terra israeliana contro il Libano, che aggrava ulteriormente l'instabilità nella regione. L'attuazione da parte del governo (di Benjamin) Netanyahu di politiche genocide e di punizione collettiva, questa volta in Libano, porterà a una nuova catastrofe umanitaria nella regione", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri turco, secondo cui le operazioni "violano la sovranità e l'integrità territoriale del Libano".

Iran, Unionplast: "Forte pressione su filiera materie plastiche"

"Di fronte a una volatilita' cosi' estrema delle materie prime e dell'energia e' impensabile che gli aumenti restino all'interno della filiera produttiva: per garantire continuita' industriale e' inevitabile che vengano trasferiti lungo tutta la catena del valore". Lo afferma il Presidente di Unionplast Massimo Centonze. L'attuale escalation delle tensioni geopolitiche nell'area mediorientale, unita alle criticita' che stanno interessando uno dei principali snodi strategici del commercio energetico mondiale, sta generando forti ripercussioni sui mercati globali dell'energia e delle materie prime industriali. Il conseguente aumento del prezzo del petrolio e del gas, insieme alla crescente volatilita' dei mercati delle commodity, sta producendo effetti immediati sull'intera filiera europea dei polimeri e delle materie plastiche. Le imprese della trasformazione, poco meno di 5.000 aziende con oltre 100.000 addetti ed un fatturato di circa 18 miliardi (numeri che raddoppiano se si tiene conto delle lavorazioni successive alla mera prima trasformazione) segnalano una situazione di emergenza caratterizzata da: incrementi repentini dei prezzi delle materie prime plastiche; instabilita' nelle disponibilita' di approvvigionamento e aumento dei costi energetici e logistici; riduzione della prevedibilita' ed estrema difficolta' nella pianificazione produttiva. In uno scenario cosi' instabile, annota l'associazione, la stabilita' dei prezzi nel medio periodo non puo' essere garantita. L'obiettivo di Unionplast resta quello di monitorare i mercati con trasparenza, mantenendo un dialogo costante con partner e clienti per preservare la competitivita' industriale e la sostenibilita' economica dell'intero sistema produttivo del Paese.

Grande frammento di missile cade vicino all'ufficio di Netanyahu a Gerusalemme

Nell'ultimo attacco lanciato dall'Iran, una grossa scheggia di missile è caduta vicino all'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, le foto sono state diffuse dai soccorritori.  I vigili del fuoco hanno anche pubblicato l'immagine di un enorme frammento di missile lanciato dall'Iran e caduto su un'abitazione a Gerusalemme. Colpita anche la sede di una grande scuola ebraica.    I  soccorritori riferiscono che nell'area della Città Santa un uomo di 42 anni è stato ferito da schegge incandescenti e ha riportato ustioni.

Iran, Amnesty sull'attacco Usa a scuola Minab: "Crimine di guerra"

Lo scorso 28 febbraio, un missile Tomahawk statunitense ha colpito la scuola elementare femminile Shajarah Tayyebeh, nella città iraniana di Minab, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Sono morte in tutto più di 170 persone. La maggior parte erano le bambine che erano a lezione dentro l’edificio. Gli Usa hanno subito negato di essere i responsabili, anche se i video e le informazioni disponibili hanno sempre puntato in quella direzione.

Adesso sono arrivati i risultati di un’indagine su quanto successo condotta da Amnesty International, che confermerebbero la dinamica già emersa: “Le autorità statunitensi non hanno preso le precauzioni possibili per evitare vittime civili, cosa che costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario”, fa sapere l’organizzazione per i diritti umani. Si chiede quindi che “chi ha pianificato ed eseguito quell’attacco sia chiamato a risponderne in giudizio” e che si indaghi qualificando l’attacco come un crimine di guerra. 

Iran, Amnesty sull'attacco Usa a scuola Minab: 'Crimine di guerra'

Iran, Amnesty sull'attacco Usa a scuola Minab: 'Crimine di guerra'

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Iran, Consiglio sanziona 16 persone per violazioni diritti umani

Il Consiglio ha sanzionato 16 persone per gravi violazioni dei diritti umani in Iran. Le nuove sanzioni riguardano diversi individui ed entita' che hanno svolto un ruolo chiave nella repressione delle proteste di piazza del gennaio 2026, che ha causato migliaia di vittime civili. Il Consiglio ha sanzionato il viceministro degli Interni iraniano per la sicurezza e l'applicazione della legge e diversi comandanti delle sezioni locali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) direttamente coinvolti nella violenta repressione delle proteste. Inoltre, il Consiglio ha inserito nella lista il Corpo Mohammad Rasulullah, responsabile del coordinamento delle forze IRGC e Basij a Teheran, e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche Imam Reza, sezione locale dell'IRGC nella provincia di Khorasan Razavi, dove la repressione delle proteste e' stata particolarmente brutale. Inoltre, il Consiglio ha pubblicato oggi un elenco di membri della magistratura che hanno partecipato a procedimenti giudiziari contro manifestanti pacifici, attivisti civili e sociali, comprese attiviste per i diritti delle donne, nonche' giornalisti e attivisti politici critici nei confronti delle autorita'. Alcuni degli individui elencati sono responsabili di estorsioni di confessioni forzate, di violazione delle garanzie di un giusto processo e di emissione di pene severe contro attivisti pacifici.

Iran, Larijani: "Nessun Paese islamico si è schierato con noi"

"Salvo rare eccezioni e solo entro i limiti delle proprie posizioni politiche, nessun Paese islamico si e' schierato al fianco del popolo iraniano. Ciononostante, il popolo iraniano, grazie alla sua forte volonta', e' riuscito a sopprimere l'aggressore, che ora non riesce a trovare una via d'uscita da questa difficile situazione strategica". Lo afferma il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, in un messaggio rivolto ai Paesi islamici. "L'Iran continua la sua lotta di resistenza contro il Grande Satana e il Piccolo Satana, ovvero l'America e Israele. Ma la posizione di alcuni governi islamici non e' forse in contraddizione con il detto del Profeta: "Chiunque senta un uomo gridare 'O musulmani!' e non risponda, non e' un musulmano"? Che tipo di Islam e' questo?", aggiunge. "Alcuni Paesi si sono spinti ancora oltre, affermando che l'Iran e' diventato loro nemico perche' ha preso di mira basi americane e interessi americani e israeliani sul loro territorio. State forse chiedendo all'Iran di rimanere inerte mentre le basi americane nei vostri Paesi vengono usate per attaccarlo? Questi sono pretesti inconsistenti. Lo scontro odierno e' tra l'America e Israele da una parte, e l'Iran musulmano e le forze di resistenza dall'altra. Da che parte state?", evidenzia ancora Larijani. "Pensate al futuro del mondo islamico. Sapete che l'America non e' affidabile e che Israele e' vostro nemico. Fermatevi un attimo a riflettere su voi stessi e sul futuro della regione. L'Iran vi sta offrendo un consiglio sincero e non cerca di dominarvi. L'unita' della nazione islamica, se realizzata con piena forza, e' in grado di garantire sicurezza, progresso e indipendenza a tutti i suoi paesi. La pace sia con voi", conclude l'esponente iraniano.

Forni solari per Gaza con la Flotilla: "Aiuto per chi vive in emergenza"

A Gaza molte famiglie vivono in alloggi di fortuna, spesso in tende improvvisate, dove anche la preparazione di un pasto può diventare un rischio per la salute. Inoltre, le bombole di gas sono molto costose e l'uso della legna può essere nocivo se usato all'interno delle tende. Partendo da questa consapevolezza, il professore Giovanni Di Nicola, docente di fisica tecnica al Dipartimento di ingegneria industriale e scienze matematiche dell'Università Politecnica delle Marche (Univpm), ha deciso di spedire a Gaza cinque forni solari: uno strumento progettato per cucinare sfruttando l'energia del sole grazie a superfici riflettenti e materiali isolanti che concentrano la radiazione solare e la trasformano in calore necessario per cuocere. I forni, insieme ad altri aiuti umanitari, verranno imbarcati nella barca a vela della Global Sumud Flotilla che salperà da Ancona domenica 22 marzo verso Augusta, nel Catanese, per ricongiungersi alla spedizione che sarà diretta verso la Palestina.     "Li abbiamo già inviati e usati in Etiopia e Tanzania e sono parte integrante del programma didattico di un master in logistica umanitaria organizzato dalla professoressa dell'Univpm Claudia Paciarotti. - ha affermato Di Nicola - Da noi hanno un uso più limitato, ma in contesti di emergenza possono essere molto utili e io sono contento che la ricerca possa essere orientata a fin di bene".    I forni solari possono essere di varie dimensioni, ma il docente ha scelto di inviare il modello in legno "Kimono", ideato dall'ingegnere Matteo Muccioli. Leggero e facilmente trasportabile, il "Kimono" è un forno solare "a pannello", pieghevole: una caratteristica che lo rende facilmente montabile, trasportabile e adattabile in contesti di emergenza.

Libano, Gb: "Oltre 5 milioni sterline in aiuti a sfollati"

Il ministro degli Esteri britannico Yvette Cooper ha annunciato uno stanziamento di oltre 5 milioni di sterline (quasi 5,8 milioni di euro) in aiuti umanitari di emergenza per sostenere migliaia di civili vulnerabili e sfollati in Libano e soddisfare i loro bisogni primari. Gli aiuti saranno distribuiti tramite partner tra cui il Programma Alimentare Mondiale (Wfp), la Croce Rossa Libanese e il Fondo di aiuto umanitario Onu per il Libano (Ocha), in stretto coordinamento con il governo libanese.

Iran, Schlein: "Non ho risentito Meloni, in contatto Crosetto"

"Avevo apprezzato l'apertura di Giorgia Meloni sulla proposta di accise mobili che avevo fatto, solo che i giorni passano e non accade nulla. L'altro giorno la presidente mi ha chiamato, era tre giorni fa e non ci siamo ancora risentite, nel frattempo mi tengo in stretto contatto con il ministro Crosetto". Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Tagada' su la7.

Iran, Schlein: "Governo intervenga su accise e dica No a guerra"

"Io mi aspetto dal governo itaiano chiarezza sul fatto che non si faranno trascinare in questa guerra illegale di Trump e Netanyahu". Lo dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Tagada', su La7. Il costo di questa guerra gli italiani la stanno gia' pagando, sta costando gia' 16 milioni e mezzo sui carburanti", aggiunge Schlein: "Chiediamo di tagliare subito le accise attraverso quell'extragettito", aggiunge Schlein.

Wsj: "Dai droni alle truppe, tutte rischiose le opzioni di Trump per Hormuz"

Tutte le opzioni a disposizione di Donald Trump per mettere al sicuro lo Stretto di Hormuz comportano rischi. L'accompagnare le petroliere attraverso lo Stretto - riporta il Wall Street Journal - implicherebbe il dispiegamento di due navi per ogni petroliera così da avere le difese aeree necessarie. Un'altra opzione prevede il pattugliamento dei cieli da parte di decine di droni Reaper MQ-9. L'alternativa più costosa e rischiosa sarebbe quella di prendere il controllo dello Stretto, ma l'operazione richiederebbe migliaia di soldati e l'impegno a mantenerli nell'area per mesi. "Mantenere il controllo dell'area richiederebbe un'invasione", hanno spiegato alcuni analisti militari.      Il Wall Street Journal osserva inoltre come Trump e il Pentagono dipingono da giorni la guerra in Iran come un successo anche se stanno "implorando altri paesi a unirsi" agli Stati Uniti "per risolvere la crisi energetica nello Stretto di Hormuz" .

Iran, Araghchi: "Paesi vicini stanno incoraggiando massacro"

"Centinaia di civili iraniani sono stati uccisi nei bombardamenti israelo-statunitensi, tra cui oltre 200 bambini. I report affermano che alcuni stati vicini che ospitano forze statunitensi e permettono attacchi all'Iran stanno anche attivamente incoraggiando questo massacro. Le posizioni dovrebbero essere chiarite prontamente". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Israele, Lapid: "Governo usa guerra per passare leggi divisive"

Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha attaccato duramente il governo, accusandolo di usare la guerra contro l'Iran come 'scudo' mentre porta avanti in Parlamento leggi controverse e fortemente divisive. Il piano dell'esecutivo del premier Benjamin Netanyahu e' "trasparente", ha sostenuto il leader del partito centrista Yesh Atid: secondo loro "a causa della guerra, resteremo in silenzio mentre smantellano il Paese". "Questo non funzionera'. Continueremo a sostenere le forze di sicurezza, ma non riusciranno a metterci a tacere", ha assicurato Lapid. "Continuano a dirci, 'Sosteneteci', 'Mostrate unita'', 'Non state sostenendo Netanyahu abbastanza', e allo stesso tempo, senza battere ciglio, senza un briciolo di vergogna, mettono sul tavolo le leggi piu' divisive, polarizzanti e distruttive. Il fatto che propongano queste leggi in tempo di guerra e' una mancanza di rispetto per le persone che si trovano nei rifugi, per i piloti che operano in Iran, per i combattenti in Libano", ha affermato Lapid. Nel mirino ci sono una serie di disegni di legge promossi dal governo, tra cui la riforma del mercato dei media, la divisione del ruolo del procuratore generale e l'istituzione di una commissione d'inchiesta di nomina politica per indagare sul massacro di Hamas del 7 ottobre. Dopo una sospensione delle attivita' del Parlamento per due settimane dovuta alla guerra con l'Iran, la Knesset ha ripreso i lavori ieri e il presidente Amir Ohana ha gia' fatto sapere di volerli intensificare, aprendo la strada a una ripresa del dibattito su leggi controverse.

Usa, Pechino: "Manteniamo i contatti per la visita di Trump"

La Cina ha dichiarato che rimane in contatto con gli Stati Uniti in merito alla visita di Donald Trump, dopo che quest'ultimo ha minacciato di rinviare il viaggio se Pechino non contribuira' a sbloccare lo Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, Pechino ha esortato gli Stati Uniti a cessare le loro "azioni errate" in ambito commerciale, ma ha definito "costruttivi" i colloqui sul commercio avvenuti lo scorso fine settimana a Parigi tra i rappresentanti cinesi e americani. Il commercio dovrebbe essere un tema chiave nei colloqui tra il presidente Xi Jinping e il suo omologo americano, attesi da mesi e programmati, secondo la Casa Bianca, dal 31 marzo al 2 aprile. Tuttavia, le turbolenze in Medio Oriente, il blocco dello Stretto di Hormuz e la conseguente crisi globale gettano dubbi sull'esito di questo evento molto atteso, concepito per offrire una tregua duratura dalle tensioni commerciali che hanno caratterizzato il 2025 dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca. "La Cina e gli Stati Uniti restano in contatto riguardo alla visita del presidente Trump in Cina", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, che ha pero' rifiutato di commentare un possibile aiuto cinese per la riapertura dello Stretto di Hormuz. La Cina ha condannato subito gli attacchi americani e israeliani in Iran come ha anche criticato i raid della Repubblica islamica contro gli Stati del Golfo. Lin Jian ha ribadito l'appello della Cina affinche' "tutte le parti cessino immediatamente le operazioni militari".

Media: "Il discorso di Mojtaba Khamenei scritto da Larijani"

Una fonte iraniana vicina ai riformisti ha dichiarato al media kuwaitiano Al-Jarida che sussistono notevoli dubbi sul fatto che il primo messaggio attribuito a Majtaba Khamenei sia stato da lui scritto. In verità - si sostiene - l'autore sarebbe ol Segretario generale del consiglio supremo per la sicurezza nazionale, Ali Larijani, visto che il messaggio è identico a diverse dichiarazioni rilasciate da quest'ultimo prima del discorso. Secondo la stessa fonte, il figlio di Khamenei non era nemmeno stato informato del discorso.    Il media kuwaitiano è lo stesso che ha diffuso la notizia che Mojtaba è stato trasferito segretamente a Mosca per un intervento chirurgico per motivi di salute e sicurezza.   La mancanza di apparizioni pubbliche di Khamenei da quando è stato nominato Guida Suprema iraniana e di una registrazione audio del discorso hanno rafforzato questi sospetti, tanto che nei giorni scorsi il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi era intervenuto rassicurando che c'è "alcun problema" riguardo a Mojtaba Khamenei.

Crosetto: "Favorire de escalation anche nello stretto di Hormuz"

Questa mattina con il collega giapponese Shinji Rokoiz, "a cui mi lega un solido rapporto di fiducia, reciproca. Ci siamo scambiati informazioni, assistiti dai nostri staff, sulla delicata situazione in medioriente, condividendo la volontà di favorire una de escalation, anche in merito alla situazione nello stretto di Hormuz, e rafforzando il coordinamento non solo tra i nostri Paesi ma anche con partner e alleati". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Petrolio, Aie: Rilascio altre riserve strategiche "se serve"

L'Aie e' pronta a rilasciare ulteriori riserve strategiche di petrolio "se necessario". Lo ha detto il direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale per l'Energia Faith Birol. "In termini di riserve governative e industriali (...), se le sommiamo, rimarranno ancora piu' di 1,4 miliardi di barili, il che significa che potremo fare di piu' in seguito, se necessario", ha affermato Birol.

Iran: "Lotteremo finchè Usa e Israele non imporranno più guerra"

L'Iran ha dichiarato che le sue Forze armate sono determinate a "difendersi finche' necessario", finche' Stati Uniti e Israele non capiranno che non possono attaccarli "quando vogliono e fermarsi quando gli pare". "Le nostre Forze armate e il nostro popolo sono determinati a difendersi finche' necessario, finche' il nemico non capira' che non puo' iniziare una guerra contro l'Iran quando vuole e fermarla quando gli pare", ha avvertito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, in una conferenza stampa. Baqaei ha aggiunto che l'Iran non tollerera' che "due regimi malvagi" (riferendosi a Stati Uniti e Israele) impongano la guerra e poi, quando fa loro comodo o quando si trovano ad affrontare problemi logistici e difensivi, dichiarino un cessate il fuoco solo per riprendere l'aggressione poco dopo. "L'aggressore, secondo la ragione, la logica e il diritto internazionale, deve essere chiamato a risponderne. Dobbiamo garantire che questa guerra, o queste guerre intermittenti, non vengano imposte di nuovo periodicamente alla nostra regione e al nostro Paese", ha affermato.

Starmer prova a frenare effetto guerra in Gb, tetti su bollette e accise

Un piano mirato in 5 punti, e limitato per ora a non più di 53 milioni di sterline di nuove risorse immediate, in risposta alle accuse rivolte dalle opposizioni - destre in primis - al suo governo laburista moderato di aver fatto poco o nulla dinanzi ai contraccolpi economici della guerra innescata in Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran. E' quanto illustrato oggi alla gente del Regno Unito e ai media dal premier britannico Keir Starmer, in aggiunta a tutta una serie di paletti politico-militari rimarcati sul fronte estero dinanzi alle pressioni crescenti e irritate scatenate dal presidente americano Donald Trump sugli alleati della Nato per allinearsi in qualche modo al conflitto israelo-americano inviando una missione navale destinata nelle intenzioni a garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz, vitale per i commerci petroliferi globali e non solo.    MISURE ECONOMICHE ANNUNCIATE PER FRONTEGGIARE GLI EFFETTI DEL CONFLITTO SUI BRITANNICI: 1) tetto contro i rincari di tutte le bollette energetiche esteso a fine giugno, in modo tale da assicurare risparmi medi di 170 sterline per famiglia. Con sconti ulteriori calcolati in 150 sterline per focolare domestico destinate ai "più vulnerabili"; 2) tetto sulle accise dei carburanti prolungato a fine settembre; 3) sostegno del Labour alle amministrazioni locali intenzionate a contenere i prezzi del gasolio da riscaldamento nelle case delle aree rurali e più marginali; 4) impegno ad accelerare i piani per la "sicurezza e la sovranità energetica" dell'isola; 5) impegno "diplomatico" a favore di una "soluzione complessiva del conflitto in Medio Oriente" resa ancor più necessaria dalla consapevolezza che "mettere fine alla guerra è il modo più veloce per ridurre i contraccolpi sul costo sulla vita".

Birol (Iea): "Abbiamo riserve di petrolio, pronti a nuove azioni"

I Paesi dell'Iea (l'agenzia internazioale dell'energia) hanno ancora "molte riserve di petrolio" nonostante il rilascio di quelle strategiche per 400 milioni di barili deciso nei giorni scorsi. Lo afferma il dg dell'organizzazione Faith Birol in dichiarazioni ai media sottolineando come "bisogna essere pronti a un conflitto prolungato" e che se necessario saranno prese ulteriori azioni. Birol ha quindi sottolineato come, in aggiunta ai membri dell'organizzazione, "ci sono altri Paesi che stanno valutando come fornire il loro supporto". Il dg ha ribadito che il conflitto in Medio Oriente rapppresenta la peggiore interruzione delle forniture mai vista. L'azione dei giorni scorsi "sta calmando" i mercati, ha aggiunto, riconoscendo come "ci vorrà tempo" per il recupero del mercato.

Petrolio, Wti perde il 5,2% a 93,37, su speranze per Hormuz

I prezzi del petrolio sono scesi sulle speranze che piu' navi possano passare attraverso lo stretto di Hormuz, la rotta di navigazione cruciale che e' stata quasi paralizzata dalla guerra in Medio Oriente. Il Wti e' crollato di oltre il cinque per cento (-5,2%) a 93,37 dollari al barile, mentre il Brent e' sceso di oltre il due per cento a 100,28 dollari al barile.

Fonti Nato: "Contatti individuali di alcuni alleati con Usa e altri Paesi per Hormuz"

"Gli alleati si sono già attivati per garantire una maggiore sicurezza nel Mediterraneo. Sappiamo che alcuni alleati stanno discutendo a livello individuale con gli Stati Uniti e altri su cosa in più possano fare, anche in relazione alla sicurezza nello Stretto di Hormuz". Lo afferma un funzionario Nato a proposito delle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump.

Iran: "Usa auspicavano nostra resa e ora chiedono aiuto"

"Gli Stati Uniti, che auspicavano la nostra resa incondizionata, ora si appellano ad altri Paesi per ottenere la riapertura dello Stretto di Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi.

Trump: "L'Iran non è pronto a un accordo"

Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato - in un'intervista a Pbs - che "l'Iran non e' pronto a un accordo". Ha confermato tuttavia che "la guerra finira' presto" e che "i prezzi del petrolio crolleranno immediatamente non appena sara' finita".

Media: "Distrutto aereo Iran con cui venivano trasferiti fondi e mezzi a Hezbollah"

Secondo funzionari della difesa israeliani, oltre all'aereo della guida suprema Ali Khamenei, l'aeronautica militare ha distrutto in Iran anche un aereo commerciale appartenente alla forza Quds, che veniva utilizzato per trasferire denaro e altri mezzi a Hezbollah in Libano e ad altri Paesi. Lo riferiscono media israeliani.    Israele stima che la distruzione degli aerei renderà più difficile il trasferimento di fondi ai gruppi alleati del regime degli ayatollah in tutto il Medio Oriente, poiché agli iraniani restano soltanto altri due aerei di questo tipo e solo uno si trova attualmente sul territorio del Paese.

Iran, videoconferenza Crosetto-Koizumi: "Favorire de-escalation"

"Questa mattina, a seguito di un veloce contatto nella giornata di ieri, ho avuto un importante confronto, in videoconferenza, con collega giapponese Shinjiro Koizumi, a cui mi lega un solido rapporto di fiducia, reciproca". A renderlo noto su X e' il ministro della Difesa Gudo crosetto. "Ci siamo scambiati informazioni, assistiti dai nostri staff - continua Crosetto - su delicata situazione in Medio Oriente, condividendo la volonta' di favorire una de-escalation, anche in merito a situazione nello stretto di Hormuz, e rafforzando il coordinamento non solo tra i nostri Paesi ma anche con partner e alleati. E' stata anche l'occasione per fare un veloce punto sul programma Gcap, il velivolo da combattimento di sesta generazione, fondamentale per garantire capacita' operative innovative e assicurare un vantaggio competitivo e tecnologico nel panorama aerospaziale".

Idf: "Distrutto a Teheran centro di ricerca per attacchi contro satelliti"

'L'aviazione israeliana ha distrutto nel cuore di Teheran un impianto per lo sviluppo di programmi spaziali militari utilizzato dal regime per lo sviluppo di capacità di attacco contro i satelliti''. Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota, aggiungendo che ''il centro colpito aveva sviluppato il satellite 'Chamran 1' lanciato nello spazio nel settembre 2024 dai Guardiani della Rivoluzione. La distruzione del centro si aggiunge all'attacco effettuato la scorsa settimana contro un altro centro di ricerca dell'Agenzia Spaziale Iraniana a Teheran''.

Wall Street accelera, Dj +1,23%, Nasdaq +1,30%

Wall Street accelera. Il Dow Jones sale dell'1,23% a 47.125,56 punti, il Nasdaq avanza dell'1,130% a 22.391,93 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,21% a 6.712,36 punti.

Libano, Berlino: "Profonda preoccupazione, 188 mln euro in aiuti"

Un portavoce del governo tedesco ha espresso la "profonda preoccupazione" di Berlino per gli attuali sviluppi in Libano e ha messo in guardia sull'impatto che avrebbe una vasta offensiva di terra israeliana nel sud del Paese. Lo ha riferito L'Orient le Jour. Secondo il portavoce, un'invasione israeliana su larga scala in territorio libanese potrebbe "aggravare significativamente la gia' tesa situazione umanitaria" nella regione. Berlino, ha aggiunto, "accoglie con favore gli sforzi per rilanciare i negoziati" tra Israele e Libano. Intanto, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato uno stanziamento di 188 milioni di euro in aiuti umanitari al Paese dei Cedri.

Iran, Casa Bianca: "Data visita Trump in Cina potrebbe cambiare"

La guerra in Medio Oriente potrebbero costringere a cambiare la data  dall'annunciata visita di Donald Trump in Cina, ancora prevista dal 31  marzo al 2 aprile. Lo ha sottolineato la portavoce della Casa Bianca,  Karoline Leavitt, nel corso di un'intervista a Fox News.  "Il  presidente non vede l'ora di visitare la Cina. Le date potrebbero  cambiare", ha affermato Leavitt, rispondendo alla domanda su un  possibile cambio di agenda. "In qualità di comandante in capo, la sua  priorità assoluta in questo momento è garantire il continuo successo  dell'operazione Epic Fury. Vi terremo quindi aggiornati sulle date a  breve", ha spiegato la portavoce.

Iran, media: Khamenei nomina ex comandante Pasdaran Rezaei suo consigliere militare

La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha nominato come suo nuovo  consigliere militare l'ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione, i  Pasdaran, Mohsen Rezaei. Lo rende noto Sabereen News. Rezaei è membro  del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano ed ex  comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

Iran: anche Spagna esclude missione militare in Stretto Hormuz

La Spagna non partecipera' a nessuna missione militare nello Stretto di Hormuz in quanto considera "illegale" la guerra di Usa e Israele all'Iran. Lo ha detto la ministra della Difesa di Madrid, Margarira Robles, che ha cosi' respinto la richiesta del presidente Usa, Donald Trump, di sostegno militare per mettere in sicurezza lo Stretto.

Libano: azione legale contro 4 membri Hezbollah per armi

Un magistrato libanese ha avviato un'azione legale contro quattro membri di Hezbollah per reati relativi alle armi, dopo che il governo di Beirut ha di recente vietato le attivita' militari del gruppo sciita filo-iraniano. Come ha riferito un funzionario giudiziario sotto anonimato, due dei quattro miliziani di Hezbollah "sono stati arrestati mentre trasportavano razzi verso il sud del Libano", mentre gli altri due sono stati trovati in possesso di "armi militari senza licenza". Il magistrato ha deferito il caso "al primo giudice istruttore di Beirut". All'inizio di marzo, dopo la discesa in campo di Hezbollah al fianco dell'Iran contro Israele e la conseguente decisione di Beirut di vietare le loro attivita' militari nel tentativo di evitare una guerra ad ampio spettro con lo Stato ebraico, tre miliziani sono stati rilasciati su cauzione di circa 20 dollari dopo essere stati interrogati dal tribunale militare per il presunto possesso di armi militari senza licenza. L'iniziativa ha scatenato polemiche e indignazione nel Paese dei Cedri. Dopo due settimane di intensi bombardamenti contro Hezbollah, in risposta al lancio di missili e droni contro Israele, stamane l'Idf ha annunciato l'avvio di "operazioni di terra mirate contro le principali roccaforti" del gruppo nel sud del Libano.

Herzog visita casa colpita: "Iran codardo, bomba a grappolo sui civili"

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha postato su X le immagini di un'abitazione civile colpita da un impatto diretto di un missile a frammentazione iraniano a Rishon Lezion, a sud di Tel Aviv. "Siamo in una casa a Rishon LeZion che ha subito un impatto diretto di una bomba a grappolo. Insieme al sindaco Raz Kinstlich abbiamo incontrato qui famiglie che hanno seguito le istruzioni, sono entrate negli spazi protetti e così hanno salvato la propria vita. I nostri nemici dall'Iran cercano di colpire i civili in modo codardo, ma non ci spezzeranno. Il popolo d'Israele è forte, e supereremo le sfide e sconfiggeremo i nostri nemici", ha scritto nel post Herzog.

Attacco con droni nel nord degli Emirati, a fuoco un edificio

 Un attacco di droni ha provocato un incendio in un edificio nel nord degli Emirati Arabi Uniti. Lo hanno dichiarato le autorità, mentre una serie di attacchi hanno interessato tutto il paese, paralizzato l'aeroporto di Dubai, colpito un centro petrolifero e ucciso un civile. "Un edificio nell'emirato di Umm Al Quwain è stato preso di mira da un drone, provocando un incendio ma senza causare feriti", ha dichiarato l'Ufficio stampa del governo di Umm Al Quwain in un comunicato pubblicato dall'agenzia di stampa ufficiale Wam, senza specificare il nome dell'edificio.

Estonia: "Pronti ad aiutare Usa, ma necessario capire quali siano i loro obiettivi"

"Siamo sempre pronti a discutere con gli Stati uniti sulla situazione nello stretto di Hormuz. La cosa necessaria per farlo è tuttavia comprendere gli obiettivi e i piani che gli Stati uniti hanno in serbo per il conflitto in corso". Lo ha affermato oggi il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, al vertice Esteri dell'Ue.Tsahkna ha aggiunto che l'Europa deve comprendere chiaramente i legami esistenti tra la guerra in Ucraina e nel Medioriente.    "Il conflitto in Iran ha dimostrato che la sicurezza dell'Europa e del Medioriente è strettamente legata. Mentre la Russia sostiene l'Iran, l'Ucraina ha dimostrato la sua prontezza ad aiutare gli Stati del Golfo e a cooperare con gli Stati uniti nella regione - ha ricordato il politico estone -. E' pertanto chiaro che il sostegno all'Ucraina e la pressione sulla Russia devono continuare. L'aumento dei prezzi dei carburanti non può in nessun modo essere una scusa per togliere o alleggerire le sanzioni alla Russia".

Pizzaballa: "Non si parla più di Gaza ma la situazione è drammatica"

"Di Gaza non sia parla più ma, dal punto di vista umanitario, la situazione è drammatica", "si tratta di due milioni di persone sfollate e prive di tutto. L'80 per cento della Striscia è distrutto e non è ancora cominciata la ricostruzione", "mancano medicinali, anche gli antibiotici di base". Lo ha detto il cardinale di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, in un videocollegamento con la fondazione Oasis.    "Le scuole sono quasi tutte distrutte e solo una parte dei bambini riesce ad andare a scuola grazie ad iniziative dell'Unicef e di altre organizzazioni. E' una situazione che resta molto difficile con i confini praticamente chiusi", ha aggiunto nell'incontro di ieri sera concludendo: "Il Board of Peace non è operativo, non sappiamo se lo diverrà. E non ho capito che cosa vuole fare".

Wall Street: parte in rialzo Nasdaq +1,15%, focus su M.O.

Wall Street inizia la settimana in rialzo, rimbalzando dai minimi di quasi quattro mesi toccati venerdi', mentre gli investitori rivalutano il rischio di uno shock energetico prolungato per l'economia. Gli occhi restano puntati sul conflitto in Medio Oriente, che non mostra segnali di de-escalation. Nei primi scambi il Dow Jones sale dello 0,81% a 46.936,57 punti, lo S&P 500 dello 0,97% a 6.696,43 punti e il Nasdaq avanza dell'1,15% a 22.375,19 punti.

Pizzaballa: "Non ci sono nuovo crociate, Dio è con chi sta morendo"

"La manipolazione del nome di Dio per giustificare questa o qualsiasi altra guerra è il peccato più grave che possiamo commettere in questo tempo". Lo ha detto il cardinale di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, in un videocollegamento con la fondazione Oasis.     "Dobbiamo fare di tutto per non lasciare questo linguaggio pseudoreligioso", ha detto ieri sera commentando la commistione di giustificazioni religiose da parte di alcuni per questa guerra in Medio Oriente. "Dobbiamo fare il possibile come cristiani per non lasciare il discorso a loro, dobbiamo dire no".     "Non ci sono nuove crociate e Dio non c'entra in tutto questo", "Dio è tra coloro che stanno morendo, che stanno male, che soffrono", ha concluso Pizzaballa.

Wall Street apre in rialzo, Dj +0,80%, Nasdaq +1,11%

Wall Street apre positiva. Il Dow Jones sale dello 0,80% a 46.936,56 punti, il Nasdaq avanza dell'1,11% a 22.358,77 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,93% a 6.693,69 punti.

Nyp: "Trump ride alla notizia che Mojtaba è probabilmente gay"

Donald Trump è rimasto sorpreso dall'apprendere che le informazioni di intelligence indicano che la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei potrebbe essere gay e suo padre, Ali Khamenei, temeva che non fosse idoneo all'incarico proprio per questo motivo. Lo riporta il New York Post citando alcune fonti, secondo le quali l'infomazione avrebbe fatto ridere Trump e molti dei presenti nella sala. Secondo due fonti citate dal New York Post, Mojtaba aveva una relazione sessuale di lunga data con il suo tutore d'infanzia.

Il petrolio in calo a New York a 95,20 dollari

Il petrolio è in calo a New York, dove le quotazioni perdono il 3,56% a 95,20 dollari al barile.

Trump annuncia conferenza stampa per oggi

Donald Trump annuncia per "oggi una conferenza stampa, prima della riunione del board del Trump Kennedy Center". Lo afferma il presidente sul suo social Truth.

Iran, sirene risuonano in sud Israele e zona Gerusalemme

Sirene sono risuonate nel sud di Israele, tra cui Ashdod, a Gerusalemme e in Cisgiordania alla luce del lancio di missili balistici dall'Iran. Un boato e' stato udito nei cieli sopra Gerusalemme dopo che missili sono stati intercettati, hanno riferito giornalisti dell'Afp. A Beit Shemesh, nel centro di Israele vicino Gerusalemme, sono stati registrati diversi siti di impatto. I soccorritori hanno segnalato che non ci sono stati feriti nell'ultimo lancio di missili dalla Repubblica islamica contro lo Stato ebraico, il quinto da mezzanotte.

Libano, Croce Rossa: 900mila sfollati da inizio operazione Idf

La Croce Rossa libanese ha annunciato che 900.000 persone sono state sfollate dall'inizio della campagna di bombardamenti israeliani contro Hezbollah nel Paese dei Cedri e che molte sono ancora bloccate lungo le strade. "Abbiamo bisogno di ogni tipo di assistenza, la situazione nel Paese e' estremamente difficile. Facciamo appello alla comunita' internazionale per un aiuto urgente a sostegno delle migliaia di sfollati", ha dichiarato il direttore della Croce Rossa all'emittente qatariota Al-Araby, rilanciato da Haaretz.

Media: "Combattenti di Hezbollah resistono ai militari israeliani nel sud del Libano"

Combattenti di Hezbollah resistono nel sud del Libano all'avanzata militare israeliana nel settore centrale della linea di demarcazione tra i due Paesi. Lo riferisce l'agenzia governativa di notizia Nna, secondo cui gli scontri sono in corso nell'area tra le località di Adaisse e Tayibe, poco lontano dalla linea di demarcazione.

Bessent: "Stiamo consentendo transito petroliere Iran a Hormuz"

Gli Stati Uniti stanno consentendo il transito delle petroliere iraniane attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato in un'intervista alla Cnbc il Segretario del Tesoro Scott Bessent. "Le navi iraniane hanno gia' iniziato a salpare e noi lo abbiamo permesso per rifornire il resto del mondo", ha dichiarato Bessent a Brian Sullivan della CNBC. Il traffico di petroliere attraverso lo Stretto e' crollato a causa degli attacchi dell'Iran alle navi mercantili nel Golfo Persico. "Riteniamo che ci sara' un'apertura naturale da parte degli iraniani, e per ora ci va bene cosi'. Vogliamo che il mondo sia ben rifornito", ha aggiunto Bessent.

Esplosioni a Doha: "Intercettato attacco missilistico"

Esplosioni sono state sentite nella capitale del Qatar, Doha. Lo constatano i giornalisti dell'Afp sul posto. Le autorità del Qatar hanno intanto fatto sapere è stato intercettato un attacco missilistico: "Le forze armate hanno intercettato un attacco di missili che ha preso di mira lo Stato del Qatar", scrive il Ministero della Difesa su X.

Tregua a Gaza, incontro Board Peace con Hamas al Cairo

Alcuni rappresentanti del Board of Peace hanno incontrato al Cairo esponenti di Hamas nel tentativo di salvaguardare il cessate il fuoco a Gaza, messo a dura prova dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. E' quanto ha riferito Reuters citando tre fonti a conoscenza della questione. I rappresentanti di Hamas, durante l'incontro nella capitale egiziana, avvenuto lo scorso fine settimana, hanno avvertito che il gruppo militante palestinese potrebbe ritirarsi dagli impegni presi se Israele manterra' le nuove restrizioni imposte durante il conflitto con l'Iran, tra cui la chiusura dei valichi. Ieri Israele ha annunciato per mercoledi' la riapertura al transito pedonale del valico di Rafah tra la Striscia e l'Egitto, chiuso dall'inizio della guerra contro l'Iran: secondo una delle fonti questa sarebbe una diretta conseguenza dell'incontro tra Hamas e il Board of Peace. Nei colloqui su Gaza sarebbe coinvolto Aryeh Lightstone, amministratore delegato dell'Abraham Accord Peace Institute e collaboratore dell'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, che era al Cairo per incontri anche se non e' stata confermata la sua presenza al faccia a faccia con i funzionari di Hamas.

Bessent: "Usa stanno consentendo a petroliere iraniane di transitare a Hormuz"

Gli Stati Uniti stanno consentendo alle petroliere iraniane di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il segretario al Tesoro americano Scott Bessent in un'intervista a Cnbc. "Abbiamo consentito che ciò accadesse per rifornire il resto del mondo", ha spiegato Bessent.

Casa Bianca: Trump parla con gli alleati per Hormuz, Nato dovrebbe farsi avanti

Donald Trump sta parlando con gli alleati in Europa e nel Golfo: ha parlato con diversi Paesi negli ultimi giorni. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt in un'intervista a Fox. "Sta parlando con gli alleati per incoraggiarli a fare di più per aprire lo Stretto di Hormuz. I nostri alleati della Nato soprattutto devono farsi avanti. Sta chiedendo loro di fare la cosa giusta", ha messo in evidenza Leavitt. 

Usa: distrutte oltre 100 navi di Teheran

L'esercito statunitense ha fornito dati aggiornati sugli attacchi aerei contro l'Iran, affermando che oltre 100 navi della marina iraniana sono state distrutte nel corso di oltre 6.000 voli militari statunitensi. Il capo del Centcom, Brad Cooper, in un aggiornamento video pubblicato su X, ha inoltre osservato che l'Iran ha attaccato più di 300 obiettivi civili nel Golfo, affermando che Teheran ha lanciato un "attacco sconsiderato contro quartieri civili di Tel Aviv con bombe a grappolo, un tipo di munizione intrinsecamente indiscriminato". "Una cosa è difendersi colpendo le postazioni di lancio e intercettando missili e droni. Un'altra cosa è eliminare l'intero apparato produttivo che sta alla base di tutto ciò. Ed è proprio quello che stiamo facendo oggi", ha affermato Cooper. "Gli attacchi statunitensi e dei loro alleati stanno facendo esattamente ciò per cui sono stati concepiti: raggiungere obiettivi militari ben precisi, ovvero eliminare la capacità dell'Iran di proiettare la propria potenza contro gli americani e contro i paesi vicini", ha aggiunto.

Emirati Arabi Uniti: oggi intercettati 6 missili e 21 droni

L'aviazione degli Emirati Arabi Uniti ha intercettato oggi 6 missili balistici e 21 droni provenienti dall'Iran. Lo riferisce un comunicato. "Dall'inizio della palese aggressione iraniana, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato 304 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.627 droni", si legge nella nota. "Questi attacchi hanno provocato il martirio di 2 membri delle forze armate mentre svolgevano il loro dovere nazionale, nonché la morte di 5 cittadini di nazionalità pakistana, nepalese, bengalese e palestinese. Complessivamente, 145 persone sono rimaste ferite", si spiega ancora.

Media: vittime civili in raid israeliano su Teheran

Secondo l'agenzia di stampa Fars, diversi civili sono rimasti uccisi e feriti in un attacco aereo israeliano contro un edificio del dipartimento dell'Energia elettrica a est della capitale iraniana Teheran. Il comunicato delle autorità riportato dall'agenzia non specifica per ora il numero delle vittime.

Papa: telefonata con Abu Mazen, preoccupazione per conflitto

"Stamani, il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto una telefonata da Mahmoud Abbas, Presidente dello Stato di Palestina, sui preoccupanti sviluppi del conflitto in Medio Oriente e delle condizioni di vita del popolo palestinese. Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha rinnovato l'impegno della Santa Sede a favore della pace, da raggiungersi attraverso il dialogo politico e diplomatico, e il pieno rispetto del Diritto Internazionale". Lo rende noto un comunicato della sala stampa vaticana. 

Petroliera pakistana attraversa Hormuz con segnale attivo

Per la prima volta dall'inizio della guerra in Medio Oriente, una petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz mantenendo attivo il sistema di identificazione automatica (Ais). Lo riferisce la società di monitoraggio navale MarineTraffic, precisando che si tratta della petroliera pakistana Karachi, entrata ieri in acque territoriali iraniane. La nave, che trasporta greggio proveniente da Abu Dhabi,  viaggia probabilmente a pieno carico.  Lo Stretto di Hormuz è una rotta cruciale per le esportazioni di petrolio e gas dei Paesi del Golfo, con circa un quinto della produzione mondiale che vi transita in tempi normali, ma il traffico è da settimane fortemente ridotto a causa degli attacchi iraniani. Teheran sostiene che lo stretto sia chiuso "solo per i nostri nemici". Secondo la 'Lloyd's List Intelligence', dall'inizio della guerra, lo scorso 28 febbraio, solo 77 navi hanno attraversato lo stretto, per lo più appartenenti alla cosiddetta "flotta ombra", fuori dai sistemi assicurativi e di tracciamento tradizionali. Dal primo marzo, 20 navi commerciali, tra cui nove petroliere, hanno subito attacchi o incidenti nella zona, secondo l'agenzia di sicurezza marittima britannica Ukmto.

Iran, media: forti esplosioni a Doha

Forti esplosioni sono state udite a Doha intorno alle 15:30 ora locale (len 13:30 in Italia). Lo riferisce Doha News. I residenti in Qatar avevano ricevuto poco prima un avviso di emergenza che li esortava a rimanere in casa. Le autorita' del Qatar hanno riferito di aver "eliminato la minaccia". Ora "la situazione e' tornata alla normalita'", si legge in una nota.

Germania: "Questa guerra non ha nulla a che fare con la Nato"

''La guerra in Iran non ha nulla a che vedere con la Nato''. Lo ha dichiarato il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius in conferenza stampa, rispondendo a una domanda sull'appello del presidente americano Donald Trump alla Nato di intervenire a tutela delle navi che passano per lo Stretto di Hormuz. ''Questa non è la guerra della Nato'', ha aggiunto Kornelius, sottolineando che ''la Nato è un'alleanza per la difesa del proprio territorio. Inoltre, non esiste alcun mandato per il dispiegamento della Nato" in Iran e nella regione. L'allargamento della guerra, ha poi proseguito, pone rischi seri per gli alleati in Medio Oriente e nella regione.

Media: contro piazza Maidan usato un nuovo drone dotato di I.A.

L'attacco russo di stamattina contro il centro di Kiev è stato effettuato con droni d'attacco e uno di questi è un nuovo drone, il Lancet, che si è poi schiantato in piazza Maidan. Lo riporta Rbc, citando Defense Express. È altamente probabile che questo drone kamikaze abbia utilizzato un sistema di intelligenza artificiale. Secondo i dati preliminari, il drone precipitato nel centro di Kiev è un modello Lancet, come confermano i rottami recuperati. In particolare, spicca la caratteristica coda a forma di X con elica di spinta, tipica di questo tipo di drone.

Madrid: "Onu esiga a Israele di rispettare i caschi blu in Libano"

Dopo gli attacchi di sabato a colpi di arma da fuoco ai caschi blu dell'Unifil in pattugliamento nel Libano meridionale, la ministra spagnola della Difesa Margarita Robles ha contattato il segretario aggiunto di operazioni di pace dell'Onu Jean Pierre Lacroix e il comandante militare della missione Unifil in Libano, il generale italiano Diodato Abagnara, per chiedergli di trasmettere a Israele l'esigenza di Madrid che sia garantita la sicurezza dei militari spagnoli e degli altri caschi blu dispiegati nella zona. "Devono esigere a Israele di proteggere e rispettare la vita delle persone" e che "deve porre fine a questa situazione di invasione in Libano", ha spiegato la stessa ministra Robles in dichiarazioni oggi ai media iberici, durante una visita alla caserma di El Goloso (a Madrid), riferendosi anche all'imminente offensiva terrestre annunciata da Israele in Libano. Secondo quanto confermato dalla Robles, il comandante di Unifil ha tentato sabato di raggiungere Marjayun, per visitare i caschi blu del settore Est della frontiera, ma il fuoco fra Israele e le milizie di Hezbollah era così intenso che non è riuscito ad arrivare alla base militare. Rispetto all'attacco israelo-statunitense in Iran, all'origine del blocco dello Stretto di Hormuz, la titolare della Difesa ha escluso del tutto che la Spagna partecipi a un'eventuale missione internazionale di scorta navale, sollecitata dal presidente Usa Donald Trump. "Siamo in una missione di difesa e sicurezza a Cipro e in questo momento la Spagna non prevede alcuna missione a Hormuz", ha detto. 

Idf: distrutto centro satellitare a Teheran

L'esercito israeliano ha annunciato di avere distrutto un centro spaziale iraniano nel cuore di Teheran. Il sito, si legge in un post dell'Idf, "era utilizzato per sviluppare capacità di attacco ai satelliti nello spazio" e rappresentava "una minaccia per i

satelliti del governo israeliano, nonché per le risorse spaziali di altri Paesi in tutto il mondo". Nel centro si sviluppavano programmi militari "tra cui quello del satellite Chamran 1" che era stato costruito "dalle industrie elettroniche del ministero della Difesa iraniano e lanciato nello spazio dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie nel settembre del 2024", riferisce ancora la nota.

Centcom: "Distrutte oltre cento imbarcazioni iraniane"

Le forze statunitensi hanno distrutto oltre cento imbarcazioni iraniane dall'inizio della guerra. A riferirlo è stato il comandante del Centcom, Brad Cooper, in video con immagini degli attacchi postato su X. L'aviazione, ha spiegato, ha effettuato più di "seimila voli da combattimento".

Grecia: "Non parteciperemo a operazioni militari a Hormuz"

La Grecia non intraprenderà alcuna operazione militare nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il portavoce del governo greco Pavlos Marinakis, come riporta l'agenzia Reuters.

Katz: "Sfollati Libano non torneranno fino a sicurezza Israele garantita"

"Centinaia di migliaia di residenti sciiti del Libano meridionale che hanno lasciato o stanno lasciando le loro case, non faranno ritorno alle proprie abitazioni a sud della zona di Litani finché non sarà garantita la sicurezza degli abitanti del nord'' di Israele. Lo ha dichiarato il ministro israeliano della Difesa Israel Katz spiegando che ''il primo ministro Netanyahu e io abbiamo incaricato le Idf di distruggere le infrastrutture terroristiche nei villaggi di confine adiacenti al confine in Libano, esattamente come è stato fatto contro Hamas a Rafah, Beit Hanoun e i tunnel del terrorismo a Gaza". Katz, durante una valutazione della situazione presso il quartier generale di Kirya, ha confermato che "le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno avviato una manovra di terra in Libano per eliminare le minacce e proteggere gli abitanti della Galilea e del nord".

Starmer: "La riapertura di Hormuz non può essere affidata a una missione Nato" (2)

In precedenza il primo ministro - parlando ai media a margine dell'illustrazione al Paese di alcuni nuovi interventi d'emergenza promessi del suo governo per fronteggiare l'impennata del costo della vita e delle bollette innescata dalla guerra in Medio Oriente dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran - aveva citato l'obiettivo di "un piano sostenibile e credibile" per garantire la sicurezza della navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz: con il coinvolgimento del "maggior numero di Paesi possibile". "Non siamo ancora a questo punto", aveva poi rimarcato, parlando di "discussioni in corso", con gli Usa, con gli "alleati europei" e con altri. Non senza ribadire in parallelo l'appello a "una de-escalation" bellica in Medio Oriente. 

Urso: "Al lavoro su misure per imprese attive Paesi Golfo"

"Siamo preoccupati dalle conseguenze per il sistema economico e produttivo". Nel Golfo ci sono "alcuni Paesi importanti partner anche per gli investimenti. Stiamo realizzando per il prossimo Cdm anche misure con il Ministero degli Esteri a sostegno delle imprese che operano in quei mercati e misure che possano incentivare i loro investimenti nel nostro Paese". Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine di una conferenza stampa al Mimit, interpellato sulle misure attese in Cdm per mitigare i contraccolpi economici del conflitto in corso in Medio Oriente.

Marine Traffic: "Petroliera non iraniana attraversa Hormuz con localizzatore acceso"

Una petroliera non iraniana ha attraversato ieri lo Stretto di Hormuz con il transponder automatico attivato (il sistema di localizzazione). Lo ha riferito il sistema di monitoraggio Marine Traffic. "La petroliera" pachistana Aframax Karachi, che trasporta petrolio della società Das di Abu Dhabi, è diventata la prima nave cargo non iraniana ad attraversare lo stretto trasmettendo il suo segnale AIS, il che suggerisce che alcune spedizioni selezionate potrebbero beneficiare di un passaggio sicuro negoziato", afferma Marine Traffic in un comunicato. La nave "è entrata nella zona economica esclusiva dell'Iran il 15 marzo alle 11:33 UTC (12:33 in Italia) e ha attraversato lo Stretto di Hormuz alle 14:43 UTC", precisa Marine Traffic su X. 

Estonia: "Trump e aiuto Nato Hormuz? Dovremmo sapere piani Usa"

"La Nato ha sempre sostenuto i suoi Stati membri in caso di minaccia immediata ma, prima di tutto, dovremmo anche sapere quali sono i piani del presidente Trump nei confronti dell'Iran e nella regione". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri estone, Margus Tsahkna, al suo arrivo al Consiglio Esteri Ue, rispondendo a una domanda sulla richiesta di aiuto avanzata dal presidente degli Stati Uniti verso gli alleati Nato per mantenere la sicurezza di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Se il presidente Trump vuole che la Nato agisca, allora dovrebbe chiederlo e poi, naturalmente, la Nato dovrebbe discutere su cosa faremo" - ha aggiunto il ministro estone - "Siamo loro alleati e non avevamo queste informazioni all'inizio, quando sono iniziati questi attacchi. Penso che se il presidente Trump ha bisogno del nostro sostegno e del nostro aiuto, l'Estonia ha sempre mostrato sostegno verso gli Stati Uniti. Ma ovviamente, dobbiamo anche sapere anche quali sono gli obiettivi strategici o qual è il piano. Penso che siamo pronti a discutere, ma è difficile dirlo adesso".

Teheran insiste: "Hormuz chiuso solo per i nostri nemici"

Lo Stretto di Hormuz è aperto, ma non per i Paesi che hanno attaccato l'Iran. È il messaggio ribadito dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, che ha commentato la richiesta degli Stati Uniti agli alleati di contribuire alla sicurezza della via marittima del Golfo. "Gli Usa hanno condotto attacchi su larga scala e continuano a ripetere la richiesta di una resa incondizionata. Ora, dopo circa 15 giorni dall'inizio della guerra, si rivolgono ad altri Paesi chiedendo aiuto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz", ha  dichiarato Araghchi, citato dalla Cnn. 

Secondo il capo della diplomazia iraniana, dal punto di vista di Teheran "lo stretto è aperto, è chiuso soltanto ai nostri nemici e a coloro che hanno compiuto un'aggressione ingiusta contro il nostro Paese". 

Ministro Estonia: "Iran e Russia facce di stessa medaglia del male"

"Iran e Russia sono le due facce della stessa medaglia del male. Dobbiamo capire che l'Iran ha sostenuto la Russia e l'aggressione russa contro l'Ucraina direttamente e ora la Russia sta sostenendo l'Iran. Conosciamo le informazioni pubbliche sull'intelligence degli Usa e molte altre cose, quindi dobbiamo trattarli tutti insieme". Lo afferma Margus Tsahkna, ministro degli Esteri dell'Estonia, entrando al Consiglio affari esteri in corso a Bruxelles.

"Non riesco a capire che qualcuno trovi delle scuse per revocare le sanzioni alla Russia a causa della situazione in Medio Oriente, perché in realtà questi due aspetti sono collegati e sono molto diretti anche per l'Europa", prosegue. "Ecco perché il ventesimo pacchetto di sanzioni è importante da attuare: ne abbiamo già discusso troppo a lungo, così come i 90 miliardi di euro di sostegno all'Ucraina. Dobbiamo iniziare a usarli. Se uno o l'altro Paese li blocca, si sta semplicemente opponendo alla sicurezza europea, perché l'Ucraina ha bisogno del nostro sostegno in questo momento", continua, riferendosi alle mosse di Budapest a scapito del sostegno Ue a Kiev e asserendo che l'impennata di prezzi "non può essere una scusa per revocare le sanzioni e la pressione sulla Russia, perché per noi la principale minaccia come Europa è in realtà l'aggressione russa contro l'Ucraina".

Per quanto riguarda la richiesta di Donald Trump ai Paesi della Nato di aiutare a riaprire lo Stretto di Hormuz, prima il presidente Usa"dovrebbe chiedere,  e poi, ovviamente, la Nato dovrebbe discutere cosa fare", dice Tsahkna in risposta a una domanda in materia. "La Nato ha sempre avuto il sostegno tra i nostri Stati membri se c'è una minaccia immediata. Ma prima di tutto dovremmo sapere anche quali sono i piani del presidente Trump con l'Iran e nella regione, perché noi siamo loro alleati e non avevamo queste informazioni all'inizio, quando sono iniziati questi attacchi". L'Estonia "è sempre stata molto favorevole agli Usa, ma ovviamente dobbiamo conoscere anche gli obiettivi strategici", ribadisce, spiegando che Tallinn è "pronta a discutere".

Iran, Lavrov: "C'è spazio per mediazione, la Russia è pronta"

La Russia ha ribadito di essere "pronta a svolgere un ruolo di mediazione nella soluzione del conflitto in Medio Oriente". "Una tale opportunità esiste", ha affermato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, come riporta l'agenzia Tass.

Teheran insiste: "Hormuz chiuso solo per i nostri nemici"

Lo Stretto di Hormuz è aperto, ma non per i Paesi che hanno attaccato l'Iran. È il messaggio ribadito dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, che ha commentato la richiesta degli Stati Uniti agli alleati di contribuire alla sicurezza della via marittima del Golfo. "Gli Usa hanno condotto attacchi su larga scala e continuano a ripetere la richiesta di una resa incondizionata. Ora, dopo circa 15 giorni dall'inizio della guerra, si rivolgono ad altri Paesi chiedendo aiuto per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz", ha  dichiarato Araghchi, citato dalla Cnn. 

Secondo il capo della diplomazia iraniana, dal punto di vista di Teheran "lo stretto è aperto, è chiuso soltanto ai nostri nemici e a coloro che hanno compiuto un'aggressione ingiusta contro il nostro Paese". 

Araghchi: "Pronti a andare fino in fondo nella guerra"

L'Iran è pronto a spingersi "fino a dove sarà necessario" nella guerra iniziato il 28 febbraio contro Israele e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

"Credo che ora abbiano imparato la lezione e capito con che tipo di Nazione hanno a che fare: una Nazione che non esita a difendersi e pronta a portare avanti la guerra fino alla fine, ovunque essa conduca, e ad andare fin dove necessario", ha affermato Araghchi parlando con i giornalisti.

Ministero Salute Israele: "3.369 feriti da inizio guerra"

Il ministero della Salute israeliano ha riferito che almeno 3.369 persone, tra civili e militari, sono rimaste ferite, quindi ricoverate in ospedale dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. La stessa fonte ha precisato che nelle ultime 24 ore sono state registrate 142 persone ferite, incluse nel bilancio complessivo.

I governi europei cercano soluzione per sbloccare lo stretto di Hormuz

"Se vogliamo garantire la sicurezza in questa regione, la cosa più semplice sarebbe utilizzare l'operazione già in corso e magari modificarla leggermente". Con queste parole la “ministra” degli esteri Ue Kaja Kallas ha delineato la strada che potrebbero prendere i responsabili della politica estera degli Stati Ue riuniti oggi a Bruxelles, mentre i loro colleghi responsabili dell’energia stanno discutendo in una analoga riunione del Consiglio sulle misure da prendere per fronteggiare a crisi dei prezzi e delle forniture. Kallas ha indicato alla stampa che si tratta di definire un’azione simile a quella decisa con l’accordo per il flusso dei carichi di grano nel Mar Nero durante la guerra in Ucraina. I ministri degli esteri discutono l’idea di modificare il mandato della missione navale Aspides che protegge le navi mercantili nel Mar Rosso dalle incursioni degli yemeniti Houthi. “I ministri discuteranno se sia possibile cambiare il mandato della missione” per estenderlo allo stretto di Hormuz: “’Dobbiamo anche capire qual è il modo più rapido per garantire l'apertura dello Stretto di Hormuz". La Ue è nuovamente sotto ricatto di Trump, il quale ha promesso conseguenze a livello degli impegni Nato se i paesi europei non lo aiutassero a sbloccare l”’impasse”, da lui stesso provocato con l’avvio della guerra contro l’Iran. Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato il Regno Unito sta lavorando con i partner, “compresi i partner europei” per definire un "fattibile" per ripristinare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

Tajani: "Su Hormuz deve prevalere linea diplomatica"

"Per quanto riguarda Hormuz credo che debba prevalere la linea della diplomazia, si debba fare uno sforzo diplomatico aggiuntivo per garantire la libertà di navigazione a Hormuz che interessa non soltanto il paese occidentale, ma interessa tutto il mondo, la Cina compresa". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Esteri. E sull'allargamento della missione Aspider il ministro ha risposto "io credo che debbano essere rinforzate le missioni all'interno del Mar Rosso, cambiare la missione mi pare complicato perché è una missione difensiva, quindi dovrebbe essere stravolta, ma noi riteniamo che in questo momento sia giusto rimanere nel Mar Rosso".

Tajani: "Favorevoli a rafforzare Aspides ma cambiare il mandato è complesso"

L'Italia è "favorevole" al rafforzamento della missione europea Aspides che opera nel Mar Rosso ma giudica "complesso" cambiare il mandato, per includere l'intervento nello stretto di Hormuz. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles. "Continueremo a lavorare in quella direzione, siamo disposti anche a rinforzare la missione Aspides e la missione Atalanta. Però non mi pare che siano missioni che si possono allargare allo stretto di Hormuz, anche perché sono missioni che hanno il compito uno di anti-periateria e l'altra difensivo". 

Araghchi: "Porteremo la guerra ovunque sia necessario"

L'Iran porterà la guerra "ovunque sia necessario". E' il monito lanciato oggi dal ministro degli Esteri Abbas Araqchi, durante la conferenza stampa settimanale del suo ministero, a quanto riportano i media iraniani. "Penso che ormai abbiano imparato la lezione e capito che genere di paese si trovano ad affrontare", ha detto, "una che non esita a difendersi ed è pronta a continuare la guerra ovunque sia necessario e portarla fino a dove serve".

Trump faccia a faccia con Khamenei: la scultura di sabbia "Ancora guerra"

Il viso di Trump con la bandiera Usa e quello di Khamenei ravvicinati, mentre al centro spiccano l'Iran e la Stella di David della bandiera israeliana. E' la nuova scultura di sabbia realizzata dall'artista sardo Nicola Urru, sulla spiaggia sassarese di Platamona. Un maxi altorilievo dal titolo "ancora guerra" che lancia un nuovo monito all'umanità. "Viviamo in un'epoca di intelligenza artificiale, esplorazione spaziale e biotecnologie. Eppure, questa incredibile evoluzione riguarda lo 'strumento', non la 'mano' che lo impugna. L'uomo non ha variato la sua natura: usiamo algoritmi sofisticati per fare propaganda bellica e satelliti di precisione per guidare missili. La nostra etica è rimasta all'età della pietra, mentre la nostra tecnologia ha raggiunto le stelle - scrive sui social Urru - Il conflitto oggi dimostra che l'intelligenza senza saggezza è solo un modo più efficiente per autodistruggersi. ;Oggi non viviamo in un'era di pace, ma in uno stato di ricerca della sicurezza attraverso la minaccia". ;   Per l'artista, "nonostante la globalizzazione, stiamo tornando a un tribalismo moderno. La lotta per l'energia, l'acqua e le materie prime ricalca le invasioni barbariche o le guerre coloniali. L'uomo contemporaneo, nonostante si professi civile, fatica a concepire una condivisione globale delle risorse. Questo periodo storico è lo specchio più crudele dell'anima umana". 

Starmer: "L'iniziativa per Hormuz non è una missione della Nato"

Non è a una missione della Nato che la Gran Bretagna sta lavorando per far riprendere la navigazione a Hormuz. Lo ha chiarito il premier Keir Starmer. "Non è mai e non è mai stata concepita come una missione Nato", ha detto a proposito dell'iniziativa annunciata per la riapertura dello Stretto. Per questo lavoriamo "con i partner del Golfo, gli europei e gli Stati Uniti", ha sottolineato.

Starmer: "Non ci lasceremo coinvolgere in una guerra più ampia"

"Non ci lasceremo coinvolgere in una guerra più ampia". Lo ha detto Keir Starmer, nella conferenza stampa a Downing Street, illustrando quali sono le priorità del suo governo nell'affrontare la crisi internazionale determinata dall'avvio del conflitto tra Usa e Israele contro l'Iran. "Per prima cosa, proteggeremo i nostri cittadini nella regione - ha detto il premier britannico - per seconda, mentre adottiamo le azioni necessarie per difendere noi stessi e gli alleti, non ci lasceremo coinvolgere in una guerra più ampia". "Terzo - ha concluso - continueremo a lavorare verso una rapida soluzione che garantisca il ritorno alla sicurezza e stabilità nella regione e metta fine alla minaccia iranian verso i suoi vicini".

Libano, raid Idf nel sud: colpita moschea e 4 corpi recuperati

Sono proseguiti i raid dell'esercito israeliano nel Libano meridionale contro presunti obiettivi Hezbollah in diverse località, colpendo anche una moschea mentre quattro corpi sono stati recuperati dalle macerie. Il quotidiano L'Orient Le Jour riferisce di raid dell'Idf su Aitit e Jbal el-Botm, nel distretto di Tiro, a Touline e Khiam (Marjeyoun). Nel distretto di Serail, a Nabatieh, è stata coinvolta nei bombardamenti la moschea di Abu el-Fadel. L'artiglieria israeliana ha bombardato anche la città di Yohmor el-Chaqif (Nabatiyeh) e la periferia di Qabrikha (Marjeyoun). Nel frattempo, i corpi di Youssef el-Saghir, di sua moglie e dei loro due figli sono stati recuperati dalle macerie di Qantara (Marjeyoun) dopo due giorni di ricerche. In una dichiarazione, il ministero della Salute ha indicato che i raid israeliani sulla città hanno provocato quattro morti, tra cui due bambini. La 91esima divisione dell'esercito israeliano ha invece affermato di aver perquisito un deposito di armi di Hezbollah nel Libano meridionale, senza specificare il nome della località dove "era stata rilevata attività terroristica durante il fine settimana". In loco, secondo la stessa fonte, sarebbero state scoperte numerose armi, "tra cui decine di razzi, ordigni esplosivi e munizioni". Nel comunicato viene sottolineato, inoltre, che le forze israeliane hanno "neutralizzato" due combattenti di Hezbollah "che stavano avanzando verso le forze israeliane". Sul versante diplomatico e umanitario, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha annunciato 188 milioni di euro di aiuti al Libano. Wadephul ha fatto l'annuncio da Bruxelles, prima di una riunione del Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea.

Ahk Italien: "Effetti pesanti su industria di Italia e Germania, ora misure strutturali su energia"

"Il conflitto in Iran sta avendo effetti pesanti sui costi e sulle forniture energetiche. Prima della guerra il petrolio costava circa 70 dollari al barile, ora siamo a oltre 100. Il gas in Europa è aumentato del 50% in due giorni. La situazione è preoccupante e danneggia la nostra competitività industriale, anche perché l’industria europea, e soprattutto Italia e Germania, hanno già affrontato lo shock dell’invasione dell’Ucraina, diversificando le forniture con tutte le difficoltà del caso. Ma questo contesto fornisce anche la possibilità di rivedere scelte strategiche, agendo sul lungo termine con misure strutturali e non solo interventi a breve termine". Così, con Adnkronos/Labitalia, Luca Conti, Luca Conti,presidente steering comittee energia della Camera di Commercio Italo-Germanica (Ahk Italien) e ceo di EON Italia. 

Media Iran: "Danneggiate 12mila abitazioni a Teheran"

Circa 12.000 unità abitative nella capitale iraniana Teheran avrebbero subito danni "parziali" o "totali" a causa della guerra tra Stati Uniti e Israele. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim citando il governatore di Teheran. In un altro post su Telegram, l'agenzia ha affermato che oggi alcune zone residenziali di Teheran sono state prese di mira da attacchi ed è probabile un conseguente numero "significativo" di feriti e morti. 

Starmer: "Vitale riaprire Hormuz ma non è un compito facile"

Riaprire lo Stretto di Hormuz "è vitale" per il mondo e per i commerci globali, ma "non è un compito facile". Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer illustrando al Paese alcuni interventi d'emergenza del suo governo per far fronte all'impennata del costo della vita e delle bollette innescata dalla guerra in Iran. Starmer ha invece glissato sulla sollecitazione di Donald Trump a inviare navi da guerra per riaprire lo Stretto di Hormuz, limitandosi a evocare la necessità di formare "una coalizione" allargata a "diversi Paesi" per garantire la navigazione e parlando di contatti in corso con "gli alleati europei" e altri. 

Beirut: "4 uccisi tra cui due bimbi in raid di Israele nel sud"

E' di 4 uccisi tra cui due bambini il bilancio di un raid aereo di Israele nel sud del Libano, secondo quanto riferisce il ministero della sanità libanese citato dall'agenzia governativa Nna. Le fonti precisano che il bombardamento di Israele è avvenuto a Qantara, località nel settore centrale del fronte di guerra con Hezbollah. 

Aie: "Rilascio immediato riserve petrolio in Asia e Oceania"

Il petrolio proveniente dalle riserve strategiche verrà rilasciato "immediatamente" in Asia e Oceania, e già a partire dalla fine di marzo nelle Americhe e in Europa, in seguito alla decisione dei paesi membri dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie) di rilasciare parte di queste riserve per mitigare l'impennata dei prezzi causata dalla guerra in Medio Oriente.

"I paesi membri dell'Aie hanno presentato piani di attuazione individuali. Questi piani indicano che le riserve saranno rese disponibili immediatamente dagli Stati membri dell'Iea in Asia e Oceania, mentre le riserve dei membri dell'Iea nelle Americhe e in Europa saranno rese disponibili a partire dalla fine di marzo", ha fatto sapere l'agenzia.

L'Aie elenca 172,2 milioni di barili provenienti dalle scorte delle Americhe, quasi 110 milioni dall'Asia-Oceania (di cui 66,8 milioni da scorte statali e 41,8 milioni da scorte industriali) e la stessa quantità dall'Europa (un terzo dei quali da scorte statali).

Starmer: "Gran Bretagna proteggerà i suoi interessi ma non entra in un vasto conflitto"

"Vogliamo vedere questa guerra finire al più presto possibile". Lo ha detto il premier britannico Keir Starmer aggiornando il Paese sulla situazione in Medio Oriente innescata dall'attacco di Usa e Israele all'Iran. Starmer ha insistito che il Regno intende muoversi "difendendo gli interessi nazionali" e "proteggendo gli alleati", ma "non entrerà in una guerra a vasto raggio". Ha poi riconosciuto agli Usa di aver fortemente indebolito l'apparato militare "dello spaventoso regime" iraniano, sottolineando la necessità ora di garantire per il futuro che Teheran non porti avanti progetti militari e non "continui a minacciare" i vicini.

Israele, 142 persone ferite nelle ultime 24 ore in seguito ad attacchi dall'Iran

Il ministero della Salute israeliano, nel suo ultimo aggiornamento, riferisce che nelle ultime 24 ore 142 persone ferite sono state ricoverate in ospedale in seguito agli attacchi missilisti dall'Iran. Il ministero non fornisce una ripartizione delle cause dei feriti, e alcuni potrebbero essere stati causati da persone che cercavano riparo, piuttosto che essere una conseguenza diretta del lancio di missili dall'Iran o di razzi dal Libano. Dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio, 3.369 persone sono state portate in ospedale, di cui 81 sono attualmente ricoverate: tra queste, una persona è in condizioni critiche, sette in condizioni gravi, 14 in condizioni moderate e 59 in buone condizioni. Le cifre del ministero includono sia civili che soldati. 

Filmato di Hezbollah mostra un tank israeliano sotto attacco in Libano

Un filmato pubblicato poco fa da Hezbollah mostra un combattente libanese sparare un razzo anti-carro contro un Merkava, il temibile tank israeliano, nel sud del Libano, nei pressi della località frontaliera di Markaba secondo la didascalia del video diffuso dal Partito di Dio stamani tramite i social e i media libanesi. "Difendiamo il Libano e il suo popolo", recita il logo al termine del breve filmato. 

Telefonata tra leader Emirati-Arabia Saudita: "Stop all'escalation"

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohamed bin Zayed hanno discusso oggi degli attacchi di rappresaglia iraniani contro il Golfo e hanno espresso solidarietà e comprensione nella loro seconda telefonata dopo la lite pubblica di fine dicembre. Il sovrano de facto saudita e il presidente degli Emirati Arabi Uniti hanno discusso dei "continui e sfacciati attacchi iraniani contro i paesi della regione", secondo una nota riportata dall'agenzia emiratina Wam. "Entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di una cessazione immediata dell'escalation militare... evidenziando l'importanza di dare priorità a un dialogo serio e ai mezzi diplomatici", aggiunge la nota. 

Wadephul: "La Nato non può assumersi responsabilità per stretto Hormuz"

"Non vedo che la Nato abbia mai preso decisioni in questa direzioni o possa assumersi responsabilità per lo stretto di Hormuz". Così il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, afferma di non vedere un ruolo per la Nato per la riapertura di Hormuz, dopo che Donald Trump, in un'intervista al Financial Times, ha detto che sarebbe "molto negativo per il futuro" dell'Alleanza Atlantica una risposta negativa da parte degli alleati alla sua richiesta di unirsi in una coalizione per Hormuz. 

"Se questo fosse il caso, allora gli organismi della Nato lo affronterebbero in modo adeguato", ha aggiunto parlando prima dell'incontro dei ministri degli Esteri della Ue oggi a Bruxelles. Wadephul ha detto ancora che la Germania sostiene l'imposizione di sanzione a "chi è responsabile' del blocco del cruciale passaggio commerciale. 

Berlino a Trump: "Non è una guerra della Nato"

"Non è una guerra della Nato": il governo tedesco risponde così a Donald Trump che aveva fatto appello a una coalizione internazionale per il controllo di Hormuz.

Portavoce Merz: "La guerra in Iran non ha nulla a che fare con Nato"

"Questa non è una guerra della Nato e non ha nulla a che fare con la Nato". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius, rispondendo a una domanda dei giornalisti a Berlino, sulle minacce di Donald Trump alla Nato. "Abbiamo preso atto della posizione del presidente degli Usa", ha aggiunto.

Germania: "La Nato non ha competenza su Hormuz"

"Le circostanze non sono cambiate affatto da ieri sera. Non mi risulta nemmeno che la Nato abbia preso una decisione in questa direzione o che abbia una competenza diretta sullo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue, rispondendo alle dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, che chiedeva un impegno Nato nello Stretto di Hormuz. "Se cosi' fosse, naturalmente gli organi della Nato se ne occuperebbero. In ogni caso, discuteremo della questione anche oggi qui. E' chiaro che tutti hanno interesse a garantire la liberta' della navigazione marittima. Questo vale per il Mar Rosso, che e' l'ambito della missione Aspides, ma anche per lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto.

Madrid: "Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna"

"Quanto sta accadendo in Libano è una vergogna. Abbiamo centinaia di migliaia di sfollati, una violazione sistematica della sovranità e del diritto umanitario, il rischio di un'invasione di terra, attacchi ad auna forza di pace dell'Onu". Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares a margine del Consiglio Affari Esteri. "L'Europa deve dare un segnale"; ha sottolineato Albares, spiegando al tempo stesso che "serve coerenza. In Ucraina e Medio Oriente dobbiamo difendere gli stessi valori, quando si tratta dei civili ucraini o dei civili libanesi. L'Europa deve essere un baluardo" del diritto.

Berlino: "La Nato non è responsabile per lo Stretto di Hormuz"

"Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz. Se così fosse, gli organi della Nato se ne occuperebbero". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all'arrivo al Consiglio Ue Esteri, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un ruolo dell'Alleanza dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che ha avvertito di un "futuro molto negativo" per la Nato se non contribuirà alle operazioni legate alla guerra con l'Iran.

Idf: nuova ondata attacchi a Teheran, Shiraz e Tabriz

Le forze israeliane hanno annunciato di avere dato il via "a una vasta ondata di attacchi" in Iran. Obbiettivi, si legge in una nota, "le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran, Shiraz e Tabriz".

Germania: "Da guerra lunga forti scosse a economia"

"Se questa guerra dovesse continuare, avremmo forti scosse nell'economia mondiale, e questo non possiamo permettercelo. Per questo stiamo facendo tutto il possibile per porre fine a questa guerra il più rapidamente possibile". Lo ha dichiarato la ministra tedesca per l'Economia e l'Energia, Katherina Reiche, all'arrivo al Consiglio Energia Ue.

L'Ue: "Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure a breve termine"

Il commissario Ue all'energia Dan Jorgensen ha detto che l’Unione non dipende "così tanto dall'approvvigionamento di combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall'area quindi non abbiamo un problema di sicurezza, ma abbiamo un problema di prezzi". Intanto le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio cupo ai funzionari dell'amministrazione Trump: è probabile che la crisi peggiori.

Guerra in Iran, l’Ue: 'Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure'

Guerra in Iran, l’Ue: 'Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure'

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Netblocks: blackout di internet in Iran in corso da 17 giorni

L'osservatorio della rete Netblocks ha denunciato che il blocco di internet in Iran è giunto al 17esimo giorno. "Nelle ultime 24 ore si è registrato un calo nell'infrastruttura di rete delle telecomunicazioni riservate, riducendo ulteriormente la disponibilità delle VPN", ovvero reti private virtuali utilizzate per aggirare la censura, riferisce Netblocks, che ha monitorato il blackout di internet nel Paese da quando è entrato in vigore con l'inizio del conflitto tra Usa, Israele e Iran. Secondo l'osservatorio della rete, l'ulteriore inasprimento delle restrizioni ha messo off-line anche alcuni utenti autorizzati dal governo centrale ad accedere ad internet tramite una rete separata da quella globale e gestita localmente dalla Repubblica islamica.

Guerra Iran, Trump: a breve coalizione per Hormuz

Araghchi: "Fermi in difesa nostra sovranità)

L'Iran non intende arrendersi. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. "La Repubblica Islamica dell'Iran rimane ferma e risoluta nella difesa della propria sovranità e integrità territoriale, con piena fiducia in Allah Onnipotente", ha scritto su X. Nel post, Araghchi ha anche ringraziato "il Pakistan per la forten dimostrazione di solidarietà  e sostegno al popolo e al governo della Repubblica islamica dell'Iran di fronte all'aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista". 

Colpito porto Fujairah. Media, sospeso carico petrolio

Le autorita' emiratine hanno confermato che il porto di Fujairah è stato colpito in un attacco iraniano. Un incendio è divampato e secondo diversi media sono state temporaneamente sospese le attività di carico del petrolio. "Un grande incendio e' scoppiato nella zona delle industrie petrolifere di Fujairah a causa di un drone, non si segnalano feriti", si legge in una nota ufficiale.

Idf: distrutto aereo di Khamenei in attacco aeroporto

L'esercito israeliano ha annunciato di avere distrutto l'aereo di Stato iraniano all'aeroporto di Mehrabad di Teheran. "L'aereo veniva utilizzato da Ali Khamenei, leader del regime terroristico dell'Iran, e da altri alti funzionari del regime, nonché da elementi delle forze armate iraniane, per promuovere acquisti militari e gestire le comunicazioni con i paesi dell'Asse attraverso voli nazionali ed esteri", si legge in una nota dell'Idf.

Kallas: "A Hormuz ipotesi iniziativa Onu come nel Mar Nero sul grano"

"Nel fine settimana ho parlato con il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un'iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell'Ucraina". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al consiglio affari esteri. La chiusura dello stretto rappresenta un grave pericolo per le forniture di petrolio, specie per l'Asia, ma a la situazione è problematica "anche per quanto riguarda i fertilizzanti", ha detto Kallas. "E se quest'anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l'anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo".

Consiglio Affari Esteri Ue, oggi Tajani al vertice: focus su guerra e blocco di Hormuz

ABruxelles riunione sull'escalation in Medio Oriente, ma si parla anche di Ucraina e delle relazioni Ue-India. A margine, il ministro degli Esteri avrà incontri bilaterali con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e con alcuni suoi omologhi europei.

Consiglio Affari Esteri Ue, focus su guerra e blocco di Hormuz

Consiglio Affari Esteri Ue, focus su guerra e blocco di Hormuz

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Kallas: "Stretto Hormuz fuori da area intervento Nato"

"Siamo stati in contatto con la Nato in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell'area di intervento della Nato. Per questo abbiamo l'operazione Aspides, e ci sono Stati membr disposti a contribuire, sia nella 'coalizione dei volenterosi' sia nell'operazione stessa, ma si tratta di un'area al di fuori dei territori della Nato. Non ci sono paesi Nato nello Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio Esteri Ue".

Kallas: discusso con Guterres su chiusura stretto Hormuz

"Ho parlato con il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, riguardo alla possibilità di avviare un'iniziativa simile a quella del Mar Nero, per far uscire il grano dall'Ucraina, perché la chiusura dello Stretto di Hormuz è davvero pericolosa per le forniture di petrolio e di energia all'Asia". Lo ha detto l'Alto rappresentante per la Politica estera e la sicurezza Kaja Kallas arrivando al Consiglio esteri. "L'85% del petrolio e del gas che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz e' destinato ai paesi asiatici. Ma è problematico anche per i fertilizzanti. E se quest'anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l'anno prossimo ci sarà anche carenza di cibo"  ha spiegato.  "Quindi abbiamo discusso con Antonio Guterres su come fare in modo che ciò accada. Da parte nostra, abbiamo missioni e operazioni nella regione. Abbiamo delle aspirazioni, ovviamente, e discuteremo con gli Stati membri se sia effettivamente possibile modificare il mandato di questa missione".

Missile su auto, un morto ad Abu Dhabi

Una persona è morta ad Abu Dhabi in un attacco iraniano, A quanto riferito dall'autorità, la vittima viaggiava su un'auto colpita da un missile.

Trump alla Nato: "Ci aiuti ad aprire lo Stretto di Hormuz o conseguenze negative"

"Se non ci sarà alcuna risposta, o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto negativo per il futuro dell'Alleanza atlantica", ha detto il presidente statunitense in un'intervista al Financial Times. Poi ha aggiunto: "Stiamo parlando con Teheran per un accordo, ma non sono pronti". A rischio rinvio il vertice con Xi Jinping.

Iran, Trump avverte la Nato: 'Ci aiuti ad aprire lo Stretto di Hormuz'

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Emirates annuncia ripresa parziale voli da Dubai

La compagnia aerea Emirates ha annunciato l'intenzione di riprendere a operare con un programma di voli limitato dall'aeroporto di Dubai, chiuso nella notte per un attacco con droni. "Purtroppo, alcuni voli previsti per oggi sono stati cancellati. I passeggeri interessati riceveranno una notifica di cancellazione e saranno informati sulle opzioni di riprotezione", si legge in una nota della società.

Israele, iniziate operazioni terrestri mirate nel sud del Libano

Le forze armate israeliane (Idf) hanno annunciato di aver iniziato "operazioni terrestri limitate e mirate" contro Hezbollah nel sud del Libano. 

Iran, come funziona il missile Sejjil: "danzante" e a lunga gittata

Il potente missile balistico è tra i più temuti dell'arsenale iraniano ed è stato sganciato il 15 marzo contro Israele. Grazie alla sua

capacità di manovra ad alta quota è soprannominato "missile danzante". Ed è particolarmente pericoloso perché sa eludere i sistemi di difesa missilistica nemici, anche il precisissimo Iron Dome israeliano.

Iran, come funziona il missile Sejjil: “danzante” e a lunga gittata

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Israele: attacchi "su vasta scala" contro Teheran

L'esercito israeliano ha annunciato questa mattina di aver avviato una nuova ondata di attacchi "su vasta scala" contro Teheran. "Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dato inizio a un'ondata di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran", ha scritto l'esercito israeliano su Telegram. 

Axios: Trump al lavoro per coalizione che riapra Hormuz

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta lavorando per formare una coalizione di paesi per riaprire lo Stretto di Hormuz e spera di annunciarlo entro la fine di questa settimana. Lo ha riferito Axios citando quattro fonti. 

Trump: "Stiamo parlando con Iran ma non è pronto per accordo"

Il presidente Usa Donald Trump ha detto gli Usa stanno "parlando" con l'Iran, ma quest'ultimo non è "pronto" per un accordo che ponga fine alla guerra. 

Drone provoca incendio vicino aeroporto Dubai: voli sospesi

I voli sono stati sospesi  all'aeroporto internazionale di Dubai dopo che un drone ha causato un incendio vnelle vicinanze dello scalo. Lo hanno dichiarato lunedi' le autorita' cittadine. "Le autorita' stanno intervenendo per domare un incendio causato da un incidente legato a un drone nelle vicinanze dell'aeroporto internazionale di Dubai", ha scritto l'Ufficio stampa di Dubai su X. "Sono in corso tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di tutti", ha aggiunto. 

Iran: attacchi depositi carburante di Israele sono "ecocidio"

 Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato lunedì che gli attacchi israeliani contro i depositi di carburante di Teheran costituiscono un "ecocidio" a causa dei rischi a lungo termine per la salute dei residenti. "I bombardamenti israeliani contro i depositi di carburante a Teheran violano il diritto internazionale e costituiscono un ecocidio", ha scritto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su X. "I residenti rischiano danni a lungo termine alla salute. La contaminazione del suolo e delle falde acquifere potrebbe avere ripercussioni per generazioni", ha aggiunto.

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