Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, Trump alla Nato: "Ci aiuti ad aprire lo Stretto di Hormuz o conseguenze negative"

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©Ansa

"Se non ci sarà alcuna risposta, o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto negativo per il futuro dell'Alleanza atlantica", ha detto il presidente statunitense in un'intervista al Financial Times. Poi ha aggiunto: "Stiamo parlando con Teheran per un accordo, ma non sono pronti". A rischio rinvio il vertice con Xi Jinping

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Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che la Nato dovrà affrontare un futuro "molto negativo" se non fornirà aiuto nella riapertura dello Stretto di Hormuz, il corridoio fondamentale per il trasporto del petrolio di fatto bloccato dall'Iran nella guerra in Medio Oriente. In una breve intervista al Financial Times, Trump ha affermato che, così come gli Stati Uniti hanno aiutato l'Ucraina nella guerra contro la Russia, si aspetta che l'Europa contribuisca alla riapertura dello Stretto di Hormuz, la cui chiusura ha fatto impennare i prezzi dell'energia in tutto il mondo. "Se non ci sarà alcuna risposta o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto negativo per il futuro della Nato", ha aggiunto (GUERRA IN IRAN, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA).

Il forcing sulla Cina: a rischio rinvio il vertice con Xi Jinping 

Nel corso degli anni e in diverse occasioni Trump ha criticato l'Alleanza accusandola di approfittarsi della generosità degli Stati Uniti. Il presidente ha anche affermato che il prossimo vertice di Pechino con il suo omologo cinese Xi Jinping potrebbe essere rinviato, poiché sta esercitando pressioni anche sulla Cina per ottenere l'aiuto necessario all'apertura dello Stretto di Hormuz. "Vorremmo saperlo prima" del vertice, ha detto Trump, sottolineando che la Cina, così come molti Paesi europei, dipende più degli Stati Uniti dal petrolio che scorre nel Golfo. "È giusto che coloro che beneficiano dello Stretto contribuiscano a garantire che non accada nulla di male", ha affermato Trump. Interpellato sull'aiuto specifico che sta cercando, Trump ha dichiarato al Financial Times di volere dragamine e "persone che mettano
fuori combattimento alcuni attori malintenzionati lungo la costa iraniana". L'incertezza sulla durata della guerra contro l'Iran ha scosso i mercati petroliferi, dove i prezzi del greggio sono aumentati vertiginosamente nelle ultime due settimane a causa dei rischi per l'offerta.

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"Stiamo parlando, ma non ancora pronti per un accordo"

Trump ha poi aggiunto di "stare parlando" con l'Iran, ma che non è "pronto" per un accordo che ponga fine alla guerra. "Sì, ci stiamo parlando", ha ha detto il presidente ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, senza specificare la natura di tali colloqui, quando gli è stato chiesto se fosse in corso un'azione diplomatica per porre fine a un conflitto che si è esteso in tutto il Medio Oriente e ha scosso i mercati globali. "Non credo che siano pronti. Però ci stanno arrivando", ha aggiunto Trump. Il ministro degli Esteri iraniano aveva precedentemente negato che fossero in corso colloqui con gli Stati Uniti. Trump ha affermato di non essere sicuro di voler raggiungere un accordo per porre fine alla guerra "perché, prima di tutto, nessuno sa con chi si ha a che fare, dato che la maggior parte della loro leadership è stata uccisa". Il tycoon ha tuttavia insistito sul fatto che "vogliono a tutti i costi raggiungere un accordo". Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran non e' interessato a colloqui con gli Stati Uniti, respingendo la posizione di Trump. "Siamo stabili e abbastanza forti. Stiamo solo difendendo il nostro popolo", ha detto Araghchi a "Face The Nation" della Cbs, in un'intervista andata in onda domenica. "Non vediamo alcun motivo per cui dovremmo parlare con gli americani, perché stavamo parlando con loro quando hanno deciso di attaccarci", ha dichiarato. "Non abbiamo avuto esperienze positive parlando con gli americani".

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