Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, Usa colpiscono radar a Goruk e Oeshm. Pasdaran rispondono in Kuwait e Bahrein

©Getty

L'Iran ha condannato l'attacco notturno statunitense definendolo una "flagrante" violazione del cessate il fuoco in vigore da aprile. Secondo Trump, non è stato finora raggiunto un accordo di pace perché i leader di Teheran sono "forti" e "orgogliosi", ma alla fine "non hanno altra scelta". NY Times: Israele ha usato il fosforo bianco in Libano

in evidenza

Il Comando centrale delle forze armate americane ha annunciato di aver colpito postazioni radar iraniane a Goruk e sull'isola di Qeshm, a scopo difensivo. Il Centcom ha confermato di aver anche abbattuto quattro droni iraniani lanciati verso Hormuz. 

Secondo Trump, non è stato finora raggiunto un accordo di pace perché i leader iraniani sono "forti" e "orgogliosi", ma alla fine "non hanno altra scelta". Il viceministro degli Esteri iraniano Gharibabadi ha dichiarato che Teheran vuole che almeno la metà dei suoi beni congelati venga sbloccata con l'intesa per la pace. Quanto alla capacità militare di Teheran, Trump ha stimato che al Paese è rimasto il 21-22% dei suoi missili.

Alcune persone sono morte a Gaza a causa di un attacco israeliano su una tenda dove si stava svolgendo un matrimonio, colpita da due missili. Lo riporta Al Jazeera. Secondo fonti mediche consultate dall'emittente araba, dodici persone sono rimaste ferite e il bilancio dell'attacco potrebbe salire ancora.

Gli approfondimenti:

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Continua scontro nello Stretto di Hormuz, abbattuti 2 droni iraniani

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Attacco Israele uccide due donne nel sud del Libano

Un attacco israeliano nel Libano meridionale ha ucciso due donne e ferito 22 persone. Lo ha affermato il ministero della Salute libanese. "Il raid nemico israeliano sulla città di Saksakiyeh, nel distretto di Sidone, sabato mattina ha provocato due martiri e 22 feriti, tra cui tre bambini e una donna", ha affermato il ministero in una nota.

Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.

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La guerra in Iran asciuga le scorte di petrolio globali

Di recente si è registrato il record negativo nella fornitura globale di greggio, solo in minima parte compensata dall’aumento delle produzione atlantica. E i Paesi più ricchi hanno iniziato ad attingere a piene mani alle proprie riserve. Anche se il conflitto terminasse a breve, ci vorranno almeno un paio di trimestri per tornare a volumi di traffico prebellici.

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"La guerra in Iran? Un errore": gli elettori si schierano contro Trump

La contrarietà è particolarmente forte tra gli elettori indipendenti, categoria particolarmente decisiva in vista delle elezioni di midterm, tra i quali circa tre quarti (il 73%) disapprovano la scelta di Trump. 

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Sale a 8 bilancio morti per attacco Israele a Gaza

Una fonte dell'ospedale al-Shifa afferma che il bilancio delle vittime dell'attacco israeliano al campo profughi di Gaza City, avvenuto oggi, è salito a otto. Più di una dozzina di persone sono rimaste ferite nell'attacco aereo israeliano contro l'affollato campo profughi palestinese.

Iran, ministro Interno Pakistan a Teheran: "Ho messaggio importante per Khamenei'

"Sono qui per consegnare una lettera speciale del capo di Stato maggiore dell'esercito pakistano Asim Munir e del primo ministro Shahbaz Sharif a (la Guida Suprema dell'Iran, ndr) Mojtaba Khamenei sulla situazione attuale. Penso che questo messaggio sia importante. Spero che tutto vada bene e che finisca bene". Lo ha dichiarato il ministro dell'Interno pakistano, Mohsin Naqvi, al suo arrivo a Teheran, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Irna. Naqvi, secondo quanto riportato dall'agenzia semi-ufficiale Tasnim, dovrebbe incontrare nel corso della visita il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. 

Idf: "Due soldati israeliani uccisi in Libano"

L'esercito israeliano ha annunciato questa sera la morte di due suoi soldati a seguito dei combattimenti nel sud del Libano con il movimento islamista libanese Hezbollah. Il capitano Shahar Gamla, 23 anni, è deceduto oggi dopo essere stato gravemente ferito nel sud del Libano, dove il sergente Ohad Yaari ha trovato la morte venerdì all'età di 21 anni, secondo un comunicato militare. Queste morti portano a 17 le perdite israeliane dall'entrata in vigore, il 17 aprile, di un cessate il fuoco con Hezbollah che oggi esiste solo sulla carta: 14 soldati e un civile che lavorava per l'esercito uccisi nel sud del Libano e altri due soldati nel nord di Israele. In totale, gli attacchi israeliani contro il Libano hanno provocato più di 3.560 morti dall'inizio della guerra il 2 marzo, secondo l'ultimo bilancio delle autorità. Secondo l'esercito israeliano, 29 soldati e un civile sono stati uccisi in Libano.

Una tregua Usa-Iran? Curerebbe il sintomo, non la causa della guerra

La possibile intesa tra Washington e Teheran segna una pausa nella crisi del Golfo, ma non rappresenta ancora una soluzione definitiva. La riapertura dello Stretto potrebbe richiedere settimane per smaltire il traffico navale accumulato e mettere in sicurezza l’area. Sul tavolo restano i dossier più delicati: nucleare iraniano, arsenale missilistico e guerra in Libano. Intanto i mercati reagiscono positivamente alla prospettiva di un cessate il fuoco temporaneo. Ma la stabilità dell’accordo appare fragile.

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Gaza, salgono a nove le vittime dei raid israeliani

Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza, a seguito di raid israeliani, è salito a nove. Lo annunciano i servizi di soccorso. Secondo quanto riferito dalla Protezione Civile, oltre alla sette persone uccise a a Gaza City da un attacco di droni nel campo profughi di Jawazat e l' "attacco di precisione" contro Muhannad Othman Farwana, descritto dall'esercito israeliano come "comandante di cellula" del braccio armato di Hamas, anche un uomo di 37 anni, colpito in serata da un raid aereo israeliano in un quartiere sud-orientale di Gaza City. Nonostante il cessate il fuoco concordato nell'ottobre 2025, la Striscia di Gaza continua a essere teatro di violenze quotidiane. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas e considerato attendibile dalle Nazioni Unite, almeno 951 palestinesi sono stati uccisi da allora. 

Mistero Board of Peace: dove sono finiti i soldi per ricostruire Gaza?

Il fondo internazionale nato per rilanciare la Striscia dopo la guerra si trova già al centro delle polemiche. Secondo diverse ricostruzioni, i soldi raccolti non sarebbero arrivati direttamente alla popolazione. La situazione umanitaria resta critica e gli obiettivi annunciati sembrano lontani. Intanto i gazawi continuano a vivere una crisi umanitaria gravissima, tra attacchi e aiuti insufficienti. Anche il cessate il fuoco appare sempre più fragile.

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Israele smentisce le accuse di spionaggio dei funzionari Usa: "Completamente false"

L'ambasciata israeliana a Washington ha respinto come "completamente false" le notizie secondo cui il Pentagono avrebbe innalzato al livello massimo l'allerta per il controspionaggio nei confronti di Israele a causa di presunte attività di intelligence contro funzionari americani.

In una nota citata dal sito di Haaretz, la rappresentanza diplomatica israeliana ha affermato che Israele non conduce operazioni di raccolta di informazioni ai danni degli Stati Uniti e che le proprie attività di intelligence sono rivolte esclusivamente ad attori ostili. L'ambasciata ha inoltre sostenuto che le accuse si basano su informazioni inesatte o su motivazioni politiche.

La smentita arriva dopo un articolo della Nbc secondo cui il Pentagono avrebbe elevato a "critico", il livello più alto, la valutazione della minaccia di controspionaggio rappresentata da Israele, in un contesto di crescenti tensioni tra i due alleati sulla gestione della crisi con l'Iran. Successivamente anche il New York Times ha riferito che recenti rapporti dell'intelligence americana hanno alimentato preoccupazioni per possibili attività di sorveglianza da parte dei servizi israeliani nei confronti di persone coinvolte nei negoziati con Teheran, tra cui l'inviato speciale statunitense, Steve Witkoff.

Mondiali 2026, Iran potrà entrare negli Usa solo il giorno della partita

La nazionale iraniana ai Mondiali potrà entrare negli Stati Uniti soltanto il giorno delle partite e dovrà lasciare il Paese poche ore dopo il fischio finale. Lo ha reso noto l'ambasciatore iraniano in Messico, Abolfazl Pasandideh, spiegando che la squadra è stata informata delle restrizioni imposte dalle autorità americane. "Possiamo entrare la mattina e dobbiamo ripartire lo stesso giorno", ha affermato il diplomatico parlando con i giornalisti.

A causa delle tensioni tra Washington e Teheran, la nazionale iraniana ha trasferito il proprio ritiro a Tijuana, in Messico ma vicino al confine con gli Stati Uniti, rinunciando alla sede inizialmente prevista di Tucson, in Arizona. La selezione iraniana attraverserà quindi il confine solo per disputare gli incontri del girone programmati negli Stati Uniti, tornando subito in territorio messicano al termine delle partite.

Voci dall’Iran: “Senza internet scompare il lavoro e il nostro futuro"

La testimonianza di Hadi Sheibani, giovane professionista iraniano che vive a Mashhad, dalla guerra alle restrizioni sulla rete. Il suo racconto aiuta a capire come vive un Paese tra isolamento, difficoltà economiche e incertezza. Internet non è solo social e intrattenimento, ma una condizione essenziale per studiare, lavorare e costruire il proprio futuro.

Voci dall’Iran: “Senza internet scompare il lavoro e il nostro futuro'

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Israele smentisce accuse di spionaggio funzionari Usa: "Completamente false"

L'ambasciata israeliana a Washington ha respinto come "completamente false" le notizie secondo cui il Pentagono avrebbe innalzato al livello massimo l'allerta per il controspionaggio nei confronti di Israele a causa di presunte attività di intelligence contro funzionari americani.

In una nota citata dal sito di Haaretz, la rappresentanza diplomatica israeliana ha affermato che Israele non conduce operazioni di raccolta di informazioni ai danni degli Stati Uniti e che le proprie attività di intelligence sono rivolte esclusivamente ad attori ostili. L'ambasciata ha inoltre sostenuto che le accuse si basano su informazioni inesatte o su motivazioni politiche.

La smentita arriva dopo un articolo della Nbc secondo cui il Pentagono avrebbe elevato a "critico", il livello più alto, la valutazione della minaccia di controspionaggio rappresentata da Israele, in un contesto di crescenti tensioni tra i due alleati sulla gestione della crisi con l'Iran. Successivamente anche il New York Times ha riferito che recenti rapporti dell'intelligence americana hanno alimentato preoccupazioni per possibili attività di sorveglianza da parte dei servizi israeliani nei confronti di persone coinvolte nei negoziati con Teheran, tra cui l'inviato speciale statunitense, Steve Witkoff.

Il castello di Beaufort, tra simbolo e strategia anche nell'era droni

Da rudere medievale a simbolo di resistenza, il castello di Beaufort, conosciuto in Libano come castello di Shaqif, continua a occupare un ruolo cruciale nel confronto tra Israele ed Hezbollah in Libano. La bandiera israeliana, che da qualche giorno sventola sui resti dell'antica costruzione, non è una novità per la popolazione locale, perché il sito conteso ha sempre avuto un valore strategico, politico e simbolico agli occhi di Tel Aviv.  Lo spiega Lorenzo Trombetta, analista ed esperto di Asia sud-occidentale.

Il castello di Beaufort, tra simbolo e strategia anche nell'era droni

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Iran, udita esplosione nell'isola di Kharg

L'agenzia di stampa iraniana Fars afferma che si è sentita un'esplosione vicino all'isola di Kharg. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim afferma che i suoni dell'esplosione sull'isola di Kharg sono collegati alla detonazione controllata di munizioni.

Ufficio di Netanyahu, il nuovo capo del Mossad rimuove il vice 'A' dopo 22 anni

L'Ufficio del primo ministro israeliano comunica che il nuovo direttore del Mossad Roman Gofman ha comunicato ieri al vice, conosciuto come 'A', la decisione di porre fine al suo mandato nell'incarico poichè intende nominare un nuovo vice direttore proveniente dall'interno dell'organizzazione. Gofman ha espresso la sua profonda gratitudine ad 'A.' per i suoi 22 anni di servizio operativo nel Mossad e per il suo significativo contributo alla sicurezza dello Stato di Israele. "Nel corso della sua carriera, 'A.' ha lavorato in prima linea nelle attività dell'organizzazione in tre diverse divisioni operative, ne ha comandate due e ha guidato numerose operazioni innovative e di grande rilievo. Per i suoi risultati è stato insignito di cinque Premi per la Sicurezza di Israele", si legge nella nota. 'A.' ha augurato grande successo al direttore del Mossad nel suo nuovo incarico e ha dichiarato che "continuerà a mettere la propria esperienza e le proprie capacità a disposizione del Mossad e dello Stato di Israele ogniqualvolta sarà necessario". 

Allarme del Pentagono su spionaggio di Israele, sorvegliato anche Witkoff

Tra i funzionari americani sorvegliati dai servizi israeliani ci sarebbero l'inviato speciale del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, il sottosegretario alla Difesa, Elbridge A. Colby e uno dei suoi principali collaboratori, Michael P. DiMino IV. E' quanto emerge da alcuni rapporti dell'intelligence americana, citati dal New York Times, mentre il Pentagono ha alzato al livello massimo l'allerta controspiongaggio proprio nei confronti di Israele. I servizi di Tel Aviv, infatti, avrebbero intensificato le operazioni di intercettazione e sorveglianza in particolare su funzionari americani coinvolti nei colloqui per un possibile accordo con Teheran.

Un rapporto della Defense Intelligence Agency, riferito a eventi degli ultimi anni, avrebbe classificato il livello di minaccia attribuito a Israele come "critico", il più alto della scala di valutazione, segnalando attività considerate mirate a raccogliere informazioni su personale militare e funzionari del governo Usa. Secondo le valutazioni riportate, Israele sarebbe interessato soprattutto a ottenere dettagli sulla strategia negoziale dell'amministrazione Trump nei colloqui con la Repubblica islamica.

Iran, quali conseguenze può avere davvero la mozione per fermare Trump

L’iter legislativo per fermare le operazioni militari statunitensi è lungo e tortuoso e terminerà probabilmente nel veto del Presidente e nella necessità, a quel punto, di trovare una maggioranza qualificata di due terzi. Molto difficile. Ma da un punto di vista interno, la risoluzione (votata anche da alcuni repubblicani) è una cartina di tornasole in vista della tornata elettorale di novembre.

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Idf, eliminato nel sud di Gaza comandante di una cellula di Hamas

L'Idf rende noto di aver eliminato "nel sud di Gaza con un attacco mirato e preciso Muhanad Othman Yassin Farwana, comandante di una cellula terroristica dell'ala militare di Hamas". Secondo la nota dell'Idf, 'durante l'intera guerra e anche negli ultimi giorni, Farwana è stato coinvolto nella pianificazione e nella promozione di numerosi attacchi terroristici contro l'esercito e contro Israele, rappresentando una minaccia immediata per le forze israeliane operanti nell'area". L'esercito afferma che "prima dell'attacco, sono state adottate misure per ridurre al minimo i danni ai civili, tra cui l'impiego di munizioni di precisione e attività di sorveglianza aerea". 

Idf, colpite 150 strutture di Hezbollah nel fine settimana

L'Idf rende noto che nel corso del fine settimana ha colpito circa 150 infrastrutture terroristiche di Hezbollah nel Libano meridionale, tra cui "depositi di armi, centri di comando, lanciatori di razzi. Le infrastrutture prese di mira venivano utilizzate da Hezbollah per pianificare ed eseguire attacchi  contro i soldati dell'Idf". 

Gaza, Al Jazeera: "Raid di Israele su un matrimonio: ci sono morti"

L'attacco ha causato anche diversi feriti. Hamas ha condannato l'operazione parlando di un "massacro" contro civili e ha accusato Israele di voler minare i negoziati sul cessate il fuoco in corso al Cairo.

Gaza, Al Jazeera: 'Raid di Israele su un matrimonio: almeno 5 morti'

Gaza, Al Jazeera: 'Raid di Israele su un matrimonio: almeno 5 morti'

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L'Idf spara su un'auto a Hebron, muore neonato di 7 mesi

Un neonato palestinese di sette mesi è stato ucciso venerdì pomeriggio da colpi sparati da un soldato dell'Idf nelle vicinanze del Checkpoint 17 a Wadi al-Hariya a Hebron, in Cisgiordania. Il bambino era in braccio alla madre nell'auto guidata  dal padre, Fahd Abdul Aziz Abu Haikal, docente all'Università di Betlemme. L'uomo ha dichiarato a Haaretz che la macchina si era fermata completamente prima che un soldato, che si trovava a circa 10 metri di distanza, sparasse il colpo fatale. "La sparatoria è avvenuta intorno alle 19,30, c'era la luce del giorno, e il soldato ha visto me, mia moglie e i bambini. Non si può dire che non si sia accorto che eravamo una famiglia", ha detto Abou Haikal. L'esercito israeliano ha dichiarato che le truppe hanno sparato contro l'auto dopo averla "percepita" accelerare verso di loro. Un'indagine preliminare ha stabilito che le persone dentro l'auto erano "civili non coinvolti", ha affermato l'Idf, aggiungendo di "esprimere profondo rammarico" e di aver aperto un'inchiesta.  Abou Haikal e la moglie sono rimasti lievemente feriti, ma il neonato è stato colpito da un proiettile al viso e nonostante i soccorsi non c'è stato nulla da fare. In macchina c'erano anche il figlio undicenne della coppia e la nonna. Lo zio del bambino ha raccontato a Haaretz che la famiglia si stava recando a casa della nonna nel quartiere di Tel Rumeida a Hebron: "L'auto stava procedendo in salita quando i soldati dell'Idf hanno colto di sorpresa mio fratello. È andato nel panico e ha fermato la macchina. Un proiettile ha colpito l'auto e un secondo è penetrato nell'abitacolo", ha detto. "Se ancora esiste un briciolo di coscienza, di legge o di moralità, il soldato che ha ucciso mio figlio venga chiamato a risponderne", ha affermato il padre del piccolo. 

Raid di Israele su matrimonio a Gaza, almeno 6 morti

Almeno sei persone sono morte a Gaza a causa di un attacco israeliano su una tenda dove si stava svolgendo un matrimonio, colpita da due missili. Lo riporta Al Jazeera. Secondo fonti mediche consultate dall'emittente araba, quindici persone sono rimaste ferite e il bilancio dell'attacco potrebbe salire ancora. Hamas ha condannato l'attacco israeliano contro un campo profughi nella città di Gaza, in cui sono morte almeno sei persone questo pomeriggio. "L'occupazione israeliana ha commesso un orribile massacro contro donne e bambini... in una continua escalation della sua guerra di sterminio contro i civili", ha dichiarato il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, in un comunicato diffuso su Telegram. Qassem ha osservato che il sanguinoso attacco coincide con gli incontri in corso al Cairo, capitale dell'Egitto, per discutere l'attuazione di un accordo di "cessate il fuoco" mediato dagli Stati Uniti, che Israele ha ripetutamente violato da quando è entrato in vigore lo scorso anno. "Questo conferma che l'occupazione sta lavorando per minare e distruggere l'accordo", si legge nella dichiarazione.

Cisgiordania, bambino di 7 mesi ucciso da soldato Idf. VIDEO

Israele: "Falso il report della Nbc sull'allerta del Pentagono per il nostro spionaggio"

Israele definisce "completamente falso" il report della Nbc secondo cui il Pentagono avrebbe innalzato al massimo il livello di allerta per il controspionaggio nei confronti di Israele, a causa di preoccupazioni relative a potenziali attività di spionaggio ai danni di funzionari statunitensi, definendola "completamente falsa". Lo riferiscono i media israeliani. In una dichiarazione, l'ambasciata a Washington ha affermato che Israele non conduce operazioni di raccolta di informazioni contro gli Stati Uniti e che i suoi sforzi di intelligence sono concentrati su attori ostili. E ha aggiunto che le accuse contrarie si basano su informazioni inaccurate o su motivazioni politiche. 

Nyt: "Israele ha usato il fosforo bianco su aree popolate del Libano"

L'esercito israeliano ha impiegato fosforo bianco, una sostanza incendiaria potenzialmente molto pericolosa, su aree popolate del Libano nel corso del conflitto contro Hezbollah. Lo rivela il New York Times pubblicando anche delle foto e dei video che lo dimostrano. Ad esempio, il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono state osservate le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione in filmati diffusi sui social media e verificati dal Times' mentre le forze israeliane conquistavano il castello di Beaufort, un importante roccaforte della zona. Altri video mostrano l'uso di fosforo bianco nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati — Qlayaa, Khiam e Yohmor — nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Il fosforo bianco è un'arma molto pericolosa perché a contatto con l'aria si incendia spontaneamente ed è estremamente difficile da spegnere. Spesso impiegato dalle forze armate per appiccare incendi e creare cortine di fumo durante i combattimenti, non è illegale di per sé, tuttavia il suo utilizzo deliberato contro civili o in aree densamente popolate viola le leggi internazionali di guerra. Interpellato dal Times, l'esercito israeliano ha smentito. "Le procedure dell'Idf stabiliscono che tali proiettili non debbano essere utilizzati in aree densamente popolate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò è conforme ai requisiti del diritto internazionale e va anche oltre quanto da esso prescritto", ha sottolineato in una nota. 

Wafa: "6 morti e 15 feriti in un attacco dell'Idf su Gaza City"

L'agenzia di stampa di Ramallah, Wafa, riferisce che sei palestinesi sono stati uccisi e almeno altri 15 feriti sabato pomeriggio in un attacco dell'Idf su Gaza City. Il raid ha preso di mira una tenda di sfollati nel quartiere di Al-Rimal. 

Presidente del Libano condanna l'attacco ai militari: "Flagrante violazione della sovranità"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato l'attacco israeliano in cui sono stati uccisi tre militari libanesi. Per il capo dello Stato si tratta di "un brutale raid aereo israeliano" che "ha preso di mira un veicolo militare sulla strada" tra Khardali e Nabatiyeh, "provocando la morte di due ufficiali, un generale di brigata e un capitano, e di un soldato". L'attacco, ha sottolineato Aoun, è una "flagrante violazione della sovranità libanese e del diritto internazionale". Secondo gli ultimi dati ufficiali, i raid israeliani sul Libano hanno causato la morte di oltre 3.560 persone dall'inizio della guerra. 

Media: "6 morti in un raid di Israele su Gaza City"

E' di almeno sei morti e 10 feriti il bilancio di un raid aereo israeliano su Gaza City. Lo ha riferito l'emittente Sky News Arabia, precisando che l'attacco ha preso di mira tende di sfollati nel quartiere occidentale di al-Rimal.

La Giordania condanna l'attacco israeliano contro una pattuglia dell'esercito libanese

La Giordania ha condannato un attacco israeliano contro una pattuglia dell'esercito libanese sulla strada Khardali-Nabatieh, nel Libano meridionale, che ha causato la morte di tre militari, tra cui due ufficiali di alto rango. Lo riporta l'agenzia stampa Petra. Il Ministero degli Affari Esteri e degli Emigrati ha affermato che l'attacco rappresenta "una palese violazione della sovranità, della sicurezza e della stabilità del Libano fraterno, nonché una flagrante violazione del diritto internazionale". Ha sottolineato la necessità di una cessazione immediata degli attacchi israeliani contro il Libano, il consolidamento di un accordo di cessate il fuoco e il pieno rispetto della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il portavoce ufficiale del Ministero, Fouad Majali, ha ribadito il sostegno incrollabile della Giordania alla sicurezza, alla stabilità, alla sovranità e all'incolumità dei cittadini del Libano. Ha inoltre sottolineato il sostegno della Giordania agli sforzi del governo libanese per affermare la propria sovranità su tutto il territorio libanese, a riattivare le istituzioni nazionali e a garantire che le armi siano esclusivamente in mano allo Stato. 

Iran, Nyt: "A maggio 100 navi passate da Hormuz con l'aiuto degli Usa"

Il mese scorso oltre 100 navi mercantili hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, in entrata e in uscita dal Golfo Persico, con il supporto delle forze statunitensi. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense a condizione di anonimato al New York Times. Il giornale sottolinea che il passaggio da Hormuz resta pericoloso a causa della fase di stallo in cui si trovano i negoziati tra Iran e Stati Uniti per la fine della guerra.

Libano, Hezbollah: "L'uccisione di militari è un crimine deliberato"

L'attacco israeliano che ha causato la morte di tre militari libanesi non è stato un errore, come sostenuto da Tel Aviv,  bensì un "crimine deliberato e premeditato". Lo ha dichiarato Hezbollah in un comunicato rilanciato da Al Jazeera. L'attacco "si aggiunge alla serie di crimini che il nemico continua a commettere contro il nostro popolo libanese, in particolare nel Sud e nella valle della Beqa occidentale", prosegue la milizia filoiraniana, secondo il quale l'accaduto è "una conseguenza naturale della mancanza di considerazione delle autorità per la sovranità del Paese e il sangue del suo popolo nonchè delle sue concessioni gratuite". "L'ultima di queste concessioni è stata la loro completa resa alle condizioni del nemico a Washington, il che lo incoraggia a violare il sangue del nostro popolo e il nostro esercito con impunità", conclude Hezbollah, "condanniamo questa aggressione vergognosa e riaffermiamo il nostro saldo sostegno al nostro esercito nazionale". 

Iran, raid Usa su postazioni radar: I Pasdaran rispondono. VIDEO

Tv Libano rompe il tabù e intervista il giornalista israeliano Barak Ravid

La Tv libanese Lbci News ha rotto ieri un pesante tabù intervistando in collegamento con gli Usa il giornalista israeliano Barak Ravid, di Axios e Channel 12, sulla questione dei negoziati per il cessate il fuoco. L'intervista dell'emittente è una vera novità poiché la legge libanese dal 1955 vieta qualsiasi contatto con cittadini israeliani. Lbci è collocata dagli osservatori nell'area cristiana maronita moderata, critica verso Hezbollah e a sostegno della sovranità dello Stato libanese. Durante il collegamento in diretta Ravid indossava un giubbotto con la scritta in evidenza 'Axios', sito di notizie americano. 

Libano, l’esercito di Beirut: “Oggi 9 vittime nei raid di Israele”

Ieri è arrivato anche lo stop di Netanyahu all'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco, fino a quando Hezbollah non ne avrà accettato i termini. Intanto il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, ha pubblicato su X un messaggio rivolgendosi al presidente libanese Joseph Aoun: “Salvi il suo Paese dal suo vero nemico".

Libano, l’esercito di Beirut: “Oggi 9 vittime nei raid di Israele”

Libano, l’esercito di Beirut: “Oggi 9 vittime nei raid di Israele”

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Iran: ministro Interni Pakistan porta messaggio Munir per Khamenei

Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi porterà a Teheran un messaggio del capo di stato maggiore dell'esercito pakistano Asim Munir per la Guida suprema iraniana, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei. Lo riporta l'emittente pakistana Geo tv aggiungendo che Naqvi ha incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif a Lahore prima di partire per Teheran, dove vedrà funzionari iraniani e porterà avanti il ruolo di mediazione che Islamabad ha assunto nei negoziati tra Iran e Stati Uniti.

Sharif, spiega una nota diffusa dall'ufficio del premier pakistano, ha indicato a Naqvi la linea da seguire negli incontri a Teheran. Durante l'incontro si è anche discusso della situazione attuale in materia di pace e sicurezza nel Paese, prosegue la nota.

Iran: Teheran condanna "flagrante violazione cessate il fuoco"

L'Iran ha condannato l'attacco notturno statunitense contro installazioni radar costiere nel Golfo, definendolo una "flagrante" violazione del cessate il fuoco in vigore da aprile. Il ministero degli Esteri ha affermato che si e' trattato di un attacco "alla sovranità nazionale e all'integrità territoriale della Repubblica islamica", denunciando il "comportamento ostile e provocatorio" di Washington.

Beirut, altri sei morti nei raid israeliani, oggi 9 vittime

Complessivamente i raid aerei israeliani sul Libano meridionale di oggi hanno ucciso nove persone, tra cui tre membri dell'esercito libanese. Lo riporta la Associated Press sul suo sito che cita l'esercito libanese e media statali. Un raid aereo contro un veicolo sulla strada che collega la città di  Nabatieh con la cittadina di Marjayoun ha ucciso un generale di brigata, un capitano e un altro soldato, ha dichiarato l'esercito. Un altro raid aereo sul villaggio meridionale di Saksakiyah ha ucciso sei persone e ne ha ferite quattro, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale National News Agency. 

Mondiali, Teheran: "Gli Usa non hanno concesso visti ai membri della delegazione"

Secondo la televisione di stato iraniana, gli Stati Uniti si sono rifiutati di concedere i visti a 15 membri della delegazione iraniana inviata ai Mondiali di calcio Fifa in Nord America (dall'11 giugno al 19 luglio). "I visti sono stati rilasciati per la nazionale e lo staff tecnico, ma 15 membri dello staff amministrativo e di supporto stanno riscontrando problemi e non hanno ancora ricevuto i loro visti dagli Stati Uniti", ha riferito sabato un corrispondente speciale dell'emittente in Turchia, dove i giocatori si trovano attualmente.

Media: "Ministro Interno Pakistan atteso oggi a Teheran"

Il ministro dell'Interno pakistano Mohsin Naqvi dovrebbe recarsi a Teheran oggi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Mehr. La visita si inserisce nel contesto degli sforzi di Islamabad mediazione tra Teheran e Washington, in un clima di tensione dovuto alla guerra, allo Stretto di Hormuz e a una possibile intesa che porti a un accordo di lungo termine.

Media, Trump ai mediatori: "Negoziati non durino più di 60 giorni"

Il presidente americano Donald Trump ha informato i mediatori che i negoziati con l'Iran non devono durare più dei 60 giorni concordati e che Teheran deve rispondere rapidamente. Lo ha riferito l'emittente Al Arabiya citando proprie fonti ben informate, mentre la deadline dei 60 giorni sta per scadere. Secondo Al Arabiya, inoltre, sono stati compiuti progressi sulla questione dei beni iraniani congelati, ma restano divergenze su quanto denaro debba essere sbloccato e quando.

Aoun, uccisione militari è violazione sovranità

Il presidente libanese, Joseph Aoun, ha definito una "violazione della sovranità libanese e delle norme e leggi internazionali" l'uccisione di due ufficiali e un soldato dell'esercito di Beirut da parte delle forze israeliane, che hanno ammesso "l'errore". "Il Libano non scenderà a compromessi nella difesa del suo territorio e della sua gente e questi attacchi non lo scoraggeranno dal preservare i suoi diritti nazionali", ha aggiunto Aoun, citato da media libanesi. Il presidente del Paese dei cedri ha chiesto inoltre alla comunità internazionale di "assumersi le sue responsabilità" e ha sottolineato che l'attuale escalation "minaccia la stabilità e la sicurezza nel Sud nonostante gli sforzi del Libano nei negoziati a Washington".

Teheran contro rapporto Aiea, è "pressione politica"

L'Iran ha denunciato come "strumento di pressione politica" un rapporto dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea), in cui si esprime preoccupazione per la mancanza di accesso ai siti nucleari iraniani e si invita Teheran a "cooperare in modo costruttivo". Teheran era impegnata in colloqui con Washington sul suo programma nucleare quando gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran il 28 febbraio, come poi hanno fatto di nuovo nel giugno 2025 durante la guerra dei dodici giorni. Durante entrambi i conflitti, i siti nucleari iraniani sono stati bombardati ripetutamente. "Se l'Aiea vuole contribuire a una soluzione diplomatica, deve evitare di trasformare un rapporto tecnico in uno strumento di pressione politica", ha scritto il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi su X. In un rapporto riservato, l'Aiea afferma che la mancanza di accesso ai siti nucleari in Iran costituisce una "preoccupazione per la proliferazione". "Pur riconoscendo che gli attacchi militari contro le infrastrutture e i siti nucleari iraniani hanno creato una situazione senza precedenti, l'Agenzia ritiene fondamentale poter svolgere attivita' di verifica in Iran senza indugio", si legge nel documento. L'Aiea non ha mai condannato gli attacchi israelo-americani contro i siti nucleari iraniani. "Un simile attacco (militare, ndr) non solo viola la sovranità iraniana, ma rappresenta un colpo diretto alla sicurezza nucleare", ha osservato Gharibabadi. "Non si puo' ignorare la causa del malfunzionamento e poi presentare le conseguenze di tale malfunzionamento come un'offesa all'Iran", ha affermato. I Paesi occidentali, guidati dagli Stati Uniti, e Israele, nemico giurato della Repubblica islamica e considerato dagli esperti l'unica potenza nucleare in Medio Oriente, sospettano che Teheran stia cercando di acquisire armi nucleari. L'Iran nega di avere tali ambizioni militari. Nel giugno 2025, gli Stati Uniti hanno bombardato tre siti nucleari in Iran (a Fordow, Natanz e Isfahan), un'azione che, secondo il presidente statunitense Donald Trump, ha "distrutto" il programma nucleare del Paese. L'esatta entità dei danni non è ancora nota e l'Iran, adducendo motivi di sicurezza, nega l'accesso ai siti. Grande incertezza aleggia sul destino delle scorte iraniane di oltre 400 kg di uranio altamente arricchito, avvistate per l'ultima volta il 10 giugno 2025 dagli ispettori dell'Aiea.

Libano, nove vittime in attacchi israeliani al sud del Paese

Raid aerei israeliani nel Libano meridionale hanno ucciso nove persone, tra cui tre membri dell'esercito libanese, secondo quanto riferito dall'esercito libanese e dai media statali, a pochi giorni dal raggiungimento di un nuovo accordo di cessate il fuoco tra le due parti. L'esercito libanese ha annunciato la morte deu tre militari in quello che ha definito un «brutale attacco israeliano» contro un veicolo militare. Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato l'attacco come una «palese violazione della sovranità libanese e del diritto internazionale». Lo stesso Aoun il giorno precedente aveva criticato Teheran, invitandola a smettere di interferire negli affari interni del Libano. «In base alle dichiarazioni di Aoun si potrebbe pensare che sia l'Iran ad aver occupato un quinto del Libano, sfollato un quarto della popolazione e bombardato il Paese ogni giorno», ha replicato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. «Liberate il Libano dal suo vero nemico, signor presidente», ha aggiunto, riferendosi a Israele senza nominarlo.

Kuwait: aeroporto internazionale chiuso per attacchi, 11 voli dirottati

L'Iran ha nuovamente preso di mira l'aeroporto internazionale nel nuovo attacco della notte. Il traffico aereo è stato sospeso per ore a causa degli attacchi iraniani. Il Kuwait ha dichiarato di aver chiuso il proprio spazio aereo a scopo precauzionale e che 11 voli di Kuwait Airways e Jazeera Airways sono stati dirottati verso aeroporti vicini. L'autorità per l'aviazione civile del Kuwait ha successivamente annunciato la riapertura del proprio spazio aereo.  Un precedente attacco iraniano contro il Terminal 1 dell'aeroporto Internazionale del Kuwait, avvenuto nelle prime ore del 3 giugno, aveva provocato una vittima e 63 feriti, oltre ad ingenti danni materiali.

Il Papa: "In Iran non è una guerra giusta"

"Credo sia stato già dichiarato con molta chiarezza: viene meno, lì, una guerra giusta, il problema è che la teoria della guerra giusta viene da secoli passati, quando non si immaginavano le armi e la capacità di distruzione che l'uomo ha oggi. E tutto come dico nell'enciclica... ". Lo ha detto papa Leone a bordo dell'aereo papale diretto verso Madrid rispondendo alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto se in Iran sia una guerra giusta. Del tema della guerra giusta il Papa parla nella sua recente enciclica Magnifica Humanitas.

Israele: ufficiali libanesi uccisi "per errore"

L'esercito israeliano ha ammesso di aver ucciso "per errore" un generale, un altro ufficiale e un soldato libanesi in un raid aereo su un veicolo nel sud del Paese. L'attacco, hanno detto le autorità israeliane, aveva come obiettivo Hezbollah. Secondo un comunicato dell'esercito, il veicolo è stato individuato mentre si muoveva "in modo sospetto" vicino alla città di Tebnit, all'interno di quella che l'esercito definisce una "zona di combattimento attiva", precedentemente evacuata e dove, sempre secondo le autorita' israeliane, vi erano indicazioni di attività del gruppo sciita. L'esercito israeliano ha dichiarato che l'attacco è avvenuto dopo l'individuazione del veicolo e in risposta a una "minaccia concreta" di fuoco contro le sue truppe schierate nella zona, aggiungendo che l'operazione era diretta "contro Hezbollah e non contro l'esercito libanese".

Mondiali, Teheran: "Gli Usa non hanno concesso visti ai membri della delegazione"

L'Iran ha criticato duramente gli Stati Uniti per quello che ha definito un "trattamento discriminatorio" per non aver concesso i visti ad alcuni membri della delegazione iraniana per partecipare al torneo.    "Perché non dite che i visti sono stati negati a gran parte dello staff dirigenziale ed esecutivo, ai consulenti tecnici e ad altri che sono parte integrante di qualsiasi nazionale di calcio?", ha affermato l'ambasciata iraniana in Turchia. "Avete ora portato il trattamento deliberato e discriminatorio contro la nazionale di calcio iraniana al suo massimo livello", ha aggiunto l'ambasciata. 

Iran, raid Usa su postazioni radar: Pasdaran rispondono

Ministro Interni Pakistan atteso oggi a Teheran

Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Raza Naqvi è atteso oggi a Teheran. Lo hanno dichiarato le agenzie di stampa Mehr e Irna citando fonti del ministero degli Interni iraniano. Il Pakistan è il principale mediatore nei negoziati tra Iran e Stati Uniti per la fine della guerra.

Media: l'ufficiale ucciso in Libano era un generale

Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese, l'ufficiale ucciso era un generale di brigata. Lo riporta Cnn. 

Esercito libanese: diversi soldati uccisi da raid israeliano nel Sud

L'esercito libanese ha dichiarato che diversi soldati sono rimasti uccisi in un attacco israeliano contro un veicolo nel sud del Paese. "Diversi militari, tra cui un ufficiale, sono caduti martiri in un barbarico raid israeliano contro un veicolo militare sulla strada tra Khardali e Nabatieh", ha dichiarato l'esercito su X.

Media: almeno 21 morti nei raid israeliani di ieri in Libano

Sarebbero almeno 21 le persone uccise ieri durante i raid israeliani nel Libano meridionale. Lo afferma la Cnn citando un conteggio basato sui dati forniti dall'Agenzia nazionale di stampa libanese. Il totale include un membro del consiglio comunale di Sidone, due bambini siriani che viaggiavano in moto con il padre a Nabatiyeh e un paramedico nella vicina Zebdine, ha riferito l'agenzia libanese, aggiungendo che quest'ultimo attacco ha colpito un'ambulanza mentre cercava di consegnare del pane a una famiglia "assediata". 

Consigliere di Khamenei: fase di stallo perché Usa bloccano beni congelati Iran

Un potenziale accordo di pace tra gli Stati Uniti e l'Iran dipende dalla disponibilità dell'amministrazione Trump a sbloccare 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. Lo ha dichiarato alla Cnn un alto funzionario iraniano, avvertendo che gli Stati Uniti "entrerebbero in un tunnel buio' qualora riprendessero i combattimenti. "I negoziati sono in una fase di stallo e (il presidente degli Stati Uniti Donald) Trump deve sbloccare questa situazione", ha dichiarato Mohsen Rezaei, consigliere militare del leader supremo Mojtaba Khamenei, in un'intervista alla Cnn a Teheran. "La palla è nel campo di Trump." Secondo quanto riferito, l'Iran avrebbe chiesto lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi congelati non appena verrà firmato un accordo provvisorio con gli Stati Uniti, e di altri 12 miliardi in una fase successiva.

Iran a presidente Libano: salvi Paese da nemico Israele

il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha esortato il presidente libanese Joseph Aoun, che il giorno prima aveva chiesto a Teheran di smettere di "interferire" negli affari del suo Paese, a "salvare" il Libano dal suo "vero nemico", Israele. "A giudicare dalle dichiarazioni di Aoun, si potrebbe pensare che l'Iran abbia occupato un quinto del Libano, sfollato un quarto della popolazione libanese e bombardato quotidianamente il Paese. Se il Libano fosse una merce di scambio per l'Iran, avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa. Salvi il Libano dal suo vero nemico, signor presidente", ha scritto Araghchi su X.

Scattate le sirene in Bahrain: 'Appello alla popolazione a raggiungere posti sicuri'

Dopo l'allarme scattato in Kuwait che sta rispondendo ad un attacco con missili e droni, il ministro dell'Interno del Bahrain, secondo quanto riportato dall'agenzia Tasnim, avrebbe chiesto ai residenti di recarsi nel luogo sicuro più vicino. In Bahrain si sono attivate le sirene d'allarme e i voli sono stati sospesi, così come in Kuwait.

Il Kuwait attaccato da missili e droni

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate kuwaitiane ha annunciato che le difese aeree stanno attualmente respingendo attacchi ostili di droni e missili, stando a quanto riporta l'Afp. In un messaggio su X, l'esercito scrive che "le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e droni nemici".

Le Guardie Rivoluzionarie annunciano di aver attaccato basi nemiche'

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver attaccato "basi nemiche" nella regione, in seguito ai raid aerei statunitensi contro installazioni radar in Iran. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato IRIB, come riportato dall'Afp, l'esercito iraniano ha affermato che "basi nemiche nella regione sono state colpite da missili aerei". Il Kuwait e il Bahrein, due Paesi che ospitano importanti basi militari statunitensi nel Golfo, avevano precedentemente emesso allarmi per possibili attacchi aerei.

Trump posta un video Ia della flotta dell'Iran affondata

Donald Trump ha postato su Truth un video realizzato con l'intelligenza artificiale che mostra navi della marina iraniana affondate e sommersa dall'acqua. Poco prima, in un'intervista a Nbc news, il presidente americano ha ribadito che gli Stati Uniti hanno "distrutto completamente l'esercito" di Teheran. "La maggior parte delle fabbriche di droni è stata neutralizzata, la maggior parte delle rampe di lancio è stata neutralizzata e la maggior parte delle aree di produzione di missili è stata neutralizzata", ha detto il tycoon.

Trump: 'Iran ha ancora il 21-22% dei suoi missili'

All'Iran è rimasto ancora il "21-22%" dei suoi missili. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump. "Hanno ancora capacità operativa. Possiedono dei missili, possiedono dei droni. Direi che, in termini percentuali, gli è rimasto forse il 21- 22 per cento dei missili", ha detto Trump in un'intervista a Nbc News. La cifra è superiore al 18% indicato dallo stesso presidente americano a maggio.

Teheran: vogliamo lo sblocco di metà dei beni congelati alla firma del memorandum

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che Teheran desidera che almeno la metà dei suoi beni congelati venga sbloccata al momento della firma di un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti. Lo riporta Al Jazeera, citando l'agenzia di stampa iraniana Mehr. "Come minimo, la Repubblica Islamica dell'Iran insiste affinché il 50% di questi fondi venga reso disponibile all'Iran immediatamente dopo la firma del memorandum d'intesa", ha dichiarato Gharibabadi. L'Iran ha miliardi di dollari in beni congelati in conti in tutto il mondo a causa delle sanzioni, alcuni dei quali risalgono alla crisi degli ostaggi in Iran del 1979. Gharibabadi ha aggiunto che l'Iran si aspetta che il denaro venga sbloccato "entro un periodo di tempo limitato, non superiore a uno o due mesi dalla firma dell'accordo".

Usa, distrutti almeno quattro droni lanciati dall'Iran verso Hormuz

Gli Usa hanno distrutto almeno quattro di una serie di droni lanciati dall'Iran verso lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito un funzionario americano alla Cnn precisando di ritenere che questi droni a sola andata avessero come obiettivo navi commerciali in transito nelle acque della regione o forze americane operative nelle vicinanze.

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