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Libano, ministero della Salute di Beirut: "Dal 2 marzo 3.593 morti in attacchi israeliani"

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©Getty

Il primo ministro libanese, Nawaf Salam, condanna l'attacco israeliano che ha provocato la morte di due ufficiali e un soldato libanesi definendolo "un crimine e un assalto allo Stato e a tutto il popolo". Ieri intanto è arrivato lo stop di Netanyahu all'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco, fino a quando Hezbollah non ne avrà accettato i termini. New York Times: "Israele ha usato fosforo bianco"

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Non sembra attenuarsi l’escalation militare in Medio Oriente. Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che, a partire dal 2 marzo, 3.593 persone sono state uccise e 10.990 ferite negli attacchi israeliani contro il Libano. Le statistiche indicano che nelle ultime 24 ore si sono registrati 37 decessi e 142 feriti. Secondo quanto riportato da Associated Press citando l’esercito libanese e i media statali,oggi un raid aereo contro un veicolo sulla strada che collega la città di Nabatieh con la cittadina di Marjayoun ha ucciso un generale di brigata, un capitano e un altro soldato. Un altro raid aereo sul villaggio meridionale di Saksakiyah ha ucciso sei persone e ne ha ferite quattro, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale National News Agency. Inoltre, secondo la Cnn, sarebbero almeno 21 le persone uccise ieri durante i raid dell’Idf nella zona meridionale del Paese. La stima totale dell’emittente, che cita un conteggio basato sui dati forniti dall'Agenzia nazionale di stampa libanese, include un membro del consiglio comunale di Sidone, due bambini siriani che viaggiavano in moto con il padre a Nabatiyeh e un paramedico nella vicina Zebdine: quest'ultimo attacco avrebbe colpito un'ambulanza mentre cercava di consegnare del pane a una famiglia "assediata". Un attacco israeliano nel Libano meridionale ha poi ucciso due donne e ferito 22 persone.

Il bilancio del primo attacco israeliano

È di due ufficiali e un soldato libanesi il bilancio delle vittime di un attacco israeliano contro un veicolo militare sulla strada Khardali-Nabatieh, nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall'esercito di Beirut, come ha scritto la Reuters. Successivamente, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira il veicolo dopo aver identificato quella che ha definito una minaccia per le proprie forze e aver ricevuto indicazioni che Hezbollah si stava preparando ad aprire il fuoco contro le truppe israeliane dalla zona. L'esercito israeliano ha affermato che un'indagine preliminare ha rivelato la presenza di due ufficiali e un soldato dell'esercito libanese all'interno del veicolo e che l'incidente è sotto esame. L'esercito libanese si è tenuto in gran parte fuori dalle ostilità tra Hezbollah e Israele e non ha preso parte ai combattimenti durante l'attuale conflitto. Intanto, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha condannato l'attacco che ha provocato la morte di due ufficiali e un soldato dell'esercito libanese, definendolo "un crimine e un assalto allo Stato e a tutto il popolo". In precedenza, il presidente libanese Joseph Aoun aveva affermato che l'attacco rappresentava "una violazione della sovranità e delle leggi e norme internazionali".

Araghchi a presidente Libano: "Salvi il suo Paese"

Mentre dall'Iran, il ministro degli Ester Abbas Araghchi ha pubblicato su X un messaggio rivolgendosi proprio al presidente libanese Aoun: “Salvi il suo Paese dal suo vero nemico". Il capo della diplomazia di Teheran ha aggiunto che "se il Libano fosse stato una merce di scambio per l'Iran (nei colloqui con gli Stati Uniti, ndr), avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa. Fareste meglio a salvare il vostro Paese dal suo vero nemico, signor presidente!".

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lntanto, il New York Times, pubblicando anche delle foto e dei video, ha scritto che l'esercito israeliano ha impiegato fosforo bianco, una sostanza incendiaria potenzialmente molto pericolosa, su aree popolate del Libano nel corso del conflitto contro Hezbollah. Ad esempio, il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono state osservate le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione in filmati diffusi sui social media e verificati dal Nyt, mentre le forze israeliane occupavano il castello di Beaufort. Altri video mostrano l'uso di fosforo bianco nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati — Qlayaa, Khiam e Yohmor — nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Il fosforo bianco è un'arma molto pericolosa perché a contatto con l'aria si incendia spontaneamente ed è estremamente difficile da spegnere. Spesso impiegato dalle forze armate per appiccare incendi e creare cortine di fumo durante i combattimenti, non è illegale di per sé, tuttavia il suo utilizzo deliberato contro civili o in aree densamente popolate viola le leggi internazionali di guerra. Interpellato dal New York Times, l'esercito israeliano ha smentito: "Le procedure dell'Idf stabiliscono che tali proiettili non debbano essere utilizzati in aree densamente popolate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò è conforme ai requisiti del diritto internazionale e va anche oltre quanto da esso prescritto", ha sottolineato l'Idf in una nota. 

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Niente cessate il fuoco

Ieri invece il premier israeliano Benjamin Netanyahu, durante una riunione di gabinetto con i ministri del governo, ha annunciato che non metterà ai voti l'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco con il Libano mediato dagli Stati Uniti: la sua posizione rimarrà tale finché Hezbollah, milizia alleata di Teheran, non ne avrà accettato i termini. "Hezbollah si oppone, quindi non prenderò una decisione", ha spiegato, dopo che il Partito di Dio ha respinto la tregua insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese. Linea ribadita venerdì dal presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato del gruppo, che ha parlato per la prima volta della possibilità di un ritiro del movimento dal sud del Paese qualora Israele arretrasse dal Paese dei Cedri e si raggiungesse una tregua "globale e incondizionata".

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