Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Libano, l’esercito: “Diversi soldati uccisi da raid di Israele nel Sud”

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©Getty

Ieri è arrivato anche lo stop di Netanyahu all'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco, fino a quando Hezbollah non ne avrà accettato i termini. Intanto il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, ha pubblicato su X un messaggio rivolgendosi al presidente libanese Joseph Aoun: “Salvi il suo Paese dal suo vero nemico"

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Non sembra attenuarsi l’escalation militare in Medio Oriente: l’esercito libanese ha infatti dichiarato che diversi soldati sono rimasti uccisi in un attacco di Israele contro un veicolo nel sud del Paese. "Diversi militari, tra cui un ufficiale, sono caduti martiri in un barbarico raid israeliano contro un veicolo sulla strada tra Khardali e Nabatieh", hanno dichiarato le forze armate su X. E, secondo la Cnn, sarebbero almeno 21 le persone uccise ieri durante i raid dell’Idf nella zona meridionale del Paese. La stima  totale dell’emittente, che cita un conteggio basato sui dati forniti dall'Agenzia nazionale di stampa libanese, include un membro del consiglio comunale di Sidone, due bambini siriani che viaggiavano in moto con il padre a Nabatiyeh e un paramedico nella vicina Zebdine: quest'ultimo attacco avrebbe colpito un'ambulanza mentre cercava di consegnare del pane a una famiglia "assediata".

Araghchi a presidente Libano: “Salvi il suo Paese”

Intanto il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, ha pubblicato su X un messaggio rivolgendosi al presidente libanese Joseph Aoun: “Salvi il suo Paese dal suo vero nemico". Il capo della diplomazia di Teheran ha aggiunto che “se il Libano fosse stato una merce di scambio per l'Iran (nei colloqui con gli Stati Uniti, ndr), avremmo raggiunto un accordo molto tempo fa. Fareste meglio a salvare il vostro Paese dal suo vero nemico, signor presidente!".

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Niente cessate il fuoco

Ieri invece il premier israeliano Benjamin Netanyahu, durante una riunione di gabinetto con i ministri del governo, ha annunciato che non metterà ai voti l'ultima versione dell'accordo di cessate il fuoco con il Libano mediato dagli Stati Uniti: la sua posizione rimarrà tale finché Hezbollah, milizia alleata di Teheran, non ne avrà accettato i termini. "Hezbollah si oppone, quindi non prenderò una decisione", ha spiegato, dopo che il Partito di Dio ha respinto la tregua insistendo sul fatto che qualsiasi accordo accettabile debba iniziare con il ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese. Linea ribadita venerdì dal presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato del gruppo, che ha parlato per la prima volta della possibilità di un ritiro del movimento dal sud del Paese qualora Israele arretrasse dal Paese dei Cedri e si raggiungesse una tregua "globale e incondizionata".

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