Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran USA, prosegue lo stallo su Hormuz. Media: "Khamenei è in fin di vita"

Accordo di difesa sul modello Nato tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. L'intesa è stata firmata a Gedda dal presidente turco Erdogan, dal principe ereditario saudita bin Salman e dal premier pachistano Sharif. “Prevede che qualunque attacco armato contro qualunque dei tre Stati sarà considerato come un attacco a tutti loro”, spiega il ministero degli Esteri di Islamabad. Teheran avverte: “Il patto non garantirà la sicurezza di Riad”

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Accordo di difesa sul modello Nato tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. L'intesa è stata firmata a Gedda dal presidente turco Erdogan, dal principe ereditario saudita bin Salman e dal premier pachistano Sharif. “Prevede che qualunque attacco armato contro qualunque dei tre Stati sarà considerato come un attacco a tutti loro”, spiega il ministero degli Esteri di Islamabad, un modello che richiama appunto l'art.5 dell'Alleanza atlantica. Teheran avverte: “Il patto non garantirà la sicurezza di Riad”. Prosegue intanto lo stallo su Hormuz, mentre la guida suprema Khamenei verserebbe “in condizioni critiche”, anzi potrebbe essere “in punto di morte”, secondo fonti citate da IranWire. Arrestato un 16enne italiano di origine straniera residente nel Comasco con le accuse di terrorismo internazionale e propaganda a sostegno dell'Isis.

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Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei: da Hassan Rouhani al nipote di Khomeini

Secondo il portale IranWire, l'attuale Guida Suprema verserebbe in gravi condizioni di salute. Il cinquantaseienne figlio di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso durante la prima ondata di raid israelo-americani, non è mai apparso in pubblico da quando, l'8 marzo, è stato eletto dall'Assemblea degli esperti. Mentre da mesi si rincorrono le voci su un presunto ferimento durante lo stesso attacco che ha ucciso suo padre, in caso di decesso si aprirebbe la seconda battaglia per la successione in pochi mesi.

Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema

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Usa-Iran, rimane in bilico accordo su Stretto di Hormuz

Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman

L’Iran ha raggiunto un accordo con l’Oman che prevede, tra le altre cose, anche la riapertura dello Stretto di Hormuz, nell’ambito di una nuova tregua tra Washington e Teheran.

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Cosa sta succedendo in Cisgiordania

Due moschee sono state date alle fiamme e vandalizzate nelle aree di Nablus e Tulkarem da gruppi armati di coloni israeliani, in un episodio che segna un ulteriore inasprimento della crisi. Il clima è quello di una tensione crescente, di violenza impunita e, soprattutto, di campagna elettorale: una campagna che l'estrema destra conduce con la promessa esplicita di riportare Giudea e Samaria, ossia la Cisgiordania, sotto il pieno controllo di Israele.

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Una farfalla può far rimanere il mondo senza benzina

Basta un battito d'ali. La teoria del caos spiega perché oggi un uragano sulla Gulf Coast (o un banale guasto tecnico) può mettere in ginocchio la raffinazione mondiale: con Hormuz chiusa, Suez a rischio e gli impianti russi bombardati, le raffinerie americane sono l'ultimo baluardo dei carburanti globali. Viaggiano al 96% della capacità, le riserve strategiche Usa sono ai minimi dal 1983, e da agosto comincia la stagione degli uragani.

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Pakistan-Turchia, sta nascendo un nuovo asse in Medio Oriente?

Dopo aver consolidato il suo potere cambiando la costituzione, il feldmaresciallo Syed Asim Munir ha dato al suo Paese un ruolo centrale nella diplomazia internazionale, inserendosi nel complesso quadro del Medio Oriente.

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Quali sono gli effetti dell'accordo Usa-Arabia Saudita sul nucleare?

L’accordo sul nucleare civile tra Stati Uniti e Arabia Saudita apre nuovi interrogativi sulla sicurezza in Medio Oriente. Le condizioni concesse a Riad potrebbero alimentare tensioni regionali e una nuova corsa alla tecnologia nucleare.

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Israele, la città della segregazione di genere: uomini e donne divisi

Marciapiedi separati, da una parte gli uomini e dall'altra le donne. Con barriere di isolamento e una segnaletica inequivocabile. Così Bnei Brak, città ultraortodossa a pochi chilometri da Tel Aviv, porta anche nelle strade una segregazione finora confinata agli spazi religiosi. Un fenomeno che divide. E non solo maschi e femmine.

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Yemen, forze governative annunciano attacchi contro Houthi su più fronti

Le forze armate yemenite hanno annunciato una vasta operazione militare contro le posizioni degli Houthi, condotta lungo diversi fronti e in corrispondenza delle linee di contatto delle forze governative. Lo riporta Al Jazeera, citando un portavoce delle Forze armate il cui annuncio è stato trasmesso dalla televisione yemenita.  Secondo il portavoce, gli attacchi hanno preso di mira "le capacità e le forze della milizia terroristica Houthi" e sono stati condotti con l'obiettivo di "proteggere i civili disarmati" dagli attacchi. 

Oman: negoziati Hormuz positivi, non vanno compromessi

I negoziati con l'Iran sulla gestione dello Stretto di Hormuz "stanno procedendo positivamente" ma le parti devono astenersi da "qualsiasi azione che possa comprometterne il successo". Lo si legge in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa ufficiale omanita, che condanna i "ripetuti attacchi" alle navi nell'area.

Ukmto: nave cargo colpita nello stretto di Hormuz da proiettile non identificato

Una nave cargo è stata colpita nelle ultime ore da un proiettile di provenienza al momento non identificata nello stretto di Hormuz, al largo dell'Oman. Lo riferisce l'agenzia britannica di monitoraggio della navigazione marittima commerciale (United Kingdom Maritime Trade Operations, o Ukmto), precisando che a bordo si è sprigionato un incendio, spento rapidamente peraltro dall'equipaggio. "Non risultano rischi d'inquinamento dell'ambiente", fa sapere l'agenzia, precisando che non ci sono stati feriti fra i marittimi e che il cargo ha potuto proseguire la navigazione.

Solo otto navi hanno attraversato ieri Stretto Hormuz, per analisti improbabile ritorno alla normalità

Solo otto navi hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, un dato in calo rispetto al giorno prima. E' quanto emerge dai dati di Kpler citati dalla 'Cnn' che mostrano inoltre come gli attraversamenti dall’inizio della settimana siano diminuiti rispetto alla settimana precedente. E intanto restano interrogativi su come verranno gestiti esattamente i transiti attraverso lo stretto e sulla possibilità che Washington e i suoi alleati accettino un nuovo accordo che preveda un controllo congiunto dello Stretto di Hormuz da parte di Iran e Oman. Secondo gli analisti, riferisce la 'Cnn', è improbabile che il traffico marittimo torni ai livelli precedenti alla guerra, pari a circa 130-140 attraversamenti al giorno. E questo potrebbe contribuire a mantenere i prezzi del petrolio elevati più a lungo.

Araghchi: "Molto vicini ad accordo con Oman su rotta temporanea Hormuz"

"Siamo molto vicini a un accordo". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, commentando gli sviluppi dei negoziati tra Iran e Oman per l'apertura di una nuova rotta marittima attraverso lo Stretto di Hormuz. Araghchi ha precisato che Teheran non accetta più il precedente sistema di separazione del traffico (Tss) utilizzato dalle navi in transito nello Stretto e che i due Paesi stanno discutendo una rotta temporanea, poiché la definizione di un percorso permanente comporterebbe "ampie complesità tecniche e giuridiche".  La riapertura dello Stretto, ha però chiarito Araghchi, resta "subodrdinata ad altre condizioni, tra cui il risarcimento da parte degli Stati Uniti per le violazioni del memorandum di Islamabad". 

Missile colpisce nave Emirati nello Stretto di Hormuz, "nessun ferito"

Una nave appartenente alla Abu Dhabi National Oil Company è stata colpita da un missile mentre attraversava lo Stretto di Hormuz nella mattinata di oggi, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa statale degli Emirati Arabi Uniti Wam, citata dai media panarabi. "L'attacco non ha causato feriti e la situazione è stata riportata sotto controllo", si precisa.

L'Iran: Hormuz riaprirà solo se gli Usa accettano nostre condizioni

Lo Stretto di Hormuz riaprirà solo se gli Stati Uniti accetteranno pienamente le condizioni poste dall'Iran, ha avvertito il portavoce del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Mohebi, aggiungendo che la questione è separata dai negoziati tra Teheran e l'Oman. "La riapertura dello Stretto di Hormuz è soggetta ai meccanismi e alle condizioni della Repubblica islamica dell'Iran e non ha nulla a che vedere con i negoziati Iran-Oman", ha affermato Mohebi. "Non appena l'America accetterà le condizioni dell'Iran, lo Stretto di Hormuz riaprirà sicuramente", ha aggiunto.

Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema

Secondo il portale IranWire, l'attuale Guida Suprema verserebbe in gravi condizioni di salute. Il cinquantaseienne figlio di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio scorso durante la prima ondata di raid israelo-americani, non è mai apparso in pubblico da quando, l'8 marzo, è stato eletto dall'Assemblea degli esperti. Mentre da mesi si rincorrono le voci su un presunto ferimento durante lo stesso attacco che ha ucciso suo padre, in caso di decesso si aprirebbe la seconda battaglia per la successione in pochi mesi.

Iran, i possibili successori di Motjaba Khamenei a nuova Guida Suprema

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Consigliere Guida Suprema Iran: "Le forze straniere devono lasciare la regione"

"La sconfitta degli Stati Uniti e del regime sionista ha rafforzato la convinzione che le forze straniere - la principale causa di insicurezza - debbano lasciare la regione". Lo afferma Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida Suprema per gli affari internazionali. "La crescente cooperazione tra gli Stati della regione può garantire la sicurezza regionale", ha aggiunto in un post su X. >I recenti sviluppi riflettono la resilienza delle forze armate, la fermezza degli iraniani e il coraggio dell'Asse della Resistenza", ha aggiunto. 

Iran, media: 'Mojtaba Khamenei in condizioni critiche”

Lo riporta IranWire, citando due fonti anonime, secondo cui la nuova Guida Suprema non avrebbe mai incontrato membri del governo iraniano dalla morte del padre, Ali Khamenei. Una delle fonti ha dichiarato: "Non ci sorprenderemmo se presto venissimo a conoscenza della notizia del suo martirio".

Iran, media: 'Mojtaba Khamenei in condizioni critiche”

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Le forze israeliane erigono un altro posto di blocco a ovest di Ramallah

Le forze israeliane hanno istituito questa mattina un posto di blocco militare vicino alla città di Ni'lin, a ovest di Ramallah, nella Cisgiordania occupata. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Citando fonti locali, Wafa ha affermato che i soldati hanno allestito il posto di blocco vicino alla zona di al-Mahalal a Ni'lin, fermando i veicoli dei residenti e controllando i loro documenti d'identità. L'operazione ha causato una grave congestione del traffico. Secondo un rapporto pubblicato dalla Commissione per la Colonizzazione e la Resistenza al Muro, (un organo ufficiale dell'Autorità Nazionale Palestinese), il numero totale di posti di blocco e varchi militari nel territorio palestinese ha raggiunto oltre 916, di cui 243 eretti dopo il 7 ottobre 2023. 

Yemen: "Bene il patto A. Saudita-Pakistan-Turchia, porremo fine a golpe sostenuto dall'Iran"

Il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale, e sostenuto da Riad, accoglie con favore la firma del patto militare tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia e ribadisce la condanna degli attacchi degli Houthi, che da anni Teheran è accusata di sostenere. Una dichiarazione del Consiglio presidenziale "elogia la leadership del Regno dell'Arabia Saudita nel costruire partnership responsabili nella regione e a livello internazionale sulla base dei principi di cooperazione e rispetto reciproco". La dichiarazione, riporta la tv satellitare al-Jazeera all'indomani della firma dell' 'Accordo della Mecca' e dopo l'annuncio di nuove operazioni delle forze yemenite contro gli Houthi, condanna gli attacchi di quest'ultimi, che dal 2014 controllano la capitale Sana'a e altre aree del Paese, promettendo di "porre fine al golpe sostenuto dal regime iraniano". 

Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu

Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli statunitensi si dice d’accordo.

Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu

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Almeno tre palestinesi feriti nella Striscia di Gaza

Almeno tre palestinesi sono stati feriti a colpi d'arma da fuoco a Nord di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo rende noto al Jazeera, che cita il Nasser medical complex, e attribuisce la responsabilità dell'attacco agli israeliani.

Libano, all'alba raid israeliani vicino al Mansouri

Raid israeliani vicino alla citta' libanese di al Mansouri. Lo riporta l'Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Secondo la Nna, all'alba, i bombardamenti hanno danneggiato diverse abitazioni nella zona. 

Iran, la guerra non ferma le condanne a morte: oltre 400 esecuzioni nel 2026. VIDEO

Accordo Libano-Israele su "rosa" per guida al monitoraggio del disarmo

Libano e Israele hanno raggiunto un accordo su una lista ristretta di Paesi che potrebbero inviare truppe per monitorare il disarmo di Hezbollah, in base a un accordo mediato dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato un funzionario libanese, aggiungendo che saranno gli Stati Uniti a selezionare i Paesi dalla lista. Il funzionario - stando a quanto riporta Haaretz - si e' rifiutato di rivelare i nomi dei Paesi presenti nella lista o il loro numero. Un altro funzionario libanese e due diplomatici stranieri avevano precedentemente dichiarato che Israele e gli Stati Uniti avevano posto il veto sulla Francia. La lista e' stata stilata durante gli incontri tra Libano e Israele nell'ambasciata statunitense a Roma questa settimana, l'ultimo ciclo di colloqui sull'attuazione dell'accordo del 26 giugno che lega il progressivo ritiro delle truppe israeliane dal Libano al disarmo di Hezbollah, che verrebbe "verificato" da una terza parte. 

Plauso dell'Anp dopo patto A. Saudita-Pakistan-Turchia: "Importante passo strategico"

Non si è fatto attendere il plauso della presidenza palestinese dopo la firma del patto di difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia. Si tratta di un "importante passo strategico" verso il rafforzamento di sicurezza e cooperazione "nei Paesi del mondo islamico", afferma una dichiarazione diffusa nelle scorse ore a Ramallah, secondo quanto riporta l'agenzia palestinese Wafa.

Nel testo si sottolinea l'auspicio che l' "Accordo della Mecca" sia un "punto di inizio per il rafforzamento del sistema di sicurezza collettivo arabo e islamico" considerato essenziale per "proteggere Paesi, popoli e luoghi sacri della regione" e al contempo "sostenere i diritti dei palestinesi e la loro lotta legittima per porre fine all'occupazione israeliana" e creare uno stato "indipendente, sovrano con Gerusalemme Est come capitale".

Esercito Yemen: "Condotte operazioni contro gli Houthi su più fronti"

Il portavoce delle forze armate yemenite ha dichiarato che l'esercito ha condotto operazioni contro le forze e le attrezzature degli Houthi su diversi fronti lungo le linee di contatto. La notizia è riportata da Al-Jazeera. In un video trasmesso dalla televisione yemenita, il portavoce ha affermato che l'azione è stata una risposta a quelli che ha definito ripetuti attacchi degli Houthi contro le forze governative e i civili. Ha inoltre dichiarato che l'operazione ha raggiunto i suoi obiettivi e ha avvertito che ulteriori attacchi degli Houthi saranno contrastati con una risposta militare "senza clemenza".

Presidenza palestinese: "Patto Mecca rafforzerà la sicurezza del mondo arabo"

La Presidenza palestinese ha accolto con favore la firma del patto di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, definendolo un importante passo strategico per rafforzare la sicurezza e la cooperazione in tutto il mondo islamico. Lo riporta Al-Jazeera. In una dichiarazione, la Presidenza ha ribadito l'aspirazione della Palestina affinché l'accordo funga da punto di partenza per il rafforzamento del "sistema di sicurezza arabo e islamico collettivo". Ha inoltre sottolineato che un quadro di sicurezza unificato è essenziale per proteggere la regione, sostenendo al contempo i diritti dei palestinesi e la legittima lotta per "porre fine all'occupazione israeliana e istituire uno Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale".

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