Accordo di difesa sul modello Nato tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. L'intesa è stata firmata a Gedda dal presidente turco Erdogan, dal principe ereditario saudita bin Salman e dal premier pachistano Sharif. “Prevede che qualunque attacco armato contro qualunque dei tre Stati sarà considerato come un attacco a tutti loro”, spiega il ministero degli Esteri di Islamabad. Teheran avverte: “Il patto non garantirà la sicurezza di Riad”
in evidenza
Accordo di difesa sul modello Nato tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan. L'intesa è stata firmata a Gedda dal presidente turco Erdogan, dal principe ereditario saudita bin Salman e dal premier pachistano Sharif. “Prevede che qualunque attacco armato contro qualunque dei tre Stati sarà considerato come un attacco a tutti loro”, spiega il ministero degli Esteri di Islamabad, un modello che richiama appunto l'art.5 dell'Alleanza atlantica. Teheran avverte: “Il patto non garantirà la sicurezza di Riad”. Prosegue intanto lo stallo su Hormuz, mentre la guida suprema Khamenei verserebbe “in condizioni critiche”, anzi potrebbe essere “in punto di morte”, secondo fonti citate da IranWire. Arrestato un 16enne italiano di origine straniera residente nel Comasco con le accuse di terrorismo internazionale e propaganda a sostegno dell'Isis.
Gli approfondimenti:
- Stretto di Hormuz, dal transito allo sminamento: cosa prevede l’intesa Iran-Oman
- Cosa prevede il nuovo accordo Israele e Libano che Hezbollah respinge
- Guerra Iran, Reuters: "Gli Usa hanno quasi esaurito missili di precisione a lungo raggio"
- Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz
- Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle
- Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?
- Guerra in Iran e inflazione, chi rischia di essere più colpito dall’aumento dei prezzi
- Pasdaran, chi sono i Guardiani della Rivoluzione iraniana
- Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
- Il canale Whatsapp di Sky TG24 (clicca qui)
- Le notizie audio con i titoli del tg (clicca qui)
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha paventato la possibilità di fare arrestare il primo ministro israeliano – sul quale pende un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità – qualora si recasse nella Grande Mela. Il 49% egli statunitensi si dice d’accordo.
Un americano su due vuole l'arresto di Netanyahu
Vai al contenutoAlmeno tre palestinesi feriti nella Striscia di Gaza
Almeno tre palestinesi sono stati feriti a colpi d'arma da fuoco a Nord di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. Lo rende noto al Jazeera, che cita il Nasser medical complex, e attribuisce la responsabilità dell'attacco agli israeliani.
Libano, all'alba raid israeliani vicino al Mansouri
Raid israeliani vicino alla citta' libanese di al Mansouri. Lo riporta l'Agenzia nazionale di stampa libanese (Nna). Secondo la Nna, all'alba, i bombardamenti hanno danneggiato diverse abitazioni nella zona.
Iran, la guerra non ferma le condanne a morte: oltre 400 esecuzioni nel 2026. VIDEO
Accordo Libano-Israele su "rosa" per guida al monitoraggio del disarmo
Libano e Israele hanno raggiunto un accordo su una lista ristretta di Paesi che potrebbero inviare truppe per monitorare il disarmo di Hezbollah, in base a un accordo mediato dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato un funzionario libanese, aggiungendo che saranno gli Stati Uniti a selezionare i Paesi dalla lista. Il funzionario - stando a quanto riporta Haaretz - si e' rifiutato di rivelare i nomi dei Paesi presenti nella lista o il loro numero. Un altro funzionario libanese e due diplomatici stranieri avevano precedentemente dichiarato che Israele e gli Stati Uniti avevano posto il veto sulla Francia. La lista e' stata stilata durante gli incontri tra Libano e Israele nell'ambasciata statunitense a Roma questa settimana, l'ultimo ciclo di colloqui sull'attuazione dell'accordo del 26 giugno che lega il progressivo ritiro delle truppe israeliane dal Libano al disarmo di Hezbollah, che verrebbe "verificato" da una terza parte.
Plauso dell'Anp dopo patto A. Saudita-Pakistan-Turchia: "Importante passo strategico"
Non si è fatto attendere il plauso della presidenza palestinese dopo la firma del patto di difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia. Si tratta di un "importante passo strategico" verso il rafforzamento di sicurezza e cooperazione "nei Paesi del mondo islamico", afferma una dichiarazione diffusa nelle scorse ore a Ramallah, secondo quanto riporta l'agenzia palestinese Wafa.
Nel testo si sottolinea l'auspicio che l' "Accordo della Mecca" sia un "punto di inizio per il rafforzamento del sistema di sicurezza collettivo arabo e islamico" considerato essenziale per "proteggere Paesi, popoli e luoghi sacri della regione" e al contempo "sostenere i diritti dei palestinesi e la loro lotta legittima per porre fine all'occupazione israeliana" e creare uno stato "indipendente, sovrano con Gerusalemme Est come capitale".
Esercito Yemen: "Condotte operazioni contro gli Houthi su più fronti"
Il portavoce delle forze armate yemenite ha dichiarato che l'esercito ha condotto operazioni contro le forze e le attrezzature degli Houthi su diversi fronti lungo le linee di contatto. La notizia è riportata da Al-Jazeera. In un video trasmesso dalla televisione yemenita, il portavoce ha affermato che l'azione è stata una risposta a quelli che ha definito ripetuti attacchi degli Houthi contro le forze governative e i civili. Ha inoltre dichiarato che l'operazione ha raggiunto i suoi obiettivi e ha avvertito che ulteriori attacchi degli Houthi saranno contrastati con una risposta militare "senza clemenza".
Presidenza palestinese: "Patto Mecca rafforzerà la sicurezza del mondo arabo"
La Presidenza palestinese ha accolto con favore la firma del patto di difesa tra Arabia Saudita, Turchia e Pakistan, definendolo un importante passo strategico per rafforzare la sicurezza e la cooperazione in tutto il mondo islamico. Lo riporta Al-Jazeera. In una dichiarazione, la Presidenza ha ribadito l'aspirazione della Palestina affinché l'accordo funga da punto di partenza per il rafforzamento del "sistema di sicurezza arabo e islamico collettivo". Ha inoltre sottolineato che un quadro di sicurezza unificato è essenziale per proteggere la regione, sostenendo al contempo i diritti dei palestinesi e la legittima lotta per "porre fine all'occupazione israeliana e istituire uno Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale".