Guerra in Iran, l’Ue: "Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure a breve termine"
EconomiaIl commissario Ue all'energia Dan Jorgensen ha detto che l’Unione non dipende "così tanto dall'approvvigionamento di combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall'area quindi non abbiamo un problema di sicurezza, ma abbiamo un problema di prezzi". Intanto le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio cupo ai funzionari dell'amministrazione Trump: è probabile che la crisi peggiori
La guerra in Iran è entrata nella sua terza settimana, e mentre non si vede ancora all’orizzonte la fine delle operazioni militari la crisi di petrolio e gas è arrivata sul tavolo del Consiglio Ue Energia. Il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, ha detto che "siamo consapevoli che non dobbiamo solo monitorare la situazione ma anche prepararci perché la situazione può aggravarsi ulteriormente. Dobbiamo essere pronti ad attuare misure a breve termine per cercare di aiutare gli Stati membri". L'Ue non dipende "così tanto dall'approvvigionamento di combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall'area quindi non abbiamo un problema di sicurezza, ma abbiamo un problema di prezzi", ha sottolineato.
"Prezzi gas e petrolio molto alti sul mercato"
Il commissario Jorgensen ha spiegato che in Europa "non abbiamo un problema di sicurezza dell'approvvigionamento ma siamo influenzati dai prezzi del gas e del petrolio molto elevati sul mercato globale. Tuttavia, in Ue ci troviamo in una situazione migliore rispetto" alla crisi energetica "del 2022 perché abbiamo più energie rinnovabili nel nostro sistema, perché abbiamo diversificato la nostra offerta e perché ci sono meno ore in cui è il gas a determinare il prezzo dell'elettricità". "Ovviamente ne risentiamo, è importante che restiamo in carreggiata, che facciamo tutto il possibile per implementare più energie rinnovabili più velocemente", ha aggiunto.
Compagnie petrolifere Usa a Trump: "Probabile crisi peggiori"
A conferma dei timori su quanto potrebbe avvenire sul mercato dell’energia, secondo quanto riporta dal Wall Street Journal le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio cupo ai funzionari dell'amministrazione Trump: è probabile che la crisi energetica legata alla guerra in Iran sia destinata a peggiorare. In una serie di riunioni tenutesi mercoledì alla Casa Bianca e in recenti colloqui con i segretari all'Energia Chris Wright e agli Interni Doug Burgum, gli amministratori delegati di Exxon Mobil, Chevron e ConocoPhillips hanno avvertito che le interruzioni ai flussi energetici in uscita dallo Stretto di Hormuz avrebbero continuato a generare volatilità nei mercati globali.