Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra in Iran, l’Ue: "Crisi energia può aggravarsi, pronti a misure a breve termine"

Economia
©Ansa

Il commissario Ue all'energia Dan Jorgensen ha detto che l’Unione non dipende "così tanto dall'approvvigionamento di combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall'area quindi non abbiamo un problema di sicurezza, ma abbiamo un problema di prezzi". Intanto le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio cupo ai funzionari dell'amministrazione Trump: è probabile che la crisi peggiori

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La guerra in Iran è entrata nella sua terza settimana, e mentre non si vede ancora all’orizzonte la fine delle operazioni militari la crisi di petrolio e gas è arrivata sul tavolo del Consiglio Ue Energia. Il commissario Ue all'energia, Dan Jorgensen, ha detto che "siamo consapevoli che non dobbiamo solo monitorare la situazione ma anche prepararci perché la situazione può aggravarsi ulteriormente. Dobbiamo essere pronti ad attuare misure a breve termine per cercare di aiutare gli Stati membri". L'Ue non dipende "così tanto dall'approvvigionamento di combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall'area quindi non abbiamo un problema di sicurezza, ma abbiamo un problema di prezzi", ha sottolineato. 

"Prezzi gas e petrolio molto alti sul mercato"

Il commissario Jorgensen ha spiegato che in Europa "non abbiamo un problema di sicurezza dell'approvvigionamento ma siamo influenzati dai prezzi del gas e del petrolio molto elevati sul mercato globale. Tuttavia, in Ue ci troviamo in una situazione migliore rispetto" alla crisi energetica "del 2022 perché abbiamo più energie rinnovabili nel nostro sistema, perché abbiamo diversificato la nostra offerta e perché ci sono meno ore in cui è il gas a determinare il prezzo dell'elettricità". "Ovviamente ne risentiamo, è importante che restiamo in carreggiata, che facciamo tutto il possibile per implementare più energie rinnovabili più velocemente", ha aggiunto.

Compagnie petrolifere Usa a Trump: "Probabile crisi peggiori"

A conferma dei timori su quanto potrebbe avvenire sul mercato dell’energia, secondo quanto riporta dal Wall Street Journal le compagnie petrolifere americane hanno recapitato un messaggio cupo ai funzionari dell'amministrazione Trump: è probabile che la crisi energetica legata alla guerra in Iran sia destinata a peggiorare. In una serie di riunioni tenutesi mercoledì alla Casa Bianca e in recenti colloqui con i segretari all'Energia Chris Wright e agli Interni Doug Burgum, gli amministratori delegati di Exxon Mobil, Chevron e ConocoPhillips hanno avvertito che le interruzioni ai flussi energetici in uscita dallo Stretto di Hormuz avrebbero continuato a generare volatilità nei mercati globali.

G7 Energia: "Sostegno incrollabile a Kiev"

I ministri dell'Energia del G7 e l'Ue, riuniti in videoconferenza a margine del Consiglio Energia a Bruxelles, hanno espresso il loro "incrollabile sostegno all'Ucraina" davanti ai "continui attacchi russi alle infrastrutture energetiche" e "hanno ribadito la loro solidarietà e il costante impegno a supportare l'Ucraina e la Moldavia nella costruzione di sistemi energetici solidi, resilienti e affidabili, in vista dell'adesione all'Ue", si legge in un comunicato diffuso al termine della riunione svoltasi nel formato dedicato all'Ucraina.   

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Pichetto: “Sviluppo infrastrutture energetiche indispensabile”

Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nel corso del Consiglio Energia, è intervenuto sul Pacchetto europeo sulle reti: "L'Italia ritiene che lo sviluppo delle infrastrutture energetiche sia un elemento indispensabile per perseguire la transizione energetica e conseguire gli sfidanti obiettivi climatici europei. Stiamo pertanto seguendo con attenzione il negoziato sulle proposte legislative del pacchetto reti, il nuovo Regolamento Ten-E e la Direttiva permitting. Riscontriamo alcune migliorie sui testi legislativi ma riteniamo che sia necessario intervenire ulteriormente".     

Pichetto: “Stati membri sia più coinvolti”

Pichetto ha spiegato che “l’Italia vede con sfavore una ulteriore centralizzazione dei processi di pianificazione e progettazione delle infrastrutture transfrontaliere e chiede un maggiore coinvolgimento degli Stati membri nel processo di pianificazione delle infrastrutture energetiche. Siamo favorevoli a una maggiore cooperazione fra Stati membri, purché siano mantenuti criteri equi di ripartizione dei costi dei progetti che tengano in debito conto le caratteristiche dei progetti e l'accordo degli Stati. In merito alle procedure autorizzative, accogliamo con favore la volontà di snellire e velocizzare tali procedure. Notiamo che una buona parte delle misure proposte sono già in linea con il Testo Unico Rinnovabili, una riforma normativa nazionale adottata nel 2024 e aggiornata nel 2025, con l'obiettivo di razionalizzare i regimi amministrativi per la costruzione e l'esercizio di impianti di energia rinnovabile".   

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