Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Iran, come funziona il missile Sejjil: “danzante” e a lunga gittata

Mondo
©Getty

Introduzione

Il potente missile balistico è tra i più temuti dell'arsenale iraniano ed è stato

sganciato il 15 marzo contro Israele. Grazie alla sua

capacità di manovra ad alta quota è soprannominato "missile danzante". Ed è particolarmente pericoloso perché sa eludere i sistemi di difesa missilistica nemici, anche il precisissimo Iron Dome israeliano.

Quello che devi sapere

Come funziona il missile

Lo Sejjil è uno dei sistemi più avanzati a disposizione degli Ayatollah, che lo avevano già utilizzato durante la guerra dei 12 giorni, nel giugno scorso. Ora, nel conflitto che si è aperto dopo l'attacco di Usa e Israele contro Teheran il 28 febbraio, gli iraniani lo hanno usato nuovamente, lanciandolo verso Israele.

 

Sviluppato dall'Iran stesso, si tratta di un missile balistico superficie-superficie a medio raggio a due stadi, con separazione della testata, dal peso tra 650 e mille kg, alimentato a propellente solido, con un'autonomia tra i 2.000 e i 2.500 km. Come sottolineato dal Centro per gli studi strategici e internazionali (Csis), il missile è lungo circa 18 metri, ha un diametro di circa 1,25 metri e pesa all'incirca 23.600 chilogrammi. Con la sua gittata il missile può raggiungere facilmente Israele, Arabia Saudita, Turchia e le basi statunitensi in tutto il Medio Oriente.

 

Per approfondire:

Quanto durerà ancora la guerra in Iran? Il parere degli esperti e cosa sappiamo finora

I punti di forza

I missili a propellente solido come lo Sejjil possono essere lanciati molto più rapidamente di quelli a propellente liquido e sono, quindi, molto meno vulnerabili nella fase del lancio. Inoltre questi missimi si possono trasportare su strada e quindi il punto di lancio può essere cambiato frequentemente, consentendo anche di ridurre il tempo di preavviso per gli obiettivi da colpire.

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I punti di debolezza

Un limite di questo missile è invece quello di dover essere rifornito di carburante prima del lancio, un’operazione che può voler dire aspettare diverse ore prima di essere operativi. Questo rende lo Sejjil più facile da individuare da parte del nemico, almeno in questa prima fase.

La storia del missile

I lavori di progettazione del missile Sejjil sono iniziati nei primi anni '90. È stato poi testato per la prima volta nel 2008 e gradualmente migliorato nella versione Sejjil-2, che presenta un sistema di guida e una gittata superiori. Di fatto, il Sejjil è il successore di nuova generazione dei missili a propellente liquido più vecchi, come lo Shahab-3, che fornisce ora all'Iran una capacità missilistica più resistente e a risposta rapida. Secondo quanto trapela, una variante Sejjil-3 sarebbe ora in fase di sviluppo.

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L'arsenale dei missili iraniani

A livello generale, secondo alcune stime israeliane, citate dal progetto Iran Watch curato dal Wisconsin Project of Nuclear Arms Control, alla fine della guerra dei 12 giorni di giugno 2025 l'Iran aveva in dotazione circa 1.500 missili e 200 lanciatori. Alla fine dello scorso anno, poi, erano stati notati segnali che indicavano come Teheran fosse al lavoro per rifornire i propri stock.

 

Sempre secondo diversi analisti, l'Iran ha in dotazione diversi tipi di missili a corto raggio, come i Shahab 1 e 2. Ma ha anche missili a medio raggio, come i Shahab 3, i Khorramshahr-1, -2 e -4, i Kheibar e, appunto, i Sejjil. Possiede poi anche missili da crociera, in particolare i Paveh. 

I droni

Ma Teheran ha a sua disposizione anche molti droni. Secondo Iran Watch, il Paese ha iniziato a usareli nelle operazioni militari nel 2018. Le principali famiglie di droni militari iraniani sono tre: Ababil, Shahed e Mohajer, a cui si aggiungono altri modelli. Gli Shahed iraniani sono noti anche perché vengono utilizzati molto da Mosca per la guerra in Ucraina.

 

Per approfondire:

Iran, la strategia dei droni di Teheran: il confronto con Usa, Cina e Ucraina

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