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Salari, sicurezza, Ucraina, Venezuela: i temi della conferenza stampa di Giorgia Meloni

Politica
©Ansa

Introduzione

Il Venezuela, la Groenlandia, l'Ucraina e Gaza. Ma anche Crans-Montana, i referendum sulla Giustizia, la legge elettorale, le baby-gang, un ipotetico futuro al Quirinale, i rapporti con la magistratura. Sono molti i temi toccati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare. Ecco i passaggi principali.

Quello che devi sapere

I detenuti italiani in Venezuela

Più di una domanda ha riguardato il Venezuela. La prima: dopo i provvedimenti di scarcerazione degli italiani Pilieri e Gasperini dalle carceri venezuelane, in mezzo alla crisi seguita dalla cattura di Maduro dagli Usa e l’instabilità politica, quale il futuro di Alberto Trentini? “Non smetteremo di occuparci di questa vicenda finché la signora Armanda non potrà abbracciare suo figlio: capisco il suo dolore, è doloroso anche per me non poter dare risposte”, ha risposto Meloni. Che ha aggiunto: "Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l'Italia e il Venezuela".

 

Per approfondire: Le notizie in diretta dal Venezuela

La conferenza stampa di inizio anno di Giorgia Meloni

Le proteste per la cattura di Maduro

Sulle proteste di alcuni attori, tra cui una parte della Cgil, per la cattura di Maduro da parte di Trump con la forza, Meloni dice: "Mi pare che si finga di non vedere la situazine in cui versa il popolo venezuelano. Mi ha fatto specie quando ho visto le mobilitazioni sindacali, in Venezuela accade che i ragazzi vadano a scuola due giorni a settimana e c'è una povertà dilagante. Quello è un mondo in cui la sinistra vive da sempre, vedere qualcuno spiegare a degli esuli venezuelani cosa significa essere venezuelani lo trovo paradossale".

 

Per approfondire: Petrolio, perché gli Stati Uniti vogliono le riserve del Venezuela?

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Gli Usa, la Groenlandia e l'Europa

Lo scorso anno Meloni escludeva un tentativo di annessione della Groenlandia da parte degli Usa. Negli ultimi tempi si è però tornati a parlarne: lo stesso presidente Trump continua a citare l'isola come una priorità per gli Stati Uniti. Cosa ne pensa la premier? “Continuo a non credere all’ipotesi che gli Stati Uniti portino avanti un’operazione militare, ipotesi che non condivido. Credo non converrebbe nemmeno agli Usa, è stata esclusa anche da Trump e da Rubio. Penso che l'amministrazione Trump, con i suoi metodi un po' assertivi, stia soprattutto ponendo l'attenzione sull'importanza strategica della Groenlandia e dell'area artica per la sua sicurezza. È una zona dove agiscono molti attori stranieri e continuo a credere che il messaggio degli Usa sia che non accetteranno azioni di potenze straniere in un’area così strategica per loro. È un tema che coinvolge anche noi. È la ragione per cui anche la Nato ha stabilito che l’area Artica sia una priorità”.

 

Per approfondire: Groenlandia, quanto potrebbe costare l'acquisizione agli Stati Uniti di Trump?

L’invio di militari italiani in Ucraina

Un passaggio sulla guerra tra Russia e Ucraina. La premier ha ribadito che "l'unico modo di garantire pace è la deterrenza, devi essere abbastanza forte da far desistere il nemico dall'intenzione di attaccarti: è la forza che costruisce pace, non la debolezza". Poi ha spiegato che "non c'è un opzione sul campo oggi con un ombrello delle Nazioni Unite". Si è parlato piuttosto “una forza multinazionale della coalizione dei Volenterosi per rafforzare la sicurezza dell’Ucraina”. Meloni non ritiene necessario l’invio di soldati italiani perché pensa che sia più efficace “un sistema di sicurezza ispirato all’articolo 5 della Nato”, pur non criticando le eventuali posizioni diverse da parte di governi stranieri.

 

Per approfondire: Gli aggiornamenti in diretta sulla guerra Russia-Ucraina

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L'Europa dovrebbe interlocuire con Putin?

Sempre in tema Ucraina, Meloni ha detto che - come suggerito dal vicepremier Matteo Salvini e dal presidente francese Macron - forse è "arrivato il momento che anche l'Europa parli con la Russia perché parlare solo con una delle due parti in campo potrebbe non portare risultati". Fondamentale "non andare in ordine sparso perché sarebbe fare un favore a Putin, e l'ultima cosa che voglio fare è un favore a Putin". La premier giudica comunque "inverosimile l'ingresso della Russia nel G7, ma "dipenderà dalla pace". 

 

Per approfondire:

Conferenza Meloni, stroncatura netta dalle opposizioni

Giorgia Meloni

Israele e la Striscia di Gaza

Siglato l'accordo di tregua tra Israele e Hamas, le notizie che arrivano dalla Striscia di Gaza parlano comunque di una situazione preoccupante per la popolazione. Cosa fa il governo italiano? "Ce ne occupiamo quotidianamente, per rendere effettivo un piano di pace, per andare avanti con il percorso verso la pace. Nelle ultime settimane la nostra cooperazione ha stanziato ulteriori 25 milioni di euro per la popolazione, ma soprattutto stiamo dando la disponibilità dei nostri carabinieri a formare le prime 50 forze di sicurezza palestinese in Giordania, un contributo concreto alla sicurezza", ha detto Meloni.

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Il rapporto con Donald Trump

Donald Trump ha detto che "il diritto internazionale non gli serve". Cosa ne pensa la presidente del Consiglio? "Penso che il diritto internazionale vada ampiamente  difeso". Poi però aggiunge: "Non ho capito cosa si sta chiedendo quando si dice che l'Italia deve prendere le distanze dagli Stati Uniti. Io penso che la politica estera italiana sia quella che ci ha ricordato il presidente Mattarella: basata sull'Europa e sull'Alleanza Atlantica. Certo che non sono sempre d'accordo su tutto quello che dicono i miei alleati, gli interessi delle Nazioni non si sovrappongono sempre perfettamente".

I referendum sulla Giustizia

Passando alla politica interna, per quanto riguarda i referendum sulla Giustizia, Meloni indica "la data del 22 e 23 marzo" come "quella che mi sembra più probabile". Se il referendum non avesse esito positivo per il governo? "Non intendo dimettermi nel caso in cui gli italiani dovessero bocciare la riforma".

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Il futuro della maggioranza di governo

Come procede l'alleanza di governo che sostiene Giorgia Meloni? "Non vedo rischi per la maggioranza che sostiene il mio governo. Sono tre anni che sento dire che la maggioranza rischia. Dopo tre anni di governo siamo il governo più solido tra le democrazie europee. Siamo chiamati a prendere decisioni ed è normale che ci sia dibattito, con posizioni diverse. Non siamo una caserma ma partiti che si confrontano", assicura la premier. Poi cita compattezza e coesione "sulla politica internazionale, su quella economica, sulla sicurezza e sulla giustizia", pur essendoci "dibattito".

L'emergenza abitativa in Italia

La premier ha promesso che l'arrivo imminente di un Piano casa per combattere l'emergenza abitativa in Italia. L'obiettivo è "mettere in campo un progetto che possa mettere a disposizone 100mila nuovi appartamenti/case a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni, al netto delle case popolari".

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La legge elettorale

Perché la minoranza, su tutti il Pd con la sua segretaria Elly Schlein, dovrebbe appoggiare la riforma della legge elettorale a cui punta il governo? "Penso che Elly Schlein, ma non solo lei, dovrebbe vedere favorevolmente una riforma che consente a chi prende più voti di governare per 5 anni con una maggioranza solida. La partita sarebbe più che aperta e potrebbe dare al campo avverso una maggioranza più ampia di quella ottenibile con la legge elettorale attuale. Il tema è fare una legge che garantisca stabilità e rispetto del voto popolare", dice Meloni.

Giorgia Meloni

La tragedia di Crans-Montana

Spazio anche alla tragedia di Crans-Montana, in cui sono morti sei giovanissimi italiani. "Quello che è successo non è una disgrazia, è la responsabilità di persone che non hanno fatto il loro lavoro e che pensavano di fare soldi facili. E le responsabilità vanno perseguite. Quando sono usciti i primi video sono rimasta sorpresa perché c’erano dei ragazzi che rimanevano nel locale quando c’erano già le fiamme. La cosa più intelligente l’ha detta una madre: perché la musica continuava a suonare? E poi perché il Comune non faceva i controlli? Leggo di video della proprietaria che scappava con la cassaforte in mano. Se fosse vero, la risposta deve essere implacabile", dice Meloni. Cosa farà il governo italiano? "L'Avvocatura generale dello Stato si è messa in contatto con la procuratrice generale elvetica per seguire le indagini e con la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo. Le famiglie hanno la mia parola che non verranno lasciate sole mentre chiedono giustizia". Poi sulla sicurezza dei locali aggiunge: "Le norme italiane sono più rigide di quelle del cantone, ma ci si deve sempre chiedere cosa si può imparare, stiamo ragionando sul divieto degli scintillii messi sulle bottiglie per festeggiare".

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Sicurezza e magistratura

Meloni si dice non soddisfatta dei risultati raggiunti per la sicurezza in Italia, puntando il dito contro "anni di lassismo" passato che "non sono facili da cancellare". Ricordando le iniziative varate - "30mila assunti tra le forze ordine", "il decreto sicurezza molto contestato dalle opposizioni che ora rivendicano sicurezza", "la lotta alla mafia con 120 latitanti catturati" - si scaglia contro parte della magistratura: "Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell'imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l'espulsione e l'espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l'autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall'autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza".

 

Per approfondireMeloni: "Su sicurezza toghe rendono vano lavoro delle forze dell'ordine". Ira dell'Anm

Baby-gang e violenza giovanile

Molto si è parlato negli ultimi mesi di violenza giovanile: "I cosiddetti maranza continuano a imperversare". Tra i provvedimenti "che stiamo studiando" c'è anche quello sulle "baby-gang", ha detto Meloni, secondo cui comunque "alcuni di questi provvedimenti cominciano a dare risultati: nei primi 10 mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5%". La premier ricorda che "nella stragrande maggioranza dei casi, gli atti di violenza (da parte di minori) sono stati commessi con armi da taglio più che armi da fuoco". Il governo sta quindi lavorando per vietarne "il porto con un'aggravante e in caso di persone travisate o di gruppi di persone che si riuniscono in luoghi sensibili". Si va anche verso il divieto on line della vendita delle armi da taglio

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Il rapporto con i giudici

C'è chi chiede alla presidente del Consiglio dei toni accesi che caratterizzano il suo rapporto con la magistratura. “Non ci sono attacchi, si cerca di costruire disperatamente scontri tra poteri quando da parte mia non esistono, lo trovo un errore”, risponde Meloni. Un riferimento anche al richiamo alle toghe fatto proprio in conferenza, parlando di sicurezza. "Ho fatto un elenco delle responsabilità dei magistrati. Chi ha ruoli di responsabilità è chiamato a quelle responsabilità. Il tema della delegittimazione non c'è. Delegittima i magistrati la campagna dell'Anm che è stata fatta nelle stazioni (per il no al referendum, ndr). Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima. Così come le menzogne delegittimano la politica e i giornalisti. Chi ha un ruolo di responsabilità è chiamato a ricoprirlo con dignità e onore".

Giorgia Meloni

Meloni al Quirinale?

Sulle voci di un ipotetico futuro al Quirinale: "Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento", cosa che "io vorrei fare", ha scherzato la premier, che esclude per il momento ambizioni "a salire di livello". Sul suo rapporto personale con Sergio Mattarella, spesso raccontato come difficile: "Non siamo sempre d'accordo ovviamente, però c'è una cosa che per me fa la differenza, Sergio Mattarella quando si tratta di difendere l'interesse nazionale italiano c'è. Entrambi collaboriamo in maniera ottima".

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I salari e il potere d'acquisto

Meloni non condivide le stime secondo cui il potere d'acquisto degli italiani è diminuito: "Si può sempre fare meglio, ma il potere di acquisto degli italiani in un anno è cresciuto di 20 miliardi. Sui salari lavoriamo soprattutto su elementi di defiscalizzazione. Quando l'Istat ci dà le serie storiche calcola il lordo, ma la maggior parte dei nostri provvedimenti incidono sul salario netto. Gran parte del lavoro sul cuneo fiscale, i fringe benefit, i premi di produttività non risulta in quei dati perché interviene sul salario netto". Insomma: "Lo scenario non è catastrofico".

L'aumento dell'età pensionabile

Meloni ribatte a chi dice che il governo ha aumentato l'età pensionabile. "In Italia esiste una legge che impone di adeguare l'età pensionabile all'aspettativa di vita. In forza di quella legge, se noi non fossimo intervenuti, nel 2027 l'età pensionabile sarebbe aumentata di tre mesi. Noi siamo intervenuti per limitare questa previsione automatica e per portare quei 3 mesi a 1 mese e a zero per i lavori usuranti. Siamo intervenuti per evitare un aumento dell'età molto più consistente", ha detto.

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La fuga dall'Italia

"Tema annoso per l'Italia" è la forte emigrazione verso l'estero. "Credo che la questione principale sia quella salariale, cioè la percezione che all'estero i salari possano andare meglio. Forse andrebbe fatto un ragionamento sui salari di primo ingresso", riflette Meloni, seconco cui influisce anche "la questione del merito, la percezione è che dove puoi arrivare non dipende da quanto vali tu: è un tema reale e culturale che bisogna smontare, se non diamo la percezione che il tuo destino non è deciso in partenza, dalla famiglia e dalla città dove nasci, ma da quello che tu riesci a dimostrare, cambia la narrazione". Meloni aggiunge: "Parliamo sempre di fuga dei cervelli ritenendo che chi se ne va" sia a più alta formazione ma rispetto a un "31%" di laureati in Italia "tra chi se ne va ha alta formazione circa il 35%", quindi - è il ragionamento - il dato è "spalmato". Poi c'è chi fa "un'esperienza all'estero che secondo me è utilissima ma sulle percentuali di rientro siamo sotto il 50%, credo che una parte di questa emigrazione sia di chi va e poi trova una condizione buona perché gli altri sistemi sono molto capaci di trattenerli". 

Giorgia Meloni

L'inverno demografico: il problema della (de)natalità

Non poteva mancare una domanda sulla denatalità. "I numeri non sono incoraggianti e bisogna continuare ad aggiungere strumenti, io credo che i numeri non siano incoraggianti perché dobbiamo affrontare il fatto che la questione sia anche culturale. Noi ci siamo concentrati sulle mamme lavoratrici: vogliamo che passi il messaggio che non sono un ostacolo o un fardello o un limite perchè altrimenti non risolveremo il problema. Noi citiamo spesso l'immigrazione come strumento per risolvere il problema della detanalità, ma i nati di seconda generazione sono diminuiti. Noi ci siamo concentrati su tutto quello che poteva dare alle mamme il senso della libertà nella scelta di un figlio, c'è bisogno di un welfare adeguato. Il lavoro non basta se non cambiamo un po' la mentalità. Per noi rimarrà una nostra priorità", riflette Meloni.

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Quale futuro per l'Ilva?

Tra i grandi dossier economici c'è sempre quello del futuro dell'Ilva, che Meloni definisce "il più complesso che abbiamo ereditato". Non è ancora chiaro quale sarà il futuro del più grande impianto siderurgico d'Italia. "L'obiettivo è quello di conciliare tenuta della produzione, dell'occupazione e della tutela ambientale e della sicurezza della comunità. Tutte le opzioni vengono vagliate, il confronto con le parti sociali è sempre aperto. Al momento si è aperta una fase di negoziazione ma non ci sono e non ci saranno impegni vincolanti del governo fino a quando non ci saranno risposte chiare su un solido piano industriale, sull'occupazione e sulla sicurezza ambientale", dice. E promette: "Nessuna proposta che abbia un intento predatorio e opportunistico potrà essere avallata da questo governo". 

I problemi per la produttività italiana

Meloni riconosce che l'Italia ha "storicamente" un problema di produttività, che  dipende da diversi fattori, "come il fatto che abbiamo un tessuto economico fatto da molte piccole e medie imprese che hanno più difficoltà a investire e innovare". Poi, aggiunto, "c'è il problema dell'accesso al credito, il problema delle infrastrutture da noi più carenti, quello delle regole e degli adempimenti nel mercato del lavoro che da noi sono particolarmente onerosi". Ma precisa: "Diciamo alcuni sono problemi, alcuni sono delle nostre peculiarità che consentono di avere una economia più resiliente e più facilmente convertibile come si è visto nella ripresa post Covid".

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Il suicidio assistito

Partendo dal fatto che il presidente della Repubblica Mattarella ha da poco graziato un uomo anziano che ha ucciso la moglie malata terminale, si è parlato anche di suicidio assistito. Per Meloni il compito dello Stato non è "favorire percorsi per suicidarsi", ma piuttosto "cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie". Sulla decisione ultima, però, ci si rimette al Parlamento. Quanto all'essere favorevole o meno, la premier precisa: "Se io sia favorevole o meno dipende dai contenuti, se ne sta occupando il Senato dove ci sono delle proposte, non ci sono iniziative governative". 

Giorgia Meloni
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